Lettere Novembre-Dicembre 2004
  I miei canarini litigano
  Canarino ritrovato
  Cardellino malato
  Stress da gabbia
  Malattia mortale
  Cocorita indisposta
  Due quesiti
  Pappagallino ondulato
  Taglio delle unghie
  Nidiacei morti
  Femmina aggressiva
  Ciste di una pappagallina
  Alopecia
  Quali accoppiamenti?
  Consiglio urgente sulla sistemazione di varie specie ornitiche
  Canarino indisposto
 

Sabbia anti-coccidiosi

 

Subject: I miei canarini litigano

Egregio Chieppa,
ho acquistato due canarini in un negozio di Milano: sono un maschio giallo con delle macchie nere-marroni ed una femmina arancione che vivevano nella stessa gabbia al negozio assieme ad altri canarini.
Li ho messi in una gabbia piuttosto grande, ma dopo 2-3 giorni di convivenza hanno iniziato a litigare; mi sembra che sia sempre la femmina ad aggredire il maschio, scatenando delle mini risse che terminano velocemente così come sono iniziate. Al termine del litigio si mettono tranquillamente a mangiare fino al prossimo....battibecco.
Cosa devo fare? Si abitueranno col tempo l'uno all'altra? Saranno realmente maschio e femmina?
Restando in attesa di una Sua risposta, anticipatamente ringrazio.

Manuela Mohr - Milano

R

Gentile Signora,

mi pone un quesito al quale non posso efficacemente rispondere a distanza: se la coppia di canarini che ha acquistato sia effettivamente tale! Tenga presente che il sessaggio del canarino di questi tempi è operazione abbastanza agevole, a causa delle differenze anatomiche della cloaca nei due sessi, ormai sufficientemente adulti e sviluppati. Dunque, se chi le ha ceduto i volatili è persona veramente esperta, non dovrebbe aver sbagliato e la coppia sarà stata assortita correttamente. In caso contrario, potrebbe anche non trattarsi di maschio e femmina. Consideri tuttavia che il canarino di sesso maschile emette un canto particolarmente elaborato e modulato. Viceversa la femmina si limita a semplici, insignificanti "cip".

La litigiosità emerge sovente anche tra soggetti di sesso diverso ed è spesso scatenata dalla competizione per il consumo di alimenti particolarmente graditi, o lo stazionamento in un sito egemone della stia.

Per il momento provveda a dividere i due partner piumati ed osservi se il presunto maschio canti. Più in là, provvederà a riunire la coppia in epoca adeguata alla fase riproduttiva ( mese di marzo ). Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Canarino ritrovato

Salve Sig. Chieppa,

mi hanno da poco regalato un canarino trovato in un giardino e vorrei sapere la razza: presenta occhi rossi è giallo mosico ma più soffuso del soggetto della foto. La testa è colorata con una striscia che gli parte da una guangia all'altra e gli passa sopra gli occhi e, sotto il becco ha una poco evidente " barbetta gialla ". Questo è tutto quello che le so dire. Spero che riesca ad aiutarmi presto.

Fabrizio Vatta

R

Da quanto mi descrive e dalla foto che mi allega che, presumo riprodurre la tipologia di canarino in suo possesso, direi trattarsi di un Canarino di colore giallo mosaico ad occhio rosso. L'accoppiamento ideale è con altro giallo mosaico, portatore di occhio rosso.
Se accoppiasse invece il suo mosaico occhio rosso ad altro mosaico ad occhio normale, otterrebbe tutti soggetti ad occhio normale, portatori di occhio rosso. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Cardellino malato

Egregio Sig. Chieppa,

mi chiamo Ferdinando Setola ed e' la prima volta che le scrivo.Vengo subito al punto; da circa un mese ho notato alcuni cardellini, per la precisione 4, che sembravano impallati; ad una prima visita ho notato che presentavano pancia rossa e gonfia e 1 dei 4 cardellini aveva solo una macchia di un rosso molto intenso sul lato destro della pancia. Allora ho preso 4 campioni di feci ( uno per ogni soggetto) e sono andato ad un laboratorio veterinario per effettuare le analisi delle feci, ma con mia grossa sorpresa il dottore mi ha detto che nelle feci non era presente nulla e che i risultati erano negativi. Questi risultati mi hanno un po' spiazzato in quanto pensavo che fosse coccidiosi. Per adesso ho provveduto ad isolare i soggetti mettendoli ogni uno in una propria gabbia e fornisco loro un'alimentazione molto leggera integrata con semi di chia. Io non sono un dottore, ma ho pensato che sia un'ingrossamento del fegato dovuto all'alimentazione, e gli sto somministrando nell'acqua da bere del legalon sciroppo.Come posso fare per vedere se i miei cardellini hanno effettivamente il fegato ingrossato o sono affetti da un'altra patologia? la terapia con il legalon sciroppo puo' andare? La ringrazio anticipatamente e le auguro buone feste.

