Lettere Gennaio 2004
Canarino litigioso
Cove
Semi prativi
Rivista "Uccelli"
Muta straordinaria

 

Subject: aiuto

Ciao Francesco,
senti una cosa, volevo un aiuto.
Stamattina ho notato un canarino con delle piume rialzate, l'ho preso in mano e aveva praticamente una bolla d'aria che faceva alzare le piume. In effetti è la pelle che si è staccata e sotto c'è dell'aria.Come mai è successo e adesso come posso fare??Non mi è mai capitato! Spero che tu mi risponda presto. Ciao. Peppe

R

Ciao Peppe,
in che regione del corpo noti questo enfisema sottocutaneo?
Fammi sapere e ti dirò. E' molto probabile che si sia verificata la lesione di un sacco aereo. Dammi maggiori dettagli circa lo stato della bestiola e la presenza di eventuali sintomi generali di malessere, tipo: sintomatologia respiratoria, rantoli, aspetto "impallato", disappetenza, ecc. E naturalmente specificami la sede anatomica del fenomeno che noti.
Ciao, attendo maggiori dettagli.
Francesco Chieppa


Subject: aiuto2

Il canarino sta apparentemente bene, è solo un po' pigro,da adesso noto che dorme piu del solito.....
La "bolla d'aria" è comparsa proprio dietro la testa, di fianco insomma tra la spalla e la testa.....non so cos'altro dirti,come posso fare??E possibile che muoia??
Rispondimi presto!! Ciaoooooo
Peppe

R

Ciao Peppe,

il tuo canarino ha un enfisema sottocutaneo, anche detto pneumoderma, determinato con ogni probabilità dalla rottura di un sacco aereo cefalico (cervicale).

L'apparato respiratorio degli uccelli, è infatti strutturato in modo molto più complesso di quello dei mammiferi e consta, oltre che di trachea, bronchi e polmoni, di alcune esili ed ampie diramazioni bronchiali, in guisa di vere e proprie appendici sacciformi di aspetto trasparente, costituite da un epitelio squamoso semplice che poggia su tessuto connettivo: i sacchi aerei. Gli uccelli sono dotati di nove sacchi aerei: 1 interclavicolare, 2 cefalici (o cervicali), 2 paia di toracici (anteriore e posteriore), 1 paio di addominali. I sacchi aerei sono in comunicazione con le ossa pneumatiche degli uccelli, atte al volo. La funzione dei sacchi aerei è quella di intervenire nella dinamica e fisiologia respiratoria, potenziando gli scambi gassosi e l'ematosi (ossigenazione del sangue), in animali con attività metaboliche molto spinte, ed altrettanto rapide ed intense sintesi ossidative.

La rottura di uno o più sacchi aerei, con conseguente infiltrazione del loro contenuto gassoso nei tessuti circostanti, può essere il risultato di infezioni respiratorie discendenti, con interessamento dei sacchi aerei ( aerosacculiti ), traumi, fratture ossee complicate da processi batterici ( infezioni ascendenti, in considerazione dei rapporti di continuità dei sacchi aerei con le ossa degli uccelli ).

La terapia consiste per solito in trattamenti antibiotici - con farmaci ad ampio spettro - somministrati soprattutto per aerosol, in quanto l'epitelio dei sacchi aerei risulta scarsamente irrorato e le terapie sistemiche, possono non sortire l'effetto risolutivo desiderato. Se l'infiltrazione gassosa nei tessuti peri e sottocutanei, dovesse essere molto cospicua, è possibile alleviare la condizione del pennuto, evacuando delicatamente il gas, mediante aspirazione con siringa sterile. Sia l'intervento di aspirazione del gas che la terapia antibiotica per via generale e/o aerosol, sono di esclusiva pertinenza del medico veterinario.

Ciao Peppe, spero di averti soddisfatto con la mia risposta e, continua a seguirci sulla interessante rivista "Uccelli" e nel Forum del mio sito:

" Verdi & Ardesia " ( http://digilander.libero.it/verdi.ardesia )
che ultimamente sta facendo registrare notevoli incrementi di visite e consensi.

