Subject: I miei canarini litigano
Egregio Chieppa,
ho acquistato due canarini in un negozio di Milano: sono un maschio giallo con
delle macchie nere-marroni ed una femmina arancione che vivevano nella stessa
gabbia al negozio assieme ad altri canarini.
Li ho messi in una gabbia piuttosto grande, ma dopo 2-3 giorni di convivenza
hanno iniziato a litigare; mi sembra che sia sempre la femmina ad aggredire
il maschio, scatenando delle mini risse che terminano velocemente così
come sono iniziate. Al termine del litigio si mettono tranquillamente a mangiare
fino al prossimo....battibecco.
Cosa devo fare? Si abitueranno col tempo l'uno all'altra? Saranno realmente
maschio e femmina?
Restando in attesa di una Sua risposta, anticipatamente ringrazio.
Manuela Mohr - Milano
R
Gentile Signora,
mi pone un quesito al quale non posso efficacemente rispondere a distanza: se
la coppia di canarini che ha acquistato sia effettivamente tale! Tenga presente
che il sessaggio del canarino di questi tempi è operazione abbastanza
agevole, a causa delle differenze anatomiche della cloaca nei due sessi, ormai
sufficientemente adulti e sviluppati. Dunque, se chi le ha ceduto i volatili
è persona veramente esperta, non dovrebbe aver sbagliato e la coppia
sarà stata assortita correttamente. In caso contrario, potrebbe anche
non trattarsi di maschio e femmina. Consideri tuttavia che il canarino di sesso
maschile emette un canto particolarmente elaborato e modulato. Viceversa la
femmina si limita a semplici, insignificanti "cip".
La litigiosità emerge sovente anche tra soggetti di sesso diverso ed
è spesso scatenata dalla competizione per il consumo di alimenti particolarmente
graditi, o lo stazionamento in un sito egemone della stia.
Per il momento provveda a dividere i due partner piumati ed osservi se il presunto
maschio canti. Più in là, provvederà a riunire la coppia
in epoca adeguata alla fase riproduttiva ( mese di marzo ). Cordialmente.
Francesco Chieppa
Salve Sig. Chieppa,
mi hanno da poco regalato un canarino trovato in un giardino e vorrei sapere
la razza: presenta occhi rossi è giallo mosico ma più soffuso
del soggetto della foto. La testa è colorata con una striscia che gli
parte da una guangia all'altra e gli passa sopra gli occhi e, sotto il becco
ha una poco evidente " barbetta gialla ". Questo è tutto quello
che le so dire. Spero che riesca ad aiutarmi presto.
Fabrizio Vatta
R
Da quanto mi descrive e dalla foto che mi allega che, presumo riprodurre la
tipologia di canarino in suo possesso, direi trattarsi di un Canarino di colore
giallo mosaico ad occhio rosso. L'accoppiamento ideale è con altro giallo
mosaico, portatore di occhio rosso.
Se accoppiasse invece il suo mosaico occhio rosso ad altro mosaico ad occhio
normale, otterrebbe tutti soggetti ad occhio normale, portatori di occhio rosso.
Cordialmente.
Francesco Chieppa
Egregio Sig. Chieppa,
mi chiamo Ferdinando Setola ed e' la prima volta che le scrivo.Vengo subito
al punto; da circa un mese ho notato alcuni cardellini, per la precisione 4,
che sembravano impallati; ad una prima visita ho notato che presentavano pancia
rossa e gonfia e 1 dei 4 cardellini aveva solo una macchia di un rosso molto
intenso sul lato destro della pancia. Allora ho preso 4 campioni di feci ( uno
per ogni soggetto) e sono andato ad un laboratorio veterinario per effettuare
le analisi delle feci, ma con mia grossa sorpresa il dottore mi ha detto che
nelle feci non era presente nulla e che i risultati erano negativi. Questi risultati
mi hanno un po' spiazzato in quanto pensavo che fosse coccidiosi. Per adesso
ho provveduto ad isolare i soggetti mettendoli ogni uno in una propria gabbia
e fornisco loro un'alimentazione molto leggera integrata con semi di chia. Io
non sono un dottore, ma ho pensato che sia un'ingrossamento del fegato dovuto
all'alimentazione, e gli sto somministrando nell'acqua da bere del legalon sciroppo.Come
posso fare per vedere se i miei cardellini hanno effettivamente il fegato ingrossato
o sono affetti da un'altra patologia? la terapia con il legalon sciroppo puo'
andare? La ringrazio anticipatamente e le auguro buone feste.
