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Lettere
Aprile 2003
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| Allevamento "Gracule Religiose" |
| Merlo nostrano |
| Inseparabili |
| Domande sui canarini |
| Canto degli uccelli |
| Bengalini |
| 3 canarini |
| Ondulato di colore |
| Ferite |
| Allodole |
| Uso delle balie |
Subject: Allevamento "Gracule Religiose"
Sono... dalla Provincia di Napoli, Nola desidererei sapere sè è possibile allevare Gracule Religiose visto che sono un appassionato. Inoltre gradirei sapere l' abitat di questi uccelli, l' ambiente di riproduzione. le modalità di allevamento e quant' altro utile all'allevamento, inoltre gradirei sapere a chi bisogna rivolgersi per avere i fattori/ fattrici. Grazie
R
Gentile Allevatore,
benchè i Merli indiani (Gracula religiosa - Maina) mantenuti in cattività, siano quasi tutti di cattura e provenienti da importazione dai paesi di origine (India, Sud Est Asiatico, Filippine) è tuttavia possibile allevare questo simpaticissimo volatile, dalle straordinarie virtù di parlatore, in grandi gabbioni, o meglio ancora spaziose voliere, specie se con vegetazione interna.
Per saperne di più in modo esteso e dettagliato, la rimando
alla monografia sulla specie, scritta da Gianni Ravazzi: " Il Merlo Indiano"
(editore De Vecchi - Milano 1993). Cordialità. Francesco Chieppa
Egregio Signore,
Le scrivo per chiederle un consiglio sulla possibilità di poter allevare
un cucciolo di merlo italiano, sottratto dal sottoscritto dalle grinfie di
un gatto nel cortile di casa.
Premetto che non è mia intenzione tenerlo in gabbia, infatti già
adesso svolazza (tentativi!!) felice sul mio balcone dove la madre, dopo estenuanti
ricerche, è riuscito a trovarlo e gli porta anche da mangiare; rimetterlo
sul nido è una impresa impossibile (è su un pino vicino casa
alto 20 metri) e riportarlo nel cortile significa morte certa (vedi gatti
di cui prima).
I miei figli si sono affezionati al piccolo e gli piacerebbe che, una volta raggiunta la capacità di volare, tornasse di tanto in tanto a trovarci.
Per quanto sopra vorrei chiederle:
- come posso far abituare il piccolo alla nostra presenza?
- cosa gli posso dare da mangiare?
- ha bisogno di acqua?
- quando potrà volare, per farlo tornare basta lasciargli da mangiare?
- ce la farebbe a vivere in una voliera?
La ringrazio per quanto potrà dirmi e sarà gradito ogni eventuale consiglio. Cordiali saluti (Lettera firmata)
R
Gentile Lettore,
non credo lei abbia intenzione di cotringere ad una vita captiva, un volatile nato in libertà e proveniente dal patrimonio naturale. Se la madre continua ad imbeccare il pullus, esso, almeno per il momento, non necessita di alimenti integrativi; se proprio volesse, gli collochi da qualche parte un contenitore con del mangime per uccelli insettivori ed altro con dell'acqua mantenuta sempre pulita e rinnovata. Non appena il volatile si sara ristabilito da eventuali ferite, patite a seguito dell'incontro ravvicinato con il gatto del cortile, e mostrerà un piumaggio in ordine con le penne remigati (ali) e timoniere (coda) ben sviluppate, lo lasci seguire la madre e vivere il suo destino di uccello libero. Circa la possibilità che ritorni sul suo balcone, bhe, penso sia piuttosto inverosimile. Saluti. Francesco Chieppa
ho diverse coppie d'inseparabili una delle quali si è accoppiata tre volte, la prima volta i piccoli sono nati perfetti, la seconda e la terza volta invece sono nati quasi privi di piume sul dorso e sulla schiena. Anche ora che sono diventati adulti non hanno tutte le piume. C'è un motivo particolare? Si può trattare di qualche tipo di malattia? Ringraziandola sin d'ora le porgo distinti saluti
R
Gentile Lettore,
esistono forme di alopecia congenita che possono interessare gli psittacidi, così come affezioni virali possono determinare cattivo impiumo dei pullus e piumaggio distrofico (ad esempio il poliomavirus). Sarebbe il caso, pertanto, di fare esaminare gli uccelli da un medico veterinario esperto, per i dovuti accertamenti. Auguri!
