L'ESPERTO RISPONDE
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Domande e Risposte Settembre 2009
1. Allungamento del becco
2. Alleviamo un piccolo merlo
3. Ara che si depluma
4. uò trattarsi di neoplasia?
5. Addome gonfio in una capinera.
6. Tremori in una cocorita
1. Allungamento del becco
D: Gent. Dott. Conzo,
ho notato che il mio diamante mandarino maschio di 4 anni nell'ultimo mese ha subito l'allungamento del becco, sia per quanto riguarda la parte superiore che quella inferiore. La parte che si è allungata è molto sottile e non permette la corretta chiusura del becco. Per il momento riesce a mangiare senza problemi, ma c'è eventualmente qualcosa che sia conveniente fare?
Grazie per la sua disponibilità.
Cristina Arrigoni
R: Salve,
credo sia il caso di limare delicatamente la parte del becco che si è sviluppata troppo, in modo che il diamantino possa utilizzare al meglio il becco.
Più complesso capire perchè ciò è accaduto. Spesso avviene per una dieta iperproteica o per scompensi epatici. In altri casi dipende da infezioni virali (Circovirus).
Saluti
Gino Conzo
2. Alleviamo un piccolo merlo
D: Gentile Dottore,
da 2 settimane stiamo allevando una merletta.
Ora è pronta per spiccare il volo…
Le abbiamo fatto una voliera spaziosa in giardino, l'idea è di aprire un lato, pensa che ci resterà fedele?
Ero interessata ai comportamenti dei merli, per es. quando mi vede dopo 2-3 ore di assenza, emette uno stridolio fine e le tremano le ali, è dolcissima, cosa significa?
Grazie
Claudia
Svizzera
R: Aprire un lato della gabbia può essere conveniente per permettere al merlo di acquistare gradualmente la libertà, facendo ritorno alla gabbia nel caso non riuscisse ancora a procurarsi il cibo. Faccia solo attenzione a collocare la gabbia lontana dalla portata di possibili predatori.
Il comportamento da lei segnalato (unitamente all'apertura del becco) è tipico dei soggetti giovani ed ancora non svezzati. In questo modo, infatti, stimolano l'imbeccata dei genitori.
Saluti
Gino Conzo
3. Ara che si depluma
D: Gent. Dott.
Possiedo un'Ara ararauna che si autodepluma…Ho letto tutto al riguardo e ho provato anche tutto ( esami, cure , lavaggi rinfrescanti, fluoxetina, fiori di
Bach, ….).Tutto ciò che si consiglia per questo problema l'ho fatto…..ma niente.
Sono 4 anni ormai che va avanti. Ci sono dei momenti di calma ( anche lunghi ) che non si tocca e le penne provano a rispuntare.
Ma poi senza capire perché, torno a casa dal lavoro e lui si è troncato di netto alcune piume specie quelle più lunghe.
E' un Ara ma io non l'ho mai visto con la coda e le ali ( solo queste zone si morde).
Arriva a sembrare un pollo: solo il corpo e nient'altro.
Chiunque ho interpellato ha poi rinunciato non trovando nulla a cui dare la colpa.
Devo mettermi l'anima in pace e lasciar perdere?
Cordiali saluti
Luisa
R: No, Luisa, non deve lasciar perdere! Il problema dell'autodeplumazione è piuttosto complesso e va affrontato caso per caso. Molti, infatti, possono essere i motivi per cui i pappagalli si deplumano. Molto spesso ciò avviene per un'alimentazione sbagliata, specie quando è basata su semi di girasole o su alimenti piuttosto grassi come noci e noccioline. Altre volte possono essere chiamate in causa problematiche della pelle, infezioni intestinali o parassitosi.