Ferdinando Setola
R
Gentile Ferdinando,
anche io non sono ancora un "dottore", come scrive lei. Più
che il nome commerciale del farmaco, sarebbe interessante conoscere i principi
attivi contenuti. Ma per caso è un epatoprotettore per uso umano? I farmaci
cosiddetti epatoprotettori sono in realtà dei blandi palliativi, che
possono portare qualche piccolo giovamento ma nulla più.
Ciò premesso, lei mi descrive il quadro clinico di una infiammazione
intestinale. Se è certo di poter escludere cause parassitarie e batteriche,
allora l'indisposizione dei suoi cardellini va ricercata nel regime di mantenimento.
E' sicuro di fornire ai suoi uccellini una miscela di semi sempre fresca, pulita
e priva di contaminazioni fungine? Per caso somministra semi cosiddetti "condizionatori"
o "della salute"? Se sì, sappia che spesso costituiscono un
alimento inidoneo, in quanto assortito con partite di semi vecchie e polverose.
Usa pastoncini all'uovo grassati con lipidi di dubbia origine ed in proporzione
eccessiva? L'ambiente d'allevamento è particolarmente umido? Tratta i
volatili con farmaci chemioantibiotici a scopo profilattico?
Esamini dunque molto attentamente la tecnica di conduzione del suo allevamento
e sono certo che le ragioni della cattiva forma fisica dei suoi cardellini,
potranno emergere da questa ricerca. Ripetere comunque l'esame delle feci, servendosi
di deiezioni fresche ed appena emesse, potrebbe essere utile. Parimenti le consiglierei
di integrare l'eventuale pastoncino d'allevamento, con un prodotto probiotico
a base di lieviti e lattobacilli, al fine di normalizzare la flora intestinale.
Se vorrà scriverci ancora, restiamo a sua disposizione. Saluti.
Francesco Chieppa
Ciao Francesco, prima di tutto BUON ANNO!
Non so se ti ricordi di me ma ti ho scritto già molte volte sia in privato
che sul forum di Verdi e Ardesia, una volta ho partecipato ad una chat in cui
c'era anche Diego Crovace. Ormai con la laurea vicino navigo in internet praticamente
solo per quello, ma anche se con poco tempo a disposizione leggo sempre volentieri
i post del forum. Prima di chiederti un consiglio volevo farti i complimenti
per il nuovo sito; ottimo, sia nei contenuti (vari e articolati) che nella sua
veste grafica. Non è facile creare un sito di ornitologia che vada bene
per l'allevatore esperto e per i novizi.
Dopo questo doveroso preambolo vengo al punto: tempo fa sul forum ti chiesi
che cosa ne pensavi del fatto di abituare i canarini per tempo alla gabbia da
mostra, e tu mi dicesti che ne avevi acquistato da poco una decina e che ti
trovavi bene. Ora a distanza di tempo ti volevo chiedere in base alle tue esperienze
se la tua idea è sempre le stessa, e qual' è la tua procedura
di preparazione dei soggetti ( tempi di permanenza, eventuali stress evidenziati
ecc.ecc.).
Ti chiedo ciò perchè stò pensando seriamente di acquistare
un certo numero di tali gabbie o, al limite, di costruirmele da me. Il punto
è che molti allevatori ritengono superflua questa procedura, dato che
il canarino di colore non deve assumere posizioni di lavoro come altre razze,
ma io ritengo che abituare i nostri soggetti a queste gabbiette sia vantaggioso
per noi, in quanto si presenteranno (salvo inconvenienti) sul tavolo del giudice
calmi e tranquilli, e per loro, in quanto diminuirà lo stress (anche
se alcuni come il Prof. De Baseggio ritengono che i volatili non dovrebbero
rimanervi per più di due ore causa scondizionamenti).
Inoltre sulla scheda di partecipazione ai mondiali di quest'anno ho letto che
si dovrebbe certificare che i soggetti sono stati preventivamente abituati alla
gabbia regolamentare da almeno quattro settimane!
