Subject: Canarino
Sig. Chieppa,
sono Michela Pollutri. Le scrivo per il mio canarino. Ha qualche anno, al
massimo quattro, ma lo vedo stanco, sonnolento... Spesso si accoccola e
chiude gli occhi, mentre la compagna gioca vivace. Poi si morde le zampette,
che sono arrossate (leggermente) e un po' più gonfie rispetto alla
compagna. Sarà il caldo?
Mi preoccupo per lui, perchè ci tengo molto. A ogni modo canta e
si riproduce... E' normale che anche accoppiandosi spesso la femmina non
depone mai uova? Sarà il periodo? O la gabbia troppo piccola? (sufficiente
solo per loro due e un nido esterno),
la ringrazio anticipatamente .
R
Gentile Signora,
Per quanto mi scrive, le consiglierei di trattare i suoi uccellini - nel
caso non l'avesse già fatto - con un insetticida-acaricida per ornitologia,
in formulazione spray. Presso una qualsiasi rivendita di prodotti per animali,
troverà il prodotto specifico che le indico. L'arrossamento delle
zampe, spesso in periodo estivo è sintomo della presenza di acari
che, cagionando prurito ed irritazione locale, rendono anomala la postura
e la presa del posatoio, da parte delle bestiole piumate.
Una integrazione vitaminica, aiuterà poi i suoi beniamini a superare
la delicata muta del piumaggio, che si compie in questo periodo. Circa la
mancata riproduzione, le cause possono essere tante. Una delle più
ricorrenti, è la disposizione dei volatili in locali esposti ad illuminazione
artificiale. Abbiamo più volte sottolineato che gli uccelli vanno
sempre collocati in ambienti privi di riscaldamento e dotati di fotoperiodo
naturale, dove possano seguire i naturali avvicendamenti stagionali. Questo
accorgimento permetterà di mantenerli in buona salute e di favorire
la loro regolare riproduzione. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Salvare un cardellino
ho trovato un cardellino caduto dal nido, l'ho raccolto e l'ho
messo in gabbia con la mia canarina e i suoi piccoli di 18 giorni.
Il cardellino ha messo le"penne" sulle ali ma io che non ne capisco
non ho idea di quanti giorni abbia.
Che possibilita' ho di allevarlo? La mia canarina imbecchera' anche il cardellino
cosi' come fa ancora con i suoi piccoli?
E' passato un giorno, ma la mia canarina fa finta di niente. L'ho nutrito
io con un "pasticcio" di uovo sodo, biscotto nipiol, pane
grattato ed acqua ma non credo che gli piaccia debbo forzarlo un po' ad aprire
il becco: che fare?
Tra le pagine web ho letto di aggiungere al pastone dei liofilizzati di carne:
ma come debbo prepararlo questo pastone e che quantitativi usare in proporzione?
Mi servono consigli al piu' presto, aiutoooo.
Grazie da Cinzia.
R
Gentile Cinzia,
purtroppo, per degli inconvenienti tecnici occorsi al mio pc,
non ho potuto risponderle con la tempestività richiesta dal suo quesito.
Secondo me la canarina potrebbe imbeccare il pullus di cardellino che, credo
risulti quasi coetaneo ai suoi pulli. Non è detto che lo faccia con
matematica certezza ( a quest'ora peraltro la vicenda avrà già
avuto un epilogo che mi auguro
positivo ). Qualora le ricapitasse un caso analogo, consideri che per l'allevamento
del cardellino, vanno molto bene le proteine dell'uovo sodo. Pertanto la canarina
balia deve venire alimentata come di consueto e con aggiunta di uovo lesso
( tuorlo ed albume ).
Nel caso si volesse tentare uno svezzamento a mano, si possono
convenientemente impiegare degli speciali pastoncini in polvere per l'imbecco
dei nidiacei - ad elevato tenore protidico - ed opportunamente integrati con
vitamine e sali minerali. Questi prodotti vanno preparati al momento del loro
impiego, mediante addizione con acqua tiepida. In principio, occorre un pò
forzare il nidiaceo a farsi nutrire, senza naturalmente eccedere e con l'accortezza
di non esagerare in volume di
alimento somministrato ad ogni imbeccata. Successivamente il giovane tende
ad assuefarsi alla balia umana, lasciandosi alimentare. Tenga tuttavia presente
che le imbeccate vanno fornite con notevole frequenza, dall'alba al tramonto.
