Marzo 2009
CARDELLINO AMERICANO
(Carduelis tristis)
Tra gli Spinus è quello più raramente allevato, almeno in Italia, in quanto sono pochi gli allevatori che realmente conoscono le sue abitudini. La maggior parte lo distingue per gli sgargianti colori del maschio in abito estivo ma quasi esclusivamente per averlo visto in fotografia.
Pochi ad esempio sanno che è originario del Nord America e più diffuso in Canada e che quindi è uccello rustico e che ben si adatta a climi rigidi tanto da poter, alla nostra latitudine, vivere tranquillamente in voliere all'aperto, ovviamente con le adeguate protezioni invernali.
Una caratteristica importante di questa specie di Spinus è la differenziazione del piumaggio dalle fase di riposo a quella riproduttiva, e pare che proprio il passaggio dal piumaggio sgargiante a quello spento del riposo abbia indicato il nome. Ma veniamo alla sua descrizione che oltre alla forma nominale ne elenca altre tre sottospecie

Maschio di Carduelis tristis in abito invernale
Descrizione
Ha una lunghezza circa 12 cm. e il suo nome sembra derivi dal piumaggio di riposo molto meno appariscente, quasi “triste” rispetto a quello estivo. Il cambio del colore è molto apprezzabile nel maschio in quanto il suo colore autunnale ed invernale è quasi totalmente di un bel bruno verdastro molto mimetico, e in poche settimane si trasforma completamente diventando di colore giallo intenso su cui spiccano le ali e una calotta di colore nero che lo rendono particolarmente attraente.
Anche la femmina subisce una piccola trasformazione e da un piumaggio brunicco verdatro diventa di un bel colore giallognolo verdastro.
Un consiglio che diamo però all'allevatore è di non fidarsi dell'aspetto per considerare i soggetti in forma amorosa completa, per questo è meglio attendere che il becco, sia nel maschio che nella femmina, da bruno a carnicino/arancio fino a diventare di un bel arancio acceso.

Maschio in abito invernale
In allevamento
Non ci sono molti casi di riproduzione in allevamento ma certamente è consigliabile alloggiare la coppia in voliere o gabbioni, alcuni prediligono all'aperto, altri consigliano all'aperto.
Leggendo qua e là abbiamo capito che il Tristis bene si adatta ai nostri climi e che una voliera esterna deve solo possedere il tradizionale riparo per proteggere gli esemplari durante le notti particolarmente gelide e piovose.
E' una specie particolarmente delicata dal punto di vista alimentare e quindi chi lo alleva consiglia una miscela di semi secchi piuttosto leggera, adatta agli Spinus, onde evitare dannose enteriti; la dieta base va integrata con una piccola aggiunta di girasole piccolo e del pastoncino; con l'approssimarsi della bella stagione è opportuno arricchire la dieta con cibi proteici e fornendo anche verdura come: cicoria, lentoccio, zucchine cetriolo, ortica (che gli dona anche una colorazione intensa), gramigna, sencione, abete, betulla e cicoria selvatica.
Se mantenuto all'esterno in un clima simile al nostro nord questo Spinus non si riproduce prima della fine di maggio.
Osservando il comportamento di questo bel Carduelide, alcuni esperti hanno decifrato che il maschio preannuncia la deposizione della femmina di alcuni giorni mostrandosi aggressivo, mantenendo, soprattutto alla sera, un aspetto che per noi umani è gradevole ma che nel loro significato è probabilmente un segno di avvertimento nei confronti di possibili avversari che consiste nel sollevare le piumette della calotta e delle guance (cosa che gli conferisce un aspetto per noi accattivante), ma che in realtà segnala aggressività che sfocia anche nella rissosità nei confronti della femmina.
Proprio per questo motivo alcuni autori consigliano, se allevato in volieretta, di togliere giornalmente le uova e una volta terminata la deposizione separare il maschio dalla femmina per circa 4-5 giorni permettendogli di calmarsi.
Questa procedura diventa superflua nel caso la coppia venga alloggiata in ampia voliera esterna, ben schermata per proteggere gli esemplari da correnti d'aria e ben arredata in modo da ricreare un poco di ambiente dove i tristis potranno ricercare sicurezza e allestire il nido.
Ovviamente non tutti possono disporre di voliere da esterno e in questi casi è consigliabile alloggiare i soggetti in gabbie da riproduzione tipo inglese, lunghe almeno 1,20 e con una altezza non inferiori ai 60 centimetri.
Coloro che lo hanno allevato dichiarano che è consigliabile fornire loro durante la fase riproduttiva, ma anche durante tutto l'anno, in un piattino sul fondo della gabbia o della griglia porzioni di grit, calcio lattato in polvere, sali minerali in cubetti, carbone vegetale e vitamina D3 in polvere.
Di riproduzioni in cattività ce ne sono state anche se non sono comuni e sappiamo per certo che alcuni appassionati amatori di questa specie anche in Italia ci stanno provando da qualche anno.