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Lettere
Aprile 2005
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| Cardellino maior indisposto |
| Cannibalismo |
| Morte Agapornis taranta |
| Ho bisogno di aiuto |
| Problemi di riproduzione |
Egr. Sig. Chieppa,
mi chiamo Gennaro Somma ed abito a Pimonte, paese di collina in provincia di Napoli. Approfitto della Sua disponibilità per chiederLe, se possibile, di indicarmi qualche allevatore di TORDO Bottaccio per acquistarne una o più coppie. Sono un appassionato di uccelli ma per mancanza di tempo disponibile, fino ad ora non avevo ancora deciso di dedicarmi a tale passione. Oggi, sfogliando le pagine del WEB della FOI, si è ulteriormente intensificata la voglia di cominciare. Ho nel mio giardino una voliera di dimensioni mt.4,00 x 3,50 ed alta circa mt, 3,00. Pensa che sia sufficiente per due coppie di Tordi? La ringrazio per l'attenzione che vorrà dedicare a questa mia richiesta e colgo l'occasione per complimentarni per la competenza e professionalità con cui risponde alle lettere degli allevatori che ho avuto modo di leggere. In attesa Le invio i miei più cordiali saluti. Gennaro Somma - Pimonte ( Napoli )
R
Gentile Lettore,
la ringrazio per i complimenti che mi indirizza. La voliera che indica, presenta dimensioni certamente idonee all'allevamento di due coppie di tordo bottaccio ( Turdus ericetorum ), purchè suddivisa a metà da idoneo tramezzo. Infatti il tordo maschio manifesta, in fase riproduttiva, comportamento spiccatamente territoriale e non accetta la pacifica convivenza con altro maschio della specie. Non possiamo purtroppo fornirle gli indirizzi che desidera. Attraverso questa rubrica espletiamo unicamente un servizio giornalistico di informazione, destinato a tantissimi allevatori e cultori delle specie ornitiche, e non sarebbe corretto fare dei favoritismi, attraverso la promozione commerciale di singoli nominativi. Provi a chiedere in FOI i recapiti delle associazioni ornitofile della Campania. Saranno poi detti sodalizi a poterle indicare i nominativi che le interessano. Cordiali saluti. Francesco Chieppa
Gent.mo Francesco,
innanzitutto la presente è per salutarti, volevo chiederti un consiglio sul fatto che quest'anno le cove si presentano con uova chiare e in numero
ridotto. Mi puoi dare un consiglio? Grazie e saluti
Mario Cicconi - Teramo
R
Gentile Mario,
la tua lettera è piuttosto scarna di particolari anamnestici, perchè io possa formulare ipotesi attendibili, circa la scarsa deposizione delle canarine e l'elevata incidenza di uova infertili lamentata.
La dieta dei tuoi uccelli risulta sufficientemente varia, completa di adeguato apporto protidico e periodicamente integrata con vitamine e sali
minerali? Attenzione che anche un eccesso dietetico di proteine può creare qualche problema di ipofertilità!
Gli ambienti di allevamento sono sufficientemente luminosi? Hai per caso forzato con fotostimolazione artificiale la stagione delle cove? Hai
introdotto in aviario soggetti di dubbia provenienza? I tuoi canarini denotano sintomi di malattie infettive? Hai praticato trattamenti precova
con farmaci antibiotici? Si può sospettare una parassitosi? Hai fatto eseguire in avvio di stagione riproduttiva un esame delle feci, con ricerca di enterobatteri, miceti, parassiti ed eventualmente virus?
Ti invito a ponderare attentamente i quesiti che sono io a porti, e vedrai che da essi emergerà la causa dell'attuale insuccesso riproduttivo.
Cordialità.
Francesco Chieppa
Leggo ovunque che si possono usare gli ibridi femmine di cardellino x canarina come balie. Gradirei sapere in che maniera, visto che io ho formato una coppia e non succede niente. Ringraziando anticipatamente, porgo distinti saluti.
Lillo Marino.
R
Gentile Lettore,
gli F1 di Cardellino x Canarina nidificano regolarmente come le specie parentali, solo che sono per solito infecondi, tranne rarissime eccezioni per gli ibridi maschi in età avanzata.
A nidificazione ed ovodeposizione avvenuta, elimini le uova degli ibridi ed inserisca quelle da dare a balia. La coppia di balie sarebbe più conveniente assortirla con: Canarino x "Incardellata".