Per questo motivo l'allevamento allo stecco è metodica laboriosa, e
spesso i pullus tirati sù in questo modo, risultano gracili e cagionevoli
di salute, rispetto ai conspecifici svezzati dai propri parentali.
Francesco Chieppa
Ciao Francesco,
scusa se ti disturbo per un quesito personale.
Un novello di circa 15 giorni presenta da ieri un rigonfiamento, appena sotto
la cloaca, da cui è uscito del sangue; mi sono subito premurato di
lavare con acqua e disinfettare con tintura di iodio "incolore"
la parte che, però, stamattina si presentava ancora rigonfia - sebbene
non ci sia più fuoriuscita di liquido ematico.
Siccome è la prima volta che mi succede una cosa del genere, non saprei cosa pensare: semplice "beccata" da genitori/fratelli? puntura di insetto? lumps? Per completezza di informazione, aggiungo solo che il novello in questione è figlio di coppia formata da brinato x bianco recessivo, che sto utilizzando per selezionare dei portatori di bianco recessivo.
Se/quando puoi, gradirei avere un tuo prezioso parere in merito.
Grazie in anticipo e a presto,
Gennaro
R
Ciao Gennaro,
avrei preferito mi avessi inviato una foto della parte interessata dalla lesione. Se dovesse trattarsi di lumps, noteresti la ciste che, non si produce da un giorno all'altro, e richiede comunque del tempo per ulcerarsi in superficie.
Molto probabilmente nel tuo caso si tratterà di un semplice eritema cutaneo, o piccolo ematoma sottocutaneo, legato a traumi locali da beccata, puntura irritante di insetto ematofago e cause simili.
Devi tenere pulita la parte, disinfettandola con acqua ossigenata,
quindi applicare una pomata antibiotica per uso topico, o del mercurocromo.
Non dovrebbe trattarsi di nulla di grave, solo attento a che ulteriori eventuali
sanguinamenti, non scatenino comportamenti gravemente lesivi di pica, da parte
di eventuali volatili conviventi. Forse sarebbe meglio isolare il
pennuto indisposto. Saluti e sempre in gamba!
Francesco Chieppa
Subject: Mortalità di nidiacei
ciao,
mi chiamo giovanni e sono appassionato di uccelli, in particolare mi piace
allevare canarini, verdoni e cardellini. Volevo rivolgerle una domanda riguardo
ad uno strano fenomeno venuto a verificarsi da circa un mese, i miei uccelli,
sia quelli ancora dipendenti dai genitori, sia quelli gia svezzati da settimane,
ad un tratto, senza apparente motivo, si gonfiano e perdono quasi interamente
le forze, infine, continuando a mantenersi in questo stato, muoiono dopo due,
massimo tre giorni. Non cambia la situazione nemmeno somministrando ad essi
vari tipi di vitamine, il luogo in cui li tengo è abbastanza fresco
e ventilato, mangiano solo mangime, uovo sodo, pastone giallo e insalata o
cicoria.
La ringrazio aspettando una sua gentile risposta al problema posto.
Giovanni
R
Gentile Ornitofilo,
come più volte asserito, non è possibile comprendere la causa
del decesso di un animale, senza il riscontro di esami necroscopici approfonditi
sulla sua carcassa. Qualora si rilevasse mortalità di pennuti in allevamento,
è sempre consigliabile portare alcuni cadaverini, non sottoposti in
precedenza a trattamenti con farmaci antibiotici, presso la sezione provinciale
dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale, o all'Istituto di Patologia Aviare
della facoltà di medicina veterinaria più vicina.
Solo il riscontro obiettivo delle analisi, potrà permetterci di conoscere
con tutta certezza la causa del decesso ed eventualmente, di intraprendere
la giusta terapia e profilassi per i soggetti superstiti. Cordialità.
