Subject: Becco aperto
Egregio Sig. Chieppa, prima di tutto la ringrazio per tutti i consigli
che ricevo da Lei. Ho provveduto ad abbonarmi alla rivista "Uccelli"
e sono certo di trarne un grosso aiuto.
Ho notato oggi una coppia di canarini respirare più volte con il
becco aperto. Ritiene sia azzardato somministrare loro del glicole con ivomec?
Mi potrebbe eventualmente dire in che dosi devo asociare i due farmaci.
La ringrazio molto.
Cordiali saluti. Gualtiero.
R
Gentile Signor Gualtiero,
l'Ivomec è un farmaco la cui somministrazione può presentare
degli effetti collaterali. Va acquistato con ricetta veterinaria, è
in confezione per grandi animali, con un prezzo di listino equivalente a
3/4 visite medico-veterinarie. Motivo per cui, sarebbe molto più
conveniente per lei, far visitare il suo canarino ad un veterinario esperto
che, qualora lo ritenesse opportuno, potrà fornirle il farmaco che
menziona, in piccole quantità ed opportunamente diluito per l'impiego.
I sintomi a carico dell'apparato respiratorio, non costituiscono poi matematico
indizio di patologia parassitaria. Occorre dunque discriminare, attraverso
l'osservazione diretta. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Salve,
volevo per prima cosa complimentarmi con lei per la sua preparazione in merito!
Sono un giovane allevatore,e visto che mi è tornata questa passione
(che avevo da piccolo), mi sorgono alcune domande che in molte uccellerie
dove mi sono recato, hanno trovato risposte completamente diverse! Mi chiedevo
se quando il maschio viene messo nella gabbia con la femmina, continua a cantare
o meno! Poi volevo sapere dopo quanto tempo una coppia giovane inizia a proliferare,
e se c'era bisogno di fargli assumere determinati tipi di mangimi per velocizzare
le cove!!!!! Spero in una vostra risposta.
R
Gentile Amico,
premesso che avrebbe fatto meglio a firmare la sua missiva, come espressamente
richiesto nell'intestazione della mia rubrica ( è possibile anche chiedermi
esplicitamente di mantenere l'anonimato ), vengo ugualmente ed in via straordinaria,
a rispondere al suo quesito anonimo.
Il canto del maschio - carattere sessuale secondario - per molti anni è
stato ritenuto solo un richiamo per la femmina, al fine di consentire negli
sconfinati ambienti naturali, l'incontro tra i partner piumati. Più
recentemente, gli etologi hanno conferito una ulteriore funzione ai canori
virtuosismi dei nostri canarini, puntualizzando che essi costituiscono espressione
di marcamento e possesso del territorio.
Il maschio in coppia, per conseguenza riduce le proprie emissioni canore,
concentrandole soprattutto durante la cova delle uova, allorchè il
canarino difende strenuamente il suo territorio di nidificazione ( la gabbia
per i nostri soggetti a vita captiva ).
Benchè la maturità sessuale subentri in entrambi i sessi, intorno
ai 6/7 mesi, è sempre bene attendere che i riproduttori abbiano raggiunto
almeno l'anno d'età. L'alimentazione può concorrere al raggiungimento
della forma amorosa. Aumentando il tenore proteico della razione alimentare
ed integrando la dieta con vitamine liposolubili ( A-D-E), è possibile
aiutare i due partner ad entrare in estro. Anche se determinante a tal fine,
risulta essere soprattutto l'incremento delle ore di luce ( fotoperiodo )
e della temperatura ambientale ( gradiente termico ). Spero di essere stato
sufficientemente esaustivo. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Gentile Chieppa
Vorrei sanificare l'acqua del mio allevamento, in quanto utilizzo
un sistema che mi consente di immagazinarla in una tanica e poi redistribuirla.
Nel periodo in cui si trova nella tanica ho paura che si formino dei batteri.
Lei quale prodotto mi consiglia di usare ed in quali dosi. Ad esempio mi hanno
parlato dell'amuchina ma non so in quali dosi vada somministata per dei canarini
dato che è un prodotto per uso umano. La ringrazio e la saluto cordialmente.
Tommaso Casalino - Firenze.
R
Gent.mo Sig. Casalino
se l'acqua che raccoglie in tanica è batteriologicamente pura e la conserva al buio, in un recipiente ermeticamente chiuso ed esente da contaminazioni esterne, non avrà i problemi che paventa. Di assoluta preminenza, deve essere la periodica pulizia ed igienizzazione della tanica, con soluzioni di Amuchina o Candeggina e successivo abbondante risciacquo. Di tanto in tanto, se volesse essere scrupoloso, potrà prelevare dei campioni di acqua da far sottoporre ad esame batteriologico. L'acqua priva di inquinanti batteriche e ben conservata, non è soggetta a colonizzazioni microbiche. Pensi alle nostre acque minerali. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Egreg. Sig. Chieppa
Torno a disturbarla di nuovo per un consiglio.
Ho una coppia di canarini la cui femmina ha deposto ad oggi <<11.04.2004>>
quattro uova, ora il
problema stà nel fatto che ha costruito un nido troppo alto e praticamente
piatto e non ha coppa.
Gli ho fornito juta, pezzettini di lana e cotone naturale, per ora le uova
riescono a restarci dentro,
Ma ho paura che alla nascita gli eventuali pullus possano cadere o essere
trascinati con facilità fuori dalla madre.
Le domando, se rifaccio il nido con lo stesso materiale in un'altro porta
nido,costruendolo a coppa e trasferisco
poi le uova nel nuovo quando la femmina si allontanerà per alimentarsi,
sarà poi accettato oppure ci sarà il rischio
che la femmina abbandoni la covata?
Colgo l'occasione per augurarle Buona Pasqua.
Uccio de Gironimo
Francavilla Fontana (Brindisi)
R
Gentile Lettore,
può tranquillamente provvedere a rimodellare il nido, eliminando il
materiale in eccesso e cercando di approfondire l'incavo centrale, magari
aiutandosi con un uovo di gallina sodo ed ancora caldo che, le permetterà
di rimodellare ottimamente la coppa del nido. Ciò che conta in questi
casi - perchè la femmina non abbandoni il sito di cova - non è
l'eventuale rifacimento del talamo riproduttivo, quanto la sua ricollocazione
in gabbia, nella pecedente esatta disposizione. In definitiva i nostri domestici
canarini, dopo oltre sei secoli di esistenza captiva, sono ormai docili alla
stregua di polli da batteria. Cordialità.