Francesco Chieppa


Subject: gazza-ladra

Buongiorno,
volevo una informazione sulle gazze-ladre...

Ho una casa con il giardino, mio padre essendo un bravo falegname, mi ha costuito una bella casetta x gli uccellini con la staccionata...
Sono gia' 3 anni che i COLIBRI' fanno il nido e i piccolini dopo essere stati svezzati spiccano al volo....

Questa estate ho notato che una o forse anche piu' Gazze ladre, hanno scoperto il rifugio ... e davanti ai miei occhi in velocita', si sono mangiati alcuni....

Abbiamo levato la staccionata dalla casetta di legno, e... quest'anno speriamo bene...

Ho 2 bellissimi scoiattoli che vengono a prendersi le noccioline, noci, arachidi ogni mattina... e un po' le mangiano nel mio giardino sugli alberi, mentre un po' saltano da un albero all'altro e portano le provviste nel nido....
Hanno ingrandito la famiglia e adesso devo portare alla mattina piu' noci xke' sono diventati 4 scoiattoli....

Quest'autunno un mio vicino ha visto una GAZZA...
che rincorreva nel giardino uno scoiattolo, x fortuna e' riuscito a scappare....

Ho notato anche che la GAZZA, oramai sa dove metto il mangiare x gli scoiattoli, e con mia curiosita' ho notato che anche una noce (chiusa, ovviamente), la prende con il becco e se la porta nel suo nido... penso...

Ora vorrei chiederLe, se gentilmente mi puo' dare qualche suggerimento x scacciare la Gazza.... altrimenti gli scoiattoli, colibri', merli non vengono piu' ....

Non voglio ovviamente far del male alla Gazza, ma ci sara' un qualcosa che la spaventa????

Grazie
Zafferini Lorraine

R

Gentile Signora,

dalla lettera che mi invia, intuisco che vive in una località da favola. Tra boschi di conifere verdeggianti, dove può addirittura osservare gli scoiattoli venire a cibarsi a pochi passi dal davanzale di casa. Complimenti e beata lei che può godersi scampoli di Natura-viva, in un contesto generale di diffuso degrado ambientale e di insensato sfruttamento delle utime risorse paesistiche!
Veniamo al dunque. Sì, le gazze costituiscono un problema reale, non solo per ornitofili-naturalisti e birdwatchers come lei, ma anche per noi ornicoltori amatoriali. Purtroppo, in contrasto con lo scenario naturale che mi ha evocato, devo dirle che la presenza della Gazza ladra ( Pica pica ) è indice strisciante di degrado ambientale, in quanto il gracchiante corvide - dal regime alimentare ampiamente carnivoro - non disdegna di insediarsi ai margini di territori degradati e diffusamente antropizzati, con presenza di discariche: risorse alimentari non trascurabili per il vorace uccellone opportunista, dalla livrea juventina. Esso, così come tenta di insidiare i suoi scoiattoli ed i piccoli uccelli granivori ed insettivori ( non Colibrì che sono in larga parte specie tropicali ) usi nidificare nelle casette-nido che ha amorevolmente messo a loro disposizione, altrettanto non teme di frequentare i nostri aviari su terrazze e verande, riuscendo talora a depredarli dei canori pennuti che vi alleviamo. Trovare un rimedio a tanta sfrontata tracotanza, non è facile, perchè la nostra Pica è un volatile molto, molto intelligente e scaltro. Scartando l'ipotesi di piazzare nei luoghi che si intenda difendere dal corvide, dei dispositivi acustici di disturbo ( tipo speciali cannoncini con colpi a salve ) che inevitabilmente finirebbero per disturbare anche noi, o i nostri amici fringillidi, l'unica alternativa è di ricorrere al vecchio, caro spaventapasseri, magari rivisitato in chiave più moderna. Ad esempio: un manichino vestito di tutto punto, con tanto di cappello a larghe falde, da piazzare nei luoghi dai quali si vuole scacciare la gazza. Perchè l'inganno funzioni - e non è facile che la Pica pica vi caschi... - viene anche consigliato di cambiare spesso posizione ed atteggiamento al manichino. Funzionerà ? Provare non nuoce; poi ci faccia magari conoscere il relativo esito. Saluti!