A tutto ciò si aggiunge il fatto che non vi è uniformità,
infatti ci sono in circolazione almeno quattro gabbie da mostra e cioè:
quella simile alle comuni gabbie da cova (30x20 cm); quella con pareti laterali
e "sfondo" in lamierino metallico; quelle con solo lo Sfondo in lamierino
e il resto con le normali sbarrette; quelle C.O.M. in legno smaltato.
Scusandomi per essermi eccessivamente dilungato, ti saluto non prima però
di averti fatto i complimenti per i risultati ottenuti a Reggio Emilia e ai
Campionati Italiani, e i migliori auguri per il mondiale che ormai è
alle porte.
Saluti
GERARDO CICCOTTI
R
Ciao Gerardo,
doppi auguroni anche a te, per il nuovo anno e per la tua imminente laurea! Grazie per i complimenti.
Io utilizzo da due anni a questa parte le gabbie da esposizione, per abituare i miei soggetti alle condizioni che si troveranno a fronteggiare in mostra, devo dire con buoni risultati. Non è importante tanto dimensione e tipologia della gabbietta singola, quanto la disposizione ravvicinata dei posatoi, così da dare agio all'uccellino di assumere un portamento equilibrato e bilanciato, saltando da una bacchetta all'altra per uno spazio esiguo.
Nelle comuni gabbie e voliere di allevamento, i nostri volatili sono infatti abituati a spostamenti ben più ampi e se fossero confinati in gabbiette da esposizione solo al momento dell'ingabbio in mostra, resterebbero disorientati ed assumerebbero posture non proprio ideali ed armoniose in fase di giudizio, quando anche per i canarini di colore esistono sulla scheda di valutazione voci come: "portamento - impressioni".
Inoltre si ha la necessità di isolare i soggetti da esporre, al fine di curare con sufficiente anticipo l'integrità del piumaggio dei piccoli sfidanti alati, notoriamente a rischio di beccate e danneggiamenti, da parte di altri conspecifici conviventi. Da quanto ho avuto modo di esporti, non è detto che per l'isolamento pre-mostra si debbano usare assolutamente delle gabbiette regolamentari da esposizione. Basta una piccola gabbia da cova, con l'accortezza di dotarla di due soli posatoi centrali, posti allo stesso livello di altezza ed assai ravvicinati, in modo da dare agio al nostro campioncino di abituarsi al tipo di spostamenti consentiti dalle gabbie da esposizione.
Non ho notato l'insorgenza di particolari forme stress nei canarini confinati in gabbie da concorso, anzi! Lo stress è frequentemente scatenato da interazioni gerarchiche di territorialismo ed è tipico dei gruppi posti in coabitazione.
Particolare poi non trascurabile è che la gabbia da esposizione serve anche ad ammansire il volatile da esporre, abituandolo per tempo alla presenza umana ravvicinata ed alla manipolazione della stia. A tal fine è bene collocare le gabbie da mostra dove "allenare" i soggetti da esporre, in un luogo dell'allevamento bene in vista e di passaggio, manipolando e sollevando la gabbietta almeno un paio di volte al giorno, così da abituare il volatile in allenamento a non temere la presenza umana ravvicinata che sarà poi una condizione saliente della fase di giudizio.
Confino i canarini da esporre in gabbie da mostra, circa cinquanta giorni prima dell'esposizione, così da dare agio ad eventuali penne danneggiate, strappate al momento dell'ingabbio in allevamento, di ricrescere integre nei tempi canonici che precedono l'esposizione.
Cordialità. Francesco Chieppa
Salve,
sono Michele da Taranto, le ho già scritto altre volte in passato e le riscrivo oggi per un problema al quale non riesco a porre rimedio. Premetto che questa stagione riproduttiva era iniziata davvero alla grande, ben oltre le mie aspettative, quando all'improvviso si è manifestata una malattia che ha colpito una decina di canarini portandoli tutti a morire; si è manifestata con zampe gonfie e rosse e, solo negli ultimi due giorni prima del decesso, con inappetenza. Ho trattato i canarini con una pomata cortisonica alle zampe e con un prodotto consigliato dal mio veterinario: TETRASPIRAL, ma è stato tutto inutile. Posseggo circa settanta canarini ma quelli colpiti sono solo una decina però ogni tanto si ripresenta qualche nuovo caso ovviamente con morte del volatile. Volevo cortesemente chiederle cosa per lei possa essere, visto che ciò che dice il mio veterinario: cioè vaiolo, a me non convince tanto. Grazie per il suo aiuto.