Francesco Chieppa
Subject: Cura e conservazione uova
Egr. Sig. Chieppa,
approfitto ancora un'ennesima volta della Sua competenza e disponibilità
per tornare a parlarLe dei miei passeri del Giappone, soffermandomi su un
aspetto in realtà comune, almeno credo, a tutti gli uccellini di
piccola taglia: la cura e la conservazione delle uova.
Ecco dunque i quesiti su cui gradirei informazioni e consigli:
1) quanto tempo possono essere conservate le uova prima di porle sotto una
chioccia e qual'è la temperatura ideale per mantenerle feconde più
a lungo?
2) accade talvolta di rendersi conto con un certo ritardo che una femmina
abbia già deposto qualche uovo: quanto tempo si ha a disposizione
per sostituire l'uovo dopo la deposizione senza perderne la fecondità?
3) talvolta capita che una femmina in cova perda qualche escremento nel
nido con la conseguenza che esso si attacca saldamente all'uovo; in casi
del genere come occorre comportarsi? Lasciare l'incrostazione sull'uovo
anche se
massiccia oppure lavarlo immergendo la parte in acqua tiepida fino alla
rimozione dell'escrescenza?
Gradirei sapere anche se le regole di comportamento da tenere per i passeri
del Giappone sono universalmente valide anche per le altre specie di piccoli
volatili.
La ringrazio sentitamente e mi scuso per abusare oltremodo della Sua pazienza
e cortesia.
Cordiali saluti.
Maria Ponte
R
Gentile Signora,
le uova da cova possono essere convenientemente conservate per una settimana
/dieci giorni, tuttavia consideri questo lasso di tempo puramente indicativo,
poichè molto dipende dalle caratteristiche di umidità e temperatura
dell'ambiente dove esse vengono custodite. Se infatti il locale è
molto secco e caldo, l'uovo tenderà più rapidamente alla disidratazione,
con compromissione dello sviluppo di un embrione, nella consecutiva fase
di cova. La temperatura ideale del locale, è intorno ai 10-15 C°
e l'umidità non dovrebbe mai scendere al di sotto del 60%. Dei due
parametri ambientali vitali per l'uovo da cova, il secondo è più
importante e condiziona anche la grandezza del primo. Tuttavia, anche locali
con umidità del 90-100%, non risultano idonei, poichè possono
favorire lo sviluppo di muffe all'interno dell'uovo.
Le uova deposte, vanno sostituite entro tre /quattro ore dalla deposizione.
Le uova imbrattate di deiezioni, andrebbero delicatamente pulite servendosi di un batuffolo di cotone, leggermente inumidito in una soluzione tiepida di acqua ed amuchina. Se l'imbrattamento è molto esteso e cospicuo, sarà molto difficile riuscire a salvare l'uovo. Personalmente sconsiglio di immergerlo in acqua calda. Ciò favorisce l'inquinamento verso l'interno, considerando che l'uovo è percorso da una vera e propra ragnatela di microscopici pori, che assicurano gli scambi gassosi al feto.
Quanto le scrivo, è da ritenersi valido un pò per tutte le specie ornitiche da gabbia.
Francesco Chieppa
Ciao Francesco!
Come vanno le cove?
Ti volevo esporre un problema che mi assilla....
Un mio caro amico che aiuto regolarmente in allevamento, ha una serie di
morti sospette in allevamento......un pò troppe....per i miei gusti.
Purtroppo sono sempre io che lo aiuto nell'inanellare e altre piccole operazioni
e, di conseguenza sono costretto a maneggiare i suoi soggetti.
Ora io utilizzo tutte le precauzioni del caso: disinfettando le mani con
amuchina dopo averle accuratamente lavate, non entro mai con le scarpe nel
mio allevamento, etc etc....quasi maniacale...
Pensi possa bastare o devo utilizzare qualche altro accorgimento?
Non posso abbandonare un amico. Già con vari scuse, non lo faccio
venire da me....
I miei soggetti non hanno problemi, tasso di mortalità uguale a zero
spaccato.
Crescono tutti bene sia i cardellini che quei pochi canarini che ho ancora.
Penso sia colibacillosi.....infatti gli ho consigliato di fare analizzare
i soggetti all'ist. zooprofilattico, e se non vuole farlo, quantomeno di
trattare i soggetti con il ciproxin sia i riproduttori sia i pullus con
una goccia nel becco di soluzione (1 cmp. per litro) almeno 2 volte al giorno.
Un saluto Grazie
Lettera Firmata
R
Ciao,
le cove mi stanno andando bene, almeno sino ad oggi (incrociamo le dita...)!
Le precauzioni che adotti, di ritorno dall'allevamento dell'amico, sono sufficienti. Per essere ancora più accorti e scrupolosi, ti consiglierei di indossare un camice nell'aviario del collega, da lasciare possibilmente da lui, così che il tuo abbigliamento non possa costituire un potenziale "fomite inanimato", per la trasmissione passiva di microrganismi ed ectoparassiti ai tuoi uccelli.
Occorre sempre aiutarsi tra amatori dello stesso hobby. Odio gli egoismi di qualsivoglia natura e, mi complimento per il tuo slancio altruista. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Gentile Signor Chieppa,
volevo chiederle gentilmente, per quanto riguarda lilluminazione negli allevamenti, se una volta che la la luce solare illumina a pieno la stanza in cui abbiamo gli uccelli, si può spegnere lilluminazione artificiale, per poi farla tornare gradualmente prima del tramonto, o se invece bisogna lasciarla sempre accesa anche in presenza della luce solare .
Grazie.
R
Gentile Ornicoltore,
i temporizzatori in uso quali regolatori della illuminazione artificiale degli ambienti di allevamento, sono dotati di una fotocellula che automaticamente spegne le lampade, allorchè l'ambiente ha raggiunto una sufficiente luminosità naturale. Basta programmare adeguatamente il pulsante del "controllo luce" e, l'apparecchio provvede in proprio.
