L’ASTRILDE GUANCE ARANCIO
(Astrilde melpoda)
di E. Saccarola

È un grazioso uccelletto che prende il nome dalle sue caratteristiche macchie arancio sulle guance; ha una taglia di 10 centimetri e presenta fronte,calotta e nuca di colore grigio, redini rosse, guance arancio. Lati del collo, mento, gola, petto e fianchi grigi con sfumatureazzurre; ventre e sottocoda giallo arancio;dorso e ali bruni. Groppone rosso cremisi,
coda bruna. Becco rosso e zampe brune;occhi bruni.
I due sessi sono simili; alcuni autori sostengono che le femmine hanno la coda leggermente più corta e l’arancio delle guance meno esteso.
Un metodo sicuro però per distinguere i sessi è quello di osservare, nel periodo riproduttivo, la gola dei maschi che si gonfia mentre emettono il loro canto appena percettibile. I giovani sono molto simili agli adulti privi dell’arancio sulle guance.

Astrilde Guancie arancio.
Tratte da Nachricten - foto di G. Oppenborn.


L’habitat, diffusione e abitudini
Il biotopo delle guance arancio comprende la savana dell’Africa centrale ed Occidentale. È distribuito su una superficie che comprende gli stati a sud del Sahara tra i quali: il Senegal, Costa d’Avorio e Camerun. Vive in gruppi numerosi in mezzo ai quali a volte è possibile trovare anche Estrildidi, il gruppo si posta alla ricerca cibo tra le alte erbe della savana.
Durante il periodo riproduttivo i gruppi si separano ed ogni coppia occupa un territorio che difende con pertinacia.
Il nido è costruito a forma di sfera, fornito di un corridoio d’ingresso laterale lungo circa 10 centimetri. Il materiale di costruzione del nido è vario. Esternamente tenuto assieme da erbe e fibre vegetali, internamente é rivestito con materiale morbido (lanugine, piume, ecc.).
La deposizione consiste in 4-6 uova covate da entrambi i componenti la coppia; i pullus vengono nutriti, durante i primi 8-10 giorni di vita, con prede vive. Mano a mano il fabbisogno di proteine animali diminuisce, le prede animali vengono sostituite con le proteine di origine vegetale, quindi semi di piante selvatiche.
In cattività
L’Estrilde guance arancio da molti anni è regolarmente importato e, una volta superata la fase di ambientamento, si dimostrano abbastanza robusto, superando bene anche l’inverno continentale; necessita però di ambienti dove la temperatura non scenda mai sotto i 5 gradi centigradi.

Coppia di Guancia Arancio. Tratto da Nachricten foto di G. Oppenborn

Riproduzione in cattività
L’esiguo prezzo con cui sono posti in vendita, le difficoltà che si incontrano nella riproduzione in cattività, soprattutto se in contenitori troppo esigui e la poca disponibilità di voliere scoraggiano i pochi allevatori che si impegnerebbero nell’allevamento di questa specie a favore di altre più semplici e meno esigenti.
Per aiutare comunque quegli allevatori che disponendo di voliere e desiderassero intraprendere l’allevamento del guance arancio, diciamo che le voliere dovrebbero avere una dimensione di almeno 2 x 1 metro ed un altezza di 2 metri; inoltre essere arredate con fitti cespugli nei quali dovranno essere occultati i nidi da supporto per un eventuale tentativo di riproduzione.
Per la costruzione del nido alla coppia verranno offerti: fieno, raffia, sfilacci di juta, fibre di cocco, cotone idrofilo, ecc.

Guancia Arancio da “Esotici in Colore” di D. Avon

Alimentazione
Come alimentazione forniremo come base, ai nostri piccoli amici, un miscuglio di semi per esotici composto da: scagliola, panico, miglio giallo, poco niger. Durante l’allevamento dei piccoli è utile fornire abbondante alimentazione insettivora fatta di tarme della farina, camole del miele, tarme buffalos, reperibili nei negozi specializzati che le vendono bollite e congelate, ciò permette una notevole riduzione della carica batterica. Importante, ai fini della riproduzione, è fornire osso di seppia e grit in quanto soffrono spesso di ritenzione dell’uovo.
Per coloro che amano il metodo naturale suggeriamo la possibilità di inserire nella voliera un cestino di frutta molto matura, coperto da una fitta retina che non permette ai volatili di alimentarsi della frutta stessa, ma agli insetti che prolifereranno di uscire e servire da alimento. Non posso vantare un’esperienza personale nell’allevamento di questo esotico ma riporto l’esperienza di un amico che ha mantenuto due soggetti in gabbia posta in un locale dove la temperatura durante l’inverno oscillava tra i 5 e i 10 gradi, con l’unico accorgimento di mettere a loro disposizione una cassetta nido preventivamente imbottita di erba secca che i guancia arancio utilizzavano per il riposo notturno.
L’alimento usato era un misto per esotici e spighe di panico.
Hanno vissuto per 9 anni senza mai riprodursi, probabilmente si trattava non di coppia ma di due soggetti dello stesso sesso.
Ibridazione
Per quanto se ne posso sapere, il guancia arancio è stato ibridato con successo con: il Becco di corallo e il Cordon blu.