L'ESPERTO RISPONDE
gino.conzo@fastwebnet.it
(Ricordare nell'oggetto: Per rivista Uccelli)
Domande e Risposte Dicembre 2008
1. Acaro rosso
2. Acaro plumicolo
3. Notizie sui Fisher
4. Comportamento aggressivo delle cocorite
D: Buonasera,
Sono un giovane allevatore di uccelli.
Sono in possesso di alcune coppie di verdoni, cardellini, verzellini,canarini e cardinalini del Venezuela. Ho un serio problema da quest'estate con i cosidetti "acari rossi".
Ho da sempre utilizzato un antiparassitario spray con scarsi risultati, forse anche per la difficoltà di applicazione. Altri allevatori mi hanno consigliato di utilizzare il "Frontline", con la dose di una goccia; essendo però un prodotto per animali di grossa taglia e non conoscendo altri prodotti in goccia per uso ornitologico, ho diffidato.
Potrebbe consigliarmi un efficace prodotto antiparassitario (possibilmente in gocce) da applicare direttamente sull'animale?
Grazie
2. Acaro plumicolo
D: Gentile dottore,
volevo sottoporle questo quesito. Sull'acaro rosso sono stati scritte chilometri di pagine e consumati litri d'inchiostro. Anche su questa rivista se ne parla spesso e volentieri. Sull'acaro cosiddetto della piuma, invece, poco niente. Se la sentirebbe di parlarcene? Ho costato che i normali prodotti che debellano l'acaro rosso, ivi compreso il Front – Line, sono poco efficaci contro tipo di acaro. Certo, è meno pericoloso di quello rosso, ma rovina remiganti e timoniere. E non è bello a vedersi. Soprattutto per chi espone alle mostre. Ci può spiegare come fare a sconfiggerlo?
In attesa di un cortese riscontro, porgo cordiali saluti
R: Purtroppo poche molecole sono ufficialmente registrate per essere impiegate nel settore degli uccelli ornamentali e di prodotti acaricidi ne esistono solo in forma spray. In molti casi, quindi, si è costretti ad utilizzare farmaci registrati per altre specie, come “Frontline” ed “Ivomec”.
Tanto nelle infestazioni da acaro rosso che da acari plumicoli è possibile utilizzare, con successo, entrambi i medicinali. Occorre ricordare che mentre il Frontline può essere impiegato tal quale, in ragione di una goccia del prodotto applicata nello spazio interscapolare (quindi dietro il collo del volatile), per ciò che riguarda l'Ivomec è necessario diluire il prodotto 1:9 con glicole propilenico o glicerina liquida. Una goccia del farmaco così diluito può essere poi applicata come già descritto a proposito del Frontline. Può essere necessario, per debellare completamente questi parassiti, ricorrere a più applicazione, con cadenza settimanale, degli antiparassitari.
Durante il periodo di trattamento consiglio di non fornire agli uccelli vaschette per il bagno, in quanto il farmaco verrebbe disperso nell'acqua ed, essendo in mezzo oleoso, galleggerebbe su di essa e potrebbe essere assunto dagli uccelli con il rischio di intossicazione. Casi simili sono già accaduti in canarini ospitati in voliere che avevano, quindi, l'opportunità di bere acqua sulla cui superficie era presente uno strato di farmaco lasciato dagli altri uccelli che precedentemente vi si erano bagnati.
Cause d'insuccesso di tali trattamenti andrebbero ricercati in errori di gestione dell'allevamento piuttosto che in scarsa efficacia del farmaco. Il Glycyphagus domesticus , ad esempio, è un acaro che può sopravvivere per molto tempo nella lettiera in uno stadio di resistenza (“deutoninfa ipopiale”) per attivarsi nel momento in cui le condizioni ambientale risultino favorevoli. Va da se, quindi, che una non frequente pulizia o sostituzione della lettiera permette agli acari di sopravvivere a lungo nell'ambiente ed infestare i volatili nel momento in cui si perde l'effetto del farmaco.
