L'ESPERTO RISPONDE
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Domande e Risposte Maggio 2009

1.“Punto nero” nei nidiacei.
2. Uso dei cortisonici.
3. Acari
4. Penne imbrattate di feci
5. Sangue dalla cloaca


1.“Punto nero” nei nidiacei.

D: Gentile dott. Conzo, mi permetto di disturbarla per chiederle un aiuto per un problema che mi porto dietro nell'allevamento da alcuni anni. Un certo numero di piccoli nascono con un punto nero all'altezza della cistifellea. Alcuni muoiono mentre altri superano l'inconveniente e prendono a crescere normalmente. Ho già mandato dei piccoli morti ad analizzare da un suo collega (assieme a dei campioni di feci) che però non ha riscontrato nulla. In alcuni nidi il problema non si manifesta ed i piccoli crescono veramente bene. C'è il modo di risolvere il problema? Se non intervengo e mi limito a selezionare, per l'anno successivo, i piccoli provenienti da nidi immuni dovrei migliorare gradualmente la situazione?

La ringrazio anticipatamente per la sua eventuale risposta.

Cordiali saluti.

M.B.

R: Spesso in questi casi la causa della mortalità dei nidiacei va ricercata in infezioni batteriche (specie nei primissimi giorni di vita) talora complicate da infezioni micotiche. Anche queste ultime da sole possono condurre a morte i piccoli, ma ciò avviene generalmente non prima dei 7 giorni di vita, come nel caso della proventricolite. Per risolvere il problema occorre innanzitutto eseguire una diagnosi di certezza e per far questo occorre far analizzare i piccoli morti da un veterinario che abbia pratica di patologia aviare e che possa rivolgersi quindi ad un laboratorio altrettanto capace nell'eseguire indagini microbiologiche su questi animali. A volte può accadere che non vengano isolati batteri o altri patogeni dai nidiacei sottoposti ad esame. Questo accade spesso nei casi in cui si mandano ad analizzare soggetti già sotto trattamento antibiotico, condizione che altera l'esame batteriologico.

Selezionare soggetti provenienti da nidi in cui non sono stati osservati questi episodi può avere un senso in quanto è probabile che questi canarini siano comunque venuti in contatto con i germi patogeni ed abbiano opposto loro una buona resistenza. Tuttavia non si può avere certezza assoluta anche in questo senso, sebbene sia auspicabile che si selezionino i canarini non solo per l'aspetto estetico ma anche per la robustezza e resistenza alle malattie.

Saluti

Gino Conzo


2. Uso dei cortisonici.

D: Buonasera Dr. Conzo ho letto con molto interesse la sessione Domande e risposte e le faccio i miei più vivi complimenti.

Fatta la mia doverosa premessa, le volevo chiederle se l'uso di farmaci corticosteroidi sia per uso orale che topico sono controindicati per i nostri uccellini. Questo perchè ho visto scrivere nei forum che il loro utilizzo non è indicato negli uccelli in quanto porta a gravi sintomi di cui ancora non ho capito quali essi siano. Per esempio io applico pomata al cortisone su punture di insetto nelle zampe ma se questo deve arrecare danno al volatile non lo userò più. Non ho mai usato cortisone x bocca oppure in areosol. Che cosa ne pensa sull'uso di questa classe di farmaci sui nostri uccellini?

Grazie di cuore

Andrea Pecorini

R: Gentile Signor Andrea,

intanto la ringrazio molto per gli apprezzamenti mostrati per questa rubrica.

I farmaci a base di corticosteroidi possono essere impiegati in medicina aviare così come avviene nella pratica umana od in altri settori della veterinaria. Ci si avvale di questi farmaci per la loro potente azione antinfiammatoria, molto utile nel trattamento di patologie cutanee così come per quelle che coinvolgono diversi organi ed apparati. Come “farmaco d'emergenza” il cortisone trova applicazione anche nel trattamento dello shock, condizione non rara nei volatili.

Bisogna, tuttavia, tener presente che i corticosteroidi hanno anche effetti collaterali che potrebbero interferire con i processi di guarigione di alcune malattie, specie se impiegati per tempi prolungati.

In particolare il loro effetto immunodepressivo può ridurre le difese immunitarie nell'organismo e compromettere la reazione agli agenti microbici. Per questo motivo il loro impiego nelle malattie infettive deve essere molto limitato. I cortisonici ritardano anche i processi di guarigione delle ferite e, di conseguenza, non dovrebbero essere utilizzati in caso di ulcere, piaghe ed altre alterazioni della cute, specie se complicate da fenomeni infettivi. Sono invece utilizzati spesso, in associazione con antibiotici o antimicotici, per aerosol nelle malattie respiratorie od in forma di pomate ad uso cutaneo od oftalmico.

Saluti

Gino Conzo



3. Acari

D: Salve, sono Pierluigi vivo a Monza  non è la prima volta che scrivo per avere informazioni; questa volta ho un grandissimo problema  nel mio allevamento di diamanti di gould e canarini ho scoperto di avere l'acaro rosso.

Su internet ho trovato un procedimento per combattere questo acaro  dice di usare il Frontline (quello usato per i cani e gatti )  una goccia dietro l'uccellino sulla schiena e disinfettare le gabbie posatoi beverini con ammoniaca . Per quanto tempo devo usare questo procedimento del Frontline  sui volatili?

Grazie

Pierluigi

R: Conviene trattare ciascun soggetto con il Frontline, ponendo appunto una goccia del prodotto nello spazio tra le scapole, subito posteriormente al collo del volatile. L'effetto del trattamento dura per una trentina di giorni e deve essere quindi ripetuto trascorso questo tempo. Parallelamente vanno accuratamente puliti i posatoi (in particolare se sono cavi) e gli altri accessori della gabbia.

Saluti

Gino Conzo


4. Penne imbrattate di feci

D: possiedo una calopsitta faccia bianca e da un pò di tempo noto che le feci rimangono attaccate alle penne della coda e l'uccello è svogliato, scuote molto la testa. La ringrazio e la saluto.  

Giovanni

R: Se la coda è imbrattata di feci è probabile che queste siano molli e siano il sintomo di una patologia gastroenterica. In questi casi è fondamentale fare almeno un esame delle feci in modo da orientarsi nella diagnosi dal momento che questo sintomo è comune a tante malattie dei volatili

Saluti

Gino Conzo


5. Sangue dalla cloaca

D: Gentile Dott. Conzo

ho una femmina di cocorita, di età compresa tra i 6 mesi e 1 anno, che negli ultimi giorni ha emesso per 2 volte del sangue dalla cloaca e delle feci di color verde oliva. Sono molto preoccupata, saprebbe dirmi di cosa si potrebbe trattare?

in attesa di una sua risposta, DISTINTI SALUTI

Alessandra

R: Il colore verdastro delle feci può essere messo in relazione con infezioni intestinali, come parassitosi o enteriti batteriche. In questi casi è anche possibile osservare sangue nelle feci. Anche in queste situazioni conviene far eseguire un esame delle feci per una diagnosi più certa e per poter istaurare una terapia appropriata.

Saluti

Gino Conzo