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Lettere
Gennaio 2006 |
Salve,
sono un giovane allevatore di canarini di colore di Messina. Le scrivo per cercare di capire e per non trovarmi nello stesso problema, la prossima stagione cove. Cercherò di essere il più chiaro possibile in modo da darle un quadro completo della situazione. L'anno scorso, per mia sfortuna, mi sono trovato a combattere una malattia che ancora adesso non riesco a capire cosa sia e cosa l'abbia provocata, o portata nel mio allevamento.
Per problemi di spazio ho 2 locali dove allevo i miei amati canarini: uno sito nella casa dove abito d'inverno e l'altro in un box tutto chiuso in alluminio, nel giardino sito nella casa estiva (lontani diversi km ). Tutto è iniziato la precedente stagione cove, quando in una sola coppia ( canarini gialli ) ormai all'ultima covata dopo che avevano portato avanti egregiamente ben 10 piccoli ( 5+5 nelle precedenti 2 covate ), i 4 piccoli muoiono dopo 7-8 gg. con questi sintomi: escrementi liquidi, non crescevano più anzi dimagrivano, la madre col ventre imbrattato e una patina bianca in bocca, anzi nello stadio avanzato della malattia il becco si ingrossa tipo deformazione.
Per dire la verità me ne sono un po' fregato, ho pensato che ormai era l'ultima covata ed i genitori erano anche loro stressati e quindi li hanno fatti morire, anche se dentro di me sapevo che non era così. Di questa coppia ho tenuto solo 2 figli maschi, il resto li ho levati con i genitori.
Dopo questa premessa andiamo alla scorsa stagione cove, anno 2004/2005. Tutto sembrava tranquillo anzi andava troppo bene. Avevo risolto il problema della mortalità embrionale che avevo avuto la scorsa stagione cove, usando un mese prima dell'accoppiamento il Ciproxin 250 mg. ( infatti la mortalità embrionale è stata prossima allo 0 ). Quindi la prima covata per entrambi gli allevamenti si è conclusa alla grande. Si passa alla seconda covata e purtroppo avevo cantato vittoria troppo presto nel 2° locale ( casa estiva ); in una coppia di canarini verdi ( o meglio neri ), dopo circa 7 gg. muoiono i suoi 4 piccoli e purtroppo ho riscontrato gli stessi sintomi dell'anno prima, dove la cosa che mi è rimasta più impressa è stata quella patina bianca in bocca, che arrivava fino in gola.
Mi sono detto, si ricomincia.
Dopo 2 gg. nascono i piccoli alla coppia vicino e anche questi muoiono dopo circa 7 gg., con gli stessi sintomi. Premetto che i genitori di entrambe le coppie sono degli ottimi genitori, in quanto hanno imbeccato i piccoli fino alla fine anche se poi l'ultimo giorno i piccoli non riuscivano più ad aprire la bocca, erano pelle ed ossa. Queste coppie sono partite subito per la 3° covata, mentre il resto dell'allevamento era ancora alla 2°covata. In questa 3°covata ho fatto l'errore di togliere le uova a questi e le ho passate ad altre 2 coppie ( l'ho fatto per vedere se erano i genitori a trasmettere la malattia, o la portavano i piccoli ). Una covata è andata a finire nell'allevamento della casa invernale, cioè dove ancora non avevo riscontrato nessun sintomo di malattia ( questo è stato l'errore più grosso ). Alla nascita di questi piccoli, al solito dopo 6-7 gg., muoiono sempre con gli stessi sintomi.
Qui ho incominciato a capire la gravità della cosa, quindi prendo questi piccoli e li porto ad analizzare, li do ad un amico veterinario ( neo laureando )che quasi subito mi dice che non ci sono salmonelle e che ha riscontrato delle cose, e quindi farà l'antibiogramma. Dopo circa una settimana mi comunica che ha trovato delle cose strane dei protei e mi dice che devo usare il TETRASPIRAL della candioli a base di Ossitetraciclina. Nel frattempo quelle 2 coppie sono partire (anche se io non volevo) per la 4° covata (in questo modo però potevo verificare l'efficacia del medicinale).