Quando l'ambiente tornasse a farsi buio, il dispositivo realizza la riaccensione. I temporizzatori di luce alba-tramonto, hanno costo relativamente contenuto e, sono acquistabili in varie versioni tecniche, caratterizzate da differenti prestazioni, in relazione alle esigenze e tipologia del proprio allevamento.
Cordialmente.
Francesco Chieppa
Egregio Sig. Chieppa ho ricevuto in regalo una coppia di canarini del mozambico
giganti, vorrei sapere da lei se il riconoscimento dei due sessi avviene
come per la specie minore.
Ringrazio anticipatamente per la risposta, e porgo i saluti.
Sandrin Sandro
R
Gentile Lettore,
al fine di rispondere al suo cortese quesito nel modo più attendibile ed esauriente possibile, ho provveduto a contattare un amico corregionale, noto allevatore di Serinus africani: il giornalista Piero Russo. Ecco quanto mi ha comunicato a proposito della sua lettera:
"In linea di massima i mozambico si distinguono tutti per il collare
nero (sembra una collana di perle): la femmina ne è provvista, il
maschio no. Questo però accade quando sono adulti (i giovani hanno
tutti il collare).
I giovani, comunque mostrano un certo dimorfismo in base all'intensità
del colore (il maschio ha un giallo più brillante), ma questa è
una ricognizione che può fare chi ne ha allevati tanti.
Esiste una sottospecie (Serinus mozambicus punctigula), che presenta per
ambo i sessi il collare. Quelli che arrivano in Italia, comunque, sono quasi
sempre i caniceps (hanno la testa grigia), per cui il dimorfismo è
molto evidente."
Sperando di averla soddisfatta. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Allevamento con la luce artificiale
Gentilissimo signor Chieppa,
allevo canarini da canto malinois waterslager da qualche anno. In autunno
andrò ad abitare in una nuova abitazione e sia la cantina che il
garage non hanno finestre. Le volevo chiedere:
1) la luce artificiale crearà problemi al mio allevamento?
2) Può segnalarmi il nome e l'indirizzo di allevatori costretti anche
loro ad utilizzare la luce artificiale nel loro allevamento?
Nell'attesa di una Sua risposta Le mando i più cordiali saluti
Pietro Napolitano
R
Gentile Lettore,
l'allevamento con luce esclusivamente artificiale è soluzione praticabile, a patto di seguire i seguenti accorgimenti:
1) riprodurre un fotoperiodo di durata naturale, con riduzione delle ore di luce durante il riposo autunno-invernale ed incremento progressivo nella stagione riproduttiva, allorchè la durata della illuminazione artificiale, deve attestarsi intorno alle 14 ore.
2) utilizzare lampade a luce ultravioletta, sia per favorire i processi di sintesi cutanea della vitamina D, sia per migliorare il benessere e la produttività dei pennuti che, hanno una piena visione solo nello spettro della luce ultravioletta.
3) L'intensità minima consigliata di luce nella stanza di allevamento, va da 500 a 1.000 lux (la luce solare presenta una intensità pari a 100.000 lux).
4) Utilizzare lampade al neon a spettro luminoso ultravioletto, con frequenza di almeno 150 hertz, onde evitare agli uccelli l'effetto "stroboscopico" (luce oscillante a frequenza altissima, tipo luci psichedeliche delle nostre discoteche) prodotto sul visus dei pennuti, dalle normali lampade al neon per uso civile, da 50 hertz.
In merito alla richiesta di entrare in contatto con altri allevatori che presentano il suo stesso problema, non possiamo fornire indirizzi privati, nel rispetto della legge sulla privacy; tuttavia invitiamo quanti leggono "Uccelli" e volessero comunicare con lei, a scrivere in redazione: uccelliibis@libero.it
Cordialità.
Francesco Chieppa
Subject: Canto e temperature rigide
Salve,
sono Tommaso, le scrivo da Napoli! Questa volta sono più preciso
della precedente e pertanto le ho riportato il mio nome! Volevo farle 2
domande:
1) MI chiedevo se è normale che un canarino maschio, nato lo scorso
anno (marzo2003), non canti ancora?Controllando mi sembra pronto per la
ripoduzione, sono indipendenti le due cose?
2) All'inizio del mese di marzo, visto che c'erano delle belle giornate,
ho messo all'aperto (ma comunque non all'intemperia) una giovane coppia.
Con il passar del tempo, visto che non si sono riprodotti, ho pensato che
le temperature fossero troppo rigide e li ho rimessi all'interno!Mi chiedevo
se questi combiamenti di locazione influiscono sul ritardo della riproduzione!
Spero in una vostra risposta......
Tommaso - Napoli
R
Gentilissimo Tommaso,
il canto del Canarino maschio in periodo riproduttivo, è determinato
dall'aumento di volume di alcune specifiche aree del Sistema Nervoso Centrale,
a causa di un notevole incremento ematico dell'ormone testicolare Testosterone.
E' quindi evidente che a facoltà canore molto pronunciate, corrisponda
una buona virilità dei nostri uccellini. Tuttavia possono esservi
delle affezioni croniche dell'apparato respiratorio, in grado di compromettere
- da un punto di vista meccanico - l'emissione del canto.
Anche se in genere un canarino indisposto non è buon riproduttore,
ciò non toglie che possa ugualmente riprodursi, magari in modo meno
brillante. Provi ad ascoltare il volatile quando dorme e, verifichi l'eventuale
emissione di rantoli, fischi, sibili respiratori. Ad un anno di vita, un
canarino maschio è già buon cantore ed in grado di procreare.
Ha fatto bene a riparare i suoi pennuti dalle intemperie della corrente,
fredda e capricciosa primavera. Certo, le variazioni di disposizione della
gabbia, influiscono negativamente sul raggiungimento della piena forma amorosa,
così come temperature ambientali troppo rigide.
Cordiali saluti.
Francesco Chieppa
Subject: Incubatrice per canarini
Ho letto su internet, per caso, alcuni suoi articoli sui canarini. Lei dovrebbe essere un grande esperto e appassionato di questi graziosi uccelletti canori (complimenti per il modo poetico in cui scrive).
Vorrei proporre questo insolito quesito, senza aspettarmi nessuna risposta certa ovviamente, perchè non so la fattibilità della cosa.
