ARRICCIATO GIGANTE ITALIANO
Motivo di discussione per anni e oggi storia.
Articolo di I.F.
Allevamento Baro Cesare
Foto di Alessio e Baro Cesare©
C’è stato un periodo in cui la nostra rivista scrisse molto su questanuova razza italiana; era il periodoin cui a causa di due tesi contrastanti e
lontanissime tra loro si opponevano creando grandi tensioni che si evolvevamo in discussioni sulle riviste del settore nelle quali si spiegavano le ragioni per cui questa razza, a seconda della posizione assunta, doveva o non doveva essere riconosciuta come nuova razza italiana.
Attenzione, autolesionisti come sono sempre stati gli italiani, a cui va sempre bene ciò che fanno gli altri e mai quello che facciamo noi, si martellavano sulle … mani non per decidere se l’Arricciato Gigante Italiano doveva essere una nuova razza ma ci si agitava solo per decidere di presentare o non presentare alla C.O.M.- O.M.J. questo nuovo canarino.
La decisione se si trattava di una nuova razza non era di noi italiani ma della Federazione mondiale, pensate a quale stadio di idiozia si era giunti.
Gli spagnoli avevano alcuni anni prima presentato il Gibboso come nuova razza - accettata dalla C.O.M nonostante il Gibber - e noi stavamo li a discutere sulle “fate”.
C'era però una ragione di fondo a mio avviso, la C.T.N.F.P.A. di allora era riuscita a far supporre agli allevatori italiani che l'Arricciato di Parigi, nonostante il parare contrario della Francia, possedesse anche caratteristiche come quelle dell'AGI.
A creare il Parigino furono i Francesi e come è noto spetta solo alla nazione che ha creato la Razza modifi carne lo standard, in questo specifico caso i tecnici francesi continuavano a sostenere che il loro Parigino non era cambiato nel tempo e che lo standard era sempre identico. Le arricciature non si cambiano, dicevano. Né sulla testa né nelle altre parti del corpo. Sembra quindi che la caratteristiche dell'AGI, in parte introdotte nel Parigi come varianti sul tema, non siano mai state accettate dai francesi che mal sopportavano queste ingerenze del tutto italiane che aveva praticamente mal interpretato lo standard, forse anche migliorandola, ma sostanzialmente modificando questa vecchia Razza francese.
Ciò per i francesi non era possibile e lo hanno scritto e divulgato con vari mezzi.
Ricordo perfettamente che in occasione dei Campionati Mondiali di Reims, con stupore, vinse un Arricciato di Parigi di Baro che era perfettamente in standard: jabot a conchiglia, arricciatura dorsale perfettamente discriminata, arricciature della testa, taglia di circa 18/19 centimetri; lo stupore, mio personale, era proprio per la taglia, non eccessiva per ciò che si vedeva in Italia.
Personalmente ho sempre ritenuto una mossa sbagliata quella della C.T.N.C.F.P.A. di allora considerare i pregi dell'AGI come possibile variante al Parigino e ciò si rivelò fatale per gli Italiani ai concorsi Internazionali che presentavano dei soggetti selezionati con caratteristiche non più esclusive del Parigi ma con tipicità non riconosciute a livello internazionale.
Se ancora ancora si poteva accettare soggetti di taglia oltre i 21- 22 centimetri, non era accettato il soggetto con pettorina a ventaglio, o dorso con piume non discriminate ma a rosa.
Ciò nonostante, indifferente, la nostra C.T.N. continuava a sostenere la sua tesi che, ottusamente non permettevano a questa nuova razza italiana di prendere piede e di trovare una sua linea selettiva ma che intanto, allevatori di altre nazioni come la Germania, avevano adottato con gioia perché ritenevano bella e diversa dal Parigi e la stavano selezionando con diligenza. Questa storia andò avanti per quasi un decennio, la C.T.N.C.F.P.A. si opponeva alla presentazione di questa nuova razza al riconoscimento C.O.M. e ciò provocò non pochi danni negli allevamenti italiani che nel frattempo, attratti com'erano dalle caratteristiche dell'AGI, continuavano ad inserirle nel Parigi creando canarini che vincevano alle mostre italiane ma che poi pochi risultati ottenevano ai Campionati Mondiali.
Esemplare testa di AGI. Foto e allevamento di G.F. Canaglia.
Cosa comportò allora questo comportamento ottuso della C.T.N.?
Dopo anni di battaglie scritte, la F.O.I. decise di portare al riconoscimento C.O.M. la nuova razza la quale, dopo un regolare iter venne riconosciuta come nuova razza.
Esemplare di AGI. Foto Alessio© - Allevamento di Baro Cesare
Il palco della colpevole C.T.N. era caduto, anni di negazioni e ostracismo si sono dissolti come per incanto e ancora oggi siamo qui a chiederci quale è stato il motivo che ha spinto delle normali persone a contrastare questa nuova Razza?
Ancora oggi esistono delle ostilità e i contrari sostengono che non si vedono veri AGI nemmeno alle mostre italiane.
Non so quanto sia vera questa affermazione, nono sono un vero esperto, ma a mio avviso bisognerebbe che ci si chiedesse perché ancora oggi è diffi cile poter vedere alle mostre dei veri campioni AGI, non sarà perché per anni si è accettato che gli allevatori immettessero negli Arricciati di Parigi le caratteristiche dell'AGI e che oggi sia assolutamente più diffi cile ritornare alla perfetta separazione delle rispettive peculiarità?
Ricordo che molti anni fa, quando iniziai ad allevare (mi riferisco al 1975), esistevano dei problemi con i Crest. Allora non si vedevano gli animali d'oggi e la razza era nella fase di ricostruzione dopo un periodo di oscurantismo. Gli allevatori italiani, creativi come sempre, cercavano di ricreare la razza sperimentando sperimentando avevano inserito il Norwich per dargli potenza e taglia. Ricordo perfettamente che per molti anni fu diffi cile distinguere le due razze. Ci si riuscì solo quando, fi nalmente, qualcuno importò (forse dall'Inghilterra ma potrebbe anche essere dalla Germania, non ricordo) degli esemplari di Crest selezionati correttamente che iniziarono a dare prole tipica. Nel caso dell'AGI non è possibile recuperare i vecchi soggetti e diventa prioritario quindi selezionare con riflessione partendo però da soggetti che possedevano, proprio per un'assurda impuntura di alcuni, caratteristiche di Parigi e di AGI.
Sicuramente ci vorrà ancora qualche anno per arrivare ad ottenere esemplari uniformi e nel frattempo, invece di predicare che gli AGI a concorso sono animali da 80 punti, sarebbe forse più utile ritenere che ci possono ancora stare degli AGI difettosi così come ci sono Parigi che raggiungono a stento gli 83 punti, non vi pare?
Foto e allevamento di G.F. Canaglia