Francesco Chieppa


Subject: domanda

Chiedo consiglio riguardo al fatto che avendo una coppia di Diamanti Gould, Cardellini, Canarini, Lucherini ed un Usignolo del Giappone vorrei metterli in una voliera sul balcone dove la temperatura di notte (invernale) è sui 7 gradi, essendo a Genova, vorrei sapere a quali problemi potrei incorrere e come suddividerli.
Voliera 160x50x50 divisibile in 2 sezioni.
Grazie per l'aiuto e consiglio Pino.

R

Gentile Ornitofilo,
in relazione al quesito che ci pone, non ci spaventa pensare ad una collocazione esterna di canarini ed uccelli indigeni ( lucherini e cardellini ), naturalmente avendo l'accortezza di schermare bene il gabbione con dei fogli di plastica, in modo da ripararlo soprattutto dal vento gelido. Non altrettanto pensiamo le si possa consigliare per Usignoli del Giappone e Diamanti di Gould, che costituiscono specie esotiche, per le quali occorre che la temperatura non scenda sotto i 10-15C°.
Cordialmente.

Francesco Chieppa



Subject: domande sui canarini

Egr. Sig. Chieppa sono un neo allevatore di canarini,ho ripreso questa passione dopo anni di abbandono,volevo porgerle una serie di domande viste le sue indubbi qualità e i suoi consigli utili:
uno dei canarini da me posseduti credo soffra d'asma cosa mi consiglia?uso una terapia a base di bentelan una compressa da 05 gr. in un litro d'acqua datagli 3 gg. si ed 1 no per tre volte crede che vada bene?faccio bene a tenere l'uccellino da solo in una gabbia o posso unirlo agli altri maschi? tra poco si avvicini il periodo della riproduzione e volevo da Lei qualche consiglio utile tipo se dare delle vitamine prima durante e dopo la riproduzione,quando mettere il nido nella gabbia,quando introdurre il maschio?faccio bene a mettere un maschio con 2 femmine?potrei avere problemi?
Aspetto una sua risposta e le mando i miei più cordiali saluti

R

Gentile Lettore,
anzitutto, bentornato all'hobby ornitofilo! Passo a rispondere ai suoi quesiti.
Contrariamente a quanto diffusamente ritenuto, gli uccelli non soffrono d'asma, malanno che nell'uomo si identifica essenzialmente in uno stato flogistico-ipersecretivo cronico primario della mucosa bronchiale, con accessi di broncospasmo. Nei nostri uccellini in realtà, vi possono essere delle patologie infiammatorie secondarie del loro complesso apparato respiratorio, ma queste si devono far sempre risalire ad infezioni da microrganismi, o infestioni da forme parassitarie ( soprattutto Acari). Purtroppo è molto difficile per il medico veterinario - figura professionale alla quale è sempre opportuno ricorrere in caso di indisposizione dei nostri beniamini piumati - riuscire a porre una diagnosi differenziale, anche perchè sovente vi può essere una compartecipazione di più agenti patogeni di differente natura. Da quanto le ho succintamente esposto, comprenderà che il trattamento con cortinone ( il suo Bentelan ), non è assolutamente indicato a contrastare forme di tipo infettivo e/o parassitarie, poichè esse sono sì causa di infiammazione delle vie aeree, ma secondarie alla presenza del patogeno. Occorre dunque in questi casi, essenzialmente impostare una terapia mirata contro il microrganismo patogeno: ( antibiotici per i batteri ) antifungini ( per le forme micotiche ) antiparassitari ( per le infestioni parassitarie ). Il cortisone viceversa, in quanto farmaco immunodepressore ( le sarà noto che viene impiegato tra l'altro in medicina umana, contro i rigetti d'organo da trapianto ) non ha indicazioni per contrastare patologie infettive e parassitarie, determinandone anzi un decorso clinico più aggressivo, in assenza di un sistema immunitario normalmente competente. Naturalmente tutti i soggetti dell'allevamento denotanti sintomi di indisposizione, vanno prontamente isolati dai conspecifici, onde evitare che eventuali patologie infettive e parassitarie, possano più facilmente diffondere al gruppo. Circa l'integrazione vitaminica: prima,durante e dopo le cove, va senz'altro periodicamente praticata, magari preoccupandosi di utilizzare un integratore multivitaminico contenente anche aminoacidi.
La scelta di utilizzare il maschio in poligamia ( con due o più femmine ), può essere valida se ha sufficiente tempo da dedicare ai suoi riproduttori e dispone di maschi vigorosi e di ottimo standard. Pratichi pure quel metodo che, tuttavia, crea degli inevitabili problemi in fase di svezzamento delle nidiate, allorchè i pullus non ancora autosufficienti reclameranno l'imbeccata e, la canarina sarà distratta dalla foga di intraprendere una nuova nidificazione. Con la coppia fissa, si dispone del maschio per il divezzamento dei pullus, allorchè la canarina inizia una nuova nidificazione.

