L'ESPERTO RISPONDE
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Domande e Risposte Febbraio 2007

1. Problema agli occhi
2. Sintomi neurologici in un canarino
3. Becco troppo lungo
4. Legumi ai pappagalli
5. Chiarimenti sulla PBFD
6. Deviazione laterale delle zampe in Agapornis

1. Problema agli occhi
D: Caro Dottore, un mio canarino maschio ha un occhio gonfio. Pensando ad una allergia o
infezione è 2 giorni che gli metto un collirio antibiotico e rinfrescante. Il canarino sta bene generalmente (canta , mangia , etc.), ma l'occhio presenta una patina biancastra e la pupilla è dilatata. Dal momento che non ho osservato miglioramenti con il collirio, ho deciso di eseguire degli impacchi di camomilla sull'occhio malato. Cosa altro potrei fare?
Un cordiale saluto
V.D.

R: Nella terapia delle affezioni oculari si preferisce ricorrere all'impiego di pomate oftalmiche piuttosto che a colliri, in quanto questi ultimi permangono per poco tempo a contatto con l'occhio malato.

E' consigliabile applicare la pomata oftalmica antibiotica due volte al dì, dopo aver pulito la parte delicatamente con del cotone imbevuto di acqua tiepida o acqua borata.

Da considerare, tuttavia, che la lesione oculare da Lei descritta può essere solo un sintomo di una malattia più generalizzata e quindi, se il soggetto non dovesse migliorare in pochi giorni, sarebbe opportuno eseguire maggiori accertamenti diagnostici.


2. Sintomi neurologici in un canarino
D: Gentile Dottore, Le chiedo un parere sul caso seguente. Possiedo un novello di Yorkshire di 40 giorni d'età. Il canarino è sempre stato in ottime condizioni di salute, ma 3-4 giorni dopo lo svezzamento ha cominciato a manifestare un atteggiamento insolito, con il collo piegato permanentemente in avanti, come fosse un Bossù belga (foto 1). Il soggetto è alloggiato in una gabbia da svezzamento con i tre fratelli di nidiata ed il padre, tutti in ottime condizioni di salute.

I canarini sono stati regolarmente alimentati con miscela di semi, pastoncino ed integrazione di vitamine, minerali e proteine.

Già l'anno passato ho osservato 2-3 casi simili.

Nella foto 2 si vede il soggetto in condizioni peggiori, probabilmente perché sotto stress per l'essere stato catturato ed introdotto in una gabbia da mostra.

Cari saluti
Spiros K. (Tessalonica, Grecia)

R: Questo sintomo è spesso conseguente a lesioni cerebrali o dell'orecchio interno.

Varie cause possono determinare tali lesioni; tra queste:

1) malattie batteriche o virali

2) atoxoplasmosi

3) intossicazioni

4) traumi

5) carenze alimentari (in particolare ipovitaminosi B1)

Nel momento in cui si manifestano tali sintomi nervosi è molto probabile che la lesione cerebrale sia di entità tale da rendere la prognosi infausta. E', tuttavia, molto importante giungere ad una diagnosi certa sia per tentare comunque una cura del canarino malato, che per prevenire uguale problema in altri soggetti dell'allevamento.

Con un esame parassitologico delle feci è possibile individuare la presenza dell'Atoxoplasma ed, eventualmente, instaurare una terapia a base di Toltrazuril ( Baycox ), il farmaco che, a mio parere, svolge in questi casi la migliore azione terapeutica.

Le intossicazioni da metalli pesanti (piombo e zinco) sono spesso acquisite dal soggetto nel momento in cui si nutre di frutta contenuta in recipienti zincati o infilata tra le sbarrette della gabbia. Come per altre intossicazioni (insetticidi in particolare) che possono dare simili sintomi è molto raro che il problema coinvolga un unico canarino. Per lo stesso motivo è difficile pensare a carenze alimentari.

Possibile, al contrario, che infezioni batteriche (Streptococchi ad esempio) possano interessare un solo soggetto, probabilmente a causa di un sistema immunitario deficitario.

In questi casi può essere utile somministrare un antibiotico ad ampio spettro.

Non è da escludere, inoltre, la possibilità che fattori traumatici abbiano avuto un ruolo primario in questa patologia.

La somministrazione di vitamina B1 in questi casi è sempre consigliabile.


3. Becco troppo lungo
D: Gentile dott. Conzo, sono un allevatore di canarini.
Vorrei gentilmente porvi un quesito e cioè quello di una canarina alla quale cresce in continuazione il becco, sia la parte inferiore che quella superiore. Nonostante lo tagli ripetutamente e
gli somministri vitamine e minerali, a volte sembra quasi somigliare ad un crociere.