Michele Dinoi - Taranto
R
Gentile Allevatore,
prima di formulare ipotesi diagnostiche, avete verificato con gli esami di laboratorio, se vi fossero delle cause batteriche di infezione? Solo dopo aver escluso una eziologia batterica dei decessi, e sulla scorta dei referti autoptici, potranno essere prese in considerazione altre cause.
Tuttavia, dal momento che si è affidato ad un medico veterinario, il professionista avrà valutato "de visu" il tipo di lesioni presentate dai canarini indisposti o deceduti, e questo sarà bastato per avanzare una diagnosi presuntiva.
A scanso di inutili rischi, le consiglio vivamente di vaccinare tutti gli anni i suoi uccellini con il vaccino contro il vaiolo del canarino, reperibile in farmacia. La saluto cordialmente.
Francesco Chieppa
Buongiorno signor Chieppa,
Le avevo gia' scritto in merito alla mia cocorita (precisando che l'ho trovato,
ce l'ho da due anni e non so quanto possa essere vecchia). Ieri sera faceva
dei movimenti strani con la testa, come se gli fosse andato qualcosa per traverso;
poi ha perso sempre di più le forze finché si è accasciata
sul fondo della gabbietta dove è rimasta per tutta la notte. Stamattina
sta un po' meglio, ma non canta e non mangia nemmeno. Non ho idea di cosa possa
avere e non so se è il caso di portarla dal veterinario, però
vorrei tanto che non soffrisse. Cosa posso fare?
Grazie per la Sua cortese attenzione e cordiali saluti,
Chiara - Verona
R
Gentile Lettrice,
propenderei senz'altro per una visita veterinaria da richiedere con urgenza.
Ci faccia sapere.
Cordialmente.
Francesco Chieppa
Qual'è la temperatura minima che un canarino puo' sopportare (avrei
intenzione di tenere i miei canarini fuori durante l'inverno, sotto una veranda
ben riparata dal vento e dalla pioggia)?
Perchè i miei uccelli hanno cominciato a grattarsi la testa a tal punto
da far cadere le piume? Grazie.
Vittorio Genco
R
Gentile Vittorio,
i canarini non temono il freddo asciutto, quanto piuttosto l'umidità
eccessiva e le posizioni ventose. Se la veranda è protetta da vetrate,
non preoccuparti. Anche io allevo da anni in una veranda disposta a mezzogiorno.
Circa il secondo quesito: non è facile risponderti senza visionare i
pennuti. Sei certo che non presentino infestazioni da ectoparassiti? Somministri
nel grit un integratore minerale contenente anche oligoelementi ed in particolare
iodio? Fornisci sette giorni al mese, per tutti i mesi dell'anno, una integrazione
multivitaminica, preferibilmente nel pastoncino? Sei certo che i tuoi alati
non si becchino a vicenda e non patiscano fattori di stress?
Se puoi rispondere affermativamente a tutti questi interrogativi, allora il
consiglio è di fare esaminare i canarini alopecici dal veterinario, onde
escludere l'esistenza di una forma di micosi. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Pappagallino ondulato
Gentile Signor Chieppa,
vorrei chiedere un suo parere circa il mio pappagallino ondulato. Qualche giorno
fa mia sorella ha avuto la sfortunata idea di lavarlo con acqua e shampoo. In
questi giorni ho notato che il pappagallino sta spelacchiando sulla testa. Può
dipendere da questo lavaggio? Cosa posso fare per rimediare?
Confidando in una sua risposta, le invio cordiali saluti.
Nicoletta
R
Gentile Lettrice,
direi che quanto mi riferisce possa senz'altro essere ricondotto al lavaggio
dello psittacide con lo shampoo ed anche in parte allo stress procurato da questa
inconsueta manipolazione.
Il detersivo impiegato, avrà irritato la cute del pennuto, procurandogli
circoscritte alopecie per l'azione di grattamento e sfregamento, praticata dal
volatile a causa dell'inerente prurito.
Se non è passato molto tempo dal lavaggio con lo shampoo, sottoponga
il pennuto ad una doccia tiepida, con l'ausilio di uno spruzzatore da giardinaggio,
così da allontanare ogni residuo del sapone imprudentemente adoperato.