Francesco Chieppa
Subject: Il canarino bianco dominante
Egr. Sig. Chieppa,
ho acquistato una canarina (annata 2004) di colore bianco con una leggera
colorazione gialla su alcune penne delle ali e della coda.Ho dato un'occhiata
al libro "i Colori nel canarino" di Giovanni Canali, e se ho inteso
bene dovrebbe essere un bianco soffuso o bianco dominante. Non ho nessuna
cognizione di accoppiamenti con il colore, pertanto, la domanda che vorrei
farle é: ai fini selettivi (ed espositivi) quali accoppiamenti sono
idonei con questa varietà di canarino? Si suggerisce nel libro del
Canali il colore giallo, possedendo dei canarini malinois è scontato
che utilizzerò, quelli per iniziare, ma volendo utilizzare i melanici?
Altra domanda che vorrei porle, riguarda l'anellino che questo canarino
porta: di colore giallo con la sigla SK-04-12862 saprebbe dirmi a quale
federazione o associazione appartenga?
Ringraziandola per le risposte che vorrà darmi, invio un cordiale
saluto.
Luigi Tozzi
R
Gentile Sig. Tozzi,
il canarino di colore bianco dominante ( un tempo denominato anche soffuso
) è un volatile recante una apigmentazione parziale della livrea,
in possesso di geni in grado di fissare i pigmenti lipocromici rinvenienti
dalla dieta, solo sulle prime penne remiganti ( ali ). Trattandosi di un
canarino a fondo chiaro ( lipocromico ) non va mai unito a melaninici! Pena
l'ottenimento di prole pezzata, di alcun valore espositivo e commerciale.
L'accoppiamento ideale del canarino bianco dominante è con il giallo
brinato, avendo l'accortezza di utilizzare bianchi a piuma stretta e corta
( intensi ) con gialli brinati. Così non si rischia di ottenere prole
con eccesso di tracce lipocromiche gialle, a livello di spalline e codione,
eventualità che penalizzerebbe alle mostre ornitologiche i relativi
soggetti.
Il canarino da canto Malinois, viene selezionato da secoli per i suoi virtuosismi
canori e non per cromia e qualità del piumaggio. Quindi le sconsiglio
vivamente l'unione di canarini di colore, con la razza che menziona, in
quanto da quel meticciamento potrebbe ottenere la presenza di macchie melaniniche,
sulla livrea dei bianchi, e/o piumaggi scomposti e difettosi.
Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Riprodurre il canarino
07/08/04
Buona sera,
mi chiamo marco sono un ragazzo disabile di 21 anni, da sempre ho una passione
per l'ornitologia e i piccoli animali da compagnia. possiedo molti uccelli
da gabbia e voliera, (canarini di colore come mosaico, rossi ma anche gloster,
malinois e pappagallini ondulati, agapornis, calopsite).
Con gli psitacciformi non ho problemi di sorta, riuscendo ad allevare in
voliera folte nidiate.
I problemi invece ci sono con i canarini, conosco la vita di questi fringillidi
e so come vanno mantenuti, tuttavia né in voliera (gruppi di 10 sogg)
né in gabbia (coppie) ottengo una soddisfacente riproduzione. Mi
spiego, i soggetti raggiungono la forma amorosa, si accoppiano, depongono
le uova ma dopo la schiusa le madri si rifiutano di nutrire i pulcini, il
risultato e sempre lo stesso: nessun pulcino raggiunge lo svezzamento. Ho
acquistato diversi libri e seguo le indicazioni, molte persone ritengono
che questi passeriformi non siano fatti per vivere e riprodursi in colonia,
ma io noto che anche a coppie il discorso non cambia, Ce qualche "trucco"
particolare?
Grazie. La Saluto.
Marco Somale.
R
Gentile Ornitofilo,
il problema che mi espone può farsi risalire a differenti cause.
Anzitutto - come certamente saprà - per mantenere in buona salute
i nostri pennuti d'affezione e vederli riprodurre con successo, è
necessario che essi siano collocati in ambiente a fotoperiodo naturale.
Ciò premesso, non creda all'ipotesi dei riproduttori che abitualmente
si rifiutano di imbeccare prole propria. Questo può costituire un
evento episodico, quasi sempre legato a cattive condizioni di salute dei
razzatori. Viceversa, allorchè il problema si ripresentasse in pianta
stabile, ad ogni schiusa e per tutte le coppie, si deve necessariamente
pensare a nidiacei in cattiva salute. Se è certo di fornire ai suoi
canarini un ambiente d'allevamento idoneo, ed un'alimentazione parimenti
adeguata e sufficientemente varia e completa, allora faccia eseguire un
esame coproscopico-coprocolturale delle feci degli uccelli, prima di dare
avvio alla loro stagione riproduttiva. Quindi, se il fenomeno della moria
neonatale dovesse tornare a manifestarsi, provveda a fare analizzare da
un centro di diagnostica veterinaria, anche i pulcini periti e non trattati
in precedenza con farmaci chemioantibiotici. Stessa procedura adotti per
le uova fetate non schiuse.