Dunque ho un uovo di canarino e sono sicuro che è buono, questa cova per un problemino è andata a monte, la canarina non ha potuto covare. Ma non voglio perdere l'uovo, è stato fatto da alcuni giorni. Chiedo se c'è un modo per improvvisare un'incubatrice artificiale per farlo schiudere. Hanno bisogno di così tanto calore le uova di canarini per schiudersi? Come e quanto dovrò coprirlo? Mi prenderò cura amorevolmente del pulcino, so come svezzarlo artificialmente. Attendo un suo parere. Non voglio far covare l'uovo a nessun'altra canarina, ho una sola coppia. Spero la cosa sia fattibile, altrimenti lo butterò per evitare problemi. In caso contrario, attendo una risposta al più presto con ansia e apprensione, mi preme tanto quest'uovo! E magari anche un consiglio su come scaldare i piccoli appena nati. L' uovo sennò si rovinerà col tempo.
Cordiali saluti
Simone.
PS: la canarina nonostante la scrupolosa igiene della gabbia, aveva i pidocchi. L'ho curata e ora è tutto a posto per fortuna. Nel caso non è possibile la preparazione dell'incubatrice, si manterrà l'uovo per la prossima cova? Dovrò metterlo in frigo?In congelatore?
R
Gentile Simone,
mi scusi se do riscontro con ritardo alla cortese sua, tuttavia ho avuto dei problemi tecnici al mio pc che, mi hanno impedito di rispondere con maggiore sollecitudine alle missive dei Lettori di "Uccelli".
Quanto da lei ipotizzato, a proposito dell'incubazione artificiale delle uova di Canarino, è già stato vagheggiato e tentato in passato da vari ornicoltori. Il compianto Dott. Livio Susmel, biologo toscano grande cultore di canaricoltura, nel manuale "Il Canarino" - Hoepli Editore (1962), pubblica il disegno di un marchingegno di sua invenzione e costruzione, atto ad incubare le uova del nostro canoro Serinus.
In sostanza la rudimentale incubatrice consta di un contenitore in materiale coibente, con all'interno una lampada ad incandescenza collegata ad un termostato, in modo che venga mantenuta una temperatura costante di 39-40°C. Sopra la lampadina è collocato un recipiente, dal quale cola una goccia d'acqua, ogni 10-15 minuti, su di un panno cardato, cosìcchè nel dispositivo da incubazione, vi sia una umidità relativa pari al 45-70%. Naturalmente le uova in incubazione vanno manualmente rigirate più volte nelle 24 h.
Secondo l'inventore, l'incubatrice si presterebbe anche da nursery per i pullus in crescita.
Il problema tuttavia non risiede nel dispositivo da impiegare, costruibile in proprio con un pò di ingegno e fantasia, o reperibile mediante adattamento di piccole incubatrici da avicoltura, nursery riscaldate per psittacidi, o cumuni gabbie infermeria dotate di termostato, quanto nel management delle uova in fase di incubazione e dei pullus - inetti alla nascita - da imbeccare ad intervalli frequentissimi, dall'alba al tramonto, nei primissimi giorni di vita. Insomma, una impresa decisamente certosina che scoraggerebbe chiunque, a mio modesto modo di vedere.
Le uova in attesa di incubazione, vanno conservate in un locale fresco ed umido (non più di 15°C, con il 75% di umidità relativa). Il frigorifero non si presta alla bisogna, poichè riproduce un ambiente piuttosto secco. Il congelamento dell'uovo vanifica lo sviluppo di un possibile embrione, a seguito di cova. La conservazione non dovrebbe andare oltre la settimana. Cordialità.
Francesco Chieppa
Buongiorno, volevo sapere se un canarino può covare un uovo di un inseparabile. Aspetto una sua risposta, grazie
R
Gentile Lettore,
la temperatura media di incubazione delle uova di canarino, non coincide con quella degli psittacidi che covano le proprie uova, a temperatura un pò più elevata.
Meglio sarebbe ricorrere a nidi di piccioni o tortore domestiche. Se non ha alternative, provi con la canarina e poi ci faccia conoscere l'esito. Alla nascita naturalmente il pullus andrà allevato a mano, in quanto le balie di specie diversa, non sarebbero in grado di nutrirlo.
Cordialmente.
Francesco Chieppa
Salve sono Michele da Manduria (Ta) le scrivo per porle cortesemente un
paio di domande.
Innanzitutto volevo sapere come mai pur sostituendo le uova dei canarini
con quelle finte per poi rimetterle tutte insieme alla deposizione dell'ultimo
uovo mi accade comunque quasi sempre che al tredicesimo giorno se ne schiudano
solo due e il giorno successivo le restanti anzicchè schiudersi tutte
insieme? Anche un solo giorno di differenza condanna comunque i più
piccoli?
E infine volevo sapere (in caso c'è ne fosse bisogno per morte della
femmina per esempio) se dei pullus di 7/8 giorni possono essere cresciuti
da un'altra coppia di canarini alla quale al settimo giorno sia stato accertato
che le proprie uova sono infeconde, in pratica se tolgo le uova infeconde
e le sostituisco con i pullus di 7/8 giorni verrano crescuiti o no?
Grazie per il suo cortese aiuto.
R
Gentile Lettore,
durante la cova, la femmina rigira più volte al giorno le sue uova,
onde impedire che l'embrione aderisca alle membrane del guscio, abortendo.
Tuttavia la chioccia non modifica la disposizione delle uova, all'interno
del nido.
Avviene allora che le uova in posizione centrale vengano riscaldate meglio,
a differenza delle più periferiche, soprattutto quando la covata
sia numerosa. Per conseguenza, le prime schiudono al termine naturale del
periodo canonico di cova
(tredici giorni ), le altre con un pò di ritardo, nonostante la cova
sia iniziata lo stesso giorno per tutte le uova.
Circa il secondo quesito: l'espediente che ipotizza, a sette/otto giorni
di cova, è suscettibile di successo, ma molto difficilmente con pullus
dell'età di una settimana. Tuttavia in ornicoltura nulla è
mai veramente scontato e, tentar non nuoce! Cordialità.