Ho fatto il trattamento a tutti i canarini del 1° e del 2° allevamento per 10 gg., e come per miracolo le 2 coppie incriminate hanno portato in modo esemplare queste covate 3 e 5 piccoli senza manifestare nessun sintomo. Ma il problema purtroppo non si ferma qui, nel locale invernale dove ancora non avevo avuto nessun sintomo, dopo l'errore che ho fatto, cioè quello di passare le uova probabilmente infette, questi piccoli una volta nati muoiono anche loro con gli stessi sintomi ( ecco come forse è entrata la malattia anche nel locale invernale ). Le coppie ( del locale invernale ) delle quali avevo passato le uova infette, partono per la 3° covata (ultima), per cautelarmi somministrai già dal 2 gg. l'Ossitetraciclina in dose come per gli adulti, direttamente nella bocca dei piccoli, alla dose di 2 gocce per piccolo, solo che verso il 7 gg., ad uno di questi piccoli spuntano delle piccole macchiette bianche, continuo a dare il medicinale fino a 10 gg. Per fortuna riescono a sopravvivere, anche se presentano una volta involati il piumaggio un po' gonfio.
Purtroppo mi è successo un altro caso in 3 covate distinte ( sempre nel locale invernale ). In una coppia ( per me modello ), dopo che aveva portato avanti ben 12 piccoli nelle precedenti 2 covate. Nella 3° covata i suoi piccoli muoiono quasi subito a circa 3-4 gg. e in più, lei aveva anche 2 piccoli di un'altra coppia ( anche loro le precedenti covate non hanno manifestato nulla ) che muoiono dopo circa 7 gg. sempre per lo stesso motivo ( patina bianca in bocca fino in gola ). Negli altri 2 nidi e per la precisione 1 piccolo per nido ( i più piccoli della nidiata ) manifestano sempre gli stessi sintomi, io li ho subito levati ( quasi allo stadio iniziale della malattia ) e li ho messi insieme a quei piccoli già malati descritti precedentemente.
Ora le chiedo come mai gli altri fratelli non hanno presentato la stessa malattia?
Nel frattempo ho fatto di testa mia. Ho praticato un trattamento solo a questa coppia con il Fungilin, oltre che nel beverino anche direttamente in bocca ai piccoli. I piccoli si sono salvati e regolarmente involati. La cosa strana che il veterinario a cui ho portato a far analizzare i cadaveri, mi diceva che non ha riscontrato nè salmonella nè proventricolite e nè candisi, anzi mi diceva che nel gozzo ci sono tantissimi batteri e lui mi consigliava di usare la Tilosina (tylan).
Che cosa cura questo medicinale?
Secondo lei può servire anche questo trattamento?
Volevo chiederle un'altra cosa: secondo lei l'ossitetraciclina ( cura fatta in precedenza ) ha azione anche lieve contro la proventricolite? Perché non riesco a spiegarmi il miracolo delle 2 coppie incriminate.
Forse i genitori hanno fatto gli anticorpi contro questa malattia?
Mi consiglia di levarli i genitori? E i figli?
Un ultima domanda il Bimix sciroppo, cura la colibacillosi?
Può essere sostituito al Ciproxin o sono 2 cose differenti?
Se hanno la stessa azione contro la colibacillosi con quale medicinale si ha più risultati?
Secondo lei, dato che ho avuto un netto miglioramento per quanto riguarda la mortalità embrionale, mi consiglia di fare quest'anno lo stesso trattamento precove? Magari usando invece del ciproxin il bimix?
Dato che l'anno scorso ho avuto questi problemi di probabile proventricolite, devo fare qualche cura precova il prossimo anno? Come posso fare per vedere se effettivamente sia proventricolite? Magari un analisi sulle feci dei novelli?