Sono certo che la risposta al suo quesito, potrà scaturire dall'esito
delle indagini di laboratorio. Per gli esami necroscopici, potrà
preferibilmente rivolgersi alla sezione della sua provincia dell'Istituto
Zooprofilattico Sperimentale, o presso la Facoltà di Medicina Veterinaria
a lei più prossima ( Istituto o Servizio di Patologia Aviare ). Augurandole
di risolvere il problema che le sta a cuore, restiamo a sua completa disposizione
per ulteriori chiarimenti. Cordialità.
Francesco Chieppa
Salve,
mi chiamo Laura e da circa due anni sto allevando una coppia di pappagallini
ondulati e finalmente quest'anno sono riusciti a portare a termine la cova,
infatti circa una settimana fa sono nati 4 piccoli cocoriti. Proprio oggi
però ho notato, mentre pulivo la gabbia, che la cocorita femmina
ha delle strane bolle, cosi riesco a definire quella sorta di crosticina
chiara, sul becco sotto la cera che in base al colore fa distinguere il
sesso. Purtroppo sul libro dei cocoriti che possiedo nessuno dei sintomi
descritti presenta quello che ha la mia cocorita...non vorrei che fosse
una cosa grave...le sono molto, molto affezzionata. La prego di rispondermi
subitissimo...GRAZIE MILLE! Una padroncina DISPERATA.
R
Gentile Laura,
da quanto sommariamente mi espone, non credo che la sua pappagallina possa
essere affetta da un malanno grave. Stia tranquilla! Benchè avrebbe
fatto meglio ad accompagnare la sua cortese lettera, ad una foto che ci
documentasse la lesione rilevata, credo che al massimo potrà trattarsi
di rogna da acari del genere Cnemidocoptes, facilmente sanabile con
applicazioni locali di un farmaco antiparassitario a largo spettro ( Ivermectina
). Tuttavia per la relativa diagnosi e terapia, la invito a rivolgersi con
una certa sollecitudine ( trattasi di malattia trasmissibile ai pennuti
conviventi ) ad un medico veterinario, esperto nella cura dei piccoli volatili
d'affezione. Se avesse difficoltà a reperirne uno, chieda informazioni
al Servizio Veterinario della AUSL territorialmente competente, o si indirizzi
alla facoltà di medicina veterinaria a lei più vicina (
Istituto o Servizio di Patologia Aviare ). Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Invio domanada canarino colore
Gentile sig. Chieppa
sono Simone un allevatore di canarini di colore della provincia di Ascoli
Piceno, abbonato alla Vostra rivista.
Vorrei prima di tutto farVi i complimenti per la splendida rivista che ogni
mese fate arrivare nelle nostre case e, ringraziarVi per il Vostro grande
impegno che mettete nella realizzazione della rivista e che ben traspare
dalla qualità della stessa.
Inoltre, avendo l'intenzione di iniziare la selezione del canarino giallo
avorio, con il fine di ottenere soggetti di qualità sia nella categoria
intenso che in quella brinato, vorrei farti alcune domande
- quale tonalità di colore deve avere questo canarino per raggiungere lo standard previsto dal regolamento?
- è meglio fare gli accoppiamenti in purezza (giallo avorio x giallo avorio) o accoppiare con la varietà giallo intenso e brinato e magari utilizzare portatori? (in questo caso come posso ottenere ottimi portatori?)
- secondo te quali sono i migliori schemi di accoppiamento per cercare di ottenere canarini di ottima qualità, sia intensi che brinati?
Perdonami se ho approfittato della tua disponibilità, ma vorrei avere più informazioni possibili per evitare di partire con il piede sbagliato.
Ti ringrazio anticipatamente Saluti Simone - Ascoli Piceno
R
Gentile Lettore,
la ringraziamo per i complimenti che indirizza alla rivista, merito soprattutto del suo editore e direttore responsabile: Sig. Italo Feregotto.
