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Lettere
Febbraio 2006 |
Buonasera Sig. Chieppa,
mio cugino mi ha regalato circa un mese fa, un ibrido di cardellino per canarina, nato lo scorso agosto. A casa sua era insieme ai cardellini per imparare il loro canto. Io posseggo parecchi cardellini, ma stanno cominciando a cantare proprio adesso. Fin dal primo momento che l'ho portato a casa e tutt'ora, c'è un registatore accesso, vicino all'incardellato, con il canto del cardellino, dalla mattina alla sera. L'ibrido adesso canta e imita il canto del cardellino in maniera perfetta. La mia domanda è: per quanto tempo deve stare vicino a questo registratore o ai cardellini? Le chiedo questo, perchè avendo a casa anche dei canarini, ( in altra stanza dove l'brido non può sentire ), ho paura che prenda anche qualcosa del loro canto, cosa possibile e comunque già capitata. Il suo canto quand'è che sarà ultimato e non potrà mai più essere modificato? Grazie per la sua disponibilità. Saluti Francesco Musolino
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Gentile Lettore,
il canto degli uccelli è una summa di caratteri genetici innati e "culturali" ( frutto di apprendimento ). Anche per i pennuti esiste una fase formativa evolutiva - nella fattispecie canora - che dovrebbe ritenersi conclusa intorno all'anno d'età. Tuttavia il contatto con cantori di altra specie/razza, può anche in seguito - seppure in modo meno determinante - interferire sulla produzione canora del suo ibrido. Per questo motivo gli allevatori di canarini da canto, sanno bene di dover escludere permanentemente dal proprio aviario, specie e razze diverse da quella selezionata per i concorsi canori.
Cordialità. Francesco Chieppa
Subject: Informazione
Gent.mo Signore,
vorrei da lei un consiglio. Ho una canarina di 5 anni che da un po' di tempo ha difficoltà a defecare, presenta ventre gonfio e arrossato e ha un punto nero sul lato destro. Nel mio paese non c'è un veterinario per piccoli animali, quello che l'ha vista ha detto che potrebbe essere enterite e ha prescritto la seguente cura x una settimana: fungilin 2 gocce al dì e bactrin 1 goccia al dì. Il problema è che la settimana è terminata e la canarina non migliora. Cosa potrei fare? Mi potete dare qualche suggerimento?
Grazie mille. Samantha
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Gentile Lettrice, in casi come quello che mi descrive, è pregiudiziale fare eseguire una coproscopia-coprocoltura ( esame microscopico e colturale delle feci ) con antibiogramma, al fine di valutare la presenza di patogeni ( eventualmente batteri ), ed orientare nel modo più opportuno e corretto la terapia. I sintomi denotati dalla sua canarina, denunciano chiaramente una patologia a carico dell'apparato digerente; occorre indagarne la natura. Si rivolga alla Sezione di Patologia Aviare della facoltà di Medicina Veterinaria a lei territorialmente più vicina.
Cordialmente. Francesco Chieppa
Subject:Canarino Satinè
Gentile signor Chieppa,
Vorrei accoppiare: - 1 coppia satinè Giallo Brinato avorio x una femmina isabella avorio intenso, - 2 coppia Isabella Giallo Brinato portatore avorio x femmina satinè Giallo Intensa. Cosa otterrò rispettivamente dalle coppie ? I soggetti ottenuti satinè dovrebbero migliorare dall'accoppiamento con l'isabella, mentre i soggetti isabella vale la pena utilizzarli per ulteriori riproduzioni al fine di ottenere Isabella oppure Satinè? Mi consiglia di accoppiare satinè con isabella oppure satinè in purezza?
Cordialmente. Giuseppe Salluzzo
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Gentile Sig. Salluzzo,
pur non allevando il canarino Satinè, me ne sono interessato nel recente passato per la mia attività di giornalista specializzato in ornitocoltura, intrattenendo dei contatti di lavoro con un noto allevatore del tipo, pluricampione italiano. Posso garantirle che mi ha confidato di riprodurre il tipo eminentemente in purezza, ricorrendo saltuariamente all'accoppiamento con Agata per rafforzare l'espressione cromatica della eumelanina bruna; ancora più sporadicamente con l'Isabella, al fine di migliorare estensione e completezza del disegno. Anche Giovanni Canali, nella prima edizione di "I Colori Nel Canarino" - Edizioni FOI 1992 - asserisce che il Satinè tollera bene l'accoppiamento in purezza, che tuttavia ridurrebbe la vitalità dei prodotti ed il rosso dell'iride. La mutazione Satinè è recessiva, monogenica legata al sesso. Pertanto da maschi Satinè per femmine di altro tipo, otterrà femmine Satinè e maschi tutti portatori. Qualora fosse la femmina Satinè ad assere accoppiata ad altro tipo non portatore di Satinè, otterrà tutti maschi portatori di Satinè; femmine non portatrici del tipo in parola. Gli Isabella rinvenienti da accoppiamento con il Satinè, se conformi allo standard, possono essere utilizzati per ulteriori accoppiamenti finalizzati alla selezione di Isabella. Anche se - di tanto in tanto - la mutazione recessiva Satinè, emergerà fenotipicamente nel ceppo di Isabella.
Cordialmente. Francesco Chieppa