Francesco Chieppa
Stimatissimo sig. Chieppa,
Le confesso che solo per una casualità mi sono ritrovato a leggere
la Sua rubrica, casualità dovuta alla ricerca di più notizie
sulla gracula religiosa; allo stesso tempo, Le confesso anche che questa
è la mia sola terza visita nella rubrica, ma sono già sicuro
di poter affermare che è la più riuscita ed interessante tra
le altre. Le Sue risposte sono esaurienti, ma sopratutto avvolgenti; ammiro
tanto il suo modo di rispondere e la sua ampia conoscenza nel campo. Non
sono un ornicoltore per il momento, ma vorrei diventarlo presto, tempo e
denaro permettendo. La passione sicuramente è innata ma probabilmente
trasmessa dalla stessa, manifestata dalla buonanima di mio padre e, attualmente
ulteriormente alimentata dalla sua rubrica. A questo punto vorrei approfittare
della sua approfondita conoscenza in materia per porle brevi ma importanti
quesiti che facciano sì che la mia passione vada avanti. Quali sono
i sacrifici da affrontare, sia in chiave economica che di tempo, per un
ragazzo di 20 anni che vuole iniziare questa passione? Quale materiale cartaceo
come libro è più consigliato per conoscere dalla A alla Z
la gracula religiosa? E ne approfitto ancora della sua pazienza per chiederle
se in qualche modo mi può indirizzare presso qualche allevatore in
Campania, se lo conosce, per acquistare appunto una gracula ad un modico
prezzo ed onesto, dato le mie scarse possibilità economiche.
Spero proprio che le mie domande vengano esaudite, magari con la speranza
di conoscerla di persona per ringraziarla comunque per come mette a disposizione
la sua esperienza e conoscenza, al servizio di noi tutti.
Anticipatamente grazie, cordiali saluti.
Luca Barone
R
Gentile Ornitofilo,
la ringrazio per le cortesi espressioni. La specializzazione che preferisce,
nell'ambito dell'hobby ornitocolturale, non è delle più semplici
ed economiche. Tuttavia l'allevamento del Merlo indiano ( Gracula religiosa
- Maina ) è possibile, anche se la stragrande maggioranza dei soggetti
in circolazione in Europa, è costituita da esemplari di cattura importati
dall'Asia. In tale contesto, è evidente che l'allevamento captivo
della Gracula religiosa, assumerebbe pure pregevole valenza ambientalista,
in quanto alternativa alle odiose catture, nei Paesi di origine!
Piuttosto quantitativamente scarna la bibliografia specialistica, a causa
dell'attuale scarso interesse degli allevatori per il Merlo indiano. Le
segnalo una delle ultime monografie pubblicate in lingua italiana: Gianni
Ravazzi - "Il Merlo Indiano" - Editore De Vecchi Milano (1993).
Per gli indirizzi degli allevatori della sua zona, dovrebbe contattare le
associazioni ornitofile campane. A tal fine, entri nel mio sito "Verdi
& Ardesia", alla seguente URL : http://digilander.libero.it/verdi.ardesia
Si porti sui links e, tra quelli delle associazioni italiane, troverà
ciò che le indicavo. Cordiali saluti.
Francesco Chieppa
Egr. Sig. Chieppa avrei alcune domande da porgerle.
1) Ho una canarina che non riesce a portarmi avanti una covata,la prima
volta i pullus morirono dopo solo un giorno (era però il mese di
febbraio e mi disse un allevatore che poteva succedere una cosa del genere,
in quanto si era fuori periodo per l'accoppiamento). La seconda volta i
piccoli sono morti dopo circa dieci giorni, tant'è vero che avevano
messo sù già le prime penne; secondo Lei cosa potrebbe essere?
mi consiglia di non far più accoppiare la canarina aspettando il
prossimo anno, magari sperando in una maggiore maturità? (la canarina
ha un anno) oppure mi consiglia di dare solo ed esclusivamente qualche vitamina?
2) Spesso ho sentito parlare dei canarini con gli occhi rossi, potrebbe
darmi qualche informazione in merito? Hanno delle peculiarità particolari?
3) Ho un canarino maschio che credo abbia problemi respiratori infatti da
alcuni giorni è poco vivace, si mette su un'asticella e resta lì
tutto arruffato, respirando a bocca aperta: secondo Lei cosa può
essere? Gli sto somministrando questo medicinale: Furaltadone 2% Spiramicina
2% della formenti, è un medicinale con la seguente composizione:
100 g. di prodotto contengono 2 gr. di spiramicina 3 di furaltadone tartrato,va
bene? In caso contrario, cosa mi consiglia?? La sostanza la somministro
nelle dosi di 5gr. per un litro di acqua.
Aspettando una sua risposta, Le invio i miei più cordiale saluti.
Piero Cifaldi
R
Gentile Sig. Cifaldi,
1) per poter conoscere con tutta certezza la natura della mortalità
dei suoi pullus, avrebbe dovuto fare eseguire esami necroscopici delle loro
carcasse. A naso, si potrebbero ipotizzare tante cause diverse, ma senza
darsi una risposta precisa. Motivo per cui la invito a praticare una terza
covata, ed a ricorrere subito ad un laboratorio specializzato di diagnostica
veterinaria, qualora dovessero ripetersi i decessi. Anzi, poichè
nel nostro hobby è sempre meglio prevenire le delusioni, la sollecito
a prelevare delle feci fresche dei suoi canarini, facendole sottoporre ad
esami batteriologici e parassitari. Potrà rivolgersi per questo,
alla sezione provinciale dell'Istituto Zooprofilattico, oppure alla facoltà
di Medicina Veterinaria a lei più vicina.
2) La mutazione occhio rosso, è autosomica recessiva. In sostanza
comporta la depigmentazione dell'iride. Per ottenere soggetti ad occhio
rosso, si consiglia di accoppiare
maschio occhio rosso x femmina normale/portatrice di occhio rosso. Da questo
accoppiamento otterrà il 50% di soggetti ad occhio rosso ed il 50%
di normali/ portatori di occhio rosso. Poichè la depigmentazione
dell'iride, comporterebbe una riduzione del visus nei soggetti mutati, si
sconsiglia di utilizzare in riproduzione femmine ad occhio rosso, onde ottenere
un migliore allevamento della prole.
3) Il soggetto con problemi respiratori va prima trattato con antibiotici
a largo spettro, al fine di contrastare eventuali infezioni batteriche.
