Subject: corrispondenza
Egregio sig. Chieppa,
sono un appassionato di canarini, e posseggo diverse coppie.Purtroppo
ho notato che la mia canarina di razza padovana ha perso delle piume dietro
il capo e un po in coda, questo è accaduto a causa degli acari. Ho
trattato localmente il soggetto con invertecmina (due dosaggi a distanza di
8 gg.). Ora mi chiedo come posso rendermi conto se la cura abbia fatto effetto
e quando posso unirla al suo maschio,e secondo lei ci saranno problemi per
laccopiamento?
Spero in un suo consiglio
Cordiali saluti Marco
R
Gentile Lettore,
se causa delle alopecie manifestate dalla sua canarina di razza padovana, erano gli acari del piumaggio, il trattamento con Ivermectina dovrebbe risultare risolutivo, sempre che il principio attivo da lei menzionato, sia stato utilizzato a dosaggi e con modalità adeguati.
L'impiumo delle aree cutanee in precedenza prive di piumaggio, sarà la migliore espressione dei favorevoli risultati sortiti dal farmaco. Somministri alla canarina una adeguata integrazione vitaminica e minerale e, non appena avrà un aspetto migliore, la riunisca al maschio; anche se l'assenza di piume e penne, con costituisce causa strettamente ostativa all'accoppiamento della bestiola. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: penne anomale nei passeri del
Giappone
Egr. Sig. Chieppa,
torno ancora ad avvalermi del suo esimio parere riguardo ai miei passeri del
Giappone per porLe ancora qualche quesito: capita sovente che nelle uccellerie
convivano nella stessa gabbia passeri del Giappone e diamantini e questi ultimi,
essendo generalmente in numero maggiore e più robusti, spesso finiscono
nelle zuffe per strappare la coda del tutto o in parte ai passeri. Ho osservato
che in casi del genere è frequente la ricrescita di penne che sviluppano
in modo anomalo apparendo come gemme rigonfie e piene di sangue. Seguendo
il consiglio del rivenditore ho provato ad estirpare queste penne nella speranza
di una ricrescita normale, ma il risultato è stato il medesimo e non
in un unico soggetto.
Le chiedo dunque se esiste un rimedio ed eventualmente quale. Vorrei inoltre
sapere se i soggetti in simili condizioni possano essere in grado di riprodursi.
Approfitto della presente per chiederLe ancora un'informazione: lo so che
la
cosa varia da soggetto a soggetto, ma più o meno fino a quale età
una femmina di passero del Giappone è in grado di riprodursi?
La ringrazio di cuore per le informazioni che vorrà darmi e La saluto
cordialmente.
Maria Ponte
R
Gentile Signora,
il fenomeno che descrive è cagionato dallo stress, a
causa del sovraffollamento delle gabbie dei rivenditori; dall'esposizione
dei soggetti in vendita ad un fotoperiodo forzatamente artificiale (illuminazione
serale del negozio); spesso a cattiva igiene delle stie, con conseguente accumulo
di deiezioni nelle cassettine di fondo-gabbia e sviluppo di esalazioni ammoniacali
che, rendendo gli uccelli nervosi, favoriscono la pica. La mancata ricrescita
delle penne, è la diretta conseguenza di ripetuti traumi dei follicoli
da deplumazione, con possibile insorgenza di formazioni cistiche follicolari
e soprattutto, da contestuali carenze alimentari, certamente non infrequenti
negli uccelli delle rivendite, alimentati in modo molto spartano e sparagnino.
In genere il piumaggio distrofico non pregiudica la funzione riproduttiva
dei volatili, purchè il fenomeno non sia particolarmente diffuso in
relazione alla superficie corporea, con pregiudizio della termoregolazione
dell'organismo del pennuto. Una buona alimentazione con sufficienti apporti
proteico-aminoacidici ed una corretta integrazione vitaminico-minerale, spesso
consente notevoli miglioramenti.
Talora tuttavia il piumaggio degli uccelli ritorna alla forma migliore, solo
con la successiva muta estivo-autunnale.
La riproduzione di una femmina di Passero del Giappone (Lonchura domestica) si compie con regolarità,sino all'età di 3/4 anni, poi generalmente il numero di uova prodotte per covata, tende a ridursi e la frequenza delle ovodeposizioni si fa irregolare, anche se le femmine possono ancora procreare sino a 5/6 anni di vita.
Francesco Chieppa
Quando posso la leggo con molto interesse; ieri ho formulato
nel forum "verdi e ardesia" una domanda sull'incrocio verzellina
x canarino, cui lei ha risposto gentilmente con la consueta competenza.
In realtà mi sono riavvicinato di recente al mondo dei canarini, dopo
essermene distaccato x 10 anni a seguito di un'epidemia di vaiolo che decimò
il mio mini allevamento.....
Per farla breve: l'anno scorso la mia ragazza ed io abbiamo comprato una coppia
di canarini di colore. Il maschio bruno giallo intenso e la femmina nero bruno,
con una piccola macchia - cui successivamente ho fatto caso - di bianco dominante
sull'addome. Abbiamo ottenuto 12 piccoli di cui soltanto 2 pezzati. Ma la
cosa interessante è che tutte le femmine sono brune, i maschi neri
e quasi tutti giallo-intenso, alcuni portatori di opale. Abbiamo ottenuto
anche una femmina opale argento (almeno credo): gliene invio una foto, per
chiederle un parere. Ne allego un'altra rappresentativa del 'verde' che abbiamo
ottenuto: lo ritiene 'presentabile' all'interno di qualche mostra? La tinta
uniforme è presente soltanto in 2 soggetti, senza
sbavature evidenti.
La ringrazio anticipatamente e ancora per la sua disponibilità.
