L'ESPERTO RISPONDE
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Domande e Risposte Ottobre-Novembre 2010
1. Difficoltà riproduttive in Diamantini
2. Atoxoplasmosi
3. Mortalità in piccoli di diamante di Gould
1. Difficoltà riproduttive in Diamantini
D: Salve sono Gaia, ho una coppia di diamantini mandarini. la femmina ha già deposto le uova 3 volte ma non le ha mai covate. Ogni covata aveva un massimo di 2 uova, quando so che la media è intorno a 5 uova. Le hanno addirittura rotte e mangiate.. Come mi devo comportare? Ho pensato che non essendo il periodo adatto le abbiano abbandonate e magari in primavera invece la femmina si comporterà diversamente.. Altrimenti non mi spiego questa situazione. L'acqua fresca sempre presente, il cibo abbondante e completo, il nido l'hanno fatto più volte. Le condizioni mi sembrano ottimali. Grazie per l'aiuto
R: Il fallimento dell'attività riproduttiva negli uccelli può dipendere da varie cause. Se non vi sono cause patologiche (un volatile con patologie in atto difficilmente porta a compimento una covata) i motivi vanno ricercati nell'alimentazione o nelle condizioni ambientali.
I Diamanti Mandarini si possono riprodurre con successo anche nei mesi autunnali ed invernali specie se allevati in un locale chiuso e se l'alimentazione è sufficientemente energetica in modo da reintegrare efficacemente il maggior dispendio di calorie. Occorre controllare, poi che sia fornita sufficiente vitamina E (quasi sempre per ottenere buoni risultati è necessario integrarla con un preparato vitaminico) e calcio. Uova rotte e mangiate possono essere proprio una conseguenza di stati carenziali (minerali o proteici), ma anche di deposizione in nidi inadatti o disturbi esterni.
Saluti
Gino Conzo
2. Atoxoplasmosi
D: Salve Dott. Conzo,
le motivazioni per la quale la contatto sono le seguenti: ho fatto analizzare due canarini deceduti all'istituto zooprofilattico sperimentale presso il laboratorio di diagnostica, e i risultati delle analisi hanno riportato la seguente patologia, si tratta di infezione da atoxoplasmosi, vorrei chiederle: come devo comportarmi adesso per prevenire che vengano contagiati altri soggetti? Che prodotti o medicinali posso usare? In attesa del vostro consiglio la ringrazio anticipatamente.
L.T.
R: L'Atoxoplasma è un protozoo della medesima famiglia dei coccidi con i quali presenta delle grandissime affinità tanto che le sue oocisti riscontrabili nelle feci degli uccelli parassitati sono difficilmente distinguibili da quelle dei comuni coccidi intestinali.
La principale caratteristica dell'Atoxoplasma è che, a differenza dei coccidi, riesce ad infettare altri organi (fegato, milza, cervello) oltre all'intestino, cosa che rende più temibile la malattia.
La mortalità in allevamento in caso di Atoxoplasmosi è infatti sensibilmente più elevata rispetto ai casi di coccidiosi intestinale.
Il farmaco migliore, a mio parere, per il trattamento della malattia è il Toltrazuril, molecola che raggiunge facilmente gli organi parassitati. In genere bastano 2-3 giorni di trattamento.
Altri farmaci svolgono soprattutto un'azione “statica” impedendo la moltiplicazione dei parassiti solo fintanto che continua il trattamento, al termine del quale i protozoi riprendono la loro azione patogena.
Durante il trattamento è consigliabile pulire accuratamente il fondo delle gabbie e le griglie di separazione dal momento che la trasmissione della malattia avviene per via oro-fecale.
Saluti
Gino Conzo
3. Mortalità in piccoli di diamante di Gould
D: Buon giorno dottore, ho un problema: ho dei piccoli di diamante di Gould (1settimana) allevati da passeri del Giappone, che si gonfiano di aria e muoiono. In un libro ho letto che si tratta di pneumoderma. Come posso risolvere il problema? La ringrazio per la collaborazione, in attesa di una sua risposta le mando i miei più cordiali saluti.
R: Nei piccoli di qualsiasi specie aviare si possono verificare casi di pneumoderma, generalmente per rottura traumatica di un sacco aereo, cosa che permette il passaggio dell'aria nel sottocute. In questi casi occorre aspirare l'aria con una siringa, ma tale operazione è bene che avvenga alcuni giorni dopo che si è verificato il trauma in modo da permettere la chiusura della breccia del sacco aereo ed impedire recidive.
Lo pneumoderma non va confuso con dilatazioni patologiche del gozzo, come avviene ad esempio in caso di fermentazione di materiale alimentare in esso contenuto, spesso per infezioni batteriche.
Saluti
Gino Conzo