Se utilizza un maschio per più femmine, introdurrà il maschio nella gabbia della canarina, allorchè questa avrà quasi ultimato la costruzione del nido, per ritirarlo a deposizione ultimata.
Il nido lo inserirà in gabbia, allorchè deciderà di dare avvio alle cove. La presenza del sito di nidificazione - unitamente al materiale da imbottitura - ha un notevole effetto acceleratore sulla forma amorosa di entrambi i partner piumati. Cordialmente e Buone Cove!

Francesco Chieppa


Subject: cocorita

Gentile Sig. Chieppa,

mio padre ha trovato un pappagallino ondulato dal suo gommista, ha comprato una gabbietta e l'ha portato a casa. In passato abbiamo avuto un pappagallino uguale (sempre raccolto), e lo lasciavamo liberamente
svolazzare per casa, perche' ci eravamo accorti che l'avevano probabilmente abituato.
Con questo non sappiamo come comportarci: abbiamo paura che facendolo uscire dalla gabbietta si spaventi e si faccia del male. D'altra parte ci piacerebbe farlo uscire per permettergli di volare! Grazie per la Sua attenzione.
Cordiali saluti e buon lavoro, Chiara, da Verona

R

Gentile Chiara,
è inevitabile che alle sue prime sortite dalla gabbia, il pappagallino sarà disorientato ed anche un tantino spaventato.
Al momento evitategli questo genere di "addestramento". Lasciate che passi un pò di tempo, perchè la cocorita si abitui alla vostra presenza ed al nuovo ambiente domestico circostante; quindi avviate i vostri tentativi.
Naturalmente il volatile andrà liberato in una stanza priva di pericoli ( fornelli accesi e pentole con acqua calda o fredda, lampade ad incandescenza a "portata di ali", eventuale micio di casa, ecc.). Vedrà che in breve lo psittacide imparerà a sgranchirsi le ali, e farà tesoro dei suoi padroni tanto amorevoli. Auguri!
Francesco Chieppa