Simone Giuliano, Salerno
R
Gent.mo Sig. Simone,
E' geneticamente naturale che da un canarino maschio Bruno, accoppiato ad una femmina Nero-giallo (verde), lei abbia ottenuto femmine brune. Il tipo bruno è infatti il prodotto di un gene mutato, recessivo e legato ai cromosomi sessuali. Il maschio bruno accoppiato a femmina nera, genera femmine brune (detentrici del gene mutato per il fattore bruno, in dose singola sull'unico cromosoma sessuale X della femmina) e maschi portatori di bruno (con il gene recessivo del fattore bruno, su uno dei due cromosomi sessuali X, fenotipicamente represso dall'allele dominante del tipo ancestrale "nero", portato dall'altro cromosoma sessuale maschile X ).
I canarini che ritraggono in primo piano le foto che ci allega, sono dei verdi intensi, con ottimo lipocromo ma disegno eumelaninico direi insufficiente, ed un soggetto verde brinato con notevole carica di feomelanina, com'è logico attendersi da neri discendenti di bruno.
In secondo piano si intravede un soggetto giallo, di cui non riesco a coglierne con precisione il tipo; ammesso che possa trattarsi di un melaninico (eventualità tassativa se i parentali sono i canarini dei quali mi scrive). In quel caso propenderei per una femminuccia opale bruno giallo, ma - ripeto - non riesco ad apprezzare bene il soggetto della foto.
Le faccio tuttavia notare che, essendo il tipo Opale ad ereditarietà autosomica recessiva, perchè la coppia in oggetto generasse anche degli opale, sarebbe stato indispensabile che entrambi i canarini dei due sessi, fossero portatori della mutazione opale. Eventualmente, ci faccia recapitare una foto più chiara del canarino presunto opale (ritratto possibilmente dal dorso) e sapremo esserle più precisi.
Cordialmente
Francesco Chieppa
Egregio
il mio nome è Fernando le volevo chiedere una cosa: da qualche anno
cerco di allevare cardellini, e come ogni piccolo allevamento, sono sorti
i primi problemini di salute; uno dei miei primi cardellini da qualche settimana
ha smesso di cantare, io pensavo fosse il freddo invece ieri sera mi sono
accorto che facevo un rumore strano con il becco, come se starnutiva, allora
l'ho preso in mano e mi sono accorto che quando respira fa rumore, come se
avesse in gola del muco o dell'acqua......
allora ho preso la mia "bibbia" il libro IL CARDELLINO EUROASIATICO
e alla fine ho letto che per i problemi respiratori si può dare l'augmentin,
io l'avevo in casa e allora ho pensato di darglielo in misura di 2\3 in un
litro d'acqua.
ora io volevo sapere: ho fatto bene? oppure lei mi sa consigliare qualcosaltro
di meglio? da premettere che ho anche del baytril
in attesa di una sua risposta la ringrazio anticipatamente
Cordialmente Fernando Scimone
R
Gentile Lettore,
una sintomatologia respiratoria, può essere determinata da inerenti
infezioni batteriche e/o micotiche; da parassiti dell'apparato respiratorio,
e può anche essere negli uccellini, secondaria ad una epatomegalia
(ingrossamento del fegato). Solo un medico veterinario specialista, può
correttamente valutare la forma clinica in causa nel suo Cardellino, dopo
averlo visitato e prescriverle la giusta terapia. Se proprio vuol provare
a fare da se, prosegua il trattamento antibiotico che ha intrapreso; qualora
in capo a 4/5 gg. la bestiola non presentasse un sensibile miglioramento,
non la intossichi ulteriormente e la porti da un veterinario esperto in uccelli
d'affezione. Non ce ne sono molti in giro, ma chiedendo magari ad altri appassionati
come lei, o alla sua associazione ornitologica, vedrà che verrà
fuori il nominativo giusto. Auguri!
Francesco Chieppa
Buon giorno
mi dispiace disturbarla ancora, le volevo chiedere una cosa,siccome ho letto
in un libro per uccelli, che per sapere se un animale è affetto da
acariasi respiratoria, si possono ooservare le feci al microscopio, e vedere
se sono piene di uova, allora che ho fatto, ho preso un piccolo campione
di escremento, l'ho osservato al microscopio uova nn ne ho tovate, ma in
compenso ho trovato sti strani oggetti, ora la mia domanda è che
sono??
Cordialmente Fernando

R
Gent.mo Fernando,
le foto che mi allega - ricavate da non meglio indicati ingrandimenti microscopici
di particelle fecali dei suoi canarini - non mi consentono di poterle dire
con precisione, cosa sia quella formazione bianca, piatta e dai margini
irregolari che si intravede in primo piano. Potrebbe trattarsi di frammenti
di mucosa intestinale, tessuti vegetali semidigeriti, rinvenienti da verdure
somministrate a scopo alimentare, particelle alimentari di altra natura;
così come frammenti di una qualche ipotetica forma di parassita intestinale
( Capillarie? ). Se ha dei sospetti, porti un campione di feci fresche ad
un laboratorio di diagnostica veterinaria ( Sezione provinciale dell' istituto
zooprofilattico / facoltà di medicina veterinaria ) per indagini
specifiche e più accurate.
Ci faccia sapere. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Tante domande da un'appassionata di canarini
Buongiorno,
Innanzitutto mi presento: sono Paola Calcagni ed abito a Lecco. Non sono
un'allevatrice di canarini, ma semplicemente un'appassionata. Dopo parecchie
insistenze dei miei bambini, ho acquistato nell'autunno del 2002 una coppia
di canarini. La scorsa primavera hanno covato e sono nati circa otto canarini.
Siccome la passione sta aumentando, quest'anno ho deciso di far covare due
coppie. Il mese scorso ho acquistato un bellissimo esemplare femmina "di
colore" giallo, ma gli altri da quanto mi hanno detto dovrebbero essere
"incroci".
Come le ho detto la passione dei canarini "mi sta affascinando" e vorrei quindi avere dei chiarimenti e finalmente una risposta ai mille dubbi che ho quando curo o osservo i miei canarini. Tante domande Le potranno sembrare sciocchezze e La prego di perdonarmi se le porterò via del tempo, ma fino ad ora non sono riuscita ad avere risposte esaurienti e non saprei a chi altro rivolgermi.