Ferdinando Setola

R

Gentile Ferdinando,

anche io non sono ancora un "dottore", come scrive lei. Più che il nome commerciale del farmaco, sarebbe interessante conoscere i principi attivi contenuti. Ma per caso è un epatoprotettore per uso umano? I farmaci cosiddetti epatoprotettori sono in realtà dei blandi palliativi, che possono portare qualche piccolo giovamento ma nulla più.

Ciò premesso, lei mi descrive il quadro clinico di una infiammazione intestinale. Se è certo di poter escludere cause parassitarie e batteriche, allora l'indisposizione dei suoi cardellini va ricercata nel regime di mantenimento. E' sicuro di fornire ai suoi uccellini una miscela di semi sempre fresca, pulita e priva di contaminazioni fungine? Per caso somministra semi cosiddetti "condizionatori" o "della salute"? Se sì, sappia che spesso costituiscono un alimento inidoneo, in quanto assortito con partite di semi vecchie e polverose. Usa pastoncini all'uovo grassati con lipidi di dubbia origine ed in proporzione eccessiva? L'ambiente d'allevamento è particolarmente umido? Tratta i volatili con farmaci chemioantibiotici a scopo profilattico?

Esamini dunque molto attentamente la tecnica di conduzione del suo allevamento e sono certo che le ragioni della cattiva forma fisica dei suoi cardellini, potranno emergere da questa ricerca. Ripetere comunque l'esame delle feci, servendosi di deiezioni fresche ed appena emesse, potrebbe essere utile. Parimenti le consiglierei di integrare l'eventuale pastoncino d'allevamento, con un prodotto probiotico a base di lieviti e lattobacilli, al fine di normalizzare la flora intestinale.

Se vorrà scriverci ancora, restiamo a sua disposizione. Saluti.

Francesco Chieppa


Subject: Stress da gabbia

Ciao Francesco, prima di tutto BUON ANNO!

Non so se ti ricordi di me ma ti ho scritto già molte volte sia in privato che sul forum di Verdi e Ardesia, una volta ho partecipato ad una chat in cui c'era anche Diego Crovace. Ormai con la laurea vicino navigo in internet praticamente solo per quello, ma anche se con poco tempo a disposizione leggo sempre volentieri i post del forum. Prima di chiederti un consiglio volevo farti i complimenti per il nuovo sito; ottimo, sia nei contenuti (vari e articolati) che nella sua veste grafica. Non è facile creare un sito di ornitologia che vada bene per l'allevatore esperto e per i novizi.
Dopo questo doveroso preambolo vengo al punto: tempo fa sul forum ti chiesi che cosa ne pensavi del fatto di abituare i canarini per tempo alla gabbia da mostra, e tu mi dicesti che ne avevi acquistato da poco una decina e che ti trovavi bene. Ora a distanza di tempo ti volevo chiedere in base alle tue esperienze se la tua idea è sempre le stessa, e qual' è la tua procedura di preparazione dei soggetti ( tempi di permanenza, eventuali stress evidenziati ecc.ecc.).
Ti chiedo ciò perchè stò pensando seriamente di acquistare un certo numero di tali gabbie o, al limite, di costruirmele da me. Il punto è che molti allevatori ritengono superflua questa procedura, dato che il canarino di colore non deve assumere posizioni di lavoro come altre razze, ma io ritengo che abituare i nostri soggetti a queste gabbiette sia vantaggioso per noi, in quanto si presenteranno (salvo inconvenienti) sul tavolo del giudice calmi e tranquilli, e per loro, in quanto diminuirà lo stress (anche se alcuni come il Prof. De Baseggio ritengono che i volatili non dovrebbero rimanervi per più di due ore causa scondizionamenti).
Inoltre sulla scheda di partecipazione ai mondiali di quest'anno ho letto che si dovrebbe certificare che i soggetti sono stati preventivamente abituati alla gabbia regolamentare da almeno quattro settimane!
A tutto ciò si aggiunge il fatto che non vi è uniformità, infatti ci sono in circolazione almeno quattro gabbie da mostra e cioè: quella simile alle comuni gabbie da cova (30x20 cm); quella con pareti laterali e "sfondo" in lamierino metallico; quelle con solo lo Sfondo in lamierino e il resto con le normali sbarrette; quelle C.O.M. in legno smaltato.
Scusandomi per essermi eccessivamente dilungato, ti saluto non prima però di averti fatto i complimenti per i risultati ottenuti a Reggio Emilia e ai Campionati Italiani, e i migliori auguri per il mondiale che ormai è alle porte.
Saluti
GERARDO CICCOTTI