Qualora il trattamento dovesse rivelarsi inefficace, lo sottoponga alla
visita di un medico veterinario, onde approfondire il caso. Personalmente
son solito utilizzare, nelle forme respiratorie ad eziologia batterica,
i fluorochinoloni. Antibiotici di ultimissima generazione, piuttosto efficaci
ed affidabili. C'è una formulazione da automedicazione, in vendita
anche nei negozi di animali che è il Vefloxa - Formenti. Provi a
chiedere al suo fornitore di fiducia. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Gentile Chieppa,
come da lei in precedenza richiesto, sono in grado di allegare alla presente
due foto della cocorita, nelle quali è abbastanza visibile la protuberanza
addominale oggetto dello scambio di corrispondenza precedente.
Da quando ci siamo scritti (marzo 2004) la cocorita continua a presentare
buona salute anche se il suo aspetto mi sembra invariato, ed è comparsa
una macchia dall'apparenza eritromatosa (???). Mangia regolarmente, è
vivace ed espleta normalmente le sue funzioni fisiologiche. Ci auguriamo
che le foto possano aiutarla a formulare una diagnosi più precisa,
fermo restando il fatto che una visita dal veterinario, come da lei suggerito,
sarebbe sempre
consigliabile.
Non l'abbiamo ancora fatto per non spaventare troppo la bestiola, perché
dovremmo portarla in centro di Torino in quanto il nostro veterinario, sul
posto, si occupa dei nostri due cani (il Terranova ed il Setter irlandese)
e non è specializzato per i piccoli animali. La ringraziamo per la
sua gentile disponibilità. Voglia gradire i nostri più cordiali
saluti,
Massimo e Grazia - Orbassano
R
Gentili Signori,
le foto non mi consentono di avanzare una precisa ipotesi diagnostica,
comunque da esse posso senz'altro escludere, quanto da me in precedenza
ipotizzato, sulla scorta della vostra generica descrizione. Non di placca
della cova si tratta, bensì di una grossa neoformazione, recante
tracce manifeste di esulcerazione superficiale. Potrebbe essere un granuloma
infiammatorio, tuttavia nel Melopsittacus undulatus non sono infrequenti
i tumori, di origine benigna e maligna. A questo punto è pregiudiziale
l'intervento di un medico veterinario esperto. Cordiali saluti ed auguri
per
la bestiola.
Francesco Chieppa
Immagini allegate:
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Subject: Problemi oculari nei nidiacei
Egregio Chieppa,
nell'allevamento di canarini di un mio amico (30 coppie), nascono alcuni
nidiacei con problemi agli occhi: già dal primo giorno si presentano
ingrossati, nei giorni seguenti si gonfiano rapidamente e sembrano contenere
una notevole quantità di pus. Di cosa può trattarsi? Forse
di congiuntivite purulenta descritta da Zingoni in Canaricoltura? Ultimamente
su una covata da 4 piccoli, 3 manifestavano tale problema. Attualmente sta
somministrando un antibiotico alla tetraciclina. E' un rimedo efficace?
Cosa si può fare? Aggiungo inoltre che i riproduttori si mostrano
in ottime condizioni. Fiducioso in una sua tempestiva risposta la ringrazio
e la saluto.
Alberto Amori
R
Gent.mo Alberto,
quanto descrive rientra nell'ambito di una patologia oftalmica, con lesioni
di tipo infiammatorio ed edema del globo oculare. Molto probabilmente si
tratterà di un processo infettivo, ma non è possibile identificare
l'agente eziologico, senza far eseguire indagini di laboratorio sui soggetti
deceduti.
Gli esami serviranno ad individuare il microrganismo causale e, qualora
dovesse trattarsi di batteri o miceti, vi sarà fornito un antibiogramma,
concernente il chemioantibiotico più efficace - testato direttamente
in laboratorio - da impiegare nella terapia della forma morbosa.
La Tetraciclina somministrata dall'amico, è un antibiotico ad ampio
spettro; tuttavia se non riuscisse ad arginare la patologia in parola, è
d'obbligo ricorrere al medico veterinario ed al laboratorio di analisi.
Auguri e ci faccia sapere! Cordialmente.
Francesco Chieppa
Gentile signor Chieppa,
le faccio una domanda veloce. Per ottenere dei pullus arricciati bisogna
accoppiare,arricciato con arricciato, o arricciato con normale? Ha importanza
il sesso nell accoppiamento?
Grazie.
R
Gentile Lettore,
il carattere "piumaggio arricciato" sarebbe secondo il Prof. Zingoni ( "Canaricoltura" - 1990 ), quantitativo, determinato da poligeni, alcuni dei quali a comportamento dominante.
L'accoppiamento di un soggetto arricciato ad altro a piumaggio liscio, genera dei bastardini di nessun valore selettivo. Le razze arricciate sono costituite da canarini a piumaggio arricciato, con particolare disegno e distribuzione delle arricciature, e vanno sempre accoppiate in purezza. Non è - per intenderci - come per i ciuffati, dove il soggetto con ciuffo (corona), va unito ad altro privo di ciuffo (consort).
Il carattere dominante di alcuni geni additivi coinvolti nel fenotipo dell'arricciato, s'è reso evidente tutte le volte che nella costruzione o ricostruzione di una razza, sono stati impiegati soggetti arricciati. Consideri il caso del canarino di forma e posizione liscia: Bossu belga, recuperato anni fa, praticando anche accoppiamenti con l'Arricciato del Sud. Uno dei difetti che più frequentemente il Bossu moderno presenta, sono proprio delle vestigia di arricciature, frutto del passato meticciamento con una razza arricciata.
Spero di aver soddisfatto il suo quesito.
Francesco Chieppa
Egr. Sig.Chieppa, ho recentemente comperato una coppia di canarini. Il
maschio non ha mai cantato. Ho messo il nido e aiuta la femmina nel costruirlo.
Nutro qualche dubbio sul fatto che sia realmente un maschio anche se ad
osservarlo, premetto non sono un esperto, si direbbe che lo sia. Trova normale
questo atteggiamento? La ringrazio molto. Cordiali saluti.