Ho trovato il suo nominativo ed il suo indirizzo e-mail navigando in Internet e mi sono permessa di contattarLa perché Lei mi è sembrata una persona molto competente e soprattutto molto disponibile. Spero quindi che possa gentilmente essere d'aiuto anche a me ed ai miei canarini.
Ora vengo al dunque.
Per quanto riguarda l'alimentazione, vorrei sapere con precisione quali
sono gli alimenti più indicati per i canarini. Io solitamente davo
ai miei canarini il miscuglio di semi in una mangiatoia ed il pastone in
un'altra.
Quasi tutti i giorni davo loro la mela e l'insalata. L'allevatore che mi
ha venduto il canarino "di colore" mi ha detto che i miei canarini
non erano in forma perché mangiavano troppo pastone (mi disse che
con tale alimentazione "impallano"), e che la frutta e la verdura
disturba l'intestino (in effetti le feci dei miei canarini erano più
liquide rispetto a quelle dei suoi). Mi ha consigliato di dare ai canarini
solo i semi (e togliere il pastone, eventualmente dargliene ogni tanto un
pochino in una "linguetta") e la mela una sola volta alla settimana
(l'insalata per i canarini gialli non va bene perché rovina il colore).
Lo scorso anno però avevo contattato telefonicamente un veterinario
in quanto uno dei canarini novelli non stava bene e stava spesso sul fondo
della gabbia. Il veterinario naturalmente non aveva potuto fare una diagnosi
non avendo visto il canarino (che dopo un
paio di giorni morì), tuttavia mi disse che i canarini hanno bisogno
di una dieta più varia: non basta la mela, ma i canarini possono
mangiare altra frutta, dal kiwi alle ciliegie e lo stesso per la verdura,
la lattuga non contiene molte vitamine, ma è meglio altre qualità
di insalata ed altra verdura, come i cetrioli e le carote. Come potrà
ben capire le mie idee ora sono molto confuse. In effetti la mia femmina
ultimamente non sembrava in forma, sembrava "mogia", non si muoveva
molto (e mangiava molto pastone), ma da quando le ho tolto il pastone sembra
stare meglio. C'è però anche da dire che nel frattempo ho
messo nella gabbia il maschio, quindi non so se il miglioramento sia dovuto
all'alimentazione o alla compagnia. In ogni caso mi sarebbe molto utile
avere delle spiegazioni e dei consigli. Lei come si comporta con i suoi
canarini ? Cos'è meglio dar loro da mangiare ?
Nell'acqua poi, mi hanno consigliato di mettere 4-5 gocce di limone, oppure
un pezzettino di aglio, Lei cosa ne pensa ?
In merito all'igiene dei canarini, ho sempre saputo che sono animali molto
delicati e che è necessario una pulizia accurata delle gabbie. Ho
chiesto informazioni all'allevatore da cui ho acquistato il canarino "di
colore", il quale mi ha detto che le gabbie non le disinfetta, sciacqua
qualcosa ogni tanto con acqua e pulisce il fondo delle gabbie ogni 15 giorni
circa, tuttavia i suoi canarini mi sembravano molto puliti (mette persino
molto raramente la vaschetta per il bagnetto). Chiedo quindi a Lei maggiori
chiarimenti: gradirei sapere se è meglio pulire le gabbie con candeggina
od ammoniaca o basta semplicemente dell'acqua; con quale periodicità
è bene tenere pulite le gabbie ? Ed ancora, sul fondo delle gabbie
è meglio posizionare sabbia o carta di giornale ? I miei canarini
(nonostante sul fondo della gabbia ci sia la griglia) hanno +spesso le zampette
sporche, perché spesso stanno sul fondo a beccare il mangime caduto.
E' normale ?
Solitamente posizionavo sul fondo delle gabbie della carta di giornale,
che sostituivo ogni settimana, ma visto il problema ultimamente ho provato
a posizionare sul fondo la sabbia, e cercare di mantenerla pulita ogni 3/4
giorni, anche se mi sembra un po' eccessivo, d'altronde se scende dell'acqua
dagli abbeveratoi la sabbia si inzuppa ed ho paura che vadano a beccarla.
Lei come si comporta e cosa mi consiglia di fare ?
Infine, mi scusi se mi dilungo, ma avrei bisogno anche di alcuni consigli
per la cova.
Ho unito i maschi con le femmine il 28 gennaio e l'allevatore che mi ha
venduto la femmina mi ha consigliato di posizionare il nido dopo 15 giorni.
Ieri (07/02/04) mi sono accorta che una femmina strappava della carta di
giornale che ho posizionato sul muro dove sono appoggiate le gabbie per
non sporcarlo. Ho quindi pensato che volesse preparare il nido e di conseguenza
ho inserito nella gabbia il nido (esterno) ed il cestino con la juta. Oggi,
però mi sono accorta che il nido non lo costruiva, ma spargeva il
materiale (non molto) in giro; ho quindi tolto il tutto (nido e materiale).
Deve anche sapere che lo scorso anno non avevo posizionato per tempo il
nido nella gabbia ed una mattina ho trovato un uovo sul fondo. Ho quindi
posizionato il nido, ma a quel punto non voleva più costruirlo ed
ha fatto uova in giro, poi ha costruito un nido sul fondo della gabbia,
finchè si è decisa a costruirsi un nido (interno). Quest'anno
ho pensato di comprare il nido esterno, perché quello interno non
mi sembrava molto stabile, era sempre sporco e mi è capitato che
qualche piccolo cadesse dal nido. In ogni caso la femmina non è più
la stessa (questa è una novella, l'altra, quella nuova, è
del 2002). Come mi devo comportare? Come faccio a capire quando vogliono
fare il nido ?
La femmina nuova (che appunto mi è stata venduta come femmina), non
capisco se va d'accordo con il maschio. In effetti sembra che le si avvicini,
ma lui apre la bocca ed alza le ali come per scacciarla. E' possibile che
non sia una femmina ?
