L'ESPERTO RISPONDE
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Domande e Risposte Dicembre 2007
1. Quale materiale nel nido?
2. Cocorita solitaria
3. Gracula religiosa
4.
“Tappo cloacale” nei Gloster
5.
Pustole da vaiolo?
1. Quale materiale nel nido?
D: Gentile Dottore,
ho una coppia di cocorite ed una di Inseparabili di Fisher. Le sarei grato se volesse indicarmi quale materiale è più adatto per imbottire il nido di queste due specie. Grazie
G.R. Catania
R: Per entrambe le specie è consigliabile un classico nido di legno “a cassetta chiusa” con un foro di entrata. Le Cocorite hanno poche esigenze nel materiale da nido in quanto possono deporre direttamente sul fondo in legno, che generalmente presenta un incavo per mantenere le uova ravvicinate. Può essere, tuttavia, utile spargere sul fondo del nido dei sottili trucioli di legno, assicurandosi che non contengano colle, in modo da mantenere il nido stesso più asciutto.
Diverso il discorso per quanto riguarda i Fisher. Questi pappagalli sono soliti preparare all'interno della cassetta nido una complessa camera d'incubazione, utilizzando allo scopo del materiale vegetale ed, in mancanza di esso, striscette di carta, piume o qualsiasi altro materiale reperibile nella gabbia. E' quindi opportuno fornire loro dei rametti di salice, da immettere nella gabbia, in modo che essi possano tagliarli secondo le loro necessità ed imbottirvi il nido.
La presenza nel nido degli Inseparabili di materiale vegetale contribuisce, inoltre, a rendere l'ambiente interno umido in modo sufficiente a permettere la schiusa dei piccoli.
Saluti - Gino Conzo
D: Salve, mi chiamo Francy ed ho un problema con il mio cocorito. Più di due anni fa presi dalla protezione animali due cocoriti, un maschio e una femmina già adulti (ma credo giovani) perchè facessero compagnia alla mia nonna. Quando mia nonna è morta, un anno fa circa, i papagallini sono venuti a stare con noi. Quest'estate, mentre ero all'estero, la femmina è scappata (vivo con i miei, quindi i pappagallini non erano soli). Aggiungo anche che nessuno dei due era socievole, avevano paura degli umani, e la femmina era il "capo-gabbia" perchè ogni tanto "maltrattava" il maschio. La gabbia è abbastanza grande ed è piena di giochi e di posatoi di diverse dimensioni e "consistenze".
Sono passati almeno 4 mesi in cui il maschio è rimasto solo, e mia madre dice che comunque quando lo metteva sul balcone e sentiva i pappagallini della casa di fronte o gli uccellini sugli alberi, oppure mentre guardava la televisione, "cinguettava".
Ora sono tornata, e sta arrivando il freddo, e quindi il pappagallino non può più stare in terrazzo. Cinguettava comunque quando guardavamo la televisione. Però io ho sempre sentito dire che i pappagallini non dovrebbero stare soli, bisogna sempre averne almeno due, e quindi sono andata alla protezione animali ad adottarne un'altro. Ho preso un giovane che CREDIAMO sia femmina. Non siamo sicuri al 100%.
Quando l'ho messa nella gabbia, all'inizio si sono messi uno da una parte e uno dall'altra, fermi immobili. Il giorno dopo si sono spostati un pò, sempre ai lati opposti della gabbia, ma la femmina(?) era comunque abbastanza ferma. Oggi, il terzo giorno, si sono fatti un pò coraggio e sono abbastanza vicini (già la notte scorsa hanno dormito abbastanza vicini, anche se su due posatoi diversi.). E questa mattina si cinguettavano a vicenda (uno parlava e l'altro rispondeva). Però ora vedo che il maschio ogni tanto dà delle beccate in testa alla femmina, che ogni tanto tira un pò indietro la testa ma non cambia posatoio. Secondo voi, il maschio preferisce stare da solo, e quindi devo riportare la femmina alla protezione animali? Non gli sta "simpatica" questa femmina e devo provare a portagliene un'altra? Oppure è normale che si comporti così all'inizio, e le cose miglioreranno?Aggiungo che non mi interessa che si riproducano, voglio solo il meglio per il pappagallino che ha fatto compagnia a mia nonna nei suoi ultimi anni, e voglio il meglio per la sua eventuale compagna, perchè comunque amo gli animali.
Spero mi rispondiate presto!
Grazie, Francy
R: Salve Francy, le cocorite sono uccelli particolarmente socievoli e quindi la vita in compagnia di loro simili è sempre auspicabile.
E' normale, tuttavia, che per accettarsi debbano fare conoscenza ed in questo periodo vanno sorvegliati in modo da intervenire se uno dei due si mostrasse particolarmente aggressivo verso l'altro.
Eventualmente si può provare a collocare le due cocorite in due gabbie vicine, in modo che abbiano modo di familiarizzare senza esporli a rischio di pericolose beccate, per poi riunirli dopo un po' di tempo.
Se non interessa la riproduzione non è fondamentale che l'altra cocorita sia di sesso opposto.