R

Ciao Gerardo,

doppi auguroni anche a te, per il nuovo anno e per la tua imminente laurea! Grazie per i complimenti.

Io utilizzo da due anni a questa parte le gabbie da esposizione, per abituare i miei soggetti alle condizioni che si troveranno a fronteggiare in mostra, devo dire con buoni risultati. Non è importante tanto dimensione e tipologia della gabbietta singola, quanto la disposizione ravvicinata dei posatoi, così da dare agio all'uccellino di assumere un portamento equilibrato e bilanciato, saltando da una bacchetta all'altra per uno spazio esiguo.

Nelle comuni gabbie e voliere di allevamento, i nostri volatili sono infatti abituati a spostamenti ben più ampi e se fossero confinati in gabbiette da esposizione solo al momento dell'ingabbio in mostra, resterebbero disorientati ed assumerebbero posture non proprio ideali ed armoniose in fase di giudizio, quando anche per i canarini di colore esistono sulla scheda di valutazione voci come: "portamento - impressioni".

Inoltre si ha la necessità di isolare i soggetti da esporre, al fine di curare con sufficiente anticipo l'integrità del piumaggio dei piccoli sfidanti alati, notoriamente a rischio di beccate e danneggiamenti, da parte di altri conspecifici conviventi. Da quanto ho avuto modo di esporti, non è detto che per l'isolamento pre-mostra si debbano usare assolutamente delle gabbiette regolamentari da esposizione. Basta una piccola gabbia da cova, con l'accortezza di dotarla di due soli posatoi centrali, posti allo stesso livello di altezza ed assai ravvicinati, in modo da dare agio al nostro campioncino di abituarsi al tipo di spostamenti consentiti dalle gabbie da esposizione.

Non ho notato l'insorgenza di particolari forme stress nei canarini confinati in gabbie da concorso, anzi! Lo stress è frequentemente scatenato da interazioni gerarchiche di territorialismo ed è tipico dei gruppi posti in coabitazione.

Particolare poi non trascurabile è che la gabbia da esposizione serve anche ad ammansire il volatile da esporre, abituandolo per tempo alla presenza umana ravvicinata ed alla manipolazione della stia. A tal fine è bene collocare le gabbie da mostra dove "allenare" i soggetti da esporre, in un luogo dell'allevamento bene in vista e di passaggio, manipolando e sollevando la gabbietta almeno un paio di volte al giorno, così da abituare il volatile in allenamento a non temere la presenza umana ravvicinata che sarà poi una condizione saliente della fase di giudizio.

Confino i canarini da esporre in gabbie da mostra, circa cinquanta giorni prima dell'esposizione, così da dare agio ad eventuali penne danneggiate, strappate al momento dell'ingabbio in allevamento, di ricrescere integre nei tempi canonici che precedono l'esposizione.

Cordialità. Francesco Chieppa


Subject: Malattia mortale

Salve,

sono Michele da Taranto, le ho già scritto altre volte in passato e le riscrivo oggi per un problema al quale non riesco a porre rimedio. Premetto che questa stagione riproduttiva era iniziata davvero alla grande, ben oltre le mie aspettative, quando all'improvviso si è manifestata una malattia che ha colpito una decina di canarini portandoli tutti a morire; si è manifestata con zampe gonfie e rosse e, solo negli ultimi due giorni prima del decesso, con inappetenza. Ho trattato i canarini con una pomata cortisonica alle zampe e con un prodotto consigliato dal mio veterinario: TETRASPIRAL, ma è stato tutto inutile. Posseggo circa settanta canarini ma quelli colpiti sono solo una decina però ogni tanto si ripresenta qualche nuovo caso ovviamente con morte del volatile. Volevo cortesemente chiederle cosa per lei possa essere, visto che ciò che dice il mio veterinario: cioè vaiolo, a me non convince tanto. Grazie per il suo aiuto.

