LA CICOGNA BIANCA
(Ciconia ciconia)

La cicogna bianca, quella che per molti bambini di anni è ancora considerata l’infaticabile trasportatrice di neonati nelle case degli uomini, è ascritta alla Famiglia dei Ciconidi.
In Italia era considerata di passo e non nidificante ma, come a volte succede, grazie all’intervento dell’uomo, oggi in molte zone d’Italia (nord, centro e sud), si riproduce regolarmente.
Questo uccello è attorniato da molte leggende: oltre ad essere considerata portatrice di fecondità, nell’Europa centrale il suo arrivo primaverile è considerato di buon auspicio per i raccolti.
Si tratta di un trampoliere di grandi dimensioni che può raggiungere e a volte anche superare il metro di lunghezza. Inconfondibile per il suo bel piumaggio bianco e per le copritrici alari e remiganti primarie nere.
Distinguibile dagli aironi non solo per le dimensioni, ma anche per il grande e forte becco, diritto ed aguzzo, con margini taglienti e di colore rosso così come le lunghe zampe con piede munito di quattro dita di cui tre anteriori, unita da una ridotta membrana interdigitale e una posteriore.
Difficile distinguere il maschio dalla femmina che da alcuni autori è contraddistinta da una taglia inferiore.
Nidificante ormai praticamente in tutta l’Europa (grazie, come dicevamo) all’intervento umano nonostante in passato sia stata dichiarata estinta in molti paesi europei.
La forte diminuzione nonostante la protezione di cui gode da molti anni è probabilmente causata da una ridotta potenzialità riproduttiva.
Il volo delle Cicogne è potente e resistente che consente di viaggiare a lungo e a grandi altezze.
Famose sono le sue migrazioni che fino pochi anni fa escludevano l’Italia pur essendo questa la via più breve per raggiungere le zone di svernamento (Africa). Le vie principali, partendo dall’Olanda erano il Belgio la Germania occidentale, la Francia e la Spagna per poi proseguire attraverso lo stretto di Gibilterra sefguendo il lato Ovest dell’Africa per poi piegare verso il Sudan dove si incontravano con altri individui che nella loro migrazione avevano volato in direzione sud-est attraversando l’Europa, passando il Bosforo, la Turchia risalendo la valle del Nilo sorvolando la Rodesia e il Mozambico.
Questi trampolieri non possiedono organi vocali ma emettono dei forti sibili e producono con il battito dei due rami del becco degli scricchiolii secchi e sonori dalle svariate tonalità; nel far ciò spesso inarcano il collo in maniera che la mascella superiore risulta protesa sul dorso.
Vivono raccolte in branchi frequentando le zone paludose, le rive dei fiumi e laghi, le piane steppose e le brughiere, in molti casi anche le zone coltivate.
Si nutrono di insetti d’ogni genere, si anfibi, rettili, pesci, molluschi, piccoli mammiferi ed anche nidiacei d’altre specie. La loro dieta, quasi esclusivamente carnivora, è solo raramente integrata con qualche sostanza vegetale. Le prede più piccole sono ingoiate intere, le più grosse sono prima fatte a pezzi.
Possiedono potenti succhi gastrici che consentono loro di digerire pure ossa e spine; i dermascheletri degli insetti sono però rigurgitati dopo il pasto.
Contrariamente al loro aspetto diti uccelli dediti all’allevamento della prole, le Cicogne sono animali scaltri e diffidenti, di temperamento battagliero e collerico, in grado di battersi, se necessario, coraggiosamente.
Le Cicogne sono strettamente monogami ma falsa è la diceria che vuole tale fedeltà estesa fino alla morte di uno dei compagni della coppia.
La riproduzione inizia a febbraio-marzo e a giungere sul posto è il maschio che inizia subito la costruzione del nido, collocato sempre molto in alto: su una roccia, sulla cima di un albero, e oggi sui tetti delle case degli uomini, sui campanili e pali della luce.
Gli uomini, che ritengono ben’augurante il nido della cicogna sulla propria casa, favoriscono la scelta del nido creando piattaforme di grandi dimensioni.
Il nido viene costruito rozzamente con rami, sterpi, stracci, carta, con all’interno, dove andranno ad essere depositate le uova, zolle erbose e frasche.
L’abitudine di tornare stagionalmente al proprio nido, arricchendolo sempre di nuovi materiali, fa si che queste costruzioni, dall’aspetto precario, raggiungono un diametro anche di un metro e cinquanta e un peso di oltre 40 chilogrammi.
La femmina giunge al nido quando quasi tutto il lavoro è terminato, provvedendo alla rifinitura. Non di rado capita che alcuni nidi vengano contesi è ciò innesca battaglie anche sanguinose.
Dopo la parata nuziale fatta di danze e di voli artriti, la femmina depone 3-5 uova che cova per un mese aiutata dal maschio. Generalmente è una sola la covata portata a termine e i piccoli sono amorosamente allevati da entrambi i genitori per circa due mesi, ma per altre due o tre settimane i giovani continuano ad essere accuditi dalla coppia.
Le migrazioni iniziano, nell’Europa centrale, nel mese di agosto, mentre nelle zone mediterranee a volte è possibile che le Cicogne diventino stanziali.
È possibile l’allevamento in cattività, cosa dimostrata proprio da quei centri in cui si è provveduto a riprodurre questo trampoliere, ma ciò presuppone di grandi aviari non certo disponibili ai privati.
I soggetti giovani possono però essere facilmente addomesticati e tenuti liberi, affezionandosi molto al proprietario seguendolo come cagnolini e fraternizzando con gli altri animali domestici.
L’istinto però è dominante e durante il periodo della migrazione partono per fare ritorno poi l’anno successivo. L’allevamento in cattività non presenta difficoltà, basata com’è su qualsiasi alimento carneo.