Subject: quesiti

Gentilissimo sig. Chieppa,
le vorrei porgere altri quesiti:
possiedo una canarina che allo svezzamento possedeva una pezzatura nero-bruna a mo di calotta e al momento della muta giovanile, è scomparsa lasciando solo una leggera nebbiolina sulle piume interessate, mi sa dire qualcosa in merito? Da parte mia ho sentito parlare di piumette singole che cambiano colore, ma mai (ad eccezione del mitico London Fancy) di zone melaniche (quella in questione ha una superficie di circa 1,5 cm x 1,5 cm) che diventano lipocromiche. Tale canarino proviene da incroci incontrollati e sostituzione di uova, in canarini che uso come balie e di cui non ho annotato nessun dato (non avrebbe avuto senso), comunque penso di avere individuato con certezza la madre e un fratello, il padre un meticcio mosaico lipocromico, molto meticcio e poco mosaico, aveva la singolare caratteristica di un piumaggio totalmente lipocromico con zampe e becco scuri, che comunque ho ceduto per sovrannumero e prima di notare la peculiarità della figlia, aggiungo che se ben ricordo padre e madre sono fratello e sorella, provenienti da diverse covate. Secondo lei si tratta di una anomalia o di una mutazione? Comunque ho intenzione di accoppiare il fratello con la sorella e con la madre, va bene o mi consiglia
qualcos'altro per tentare di fissare la mutazione (se di mutazione si tratta?).

- il secondo quesito è questo, sono riuscito a procurarmi una coppia di Lizard che invece si è dimostrata una coppia di maschietti Lizard, per cui sono di nuovo al punto di partenza, la mia ricerca di femmine è continuata ma l'unica disponibile è separata da me da circa 1300 km e da un costo esoso a cui si aggiunge la spedizione via aerea. Le chiedo: ho qualche
possibilità di ottenere qualcosa di valore, accoppiando con femmine nerobrune e poi seguendo la strada dell'incrocio di ritorno, ( Lizard x F1, Lizard x R1, Lizard x R2, ecc.)?

Terzo e ultimo quesito è questo: è consigliabile accoppiare un maschio phaeo (bruno rubino fondo giallo) con una femmina ardesia? Vorrei ottenere dei phaeo bianco dominante.
Ora lei mi dirà, invece di fare insalate perché non allevi solo una o due razze di canarini? Ha ragione ed è quello che farò quando avrò sufficienti coppie di Lizard, nel frattempo...
La saluto e la ringrazio, non prima di averle detto che mi ha fatto molto piacere aver visto pubblicata la mia lettera su Uccelli, resto in attesa di una sua cortese risposta.
Celestino Costanzo
p.s. ha ricevuto la mia mail con le foto di quegli insettivori anonimi?

R

Gentilissimo Celestino,

ho ricevuto la sua precedente e-mail con le allegate foto - questa volta molto nitide e chiare - per le quali la ringrazio. Avendo da tempo allertato sulla questione del suo "uccello misterioso", il nostro direttore-editore: Italo Feregotto, ho subito inviato in redazione ad Udine le relative foto. Il direttore Feregotto, credo abbia individuato la specie di appartenenza del suo singolare volatile e vedrà che, in uno dei prossimi numeri di "Uccelli", troverà una traccia concreta di esso. Ma non è stato facile!

Vengo al suo quesito inerente la canarina con pezzatura sulla calotta cranica, poi svanita dopo la muta del piumaggio. Anzitutto devo dirle che il piumaggio giovanile, può subire normalmente delle notevoli modificazioni cromatiche, dopo la prima muta. Parimenti, la carica melaninica nei canarini melanici, può manifestare delle modificazioni di tipo quantitativo, in senso riduttivo o estensivo. Un paio di anni fa, ad un allevatore di Bari, da una coppia di canarini neri a fattore giallo, nacquero alcuni pullus a piumaggio giovanile totalmente nero e privo di disegno. L'inconsueto evento fece gridare al mitico "canarino nero" ed un noto giudice internazionale del colore, mio amico e corregionale, si affrettò a documentare l'accaduto, con eloquenti foto - che non lasciavano il minimo dubbio sulla portata del fenomeno - ed una sua nota di commento, poi apparse sull'Organo federale FOI
: "Italia Ornitologica". Purtroppo dopo la muta, i fantomatici "canarini neri" in oggetto, subirono una vera e propria metamorfosi, trasformandosi in dei comuni mediocri nero gialli (verdi), per giunta neppure da esposizione!
Quindi, come vede, sono cose che capitano.
Il mitico canarino London Fancy, pare nascesse totalmente melaninico, per poi conservare detta pigmentazione cromatica, solo su penne remiganti e timoniere. Ciononostante, è più che legittimo che lei desideri fare delle sperimentazioni, su soggetti in suo possesso che, indubbiamente hanno presentato - in relazione a quanto ci scrive - un qualcosa di non proprio consueto. Direi che il programma di accoppiamenti consanguinei da lei pianificato, vada più che bene. Trovo singolare l'aspetto fenotipico del canarino padre, che ci descrive totalmente lipocromico, ma con zampe e becco molto ossidati.