In ultimo vorrei sapere come poter disintossicare questi poveri animali dopo tutte queste torture.
Mi scuso per la lunghezza della lettera, per l'infinità di domande fatte e per la confusione che ho creato nell'esporre, ma l'angoscia per questi piccoli animali è tanta, e vorrei in qualche modo risolvere il caso. Vorrei un suo parere circa come devo comportarmi sia con i novelli sia con i genitori, cosa devo fare o cosa dovevo fare e cosa ne pensa di questa malattia.
La saluto e la ringrazio anticipatamente per una sua risposta.
Lettera Firmata
R
Gentile Lettore,
alla sua lunga missiva si risponde agevolmente in poche battute. Da tutto quanto mi ha esposto, deduco lei debba avvertire dei problemi di conduzione dell'allevamento, causa di uccellini affetti da germi patogeni e patogeno-opportunisti, di varia natura. Il fatto che registrasse già in precedenza percentuali elevate di mortalità embrionale, mi fa pensare che i problemi fossero precedenti ai fatti che ci espone. Il trattamento con la ciprofloxacina ( Ciproxin da 250 mg. ) - peraltro pericolosamente inflazionato ultimamente da tanti allevatori, come la panacea in grado di risolvere tutti i problemi dei nostri aviari - è stato empirico ed approssimativo, in mancanza di una diagnosi specifica inerente la causa della mortalità embrionale. Detta terapia antibiotica ha molto probabilmente aperto la strada al Proteus ( diagnosticatole ), enterobatterio Gram negativo, ed alla Candida ( micete opportunista ) responsabile di localizzazione alle mucose orali, in guisa di patima biancastra che lei descrive con dovizia di particolari.
Del resto, se volessimo per un attimo applicare il criterio fallace della diagnosi "ex iuvantibus" ( cioè a seguito del giovamento terapeutico ottenuto ), dovremmo concludere che v'erano certamente miceti ( Candida albicans ), visto che l'amfoterina B le ha permesso di salvare i volatili trattati.
Più indicati per lo specifico problema, sarebbero stati la Nistatina, il Ketoconazolo o Fluconazolo.
Lasci perdere per il futuro i trattamenti pre-cova a casaccio, o per sentito dire da altri allevatori. Si comporti in modo più scientifico. In questo periodo, se ancora non l'avesse fatto, faccia eseguire una coproscopia-coprocoltura delle feci dei suoi canarini, prelevate a campione in zone differenti dell'allevamento. Se emergessero problemi parassitari, batterici o micotici, sarà il laboratorio ed il suo medico veterinario a fornirle l'indicazione del farmaco specifico da utilizzare. Cerchi di farsi fare anche un esame virologico, tanto per disporre di un quadro più completo.
Se il problema della eccessiva mortalità embrionale dovesse ripresentarsi, faccia analizzare presso un laboratorio specialista in diagnostica veterinaria, il contenuto di alcune uova abortite, consegnate intere.
Lasci perdere tutti i trattamenti per tentativi, con farmaci antibiotici ad ampio spettro, che favoriscono le infezioni opportunistiche come la candidosi, il cui agente etiologico è un normale componente la microflora della mucosa intestinale che inizia a riprodursi a ritmo patologico e produrre malattia, allorchè con trattamenti antibiotici spropositati, si vada a sconvolgere il naturale microbismo intestinale.
Curi scrupolosamente alimentazione ed integrazioni vitaminico-minerali dei suoi uccellini. Somministri dei probiotici ad effetto immunostimolante e modulatore la flora batterica saprofita. Eviti ai piumati - per quanto possibile - gli stress; igienizzi periodicamente i locali di allevamento. Eluda pure gli eccessivi contatti con l'ambiente esterno - in specie durante le cove - limitando le visite degli allevatori. Sempre le intrusioni di uccelli selvatici e roditori. Non utilizzi neppure i locali di riproduzione ed allevamento, quale deposito di alimenti provenienti direttamente da fuori. Esegua le quarantene dei soggetti acquistati, o di rientro dai concorsi.