Gualtiero Viaro
R
Gentile Ornitofilo,
direi che trovo inconsueto un maschio che non canti in questa stagione,
anche se il canarino in coppia, per solito riduce i propri virtuosismi canori,
ma non sino al silenzio totale!
Il maschio di Serinus canaria poi, non edifica il nido. Si può limitare
a portare del materiale in giro per la gabbia, passandolo sporadicamente
alla femmina, ma è sostanzialmente indifferente alla costruzione
del talamo riproduttivo, attività a totale appannaggio della canarina.
Quindi, i suoi dubbi potrebbero essere fondati.
Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Accoppiamento - canarino maschio muto
Salve Egr.Sig.Chieppa,
ho due canarine(di 3 e 4 anni) ed un maschio(di 1 anno) e vorrei farli accoppiare,
ma entrambe le femmine non sembrano propense, infatti appena metto della
canapa e del cotone nei nidi di entrambe, loro prontamente lo levano. Ho
provato a mettere il maschio, prima con una e poi con l'altra, ma non è
cambiato nulla. Anzi in entrambi i casi era il maschio il più prodigo
a lavorare vicino al nido. Cosa devo fare secondo voi? Grazie mille.
Arrivederci.
Piergiorgio Cuomo
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Gentilissimo signor Chieppa,
sono un allevatore di canarini solo da due anni, e quest'anno ho un problema
con il maschio della mia coppia.
Nel 2003 è andato tutto abbastanza bene, infatti a seguito dell'acquisto della coppia avvenuto nel mese di febbraio, c'è stato il regolare accoppiamento e deposizione di uova, con 4 piccoli che sono divenuti adulti.
Il maschio cantava regolarmente e l'accoppiamento avveniva quasi tutte le mattine. Tengo a precisare che vedendoli, si nota che il maschio è più vecchio della femmina.
La causa di tutti i problemi penso che sia stata il fotoperiodo. Solo recentemente ho scoperto l'importanza di questo aspetto, tenendo i canarini in casa fino a poco tempo fa, essi si sono presi i periodi più disparati di luce.
Il risultato è che il maschio non ha più cantato dalla scorsa stagione, mentre la femmina è iperattiva ed addirittura ha degli accenni di canto. La femmina è evidentemente pronta per l'accoppiamento e ricerca in tutte i modi del materiale per costruire il nido (addirittura si tira via le proprie penne). Il maschio è molto più pacato e tranquillo e non presenta segni per l'accoppiamento (vedi assenza di canto per esempio).
Ormai da circa un mese sto fornendo 15 ore regolari di luce alla coppia. Inoltre in occasione delle giornate di sole, porto la gabbia fuori. Alla luce del sole il maschio sembra essere un po' più attivo, ma comunque non canta.
L'alimentazione della coppia è costituita da semi secchi per canarini, biscotto all'uovo (savoiardo), pastone all'uovo e saltuariamente foglia di lattuga o spicchio di mela.
A questo punto le domande:
1) che cos'altro posso fare per stimolare il maschio?
2) pensa che la situazione sia ormai non recuperabile per questa
stagione?
La ringrazio in anticipo per la sua risposta. Cordiali saluti.
Simone Novi
R
Gentili Piergiorgio e Simone,
pubblico insieme i vostri quesiti, poichè ritengo che presentino un sottile filo conduttore, al quale peraltro Simone già accenna nella sua cortese lettera.
Da quando - due anni fa - ho iniziato a gestire la rubrica dei quesiti dei Lettori di "Uccelli", ho ricevuto diverse missive simili alle vostre che, denunciavano l'assoluta mancanza di attività riproduttiva, in volatili adulti ed in buone condizioni fisiche. A cosa attribuire l'inconveniente?
Tutti gli uccelli che vivono nelle aree temperate del pianeta, hanno un regolatore naturale dei propri vitali cicli biologici: il fotoperiodo. Per fotoperiodo si intende la durata delle ore di luce della giornata. Il fotoperiodo, varia in relazione al naturale avvicendamento stagionale. E' calante e breve, in autunno-inverno; tende progressivamente a crescere e ad allungarsi, con la bella stagione.
Mentre l'accorciamento del fotoperiodo concilia nei volatili dapprima la
muta, poi il riposo riproduttivo. La sua crescita è responsabile
del rilascio di numerosi ormoni, tra i quali le Gonadotropine ipofisarie
che stimolano le gonadi ed avviano il ciclo sessuale. L'incremento progressivo
dell'ormone testicolate Testosterone, favorisce una circoscritta crescita
neuronale, di alcune ben definite aree del SNC del maschio, che governano
il canto (carattere sessuale secondario). Il maschio si fa così particolarmente
canterino. La luminosità naturale ed in
particolare i raggi ultravioletti, contenuti nello spettro luminoso solare,
sono infatti in grado di stimolare l'asse ipotalamo-ipofisi, innescando
il predetto fenomeno ormonale "a cascata", responsabile della
fase riproduttiva.
Da rilevare che la femmina è meno sensibile del maschio alla stimolazione luminosa.
Allorchè i volatili venissero mantenuti in ambiente abitativo domestico,
caratterizzato - come di consueto - da un fotoperiodo artificiale incostante
e svincolato dalla stagionalità naturale, essi subiscono ciò
che i vecchi ornicoltori definivano: "scondizionamento biologico",
andando soggetti non solo a lunghi e talora permanenti anestri (assenza
di attività riproduttiva), ma anche a diverse forme di malanni, poichè
il perdurante squlibrio del fotoperiodo, rappresenta per i volatili un
vero e proprio fattore di stress. Idem per il canto del maschio che, nella
condizione ambientale anomala
di cui sopra, subisce un possibile declino. Naturalmente anche la temperatura
ambientale e l'alimentazione,
hanno un effetto additivo alla durata del fotoperiodo, nel determinismo
dell'attività sessuale degli uccelli.
L'ambiente tiepido ed una alimentazione ricca di apporti protidici, di
vitamine e sali minerali ( questi ultimi anche rinvenienti da integrazione
con frutta e verdure ), contribuiscono a stimolare il raggiungimento della
piena forma amorosa dei volatili. Quindi - in conclusione - se gli uccellini
non hanno a disposizione un locale tutto loro, a fotoperiodo naturale, difficilmente
potranno darci quelle soddisfazioni che ci attendiamo da essi. Anche un
brusco cambiamento dell'ambiente di allevamento, seppure in termini migliorativi,
necessita di un più o meno lungo periodo di adattamento, prima di
poter produrre favorevoli effetti regolarizzatori.