Michele Dinoi - Taranto

R

Gentile Allevatore,

prima di formulare ipotesi diagnostiche, avete verificato con gli esami di laboratorio, se vi fossero delle cause batteriche di infezione? Solo dopo aver escluso una eziologia batterica dei decessi, e sulla scorta dei referti autoptici, potranno essere prese in considerazione altre cause.

Tuttavia, dal momento che si è affidato ad un medico veterinario, il professionista avrà valutato "de visu" il tipo di lesioni presentate dai canarini indisposti o deceduti, e questo sarà bastato per avanzare una diagnosi presuntiva.

A scanso di inutili rischi, le consiglio vivamente di vaccinare tutti gli anni i suoi uccellini con il vaccino contro il vaiolo del canarino, reperibile in farmacia. La saluto cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Cocorita indisposta

Buongiorno signor Chieppa,

Le avevo gia' scritto in merito alla mia cocorita (precisando che l'ho trovato, ce l'ho da due anni e non so quanto possa essere vecchia). Ieri sera faceva dei movimenti strani con la testa, come se gli fosse andato qualcosa per traverso; poi ha perso sempre di più le forze finché si è accasciata sul fondo della gabbietta dove è rimasta per tutta la notte. Stamattina sta un po' meglio, ma non canta e non mangia nemmeno. Non ho idea di cosa possa avere e non so se è il caso di portarla dal veterinario, però vorrei tanto che non soffrisse. Cosa posso fare?

Grazie per la Sua cortese attenzione e cordiali saluti,

Chiara - Verona

R

Gentile Lettrice,

propenderei senz'altro per una visita veterinaria da richiedere con urgenza. Ci faccia sapere.

Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Due quesiti

Qual'è la temperatura minima che un canarino puo' sopportare (avrei intenzione di tenere i miei canarini fuori durante l'inverno, sotto una veranda ben riparata dal vento e dalla pioggia)?

Perchè i miei uccelli hanno cominciato a grattarsi la testa a tal punto da far cadere le piume? Grazie.

Vittorio Genco

R

Gentile Vittorio,

i canarini non temono il freddo asciutto, quanto piuttosto l'umidità eccessiva e le posizioni ventose. Se la veranda è protetta da vetrate, non preoccuparti. Anche io allevo da anni in una veranda disposta a mezzogiorno.

Circa il secondo quesito: non è facile risponderti senza visionare i pennuti. Sei certo che non presentino infestazioni da ectoparassiti? Somministri nel grit un integratore minerale contenente anche oligoelementi ed in particolare iodio? Fornisci sette giorni al mese, per tutti i mesi dell'anno, una integrazione multivitaminica, preferibilmente nel pastoncino? Sei certo che i tuoi alati non si becchino a vicenda e non patiscano fattori di stress?

Se puoi rispondere affermativamente a tutti questi interrogativi, allora il consiglio è di fare esaminare i canarini alopecici dal veterinario, onde escludere l'esistenza di una forma di micosi. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Pappagallino ondulato

Gentile Signor Chieppa,

vorrei chiedere un suo parere circa il mio pappagallino ondulato. Qualche giorno fa mia sorella ha avuto la sfortunata idea di lavarlo con acqua e shampoo. In questi giorni ho notato che il pappagallino sta spelacchiando sulla testa. Può dipendere da questo lavaggio? Cosa posso fare per rimediare?
Confidando in una sua risposta, le invio cordiali saluti.
Nicoletta

R

Gentile Lettrice,

direi che quanto mi riferisce possa senz'altro essere ricondotto al lavaggio dello psittacide con lo shampoo ed anche in parte allo stress procurato da questa inconsueta manipolazione.

Il detersivo impiegato, avrà irritato la cute del pennuto, procurandogli circoscritte alopecie per l'azione di grattamento e sfregamento, praticata dal volatile a causa dell'inerente prurito.