Saluti - Gino Conzo
D: Gent.le dottore,
ho una Gracula religiosa di 17 anni che da qualche tempo manifesta una certa difficoltà nei movimenti (non salta più da un trespolo all'altro come prima, sta sempre accovacciato, non canta e non parla come prima, non fa più neanche un bagno al giorno, mentre prima ne faceva circa 4.
Oltre a queste problematiche da qualche giorno ha un occhio chiuso e l'altro occhio appare bianco (effetto cataratta).
Relativamente all'occhio chiuso, un veterinario ci ha consigliato di mettergli una goccia al dì del collirio Colbiocin
Così sto facendo, ogni tanto apre l'occhio (soprattutto quando è spaventato), ma non mi sembra che la situazione migliori...nonostante non sembri che ci siano infezioni evidenti (quando lo apre, l'occhio è normale e non ha neanche quella patina bianca - cataratta? - che vedo nell'altro occhio).
La ringrazio per l'aiuto.
Paola
R: Salve Paola, anche negli uccelli, specie se d'età avanzata com'è per il suo merlo, è possibile la comparsa della cataratta, che tuttavia tende ad essere bilaterale e a non determinare altri problemi oculari, come gonfiori o chiusura della palpebra. Potrebbe darsi che la patina biancastra sia dovuta invece ad infiammazione della cornea (cheratite). Il collirio andrebbe applicato più volte al giorno, facendo il possibile per far giungere le gocce direttamente all'interno dell'occhio. In alternativa può essere impiegata una pomata antibiotico oftalmica che, rispetto al collirio, permane maggiormente a contatto con l'occhio.
Questo problema oculare potrebbe essere una patologia localizzata esclusivamente all'occhio, ma non si può escludere che rappresenti solo un sintomo di una malattia sistemica; per questo motivo è consigliabile far esaminare a fondo la Gracula da un veterinario aviare in modo che egli possa diagnosticare più correttamente la malattia.
Saluti - Gino Conzo
D: Sono un allevatore (da circa due anni) di canarini Gloster.
Sto riscontrando che, indipendentemente dall'alimentazione che gli do, si formano sempre dei tappi di feci sulla cloaca.
Tenendo presente che oltre a semi selezionati, pastone di prima qualità, do moltissima frutta (di stagione) e verdura. questo problema ha causato molti morti nei nati di questo anno. In attesa di una risposta vi ringrazio.
Mauro
R: Un eccesso di frutta e verdura può rendere le feci particolarmente liquide ed in grado, quindi, di agglomerare le lunghe e morbide piume della regione cloacale dei Gloster, fino a formare il cosiddetto “tappo cloacale”. Qualora il motivo fosse questo, basterà ridurre il quantitativo di vegetali freschi nella dieta dei canarini ed accorciare, con una forbicina, le piume pericloacali.
E', tuttavia, possibile che si sia sviluppata un'infezione intestinale (batterica, parassitaria, ecc..) che può aver determinato la produzione di feci molli (diarrea). In questo caso occorrerà eseguire appropriate indagini di laboratorio in modo da evidenziare il responsabile di questa patologia e trattare adeguatamente i canarini.
Saluti - Gino Conzo
D: Egregio dr. Conzo,
Le invio alcune foto nella speranza che possa aiutarmi.
Allevo canarini di colore da parecchi anni, ma quest'estate si sono manifestate delle lesioni a livello delle dita dei canarini che temo non siano solo punture di zanzara ma che si tratti di diftero-vaiolo (forma cutanea ?). Non sono stati introdotti nuovi esemplari, ma l'allevamento è stato spostato da una stanza interna all'esterno.
I canarini sono una ventina di vecchi ed una quarantina di giovani. Le lesioni si sono manifestati prevalentemente nei giovani tra la fine di luglio e la metà di agosto.
Attualmente sono interessati dalle lesioni circa 8 - 10 esemplari su 40 nati.
Pensa si possa trattare del virus del vaiolo ?
Se si, com'è possibile intervenire? Esistono o ha senso utilizzare pomate sulle lesioni?
Grazie della sua attenzione. - S.L.

R: Le lesioni osservabili nei soggetti delle foto sono compatibili con quelle evidenziabili nella forma cutanea del vaiolo. Ad ogni modo dalla semplice lesione cutanea non è possibile stabilire con certezza che si tratti di vaiolo, anche se con buone probabilità si tratta della forma cutanea di tale malattia, confermabile con esame istologico del materiale prelevato dalle pustole.
E' probabile, quindi, che l'infezione sia giunta nel suo allevamento, anche a giudicare dal periodo in cui sono comparsi i primi casi.
Trattandosi di malattia virale non è possibili utilizzare farmaci specificatamente attivi sul virus, ma è consigliabile trattare i canarini con un antibiotico ad ampio spettro, al fine di prevenire infezioni batteriche secondarie che potrebbero complicare il quadro clinico della malattia.Utile anche la disinfezione giornaliera delle lesioni cutanee con tintura di iodio o pomate antimicrobiche. Le consiglierei per quest'anno di vaccinare in modo da prevenire casi che potrebbero presentarsi in forma più grave.