Francesco Chieppa
Sent: Monday, April 28, 2003 1:01 PM
Subject: Canarini
Siamo, mia figlia ed io, amanti dei canarini e vorrei approffittare
della sua gentilezza e disponibilità porgendogli alcuni quesiti da
principianti quali siamo. Da poco abbiamo acquistato una coppia di canarini
(maschio mosaico rosso-femmina giallo brinato).
Dalla prima cova sono nati due pullus su quattro uova deposte (le due uova
non schiuse erano vuote quindi presumiamo non feconde). Adesso i due pullus
hanno circa 22/25 giorni e la canarina ha deposto il primo uovo della seconda
covata.
Come dobbiamo comportarci con i due piccoli considerato che ogni tanto entrano
nel nuovo nido in cui la madre si prepara a deporre le uova successive e di
conseguenza rischiano di rompere le uova deposte.
Dobbiamo mettere i due piccoli da soli in un'altra gabbia? (a vederli non
ci sembrano ancora del tutto autosufficienti)
Dobbiamo mettere i due piccoli con il maschio in un altra gabbia?
Ringraziando per la pazienza porgiamo cordili saluti. Enrica e Aldo
R
Salve,
deve inserire il separè alla gabbia, se ne è dotata.
Sistemare i piccoli da una parte e la coppia dall'altra. Attraverso il filo
metallico del divisorio, il padre continuerà ad imbeccare i piccoli
che, a poco più di un mese d'età si renderanno totalmente autosufficienti
e dunque svezzabili. Qualora la gabbia da cova che ha in dotazione, non consentisse
la divisione in due scomparti, allora sistemi pullus e canarino maschio in
altra gabbia e la sera introduca il maschio nella stia della femmina, ritirandolo
il
mattino seguente per riunirlo ai piccoli. In questo modo tutte le uova deposte
dalla sua canarina, avranno le stesse probabilità di essere state fecondate.
Raggiunta la fase dello svezzamento dei novelli, riunisca il maschio permanentemente
alla femmina, così che possa cooperare con essa a tirar su una nuova
nidiata. Auguri!
Francesco Chieppa
Buongiorno!... ecco un quesito semplice
Vorrei rubarti qualche minuto del tuo tempo per chiederti gentilmente un consiglio;
non sono un ornitologo e non saprei a chi altri rivolgermi...vivo in Germania,
a Monaco di Baviera, città meravigliosa anche perchè piena di
parchi ed immersa nel verde. Da poco tempo io e mia moglie ci siamo trasferito
in una zona periferica, adiacente ad uno di questi grandi parchi,
ed essendo amanti della natura e dello stare all'aria aperta, appena abbiamo
qualche minuto ci immergiamo nel bosco.
Rimaniamo ogni volta stupefatti dalla quantità e varietà di
canti che riempiono l'aria, e dal numero impressionante di uccelli diversi
che, con un po' di pazienza ed attenzione, scorgiamo tra i rami. In maniera
molto rudimantale abbiamo preso a classificarli per riconoscerli, ma non andiamo
oltre al "quello verde" oppure "quello marroncino con le zampette
lunghe"
ecc. Non ti dico poi cosa ne esce quando tentiamo di riprodurne i versi!
Bene, la domanda è: mi puoi consigliare un po`di bibliografia semplice,
per principianti, dalla quale possiamo trarre aiuto? esistono delle pubblicazioni
audio (CD, cassette) con registrati i versi degli uccelli? Ci piacerebbe avere
qualcosa in base alla quale ascoltiamo un canto, lo troviamo riprodotto su
un CD e troviamo la fotografia corrispondente su un
libro. Esistono delle regole di classificazione per i canti degli uccelli?
Che so... in base all'intensità, alla frequenza.. in modo che ascoltato
un canto, sia semplice "identificarne" l'autore? Magari sarebbe
d'aiuto anche qualche pubblicazione multimediale. Bene, spero che trovare
la risposta sia più veloce che leggere questa lunga mail... ;-) Mi
scuso per la prolissicità... e ringrazio anticipatamente. (Lettera
Foirmata)
R
Gentile Signore,
per reperire il materiale al quale fa cenno nella sua missiva, le indico tre siti web italiani, dove potrebbe trovare ciò che cerca.
1) http://www.lipu.it (sito della Lega Italiana Protezione Uccelli - per le pubblicazioni illustrate sulle specie ornitiche) .
2) http://www.focus.it/focusfile/312_18_6_102.asp (sito della rivista "Focus" che pubblica uno speciale sul canto degli uccelli) .