Se non è passato molto tempo dal lavaggio con lo shampoo, sottoponga il pennuto ad una doccia tiepida, con l'ausilio di uno spruzzatore da giardinaggio, così da allontanare ogni residuo del sapone imprudentemente adoperato. Le zone alopeciche dovrebbero presto rimpiumare. Qualora ciò non avvenisse, ci riscriva. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Taglio delle unghie

Gentile Sig. Chieppa,

i miei canarini, che ho solo da sei-sette mesi, hanno unghie molto lunghe! Mi hanno detto che vanno tagliate ma ho molta paura a prenderli..non vorrei traumatizzarli!
come devo fare?...E poi che dovrei usare?Forbicine..come?

E poi... è vero che i pappagallini ondulati si affezionano di più e volendo si fanno prendere e accarezzare?

Grazie
Michela P.

R

Gentile Signora,

tagliare le unghie ad un uccellino è operazione molto semplice che tuttavia richiede un minimo di esperienza e determinazione. Catturato l'uccellino da contenere delicatamente nel palmo della mano semichiuso, si estenderanno le sue zampine, orientandole verso una fonte luminosa, onde illuminare le singole appendici cornee da recidere ed evitare di tagliare la sezione superiore irrorata da un vasellino ematico, scongiurando l'emorragia: evento sempre rischioso in un esserino di pochi grammi di peso.

Trattasi di una pratica un pò delicata, per cui le consiglierei la prima volta di farsi aiutare da persona esperta, eventualmente anche un medico veterinario. Una volta appresa la semplicissima tecnica, potrà poi reiterare in proprio l'intervento, allorchè si rendesse nuovamente indispensabile. L'arnese da utilizzare è una comune tronchesina tagliaunghie

Indubbiamente gli psittacidi sono uccelli d'affezione assai socievoli e confidenziali, ma non sino al punto di lasciarsi spontaneamente manipolare, se non dopo paziente e lungo addestramento. Cordialità.

Francesco Chieppa


Subject: nidiacei morti

Ho già usufruito dei suoi preziosi consigli lo scorso anno, ottenendo ottimi risultati con la nidificazione di una coppia di canarini; quest'annno però la medesima coppia mi da qualche problema: le prime due nidiate non hanno avuto molto successo, dal momento che in entrambi i casi tutti i nidiacei sono morti dal 5 al 10 giorno di vita. Non mi so spiegare il motivo visto il risultato positivo dello scorso anno, ma ho notato che negli ultimi giorni di vita dei canarini, sorgevano dei litigi o tentativi di accoppiamento tra i genitori.

Mi chiedo se sia opportuno o consigliato dividere i canarini dopo la schiusa, ed in tal caso se è sufficiente dividere la gabbia con l'apposito divisorio o se è meglio utilizzare 2 gabbie separate. Finora sono stato scettico nel dividerli, visto il grande apporto che il maschio dava lo scorso anno nel nutrire i piccoli.

Mi chiedo inoltre se la femmina sia in grado da sola di portare regolarmente a termine la nidiata.

La ringrazio per la cortese risposta e le porgo i miei saluti

Massimiliano

R

Gentile Sig. Gasparoli,

personalmente non ritengo esserci un nesso tra le normali schermaglie di coppia, che insorgono frequentemente per piccole contese territoriali o di priorità d'accesso agli alimenti, e la mortalità neonatale che denuncia. Anche gli accoppiamenti durante la cova, o subito dopo la schiusa, non costituiscono una eccezione.

Causa frequente della moria di nidiacei, può essere la Megabatteriosi del canarino, da sola o più spesso associata a Colibacillosi ed altre patologie intestinali da Enterobatteri. Come più volte ribadito, per confermare i sospetti diagnostici ed ottenere una rapida e mirata strategia terapeutica, è più che mai importante il tempestivo ricorso al medico veterinario.

La coppia in genere coopera all'allevamento della prole. Vi possono essere maschi particolarmente focosi, resi tali spesso, in ambienti con illuminazione controllata, da cicli troppo rapidi di incremento del fotoperiodo. Ricordiamo che il maschio reagisce meglio - ai fini della forma riproduttiva - ad un prolungamento delle ore di luce diurna, rispetto alla femmina, meno sensibile a questa variabile ambientale.
In casi del genere, sarà necessario dividere dalla compagna il canarino, solo durante la cova delle uova e magari, riprogrammare meglio il ciclo di luce artificiale. Non credo sia questo il suo caso.

