Egregio sig. Chieppa,
per tentare di poter fare qualche foto di qualità, ho allestito una gabbia-trappola
e attendo che almeno uno dei due ( gli uccelli misteriosi, di cui ad una mia
precedente e-mail) vi entri, non mi sembra il caso di corrergli dietro con il
retino.
Sono un pò preoccupato per il clima perchè qui la temperatura
è passata da 15° C a circa 0° in tre giorni, anche se sembra
che i miei piccoli ospiti non ne abbiano minimamente risentito.
Le volevo chiedere, approfittando ancora della sua disponibilità, se
lei poteva mettermi in contatto con qualche allevatore di Lizard della mia zona
(Calabria), poichè ne vorrei acquistare una coppia.
La ringrazio molto per il tempo che mi sta dedicando e, se posso esserle utile
in qualche modo, non esiti a farmelo sapere.
R
Gentile Lettore,
mi spiace, ma in relazione alle foto che mi ha inviato, nè io, nè
un conoscente noto e valente ornitologo, siamo riusciti ad individuare di che
specie di volatili possa trattarsi. Comunque, non disperi! Mi mandi degli ulteriori
scatti, possibilmente più chiari dei precedenti e ritraenti il particolare
che mi descrive, a livello di groppone, e vedremo di svelare l'arcano. Da un
pò di tempo a questa parte, degli ornitofili italiani hanno iniziato
ad allevare - da autentici "orni-pionieri" alcune specie di
granivori brasiliani, importando i volatili direttamente da quel lontano Paese.
Chissà che non possa trattarsi di una di queste specie, giunta nella
sua Calabria per il tramite della consueta filiera commerciale, fatta di raccoglitori,
grossisti, dettaglianti, acquirenti finali.
Circa la sua intenzione di acquistare Lizard da un ornicoltore locale, la inviterei
a contattare Il "Lizard Canary Club Italiano" - c/o Sig. Mario Moretti
- Via della Vittoria, 39/A - 41022 Fiorano Modenese (Modena), onde
ottenere eventuali indirizzi di allevatori della razza, residenti nella sua
regione. Resto in attesa del supplemento di foto. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Becco anomalo canarina a fattore rosso.
Gentilissimo signor Chieppa,
come preannunciatoLe qualche tempo fa, Le mando una foto della mia canarina
(ricorda? Le avevo chiesto consiglio circa una presunta decalcificazione del
becco).
Come può notare il foro sul becco per la respirazione é insolitamente
allargato ed irregolare.
Saluti e tanti anticipati ringraziamenti,
Silvia.

R
Gentilissima Silvia,
non si preoccupi più di tanto per quanto mi segnala. La dilatazione che
investe la narice, ritengo possa farsi risalire ad un pregresso processo infiammatorio,
contratto dalla bestiola a livello di primissime vie respiratorie, che ha determinato
una circoscritta necrosi erosiva del tessuto corneo del becco, prospiciente
la narice. Attualmente il soggetto riprodotto nella foto che mi allega, mi appare
in ottima forma ed esente da essudati infiammatori, a livello di narice dilatata.
Ritengo non dovrebbe presentare ulteriori problemi. Ciononostante, controlli
nel tempo l'ampiezza della dilatazione e, qualora dovesse notare una sua ulteriore
estensione, allora sarebbe il caso di condurre la bestiola da un medico veterinario,
per realizzare un tampone della cavità ed escludere la presenza di infezioni
batteriche e/o micotiche in atto. Saluti.
Francesco Chieppa
Egregio Francesco
non ho davvero parole per ringraziarLa,oltre che per l'estemporaneità
e perizia dei consigli prestatimi, anche per la fiducia che ha saputo infondermi.Temevo,
infatti, potesse trattarsi di una patologia inguaribile.