E ancora, durante questo periodo posso spostare le gabbie sul balcone durante
le ore più calde (quindi rimetterle all'interno prima di sera) o
è meglio lasciare i canarini tranquilli ?
E' necessario dargli delle vitamine ? Lo scorso anno mi avevano consigliato
di somministrare delle gocce di vitamine nel periodo dell'accoppiamento
e della riproduzione. Quest'anno il proprietario di un negozio di animali
a cui mi sono rivolta, mi ha dato delle vitamine, ma a casa mi sono accorta
che probabilmente non sono indicate. Si tratta di gocce vitaminiche, toniche
e ricostituenti "extra vigor" con vitamine B5, B6, B1, B2, D12
ed estratto di noce di Cola per uccelli debilitati e sotto stress (ma anche
per l'accoppiamento e lo svezzamento dei piccoli). Possono andare bene o
devo comprare qualcosa d'altro ? Quali altri integratori devo dare ai canarini
in questo periodo ? Ho sentito parlare di gritt o olio di fegato di merluzzo
per i maschi. Mi può spiegare ? Quando poi, finalmente, i miei canarini
faranno il nido e deporranno le
uova, è meglio che le sostituisca con quelle finte, oppure posso
lasciarle ? L'anno scorso le ho lasciate, perché mi hanno detto che
servono accorgimenti particolari per la conservazione delle uova. Come mi
devo comportare? E qual è l'alimentazione consigliata per i piccoli
?
Mi deve proprio scusare, sono stata parecchio lunga e le ho posto un'infinità
di domande. Tuttavia le sarei infinitamente grata se nei prossimi giorni
riuscirà a trovare un po' di tempo per rispondere anche a me.
Mi piacerebbe quest'anno avere una bella covata. E naturalmente la auguro
anche a Lei.
La ringrazio per la sua disponibilità e le auguro una buona giornata.
Distinti saluti. Paola Calcagni
R
Gentile Signora,
vengo a rispondere alla sua cortese missiva, scusandomi per il ritardo del
riscontro, dovuto al notevole numero di lettere che ricevo dai Lettori di
"Uccelli".
1) L'alimentazione che mi indica somministrare ai suoi canarini, è
sostanzialmente corretta. Perchè essi stiano bene è essenziale
nutrirli con alimenti freschi e vari. Un buon miscuglio di semi, un buon
pastoncino del tipo secco ( "da mantenimento", durante il riposo
autunno-invernale e del tipo "per allevamento", da integrare con
uovo sodo nella fase della riproduzione, nel rapporto di 1 uovo sodo intero
/ 150-200 gr. di sfarinato secco) qualche spicchietto di frutta di stagione,
andranno più che bene. Io eviterei la verdura, non necessaria all'alimentazione
del Canarino. Se proprio volesse: al massino qualche cimetta di cicoria,
ben lavata e
lasciata asciugare, prima di ogni somministrazione. In merito alla frutta
ed agli ortaggi ( carote, fettine di cetriolo, di zucchine, ecc. ) concordo
pienamente con quanto le ha detto il medico veterinario contattato. Circa
le gocce di limone o i pezzetti di aglio nell'acqua di bevanda, non vi sono
controindicazioni. Tenga tuttavia presente che è indispensabile completare
la dieta dei nostri beniamini piumati, con una periodica integrazione vitaminica
( utilizzi per sette giorni al mese un multivitaminico poliaminoacidico,
da diluire nell'acqua di bevanda, o più opportunamente da addizionare
in polvere al pastoncino ). A parte curi la costante presenza in gabbia
del grit, a cui mescolerà un complesso minerale a base di macro e
microelementi, in formulazione granulare.
2) La pulizia della gabbia deve essere sempre accorta e scrupolosa, se
si desidera mantenere gli uccelli in ottima salute. In particolare è
opportuno che le gabbie siano dotate di una griglia di fondo sufficientemente
alta, così da evitare il contatto dei volatili con le proprie feci,
onde prevenire tra l'altro infezioni da coccidi. Sul fondo dei tirettini
si potrà disporre della carta di giornale, o sabbia, o meglio ancora
del tutolo di mais ( materiale notevolmente igroscopico e ad attività
assorbente ). Il bagnetto può essere utile una / due volte a settimana,
per l'igiene del piumaggio dei pennuti. Qualora si usasse foderare il fondo
con pagine di giornale, un ricambio bisettimanale, assicurerà una
accurata pulizia del microambiente di
vita dei canarini.
3) E' normale che la canarina ad inizio nidificazione non allestisca subito
il talamo riproduttivo, ma giochi per qualche giorno con il materiale da
imbottitura del nido, trascinandolo da un capo all'altro della gabbia, scambiandolo
con il partner, allestendo il nido per poi distruggerlo un attimo dopo e
riaccingersi ad una nuova costruzione. E' un repertorio etologico che rientra
nei naturali rituali di coppia, stimola il corteggiamento del maschio e
serve a confondere i predatori, onde evitare la localizzazione futura del
nido. Naturalmente in gabbia non vi sono animali predatori, ma l'istinto
atavico sopravvive ancora nei nostri canarini, nonostante siano trascorsi
oltre sei secoli dall'addomesticamento della specie! Circa il momento ideale
dell'inserimento del nido, è come le ha detto l'allevatore dal quale
ha acquistato la sua prima coppia. Dopo una quindicina di giorni di convivenza
nella stessa stia con il canarino maschio, vi apponga il nido e rifornisca
la gabbia di sfilacce, non preoccupandosi per l'iniziale spreco che la canarina
farà del materiale da nidificazione. In capo a qualche giorno, allorchè
sarà in pieno estro, si dedicherà alla costruzione di un nido
ove deporre e covare. Preferisca sempre il più igienico nido esterno,
dando la preferenza ai modelli in plastica, lavabili e schermati su tre
lati. Inoltre, la gabbia di nidificazione non deve assolutamente essere
spostata. La lasci sempre nello stesso posto e, se proprio è costretta
a manipolarla per le operazioni
periodiche di rigoverno, lo faccia con estrema accortezza allorchè
sia in corso la cova delle uova, in quanto improvvise vibrazioni e bruschi
sobbalzi della chioccia, possono cagionare la morte dell'embrione in formazione,
all'interno dell'uovo.
