L'ESPERTO RISPONDE
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Domande e Risposte Maggio 2008
1. Cisti alle dita in una canarina
2. Mortalità dei nidiacei. Colpa della femmina?
3. Trattamento anti acari
4. Svezzamento cocorite
5. Poliomavirus
1. Cisti alle dita in una canarina
D: Le scrivo nella speranza di trovare suggerimenti per risolvere un problema che mi sta angosciando.
Ho una canarina che da qualche tempo presenta delle piccole cisti sulle dita. Ho provato con una crema al cortisone che sembrava aver risolto il problema. Dopodichè la mia canarina ha iniziato la cova ed oggi, durante una sua breve pausa dalla cova per mangiare, ho notato che una delle dita si è deformata. Non ha più la tipica forma ad uncino, ma è rivolta verso l'alto. La prego mi aiuti. Le invio alcune foto, con il particolare della zampa della mia canarina, la quale appare con il piumaggio bagnato solo perchè aveva appena effettuato il bagno.
I più cordiali saluti
Eleonora Federici
R: Le cisti in quella localizzazione (all'articolazione delle falangi) possono facilmente dar luogo ad una deformazione del dito.
Non saprei dirle, a distanza, se si tratta di un granuloma o di una formazione ascessuale.
Nel secondo caso si potrebbe incidere, se matura, e far fuoriuscire il pus. In ogni caso sarebbe opportuno applicare localmente una pomata antibiotico-cortisonica in modo da evitare ulteriori complicazioni.
Se le è possibile sarebbe meglio portare la canarina a visita da un veterinario aviare.
Saluti
Gino Conzo

2. Mortalità dei nidiacei. Colpa della femmina?
D: Salve sono un allevatore di canarini. Volevo chiedervi un'informazione. Come mai accade che una canarina fa nascere i piccoli e poi non li nutre?
Mi e capitato più di una volta in diversi soggetti
Ce una spiegazione?
grazie
Luca
D: Gent.mo Dott. Conzo la disturbo cortesemente per sottoporle un quesito. Sono un allevatore di canarini nero rosso con un buon ceppo, non mi era mai capitato negli anni di avere dei problemi come quello che Le sottopongo con questa mail. Mediamente per annata preparo 25-30 coppie di canarini, ciò che avviene quest'anno, non riesco a spiegarmelo e cioè, diverse femmine portano a termine la cova, ma quando è il momento di cominciare a imbeccare rimane sul nido senza dare da mangiare ai piccoli fino a quando questi purtroppo muoiono dopo 2o3 giorni. Secondo Lei quale potrebbe essere la ragione per cui succede ciò?
La Ringrazio anticipatamente per la cortesia riservata.
G.R.
R: Riassumo in un'unica risposta le due domande molto simili. A volte può accadere che la femmina non si senta sicura del luogo dove ha nidificato per sopraggiunti disturbi esterni. Molto più spesso accade che i piccoli siano colpiti da infezioni che ne riducono la vitalità. Sovente sono chiamate in causa malattie batteriche o micotiche. La femmina, quindi, non riceve sufficienti stimoli per l'imbeccata da parte dei piccoli malati.
In questi casi consiglio sempre di far esaminare i piccoli venuti a morte in modo da determinarne la causa ed attuare il trattamento più idoneo.
Saluti
Gino Conzo
3. Trattamento anti acari
D: Gentilissimo dottor Conzo, colgo l'opportunità di approfittare di un suo prezioso consiglio.
Ho sempre allevato canarini, ed ho sempre avuto problemi con acari, malgrado l'igiene totale in cui li mantenevo (scusi l'immodestia). Da un mese mi è stato regalato un cardellino. Vivace, di compagnia, mi ci sono praticamente "innamorato". Poichè vorrei evitare gli errori del passato, mi è stato consigliato, ad uso preventivo, di usare il Frontline. Vorrei usare il formato spray, giacchè una volta il mio uccelletto, preso da me in mano per verificare un eventuale accumulo di adipe, rimase tremolante sul fondo della gabbia per circa un'ora: dedussi che è tanto vispo quanto pauroso lì dove l'uomo si spinge "oltre" il normale rapporto fra uomo e cardellino (spero di essermi spiegato).
Vorrei sapere se è possibile usare il Frontline spray ad uso preventivo, con quale cadenza nel tempo e quanti spruzzi. O può essere dannoso per il mio cardellino?