Le zone alopeciche dovrebbero presto rimpiumare. Qualora ciò non avvenisse,
ci riscriva. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Gentile Sig. Chieppa,
i miei canarini, che ho solo da sei-sette mesi, hanno unghie molto lunghe! Mi
hanno detto che vanno tagliate ma ho molta paura a prenderli..non vorrei traumatizzarli!
come devo fare?...E poi che dovrei usare?Forbicine..come?
E poi... è vero che i pappagallini ondulati si affezionano di più
e volendo si fanno prendere e accarezzare?
Grazie
Michela P.
R
Gentile Signora,
tagliare le unghie ad un uccellino è operazione molto semplice che tuttavia
richiede un minimo di esperienza e determinazione. Catturato l'uccellino da
contenere delicatamente nel palmo della mano semichiuso, si estenderanno le
sue zampine, orientandole verso una fonte luminosa, onde illuminare le singole
appendici cornee da recidere ed evitare di tagliare la sezione superiore irrorata
da un vasellino ematico, scongiurando l'emorragia: evento sempre rischioso in
un esserino di pochi grammi di peso.
Trattasi di una pratica un pò delicata, per cui le consiglierei la prima
volta di farsi aiutare da persona esperta, eventualmente anche un medico veterinario.
Una volta appresa la semplicissima tecnica, potrà poi reiterare in proprio
l'intervento, allorchè si rendesse nuovamente indispensabile. L'arnese
da utilizzare è una comune tronchesina tagliaunghie
Indubbiamente gli psittacidi sono uccelli d'affezione assai socievoli e confidenziali,
ma non sino al punto di lasciarsi spontaneamente manipolare, se non dopo paziente
e lungo addestramento. Cordialità.
Francesco Chieppa
Ho già usufruito dei suoi preziosi consigli lo scorso anno, ottenendo ottimi risultati con la nidificazione di una coppia di canarini; quest'annno però la medesima coppia mi da qualche problema: le prime due nidiate non hanno avuto molto successo, dal momento che in entrambi i casi tutti i nidiacei sono morti dal 5 al 10 giorno di vita. Non mi so spiegare il motivo visto il risultato positivo dello scorso anno, ma ho notato che negli ultimi giorni di vita dei canarini, sorgevano dei litigi o tentativi di accoppiamento tra i genitori.
Mi chiedo se sia opportuno o consigliato dividere i canarini dopo la schiusa, ed in tal caso se è sufficiente dividere la gabbia con l'apposito divisorio o se è meglio utilizzare 2 gabbie separate. Finora sono stato scettico nel dividerli, visto il grande apporto che il maschio dava lo scorso anno nel nutrire i piccoli.
Mi chiedo inoltre se la femmina sia in grado da sola di portare regolarmente
a termine la nidiata.
La ringrazio per la cortese risposta e le porgo i miei saluti
Massimiliano
R
Gentile Sig. Gasparoli,
personalmente non ritengo esserci un nesso tra le normali schermaglie di coppia, che insorgono frequentemente per piccole contese territoriali o di priorità d'accesso agli alimenti, e la mortalità neonatale che denuncia. Anche gli accoppiamenti durante la cova, o subito dopo la schiusa, non costituiscono una eccezione.
Causa frequente della moria di nidiacei, può essere la Megabatteriosi del canarino, da sola o più spesso associata a Colibacillosi ed altre patologie intestinali da Enterobatteri. Come più volte ribadito, per confermare i sospetti diagnostici ed ottenere una rapida e mirata strategia terapeutica, è più che mai importante il tempestivo ricorso al medico veterinario.
La coppia in genere coopera all'allevamento della prole. Vi possono essere
maschi particolarmente focosi, resi tali spesso, in ambienti con illuminazione
controllata, da cicli troppo rapidi di incremento del fotoperiodo. Ricordiamo
che il maschio reagisce meglio - ai fini della forma riproduttiva - ad un prolungamento
delle ore di luce diurna, rispetto alla femmina, meno sensibile a questa variabile
ambientale.
In casi del genere, sarà necessario dividere dalla compagna il canarino,
solo durante la cova delle uova e magari, riprogrammare meglio il ciclo di luce
artificiale. Non credo sia questo il suo caso.