4) La sostituzione delle uova vere, con altre finte di plastica, è indicata al fine di favorire schiuse sincrone ed evitare che i nidiacei più gracili, possano soccombere ad opera dei fratelli più grandicelli e sviluppati. Le uova vanno prese ai poli e con grande delicatezza, onde non romperle. Vanno collocate in scatoline rivestite di bambagia, sistemate al buio, in luogo fresco ed umido. La cucina non è il posto migliore, visto che è sì il locale più umido di tutta l'abitazione, ma è anche soggetto a notevoli controproducenti escursioni termiche, in relazione alle fasi di cottura dei cibi. Durante il periodo di conservazione, le ovette vanno rigirate un paio di volte al dì, per evitare che il tuorlo aderisca al guscio calcareo, vanificando lo sviluppo del germe, allorchè le uova verranno incubate dalla chioccia. Se non se la sentisse di mettere in atto tutte queste delicate operazioni, lasci covare le uova, man mano che vengono deposte in nido, e non si preoccupi. Al massimo perderà gli ultimi nati, ma non è sempre detto! Spero di essere stato esauriente e la saluto, augurandole buone cove!
Francesco Chieppa
Subject: alternativa ai semi ammollati durante le cove.
Egregio Signor Chieppa,
ho letto su "Uccelli" che Lei sconsiglia la somministrazione di
semi ammollati mischiati a pastoncino secco durante l'allevamento dei piccoli.
Io allevo Ciuffolotti e Cardellini, come alimentazione di base utilizzo
gli estrusi.
Nel periodo delle cove però, ho sempre fornito ai riproduttori i
succitati ammollati. Oltre alle solite prede vive e pastoncino secco, (quest'ultimo
però è poco gradito dai miei Ciuffolotti quando hanno i piccoli)
cosa mi
consiglierebbe di dare al posto dei semi ammollati?
Grazie di tutto.
Walter Bellotti - Canton Ticino (Svizzera)
R
Gentile Allevatore,
l'uso dei semi ammollati o germinati comporta dei rischi potenziali, connessi
ad una possibile contaminazione fungina e/o batterica di quell'alimento.
Questo inconveniente varia in relazione a vari parametri : qualità
dei semi da germoglio, freschezza e loro conservazione, metodo di preparazione,
tempi di consumo dei semi germogliati da parte dei volatili,
ecc. .
Personalmente ritengo che il canarino non abbia strettamente bisogno di quel tipo di alimento e dunque, non convenga rischiare. Nel mio allevamento non uso semi germinati, eppure allevo di anno in anno, nidiate sane e numerose.
Diverso è il caso degli uccelli indigeni, per i quali i semi germinati costituiscono un utile complemento alimentare, durante la stagione riproduttiva. Se si utilizzano semi adeguatamente ventilati, di recente raccolto ed ottima conservazione e ci si avvalga di una procedura di preparazione sufficientemente valida e collaudata - in grado di ridurre il rischio delle contaminazioni microbiche - penso si possa tollerare qualche piccolo inconveniente, in cambio di concreti vantaggi.
Molti allevatori addizionano ai semi in fase di germoglio, sostanze chimiche antibatteriche e/o antifungine di varia natura che poi allontanano dall'alimento pronto, mediante ripetuti ed energici risciacqui.
Recentemente ho letto un bell'articolo sull'allevamento del Ciuffolotto,
a firma dell'allevatore pesarese: Marco Novelli, apparso sul numero di Novembre
2003 di "Italia Ornitologica", la rivista mensile edita dalla
Federazione Ornicoltori Italiani. Nella prefata nota, l'autore espone con
dovizia di particolari il proprio metodo per la germinazione dei semi,
destinati ai suoi Ciuffolotti.
La inviterei a procurarsi quel numero della rivista ed a consultare l'articolo:
"Allevare il Ciuffolotto" di Marco Novelli - Italia Ornitologica
n°11/2003 ( FOI - Via Conciliazione, 45/A - 29100 Piacenza ). Nello
stesso scritto in parola, potrà attingere ulteriori informazioni,
circa il regime dietetico del Ciuffolotto in cattività, confrontandolo
magari con quello da
lei adottato.
Sperando di esserle stato utile. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Carissimo Sig. Chieppa,
alla fine ho ottenuto i Diamanti di Gould che tanto desideravo, e ho fatto
tesoro dei suggerimenti che mi ha già dato in passato, pertanto non
mi farò illusioni sulla possibilità di farli riprodurre. Tuttavia,
tengo ovviamente molto alla loro salute, e vorrei interrogarLa per avere
consigli su come alimentarli correttamente. Per il momento sono a loro disposizione
il misto di semi per esotici (con panico, scagliola, un pò di niger
e qualche altra granaglia che non sono in grado di identificare), l'osso
di seppia e il grit; non mostrano tuttavia alcun interesse per il pastoncino
secco all'uovo e frutta, nè mangiano verdura o frutta fresca o tantomeno
l'uovo. Mi domando, per questo, come dovrò fornire loro il giusto
apporto vitaminico e proteico. Dovrò somministrare loro gli appositi
integratori vitaminici in commercio? Se sì quali mi consiglia? Preferirei
comunque ricorrere a questa soluzione solo se non mi consiglierà
altri rimedi naturali.
Grazie tanto per la cortesia e cari saluti,
Sarah Calzolaro
R
Gentilissima Sarah,
mi fa piacere che alla fine, sia riuscita con soddisfazione a procurarsi
i Diamanti di Gould. Circa la loro dieta: consideri come alimento base,
una miscela di semi per esotici, alla quale aggiungere del panico in spighe
ed un buon pastoncino secco all'uovo, sempre del tipo per uccelli esotici.