In risposta al quesito che mi pone, come certamente già saprà, la varietà Avorio è frutto di una mutazione recessiva legata al sesso - pare comparsa a Firenze negli Anni Cinquanta, nell'allevamento dell'italiano Livio Susmel - che ha diluito il lipocromo giallo/rosso, dei canarini lipocromici (avorio/ avorio rosa), melaninici a fattore giallo (oliva), melaninici a fattore rosso (viola).
Come recitano i "Criteri di Giudizio dei Canarini di Colore", predisposti dalla C.T.N. FOI, la valutazione della varietà avorio, deve tener conto del grado di massima purezza, diluizione, omogeneità ed uniformità del pigmento lipocromico, posseduto dalla livrea del soggetto.
E' opinione ormai consolidata che i migliori avorio si ottengono dall'accoppiamento di avorio x portatore di avorio. Tuttavia ciò non esclude che possano talora venir fuori dei soggetti di ottimo standard, anche dall'unione di avorio x avorio.
Gli accoppiamenti andranno sempre realizzati nel rigoroso rispetto dell'assortimento varietale: intensivo x brinato e naturalmente la tipicità della varietà, influenzerà in modo indelebile il risultato dei prodotti di selezione. Per farsi dei canarini portatori di avorio, accoppierà avorio (preferibilmente intensivi e di ottima fattura) a gialli brinati ugualmente tipici. E' bene che il soggetto avorio sia maschio, così da avere maschi tutti portatori di avorio e femmine già avorio in prima generazione. Qualora invece unisse femmine avorio a maschi gialli, otterrebbe maschi non avorio/ portatori di avorio e femmine non avorio/ non portatrici.
Per maturare un buon "occhio selettivo" le consiglio di visitare molte mostre, soffermandosi sui soggetti che le interessano e confrontandoli alla luce delle relative schede di giudizio.
Cordialmente. Francesco Chieppa
Subject: Spostamento canarini novelli in ambiente diverso
URGENTE !!!!!!!!!
Egregio sig. Chieppa,
seguo con attenzione la sua rubrica sulla rivista "Uccelli" della quale sono abbonato già da qualche anno; ma veniamo alle domande:
1) "Ho necessità di spostare i nuovi nati (aprile-giugno) dal garage alla cantina, e fin qui nessun problema, salvo la diversa temperatura tra questi due ambienti, infatti in garage ho circa 30 gradi, mentre in cantina la temperatura, che si mantiene abbastanza costante, è di circa 25 gradi, le preciso che i canarini hanno già iniziato a cambiare le piume. Posso effettuare il trasloco senza creare problemi ai canarini, magari utilizzando qualche accorgimento?
2) "A settembre cambio casa e purtroppo l'ambiente (garage) dove continuerò a tenere i miei canarini non è illuminato da luce solare pertanto sarò costretto a utilizzare luce artificiale". Le chiede qualche consiglio in merito ed eventualmente il recapito di qualche allevatore, anche lui costretto ad allevare con luce artificiale.
Nel ringraziarLa anticipatamente le invio distinti saluti.
Pietro Napolitano - Dolzago (LC)
R
Gentile Lettore,
uno sbalzo termico di 5°C, non ci sembra un fattore tanto critico, anche se deve sempre considerare che la muta del piumaggio è influenzata, tra l'altro, da luminosità e temperatura ambientale. Fotoperiodi decrescenti e temperature elevate, accelerano il processo del rinnovo del piumaggio.
Circa il secondo quesito che mi pone, le ho già risposto in aprile
scorso, allorchè le ho confermato la possibilità di allevare
in ambienti dotati di sola illuminazione artificiale, fornendole anche degli
indirizzi concernenti qualità e quantità della illuminazione
da fornire ai pennuti. Potrà andare a leggere la lettera "Allevamento
con Luce Artificiale" nella rubrica "L'esperto risponde"
del sito della Editrice Ibis:
www.uccellibis.com
Cordialità. Francesco Chieppa
Subject: Cove di diamanti mandarini
Salve, possiedo dal mese di dicembre una coppia di diamanti mandarini (ora
ha circa una anno di vita). I due sono molto affiatati e hanno fatto fino
ad ora 3 cove: ognuna dalle 6 alle 8 uova, tutte fecondate!! Nonostante
si impegnino a covare sempre, dandosi il cambio per mangiare, ho avuto il
piacere di vedere nascere e crescere solo un piccolo, nato 25 giorni fa.