Con ciò, chiaramente, non abbasserò la guardia, ma terrò
sicuramente d'occhio la canarina ed il suo becco, sperando tenda a migliorare,
come ritengo stia accadendo dopo la somministrazione dei preparati da Lei gentilmente
indicatimi.
La canarina in questione è diventata madre di due piccoli (purtroppo
gli altri due ovetti, che pure s'erano schiusi, non ce l'hanno fatta!) , e per
il benessere dell'intera famigliola spero tutto proceda per il meglio.
Dunque grazie ancora infinite ed auguroni per la professione che s'accinge ad
esercitare.
Silvia.
R
Gentile Silvia,
la ringrazio di cuore per quanto scrive. Ci fa immenso piacere che la rubrica
di risposte a quesiti del periodico "Uccelli", possa risultare di
aiuto a tutti voi che vi incamminate, con tanta passione, lungo la non facile
strada del nostro avvincente hobby.
Le formulo i miei migliori Auguri, per i suoi beniamini piumati e le prossime
Festività.
Francesco Chieppa
Egr.Sig.Chieppa,
sono l'Avv.Federico Bava da Napoli e vorrei sapere che vitamine posso dare ai
canari che allevo: Gibber,Bossu ed altri, per incominciare, prima delle cove.In
attesa di una sua risposta tramite posta elettronica invio cordiali saluti.
R
Gentile Avvocato,
le basterà somministrare un complesso multivitaminico-poliaminoacidico,
dei tanti in commercio nelle rivendite di prodotti per ornitologia. Si assicuri
che nel prodotto siano comprese le vitamine A, D ed E. Dia la preferenza alle
formulazioni in polvere, da addizionare al pastoncino d'allevamento, in quanto
queste si rivelano più stabili delle analoghe, in veicolo idrosolubile.
Faccia per cominciare un trattamento di quindici/venti giorni, un mese prima
di dare avvio alle cove; quindi rinnovi mensilmente l'integrazione, praticando
dei cicli di somministrazione di sette giorni consecutivi.
Francesco Chieppa
Egr.Chieppa,
sono l'Avv.Federico Bava e la ringrazio per avermi risposto sulle vitamine.
Vorrei porle un'altra domanda: un mio amico mi fa sempre comprare il mangime
per canarini, già composto nei sacchi, in quanto ho poco tempo a disposizione,
però ho notato che facendo la miscela e selezionando i vari semi, i canarini
fisicamente stanno molto meglio. Potrebbe gentilmente scrivermi quanti gr. di
niger scagliola ed altri.In attesa di una sua, le invio cordiali saluti ed auguri
di buon natale e felice anno nuovo.
R
Gentile Avvocato,
come forse saprà, sulla nutrizionistica degli uccelli da gabbia, non
esistono studi approfonditi di valenza scientifica, ai quali riferirsi e, tutta
la materia è demandata all'empirismo ed alla esperienza pratica, maturata
dagli allevatori.
Ciò premesso, l'assortimento varietale in semi delle miscele, non è
univoco, per qualità e quantità delle varie essenze alimentari
impiegate, esistendo diverse formulazioni di miscele, adottare dagli ornicoltori,
anche in relazione alla razza allevata, alle caratteristiche climatiche del
territorio dov'è dislocato l'allevamento ed alla fase del ciclo biologico
dei volatili. Durante il periodo autunno-invernale, si considera adeguata per
i Canarini di Colore, una miscela con il 30% di semi oleosi (niger, lino, ravizzone,
perilla bianca e canapa) ed il 70% di semi farinacei (scagliola, avena monda,
panico). Durante la fase di allevamento e muta del piumaggio, la percentuale
dei semi oleosi deve essere elevata sino al 40-45%, mentre la frazione di semi
farinacei, deve scendere al 55-60%. Circa le altre razze: in genere l'allevamento
degli arricciati, richiede miscele più povere di semi oleosi e più
ricche di essenze farinacee (elevata percentuale di scagliola). Questo in linea
di massima. Naturalmente l'alimentazione va sempre adeguata alle caratteristiche
del proprio allevamento e non deve costituire un fattore statico, bensì
dinamico. Ciò vuol dire che l'allevatore, deve periodicamente controllare
lo stato di nutrizione dei suoi volatili, scalando la frazione di semi oleosi,
nei casi di diffusa eccessiva pinguedine degli uccelli; incrementandola viceversa,
qualora i volatili si presentassero magri e malnutriti. Naturalmente i grani
impiegati, devono essere freschi e di recente raccolto, nonchè ben conservati,
perchè possano risultare salubri e nutrienti, apportando tutti i principi
nutritivi di cui sono naturalmente dotati all'origine. Ricambio i suoi cortesi
auguri. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Ho acquistato una canarina come in oggetto, anellata 2003 ed a casa mi sono
accorto che ha la base del becco bluastra, potrebbe essere malata? Lo stato
generale è buono.