Mi scrive tuttavia che i suoi Gould non gradiscono il pastoncino. Dipende
indubbiamente dal regime alimentare al quale sono stati abituati dallo svezzamento.
Ha provato a chiedere all'allevatore che le ha venduto i volatili?
Se continuassero a rifiutare il pastoncino del commercio, metta a disposizione
di essi dei biscottini per uccellini. Qualora prendessero a nutrirsene,
facilmente poi passeranno a consumare anche il pastoncino.
Grit ed osso di seppia non devono mai mancare in gabbia, come integratori
minerali. Al grit le consiglierei di aggiungere un complesso minerale granulare,
a base di macro e microelementi. Tenti ancora di completare la dieta dei
suoi uccellini, con pezzetti di frutta ed ortaggi di stagione. Chissà
che prima o poi non inizino a cibarsene.
L'integrazione vitaminica va fatta Sarah! Soprattutto in considerazione
delle limitazioni alimentari che i suoi uccellini si procurano. Vi sono
in commercio tantissimi integratori multivitaminici-poliaminoacidici per
ornitocoltura, tutti ugualmente validi. Non mi faccia fare nomi specifici
di marche. Le avrei consigliato un prodotto in polvere, da addizionare al
pastoncino, tuttavia, poichè al momento i suoi Diamanti non gradiscono
il pastoncino, sarà necessario fornire il supplemento di vitamine
nell'acqua di bevanda, utilizzando un integratore in formulazione idrosolubile.
Somministri il multivitaminico tutti i mesi, per sette giorni di seguito.
Credo di non aver tralasciato nulla dei suoi cortesi quesiti. Ci scriva
ancora se avesse ulteriori dubbi da chiarire. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Egregio Chieppa,
sarei molto interessato a conoscere il ciclo vitale dell'acaro rosso: pur
non avendo tale problema in allevamento (tratto periodicamentei miei soggetti
con frontline), vorrei capire meglio quanto vive un acaro rosso e quanto
tempo può sopravivere senza nutrirsi. Inoltre, se non Le chiedo troppo,
vorrei porgerLe un altro interrogativo: gli antiparassitari come ivomec
e frontline provocano la morte degli acari che succhiano il sangue degli
ucceli trattati o più semplicemente evitano che i soggetti vengano
punti?
La ringraio e La saluto cordialmenete.
Alberto Amori
R
Il temibile Acaro rosso ( Dermanyssus gallinae ) è un ectoparassita
( parassita esterno ) che dimora di giorno negli ambienti di allevamento,
annidandosi in crepe ed anfratti di pavimenti e muri, negli interstizi delle
gabbie, nell'incavo dei posatoi, per sortirne di notte e portarsi alla ricerca
degli ospiti vertebrati, sui quali si nutre di sangue ( ematofagia ). Espletata
l'azione parassitaria, l'acaro appare in guisa di un puntino rosso ricolmo
di sangue, apprezzabile ad occhio nudo ed ancor più, con l'ausilio
di una lente da ingrandimento.
Per essere attivi, gli acari richiedono un gradiente termico ottimale, compreso
tra 18-30 C°. Le femmine sessualmente mature depongono per 5 / 8 settimane
consecutive, da 4 ad 8 uova al giorno, all'interno dei loro usuali rifugi.
Nelle condizioni di temperatura ed umidità più favorevoli,
dalle uova schiudono entro due giorni le larve che, non sono subito in grado
di nutrirsi parassitariamente. Esse vanno incontro a tre mute che portano
all'acaro adulto, dopo due stadi ninfali. Tutto il ciclo evolutivo richiede
un tempo minimo di 7 gg.; molto di più con una temperatura non ottimale.
Il parassita è in grado di sopravvivere nell'ambiente, in assenza
degli ospiti naturali, resistendo a lunghi periodi di digiuno (anche per
più di un anno).
L'azione patogena dell'Acaro rosso risiede essenzialmente nella sua attività
anemizzante e debilitante, in particolare per i pullus di pochi giorni.
Inoltre esso può potenzialmente fungere da vettore di virus e batteri.
La sua presenza in aviario, viene proficuamente accertata ispezionando accuratamente
l'interno dei posatoi e compiendo delle visite notturne, con l'ausilio di
una torcia che illumini gabbie, pareti ed infrastrutture. Molto utile si
rivela l'accorgimento di disporre alla sera, dei panni o fogli di carta
bianchi sulle gabbie, ispezionandoli il mattino seguente di buon'ora. In
genere, se l'allevamento presenta una importante infestazione da Acaro rosso,
è facile osservare i parassiti ingorgati di sangue e di colore rosso
scuro, sulle superfici bianche di carta e tessuto.
Gli antiparassitari che menziona agiscono - a dosaggio corretto - mediante
assorbimento e distribuzione ematica sub-tossica per l'organismo dei volatili
trattati. In questo modo, il parassita succhiando sangue, resta intossicato
in modo letale.
Francesco Chieppa
Subject: riproduzione tra Intensi
Salve,
avevo chiesto il suo aiuto in autunno, per probabile vaiolo e le avevo inviato
anche delle foto,ora mi permetto di contattarla non per un informazione
concernente la salute dei miei volatili, ma per un quesito sulla costituzione
delle coppie.
Volevo porle questo quesito dato la mia poca esperienza,sull'accoppiamento
tra 2 Isabella gialli (non opale).
Nel formare la coppia, posso utilizzare anche intenso per intenso o sono
obbligato a fare intenso per brinato?
Nel caso si possa accoppiare anche intenso per intenso, i nati sarebbero
tutti intensi?
Quali rischi o difetti nei nati potrebbe portare l'accoppiamento intenso
per intenso?
Queste mie domande derivano dal fatto che per formare una coppia dovrei
utilizzare un maschietto brinato per femmina intensa, ma il maschio non
è un buon brinato, è piu un mosaico, mentre disporrei di un
buon maschio intenso avvanzatomi .