Si può risolvere questa anomalia ? Ed è in grado di allevare i pulli ?
Cordiali saluti.
M.G.

R: La crescita eccessiva del becco consegue spesso a disfunzioni epatiche di varia natura (infettiva, tossica, alimentare).

In alternativa si può pensare ad un'alimentazione eccessivamente proteica.

Se la dieta è corretta ritengo più probabile la prima possibilità.

In attesa di svolgere esami di laboratorio, che possano evidenziare appunto una patologia del fegato, è consigliabile somministrare alla canarina sostanze ad azione depurante nei confronti di quest'organo come, ad esempio, prodotti a base di estratti di cardo mariano.


4. Legumi ai pappagalli
D: Salve dott. Conzo, le vorrei chiedere se è possibile somministrare i legumi crudi ai pappagalli. Le faccio questa domanda perchè c'è chi sostiene che basta metterli in ammollo e poi farli cuocere al microonde x due minuti perché così mantengono tutte le proteine che andrebbero perse con la bollitura.

A me tale tempo di cottura sembra insufficiente.
Lei cosa ne dice?

Grazie
F.D.

R: Si, ha perfettamente ragione! I legumi secchi vanno bolliti per almeno 30', dopo aver trascorso un periodo sufficientemente lungo (10-12 h) in ammollo in acqua.

Nel caso in cui nella miscela di legumi sia presente la soia, il tempo di cottura deve essere esteso a 60', in quanto tale seme contiene delle sostanze potenzialmente tossiche.

La bollitura, oltre ad eliminare dai legumi le sostanze tossiche ed antinutrizionali, rende tale alimento molto più facilmente digeribile per i volatili.


5. Chiarimenti sulla PBFD
D: Salve Dottore, ho portato oggi la mia Amazzone dal veterinario.

Mi ha detto che sospetta che il pappagallo abbia una malattia di nome PBFD.

Siamo in attesa dei risultati del laboratorio.

Vorrei sapere se tale malattia si cura o è letale?

La ringrazio per l'attenzione.
S.D.

R: L'acronimo PBFD sta per “ Psittacine Beak and Feather Disease ”, nome inglese con cui è più conosciuta la Malattia del becco e delle penne degli Psittacidi, sostenuta da un Circovirus.

Trattandosi di una malattia virale non esiste una cura efficace contro il virus che la causa.

Questa malattia induce, tuttavia, sintomi diversi nelle varie specie di Psittacidi.

Anche l'evoluzione della malattia può essere differente. Nei cenerini la prognosi è in genere infausta poiché il virus determina una grave forma di epatite che conduce presto a morte il pappagallo. Negli inseparabili e negli ondulati l'evoluzione può essere più favorevole e gli uccelli possono autoeliminare il virus dal proprio organismo.

In cacatua, ecletti, parrocchetti dal collare ed altri pappagalli asiatici la malattia dà le caratteristiche lesioni alle penne ed al becco.

Anche in are ed amazzoni sono stati osservati sintomi tipici al piumaggio, ma i casi di malattia in questi pappagalli sono relativamente poco frequenti.

In tutti i casi il virus induce uno stato di immunodepressione, rendendo i soggetti infetti più sensibili a numerose altre malattie.


6. Deviazione laterale delle zampe in Agapornis
D: Possiedo diversi esemplari di Agapornis roseicollis ed in un nido vi sono ormai da un paio di settimane due piccoli che presentano entrambi le gambe divaricate e sono incapaci a raddrizzarle. Cosa si può fare? Ci sono delle soluzioni per correggere questo problema?

Cordiali saluti
G.R.

R: Le zampette andrebbero fasciate in modo che siano mantenute, dal nidiaceo, nella posizione
corretta.

Allo scopo risulta abbastanza agevole utilizzare una sottile fascetta di garza, ripiegata sui tarsi del nidiaceo in modo da formare due occhielli che manterranno nella giusta posizione le zampe.

Un pezzo di cerotto potrà essere utilizzato per tenere uniti, centralmente, i due estremi della garza.
Poiché spesso i genitori non tollerano la presenza della fasciatura potrebbe essere necessario alimentare artificialmente i piccoli. In questo caso è opportuno collocare il nidiaceo in incubatrice, all'interno di un piccolo contenitore, in modo che siano impediti all'animale eccessivi movimenti.

Nelle foto nn. 3-5 si può osservare un piccolo di Agapornis cana sottoposto a tale intervento.

 

Questo semplice sistema può essere risolutivo del problema ed il successo dell'intervento è tanto più completo quanto più precocemente viene attuato.