LA CANNAIOLA
(Acrocephalus scirpaceus)
di A. Pozzobon
È come un sogno il coro di Silvie palustri nel tempo degli amori. Mille voci escono dal bosco di cannucce accarez-zando le lente ali degli aironi. Il vento ruba i rumori e li porta lontano, sempre più dolci, sempre più vaghi. Le varie specie sembrano gareggiare con il meglio del loro repertorio. Un canto vi colpirà, perché appassionato e melodioso. La canzone della Cannaiola.

I pullus hanno percepito larrivo dei genitori e scattano
protendendosi per limbeccata. Foto © F. Branchi
Q uesto visitatore estivo è presente in tutta la penisola
e nelle isole. Nidifica (una o due volte) e migra al sopraggiungere dellautunno.
La sua popolazione si è ridotta per le bonifiche. È un uccello
tipicamente palustre che frequenta canneti, stagni, corsi dacqua alberati,
ecc. Di temperamento schivo ama i fitti ed è difficile
poterla osservare.
La Cannaiola, come le altre Silvie abitatrici delle zone umide è priva
di caratteri appariscenti, per cui il riconoscimento è difficile.
Bisogna ascoltare il richiamo o il canto per una identificazione certa.
Si nutre di insetti, larve, molluschi, pesciolini ed anche di qualche bacca.
La ho osservata più volte mentre si nutriva delle bacche di sambuco.
Il suo nido è costruito intorno a tre/quattro steli di cannuccia a
circa 50 centimetri dal-lacqua. Ha sagoma quasi cilindrica ed è
formato da erbe di palude, foglie di canna, ecc. Le uova 4/6 sono verdi bluastre.
È specie utile allecosistema palustre. Il suo nido è visitato
frequentemente dal cuculo.

Finalmente si mangia. Foto © F. Branchi
La Cannaiola non fa parte della coltura popolare del passato.
Lunica Silvia apprezzata e allevata era la Capinera. Veniva con fusa
inoltre dagli uccellatori e dai buongustai con il Beccafico.
Lultima volta che mi è capitato di osservare la Cannaiola è
stato presso un amico.
Aveva costruito una voliera che riproduceva in miniatura lambiente palustre.
Erano quattro soggetti nutriti allo stecco e salvati
dai propositi mangerecci di un ragazzo. Salivano e scendevano le cannucce
a caccia di insetti attirati da apposite esche. Rimasi
un paio di ore divertito ad osservarle e studiarle. Personalmente ho allevato
un Canareccione (Acriofephalus arundinaceus) del tutto simile alla
Cannaiola per aspetto ed abitudini, ma di taglia maggiore. Il primo misura
circa 19 centimetri, la seconda circa 13 centimetri. Proveniva da un nido
salvato durante il taglio dei canneti. Era una femmina e mi è vissuta
per alcuni anni, dimostrandosi simpatica e divertente. Morì durante
le sue abituali esibizioni in soggiorno (che pazienza mia moglie!), per aver
inghiottito un filo di materiale sintetico raccattato in terra. Ne fui rattristato,
era una buona amica.

Ormai grande il pulcino tra qualche giorno diventerà
autonomo. Foto da Uccelli
Alcune osservazioni di D. P. sulla Cannaiola in natura
Dotata di 10 remiganti primarie funzionali, è volatrice mediocre, per
cui si rinviene soprattutto nei cespugli e tra le canne dove
si muove agilissima alla ricerca del cibo; è strabiliante labilità
con la quale si arrampica verticalmente lungo gli steli delle can-ne
e di altre piante acquatiche inseguendo le piccole prede che cattura sempre
tra il fogliame o in qualche fessura e mai in volo
come i Pigliamosca. Il nido è ottenuto intrecciando con straordinaria
abilità ed eleganza, foglie di canna, steli ed altri materiali flessibili;
infine è legato strettamente ai gambi verticali delle piante basse
dei terreni paludosi ed è quindi
molto spesso sospeso sullacqua. La costruzione risulta talmente ben
mimetizzata che è difficile scorgerla anche guardando
nella direzione in cui si trova. Anche le Cannaiole, come numerose altre specie
del genere Acrocephalus compiono grandi migrazioni, poiché si
riproducono nelle zone temperate dellEuropa e dellAsia occidentale,
e svernano ai tropici.
Secondo alcuni Autori, si trovano stabilmentein Sicilia.