Grazie Franco
R
Gentilissimo Franco,
Come certamente saprà, la categoria intenso è una mutazione
dominante della ancestrale brinato. Comporta la riduzione delle dimensioni
della piuma, in lunghezza e soprattutto larghezza, consentendo al pigmento
lipocromico di saturarla in modo completo ed assai concentrato. Da questo
fenomeno fisico-chimico-strutturale di natura genetica, deriva la colorazione
netta ed accesa, che contraddistingue i buoni soggetti intensi, dotati di
piumaggio sempre ben aderente alla sagoma corporea.
L'accoppiamento di due soggetti a struttura intensiva, produrrà:
25% di soggetti omozigoti ( doppi intensi ); 50% di intensi eterozigoti
- in genere buoni - ed un restante 25% di brinati mediocri, in quanto a
brinatura e qualità di piumaggio.
I canarini geneticamente doppi intensi, denoteranno generalmente taglia
ridotta; portando un piumaggio strutturalmente ridimensionato in lunghezza
e larghezza, con la ricorrente presenza di zone perioculari a cute scoperta.
Questi omozigoti, potranno essere accoppiati a brinati molti tipici, generando
per solito ottima progenie.
In relazione al quesito che mi pone, direi che può senz'altro in
caso di necessità, riprodurre tra razzatori intensi - a patto che
non si tratti di riproduttori già geneticamente a doppio fattore
intenso. La prole rinveniente da unione di partner intensivi, andrà
comunque tassativamente accoppiata, secondo il consueto assortimento: intenso
x brinato.
Non mi resta che augurarle Buone Cove!
Francesco Chieppa
Subject: canarino sassone bianco argentato
Gentile Signor Chieppa,
da un anno e mezzo posseggo un canarino. All'inizio cantava molto bene.
A partire da giugno con il gran caldo è andato in muta e, da allora
fino ad oggi, non ha più emesso nessun suono. Inoltre noto le feci
molto liquide. Cosa mi consiglia di fare? Mi piacerebbe anche prendermi
un canarino Lizard, saprebbe indicarmi un allevamento nei pressi di Padova?
La ringrazio anticipatamente
Stefano
R
Gentile Lettore,
quanto mi espone e riferisce nella cortese missiva, risulta troppo vago
ed insufficiente, per poter azzardare una ipotesi sulla causa dell'afonia
del suo canarino maschio e l'inerente defecazione irregolare. Posso pertanto
consigliarle di fare visitare la bestiola da un medico veterinario, esperto
nella cura dei volatili d'affezione. La mancanza di virtuosismi canori,
potrebbe essere dovuta ad una patologia a carico dell'apparato respiratorio,
mentre le feci liquide far pensare ad un regime alimentare inadeguato, ma
anche a cause di natura patologica. Insomma, il soggetto andrebbe esaminato
accuratamente "de visu", sottoponendo eventualmente un campione
delle sue feci ad esame coprologico.
Circa il desiderio di procurarsi un canarino di razza Lizard, le faccio
notare che l'attuale periodo non è ideale per gli acquisti, poichè
noi allevatori abbiamo i volatili già in riproduzione - o comunque
stiamo per avviare la stagione delle cove - pertanto gli uccelli al momento
disponibili per la vendita, generalmente non sono di eccelsa qualità.
Le fornisco tuttavia il recapito della: Associazione Padovana Ornicoltori
- c/o Canova Orfeo - Via U. Dini, 20 - 35136 Padova
Si rivolga a loro per eventuali indirizzi di allevatori della sua zona.
Francesco Chieppa
Subject: consiglio per malattia gould
Salve, sono Romeo Farabullini da Firenze. Mi scuso per il disturbo, ma le
scrivo in quanto mi trovo con la giovane femmina di diamante del gould in
difficoltà. L'ho comperata a inizio gennaio, dopo la morte di un'altra
femmina. Questa ha presentato fino dall'acquisto alcuni problemi come piccoli
coaguli di sangue che uscivano dal naso. Ho cominciato una terapia con applicazione
di cortison-chemicetina per circa una settimana e il problema è scomparso,
per poi ricomparire dopo 20/25 giorni e avendo avuto risultati con la cura
precedente ho ricominciato l'applicazione con buoni risultati, in quanto
adesso nel naso mi sembra non ci sia alcun problema. Adesso, sempre dalla
stessa parte dove facevo l'applicazione di cortison-chemicetina, sulla parte
superiore dell'occhio si è presentato un tubercolo, sembra un piccolo
porro, un'escrescenza secca, che certamente provoca prurito all'animale,
in quanto si sfrega alle asticelle, e mi sembra che aumenti di volume, tanto
che da oggi, l'uccellina sta con l'occhio chiuso.
Le sarei infinitamente grato se mi potesse consigliare un rimedio, in quanto
mi dispiacerebbe moltissimo perdere anche questa femmina, che oltretutto
va molto d'accordo con il maschio, (stanno sempre vicini e non bisticciano
mai).
Colgo l'occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti a presto
ROMEO FARABULLINI - Firenze
R
Gent.mo Sig. Farabullini,
da quanto sommariamente mi descrive, ritengo che il suo uccellino esotico
possa essere affetto da sinusite infraorbitale. E' indispensabile pertanto
sottoporlo con urgenza, ad una terapia antibiotica specifica. Onde evitare
controproducenti ed inadeguati approcci terapeutici "per tentativi",
la inviterei a rivolgersi ad un medico veterinario esperto di clinica degli
uccelli ornamentali, perchè possa valutare direttamente il caso,
sottoponendo eventualmente il volatile ad un tamponcino diagnostico delle
prime vie respiratorie, completo di esame colturale e relativo antibiogramma.
Ci faccia sapere. Auguri!
Francesco Chieppa
Subject: diamante di Gould indisposto
La ringrazio infinitamente per la sua pronta risposta. Il problema: dove
lo trovo a Firenze un veterinario esperto di uccelli esotici?