E' ovvio che sarebbe necessario eseguire degli esami approfonditi (sangue, feci, tamponi cloacali, ecc…) sul soggetto per evidenziare una possibile causa tra quelle elencate. In altri casi è predominante l'aspetto comportamentale ed il pappagallo comincia a strappare o troncare le penne per noia o solo per richiamare l'attenzione del proprietario, specie se avviene che il padrone lo trascuri o mostri interesse per qualcos'altro. Spesso il disturbo comportamentale segue quello organico nel momento in cui il pappagallo scopre che così deplumato attira su di se l'attenzione del padrone. In questi casi consiglio sempre di allontanarsi dal pappagallo quando questi si depluma, senza cadere nel tranello di andargli vicino. Anche sgridarlo non serve: per il pappagallo significa anche questo aver attirato l'attenzione!
Consiglio comunque di far visitare il pappagallo da un veterinario esperto in medicina aviare, seguire la terapia (medica o comportamentale che sia) ed armarsi di molta pazienza dal momento che questa patologia può senz'altro essere risolta, ma può richiedere del tempo.
Saluti
Gino Conzo
4. Può trattarsi di neoplasia?
D: Gentilissimo dottore, desidero sottoporle un problema che mi sta molto a cuore poichè riguarda un uccellino che ho in casa ormai da sette anni e che amo moltissimo. Questo uccellino è di una razza insettivora e che abbiamo salvato quando era ancora un pulcino. Essendo stato svezzato con latte e briciole di biscotto,si è sempre alimentato con biscotti,pastncini per insettivori e,di tanto in tanto con qualche derivato del latte (come yogourt). Da un mese e mezzo a questa parte ha mostrato qualche segno di stitichezza accompagnato spasmi della cloaca. Adesso la stitichezza è quasi scomparsa ma presenta un addome molto gonfio. Le feci sono verdastre, l'appetito è normale come l'aspetto ed anche l'umore appare quello di sempre. Mi è stata prospettata una neoplasia poiche gli esami parassitologici risultano normali. La prego di darmi il suo autorevole giudizio perchè sono molto in pena. Ringraziandola le invio i miei cordiali saluti. Cinzia.
R: Non si può escludere una forma tumorale, ma prima di giungere a questa diagnosi (peraltro da effettuare con esame clinico e/o strumentale accurato dell'animale) consiglio di verificare altre possibilità. L'aumento di volume degli organi addominali (fegato, milza, reni) può causare stitichezza e può essere dovuto, oltre che per neoplasie in detti organi, anche in caso di malnutrizione, malattie infettive o parassitarie. Quindi sarebbe opportuno escludere prime tali possibilità con esami specifici.
Saluti
Gino Conzo
5. Addome gonfio in una capinera
Gent.mo dr Conzo,
Le scrivo per porLe un quesito probabilmente inusuale. Non sono un allevatore, e non ho cognizioni di alcun tipo nell'ambito dell'aviaria. Sette anni addietro trovai un pulcino nel giardino di casa, senza avere idea della razza; dalla foggia del becco, mi rendevo conto che doveva trattarsi di un insettivoro. Telefonai alla sede locale della LIPU che mi liquidò con due parole. Riuscii a nutrirlo, sopravvisse, e divenuto adulto, dal confronto con le immagini di un'enciclopedia capii che era un maschio di capinera. Ha sempre goduto di ottima salute fino a circa un mese e mezzo addietro, quando ha cominciato a manifestare difficoltà ad evacuare: contemporaneamente, è comparsa una tumefazione alla base della coda. Un allevatore di canarini (senza vederlo) mi ha detto che trattavasi di uropigite; questa si è risolta con un paio di applicazioni locali di tetraciclina, ma il problema dell'evacuazione è rimasto, aggravandosi progressivamente. Più di recente, ho notato una progressiva tumefazione dell'addome, che, considerate le dimensioni del Pennuto, è davvero molto dilatato. Il Pennuto sembra di buon umore, mangia e non ha alterazioni del piumaggio; proprio la mancanza di compromissione