E faccia eseguire periodicamente degli esami di laboratorio su campioni di materiale biologico, al fine di testare l'andamento dell'allevamento sotto il profilo microbiologico.
Vedrà che ottimizzando il management e la sorveglianza/prevenzione sanitaria ( profilassi ), non avrà ulteriori problemi. Cordiali saluti.
Francesco Chieppa
Subject: Quesiti vari
Caro Francesco,
volevo chiederti un'altra cosa, si puo usare il Supradin ad uso umano, come vitamine per i canarini? Ed in quale dosi? Grazie.
Gianpaolo Dionisi
R
Gentile Gianpaolo,
rispondo a tutti due i quesiti che mi hai indirizzato: quello inerente i tempi di fecondazione di una canarina da parte del maschio, e questo circa l'integrazione vitaminica.
1) l'apparato genitale femminile degli uccelli è anatomicamente predisposto a mantenere vitale il seme maschile, per un periodo di tempo considerevole. Anche più di una settimana. Pertanto una copula regolare che avvenga in prossimità della maturazione del grappolo ovarico, dovrebbe essere sufficiente a consentire la fecondazione dell'intera covata. Tuttavia è consigliabile attardarsi un pò nel presentare il maschio alla femmina in estro. Meglio attendere la deposizione del terzo uovo, prima di separare i partner. Naturalmente un singolo maschio può essere offerto a rotazione, durante la giornata, a due diverse femmine in nidificazione. Sconsiglio di far praticare più di due "incontri galanti" quotidiani ad un razzatore, se si vuole preservarne salute e vigore sessuale.
2) Il complesso vitaminico che indichi è per uso umano. A parte il fatto che le singole vitamine sono assortite in percentuali confacenti ai fabbisogni fisiologici dell'uomo, resta da considerare il non sottovalutabile aspetto della vitamina D. I mammiferi sono in grado di sfruttare adeguatamente l'attività coenzimatica della vit. D2 ( ergocalciferolo ), a differenza degli uccelli che traggono vantaggi soprattutto dalla disponibilità di vit. D3 ( colecalciferolo ). Un multivitaminico per uso umano ( mammiferi ), contiene soprattutto vitamina D2; altro specifico per ornitologia: D3.
La vitamina D svolge negli organismi viventi una indispensabile azione regolatrice il metabolismo del calcio. Tale funzione è particolarmente importante negli uccelli in fase di riproduzione, allorchè i fabbisogni dietetici della vitamina D si elevano sensibilmente, al fine di consentire una migliore assimilazione intestinale del calcio dietetico ed una più attiva deposizione del macroelemento in sede ossea, dove costituisce una riserva alla quale l'organismo attinge per la costituzione del guscio calcareo dele uova.
Per quanto detto, è indicato utilizzare solo prodotti multivitaminici specifici per ornitologia. Buone cove!
Francesco Chieppa
Subject: Baycox
Egregio Chieppa,
sono riuscito a procurarmi una confezione di Baycox 5%, non essendo più disponibile il 2.5%. La confezione è da 250 ml. e il dosaggio minimo(1cc./litro). La scadenza è 2010, ma sulla confezione c'è scritto di utlizzare il prodotto entro 3 mesi dall'apertura. Come devo comportarmi? Posso conservare il prodotto per le prossime occasioni? La ringrazio e la saluto.
Alberto Amori
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Gentile Lettore,
l'impiego dei farmaci nei nostri volatili, deve sempre avvenire sotto la supervisione del medico veterinario, conforme alle indicazioni della casa farmaceutica produttrice il principio attivo. Molte molecole farmacologiche si conservano integre ed attive, per un certo lasso di tempo, se perfettamente isolate dall'ambiente esterno; subendo processi di ossidazione da parte dell'ossigeno atmosferico, denaturazione e cambiamento dello stato fisico ad opera di luce e calore, in grado di comprometterne l'efficacia terapeutica. Cordialità.
