CIGNO
SELVATICO

(Cygnus cygnus)
Articolo a cura della Redazione
foto di Fausto Branchi©

Occasionale in Italia, questo cigno si distingue dal Cigno reale (Cygnus olor) per la base del becco di colore giallo limone e non interamente arancio, per l’assenza del tubercolo nero alla base del becco e la coda decisamente più breve. Anche inarcare le ali è un’azione tipica esclusiva del Cigno reale. Il collo rigorosamente diritto è un segno distintivo del cigno selvatico. Quest’ultimo emette un suono ripetuto
che assomiglia molto al suono di una trombetta. Inarcare le ali è un’azione tipica esclusiva del Cigno reale.
Molto simile al Cigno minore (Cygnus columbianus) è da questo distinguibile per la sua maggiore dimensione. Il cigno selvatico può raggiungere una altezza da terra di 145/160 centimetri mentre il Cigno minore solitamente non supera i 127 centimetri. Un’altra differenza è considerata la dimensione della macchia nera del becco, più estesa e meno arrotondata. Il Cigno selvatico ha un’apertura alare di 218 243 centimetri. Durante la migrazione il Cigno selvatico vola in formazione a V o in linee oblique ondeggianti e mantiene il collo rigorosamente diritto. Nella fase alimentare tra i Cigni selvatici non esiste una sincronizzazione nelle immersioni che comporta che almeno un individuo del branco resti in posizione vigile, ma poiché il Cigno selvatico non resta con la testa immersa per più di 10 secondi, automaticamente nel gruppo c’è sempre qualche individuo che può dare, in caso di pericolo, l’allarme.

DIFFUSIONE
Il suo areale di nidifi cazione è piuttosto esteso e va dall’Islanda alla Scandinavia, dalla Finlandia al confine orientale del Continente evitando lezone più nordiche e prediligendo la parte piùmeridionale.
Nidifica nella tundra meridionale prediligendo luoghi assolutamente isolati, in prossimità dilaghi circondati da canneti, paludi e stagni paludosi, ma anche in stagni circondati da praterie e brughiere; fi umi, estuari lagune e bracci di mare liberi da vegetazione fi no ad 800 metri di altitudine.

ALIMENTAZIONE
Si ciba prevalentemente di piante acquatiche in specchi di acqua dolce o salmastra che assume rovesciandosi come le anatre di superficie o
semplicemente immergendo il collo e la testa e pascolando sul fondo; da ciò si evince che per cibarsi ha la necessità di profondità non superiori ad 1 metro. Si ciba però anche sulla terraferma brucando l’erba.


Un giovane cigno selvatico in piumaggio immaturo

RIPRODUZIONE
Tra l’inizio della deposizione e l’involo dei giovani trascorrono anche 130 giorni.
La sua deposizione consiste in 3-7 uova che vengono amorevolmente covate dalla femmina mentre il maschio vigila costantemente
restando nei pressi del nido e sostituendo la femmina quando questa, per motivi alimentari, si allontana; solo in caso di morte della
femmina il maschio può decidere di sostituirsi ad essa.
Il nido a terra, è composto solitamente da un ammasso di vegetazione palustre, rami ed altri materiali vegetali.
All’interno il rivestimento è più soffice e il piumino è praticamente il materiale che viene a contatto con le uova e successivamente con i pulcini. Nelle regioni più occidentali la nidificazione inizia a metà marzo ma più normalmente il periodo riproduttivo inizia ad aprile.


Esemplare adulto in una
splendida foto di Branchi