3)http://www.scricciolo.com (sito "Scricciolo" che ha in vendita un database contenente un archivio dati sulle specie di uccelli) .
Sperando di esserle stato utile. Saluti. Francesco Chieppa
Salve Sig. Francesco,
le scrivo per avere dei chiarimenti su dei bengalini (o similari...) che ho
a casa. Inizialmente ne possedevo solo 1, trovato da alcuni bambini su di
1 balcone (sicuramante volato da 1 gabbia). Messo in gabbia si è subito
ambientato e sono passati sicuramente + di 2 anni. Non avevo mai saputo che
razza fosse fin quando 1 mia amica mi ha regalato, verso gennaio, il suo bengalino
(femmina) che aveva la particolarità (come il mio) di 1 striatura nera
sotto entrambi gli occhi. Sono comunque diversi: il mio è abbastanza
colorato con il petto tendente all'arancio misto a puntini neri, pancia bianchissima,
dorso grigio chiaro e "guance" rosso/arancio; quella che mi è
stato regalata è quasi tutta grigia con la pancia beige (tutti e 2
hanno il becco arancio). Li ho messi nella stessa gabbia dopo 1 settimana
di "conoscenza in gabbie vicine" e sono andati subito daccordo tanto
da accoppiarsi e dare vita ad altri 4 uccellini che ora hanno già 1
mese e 10giorni. Di questi 3 sono grigi come la mamma e 1 è quasi tutto
bianco tranne la testa che è tendente al grigio. Finora sono stati
"tutti insieme appassionatamente" ma ora il papà inizia a
non tollerarli qualche volta. Dovrei regalarne 2 ad 1 mia amica però
per evitare altri accoppiamenti volevo darglieli dello stesso sesso. Quindi
la mia domanda: come faccio a distinguere se i piccoli sono maschi o femmine?
Spero di ricevere 1 sua risposta e la ringrazio fin da ora.
R
Gentile Lettrice,
contrariamente a quanto ritiene, lei non possiede bengalini, bensì dei Diamanti mandarini. Il dimorfismo sessuale, in questa specie esotica, si apprezza soprattutto attraverso il colore del becco. I pullus allo svezzamento presentano un becco di color scuro che, tende progressivamente a schiarirsi con la crescita e verso circa il terzo/quarto mese d'età, assume colore rosso vivo nel maschio e arancio sbiadito,tendente al rosa, nella femmina. Cordialmente.
Francesco Chieppa
salve,sono luca e volevo chiderle che,siccome mi hanno dato
tre canarine e ho un solo maschio cosa devo fare?ho due gabbie,metto il maschio
nella gabbia diviso da separe dalle due femmine che stanno nell'altro scomparto
e i nidi sono uno,nel primo scomparto e l'altro nel secondo.all'inizio metto
il maschio con una e poi quando la femmina ha fatto il primo uovo lo metto
con l'altra, e poi ancora con la terza che sta in un'altra gabbia?il canarino
è rosso brinato,le femmine sono:nero gialla,bianca, rossa intensa;i
pullus come vengono fuori?
grazie per l'eventuale risposta
R
Ciao Luca,
due femmine con relativa prole, in una comune gabbia da cova
da 45/55 cm., stanno strettine.
Meglio optare per tre gabbie da cova, ove sistemare ciascuna femmina. Il maschio
deve essere collocato in una quarta gabbia, possibilmente mantenuta ad una
certa distanza da quelle delle femmine. Passerai il razzatore a rotazione
nelle gabbie delle canarine, appena queste avranno iniziato ad edificare il
nido con le sflilacce.
Sarebbe un grave errore mantenere il maschio in coabitazione permanente con una di esse, passandolo temporaneamente alle altre. Infatti, se la femmina della sua stessa gabbia iniziasse la cova, il maschio potrebbe subire una involuzione dell'ardore sessuale e, ciò sarebbe causa di mancata fecondazione delle altre due canarine.
Ripetute osservazioni, inducono infatti a ritenere che la fertilità dei fringillidi subisca delle oscillazioni, durante il ciclo riproduttivo, in assonanza con le fasi sessuali della partner di coppia stabile. Questo accorgimento, predisposto da madre natura, è lungimirantemente finalizzato ad assicurare alla chioccia una indispensabile tranquillità di coppia, durante la delicata fase dell'incubazione delle uova. Quando allora si intende utilizzare un maschio per più femmine, occorre che esso non formi coppia fissa con alcuna di esse, vivendo da single in una gabbietta a parte, dopo aver passato qualche ora in piacevole compagnia delle sue concubine piumate!