Vedrà che la femmina prima o poi nidificherà, altrimenti ne utilizzi un'altra. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Egr. sig. Chieppa,
vorrei ottenere un ibrido tra cardellini e canarini. Mi spiegherebbe le vari fasi da seguire?
Fabio Pecoraro
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Gentile Lettore,
per tentare un'ibridazione relativamente facile, come quella tra Cardellino per Canarina, deve essere in possesso di un cardellino maschio particolarmente docile e di una canarina lipocromica ( a fondo chiaro ), meglio se alla sua prima riproduzione. Alloggi la coppia in una gabbia preferibilmente di tipo inglese, chiusa su tre lati e con frontale in grigliato. La lasci affiatare qualche giorno attraverso la griglia separatrice, rifornisca la femmina di nido e sfilacce e, non appena vedrà che essa avrà iniziato ad edificare il sito riproduttivo, la riunisca al maschio indigeno. Allorchè reputerà la canarina prossima a deporre, sarebbe opportuno separare il maschio la sera, onde evitare che danneggi l'uovo deposto. Sostituito l'uovo con quello finto, potrà riunire il cardellino alla canarina, rinnovando l'accorgimento precauzionale ogni sera, sino a deposizione ultimata. Lascerà covare la canarina opportunamente separata dal partner. Se dopo la schiusa delle uova il maschio si mostrasse buon padre, gli consentirà di cooperare con la femmina nella cura della nidiata. Nel caso esso importunasse la canarina distogliendola dalle cure parentali, lasci che ad occuparsi della nidiata sia la sola femmina. Circa il regime dietetico, è quello comunemente impiegato per i canarini. Cordialmente. Francesco Chieppa
Buongiorno,
la mia cocorita ( maschio di 6 anni ) è stata di recente ( 9 giorni fa ) sottoposta ad una bruciatura con il laser nella zona dell'uropigio, perchè
presentava una escrescenza anomala.
Dopo l'intervento l'animale è attivo ( mangia e beve normalmente ), ma la sua "attività" di pulizia, rispetto agli altri compagni di gabbia è
superiore.
Devo preoccuparmi??? Cosa mi consiglia. Fiduciosa di una sua gentile risposta le porgo i miei migliori saluti.
Angela
R
Gentile Angela,
dal contenuto della sua mail, intuisco che l'intervento di ablazione della neoformazione presentata dalla cocorita, sia stato praticato in un
ambulatorio veterinario specializzato. Dunque segua le istruzioni impartite dal medico veterinario che ha in cura il volatile.
E' evidente che il pennuto sia lievemente traumatizzato dalle manipolazioni subite, e pertanto sfoghi questo suo stato di tensione psicofisica,
attraverso una cura ossessiva del piumaggio. Assai spesso - in particolare negli psittacidi - stati di tensione e frustrazione emotiva, vengono
esteriorizzati con un'attenzione patologica al piumaggio, spesso degenerante al persistere degli stimoli negativi, in vera e propria plumofagia
(autodeplumazione).
Vedrà che nel breve lasso di qualche giorno, il pappagallino tornerà come prima. Cordialità.
Francesco Chieppa
Egregio Signor Chieppa,
ho allevato un merlo (italiano) che ho trovato appena nato nel luglio 2004. Vive in gabbia ma anche libero per la casa. Viene alimentato con Patè Insect, Beo Patè, Remiline, frutta. Purtroppo da alcuni mesi sta perdendo il piumaggio sulla testa, intorno agli occhi ed al collo. Mi sono rivolta ad un veterinario del posto. Ha ipotizzato che si trattasse di un fungo e mi ha dato un medicamento da somministrare nell'acqua, che però non ha sortito alcun effetto. C'è qualcosa che possa fare ?
La ringrazio per la cortese attenzione e Le porgo i migliori saluti.
Marinella Natalizi
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Gentile Lettrice,
le consiglio di rivolgersi al medico veterinario curante, informandolo dell'insuccesso della terapia prescritta e richiedendo una ricerca di laboratorio, mediante tampone cutaneo delle zone sedi di alopecia ed esame microscopico di alcune piume prelevate in loco.
Gli esami di laboratorio serviranno ad evidenziare eventuali batteri, miceti, microparassiti. Qualora le ricerche dessero esito negativo, curi un'integrazioni multivitaminica e minerale della dieta del suo pennuto, sistemandolo comunque in un ricovero spazioso, esposto al fotoperiodo naturale durante tutto l'anno.