La canarina è in grado di allevare da sola la nidiata, ma stenta a portarla a regolare svezzamento, in quanto dopo le due prime settimane di vita dei pulli, avverte lo stimolo di una nuova deposizione ed inevitabilmente trascura i novelli che, come ben saprà, si rendono totalmente indipendenti solo dopo il mese d'età. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Mi chiamo Roberta, e già da un paio di giorni la mia pappagallina femmina aggredisce il maschio provocandogli delle ferite su un’ala.
Cosa posso fare? Può essere una questione di aggressività da parte della femmina nel periodo della riproduzione?
Riguardo alle ferite del maschio cosa devo fare: le devo medicare o lasciare che si cicatrizzino da sole?
Roberta - Cagliari
R
Gentile Roberta,
è certa dell'identità sessuale dei suoi due uccellini? Si tratta effettivamente di una coppia?
Le ricordo che nel pappagallino ondulato il dimorfismo sessuale si rileva dal colore della cera che circonda le narici. Tendente al viola-azzurro nel maschio, bianco-marrone nella femmina.
Inoltre, i suoi uccellini sono in ambiente privo di illuminazione artificiale ed esposto a fotoperiodo naturale? Gli uccelli d'affezione soggetti al disordinato ciclo di illuminazione tipico delle nostre abitazioni, risentono di tutta una serie di squilibri di ordine fisico e comportamentale, hanno difficoltà a riprodursi e spesso sono affetti da malanni di vario genere, riconducibili allo stress da fotoperiodo inidoneo.
Verificate queste premesse essenziali, le chiedo di provare a dividere i due partner piumati per qualche tempo, mediante la griglia separatrice, riunendoli non appena avrà constatato una loro riappacificazione. Gennaio è già periodo di cove per le cocorite. Ha provato ad applicare alla gabbia la cassettina nido? Potrebbe darsi che la femmina smani per riprodursi e per questo aggredisca il maschio. Tuttavia non è facile indurre a riprodursi una coppia isolata di ondulati, poichè la specie è solita nidificare in colonia.
Circa le ferite inferte al pappagallino, va bene disinfettarle con acqua ossigenata per medicazioni, quindi cospargerle di polvere antibiotica.
Ci scriva ancora se avesse bisogno. Cordialmente. Francesco Chieppa
Subject: Ciste di una pappagallina
Da poco tempo visito il vostro sito ed accedo alla rubrica di "Uccelli".
Trovo Verdi & Ardesia abbastanza interessante anche se a volte non ci sono
consigli ben precisi ....Pertanto vi chiedo un aiuto per la mia pappagallina
che da poco tempo ho visto che porta un'ala un po' sollevata rispetto all'altra.
Ho chiesto al mio negoziante di fiducia dove a suo tempo acquistai appunto l'uccellino
e mi ha riferito che in zona non c'è un medico ornitologo e che pertanto
non posso fare niente. Potete essermi utili e rivolgere voi la domanda ad uno
specifico medico? Vi ringrazio e attendo con ansia.
R
Gentile Lettrice,
"Verdi & Ardesia - Il Portale Italiano dell'Ornitofilia" è
un sito editorialmente ancora molto giovane, pertanto evidentemente suscettibile
di ulteriore implementazione di contenuti. Posso tuttavia assicurarle che gode
di uno staff di redazione estremamente competente e qualificato.
La invito inoltre a leggere la rivista "Uccelli": www.uccellibis.com
In relazione al quesito che mi pone, noi non possiamo fare da tramite presso
un medico veterinario. Perchè non ha postato nella sezione "Veterinaria"
del sito che menziona, seguita da ben due medici veterinari e da me laureando?
Perchè scrive di cisti? E' una sua ipotesi estemporanea o nota una tumefazione
sotto l'ala?
Da quanto ci descrive deduco che potrebbe non essere accaduto nulla di grave
alla sua pappagallina. Probabilmente avrà accusato una contusione, dimenandosi
e sbattendo nella gabbia. Lasci trascorrere qualche giorno e dovrebbe tornare
tutto a posto. In caso ciò non avvenisse, ci faccia sapere da dove scrive
e vedremo di indirizzarla ad un veterinario della sua zona. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Gent.mo Signor Chieppa,
mi chiamo Francesco e le scrivo da Ginosa (TA), sono un abbonato alla rivista
Uccelli e conoscendo la sua competenza e disponibilità ho deciso di scriverle
per un problema ad un Diamante di Gould ancestrale del mio allevamento, sperando
che le foto possano esserle di aiuto.