Circa i colori dei tuoi canarini, l'unico assortimento corretto
ai fini selettivi, è l'unione rosso x rosso.
Da nero giallo x bianco (accoppiamento antitetico e non da selezione ) otterrai
dei pezzati se il bianco è dominante e verdi, portatori di bianco dominante,
se recessivo.
Saluti. Francesco Chieppa
Buona sera mi piacerebbe sapere informazionei sull'ondulato di colore! possibilmente un disegno sullo standard! la ringrazio anticipatamente! auguri di buona pasqua.
R
Gentile Lettore,
l'ondulato di colore, rappresenta l'ultima novità delle mostre ornitologiche e quindi per gli stessi allevatori, in quanto è stato inserito a concorso da pochissimo tempo. Personalmente non sono ancora entrato in possesso del relativo standard. La inviterei pertanto a rivolgersi alla segreteria FOI (Tel. 0523/593403 - Fax 0523/571613 - E-mail foi@foi.it ) che potrà fornirle disegni e relativo standard. Nel contempo, prego il direttore di "Uccelli": Italo Feregotto, di inserire a margine del suo quesito, integrazioni e/o disegni dello standard, qualora ne fosse in possesso. Saluti.
Francesco Chieppa
Gent.mo Chieppa
vorrei saper qual'è il modo più corretto di trattare le ferite
con escoriazioni agli arti che determinano tra l'altro fenomeni di auto-mutilazione
spesso con conseguenze ben peggiori dell'evento iniziale e in particolare
se è possibile scongiurare le temibili necrosi che generalmente si
risolvono nella perdita della zampa, pur non creando grossi problemi all'animale.
Si direbbe poi che la presenza dell'anello infastidisca ulteriormente l'animale
per cui secondo lei è bene tagliarlo? Gli animali con una zampa si
riproducono ugualmente? Per disinfettare va bene il neomercuriocromo o meglio
l'acqua ossigenata?
La ringrazio della Sua attenzione e la saluto cordialmente. Milano (Lettera
Firmata)
R
Egregio Ornicoltore,
ferite ed abrasioni agli arti, possono essere convenientemente trattate sia utilizzando l'acqua ossigenata che il mercurocromo. Non rientra nella norma dover trinciare l'anellino identificativo del volatile, onde evitare le lesioni alle quali lei accenna. Pensi a noi allevatori FOI, con centinaia di soggetti inanellati e senza alcun riscontro, se non meramente episodico, del problema oggetto della sua missiva. Se le zampine si presentano irritate ed il volatile tende a stuzzicarsele in continuazione, ciò può essere spesso sintomo di una infestione da acari ed il trattamento con un insetticida-acaricida per ornitologia, può essere in grado di risolvere il problema, evitando maggiori conseguenze. Possono tuttavia essere chiamati in causa anche altri fattori, quali responsabili del fenomeno, come: dermatiti batteriche e micotiche, allergie e stress di varia natura che solo il medico veterinario potrà valutare e trattare.
Per evitare la gangrena secca della zampa, occorre evitare ogni forma di trauma dell'arto, facilmente causa di gravi lesioni vascolari, poichè in quella particolare sede, i vasi ematici non sono sufficientemente protetti da guaine tissutali, decorrendo in superficie. Tuttavia anche cause generali, infettive e disturbi di circolo, possono essere responsabili della grave menomazione.
I soggetti che hanno perso un arto, per quanto esteticamente poco attraenti, sono perfettamente in grado di attendere alle funzioni riproduttive.
Sperando di essere stato esauriente. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Salve,
ho scoperto per caso il vostro sito e poiché sono in possesso da POCO
TEMPO di 10 allodole da richiamo e di loro sono letteralmente innamorato,
gradirei sapere se esiste un modo naturale per riuscire a distinguere i Maschi
e le Femmine ed inoltre come posso completare la loro alimentazione.Vorrei
sapere se in qualche numero della vostra rivista avete parlato delle allodole.Grazie.
(Lettera Firmata)
R
Gentile Lettore,
la Allodola, o Lodola (Alauda arvensis arvensis) è un grazioso uccello della famiglia Alaudidae, ordine dei Passeriformi. Non esistono vistose distinzioni tra i sessi in età adulta. Alcuni testi di ornitologia riportano, quale forma di lieve dimorfismo sessuale, la lunghezza dell'apertura alare: 100-120 mm. nel maschio, 95-105 mm. nella femmina.