La canarina è in grado di allevare da sola la nidiata, ma stenta a portarla a regolare svezzamento, in quanto dopo le due prime settimane di vita dei pulli, avverte lo stimolo di una nuova deposizione ed inevitabilmente trascura i novelli che, come ben saprà, si rendono totalmente indipendenti solo dopo il mese d'età. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Femmina aggressiva

Mi chiamo Roberta, e già da un paio di giorni la mia pappagallina femmina aggredisce il maschio provocandogli delle ferite su un’ala.

Cosa posso fare? Può essere una questione di aggressività da parte della femmina nel periodo della riproduzione?

Riguardo alle ferite del maschio cosa devo fare: le devo medicare o lasciare che si cicatrizzino da sole?

Roberta - Cagliari

R

Gentile Roberta,

è certa dell'identità sessuale dei suoi due uccellini? Si tratta effettivamente di una coppia?

Le ricordo che nel pappagallino ondulato il dimorfismo sessuale si rileva dal colore della cera che circonda le narici. Tendente al viola-azzurro nel maschio, bianco-marrone nella femmina.

Inoltre, i suoi uccellini sono in ambiente privo di illuminazione artificiale ed esposto a fotoperiodo naturale? Gli uccelli d'affezione soggetti al disordinato ciclo di illuminazione tipico delle nostre abitazioni, risentono di tutta una serie di squilibri di ordine fisico e comportamentale, hanno difficoltà a riprodursi e spesso sono affetti da malanni di vario genere, riconducibili allo stress da fotoperiodo inidoneo.

Verificate queste premesse essenziali, le chiedo di provare a dividere i due partner piumati per qualche tempo, mediante la griglia separatrice, riunendoli non appena avrà constatato una loro riappacificazione. Gennaio è già periodo di cove per le cocorite. Ha provato ad applicare alla gabbia la cassettina nido? Potrebbe darsi che la femmina smani per riprodursi e per questo aggredisca il maschio. Tuttavia non è facile indurre a riprodursi una coppia isolata di ondulati, poichè la specie è solita nidificare in colonia.

Circa le ferite inferte al pappagallino, va bene disinfettarle con acqua ossigenata per medicazioni, quindi cospargerle di polvere antibiotica.

Ci scriva ancora se avesse bisogno. Cordialmente. Francesco Chieppa


Subject: Ciste di una pappagallina

Da poco tempo visito il vostro sito ed accedo alla rubrica di "Uccelli". Trovo Verdi & Ardesia abbastanza interessante anche se a volte non ci sono consigli ben precisi ....Pertanto vi chiedo un aiuto per la mia pappagallina che da poco tempo ho visto che porta un'ala un po' sollevata rispetto all'altra. Ho chiesto al mio negoziante di fiducia dove a suo tempo acquistai appunto l'uccellino e mi ha riferito che in zona non c'è un medico ornitologo e che pertanto non posso fare niente. Potete essermi utili e rivolgere voi la domanda ad uno specifico medico? Vi ringrazio e attendo con ansia.

R

Gentile Lettrice,

"Verdi & Ardesia - Il Portale Italiano dell'Ornitofilia" è un sito editorialmente ancora molto giovane, pertanto evidentemente suscettibile di ulteriore implementazione di contenuti. Posso tuttavia assicurarle che gode di uno staff di redazione estremamente competente e qualificato.

La invito inoltre a leggere la rivista "Uccelli": www.uccellibis.com

In relazione al quesito che mi pone, noi non possiamo fare da tramite presso un medico veterinario. Perchè non ha postato nella sezione "Veterinaria" del sito che menziona, seguita da ben due medici veterinari e da me laureando?

Perchè scrive di cisti? E' una sua ipotesi estemporanea o nota una tumefazione sotto l'ala?