A proposito dell'ipotizzato meticciamento dei suoi Lizard maschi, con femmine di colore di tipo nero, non posso che dissuaderla. Il canarino Lizard rappresenta la più antica razza di canarino, arrivata sino a noi. La sua origine genetica, è ancora in gran parte nebulosa. Ultimamente questo bel canarino, è stato assurdamente meticciato con canarini ardesia, canarini a fattore rosso, ecc. - a parer mio - più per spirito di sensazionale innovazione, che per avvedute ragioni selettive. Io le sconsiglio pertanto decisamente quanto ipotizza, poichè - ritengo - non la porterebbe a nulla di eccelso. Magari faccia pure gli accoppiamenti che mi accenna, ma solo per non tenere improduttivi un anno intero i suoi maschi e, svezzare dei canarini di cui disfarsi.

Circa l'unione di maschio phaeo ( bruno rubino giallo ) con canarina nero bianco. Teoricamente potrebbe farsi ed otterrebbe tutti soggetti neri ( a fattore giallo e bianco ), portatori di phaeo. Tuttavia le chiedo: se il suo scopo è eslusivamente quello di produrre dei buoni phaeo bianchi, non sarebbe più conveniente introdurre l'apigmentazione, accoppiando il phaeo giallo in suo possesso, con una canarina bruno bianco? Manterrebbe meglio la carica feomelaninica dei suoi phaeo, non le pare?

Abbiamo pubblicato la sua precedente lettera su "Uccelli", così come facciamo per tutte le missive che ci pervengono. Riceviamo tantissima corrispondenza, dai numerosissimi Lettori della rivista sparsi un pò per tutta la Penisola, che ci seguono sempre con tanto affetto ed interesse. Cerchiamo da parte nostra, di fornire comunque una risposta - il più possibile meditata ed attendibile - a quanti si rivolgono ad "Uccelli". Speriamo di riuscire nel nostro intento. Lo scopo è quello di dare una mano
a chi coltiva il nostro stesso hobby - limitatamente alla nostra esperienza e competenza - nella speranza di contribuire così alla ulteriore crescita dell'ornitocoltura. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: canarini

Egr. Sig. Chieppa mi scuso in precedenza se Le arreco ancora disturbo dopo la mail di risposta ai miei quesiti.Infatti, dopo quella mail mi sono sorti alcuni dubbi che spero Lei potrà farmi passare.Le parlavo di quel canarino che presumevo soffrisse d'asma e Lei mi ha detto che tutto ciò non pùò essere, allora vorrei sapere qual'è il malanno a cui il mio canarino è soggetto dicendole quali sintomi noto in lui.Premesso che per ora li tengo alloggiati in casa, tendo a metterli esposti al sole quando ciò è possibile e in questi momenti il suddetto canarino è molto vivace e prova a cantare ma esce sempre un suono stridulo e poco melodico (deve pensare che, per via delle sue doti canore, lo chiamavo Bocelli che per ora ancora non sento). Quando poi cala il sole, il canarino tende ad arruffarsi e respira muovendo la coda ritmicamente,inoltre la mattina notavo(non sempre però) che il suo respiro era più pesante e qualche volta sentivo un "PA PA PA PA" ma dopo poco passava,ascoltandolo all'orecchio sentivo un respiro più pesante,allora ora mi chiedo, cosa può essere? Se può rispondermi e se ha capito cosa potrebbe essere mi può dire quale sarebbe la cura adatta?
La ringrazio e aspetto una sua risposta
Piero Cifaldi