L'epoca della riproduzione di questa specie va da fine marzo a tutto luglio. La femmina edifica un nido al suolo, intrecciando steli e foglie di erbe prative, foderato con crini e fibre vegetali. Vi depone 3/7 uova bianco-grigiastre, con variegature verdastre e punteggiate di bruno-oliva. I pullus, alimentati da entrambi i genitori, lasciano il nido a 9/10 giorni, per involarsi a circa venti giorni. La specie effettua 2/3 covate l'anno.
L'alimentazione in Natura è costituita da grani e sementi prative, con un discreto consumo di prede vive (insetti, vermi, ragni, ecc.) in particolare durante il periodo di allevamento della prole.
In cattività, oltre a prede vive, potrà fornire alle sue Allodole i pastoncini preconfezionati per specie insettivore.
Circa la ricerca di articoli, pubblicati nei mesi scorsi dalla Rivista, giro il quesito al Direttore Responsabile: Italo Feregotto, per eventuali integrazioni a margine di questa mia.
Sperando di esserle stato utile. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Salve,sono un allevatore di canarini da alcuni anni,da due anni ho iniziato pure con due coppie di cardellini,ma con scarsi risultati,perchè le cardelline presentano una scarsa attitudine all'imbecco,allora le chiedo quale alimentazione potrei fornire alle canarine,che eventualmente userei come balie, qualora si presentasse di nuovo il problema,nei primissimi giorni di vita dei cardellini,tenendo conto che i cardellini hanno bisogno di un'alimentazione per alcuni aspetti differente da quella dei canarini(mi riferisco alle proteine animali).Con gratitudine ringrazio.
R
Gentile Lettore,
ho allevato in passato il cardellino e posso assicurarle che la scarsa attitudine all'imbecco in cattività, non è una caratteristica generale di tutte le femmine della specie.
Ciò premesso, pur non avendo io mai fatto uso di balie per lo svezzamento dei pullus di cardellino, mi dicono essere particolarmente idonee alla bisogna le coppie di canarino di Razza Spagnola e le cosiddette "incardellate" (F1 di cardellino x canarina).
Circa l'apporto proteico, l'uovo sodo rappresenta la migliore fonte apportatrice di proteine animali di elevato valore biologico. Prepari un pastoncino amalgamando parti uguali di sfarinato del commercio e uovo sodo. Un ulteriore incremento del tenore proteico, potrà ottenerlo utilizzando i prodotti speciali in polvere, per l'allevamento allo stecco dei nidiacei che presentano elevato tenore in protidi digeribili. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Cremona 25/04/2003
Subject: Morte improvviva
Ciao, sono una nuova abbonata di "Uccelli" il mensile
che cercavo da tempo visto che sono una grande appassionata di ornitologia.Possiedo
8 uccelli : due pappagallini ondulati e 3 coppie di diamanti mandarini.Ti
scrivo per chiederti un parere sulla morte improvvisa (e inaspettata) di un
piccolo di Diamante mandarino di già 5 settimane.
Qualche settimana fa la coppia di Diamantini "ha dato alla luce"
quattro piccini bellissimi.Dopo poco i tre più piccoli sono morti mentre
quello più robusto e grande è sopravvissuto.Dopo 5 settimane
il mio "pipistrellino" aveva tutte le penne, eccezion fatta sulla
testa, e cominciavo a preoccuparmi perchè avevo letto sulla rivista
che alla seconda settimana circa avrebbe dovuto uscire dal nido.Apparentemente
stava bene perchè pigolava e si muoveva per il nido ma evidentemente
mi sbagliavo....stamattina l'ho trovato morto.Tu che hai tanta esperienza
che ne pensi? Grazie per l'attenzione che mi dedicherai, aspetto con ansia
una risposta. Annalisa
R
Gentile Lettrice,
è estremamente arduo, per non dire impossibile, azzardare
una diagnosi relativa alla causa di mortalità di un pullus, sulla scorta
di pochi elementi anamnestici ed in assenza del riscontro di esami di laboratorio.
Le cause potrebbero essere tante e di diversa natura. Quando si desidera conoscere
con tutta certezza il perchè di un improvviso decesso di un nostro
volatile, è pregiudiziale sottoporre a specifici esami necroscopici
il cadaverino, presso la sezione provinciale dell'Istituto Zooprofilattico,
o indirizzandosi all'istituto di patologia aviare di una facoltà di
medicina veterinaria.