Qualora il fotoperiodo stagionale, venisse fornito in guisa di razionale illuminazione artificiale, occorre utilizzare particolari fonti luminose, già indicate in altro quesito postato questo mese in rubrica.
Spero di avervi reso l'idea. Nel caso aveste ulteriori dubbi, scriveteci
ancora. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Gradirei sapere se dopo la prima covata dei miei canarini e poi per le
successive, è buona norma rimuovere tutta l'imbottitura del nido
( ormai tutto sporco ) e rifornire di materiale pulito per l'allestimento
di un nuovo nido, oppure no.
In natura i canarini utilizzano sempre lo stesso nido per tutta la stagione
?
Grazie per la cortese risposta,
Walter Vosili
R
Gentile Ornitofilo,
tra una nidificazione e l'altra, deve rimuovere il vecchio nido. Pulire
ed igienizzare con disinfettanti il portanido. Fornire alla femmina del
materiale pulito per imbottire un nuovo nido.
Anche in Natura i nidi vengono rinnovati, dalla stragrande maggioranza degli
uccelli.
Francesco Chieppa
Gentile Sig. Chieppa,
E' iniziato il periodo delle cove e mi sto trovando ad affrontare un problema,
il seguente:
I canarini (4 maschi e 3 femmine) si trovano tutti nella stessa voliera.
Dopo aver posto due nidi, una femmina ha costruito il nido e vi ha deposto
4 uova. Un'altra femmina ha disturbato quella che ha costruito il nido,
ad esempio: mettendosi nel nido dell'altra femmina mentre questa si alzava
dal nido per andare a mangiare e quando l'altra femmina ritornava, beccava
quella che si era accomodata sul nido, scacciandola.
Questa storia è continuata finchè la femmina che covava non
ha lasciato il nido contenente le 4 uova, mentre l'altra femmina ha cominciato
a costruirne uno suo, depositandovi 2 uova.
Dato che mi dispiaceva sprecare le quattro uova del nido abbandonato, le
ho prese e le ho messe nel nido della femmina che ne aveva deposto due.
Ho fatto bene o ho fatto male? In sostanza lei cosa pensa in proposito?
Pensa che sia bene tenere tutti i canarini insieme, o devo formare delle
coppie tenendole nelle rispettive gabbie da cova?
Le aggiungo che non ho ancora adottato le gabbia da cova per valutare se
la soluzione dei canarini tutti insieme funzionasse.
Lei cosa mi consiglia in merito?
Cordiali saluti,
Tommaso Casalino - Firenze
R
Gentile Tommaso,
quanto mi espone rientra nella norma, allorchè si pratichi l'allevamento promiscuo in colonia. Le consiglio decisamente di suddividere per coppia i suoi canarini all'epoca della riproduzione, sistemando le singole coppie in gabbie da cova. Vedrà che non avrà gli inconvenienti che insorgono quando i soggetti vengono mantenuti in colonia.
Lo spostamento di uova già in fase di incubazione, nel nido di altra canarina con uova proprie, comporta due possibili conseguenze:
1) schiusa sfasata, se i tempi di incubazione delle uova non coincidessero. Ciò per solito comporta la morte degli ultimi nati, sopraffatti in fase di imbeccata dai fratellastri più grandicelli.
2) Sebbene la cova del Canarino si realizzi ad una temperatura media di
incubazione intorno ai 34°C, vi possono essere piccole differenze termiche
da chioccia a chioccia.
Questa variabilità può compromettere lo sviluppo del feto,
qualora lo si esponesse a bruschi cambiamenti termici di incubazione. Tuttavia
lei ha fatto bene a comportarsi come mi riferisce, non avendo evidentemente
altra scelta. Le faccio i miei migliori auguri per l'esito delle cove dei
suoi uccellini. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Salve sig. Chieppa Francesco
Le scrivo nella speranza che mi possa aiutare a risolvere un problema che
ho con i miei 3 canarini. Premetto che sono un profano e che è la
prima volta che allevo dei volatili. Ho nella stessa gabbia 1 canarino maschio
e 2 canarini femmina che hanno deposto le uova. Due uova di una femmina
si sono schiuse e sono usciti 2 canarini a cui però la madre non
fornisce il cibo, infatti non fa altro che sistemarsi nel nido e continuare
a covare.
Ormai sono 2 giorni che le uova si sono schiuse ed ho paura che i nati moriranno;
cosa devo fare ?
La ringrazio per qualsiasi aiuto mi potrà dare.
Gianluigi Cortinovis
R
Gentile Ornitofilo,
subito dopo la nascita, in genere la canarina non alimenta i pullus che,
possono sostentarsi riassorbendo i residui del sacco vitellino, presenti
nel loro apparato digerente. Nei primissimi giorni di vita, la chioccia
ottima nutrice, imbecca senza uscire dal nido, ma semplicemente ritraendosi,
quel tanto che basti per rigurgitare l'alimento molto liquido nel beccuccio
dei pullus.
Questa accortezza è estremamente importante, poichè i nidiacei
neonati non sono in grado di mantenere a valori costanti la propria temperatura
corporea, comportandosi pericolosamente da organismi eterotermi ( con temperatura
corporea che tende ad uniformarsi a quella ambientale ). Consideri ancora
che il transito ingluviale dell'alimento rigurgitato al neonato, è
rapidissimo; tanto da non consentire un suo apprezzamento, mediante esame
esterno del gozzo di un pullus di 1-3 giorni di vita.
Ciononostante possono esservi dei rari casi di inadempienza della chioccia,
alle naturali cure parentali. A volte questo comportamento è da ascrivere
alla presenza di maschi focosi ed aggressivi, sempre pronti ad insidiare
la femmina per montarla, spaventandola ed obbligandola con il loro atteggiamento
forastico, a non uscire dal nido e a non alimentarsi sufficientemente, con
conseguenze tragiche per la nidiata. Se dovesse essere il suo caso, provveda
a dividere il maschio, utilizzando la speciale griglia separatrice in dotazione
alle gabbie da cova. Cordialmente.
Francesco Chieppa