Gli uccelli infatti non vanno mai mantenuti in ambiente domestico, soggetto ad innaturale illuminazione artificiale.
Cordialità e ci tenga informati.
Francesco Chieppa
Subject: Riproduzione canarini
Salve, mi sono avvicinato all'allevamento dei canarini per caso, ma da quando sono entrati in casa ho davvero sentito la bellezza di poter osservare questi animaletti, che pur nella loro fragilità hanno espresso giorno dopo giorno dei caratteri di vita e di socialità che non immaginavo. Il problema è che hanno circa un anno ora mai, ma non si accoppiano. Ho messo loro in una gabbia 50 x 70, sono in camera tranquilli non prendono sbalzi di temperatura e correti, ma il comportamento che noto è che il maschio è geloso del nido. Non solo ma la femmina non ha mai fatto il nido, poi la mattina e solo la mattina la femmina richiama il maschio con un fischio intermittente e gemente, lui tenta di coprirla cantanto a squarciagola ma lei scappa via e di lì cominciano i litigi... Amore ed odio ma oramai mi sono sfiduciato...... Spero di essere stato chiaro, cosa potrebbe essere??
Mi devo prouccupare??
cosa posso fare???? Ti ringrazio per l'attenzione, ti invio i migliori saluti !! Alessio
R
Gentile Alessio,
mi scrivi di mantenere i canarini in ambiente tranquillo, privo di riscaldamento artificiale, tuttavia non mi dici nulla circa la tipologia del fotoperiodo al quale essi sono esposti. Deve essere assolutamente di tipo naturale e variare per durata, in assonanza con l'avvicendamento stagionale. E' infatti la fluttuazione della durata delle ore di luce che scandisce le fasi dell'orologio biologico dei pennuti, predisponendoli alla cova a primavera, alla muta nel periodo tardo estivo ed al riposo sessuale ( anestro ) in autunno-inverno. L'alimentazione ( tenore proteico della razione / disponibilità di vitamine liposolubili ), la presenza del maschio in estro, la disponibilità del sito di nidificazione: esercitano solo effetti accessori alla fotostimolazione/ fotoinibizione stagionale. Spero di essere stato sufficientemente chiaro, in caso contrario attendiamo ulteriori tuoi quesiti specifici. Cordialmente. Francesco Chieppa
Carissimo signor Francesco,
le scrivo affinché lei possa esaudire determinate richieste che le andrò a proporre.
Prima di tutto complimenti per l'eccellente lavoro svolto sin ora e per la perenne disponibilità dimostrata nei confronti di tutti i lettori che la “messaggiano” di continuo;
ma passiamo alla domanda per cui le ho scritto:
alla mia età (17 anni) penso sia normale che la fortissima passione verso il mondo alato ci spinga, sovente, a voler instaurare un rapporto alquanto intimo con la specie posseduta.
Ebbene io, a malincuore, ho recato sofferenze a tutte le “merle”, mamme di pullus sottratti da me stesso al fine di soddisfare il bisogno che avevo di stabilire un contatto con questi magnifici turdidi, con risultati quasi sempre pessimi, ahimè!!
Devo riconoscere, però, che una certa attitudine nel praticare tale attività l'ho conservata, per cui nel momento in cui scorgo un nido, la tentazione di far mio il piumato contenuto è molto forte.
Il mio scopo sarebbe quello di allevare e conseguenzialmente addestrare, qualcuno dei simpatici volatili che edificano la propria abitazione nei pressi della mia; il fine di tale allevamento sarebbe quello sia di stringere un rapporto affettivo con l'uccello, sia di lasciar esso stesso libero di fuoriuscire dalla mia dimora per poi rientrare.
Si tratterebbe di instaurare un legame indissolubile tra me e la specie, la quale dovrebbe riconoscermi senza ombra di dubbio nella sua madre naturale e non adottiva, tramite il noto processo definito “imprinting”.
Ho sempre pensato che le specie più adatte da poter addestrare siano quelle appartenenti alla famiglia dei corvidi e degli sturnidi, avendo anche letto Lorenz, che oltre ad apprendere con relativa facilità suoni e parole, dovrebbero essere quelle dotate di più acuto ingegno e di una fantasia non comune agli altri passeriformi.
