IL CIUFFOLOTTO BRUNO PASTELLO

Testo e foto di M. Guerinel
Tratto da “Oiseaux du Monde”

Siamo già in possesso diverse mutazioni di Ciuffolotto, le più conosciute sono la Bruno e la Pastello; questa che andiamo a descrivere è nuova mutazione che nasce dalla combinazione delle altre due, appare abbastanza recentemente e armonizza la Bruno e la Patello: ed ecco la mutazione che non poteva che chiamarsi Bruno Pastello.

Andiamo ora a descrivere la mutazione e a dare qualche consiglio a chi ci legge.

Ciuffolotto Maschio

La femmina

La femmina Bruno Pastello ha il becco e le zampe di colore chiaro; la calotta, le remiganti, le rettrici sono brune chiaro. Il codione, la regione della cloaca, le sopra caudali sono bianchi; il petto, i fianchi e il dorso sono di un bel colore bruno chiaro rosato.

Il maschio

Il dorso del maschio è grigio beige chiaro; le guance, il collo e il petto sono rossi. Tutti questi colori fanno del Ciuffolotto Bruno Pastello un soggetto magnifico.

La storia

Due femmine sono state esposte al mondiale che si è tenuto a Zupthen in Olanda nel 1998; i primi maschi sono apparsi ai mondiali di Pescara (Italia) nel 1999 esposti sempre da un allevatore olandese e nel 2000, ad Alicante in Spagna, furono già esposti degli stamm di maschi Bruno Pastello.

Una evoluzione rapidissima.

Personalmente acquistai nella stagione 2000 un maschio di questa nuova mutazione nella speranza che l'allevamento di questa mutazione avesse uno svolgimento regolare nella stagione successiva, ciò potrebbe dare la possibilità di gettare le basi affinché anche i francesi potessero iniziare l'allevamento di questa bellissima mutazione salendo sul treno innovativo delle novità.

Qualche consiglio

Vediamo però ora, in base alle mie esperienze, di dare qualche consiglio pratico per allevare in modo corretto il Ciuffolotto Bruno Pastello. Personalmente ho incontrato alcuni problemi con il maschio di questa mutazione. Certamente uno dei primi problemi è che il maschio non lascia tranquilla la femmina durante la cova. In questi casi non bisogna esitare a separare il maschio, la femmina continuerà a covare ed allevare la prole da sola. E' possibile rimettere il maschio con la femmina solamente quando i piccoli hanno quattro giorni, così facendo solitamente il maschio non tarderà a prendersi cura dei piccoli, da parte dell'allevatore sarà necessario una sorveglianza solamente durante la prima sera.

La gabbia

Personalmente allevo i miei Ciuffolotti in gabbie di allevamento lunghe 1 metro, profonde 50 centimetri e con una altezza di 50 centimetri. La gabbia prima di ospitare i soggetti in allevamento viene disinfettata con acqua e candeggina oltre che con detersivo per bucato.

Maschio Bruno Pastello risulato di qualche anno di selezione

L'acqua

L'acqua da bere di fontana è rinnovata giornalmente, soprattutto nel periodo di maggior calore.

Alimentazione

Il nutrimento viene messo a disposizione in contenitori esterni. Gli uccelli devono imparare ad alimentarsi in questo modo e una griglia impedisce che il cibo insudiciato possa essere ingerito.

Varietà di alimento

Al misto per Ciuffolotti aggiungo dei semi di Cardo, della Perilla, dei semi di Girasole, un misto per Cardellini, e della ghiaia sono alimenti che non devono mai mancare. Durante il periodo di allevamento utilizzo del pastoncino all'uovo con aggiunta di proteine, semi germinati, camole del miele scongelate, uova di formica anch'esse scongelate e qualche camola della farina.

Tutto l'anno somministro dei semi bolliti, il vantaggio di questi semi è che sono lavati, molto puliti, e particolarmente digeribili.

La cova

I nidi devono essere posizionati agli angoli del contenitore, molto in alto; andranno benissimo i classici nidi da esterno per canarini inseriti in vasi di terracotta per facilitare il mantenimento dell'umidità in caso di periodo estremamente caldo e secco.

L'anello

Personalmente non inanello i soggetti presto. Per evitare che l'anello venga tolto, prima di tutto lo ricopro con un pezzo di tubicino per valvole di bicicletta; faccio bene attenzione di usare l'anellino corretto che in Francia è quello del diametro da 2,9. Quando i giovani hanno circa 30/40 giorni faccio ai giovani una cura contro la coccidiosi ( 2 ml. di Amiduren per litro d'acqua).

Per non avere dei problemi d'infezione i miei Ciuffolotti si posano su un sostegno posto trasversalmente e che dunque permette alle feci di non insudiciare null'altro.

Essi devono essere alloggiati in gabbie o voliere asciutte e pulite.

Al di fuori del periodo riproduttivo riunisco assieme i maschi separandoli dal gruppo delle femmine e all'interno di un unico contenitore (che è poi la stessa gabbia che uso per l'allevamento) non inserisco mai più 3 o al massimo 4 soggetti.

I Ciuffolotti mutati non sono considerati animali protetti; l'esposizione e i concorsi dei fenotipi mutati è libero in Francia.

Nel mio allevamento possiedo le tre mutazioni: il Bruno, il Pastello e questa nuova mutazione Bruno Pastello.

Altri consigli a carattere generale

L'allevamento del Ciuffolotto può essere praticato anche in gabbia, come viene descritto dall'autore dell'articolo, ma tuttavia è più coerente se viene eseguito in voliera, preferibilmente esterna, alle condizioni che sono quelle del suo habitat, ma con l'attenzione necessaria alle protezioni.

Le dimensioni indicativ4e della voliera sono: larghezza 2 metri, lunghezza 1 metro, altezza 2 metri.

La voliera sarà alberata. Sono preferibili le conifere o la ginestra a foglie. Il Ciuffolotto è in effetti un mangiatore di gemme molto efficace.

Una vegetazione piuttosto fitta eviterà il contatto diretto del maschio con la femmina in cova. Converrà tuttavia sorvegliare il maschio al momento della schiusa, certe manifestazioni amorose non sono esenti da una certa propensione al cannibalismo.

Il regime alimentare sarà completato da gemme e giovani germogli, di graminacee selvatiche, da bacche e frutti: ciliege, more, ribes, sambuco, fragole, ecc. e con ragni e piccole lumache.

La costruzione del nido è portata a termine in modo sufficiente. La femmina utilizza essenzialmente sottili ramoscelli, radichette e crini. La deposizione consiste in 4/5 uova covate per 13 giorni.