Vorrei sapere se questo problema puo' pregiudicare la stagione riproduttiva.
Saluti
Giovanni
R
Gentile Lettore,
se la canarina si presenta in ottimo stato generale, con tutte le principali
funzioni organiche nella norma ed in buono stato di nutrizione, non c'è
nulla che debba preoccuparla. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Chiedo il motivo per cui, comprato un cardellino alla mostra di Piacenza, messo
in gabbia con un incardellato, a tutt'oggi non un solo canto o suono. Forse
dieci giorni sono pochi? Sicuramente è un maschio. Grazie ed auguri .
Pino
R
Gentile Lettore,
se è certo dell'identità sessuale del suo nuovo acquisto, provi
ad isolarlo in una gabbia singola. Qualora fosse effettivamente maschio, dovrebbe
riprendere a cantare. Tenga presente tuttavia, che il maschio di Cardellino
emette il proprio magnifico canto, soprattutto in primavera, durante l'epoca
degli amori. Ricambio gli auguri.
Francesco Chieppa
Subject: : Nidiacei di ciuffolotto con deformazioni.
Egregio Signor Chieppa,
da alcuni anni allevo ciuffolotti in purezza con lusinghieri risultati.
Durante la stagione cove 2003 però,ho avuto dei problemi che finora non
avevo mai avuto. La coppia di ciuffolotti imbeccava bene i piccoli (come alimentazione,
ottimo pastoncino secco con 25% di proteine mescolato a 10 camole del miele
e 1 cucchiaino da caffè di uova di formica al giorno).
Tutto ok fino all'involo, poi tutti i 3 piccoli hanno palesato deformazioni
alle zampe e alle ali.
I primi due ho dovuto purtroppo sopprimerli perchè non si reggevano in
piedi, il 3° sembrava in ordine ma aveva la parte inferiore del becco più
larga e lunga rispetto a quella superiore, dopo 3 mesi è morto.
Ho letto su dei libri di ornitologia che potrebbe trattarsi di gotta articolare
magari causata dalla somministrazione di troppe proteine. È la prima
volta che fornisco ai nidiacei camole del miele e uova di formica
acquistate congelate. I genitori non sono consanguinei. Questa coppia ha nidificato
una seconda volta ma tutti i 7 piccoli hanno manifestato i medesimi probblemi.
Nel 2002 questa femmina, accoppiata ad un altro
maschio, poi deceduto, aveva avuto prole sana.
Sarebbe mia intenzione mettere ancora in riproduzione la coppia del 2003, perche
i due partner imboccano bene i piccoli. Signor Chieppa Lei li accoppierebbe
ancora?
Le chiedo cortesemente se avrebbe una spiegazione e un consiglio in merito.
Cordiali saluti e BUON ANNO.
Walter Bellotti
via Ronco Villa 1
6963 Pregassona (Svizzera)
R
Gentile Lettore,
probabilmente la risposta al suo quesito, se l'è data da sè!