Le chiedo, quindi, di rispondermi al più presto.Grazie.
Un'ulteriore domanda riguarda le aberrazioni ornitologiche:
Quali sono a suo avviso, le specie maggiormente suscettibili di tal fenomeno?
Grazie per un'eventuale risposta ad entrambe i quesiti.
( Lettera pervenuta anonima )
R
Gentile Lettore,
dalla sua missiva - non me ne voglia - scorgo soprattutto un incoscio desiderio di possesso e sottomissione della Natura. Non è assolutamente corretto e legale coltivare, alla sua età quasi maggiorenne, sentimenti di predazione per i nidi che le capitano a tiro. Mi auguro riesca a trattenere tale pulsione infantile. Il desiderio di adozione di un uccello selvatico non deve mai travalicare la naturale cura dei genitori del pennuto, e può ritenersi valida solo in condizioni estreme: abbandono del nido e dei nidiacei da parte degli adulti. Non credo possa ritenersi gratificante la vicinanza di un silvano imprintato all'uomo e totalmente dipendente da lui. Nè ritengo possibile allevarlo in semilibertà, poichè un automa alato del tipo da lei vagheggiato, abituato alla presenza umana ed esente da adeguata percezione del pericolo, finirebbe facilmente preda di animali rapaci, o di umani poco rispettosi degli animali ( in giro ce ne sono più di quanto si possa immaginare ).
Ciò premesso, le consiglio paternamente di concentrare le sue attenzioni ornitofile sui volatili nati ed allevati in cattività. Si dedichi all'allevamento di una specie domestica, tra quelle che più la interessano, e vedrà che verrà certamente gratificato da detta pratica, senza arrecare danni al patrimonio naturale. Lasci perdere la predazione dei nidi! Anche se da ragazzini un pò tutti noi appassionati di ornitocoltura abbiamo esercitato tale discutibile gioco - retaggio di ancestrali istinti venatori - plausibile solo ad uno stadio evolutivo precocissimo di inesistente percezione etica ed autocontrollo culturale.
Circa le aberrazioni, immagino si riferisca al piumaggio. Poichè le cause che possono determinare improvvisi cambiamenti del colore della livrea degli uccelli, insistono nella stessa misura su tutti le specie ( cause alimentari, endocrine, patologiche, ecc. ), ritengo che tutte gli uccelli possano considerarsi ugualmente suscettibili al fenomeno.
La ringrazio per la lettera ed i graditi complimenti che mi indirizza. Mi scriva quando crede. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Cardellino maior indisposto
Gentile Sig. Francesco Chieppa,
sono Leonardo, un ragazzo di 26 anni di Foggia, all'età di 10/11 anni iniziai (oltre a tanti altri animali) ad allevare fringillidi, i primi anni purtroppo commettevo tanti errori, ma all'eta di 14/16 anni riuscivo ad incrociare le canarine con fringillidi vari: verdoni, verzellini, cardellini, poi purtroppo causa trasferimento dovetti regalare tutti i miei 50 uccellini e li dimenticai per qualche anno.Quest'anno ho ripreso finalmente dei fringillidi: 2 maschi di cardellino maior, un incardellato, ed una coppia di cardellini ancestrali, mancano all'appello 2 femmine maior che qui non riesco a trovare in nessun modo. Avrei bisogno del suo aiuto poichè nei miei ricordi non c'è una patologia simile a quella che le sto per descrivere:
Il maschio maior l'ho visto con una forma un po strana, (cioè con l'addome abbassato come se fosse una cagna che ha le mammelle appese dopo molti parti e allattamenti, in pratica le piume dell'addome e la pella stessa, sfiorano quasi il posatoio quando è fermo sulla bacchetta. L' ho preso in mano per controllarlo ed il problema, per quanto la mia cultura mi permette di spiegare, è il seguente: la pelle che va dalla fine dello sterno fino alla cloaca, è gonfia come se contenesse aria o un liquido, c'è un pò di grasso sotto l'addome, ma non credo sia solo grasso, è proprio come se fosse stato gonfiato con dell'aria o con del liquido, il rigonfiamento misura quanto tutto l'addome dell'animale. Il cardellino mangia e beve regolarmente, tutto quello che gli offro, è vispo e canta.Gli uccelli stanno con me da un mese circa e l'alimentazione e composta da misto classico di 4 semi più perilla, lattuga, cardo, cicoria