Nelle altre uova i "corpicini" erano comunque abbastanza cresciuti:
occupavano tutto lo spazio dell'uovo ed erano ben formati.
Vorrei sapere, se possibile, il motivo di questa mancanza di nascite. Tengo
a precisare che la gabbia è molto spaziosa e che curo molto la pulizia
e l'alimentazione. Da quando poi il piccolo è uscito dal nido, ho
notato una certa
rivalità tra i genitori: entrambi vogliono dargli da mangiare e non
lasciare che l'altro svolga questo compito. I litigi sono frequenti (ora
non più per fortuna): per una cova futura vorrei sapere se/quando
è meglio separare i genitori. Ho provato a isolare il maschio ma
ho dovuto riunire la coppia che era letteralmente disperata per questa separazione.
Un'ultima domanda: dopo 3 o 4 giorni dall'uscita dal nido (ora ne sono passati
9), la madre ha cominciato a spennare il figlio che ora presenta "pancia"
e "schiena" completamente nude. Devo già togliere il piccolo
dalla gabbia, visto che comincia a mangiare da solo, anche se non è
completamente autonomo?
La ringrazio anticipatamente.
Grazia Cimino
R
Gentile Lettrice,
le cause di mortalità prenatale possono essere tante e diverse. Di
natura: carenziale, microbica; determinate da cova in ambiente rumoroso
e disturbato, da microclima inidoneo ( ambiente di allevamento esposto a
sbalzi termici e carenza di umidità ), da cattiva costruzione del
nido ( evento frequente con il Diamante mandarino ), da bruschi sobbalzi
della gabbia durante la cova.
Per comprendere la reale natura del parziale insuccesso riferito, è
necessario analizzare attentamente i fattori che le ho enunciato. Tenga
presente che durante la riproduzione, è indispensabile somministrare
ai razzatori una dieta varia e completa che non tralasci un'integrazione
con un preparato multivitaminico ( molto importante l'apporto soprattutto
delle
vitamine liposolubili ). La coppia va sistemata in luogo tranquillo, privo
di illuminazione artificiale e bisogna fare attenzione a non spostare la
gabbia. L'umidità ambientale dovrebbe oscillare intorno al 65-75%.
Eventualmente, in ambiente secco, disporre il bagnetto in gabbia 24 ore
prima della data prevista per la schiusa ( 12-13 gg. di incubazione ).
Se queste condizioni fossero state tutte rispettate, sarà necessario in futuro fare analizzare il contenuto delle uova fetate, in quanto le mancate schiuse, potrebbero avere origine infettiva. Si possono richiedere esami batteriologici delle uova, presso l'Istituto Zooprofilattico provinciale, la sezione di Patologia Aviare di una facoltà di medicina veterinaria, un laboratorio privato di diagnostica veterinaria. Qualora le ricerche fornissero esito positivo, le verrà indicato dal laboratorio il trattamento farmacologico più idoneo, a cui sottoporre i suoi volatili.
La coppia durante la riproduzione non va mai separata, poichè il maschio coopera a cova ed allevamento dei pulli. Lo spiumamento del nidiaceo ad opera della madre, denuncia il desiderio della bestiola di una ulteriore nidificazione. Dopo tre cove, le sconsiglio una quarta. Pertanto: rimuova il nido dalla gabbia, separi la femmina e lasci il piccolo in compagnia del padre che ultimerà il suo svezzamento. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Richiesta per cocorita trovata
Salve,
circa 2 settimane fa' ho trovato un giovane di cocorita nel mio giardino.
Sabato ho deciso di prendergli una compagna, xche' x la maggior parte della
giornata doveva rimanere solo (purtoppo ho dovuto comprargliela in un negozio
di animali, non sono riuscita a trovare nessun amatore che avesse dei cocorita
..)