Da circa 15/20 giorni ho notato che tale soggetto intorno alla zona degli occhi
presenta un colore più sbiadito del classico rosso e che oggi tale problema
interessa circa la metà del capo. Le piume non ci sono più e si
vede la pelle della testa. Il soggetto è meno vispo del solito ed è
stato questo suo atteggiamento diverso a farmi rendere conto che qualcosa non
andava. E' l'unico soggetto su 10 coppie di adulti ed una quarantina di novelli
ad avere questo problema e la femmina che con lui sta covando le uova, non mostra
ancora nessun sintomo della "malattia". Non so come comportarmi...Se
isolarlo in altro ambiente..O se invece è possibile usare qualche farmaco.
Resto in attesa di un suo consiglio ringraziandola
anticipatamente per la risposta.
Francesco Dalconzo - Ginosa (Ta)
R
Il problema delle deplumazioni alopeciche sembra essere tipico dei Diamanti di Gould. Recentemente ne parlavo proprio con alcuni allevatori della specie. Responsabile del fenomeno sarebbe una carenza di iodio che comporterebbe uno stato di ipotiroidismo responsabile di alopecie a carico in particolare della regione della testa.
Nel suo caso tuttavia lascia perplessi che ad essere investito dalla presunta patologia carenziale sia un unico riproduttore. E' sicuro che non venga deplumato dalla compagna? Provi ad isolarlo, somministrandogli un complesso minerale contenente anche l'oligoelemento iodio ed altro multivitaminico. Qualora non migliorasse, lo faccia visitare da un medico veterinario, poichè infezioni micotiche e batteriche possono cagionare dermatiti con caduta delle piume.
Ci tenga al corrente degli sviluppi. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Carissimo Francesco,
volevo sapere quando può alcune semplici domande. Io da un paio di anni
mi sono avvicinato ad allevare dei canarini e ora
ne posseggo tre di cui 2 femmine e 1 maschio; una femmina sarà un incrocio
tra un verdone e un giallo, perchè è pezzata
giallo-verde l'altra femmina comperata da poco è bianca dominante, ed
il maschio è un verdone. visto che vorrei farli accoppiare quali canarini
devo comprare?
Come posso fare per creare il satinè bianco recessivo? e se accoppio
il verdone con il bianco cosa esce fuori?
la ringrazio anticipatamente per la sua attenzione, gentilezza e cortesia. Distinti
saluti da
Salvatore
R
Gentile Lettore,
immagino che nel testo della sua missiva lei intenda per "verdone" il canarino nero giallo ( verde).
Ciò premesso, circa gli accoppiamenti più idonei da realizzare
dipende dai risultati che si propone. Se l'unica finalità è riprodurre
solo per diletto e non selezionare, allora accoppi secondo il suo istintivo
ed immediato
senso estetico.
Viceversa se intende avviare la selezione di ceppi di ben precise varietà e tipi, sappia che i canarini pezzati sono meticci con i quali non è possibile fare selezione. I lipocromici ( canarini a piumaggio chiaro ) vanno accoppiati ad altri lipocromici ed i melaninici ( canarini a piumaggio scuro recante un disegno ) a melaninici.
Ciò premesso, potrà unire il bianco dominante ad un giallo, avorio, o bianco recessivo. Il verde andrà unito ad altro canarino verde ( nero giallo ), ardesia ( nero bianco ) ed anche oliva ( nero giallo avorio ).
Per avviare la selezione di canarini di colore Satinè argento ( bianco recessivo ), deve acquistare dei Satinè bianco recessivo, o portatori di bianco recessivo. Saluti.
Francesco Chieppa
Subject: Consiglio urgente sulla sistemazione di varie specie ornitiche
Avrei bisogno di un consiglio:
sono un appassionato di uccelli di piccola taglia ed ho delle volierette, precisamente:
3 voliere 2,00 m. x 2,00 x h. 2,00 m.
1 voliera 1,50 m. x 2,50 x h. 1,75 m.
