L'ESPERTO RISPONDE
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Domande e Risposte Maggio 2011
1. PROBLEMI CON ZAMPE DIAMANTINA
2. SULLE PUNTURE DELLE ZANAZARE
3. FRINGUELLO O ZIGOLO
1.PROBLEMI CON ZAMPE DIAMANTINA
D: Buongiorno e grazie per la Sua pazienza e gli utili consigli. Mio marito ed io abbiamo adottato una coppia di diamantini trovatelli nel Dicembre scorso. Hanno fatto subito il nido e sono sopravvissuti solo due piccoli, maschio e femmina, che ormai hanno circa cinque mesi.
La madre circa due mesi fa ha avuto problemi ad una zampetta, una forte infezione che ci ha costretti ad isolarla e curarla per lungo tempo con disinfettanti (betadine) e pomate antibiotiche (provate cortison chemicetina oftalmica, Aureomicina 1% e 3%, poi Gentamicina). Finalmente circa due settimane fa il rigonfiamento si è aperto ed è uscito un granellino duro, forse di pus indurito, poi la pelle si è rimarginata e la zampina ora sta bene. Purtroppo da qualche giorno l'altra zampa ha iniziato a presentare un rigonfiamento sotto la pianta: sembra come una piccola ciocca di aspetto traslucido, ma sotto la zampina c'è anche una zona arrossata, che forse lei stringendo il 'pugno' si è anche ferita con l'unghia. Abbiamo disinfettato e ricominciato la cura, ma siamo dispiaciuti per lo stress che provochiamo alla piccola; soprattutto non riusciamo a capire il motivo di queste infezioni ripetute: forse sbagliamo qualcosa nella dieta ( somministro misto per esotici, panico in spiga, pastoncino bianco e all'uovo, circa 3/4 volte la settimana frutta - mela- o verdura - insalata, radicchio, tarassaco, spinacio - e un multivitaminico a periodi di 1 settimana al mese nel beverino) ; oppure forse i posatoi non sono adatti (abbiamo provato sia quelli di legno sia quelli di plastica non dura, di diverso diametro, ma senza risultato). Il problema ha iniziato a comparire da quando, svezzati i piccoli, abbiamo tolto il nido che la famigliola usava ogni sera come letto, ma l'abbiamo fatto anche per far riposare la coppia che tornava subito a voler deporre, e comunque la presenza continua del nido era anche causa di litigi tra i grandi ed i piccoli, soprattutto tra le due femmine.
Le scrivo tutto questo perchè vorrei che Lei mi aiutasse a capire se c'è un motivo che ha originato il problema, in modo da evitare altri errori.
Tra l'altro abbiamo comprato una piccola voliera (80x50X160 circa), l'abbiamo attrezzata con ramoscelli ben disinfettati come posatoi e mangiatoie a dispenser: vorremmo metterli tutti insieme, ma finchè la piccola ha bisogno di cure questo non è possibile.
Grazie molte per l'aiuto
Elisabetta Moltedo

