L'ESPERTO RISPONDE
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Domande e Risposte Gennaio 2008

1. Cisti delle penne
2. Notizie sui Beccofrusoni
3. Lucherina testa nera
4. Ecletto

1. Cisti delle penne

D: Gentilissimo dottore,

in occasione di queste festività dopo due mesi ho rivisto mio fratello e il suo adorato canarino Aldo.

L'ultima volta che lo avevo visto, quest'ultimo, aveva all'altezza dell'ala destra una cisti rosa, formata da tante piccole palline.

Stamane ho rivisto il canarino, in un primo momento sembrava non avesse più nulla...ma quando si è mosso all'interno della gabbia, con grande stupore ho constatato che al posto della cisti si è creata un'impressionante protuberanza mobile.

Non sono riuscita a capire se l'uccellino riesce a nasconderla sotto l'ala di proposito come ho visto in un primo momento o se sia stato un caso, comunque questa "cosa"l'ho vista poi muoversi seguendo il movimento del povero Aldo.

Il problema è che mio fratello non ne vuol sapere di portarlo da un veterinario perchè sa che gli interventi sui canarini sono difficili (ama quella creaturina profondamente) ed è convinto che il suo canarino sia in salute.

Io non sono d'accordo, quella protuberanza mi preoccupa e siccome non posso sequestrare Aldo, la prego, potrebbe darmi un consiglio? Le invio inoltre una foto per un suo eventuale parere.

In attesa di una sua gentile risposta, ringrazio!

Carmen.

R: Gentile Carmen,

sebbene la foto che ci ha inviato non sia molto nitida mi sembra molto probabile che si tratti di ipopteronosi cistica, patologia più comunemente conosciuta col termine di “lumps”, relativamente comune in alcune razze di canarini, ma possibile anche in altre specie.

In questa patologia la piuma non riesce a fuoriuscire dalla cute, ma continua a svilupparsi al di sotto di essa, dando luogo alla formazione della cisti che può assumere morfologia e colorazione diversa a seconda del suo grado di sviluppo.

I canarini affetti da “lumps” si presentano generalmente in buono stato di salute.

Se la cisti dovesse assumere dimensioni notevoli, spesso coinvolgendo diverse piume agglomerate, potrebbe, tuttavia, causare non pochi problemi al canarino in quanto, oltre a limitarne o rendere difficoltosi i movimenti, potrebbe ulcerarsi ed essere complicata da infezioni.

Sebbene in alcuni casi la cisti matura possa spontaneamente staccarsi senza creare danni al canarino è sempre consigliabile ricorrere all'intervento chirurgico per asportare tale neoformazione. L'intervento, se eseguito da un veterinario esperto, è relativamente semplice.

Bisogna ricordare che sono possibili le recidive, nella stessa od in altra sede cutanea.

Saluti

G. Conzo


2. Notizie sui Beccofrusoni

D: Gentile dottore,

ho recentemente acquistato una coppia di beccofrusoni.

Non avendo mai avuto questa specie e siccome mi hanno detto che si riproducono facilmente in cattività vorrei chiederle:

-quando devo metterli assieme;

-se serve una voliera particolarmente grande;

-se ci sono accorgimenti particolare da seguire tipo vegetazione all'interno della voliera alimentazione ecc.

La ringrazia anticipatamente per le sue risposte che come sempre saranno molto precise.

Collussi Adriano, Pordenone

R: Gentile Sig. Colussi,

il mantenimento del Beccofrusone ( Bombycilla garrulus ) risulta sicuramente più agevole se si alloggia la coppia in un gabbione piuttosto ampio od una volieretta. Trattandosi di specie frequentante boschi di conifere è senz'altro utile schermare il gabbione con rametti di pino, anche in funzione di delimitare una zona più appartata dove potrà essere posto il nido, in modo di consentire alla coppia una sufficiente “intimità” durante il periodo riproduttivo.

I beccofrusoni sono uccelli prevalentemente frugivori e nella loro alimentazione rientrano soprattutto bacche e gemme. Il regime alimentare in cattività dovrebbe tener conto di questa caratteristica, includendo nella dieta frutta e bacche. E' opportuno, tuttavia, per stimolare e poi sostenere gli animali nel periodo riproduttivo fornire loro alimenti maggiormente proteici come pastoni di buona qualità, eventualmente arricchiti da farine proteiche (caseina, soia, uovo, ecc.) od appositi integratori a base di aminoacidi.

Consigliabile somministrare anche larve di tarma della farina, avendo l'accortezza, in questo caso, di somministrare anche degli integratori di calcio.

Saluti

G. Conzo


3. Lucherina testa nera

D: Egr. Dottore,

Le scrivo perchè recentemente ho acquistato una Lucherina testa nera.

Qualche giorno dopo averla portata a casa mi sono accorto che cercava di beccarsi l'anellino tirando spesso su la zampina.

Dopo averla presa in mano per verificarne lo stato di salute mi sono accorto che ha un respiro affannato e portando il soggetto all'orecchio emette un rantolo, quasi avesse dei catarri.