Da quanto ci descrive deduco che potrebbe non essere accaduto nulla di grave alla sua pappagallina. Probabilmente avrà accusato una contusione, dimenandosi e sbattendo nella gabbia. Lasci trascorrere qualche giorno e dovrebbe tornare tutto a posto. In caso ciò non avvenisse, ci faccia sapere da dove scrive e vedremo di indirizzarla ad un veterinario della sua zona. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Alopecia

Gent.mo Signor Chieppa,

mi chiamo Francesco e le scrivo da Ginosa (TA), sono un abbonato alla rivista Uccelli e conoscendo la sua competenza e disponibilità ho deciso di scriverle per un problema ad un Diamante di Gould ancestrale del mio allevamento, sperando che le foto possano esserle di aiuto.
Da circa 15/20 giorni ho notato che tale soggetto intorno alla zona degli occhi presenta un colore più sbiadito del classico rosso e che oggi tale problema interessa circa la metà del capo. Le piume non ci sono più e si vede la pelle della testa. Il soggetto è meno vispo del solito ed è stato questo suo atteggiamento diverso a farmi rendere conto che qualcosa non andava. E' l'unico soggetto su 10 coppie di adulti ed una quarantina di novelli ad avere questo problema e la femmina che con lui sta covando le uova, non mostra ancora nessun sintomo della "malattia". Non so come comportarmi...Se isolarlo in altro ambiente..O se invece è possibile usare qualche farmaco. Resto in attesa di un suo consiglio ringraziandola
anticipatamente per la risposta.

Francesco Dalconzo - Ginosa (Ta)

R

Il problema delle deplumazioni alopeciche sembra essere tipico dei Diamanti di Gould. Recentemente ne parlavo proprio con alcuni allevatori della specie. Responsabile del fenomeno sarebbe una carenza di iodio che comporterebbe uno stato di ipotiroidismo responsabile di alopecie a carico in particolare della regione della testa.

Nel suo caso tuttavia lascia perplessi che ad essere investito dalla presunta patologia carenziale sia un unico riproduttore. E' sicuro che non venga deplumato dalla compagna? Provi ad isolarlo, somministrandogli un complesso minerale contenente anche l'oligoelemento iodio ed altro multivitaminico. Qualora non migliorasse, lo faccia visitare da un medico veterinario, poichè infezioni micotiche e batteriche possono cagionare dermatiti con caduta delle piume.

Ci tenga al corrente degli sviluppi. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Quali accoppiamenti?

Carissimo Francesco,

volevo sapere quando può alcune semplici domande. Io da un paio di anni mi sono avvicinato ad allevare dei canarini e ora
ne posseggo tre di cui 2 femmine e 1 maschio; una femmina sarà un incrocio tra un verdone e un giallo, perchè è pezzata
giallo-verde l'altra femmina comperata da poco è bianca dominante, ed il maschio è un verdone. visto che vorrei farli accoppiare quali canarini devo comprare?
Come posso fare per creare il satinè bianco recessivo? e se accoppio il verdone con il bianco cosa esce fuori?
la ringrazio anticipatamente per la sua attenzione, gentilezza e cortesia. Distinti saluti da

Salvatore

R

Gentile Lettore,

immagino che nel testo della sua missiva lei intenda per "verdone" il canarino nero giallo ( verde).

Ciò premesso, circa gli accoppiamenti più idonei da realizzare dipende dai risultati che si propone. Se l'unica finalità è riprodurre solo per diletto e non selezionare, allora accoppi secondo il suo istintivo ed immediato
senso estetico.

Viceversa se intende avviare la selezione di ceppi di ben precise varietà e tipi, sappia che i canarini pezzati sono meticci con i quali non è possibile fare selezione. I lipocromici ( canarini a piumaggio chiaro ) vanno accoppiati ad altri lipocromici ed i melaninici ( canarini a piumaggio scuro recante un disegno ) a melaninici.

Ciò premesso, potrà unire il bianco dominante ad un giallo, avorio, o bianco recessivo. Il verde andrà unito ad altro canarino verde ( nero giallo ), ardesia ( nero bianco ) ed anche oliva ( nero giallo avorio ).

Per avviare la selezione di canarini di colore Satinè argento ( bianco recessivo ), deve acquistare dei Satinè bianco recessivo, o portatori di bianco recessivo. Saluti.

Francesco Chieppa


Subject: Consiglio urgente sulla sistemazione di varie specie ornitiche

Avrei bisogno di un consiglio:

sono un appassionato di uccelli di piccola taglia ed ho delle volierette, precisamente:

3 voliere 2,00 m. x 2,00 x h. 2,00 m.

1 voliera 1,50 m. x 2,50 x h. 1,75 m.