Tenga presente tuttavia che sovente le covate con "figlio unico"
falliscono, in virtù del fatto che un solo pullus costituisce per i
riproduttori, stimolo subliminare di cure parentali, rispetto ad una covata
ben più numerosa. Sarà certamente più fortunata la prossima
volta. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Sent: Sunday, April 27, 2003 2:41 PM
Subject: Colore giallo
Gentile Sig. Chieppa,
Le scrivo questa e-mail per chiederle una risposta ai seguenti quesiti:
- da due riproduttori di colore giallo è possibile ottenere canarini
di un colore diverso, per esempio rosso o bianco?
- è possibile somministrare pastone a fattore rosso ai piccoli canarini
appena nati?
- è possibile far convivere in una voliera all' aperto canarini e diamanti
di Gould.
Nel ringraziarla per la sua cortese attenzione, le porgo i miei piu' distinti
saluti.
(Lettera Firmata)
R
Gentile Ornicoltore,
da due riproduttori lipocromici gialli potrebbe ottenere dei bianchi, qualora entrambi i soggetti fossero portatori di bianco recessivo.
Il pastone colorante può essere somministrato già alla nascita dei pullus, onde ottenere la colorazione artificiale anche di remiganti e timoniere. Viceversa, se l'impiego venisse limitato al periodo della muta dei novelli, lei otterrebbe la pigmentazione rosso-arancio solo del piumaggio e non delle penne che, alla prima muta stagionale non vengono spontaneamente mai rinnovate. Naturalmente i coloranti vanno impiegati esclusivamente per la pigmentazione dei canarini a fattore rosso.
Non dovrebbero sussistere problemi particolari ad assortire una voliera con canarini e Diamanti di Gould. Tenga tuttavia presente che il Diamante di Gould - in quanto specie esotica - ha nel nostro clima difficoltà a svernare all'esterno e va mantenuto in ambiente interno, durante tutta la stagione fredda. Inoltre, le due specie hanno regimi dietetici differenti e sarà comunque sufficiente assortirli entrambi in voliera, per non sbagliare. Ricambio i saluti.
Francesco Chieppa
Gentile Sig. Chieppa,
ho recentemente acquistato un ciuffolotto a testa grigia maschio; so che è
asiatico, ma non sono riuscito a scoprire da che clima
proviene. Non so quindi come comportarmi in questi periodi: posso lasciarlo
fuori tutto il giorno o lo devo tenere dentro per il freddo? Aggiungo che
lo tengo in gabbia con un lucherino euroasiatico, che so già che è
indigeno e non ha di questi problemi.
Grazie mille fin d'ora. (Lettera Firmata)
R
Gentile Allevatore,
il Ciuffolotto testa grigia (Pyrrhula erythaca) occupa un areale di distribuzione in Natura, che si estende in Asia dal Siskkin al Bhutan, Tibet, Nord Birmania. In Cina è talora presente nello Yunnan, Seutchouan, Hopech e Formosa. Originario di regioni montagnose a clima rigido-continentale, non presenta particolari problemi di acclimatazione, non risentendo assolutamente dei rigori della stagione fredda, in Paesi a clima mediterraneo. Esistono tre sottospecie: Pyrrhula erythaca erythaca (Siskkin, Bhutan, Sud-Tibet, Nord-Birmania, Cina /Yunnan - Seutchouan). Pyrrhula erythaca wilderi (Cina, regione di Pechino). Pyrrhula erythaca owstoni (Formosa).
Francesco Chieppa
Son in possesso da circa un anno di una coppia di canarini comuni,ho gia'
avuto alcune nidiate(4).
Li ho tenuti tutto l'inverno insieme in una gabbia media e per la maggior
parte dentro casa (sono di ROMA).Ma non vivo in città abito in periferia,dove
cè meno smog. Volevo farti sapere che circa un mese fà la
femmina ha fatto 4 uova ma che non erano state fecondate,quindi dopo circa
20 giorni ho deciso di romperle trovando dentro solo liquido chiaro e un
po' di rosso.
Oggi 2 Aprile ha fatto un uovo che io ho tolto sostituendolo con uno finto,(ho
fatto bene?).
Vorrei qualche consiglio da te su come andare avanti per la riproduzione,perche'
ho notato che il maschio non e' molto attivo nei confronti della femmina
ti premetto che la coppia sta' molto bene e che non
ha nessuna malattia.