Nel negozio gli animali erano tenuti da schifo, come del resto tutti i negozi
di animali che ho visto, le gabbie erano sporche...
quando ho portato a casa la cocorita, ho notato che aveva le zampette diverse
da quelle del pappagallino che ho trovato, erano molto piu' scure e un po'
ruvide e abbozzate ... ho pensato che fosse per la differenza di età
tra i due, dato che Paulie deve essere molto giovane, inoltre la nuova cocorita
ha tipo due crosticine (del colore tipo del becco) ai due lati del becco.
I giorni seguenti le zampette mi sembravano meno abbozzate ma ho notato
che una tende a tenerla sollevata e se stà molto tempo ferma su un
trespolo tende ad alzarne prima una e poi l'altra (tipo balletto). Per il
resto sembra stare bene, gioca e si fa' i grattini in continuazione con
Paulie e dormono sempre uno fianco all'altro.
Io non sono pratica di uccellini, ho letto le FAQ, ma non ho trovato informazioni
utili per questo caso.
Mi puo' aiutare a capire cosa possa avere la cocorita?
Inoltre Le chiedo di indircarmi un veterinario aviario nella zona di Latina
o provincia, sarebbe molto importante ... ho telefonato a tutti i vet. trovati
sulle pagine gialle, ma nessuno si occupa di uccellini.
Volevo anche chiederLe (ma questa e' solo una curiosità, non e' una
cosa importante) se e' normale che Paulie sia geloso nei confronti della
nuova cocorita ... perche' ho notato che lei e' meno selvatica e se la chiamo
o mi avvicino, e' incuriosita, invece il maschietto appena vede questo mio
comportamento comincia ad infastidirsi (alcune volte si interpone sul trespolino
tra me e lei) e comincia a fare un verso sempre uguale, finche' lei non
vola da lui.
La prego cmq di rispondere almeno alla mia prima richiesta, voglio far visitare
al piu' presto la cocorita.
Grazie mille anticipate. Veronica
R
Gentile Signora,
non è il colore delle zampe del pappagallino a doverla impensierire,
quanto piuttosto l'eventuale presenza sulla loro superficie di: croste,
scaglie, proiezioni digitiformi. Nel caso notasse quel tipo di alterazioni
cutanee, con molta probabilità la sua cocorita sarebbe affetta da
rogna, una patologia parassitaria sostenuta da acari che può essere
efficacemente curata.
Circa il veterinario aviare della provincia di Latina, non posso esserle
utile. Provi a chiedere all'Ordine provinciale dei medici veterinari. Per
l'immediato, le consiglio di trattare le due bestiole con un preparato insetticida
per ornitologia, a base di piretroidi di sintesi, dirigendo per qualche
secondo la nebulizzazione spray, su rampe e becco. Qualora nei giorni seguenti
la situazione non migliorasse, faccia visitare senza indugio le bestiole.
Il suo maschietto manifesta un atteggiamento decisamente "territoriale".
La femmina sarà giovane e non siamo poi in periodo riproduttivo.
Quindi il suo Paulie, non riconosce ancora la compagna come dell'altro sesso.
Cordialità e ci faccia sapere. Francesco Chieppa
Subject: Canarini Agata argento
Gent.mo Sig. Chieppa
sono un appassionato di canarini alle prime armi, e vorrei dedicarmi all'allevamento
di alcune coppie di canarini, per cui avrei assolutamente bisogno dei suoi
preziosi consigli:
1) Qual'è il periodo più indicato per l'acquisto dei soggetti da riproduzione?
2) Dov'è più opportuno acquistare i canarini: al negozio di animali, direttamente dall'allevamento o nelle fiere/mostre ornitologiche?
3) I canarini che avrei intenzione di acquistare e far riprodurre, sono di tipo melaninico (Agata), e per la precisione mi piacerebbe un giorno poter allevare un canarino Agata bianco recessivo, anche se per la verità non ho la minima idea degli accoppiamenti necessari per ottenere il canarino che mi ha praticamente "stregato".
Resto in attesa di una sua risposta. Cordiali Saluti
Lettera firmata - Pisa

R
Gentile Lettore,
il periodo più idoneo per acquistare volatili da riproduzione, è quello che coincide con gli ultimi mesi dell'anno: da settembre a dicembre. Gli acquisti vanno effettuati presso allevatori qualificati, di comprovata esperienza ed onestà, meglio se direttamente in allevamento, dopo aver visionato i soggetti. Ai principianti consiglio sempre di non svenarsi economicamente, per aggiudicarsi il campione mostra, da pagare naturalmente a peso d'oro. Non è facile infatti riuscire a farsi vendere un esemplare che ha primeggiato in mostre importanti e, se l'allevatore decide di privarsene, lo fa quasi sempre perchè allettato da una cospicua somma di denaro. Tuttavia non è assolutamente certo che un razzatore dotato di grande tipicità, debba generare progenie fotocopia!