Una buona prevenzione della acariasi consiste anche nel controllare, ed eventualmente trattare, i nuovi acquisti ed impedire l'accesso in allevamento, specie quando si alleva in voliere esterne, di uccelli selvatici, molto spesso vettori di acari.
Saluti
Gino Conzo
3. Notizie sui Fisher
Gentile dottore, vorrei allevare una coppia di Agapornis Fischeri ed avrei alcuni quesiti in proposito.
1-I suddetti pappagalli possono sopravvivere d'inverno sul balcone con temperature raramente di poco sotto zero e tenendo conto che nella stagione invernale starebbero in un armadietto costruito apposta e chiudibile con un'anta di plexiglas?
2-Nei nostri climi (Milano) quale è il periodo in cui si riproducono gli Agapornis Fischeri?
3-Negli anni in cui ho allevato canarini ho sempre avuto il problema di come "liberarmi" dei nascituri una volta svezzati.
Anche nel caso degli Agapornis per ragioni di spazio non posso tenere più di due esemplari a lungo, ho quindi bisogno di trovare qualcuno disposto ad accogliere i novelli dopo che raggiungono l'indipendenza. Potrebbe illustrarmi cosa fare per far sì che gli Agapornis Fischeri non depositino uova nella stagione riproduttiva in cui non riuscissi a trovare nessuno cui regalare i pappagalli eventualmente nati?
4-Oltre alla riproduzione, sono interessato anche all'addomesticamento della coppia, tale da far volare gli esemplari in giro per la stanza e da farli salire sulle mani ecc… Ciò è possibile anche se i due volatili non sono stati cresciuti allo stecco? Se no, degli esemplari allevati allo stecco, poi si riproducono normalmente?
Grazie anticipatamente per l'attenzione dedicata, Cordiali Saluti. Marco.
R: Gli Agapornis possono essere allevati con successo anche in esterno, ma è consigliabile non permetterne la riproduzione (che in questi uccelli può avvenire tutto l'anno) durante i periodi di clima più rigido, sia per evitare le frequenti morti dei pulli nei nidi sia per ridurre i rischi di ritenzione delle uova della femmina in deposizione, condizione che potrebbe condurre a morte la femmina. Per evitare la riproduzione basta non fornire il nido alla coppia.
Gli Agapornis allevati allo stecco in genere si riproducono senza problemi, ma possono divenire molto aggressivi durante il periodo riproduttivo. L'addomesticamento di soggetti non allevati allo stecco è possibile anche se, ovviamente, richiede molto tempo e pazienza.
Saluti
Gino Conzo
4. Comportamento aggressivo delle cocorite
Salve mi chiamo Alessandro. Ho una coppia di cocoriti che si sono riprodotti tranquillamente. La cova è stata perfetta e la femmina imbeccava i pulli tranquillamente nel nido. Il problema è cominciato quando il primo dei tre pulli è uscito. La femmina lo ha aggredito quasi mortalmente e poi via via che uscivano gli altri ha proseguito con questa modalità comportamentale. Il rivenditore mi ha detto di levare il maschio alcuni giorni prima dell'uscita dei piccoli. Io addirittura pensavo di cambiare femmina perchè ho paura che possa di nuovo mettere in atto i soliti atti con le successive nidiate. Lei cosa ne pensa e dove potrebbe essere il problema? (La coppia è alloggiata in una veranda tranquillissima).
R: L'aggressività della femmina potrebbe essere dovuta al desiderio di intraprendere una nuova cova ed in tal senso potrebbe risultare utile allontanare il maschio che ne rappresenta, indubbiamente, uno stimolo. Diversamente andrebbero allontanati i piccoli, separati da un divisorio, in modo che il maschio possa continuare, eventualmente, ad imbeccarli. Nel caso ciò non avvenisse andrebbero svezzati a mano. Concederei comunque un periodo di riposo alla femmina prima di lasciarle intraprendere una nuova covata.
Saluti
Gino Conzo