Potrebbe effettivamente essersi trattato di una forma di gotta, in relazione
all'alimentazione iperproteica somministrata ai suoi Ciuffolotti. Tuttavia,
per saperlo con tutta certezza, avrebbe dovuto fare esaminare i pullus deformi
e deceduti, da un laboratorio specializzato in diagnostica
veterinaria. Qualora fosse stata gotta, il laboratorio avrebbe certificato la
presenza di depositi di urati, a livello di articolazioni ed
eventualmente, tessuti molli. La stessa deformità del becco, da lei riscontrata
su uno dei giovani, potrebbe essere stata causata da alimentazione troppo ricca
in protidi.
Provi a tornare al vecchio regime alimentare, già collaudato in precedenza ed eventualmente, a spaiare la coppia che ha generato prole deforme. Chissà che tutto non rientri nella norma. Altrimenti, ci scriva ancora. Auguri!
Francesco Chieppa
Scusa se ti do del tu ma credo sia preferibbile vista la tua cordialita' nelle
risposte.
Da poco (circa tre mesi) mi hanno regalato un canarino pezzato (marrone e giallo
e una venatura rossa sul petto) che anche se un po gracile, e' sano e vispo
e canta tanto da togliere la testa.
Ieri, in una uccelleria ho visto una femmina (rosso brinata) che mi ha fatto
perdere la testa e nonostante non sia consigliato l'accostamento dei colori,
l'ho acquistata.
Il problema e' nato quando l'ho inserita nella gabbia in quanto il maschio non
vuole saperne di ospitarla (non le permette di avvicinarsi e l'aggredisce con
becco ed ali aperte) e ha smesso immediatamente di cantare.
Aggiungo che purtroppo per questioni di spazio, la gabbia e' sviluppata in altezza
piu' che in larghezza (L 40cm h 65 cm)
Credi che con il tempo la cosa possa essere superata?
E' vero che sono gia' in ritardo per l'accoppiamento (il negoziante mi ha detto
che avrei dovuto metterli insieme gia da settembre)
Grazie in anticipo.
Salvatore Boscaglia
R
Gentile Lettore,
la riproduzione del canarino domestico, avviene naturalmente in primavera; dunque:
non dia retta a quanto le ha riferito il commerciante. Il maschio aggressivo
difende il suo territorio (gabbia), dalla intrusione di un conspecifico che
ancora non riconosce come appartenente all'altro sesso, in relazione all'attuale
stagione invernale ed alla conseguente mancanza di forma amorosa nella femmina
acquistata. Se le baruffe non pregiudicano l'integrità fisica dei due
contendenti, potrebbe lasciarli in coabitazione, in attesa che il sopraggiungere
della stagione degli amori, riconcili i due partner. Altrimenti, potrà
più convenientemente collocare la femmina in altra gabbia, per riunirla
al compagno piumato predestinato, una quindicina di giorni prima di avviare
le cove. Vale a dire, intorno ai primi del mese di marzo. Auguri e continui
a seguirci sul periodico di ornitocoltura "Uccelli".
Francesco Chieppa
Salve sono Michele dalla provincia di Taranto, le scrivo per porle una domanda che mi pongo molto spesso, noi usiamo risolvere il problema della schiusa delle uova sostituendole con quelle finte cosi in questo modo la schiusa avviene lo stesso giorno, la mia domanda è questa: in natura come risolvono gli uccelli questo problema? Anche in natura a sopravvivere sono solo i più grandi? O gli uccelli selvatici usano qualche sistema per far sopravvivere tutti i pullus? Posseggo 13 coppie di canarini tra cui una coppia di gloster e una di arricciati del nord, li allevvo in un pozzoluce abbastanza grande senza luce artificiale ma con la sola luce naturale che filtra dal soffitto (molto illuminato è come fossero all'aperto per la quantità di luce che filtra) e uso assortire le coppie nel mese di gennaio per cominciare poi ai primi di marzo a porre i nidi, mi sono però accorto che alcune coppie sembrano essere già pronte,come devo comportarmi? Premetto che la temperatura si aggira nel locale intorno ai 20 gradi, grazie in anticipo per il suo cortese aiuto.