Zampa destra della Diamantina

Zampa sinistra della DFiamantina
R: Gentile Elisabetta, a giudicare da ciò che lei scrive e dalle immagini che ci ha inviato si direbbe che la sua Diamantina soffra di “pododermatite plantare”, patologia molto più conosciuta, soprattutto dai falconieri, come “Bumblefoot”. Come suggerisce il termine inglese, questa malattia determina un rigonfiamento del piede del volatile colpito ed è molto comune nei falchi ed altri rapaci da falconeria o detenuti in cattività. Non è rara, tuttavia, neanche negli uccelli d'affezione e può essere osservata tanto nei canarini quanto in varie specie di Estrildidi e Psittacidi.
Causa determinante di questa malattia è un'infezione batterica e vari ceppi batterici (Stafilococco, Escherichia coli, ecc.) sono chiamati in causa. Tuttavia, perché la malattia si sviluppi, occorrono che vi siano delle cause predisponenti.
Tra queste segnalo:
Malnutrizione. La carenza di vitamine, aminoacidi e sali minerali può rendere la cute plantare più sottile e carente negli elementi che garantiscono delle buone difese immunitarie sia a livello locale che generale. In queste condizioni è più facile che si verifichino delle piccole lesioni al plantare attraverso cui possono più agevolmente penetrare i batteri, peraltro non sufficientemente contrastati dal sistema immunitario del volatile.
Posatoi inadeguati, duri e di calibro omogeneo (come quelli classici in plastica). Questi posatoi costringono il piede del volatile ad assumere sempre la stessa posizione con il peso corporeo che grava sempre sullo stesso punto del piede.
Eccessivo peso del volatile. Se il volatile è in sovrappeso si potranno verificare delle compressioni a livello plantare con possibile necrosi del tessuto sottostante che aprirà la strada alle infezioni.
Volatili alloggiati in gabbie troppo piccole. In caso di scarsa attività fisica si verificano delle alterazioni nel circolo sanguigno periferico con diminuito apporto di sangue alle zampe. Vengono quindi a mancare, sempre a livello del plantare, quegli elementi cellulari, trasportati dalla circolazione sanguigna, deputati a contrastare le infezioni.
Cattiva igiene della gabbia e dei posatoi.
Nei primissimi stadi della malattia il tessuto plantare si presenta assottigliato ed arrossato; la cute appare tesa e successivamente comincia a gonfiarsi. In seguito si forma un vero e proprio ascesso a cui segue la formazione di una fistola con fuoriuscita del pus all'esterno. L'infezione, tuttavia, continua a determinare danni all'interno del piede e nei casi più gravi può determinare distruzione dei tendini e lesioni ossee. In altri casi la formazione ascessuale si organizza e si viene a formare un granuloma, come probabilmente è accaduto nel suo caso.
Se la patologia origina in una sola zampa è molto facile che poi si verifichi anche all'altra, giacché il volatile poggerà il peso del corpo prevalentemente sulla zampa sana creando così uno dei principali fattori predisponenti alla malattia (peso distribuito tutto su un piede).
Il successo della terapia dipende molto dalla gravità delle lesioni che si sono verificate.
L'intervento terapeutico andrebbe impostato secondo i seguenti criteri:
Somministrazione di un antibiotico ad ampio spettro per via generale (meglio se dopo aver eseguito un esame batteriologico dalle lesioni podali ed aver ottenuto un antibiogramma) in modo da contrastare l'infezione plantare, ma soprattutto una possibile setticemia.
Applicazione locale di pomate ad azione antimicrobica (da evitare quelle al cortisone, specie se vi sono gravi danni cutanei).
Eliminazione di tutte le cause predisponenti alla malattia citate sopra.
Correzione della dieta con somministrazione giornaliera di un integratore a base di vitamine, aminoacidi e sali minerali.
Nel suo caso è ottima l'idea di mettere i volatili in voliera; da una parte garantirà loro più moto e dall'altra i posatoi costituiti da rametti naturali ridurranno gli effetti negativi dei posatoi di plastica sul plantare.
Saluti
G. Conzo
2.SULLE PUNTURE DELLE ZANAZARE
D: Sono un giovane allevatore che da solo da due anni ho iniziato ad allevare canarini di colore. Mi succede, specialmente quando finiscono le cove ma anche durante l'estate, che molti miei canarini, sia maschi che femmine, presentano dei rigonfiamenti simili a pustole localizzati nelle ultime falangi delle dita, proprio in corrispondenza delle unghie che a causa di ciò a volte cascano del tutto?
Alcuni vecchi allevatoti della mia zona mi hanno detto che si tratta di punture di zanzara che poi con i primi freddi spariscono da sole. Io non ci credo molto, possibile che non ci sia nessun altro rimedio?
P.M.
R: Non avendo ulteriori dati per la formazione di una tesi più specifica sulla questione postaci, diciamo che la piaga delle zanzare durante la bella stagione è una delle battaglie da sempre portate avanti dagli allevatori.
Lasciar fare al tempo, come suggeritole dagli amici non è una buona tecnica meglio agire molto semplicemente e consigliamo pertanto di curare i gonfiori disinfettandoli prima con la tintura di iodio e successivamente medicandoli mediante l'applicazione di una pomata della Boehringer Ingelheim Italia s.p.a., "Streptosil" con Neomicina, che disinfetta disinfiamma, calma il prurito e quindi i continui becchettarsi.
Buona norma comunque è quella di separare i soggetti in gabbiette pulite con fondo di carta ma consigliamo di mettere alle finestre dell'allevamento delle zanzariere e di tenere disinfettato l'allevamento in modo da ricreare un ambiente inadatto alla sopravvivenza di questi insetti molto fastidiosi anche per gli umani.
I.F.
FRINGUELLO O ZIGOLO
D: Seguo da molti anni la sua rivista cui sono abbonato. Mi interesso in modo amatoriale di uccelli indigeni. Utilmente mi ha molto incuriosito lo Zigolo delle nevi ma ad un certo punto mi sono posto il problema se lo Zigolo delle nevi è la stessa cosa del Fringuello alpino.
Devo dire che molte persone a cui ho posto il problema hanno avuto dubbi in proposito. Io però sono quasi matematicamente certo che trattasi di due uccelli differenti ma gradirei avere anche il suo parere.
L.V.
R: Confesso che qualche dubbio è venuto anche a me, inizialmente non riuscivo a mettere a fuoco le differenze nella livrea dei due uccelli anche se poi il confronto che proponiamo con le due foto fa chiarezza. In realtà si tratta di due specie diverse che però qualche somiglianza nel piumaggio ce l'hanno. Osservando però attentamente le loro caratteristiche morfologiche distinguiamo con certezza le caratteristiche tipiche degli Zigoli da quelle dei Fringuelli. Per toglierci comunque il dubbio ecco le rappresentazioni delle due specie.
I.F.
Fringuello alpino - Montifringilla nivalis

Zigolo delle nevi - Plectrophenax nivalis