 I miei soggetti, tutti Lucherini testa nera vivono all'aperto, sistemati in gabbie da 60 cm.

Anche in questi giorni di freddo intenso non sembrano mostrare il gelo della notte.

 Le chiederei cortesemente di consigliarmi su cosa posso fare per la Lucherina, se è il caso di somministragli qualche medicinale mirato oppure lasciare che si rimetta da sola.

Cordiali saluti

M. M.

R: Molte patologie degli uccelli possono dar luogo a sintomi respiratori, anche se non strettamente legate a malattie dell'apparato respiratorio.

Negli uccelli, infatti, manca il diaframma e varie patologie comportanti un aumento di volume degli organi addominali (fegato, milza, intestino, stomaco, ecc.) riducono lo spazio respiratorio e danno luogo a disturbi della respirazione.

Ne consegue che è molto difficile dare suggerimenti terapeutici solo sulla base di detti sintomi, in quanto l'eventuale terapia consigliata potrebbe risultare inadatta o, addirittura, controproducente per il soggetto malato.

In questi casi è, quindi, molto importante ricorrere all'aiuto di un veterinario che, visitando l'animale ed eseguendo opportuni esami, potrà dare indicazioni terapeutiche precise.

Saluti

G. Conzo


4. Ecletto

D: Egregio dottore,

a seguito di un incidente occorso al mio ecletto, sottopecie roratus roratus (la zampa è rimasta incastrata tra la rete ed un gioco nella voliera), che ha determinato successivamente uno stato di malessere generalizzato con arruffamento, inappetenza, dimagrimento, apatia, sonnolenza, cadute dai trespoli soprattutto notturne, netto aumento di volume del ventricolo alla palpazione addominale e per circa dieci giorni zoppia, nel sospetto di slatentizzazione di infezione occulta di mycoplasma l'ho trattato con Doxiciclina per os a dosaggio da lei consigliato nel suo testo di medicina aviaria, associato a multivitaminico.

Dopo circa 15 giorni di trattamento non si sono verificati significativi miglioramenti, pertanto ho proceduto ad integrare l'alimentazione imbeccandolo due volte al giorno con omogeneizzato di pollo (20%), fruttosio (10%), olio di oliva crudo (5%), multicereali (65%), proseguendo la terapia antibiotica e vitaminica.

Dopo circa una settimana di tale trattamento si è ottenuto un netto miglioramento, persistendo tuttavia una certa instabilità che mi ha indotto a proseguire la terapia mantenendo il pappagallo nelle ore notturne in un “dormitoio” con trespolo a terra.

Al termine del trattamento antibiotico complessivo di sei settimane (cinque di imbeccamento) ho ottenuto un recupero quasi totale della sintomatologia e netta riduzione del ventricolo; persiste tuttavia lieve zoppia in alcune condizioni e soprattutto sono comparsi starnuti frequenti che determinano scolo nasale limpido e talvolta respiro a becco aperto.

Note: non so se può essere significativo, ma le unghie crescono più rapidamente rispetto alla femmina.

Ho sospeso l'imbeccamento perché ad un certo punto lo rifiutava tanto da renderlo impossibile e dopo circa sei settimane ha iniziato a beccare le penne remiganti delle ali e le timoniere.

Poldo e Lulù sono stati acquistati sei anni fa, sono soggetti nati in cattività nel 2000, all'acquisto presentavano piumaggio opaco, secchezza delle fauci, erano impacciati nei movimenti in voliera e non riuscivano a volare. Trattati con polivitaminici, sospesa progressivamente l'alimentazione precedente ed iniziata una ricca di frutta, ottenni dopo circa un anno risoluzione completa di quanto sopradescritto (entrambi volavano per tutta la casa senza problemi, giocavano in voliera facendo anche le capriole ed il loro piumaggio risulta essere lucido e quasi iridescente).

Domanda: riesce con quanto riferito ad ipotizzare l'eziologia della rinite?

Può consigliarmi un trattamento?

Mi scuso per la lunghezza della mail e la ringrazio anticipatamente in ogni caso.

Cordiali saluti

Dott. Donatello Gasparro

R: Gentile Dott. Gasparro,

più che infezione da Mycoplasma propenderei per un'infezione da Chlamydophila pittaci, l'agente eziologico della Psittacosi che effettivamente può dare la sintomatologia da Lei descritta.

Il mio consiglio è quello di far testare il pappagallo nei confronti di questa malattia, in modo da confermare od escludere tale sospetto.

Ad ogni modo il trattamento di 6 settimane con doxiciclina è ciò che viene normalmente consigliato nella terapia della Psittacosi, anche se occorre sottolineare che si tratta di malattia piuttosto ostica da debellare e che potrebbe quindi richiedere nuovi cicli terapeutici.

La rinite potrebbe essere dovuta al persistere dell'infezione da C. psittaci nell'organismo, così come a possibili infezioni batteriche secondarie. Volendo eseguire un trattamento mirato consiglierei un esame batteriologico a partire da un tampone nasale del pappagallo.

Saluti

G. Conzo

Maschio di Ecletto