R
Gentile Ornitofilo,
in Natura spesso sono solo i pullus più grandi a sopravvivere, a scapito degli ultimi nati. La mortalità di nidiacei, negli uccelli nidificanti in libertà, incide maggiormente che in cattività, per tantissimi ed eterogenei fattori. Solo i soggetti più forti e fortunati, riescono infatti a sopravvivere, crescere e riprodursi.
Circa il quesito delle coppie in estro, con notevole anticipo rispetto alla naturale stagione riproduttiva: ritardi l'unione dei due partner piumati e la preparazione delle femmine, mediante somministrazione di alimenti ed integratori stimolanti.
Francesco Chieppa
Subject: : Passeri del Giappone e bengalini
Egr. Sig. Chieppa,
torno di nuovo a chiedere il suo parere sui miei esotici. Iniziamo dai passeri
del Giappone: le gabbie sono sistemate in ambiente coperto ma privo di illuminazione
artificiale e i soggetti, seguendo le sue indicazioni, sono stati
sistemati due per gabbia. A due coppie è stato fornito un nido a pera,
con una sola apertura laterale; alle altre due invece è stato dato un
cestino aperto superiormente e collocato all'interno della gabbia. Le prime
due hanno deposto uova feconde, mentre le altre due non ne hanno deposto affatto.
Premetto che possiedo queste ultime femmine già da due anni e non hanno
mai deposto alcun uovo, nè in colonia nè in coppia. Da cosa potrebbe
dipendere tale fenomeno? Mi consiglia di cambiare le due femmine o può
semplicemente dipendere dal nido che comunque viene utilizzato o per fare da
balia o
come rifugio notturno? Vengo ora ai bengalini, ovvero a quei quattro uccellini
che per tali mi hanno regalato:
Non si tratta certo di diamanti mandarino, confusione tanto frequente tra allevatori
ed ornitofili, visto che da essi si differenziano notevolmente per taglia e
per voce. I maschi hanno il petto di colore rosso (uno in
particolare) e sul dorso sono di colore tendente al grigio con puntini bianchi;
le femmine hannno petto grigio, il sopracoda sfumato di rosso e lo stesso colore
dei maschi sul dorso.
Anche in questo caso, su suo consiglio, ho separato le due coppie e le ho sistemate
in una gabbia, separate con un divisorio non schermato. Nelle gabbie ho collocato
due nidi a cestino interno, nidi che i soggetti ignorano del tutto, nè
li utilizzano come rifugio notturno. Il problema alimentare che le ho segnalato
la volta scorsa non accenna a soluzione: i piccoli volatili ignorano la presenza
del pastoncino e non si nutrono d'altro se non di semi. Quello che sto tentando
di somministrar loro, senza successo, è
lo stesso pastoncino che mia sorella fornisce ai canarini. Forse devo cercare
altro? Cosa? I miei nidi sono idonei per la riproduzione? Abbia pazienza ancora
per un ultimo quesito: dei due maschi solo uno, quello con maggiore presenza
di colore rosso, produce piccoli gorgheggi durante la giornata mentre l'altro
sembra non possedere questa facoltà. Da cosa
potrebbe dipendere? Mi rendo conto di essere ancora molto ignorante su questi
animaletti, visto che li possiedo solo da un paio di mesi e tra l'altro non
trovo molto materiale informativo su di essi. A chi potrei rivolgermi per una
conoscenza
più approfondita? La ringrazio ancora per la sua infinita pazienza e
la saluto cordialmente con i migliori auguri di buon anno.