In attesa ti mando i miei saluti e anticipatamente ti ringrazio. Scusa se
cè qualche errore di scrittura
Ciao Domenico
R
Gentile Lettore,
per poter conseguire dei successi riproduttivi con i propri volatili, è
pregiudiziale mantenerli in un ambiente privo di riscaldamento artificiale,
durante l'inverno, ed esposto tutto l'anno ad un fotoperiodo di tipo naturale.
Non mi stancherò mai di ricordare ai neofiti che: il ciclo biologico
dei pennuti è regolato dalla durata delle ore di luce diurna e dalla
temperatura ambientale. Gli uccelli posseggono una sorta di orologio biologico
che consente loro di avvertire l'avvicendarsi dei periodi stagionali, predisponendoli
di conseguenza alle varie fasi della loro esistenza. Così la primavera
fa scattare in essi quelle trasformazioni neuro-endocrine-anatomiche che
consentono al maschio di incrementare le sue facoltà canore ed alla
femmina di predisporsi alla cova. Tarda estate-inizio autunno, viceversa,
inducono la muta del piumaggio.
Se si ignora questa primaria esigenza dei nostri beniamini alati, collocandoli negli ambienti domestici in coabitazione con gli umani, i loro sensori biologici si inceppano, procurando una perdurante fase di stess (che io son solito definire: "stress da squilibrio del fotoperiodo") causa, alla lunga, di seri malanni ed incompatibile con una proficua attività riproduttiva.
Ribadito questo aspetto essenziale dell'ornitocoltura, viene da se che anche l'alimentazione gioca un ruolo determinante ai fini del benessere degli uccelli e delle loro doti genesiche.Così come per mantenerli in buona salute, occorre limitare le covate a non più di due/tre per anno.
Circa la sostituzione delle uova, ha fatto bene. Man mano che la femmina depone l'uovo giornaliero, lo si sostituisce con uno finto cosicchè, terminata la fase di deposizione, l'incubazione delle uova vere possa iniziare in modo sincrono per tutta la covata, al fine di ottenere schiuse ravvicinate e nidiate omogenee. In caso contrario, gli ultimi nati spesso soccombono, poichè sovrastati dai fratelli più grandicelli.
Sulla riproduzione del canarino ci sarebbero da scrivere pagine e pagine di rubrica. E non è questa la finalità di questo spazio che intende fornire sintetici consigli di massima, a quanti necessitino di una rapida "imbeccata".
Le consiglio tuttavia di consultare i quesiti dei mesi scorsi, dove frequentemente
si è già scritto di riproduzione. E di scriverci ancora se
ne avesse bisogno. Inoltre, la sistematica consultazione mensile della rivista
"Uccelli" ed eventualmente, l'acquisto di un buon trattato di
ornicoltura, potranno egregiamente formare il suo bagaglio tecnico-culturale
da
allevatore amatoriale. Cordialità.
Francesco Chieppa
Sent: Friday, April 25, 2003 11:39 AM
Subject: Cerco un aiuto per la mia ricerca...
Salve!
Mi presento subito,
sono Mariaelena Manserra,futura assistente sociale, amante degli animali,
ovviamente!
Le scrivo perchè sto facendo delle ricerche sulla pet therapy, argomento
scelto per la mia tesi di laurea.
Cercando in internet ho letto della conferenza fatta a Macerata nell'ottobre
del 2002.
La meravigliosa storia di Robert Stroud già mi era stata accennata
dal professore che mi sta seguendo, tra l'altro docente di sociologia della
devianza...!
Non voglio rubarle altro tempo, così le chiedo gentilmente se le
è possibile aiutarmi in qualche modo.
Cerco documenti, testi , qualsiasi materiale riguardante la pet therapy,
nello specifico qualcosa riferita direttamente all'applicazione di questa
pratica all'interno delle carceri.
La ringrazio anticipatamente per l' attenzione prestatami.
Allego il titolo della tesi e la bibliogafia.
Le auguro una felice giornata.
Lettera Firmata
R
Gentile Sig.na,
consulti il portale internet dedicato al mondo degli animali d'affezione:
"Ciaopet" www.ciaopet.com, dove troverà tantissimo materiale
sulla pet therapy, unitamente al testo della mia relazione presentata al
convegno di Macerata di ottobre scorso e diversi riferimenti bibliografici,
sempre in tema di terapia con l'ausilio di animali.
Mi permetto di inserire il suo quesito di interesse generale, tra quelli
della rubrica che curo per il periodico di ornicoltura "Uccelli",
con sito web: www.uccelliibis.com .
