IL DIAMANTE MANDARINO
( Phoephila guttata)
I parte

Il Diamante mandarino ( Phoephila guttata , famiglia Estrildidi) è originario dell'Australia comprese le isole Flores, Sumba, le South West Island e l'isola di Timor.

In libertà vive in branchi erratici trascorrendo gran parte della sua giornata al suolo alla ricerca di semi e di insetti, questi ultimi particolarmente nel periodo riproduttivo.


Diamante Mandarino maschio bruno dorso chiaro
(vista dorsale) foto da archivio Uccelli

L'habitat del Diamante mandarino sono le grandi pianure erbose con bassi cespugli ma vive comunemente anche in zone coltivate, in parchi e giardini.

Ama bagnarsi nelle pozze d'acqua durante il periodo delle piogge che è anche quello degli amori, e coincide con le piogge di gennaio e febbraio che stimolano la vegetazione e l'abbondanza di insetti. Le condizioni climatiche regolano la fecondità dei diamantini. Se le piogge sono più abbondanti, le nidiate sono più numerose.

I loro nidi naturali, sono costruiti con fibre vegetali e detriti, vicino a sorgenti d'acqua, stagni o ruscelli.

La sua scoperta risale all'inizio del XIX° secolo e secondo il Rogers le sue prime importazioni in Inghilterra risalgono al decennio 1840-1850. Negli anni successivi il Diamante mandarino si im0'one all'attenzione degli appassionati per la facilità con cui si adatta alla vita captiva riproducendo senza difficoltà


Diamante Mandarino grigio mascherato
foto da archivio Uccelli

Riproduzione

La riproduzione in colonia nelle voliere è sicuramente meno impegnativa ma da scartare se ci si prefigge l'allevamento selettivo della specie.

In cattività il diamante mandarino nidifica sia in gabbia che voliera, utilizzando allo scopo un nido a cupola di vimini o meglio ancora in nidi a cassetta anche in considerazione del fatto che la deposizione del Diamante mandarino è piuttosto consistente.

L'allevamento in gabbie da cova garantisce una selezione qualitativa dei soggetti ma anche la razionalità dell'allevamento stesso. La gabbia più usata è quella lunga 45 cm.

Grazie alla capacità di adattamento, la specie può essere alloggiata sia all'interno che in strutture all'aperto avendo l'accortezza, in questo ultimo caso, di creare dei ripari invernali per i periodi più freddi.


Diamante Mandarino maschio bruno mascherato
(vista dorsale) foto da archivio Uccelli

Per un buon successo riproduttivo la temperatura non dovrebbe scendere al di sotto dei 10°C. anche se la specie, se opportunamente protetta, può sopportare temperature che scendono anche sotto zero.

In allevamento interni è importante che l'ambiente non sia troppo secco poiché il Diamante mandarino necessità, nel periodo riproduttivo, di un certo grado di umidità.

Se l'ambiente risulta essere troppo secco, l'animale provvede a mantenere nel nido una buona umidità, depositando intorno alle uova la verdura fresca somministratagli come alimento.

Come materiale per la costruzione del nido si utilizza la fibra di cocco molto meno pericolosa del cotone e dei fili di juta.

La covata tipica è di 5-6 uova e tutti e due i genitori partecipano all'incubazione che dura 12-15 giorni, dipende dalla stagione, visto che il diamante mandarino ormai si riproduce tutto l'anno.

Una volta che le uova sono state deposte, è consigliabile togliere dalla gabbia il materiale rimasto inutilizzato, perché i genitori instancabili, potrebbero continuare a costruire il nido ricoprendo le uova! Per lo stesso motivo, è buona regola offrire a questi uccellini verdure tagliate a piccoli pezzi anziché foglie intere.

Questo uccelletto è un ottimo riproduttore e si riproduce, se ci sono le condizioni, anche durante tutto l'arco dell'anno; il consiglio è quello di non permettergli più di 2/3 cove durante l'arco del periodo riproduttivo.

Il Diamante mandarino non necessita della somministrare di mangime vivo per i nuovi nati ma, prima che avvenga la schiusa, bisogna incoraggiare gli adulti a nutrirsi del pastoncino che forniranno senza problemi ai piccoli nel nido.

Il piumaggio dei giovani si completa dopo circa 25 giorni dalla schiusa e già dopo 2 settimane i piccoli sono in grado di nutrirsi da soli, mentre per la distinzione fra maschio e femmina è possibile dal secondo mese di vita.

Alimentazione

Il Diamante Mandarino pur essendo un uccellino esotico (Australia) non ha bisogno di cibo particolare è però molto importante ricordare che il tipo di alimentazione è influenzato dalle condizioni climatiche ed ambientali dei singoli allevamenti, non esiste quindi una formula universale.


L'elaborazione di una dieta risponde alle esigenze limitate di un soggetto non pone problemi ma occorre ricordare che nei diversi periodi dell'anno (riposo, riproduttivo, muta) gli uccelli hanno differenti esigenze fisiologiche e quindi metaboliche, per cui l'apporto di carboidrati, proteine,grassi8, olielementi, aminoacidi, ecc. deve essere diverso.

La dieta più adatta è composta da un buon misto per esotici che contiene in percentuale maggiore (70/80) il panico, via, via in percentuale minore vari tipi di miglio, giallo, bianco e rosso, cicoria, lattuga ravizzone, scagliola e niger.

Oltre alla miscela di cui sopra non devono mai mancare: osso di seppia, grit marino a base di gusci d'ostrica triturato, carbone vegetale e durante il periodo riproduttivo pastone giallo. Sono anche ghiotti di spighe di panico e di miglio, ma vanno somministrate con moderazione per non squilibrare la dieta, essendo molto grasse.

Sono graditele verdure in particolare quelle selvatiche: centocchio, borsa di pastore e tra le coltivate la lattuga. Nel periodo estivo risultano molto graditi il cetriolo e la zucchina.

La frutta invece non è molto appetita, tranne forse la mela.


Diamante Mandarino maschio di Timor
foto da archivio Uccelli

Conclusione

Il Diamante mandarino è ormai un uccelletto conosciuto anche dai non addetti ai lavori e piuttosto comune sia negli allevamenti che nelle famiglie.

Ciò che non si conosce altrettanto bene sono le sue mutazioni a questo scopo sul prossimo numero andremo a trattare l'argomento cercando di chiarire la situazione.



Diamante maschio Mandarino grigio mascherato
foto da archivio Uccelli