L'ESPERTO RISPONDE
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Domande e Risposte Novembre 2008
1. Perdita di piume
2. Anticipare la cova dei tordi
3. Gonfiore al petto in Cocorita
4. Prevenzione coccidiosi nei cardellini
D: Salve, ho una coppia di canarini malinois e da qualche giorno noto un certo numero di piume sul fondo della gabbia. Questa mattina invece ci sono circa 20 piume per terra e sulle ali della femmina una perdita eccessiva e un inizio di ricrescita.
E' possibile che abbia iniziato ad ottobre la muta? Circa 2 mesi fa ho avuto problemi con degli acari, ma credo di aver risolto pulendo tutto, da gabbia a stecchette a mangiatoie, con la candeggina e spruzzando a tutti i canarini un acaricida. E' possibile che siano di nuovo acari? La ringrazio anticipatamente.
F.M.
R: Le condizioni del piumaggio degli uccelli sono strettamente legate al loro stato di salute generale. Mute anomale o fuori stagione possono verificarsi in molti casi in cui vi sono patologie in atto o variazioni ambientali repentine (elevata temperatura, ridotta illuminazione, ecc.). Perdite di piume possono anche conseguire al beccaggio di altri canarini. Difficilmente gli acari che colpiscono i canarini (ad eccezione di quelli della rogna) causano perdita di piume che possono, invece, apparire danneggiate nel caso di presenza di acari plumicoli.
Saluti, Gino Conzo
D: Salve dott. Conzo
sono un allevatore in regola di turdidi, bottaccio, sassello, cesena, merlo.
Quest'anno volevo anticipare le cove di un paio di mesi,usando un programmatore di luce.
Le mie voliere sono tutte all'esterno ed in gennaio, febbraio fa' freddino.
Secondo lei posso allungare le giornate perchè i tordi vadano in estro anche se fa freddo?
G. R.
R: E' sempre preferibile non permettere la riproduzione degli uccelli nei mesi freddi se non si può aumentare la temperatura in allevamento come, credo, sia il suo caso.
La deposizione alle basse temperature può essere pericolosa per la femmina, dal momento che si può verificare la ritenzione dell'uovo che conduce spesso a morte la femmina se non si interviene prontamente. Nei mesi più freddi, inoltre, aumenta anche la mortalità neonatale.
Saluti, Gino Conzo
3. Gonfiore al petto in Cocorita
D: Gentilissimo dott. Conzo,
ho una pappagallina cocorita ed oggi ho notato che ha sul petto un bozzo sotto le piume che aumenta di dimensioni durante la giornata. Temo possa essere un tumore e sono molto preoccupata!
Grazie per l'attenzione.
Loredana.
R: Molto probabilmente il gonfiore che osserva nella parte alta del petto del pappagallo è semplicemente il gozzo del volatile, le cui dimensioni variano a seconda del suo grado di riempimento di cibo. Generalmente non si apprezzano significative variazioni nelle dimensioni del gozzo, dal momento che questo è coperto dalle piume del collo del pappagallo. Il gozzo si rende più facilmente visibile nei soggetti grassi, in quanto l'adipe depositato a livello dello spazio interclavicolare (quindi proprio all'inizio del petto) sposta in altro il gozzo e lo rende più visibile quando è pieno. In alcuni soggetti, tuttavia, può verificarsi una ipotonia della muscolatura del gozzo che rende difficili i suoi movimenti e ne permette un'eccessiva distensione. In questi casi occorre intervenire con un'idonea terapia e curando la dieta del volatile.
Escluderei, comunque, l'ipotesi del tumore, dal momento che in questo caso non si osserverebbe una variazione delle dimensioni del rigonfiamento da lei osservato.
Salut,i Gino Conzo
D: Gentile dottore, vorrei chiederle se i sulfamidici sono da utilizzarsi in maniera preventiva sui novelli di cardellino al fine di prevenire la coccidiosi. Se si quando vanno utilizzati? Appena svezzati o ai primi accenni di muta?
Grazie
M. G.
R: I sulfamidici hanno un effetto coccidiostatico (arrestano lo sviluppo dei coccidi fintanto che dura il trattamento) e trovano scarsa applicazione nel trattamento delle coccidiosi del cardellino, malattie caratterizzate molto spesso da ceppi particolarmente aggressivi che richiedono farmaci ad azione coccidicida. Per quanto riguarda la prevenzione della coccidiosi bisogna chiarire che non va fatta con i farmaci, dal momento che essi non hanno alcuna azione preventiva ma servono a trattare la malattia quando essa è presente. I farmaci non sono esenti, inoltre, da effetti collaterali.
Meglio prevenire la coccidiosi con esami delle feci (in particolare nei novelli prima della muta e nei riproduttori), una buona igiene delle gabbie e la quarantena dei nuovi acquisti.