Maria
R
Gentile Signora,
il nido ideale per i Passeri del Giappone (Lonchura striata domestica) è quello a cassettina esterna, chiuso su quattro lati ed aperto sul frontale, in vendita nei negozi specializzati in ornitologia. Il cestino per canarini, non viene solitamente accettato da questa specie, quale sito di nidificazione. Il nido a pera, in vimini, per solito è troppo piccolo per ospitare le numerose nidiate, messe al mondo da questo simpatico esotico domestico ed ha lo svantaggio di non essere facilmente ispezionabile. Circa le femmine che non depongono, le cause potrebbero essere tante, non ultima l'età delle bestiole.
Gli altri uccellini che mi descrive, sono effettivamente Bengalini ( Amandava amandava). Si nutrono di semi minuti come il panico, del quale sono particolarmente ghiotti. Se abituati sin dallo svezzamento, consumano anche piccole quantità di pastoncino d'allevamento. Se i suoi disdegnano di cibarsene, provi a somministrare in sostituzione, del biscottino per uccellini. Oppure del pane ammollato nel latte e ben strizzato, prima di somministrarlo. Con l'accortezza di rimuovere gli avanzi di questo alimento casalingo, dopo 12-15 ore dalla somministrazione.
Circa il maschietto che non canta, anche in questo caso varie potrebbero esserne
le cause. Se l'uccellino è sano, potrebbe non essere ancora in forma
amorosa. O addirittura non essere maschio. Tenga presente che il Bengalino denota
un dimorfismo sessuale evidente nella livrea del piumaggio, con maschi molto
carichi di piume colorate di rosso e, femmine di cromia dimessa e tendente al
bruno. Per tenersi sempre aggiornata nel settore dell'ornicoltura amatoriale
ed accrescere il suo bagaglio di nozioni specifiche, continui a leggere la rivista
"Uccelli" (Ibis editrice - Va Colussi, 22 - 33100 Udine) e magari
completi la sua formazione tecnica, abbonandosi anche ai periodici "Italia
Ornitologica", organo della Federazione Ornicoltori Italiani ed "Alcedo"
(Alcedo Edizioni s.r.l.). Ricerchi le pagine web delle ultime due testate che
le indico, sui motori di
ricerca Internet. Naturalmente potrà scriverci ancora, quando lo riterrà
opportuno. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Egregio Chieppa,
non riesco a spiegarmi perchè dopo un periodo di circa un mese dal trattamento
di baycox, sono nuovamente presenti nelle feci dei miei sogetti oocisti di coccidi.Il
trattamento è stato costituio da baycox 2,5%(10ml/litro), 2 giorni si,
5 no; 2si, 5 no; 2 si.
Ci tengo inoltre ad aggiungere che contestualmente alla cura ho sterilizzato
le gabie e gli accessori tramite fiamma da saldatore.
La ringrazio e La saluto cordialmente.
R
Gentile Lettore,
la terapia che mi indica, le è stata prescritta da un medico veterinario
esperto in patologia aviare? Lei ha utilizzato un farmaco coccidicida, indubbiamente
di elezione nella terapia della coccidiosi dei piccoli volatili da gabbia: il
Toltrazuril (Baycox) tuttavia, sia il dosaggio impiegato che i tempi di somministrazione,
mi sembrano inadeguati. Sorvolando sui dosaggi adottati, lo schema di terapia
da lei praticato non mi pare appropriato. Illustri clinici del settore infatti,
consigliano di praticare due cicli di terapia con Toltrazuril, della durata
di 5 giorni, intervallati da 2 giorni di sospensione del farmaco.