dello stato generale mi ha fatto pensare che possa avere una neoplasia addominale. Il Pennuto è stato visto da un Suo Collega che però mi ha più volte sottolineato di occuparsi solo di specie domestiche (granivori) e non selvatiche (insettivori); ha comunque eseguito l'esame microscopico delle feci, nelle quali non vi erano parassiti nè globuli rossi. Anche lui ha ritenuto probabile una neoplasia quale causa dei sintomi e dei segni clinici. L'esame è stato ripetuto presso l'Istituto Zooprofilattico della mia città, con il medesimo risultato; sono in attesa del risultato della coltura nell'ipotesi di un'infezione batterica. Ma anche all'Istituto Zooprofilattico concordano essenzialmente con la mia ipotesi diagnostica (mi esprimo in questi termini perchè esercito la professione di medico). Il primo veterinario contatterà dei Colleghi, attualmente fuori Italia, al loro rientro, per eventuali, improbabili, indicazioni chirurgiche. Personalmente però, vista la velocità dell'evoluzione, ho poche speranza che il Pennuto possa essere ancora in vita quando rientreranno. Due allevatori, interpellati da mia moglie, sostengono però caldamente una (generica) eziopatogenesi infettiva, affermando che il Pennuto debba essere sottoposto a terapia antibiotica, perchè loro hanno visto casi simili (su canarini), che si sono risolti. Io, da medico, considero ovviamente ciò che mi dice il Veterinario, e non l'allevatore; però, non so quanto possa trasparire dalle mie parole, il mio dolore è immenso (magari a qualcuno può sembrare ridicolo, ma definirlo "immenso" è già sminuirne l'entità) e quindi vorrei tanto essermi sbagliato, vorrei che i Veterinari si siano sbagliati, e spero più di ogni altra cosa che gli allevatori possano avere ragione. Ma ho coscienza di quanto sia irrazionale la mia speranza Il quesito è: secondo Lei, se inizio comunque una terapia antibiotica ed antimicotica (ad es. tetracicline ed anfotericina B) corro un rischio eccessivo di arrecargli ulteriore danno (alterando la flora batterica enterica)? In altri termini, corro il rischio di farlo soffrire di più, o vale comunque la pena di fare il tentativo?
Allego una foto dell'addome.

Scusandomi per la prolissità, La ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrà fornirmi
Vincenzo
R: A giudicare dalla foto sembrerebbe che le anse intestinali siano molto ingrossate, cosa che farebbe supporre un'infezione od una parassitosi intestinale. Quello che consiglierei è di eseguire innanzitutto uno striscio fecale da osservare al microscopio, dopo colorazione di Gram per l'osservazione di batteri e Diff Quick per evidenziare protozoi. Non tutti patogeni sono infatti coltivabili in vitro. Alcuni coccidi degli uccelli selvatici sono, inoltre, molto insidiosi e le loro oocisti si evidenziano solo nelle feci deposte in tarda mattinata, per cui sarebbe utile far esaminare le feci raccolte in questo orario.
Saluti
Gino Conzo
6. Tremori in una cocorita
D: Egregio dottore sono proprietario da non molto di 5 cocorite,da qualche giorno una di queste,una femmina ha evidenti tremori alle ali continui per tutto il giorno,non vola più e la vedo debole anche se mangia,ma poco,su consiglio di un veterinario l'ho tolta dalla gabbia e la tengo in casa ma non noto segni di miglioramento,mi è stato detto che si potrebbe trattare di un colpo di freddo-caldo-aria,o punture di zanzara ma le altre stanno benissimo.cosa potrebbe essere?
la ringrazio per l'attenzione
cordiali saluti
frasson luca
R: I tremori potrebbero essere dovuti anche ad altre cause, come intossicazione da metalli, assunzione di pesticidi od eventi traumatici.
Anche alcune malattie infettive danno questi sintomi, così come tutte le malattie fortemente debilitanti che riducono le riserve energetiche dell'organismo. Credo che la diagnosi debba essere ricercata tra queste possibili cause.
Saluti
Gino Conzo