La ringrazio in anticipo per l'estrema disponibilità nei confronti di tutti noi.
R: Le consiglio di utilizzare la preparazione “spot on” piuttosto che lo spray dal momento che quest'ultimo sarebbe difficile da dosare, col rischio di intossicare il cardellino. Meglio quindi prendere in mano rapidamente il volatile ed applicare dietro la nuca una goccina del prodotto. La protezione è di circa 25 giorni.
Saluti
Gino Conzo
4. Svezzamento cocorite
D: Gent.mo Dr. Conzo
Ho una coppia di cocorite, la femmina ha deposto 4 uova ed ha portato fino alla quarta settimana tre piccoli.
Allo scadere di tale periodo il negoziante mi consiglia caldamente di separarli dato che correrebbero il rischio di essere uccisi dal maschio (descrive anche scene abbastanza cruente)
I piccoli sono perfettamente impiumati e fanno già periodiche uscite “mezzo busto” dal nido, pertanto seguendo il parere del negoziante li tiro fuori e li separo.
Non ci crederà ma la madre sfruttando l'apertura mal chiusa di una mangiatoia con tettino basculante è uscita dalla gabbia per andare sopra quella in cui stavano i piccoli e passare loro il cibo attraverso le sbarre.
Vista la situazione ho rimesso la famiglia tutta insieme, i piccoli sono ancora un po' malfermi sulle asticelle ma si arrampicano bene. I genitori li nutrono e in particolare il maschio che avrebbe dovuto trasformarsi in un assassino sembra molto premuroso. Conclusione: devo preoccuparmi che tutto ad un tratto la situazione precipiti??
Grazie in anticipo per il suo parere.
Giacomo Candi
R: Gentile Sig. Candi,
il maschio potrebbe mostrarsi aggressivo verso i piccoli nel momento in cui la coppia si appresta a dare inizio ad una seconda deposizione. L'aggressività viene generalmente espressa verso i giovani di sesso maschile, mentre le femmine sono più spesso ben tollerate. Tuttavia l'aggressione dei piccoli non è la norma e nella maggior parte dei casi entrambi i genitori partecipano con premura allo svezzamento dei piccoli, come del resto ha avuto modo di osservare anche Lei. Mio parere è che i piccoli andrebbero lasciati il più a lungo possibile con i genitori perchè avvenga uno svezzamento ottimale. Se la gabbia è sufficientemente ampia e, magari, corredata di due nidi difficilmente si osserveranno fenomeni di aggressività e si potrà allontanare i piccoli quando si noterà la loro completa indipendenza.
Saluti
Gino Conzo
5. Poliomavirus
D: Salve dott.Conzo,sono un allevatore di roseicollis, volevo un suo parere in merito alla morte di alcuni piccoli ( 10-20 gg ) ed alla non schiusa di uova.
Ho fatto esaminare entrambi presso il Dipartimento di Patologia Animale dell'Università e nei piccoli oltre a diverse patologie è stata riscontrata una splenite nicotrizzante con presenza di cellule cariomegaliche, inclusi virali da polyomavirus.
E' vero che non esiste un trattamento efficace per questo virus?
Cosa posso fare per individuare i soggetti colpiti da questo virus visto che gli esemplari adulti visivamente non presentano problemi? Il virus si propaga anche nell'aria?
Il veterinario che ho interpellato mi ha detto che bisogna aspettare che il problema si risolva da solo, in caso contrario bisogna sopprimerli onde evitarne la diffusione. A parte le remore etiche nel giungere a questa soluzione vi è anche da considerare che si tratta di un ceppo altamente selezionato.
Rigraziandola anticipatamente per la sua cortese attenzione, le invio cordiali saluti
B. C.
R: Dal momento che è chiamato in causa un virus non esiste trattamento farmacologico specifico ed è assolutamente necessario sospendere la riproduzione per almeno un anno delle coppie infette che andrebbero tenute in isolamento. A volte capita che l'organismo elimini spontaneamente il virus nel caso in cui si sospenda l'attività riproduttiva.
Con un test dal sangue si possono però individuare le coppie che presentano l'infezione.
Il virus si trasmette soprattutto dalle feci. Se queste si seccano e piccole particelle si volatilizzano, possono veicolare il virus anche nell'aria.
Saluti