Deve anche considerare che per prevenire la coccidiosi, è molto importante
ottimizzare il management di allevamento, rimuovendo le cause di stress, alimentando
i volatili correttamente, mantenendoli in gabbie pulite e dotate di griglia
di fondo, da igienizzare con frequenza. Essendo il ciclo dei coccidi di tipo
oro-fecale, occorre in sostanza evitare il più possibile il contatto
dei pennuti con le feci. Inoltre: sottoporre a quarantena tutti i volatili di
nuova introduzione ed i soggetti di ritorno dalle mostre ornitologiche. Se si
è soliti somministrare verdure, queste devono essere preventivamente
lavate in modo molto accurato e, naturalmente, lasciate asciugare. Onde evitare
che particelle organiche inquinanti i vegetali, possano veicolare coccidi. Ad
ogni modo, si consulti con il suo medico veterinario, anche perchè la
presenza di oocisti coccidiche nelle feci dei volatili d'allevamento, deve essere
considerata con apprensione, solo in relazione alla carica infestante. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: : Quesito sui diamanti di gould
Gentile Sig. Chieppa,
ho preso visione del sito in cui mette a disposizione la sua esperienza rispondendo
alle domande degli appassionati di ornitologia. Volevo chiederLe se è
a conoscenza di qualche serio allevatore nelle vicinanze di Taranto (o in caso
negativo vicino a Bari) che sia disposto a cedere una sana coppia di diamanti
di Gould, possibilmente allevati senza l'ausilio di balie. Premetto che sono
giovane e non ho assolutamente esperienza di allevamento di questa specie, pertanto
Le sarei molto grata se mi indicasse qualche criterio generale per selezionare
un esemplare piuttosto che un altro e qual è il costo medio di una coppia.
La ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrà dedicarmi, e
Le faccio i miei complimenti per la sua prossima laurea.
Sarah Calzolaro
R
Gent.ma Signorina,
Il Diamante di Gould (Chloebia gouldiae) è un simpatico uccellino esotico,
proveniente dal continente australiano, dalla policroma ed attraente livrea.
Trattasi di specie granivora di facile mantenimento in cattività, ma
non altrettanto semplice da riprodurre. La diffusa tendenza degli allevatori
di affidare le uova dei Diamanti di Gould, ai Passeri del Giappone (Lonchura
domestica), al fine di incrementare l'ovodeposizione della pregevole specie,
durante la stagione riproduttiva, ha praticamente reso inetti a cova e cure
parentali, i Gould nati in cattività. Quindi - gentile amica - la specie
alla quale da neofita intende indirizzarsi, non è proprio ideale per
muovere i primi passi nell'hobby ornitofilo, anche se l'uccellino oggetto delle
sue preferenze, è indubbiamente molto attraente! Tuttavia, non si lasci
scoraggiare e, se proprio vorrà tentare di allevarlo, non è detto
che non riesca ad imbattersi in una delle rare coppie della specie, capace
di allevare in piena autonomia. Al limite, potrà sempre in seguito ricorrere
ai Passeri del Giappone, in funzione di balie. Circa le varietà: negli
ultimi anni sono state selezionate tantissime belle mutazioni, caratterizzate
da diversa colorazione di testa e petto. Con riferimento a prezzi ed indirizzi
di allevatori, la invito a contattare direttamente le associazioni pugliesi
che mi indica e, di seguito le evidenzio i loro recapiti.
Le indico anche la URL del sito internet del "Club del Diamante di Gould",
ove potrà reperire tante ulteriori utili informazioni sull'esotico, ed
ammirarne le diverse mutazioni. Tantissimi auguri e, restiamo a sua disposizione
per ogni eventuale approfondimento.
Associazione Ornitologica Tarantina - c/o Ing. Cosimo Alfonzetti - Via Lago
di Como, 65 - Tel. 0997/390847 - 74100 Taranto.
Associazione Ornicoltori Pugliesi - Via Davide Lopez, 20 - Tel. 080/5746910
- Bari (nei giorni di: martedì, giovedì,sabato - ore 18,00 - 20,00).
http://www.gould.anet.it
Francesco Chieppa
Egregio Chieppa,
nel ringraziarla per l'esauriente spiegazione, le confermo che tale modalità
di somministrazione(10 ml/litro, 2 giorni si, 5 no, 2 si, 5 no 2 si) mi era
stata consigliata da un medico veterinario esperto anche in materia ornitologica,
le confesso comunque che anche io avevo avuto dei dubbi a tale riguardo, poichè
alcuni soggetti hanno dimostrato fenomeni di intossicazione e tremori. A questo
punto le chiedo di suggerirmi un dosaggio più adeguato che, oltre ad
essere più efficace, non comporti effetti indesiderati come in precedenza
accaduto. La ringrazio per la disponibilità e le porgo i miei saluti.