E avrei i seguenti uccelli da alloggiarvi:
20 Bengalini
10 Passeri del Giappone
6 Diamanti di Gould
6 Diamanti Coda Lunga
6 Diamanti Bavetta
4 Canarini Comuni
2 Canarini del Mozambico
6 Tortore Cinesi
2 Tortore Americane
2 Tortore Tailandesi
2 Parrocchetti dal Collare
6 Inseparabili
10 Pappagallini Ondulati
Li ho alloggiati tenendo conto delle loro caratteristiche fisiche e caratteriali,
ma non sono soddisfatto del risultato e quindi lo chiedo a chiunque mi possa
dare consigli utili. Grazie.
Miki
R
Gentile Ornitofilo,
quando scrive di non essere soddisfatto dell'assortimento di specie ornitiche
distribuite nelle sue voliere, si riferisce agli esiti riproduttivi?
Abbiamo più volte sottolineato in questa rubrica che la riproduzione
in colonia di specie di uccelli, a maggior ragione se diverse, non rappresenta
una soluzione particolarmente felice.
In gruppo gli alati finiscono per disturbarsi a vicenda, contendere in dispendiose
dispute, scambiarsi i partner, distraendo così energie vitali da cova
e cura dei pullus.
I Serinus sono specie dal comportamento fortemente territoriale che mal si adattano
a condizioni di convivenza in spazi limitati, durante la fase riproduttiva.
Gli Estrildidi invece sono soliti deporre casualmente in qualsiasi nido capiti
loro a tiro, scambiandoseli.
Dunque la strategia di collocare in voliera i pennuti, se può considerarsi
adeguata per i riproduttori in fase di riposo autunno-invernale ed i novelli
appena svezzati, non è assolutamente conveniente durante la stagione
riproduttiva.
Unica eccezione è costituita dal Pappagallino ondulato, uso nei territori
di origine a nidificare in colonia. Tuttavia anche per il grazioso psittacide
la riproduzione, suddiviso per coppie disposte in gabbie da cova contigue, si
rivela tanto più produttiva.
Spero di aver correttamente interpretato il senso del suo quesito. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Salve, buon inizio anno,
sono un ornitofilo di Novi Ligure ( Al ) e allevo canarini di colore e come
lei sa i problemi di mantenimento e salute ci sono sempre ed è per questo
che le scrivo. Ho un soggetto che manifesta sintomi di malessere da circa un
mese: dimagrimento, si nutre solo di pastone e come sintomo ha il gozzo pieno
d' aria che sembra un palloncino, che cosa posso fare?
La ringrazio per una eventuale risposta. Cordiali saluti
Ottavio Taverna - Novi Ligure ( Al )
R
Gentile Lettore,
le ricambio gli auguri di buon anno! Il gozzo degli uccelli ( ingluvie ) è
una dilatazione dell'esofago, dove il cibo staziona e viene inumidito, prima
di defluire nel tratto esofageo distale e nel proventricolo ( stomaco ghiandolare
degli uccelli ). Il gozzo non assolve a vera e propria funzione digestiva, sebbene
al suo interno venga avviato il processo biochimico di demolizione enzimatica
degli amidi, ad opera di amilasi salivari.
Ciò premesso, l'ingluvie può essere sede di processi patologici
di varia natura: batterici, micotici, parassitari; presenza di corpi estranei,
neoplasie, atonia accompagnata a stasi.
Ma ciò che lei osserva come un palloncino ripieno di aria, potrebbe non
essere il gozzo ma una raccolta sottocutanea di gas, a causa della lesione di
un sacco aereo.
Quindi ritengo che si renda necessaria con urgenza una visita del suo pennuto,
da parte di un medico veterinario esperto. Cordialità.
Francesco Chieppa
Subject: Sabbia anti-coccidiosi
Egregio Chieppa,
una famosa azienda ornitologica, possiede tra i suoi articoli una sabbia per
i fondi delle gabbie che ha la caratteristica di distruggere i coccidi eventualmente
presenti nelle feci. Lei cosa ne pensa? E' efficace? Ma soprattutto è
innoffensiva per i canarini? Grazie.
Alberto Amori
R
Gentile Lettore,
per poter esprimere un nostro modesto parere su quanto ci chiede, sarebbe stato
opportuno poter conoscere il principio attivo anticoccidico che l'azienda produttrice
del prodotto che menziona, unisce alla sabbia. Provi a chiedere a loro e ci
faccia sapere.
Cordialmente.
Francesco Chieppa