R

Gentile Lettore,

dagli elementi che mi fornisce e, soprattutto, se la sintomatologia in oggetto va avanti da diverso tempo, potrebbe trattarsi di Acariasi respiratoria. Tuttavia, sarebbe opportuno portare il volatile all'osservazione di un medico veterinario, esperto di clinica dei volatili d'affezione, per una corretta diagnosi e relativa terapia. Qualora si trattasse effettivamente di una affezione da acari delle vie respiratorie, la relativa terapia comporta l'impiego di farmaci che solo il medico veterinario può prescriverle e, da impiegare sotto la supervisione del professionista. Auguri!

Francesco Chieppa


Subject: canarino litigioso

Torno in argomento circa la riproduzione del canarino.
dopo un primo periodo di separazione (circa 2 settmane) ho di nuovo messo insieme i due canarini che, questa volta, non hanno piu' litigato.
Anzi, con mio stupore, (ma forse perche' la temperatura in casa e' certamente piu' calda cosi' come l'esposizione alla luce piu' lunga) si sono quasi subito accoppiati.
E' stato bello vedere come la femmina abbia preparato il nido (le ho fornito juta e un nido gia' intrecciato) ma sono ormai passati 5 gg. e non sono state deposte uova, anzi il maschio di tanto in tanto continua a cercarla e si riaccoppiano (almeno una volta al giorno).
Essendo alle prime esperienze, mi domando se il comportamento e' quello giusto, o se invece devo intervenire. Preciso che anche per i canarini è la loro prima volta, per cui anche se madre natura gli avra' insegnato tutto, sono ansioso di sapere se fin qui va tutto bene.
Grazie del tempo che vorra dedicarmi.

R

Gentile Lettore,
non sia apprensivo! Vedrà che tra qualche giorno, troverà nel nido le prime ovette. Auguri e se le cose non dovessero filar lisce, ci scriva ancora e vedremo di aiutarla. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: cove

Carissimo Chieppa
approfitto della sua disponibilità per porle un quesito semplicissimo ma che ancora oggi dopo tanti anni di allevamento mi lascia perplesso: una canarina che abbia uova chiare, va lasciata covare e per quanti giorni oppure è meglio interrompere la cova per ripartire? Qual'è la cosa più utile per l'animale....la cova o l'interruzione anche ai fini del proseguo della stagione?
Grazie Emilio Ficarra

R

Gentile Sig. Ficarra,
in condizioni normali per i nostri canarini domestici, tra un ciclo di deposizione ed il successivo, trascorre un arco temporale di minimo trenta giorni ( tra deposizione, periodo di incubazione, allevamento della prole ). Se all'epoca della speratura ( settimo giorno di incubazione ), le uova covate dalla chioccia dovessero risultare sterili: rimuovendo nido ed uova chiare; lasciando la canarina senza nido per 4/5 giorni; successivamente reinserendo nido pulito e materiale da imbottitura in gabbia, si accelera una nuova ovodeposizione e si guadagna - in piena stagione riproduttiva - del tempo prezioso. Io mi comporto come le ho detto. Naturalmente ogni allevatore ha i suoi metodi di allevamento e come ben sa, non esiste ricerca scientifica ufficiale e di riferimento, nel campo dell'ornitocoltura!
Saluti.
Francesco Chieppa


Subject: semi prativi

Salve, sono Michele da Taranto, le scrivo per una informazione: ho letto che ai cardellini nel periodo riproduttivo si danno SEMI PRATIVI. Quello che non sò è dove trovare in commercio questi semi prativi, la ringrazio per il suo cortese aiuto.