Anche l'escrescenza può essere sinusite infraorbitale???
La ringrazio ancora, con l'occasione Le porgo i miei più cordiali
saluti
ROMEO FARABULLINI - Firenze
R
Mi dice che è interessata la regione periorbitaria, dalla stessa
parte della narice che presentava secrezioni di essudato emorragico. Dunque,
immagino si tratti di una tumefazione circoscritta che parta dai seni infraorbitali.
Circa il veterinario esperto, provi a chiedere alla sua associazione ornitofila
- se è tesserato FOI - oppure si indirizzi all'istituto o servizio
di Patologia Aviare della facoltà universitaria di medicina veterinaria
di Pisa che, non dovrebbe distare molto da lei. Se tiene all'uccellino,
sopporterà volentieri qualche piccolo sacrificio.
Cordialità
Francesco Chieppa
Subject: ghiandola ingrossata nel passero del Giappone
Egr. Sig. Chieppa,
mi scuso se Le scrivo in continuazione per chiederLe chiarimenti e suggerimenti
sui miei volatili, ma ho una grande fiducia della sua esperienza e seguendo
i suoi consigli, le condizioni del mio allevamento sono notevolmente migliorate.
Veniamo all'interrogativo di oggi: le ho parlato qualche tempo fa del fatto
che ai passeri del Giappone cade talvolta l'intera coda e poi ricresce in
modo non completo. Ora ad una delle mie femmine, acquistata di recente,
è ricresciuta la coda in modo completo, ma la ghiandola sebacea che
si trova sul sopracoda è notevolmente ingrossata assumendo quasi
le dimensioni di un
cece. E' possibile che la ghiandola sia chiusa e non possa più secernere?
Si può intervenire ed eventualmente come? Può essere compromessa
in un simile caso la facoltà riproduttiva.
Ancora grazie non solo per le risposte che mi darà ma per tutti i
consigli che finora mi ha gentilmente fornito.
Cordiali saluti.
Maria Ponte - Roma
R
Gentile Signora,
la ringrazio per i complimenti e le aggiungo di non preoccuparsi mai di
scrivermi, tutte le volte che lo ritenesse opportuno.Veniamo al quesito
odierno: l'Uropigio è una ghiandoletta bilobata, a secrezione olocrina,
disposta dorsalmente ed in corrispondenza delle ultime vertebre caudali.
Secerne una sostanza oleosa - piuttosto densa, simile a sego, contenente
sostanze antibatteriche e precursori della vitamina D - che gli uccelli
spremono con il becco, per lubrificare, pulire e rendere impermeabili le
penne. La ghiandola, ha struttura tubulare composta, comunicando con l'esterno
mediante due dotti escretori. L'ostruzione di questi, procura
l'ingorgo e conseguente infiammazione della ghiandola, processo patologico
che va sotto il nome di uropigite.
Secondo il Prof. Vittorio Menassè, l'infiammazione della ghiandola potrebbe essere dovuta pure a cattivo stato generale del volatile, con conseguente scarsa pulizia del piumaggio e mancato svuotamento fisiologico dell'uropigio.
Il Dott. Gino Conzo - noto medico veterinario ornitopatologo - nel volume:
"Medicina degli uccelli da gabbia", segnala come l'uropigio possa
essere sede non solo di infezioni e processi flogistici, ma anche di trasformazioni
neoplastiche.
Io le consiglio, gentile lettrice, di ungere delicatamente la ghiandola per qualche giorno, con una pomata contenente un antibiotico di ampio spettro associato ad un blando cortisonico. Nello svolgere detta cura, cerchi delicatamente di spremere la ghiandoletta, operando con un dito sulla sua superficie, in senso antero-posteriore.
Integri la dieta del volatile con un compleso multivitaminico e dei vegetali freschi. Qualora questi semplici rimedi non dovessero servire a risolvere l'indisposizione, faccia visitare la bestiola dal medico veterinario. I nostri migliori auguri!
Francesco Chieppa
Subject: somministrazione fungilin
Salve mi chiamo Salvatore,
vorrei porle un quesito:
ho acquistato il farmaco fungilin per la prevenzione della megabatteriosi
da effettuare un mese prima delle cove (cardellini).
Volevo chiederle se esistono diverse concentrazioni del principio attivo
o se ne è stato prodotto uno specifico per uso veterinario.
Quello da me acquistato è: Fungilin 500mg/5ml di sospenzione orale
pari a 500.000U.I (anfotericina B)
Qual'è il dosaggio da utilizzare?
Ringraziando anticipatamente per una sua risposta, porgo distinti saluti
R
Gentile Amico,
non condivido la filosofia di fondo che ispira la sua cortese missiva. Non
è corretto invocare un rimedio farmacologico per una presunta patologia,
prima di accertarsi che essa esista effettivamente nei propri uccelli.
Il medicamento di cui mi chiede notizia ( reperibile in confezioni per uso
umano ), non è un vaccino: vale a dire un presidio immunizzante,
capace di evocare in un organismo animale, uno stato di resistenza acquisita
verso un determinato microrganismo. Bensì un particolare antibiotico,
attivo contro i miceti ed il grosso batterio gram+, agente della Proventricolite-megabatteriosi.
Tuttavia l'efficacia del farmaco, si riferisce esclusivamente alla terapia
in corso di infezione e, giammai con finalità di prevenzione ( profilassi
).
In poche parole: se i suoi cardellini soffrono effettivamente di megabatteriosi,
il trattamento preventivo con il Fungilin è certamente idoneo ed
indicato, altrimenti no!
Pertanto, la inviterei a fare eseguire un esame coprologico delle feci fresche
dei suoi fringillidi. In caso di documentata positività delle analisi
verso ben individuati microrganismi, interverrà senz'altro con una
specifica terapia farmacologica, possibilmente avvalendosi della supervisione
di un medico veterinario esperto. Cordialità.
Francesco Chieppa