Francesco Chieppa
Subject: Spiumaggio intorno agli occhi
Salve,
approfitto della disponibilità che Lei offre agli amanti dei volatili di compagnia, per sapere cosa fare dinanzi ad un problema che vado ad esporre:
ho una coppia di canarini Gloster, consort e corona, la coppia vive insieme da un anno, all'aperto ben riparata dalle inclemenze atmosferiche, alimentata con tutto ciò che occorre: misto semi, cinque giorni di vitamine al mese, grit, ogni tanto verdura o mela fresca, biscottini, pastone due volte a settimana. Dalla scorsa stagione riproduttiva, il consort femmina accusa problemi di perdita di piume intorno agli occhi (solo in questo punto), tanto da rimanere spiumata. Alla muta ultima aveva ripreso la forma di sempre, ma con l'arrivo del freddo ha ricominciato a spiumare. Apparentemente sembra stare bene, mangia, le deiezioni sono di giusta forma e colore, l'addome giustamente gialliccio, tutto sommato è vivace.
Davanti alla perdita costante di piume, pensando agli acari del piumaggio, ho provato a trattare settimanalmente con foractil spry senza risultati; la canarina continua a grattarsi sempre di più, ed a perdere piume. Lo scorso anno, la stessa canarina, alla fine della stagione riproduttiva, tra l'altro
andata a vuoto, si era presentata piena di piccoli parassiti visibilissimi ad occhio nudo ( bianchi con testa nera più o meno lunghi); parassiti che comunque con il trattamento del foractil erano scomparsi. Un'ultima cosa, il maschio corona al momento non accusa nessun prurito nè perdita di piume. Di cosa si tratta? Cosa fare per salvarla dallo spiumaggio e dal malessere? Potrò utilizzarla per la riproduzione alle porte?
Ringraziandola per l'aiuto, Le rivolgo i migliori saluti.
Ilario Mastroianni
R
Gentile Sig. Mastroianni,
da quanto mi espone e senza il riscontro di immagini fotografiche, ritengo la sua canarina possa presentare una congiuntivite o blefarite ( infiammazione della mucosa congiuntivale oculare e/o delle palpebre ) causa di prurito, disagio e conseguente alopecia regionale, per i microtraumi che l'uccellino si autoinfligge, nel tentativo di grattarsi ed alleviare il fastidio. Sarebbe necessario che un veterinario esamini il piumato, anche per prelevare campioni di piume perioculari e secrezioni oculari, da destinare a specifici esami di laboratorio per stabilire l'esatta natura dell'inconveniente cronico che lamenta. Ci faccia sapere. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Salve,
mi chiamo Andrea e sono un appassionato di inseparabili.
Ho svariate coppie ma una in particolare non riesco a farla riprodurre, in quanto i pullus muoiono dentro l'uovo. Nella prima covata erano completamente formati e nell'ultima invece erano molto piccolini.
Ho dato due uova ad un'altra madre e puntualmente i piccoli della coppia, presumibilmente malata, non sono nati mentre gli altri sì. In sostanza da questa coppia non riesco a far nascere un pullus e le uova sono tutte feconde.
Potrebbe trattarsi di un'infezione come la colibacilosi? Tengo a precisare che i genitori godono di un'ottima salute. Cosa posso fare per avere una covata sana? Vi ringrazio.
Andrea
R
Gentile Andrea,
Sarà come ipotizza. La coppia potrebbe essere portatrice ( femmina ) di una infezione occulta ( enterobatteri? ) che si trasmette attraverso l'uovo da cova.
Potrà dirglielo con tutta certezza solo un medico veterinario, sulla scorta di esami e ricerche microbiologiche. Ci faccia sapere.
Francesco Chieppa