Complimenti per la passione per il mondo animale e congratulazioni per la
prossima tesi.
Francesco Chieppa
Sent: Tuesday, April 22, 2003 3:40 PM
Subject: Verdone
Egr Sig. Chieppa,
mi permetto di scriverle questa mail per delle problematiche che da un paio
di giorni presenta il mio canarino.
Ho acquistato una coppia di canarini circa 6 mesi fa, uno di questi è
un verdone e da un paio di giorni presenta dei sintomi strani. Ha il piumaggio
tutto gonfio trascorre l'intera giornata con la testa in posizione di riposo
notturno fa fatica a mangiare e spesso mangia i semini a terra e non quelli
nel contenirore visto che fa fatica a rimanere sulla sparretta della gabia.
Ho chiesto al venditore il quale mi ha detto che molto probabilmente si
tratta di semplice raffreddore e mi ha dato da somministrare un complesso
vitaminico, ma non sembra funzioni molto, il canarino tra l'altro non presenta
difficoltà respiratorie ne rantoli o altri suoni quando respira.
Cosa potrabbe essere? L'alimentazione è quella classica con semi
misti, acqua e il classico "biscotto" giallino che mi ha consigliato
il venditore stesso.
Sinceramente non so cosa possa essere ne come potermi comportare.
La ringrazio anticipatamente per la pazienza e la collaborazione dimostrata.
Cordialmente
A. Maddalena.
R
Gentile Signora,
l'aspetto "impallato" del suo canarino è certamente sintomo
di un grave stato di malessere. In questi casi occorre indirizzarsi con
estrema sollecitudine, ad un medico veterinario esperto di patologia degli
uccelli
d'affezione che possa valutare direttamente la causa dell'indisposizione,
in quanto la situazione è suscettibile di rapida ed irreparabile
evoluzione. Negli uccelli da gabbia c'è pochissimo tempo utile per
intervenire, in caso di malattia. Le vitamine non fanno certamente al suo
caso, costituendo solo un inutile palliativo. Auguri! Francesco Chieppa
Subject: Problema con coppia
Sent: Friday, April 11, 2003 5:21 PM
Ciao Francesco, sono Vittorio;
ti scrivo, per chiederti un consiglio riguardo un canarino maschio, che
di accoppiarsi, non ne vuole proprio sapere. Quando le fammina si avvicina,
le va addosso con ali e becco aperto, e le impedisce anche di fare il nido.
Ho provato anche con il separè, ma dopo una settimana intera, ancora
niente da fare; allora, l'ho tolto e rimesso più di una volta, ma
niente da fare! Ora, ho pensato di separarli definitivamente, poichè
credo che lui, malgrado l'anno e qualche giorno, sia ancora troppo piccolo
per riprodursi. Secondo te, faccio bene, o dovrei continuare a tenerli insieme?
Inoltre, poichè non ho nessun maschio disponibile ora, ma solo verso
inizio-metà maggio, quando verrà qual periodo, posso unire
un maschio attivo con la canarina in questione? Va bene il periodo, o è
troppo oltre la stagione risporduttiva? Inoltre, e questa è l'ultima
cosa, se adesso li separo, il nido nella gabbia della femmina, posso lasciarlo
e lei lo farà, oppure è meglio toglierlo, e rimetterlo qual
che giorno prima dell'immissione del maschio verso maggio?
Grazie per le risposte; con la speranza di ricevere al più presto
una tua mail di risposta,
ciao,
Vittorio
R
Ciao Vittorio,
ad oltre un anno, un canarino maschio è certamente in grado di riprodursi. Esistono anche tra i canarini, dei rari casi di incompatibilità di coppia.
A questo punto, isola il maschio e lascia che la femmina faccia il suo nido. Un paio di volte al giorno, introdurrai il maschio per un'oretta circa, perchè possa fecondare la canarina. Anche se in tua presenza noti delle schermaglie tra i soggetti della coppia, non è detto che il maschio non fecondi ugualmente la canarina, magari in tua assenza.
Oppure, se disponi di altro maschio, anche se già in coppia, introdurrai quest'ultimo - alla sera - nella gabbia della femmina, così che possa provvedere a fecondarla, riunendolo al mattino alla sua prima compagna. E così sino a fine deposizione, allorchè la seconda femmina potrà dedicarsi alla cova ed il maschio ritornare stabilmente in coppia con la sua prima compagna.
Auguri e facci sapere. Ciao!
Francesco Chieppa