fresca ogni 3 giorni, spighe fresche di ortica ogni 3 giorni, carota, zucchina e mela a pezzettini una volta a settimana, in piu vitamine per 2 volte alla settimana ed una camola della farina a settimana, ovviamente grit e osso non mancano mai. Le gabbie sono alloggiate all'esterno, appese all'altezza di 3 metri dal suolo sotto una protezione offerta dal balcone dell'appartamento soprastante, prendono i raggi diretti del sole dall'alba alle 10:00 del mattino, per il resto della giornata c'è luce e fresco. Spero che dalle mie righe sia riuscito a capire di cosa si tratta, e l'eventuale cura, la ringrazio tanto tanto. Cordiali saluti,
Leonardo - Foggia
R
Gentile Lettore,
da quanto mi descrive, ho motivo di ritenere che il suo cardellino accusi la rottura di un sacco aereo addominale. Le riporto la risposta fornita ad altro quesito analogo al suo, postato in questa rubrica a gennaio 2004. < L'apparato respiratorio degli uccelli, è strutturato in modo molto più complesso di quello dei mammiferi e consta, oltre che di trachea, bronchi e polmoni, di alcune esili ed ampie diramazioni bronchiali, in guisa di vere e proprie appendici sacciformi di aspetto trasparente, costituite da un epitelio squamoso semplice che poggia su tessuto connettivo: i sacchi aerei. Gli uccelli sono dotati di nove sacchi aerei: 1 interclavicolare, 2 cefalici (o cervicali), 2 paia di toracici (anteriore e posteriore), 1 paio di addominali. I sacchi aerei sono in comunicazione con le ossa pneumatiche degli uccelli, atte al volo. La funzione dei sacchi aerei è quella di intervenire nella dinamica e fisiologia respiratoria, potenziando gli scambi gassosi e l'ematosi (ossigenazione del sangue), in animali con attività metaboliche molto spinte, ed altrettanto rapide ed intense sintesi ossidative.Subject: Cannibalismo
Egregio Sig. Chieppa,
sono Dario da Napoli, neofita del mondo dei canarini.
Posseggo una coppia di canarini: un maschio gloster corona e una femmina giallo intenso.
Magari l'accoppiata non darà alla luce canarini da esposizione, ma poco mi importa... sono un semplice amante degli animali e dei miracoli della natura. Perdoni la divagazione...adesso vengo al dunque.
La canarina ha deposto tre uova: il primo è stato bucato dal maschio, che ho subito provveduto a separare dalla femmina ( secondo i consigli dispensati ad una altro lettore ); il secondo non si è schiuso perchè non fecondato ed è stato gettato fuori dal
nido dalla stessa femmina; quando finalmente è nato il piccolo pullus, dal terzo uovo, dopo due giorni di amorevoli cure, la femmina lo ha ucciso,
divorandogli le dita della zampetta sinistra. Vorrei sapere se c'è una causa precisa che possa spiegare questo, a mio avviso, anomalo e contradditorio comportamento della femmina!
In allegato le mando la foto del piccolo pullus deceduto. Le porgo i miei più cordiali saluti, ringraziandola per l'aiuto che vorrà darmi e per il fantastico e vitale servizio che svolge a beneficio di tutti noi "principianti".
Dario - Napoli
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Gentile Dario,
la ringrazio per gli apprezzamenti che mi indirizza. Posso assicurarle che curo con estremo piacere la rubrica di risposte a quesiti di "Uccelli". Mi
consente di approfondire con i lettori le varie problematiche di allevamento. Mi da agio di educare ed informare i novizi sul nostro fantastico hobby, contribuendo alla sua divulgazione attraverso un mezzo potente e seguito quale la rivista "Uccelli": la più antica delle testate
ornitofile italiane.
Ciò premesso, veniamo al suo cortese quesito. In genere queste forme di cannibalismo nei confronti dei pulli, sono espressione di una pessima
attitudine alle cure parentali, da parte dei canarini che le manifestano e costituiscono un vizio difficilmente correggibile. Integri con adeguato
apporto proteico la dieta dei suoi uccelli ( uovo sodo ), fornisca ad essi un complesso minerale e se lo spiacevole inconveniente dovesse ripetersi,
non dovrà più consentire alla canarina l'attività riproduttiva, o mantenerla solo come produttrice di uova da dare a balia ad altra femmina.
Cordialmente.
Francesco Chieppa