E avrei i seguenti uccelli da alloggiarvi:

20 Bengalini

10 Passeri del Giappone

6 Diamanti di Gould

6 Diamanti Coda Lunga

6 Diamanti Bavetta

4 Canarini Comuni

2 Canarini del Mozambico

6 Tortore Cinesi

2 Tortore Americane

2 Tortore Tailandesi

2 Parrocchetti dal Collare

6 Inseparabili

10 Pappagallini Ondulati

Li ho alloggiati tenendo conto delle loro caratteristiche fisiche e caratteriali, ma non sono soddisfatto del risultato e quindi lo chiedo a chiunque mi possa dare consigli utili. Grazie.

Miki

R

Gentile Ornitofilo,

quando scrive di non essere soddisfatto dell'assortimento di specie ornitiche distribuite nelle sue voliere, si riferisce agli esiti riproduttivi?

Abbiamo più volte sottolineato in questa rubrica che la riproduzione in colonia di specie di uccelli, a maggior ragione se diverse, non rappresenta una soluzione particolarmente felice.

In gruppo gli alati finiscono per disturbarsi a vicenda, contendere in dispendiose dispute, scambiarsi i partner, distraendo così energie vitali da cova e cura dei pullus.

I Serinus sono specie dal comportamento fortemente territoriale che mal si adattano a condizioni di convivenza in spazi limitati, durante la fase riproduttiva. Gli Estrildidi invece sono soliti deporre casualmente in qualsiasi nido capiti loro a tiro, scambiandoseli.

Dunque la strategia di collocare in voliera i pennuti, se può considerarsi adeguata per i riproduttori in fase di riposo autunno-invernale ed i novelli appena svezzati, non è assolutamente conveniente durante la stagione riproduttiva.

Unica eccezione è costituita dal Pappagallino ondulato, uso nei territori di origine a nidificare in colonia. Tuttavia anche per il grazioso psittacide la riproduzione, suddiviso per coppie disposte in gabbie da cova contigue, si rivela tanto più produttiva.

Spero di aver correttamente interpretato il senso del suo quesito. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Canarino indisposto

Salve, buon inizio anno,
sono un ornitofilo di Novi Ligure ( Al ) e allevo canarini di colore e come lei sa i problemi di mantenimento e salute ci sono sempre ed è per questo che le scrivo. Ho un soggetto che manifesta sintomi di malessere da circa un mese: dimagrimento, si nutre solo di pastone e come sintomo ha il gozzo pieno d' aria che sembra un palloncino, che cosa posso fare?
La ringrazio per una eventuale risposta. Cordiali saluti


Ottavio Taverna - Novi Ligure ( Al )

R

Gentile Lettore,

le ricambio gli auguri di buon anno! Il gozzo degli uccelli ( ingluvie ) è una dilatazione dell'esofago, dove il cibo staziona e viene inumidito, prima di defluire nel tratto esofageo distale e nel proventricolo ( stomaco ghiandolare degli uccelli ). Il gozzo non assolve a vera e propria funzione digestiva, sebbene al suo interno venga avviato il processo biochimico di demolizione enzimatica degli amidi, ad opera di amilasi salivari.

Ciò premesso, l'ingluvie può essere sede di processi patologici di varia natura: batterici, micotici, parassitari; presenza di corpi estranei, neoplasie, atonia accompagnata a stasi.

Ma ciò che lei osserva come un palloncino ripieno di aria, potrebbe non essere il gozzo ma una raccolta sottocutanea di gas, a causa della lesione di un sacco aereo.

Quindi ritengo che si renda necessaria con urgenza una visita del suo pennuto, da parte di un medico veterinario esperto. Cordialità.

Francesco Chieppa


Subject: Sabbia anti-coccidiosi

Egregio Chieppa,

una famosa azienda ornitologica, possiede tra i suoi articoli una sabbia per i fondi delle gabbie che ha la caratteristica di distruggere i coccidi eventualmente presenti nelle feci. Lei cosa ne pensa? E' efficace? Ma soprattutto è innoffensiva per i canarini? Grazie.

Alberto Amori

R

Gentile Lettore,

per poter esprimere un nostro modesto parere su quanto ci chiede, sarebbe stato opportuno poter conoscere il principio attivo anticoccidico che l'azienda produttrice del prodotto che menziona, unisce alla sabbia. Provi a chiedere a loro e ci faccia sapere.

Cordialmente.

Francesco Chieppa