Alberto Amori
R
Gentile Alberto,
il protocollo terapeutico di mia conoscenza per il Baycox (Toltrazuril), consiste
in due cicli di terapia di 5 gg. ciascuno, intervallati da 2 gg. di sospensione.
Il dosaggio del farmaco è di 1,5 ml./litro d'acqua di bevanda. Cordialità.
Francesco Chieppa
Subject: : Parere sull'alimentazione
Gent.mo
vorrei un suo parere sull'alimentazione dei canarini per contrastare il fenomeno
della pinguedine nei soggetti maschi, da cui credo dipenda l'esigua percentuale
di uova feconde che riscontro nel mio allevamento di Gloster.
La domanda che in particolare vorrei porle è la seguente: il regime alimentare
va tenuto sotto controllo solamente nei mesi che precedono la fase riproduttiva,
per avere a marzo i canarini in piena forma, o durante tutto l'anno? Ma in questo
caso bisogna bandire il pastone, i biscotti, le spighe di panico, i semi condizionati,
ridurre o eliminare i semi grassi nella miscela, affinchè spariscano
definitivamente i tessuti adiposi del sottogola e sottopancia?
Ringrazio anticipatamente della sua attenzione e attendo fiducioso una sua risposta....personale
o nella rubrica di Uccelli.
Emilio Ficarra - Milano
R
Gentile Sig. Ficarra,
la tendenza alla pinguedine nei nostri uccelli da gabbia, è il prodotto
di uno squilibrio tra: quota energetico-calorica introdotta con la razione alimentare
ed effettivo dispendio energetico. Quando questo bilancio pende a
favore di un surplus alimentare, allora i nostri uccellini diventano obesi,
trasformando il surplus in riserve di adipe. Nel maschio indubbiamente, un prominente
pannicolo adiposo addominale, è spesso causa di impedimento meccanico
alla copula, con il risultato di avere molte uova sterili.
Causa preponderante di obesità, è l'eccesso di semi oleosi (semi neri) nella miscela alimentare, unitamente a scarsa possibilità di moto, da parte del pennuto. Per controllare il fenomeno, è utile fornire razioni povere di semi neri e più ricche di semi farinacei - semi cosiddetti "bianchi" - ( in primis: scagliola, ma anche panico; entrabi di contenuto apporto calorico ).
Al fine di favorire l'esercizio fisico del volatile in gabbia, sarà molto utile disporre nelle stie, due soli posatoi alle loro estremità, con l'accortezza di collocare pure mangiatoie ed abbeveratoi, ai lati opposti delle gabbie. Questi piccoli accorgimenti, solleciteranno i soggetti a spostarsi con maggiore frequenza per alimentarsi, spiccando piccoli voli per andare da un estremo all'altro della gabbia. Durante il riposo autunno-invernale, si utilizzerà un pastoncino da mantenimento privo di edulcoranti ipercalorici ( ad esempio il miele ), non grassati con oli alimentari ( anche questi notevolmente calorici ) e di limitato apporto lipidico-proteico. La somministrazione di tanto in tanto, di verdura ricca di fibra non digeribile dagli uccelli ( cellulose ), in grado tuttavia di assicurare un certo volume di ingombro a livello gastroenterico, conferendo senso di sazietà; contribuirà - nei soggetti abituati a consumarne sin dallo svezzamento - a ridurre i casi di obesità in allevamento. Cordiali saluti.
Francesco Chieppa