R

Gentile Ornitofilo,
i "semi prativi" sono infiorescenze di essenze erbacee della flora spontanea, contenenti semi allo stato immaturo (lattiginoso). Questo particolare genere di prodotto, non è reperibile in commercio in nessun tipo di rivendita. Deve pertanto provvedere lei in prima persona, a raccogliere i vegetali in parola, naturalmente in campi esenti da forme di inquinamento (chimico-organico).
Cordialmente.
Francesco Chieppa


Subject: rivista "Uccelli"

Ciao scusami ma ho letto di una rivista (Uccelli ) o sbaglio? Dimmi se esiste e come faccio ad abbonarmi. Ti saluto caramente.

R

Certo che esiste, da oltre quarant'anni!!! Non è una battuta.
Vai nel sito web della Editrice Ibis di Udine, e prendi visione del mensile: www.uccellibis.com

E per dimostrarti che "Uccelli" esiste e come, inseriamo questa cortese tua nella rubrica di risposte a quesiti che, mensilmente curo per il periodico di ornitocoltura in parola! Saluti.

Francesco Chieppa


Subject: muta straordinaria

Egr. Sig. Chieppa,
torno ancora a parlarLe dei miei canarini per esporLe un nuovo quesito: uno dei miei maschi, un soggetto inanellato nel 2003, di colore bianco recessivo, ha iniziato improvvisamente, pur trovandoci nel periodo invernale, a perdere penne e piume, soprattutto nelle ali. Il soggetto in questione presenta un comportamento del tutto normale e collabora con la femmina tanto nella preparazione del nido, quanto nella cova. Purtroppo però queste ultime non risultano feconde e l'uccellino ha perso le sue facoltà canore. Le preciso ancora una volta che la gabbia è collocata in ambiente interno, non soggetto a riscaldamento artificiale, almeno diretto. Da cosa potrebbe dipendere e in che modo, eventualmente è possibile far fronte a questa situazione? Avevo ipotizzato, nel tentativo di salvare la covata, di far coabitare con la femmina un altro maschio, prelevandolo da un'altra coppia, ma i miei soggetti fanno coppia fissa e così il nuovo arrivato è stato allontanato come un intruso.
RingraziandoLa per la Sua cortese risposta La saluto cordialmente.
Lucia Ponte

R

Gentile Signora,

da quanto mi espone nella sua missiva, è sin troppo evidente che il suo canarino stia attraversando una muta fuori stagione (cosiddetta "falsa muta"). Le cause da invocare potrebbero essere di diversa natura, tuttavia, in considerazione del recente trasferimento dei suoi volatili, da ambiente soggetto a prolungamento artificiale del fotoperiodo (illuminazione
artificiale) ad altro a fotoperiodo naturale; ritengo che la spiegazione del fenomeno sia da individuare in una repentina riduzione delle ore di luce che, ha sostanzialmente riprodotto un fotoperiodo di "tipo autunnale", conciliando nel soggetto, evidentemente più sensibile e predisposto, una nuova muta. A questo punto, occorre attendere che il canarino ultimi il ricambio del piumaggio, prima di poterlo riavere fertile e canterino. Lo isoli in una gabbia a parte e lo alimenti con: pastoncino da allevamento integrato con uova sode fresche, miscela contenente il 30-35% di semi oleosi, ed una generosa integrazione di sali minerali e vitamine. Nel frattempo, alla femmina rimasta spaiata, potrebbe concedere la saltuaria compagnia di uno degli altri suoi razzatori, al fine di consentire la fecondazione delle uova, operando in questo modo: introduca il maschio prelevato da altra coppia, nel tardo pomeriggio, per poi ritirarlo al mattino seguente e ricollocarlo nella gabbia della femmina alla quale era accoppiato. Protragga le visite sino al termine della ovodeposizione, allorchè potrà riunire alla femmina in cova il suo precedente partner che,
ultimerà la muta durante l'incubazione delle uova, per poi cooperare con la canarina a tirar sù la nidiata. Spero di essere stato chiaro e ci tenga informati dell'andamento delle cove.
Cordialmente. Francesco Chieppa