Le compere di riproduttori possono essere effettuate anche in mostra, o mostra-scambio. Se si acquista in mostra, si ha il vantaggio di conoscere pregi e difetti di ciò che contrattiamo, consultanto la scheda di giudizio annessa alla gabbia da esposizione. In mostra-scambio dobbiamo invece fidarci delle nostre capacità, di individuare il soggetto di pregio tra i tanti esposti, spesso ammassati in spazi angusti e pertanto difficilmente esaminabili con dovizia di particolari.
Per riprodurre Canarini di Colore Agata argento (agata a fattore bianco recessivo), deve accoppiare soggetti Agata argento x Agata argento (accoppiamento da privilegiare, con l'accortezza di assortire sempre soggetti a piuma lunga e larga con partner a piuma stretta e corta), oppure Agata argento x Agata a fattore giallo o bianco, portatori di argento (bianco recessivo).
Complimenti per le sue preferenze ornitofile. Pur non allevando l'Agata argento, le confesso che è un canarino melaninico che piace molto anche a me! Auguri.
Francesco Chieppa
Egregio Sig. Francesco,
da circa dieci anni gioisco della compagnia di alcuni pappagallini ondulati.
Fino a ieri l'altro ne possedevo otto, erano tutti in buona salute, grassi,
vispi ed allegri. Una cocorita (albina) circa 10 giorni si era ferita (almeno
così credo - perché tornando a casa, dal lavoro, l'ho trovata
tutta sporca di sangue e con una crosticina sulla parte alta/esterna dell'ala)
Quella crosticina nonostante le medicazioni non guariva e vicino si era
formata una "pallina" di colore giallo (come fosse una pallina
di grasso).
Sabato mattina ho preso tutta la mia bella famigliola e mi sono recata
dal veterinario (che dista ben 50 km dalla mia abitazione) per far visitare
l'albina e con l'occasione far fare un controllo anche agli altri (taglio
del becco e delle unghie). Morale della triste favola, l'albina è
stata trattenuta dal veterinario che ha dovuto incidere "la pallina/tumore".
Durante il viaggio di ritorno, quattro esemplari (tutti maschi) hanno avuto
un "colpo di caldo". Due sono deceduti subito ed altri due da
circa due giorni sono sonnolenti e hanno la diarrea. Oggi pomeriggio devo
chiamare il veterinario per sapere come sta l'albina (e spero bene).
E' ovvio che dopo quanto è accaduto, non farò affrontare nuovamente lo stress del viaggio ai soggetti già debilitati per farli visionare dal veterinario. Vorrei un consiglio da parte sua su cosa fare e come poter alimentare questi due soggetti che mangiano soltanto pochi granelli (contrariamente al solito) e presentano diarrea liquida.
Ho trascorso due giorni d'inferno e spero con tutte le mie forze che Natalino e Gigio (questo è il loro nomignolo) possano superare questo difficile momento. Oltremodo Natalino è il mio preferito oltre ad essere un animale estremamente intelligente ha sviluppato una sorta di cicaleggio particolare per richiamare la mia attenzione.
In questi ultimi due giorni mi ha visto piangere ed ogni tanto, per pochi attimi, mi osserva con atteggiamento addolorato per poi tornare nel giro di pochi secondi ad assopirsi di nuovo ed io resto lì ad osservarlo impotente facendomi assalire da sensi di colpa per aver involontariamente causato tutto questo. Cosa posso fare??? Entrambi i soggetti di cui sopra al risveglio si puliscono la cloaca in modo anomalo come se avessero prurito e/o bruciore, forse dovuto alla diarrea.
Ieri ho pensato di lavare Natalino con della camomilla, ma la situazione non ha trovato giovamento. Essendo ferragosto non ho potuto fare di meglio. Confido in una sua risposta, penso che un parere in più, può sempre essere utile. Nel ringraziarla per la sua attenzione le invio i migliori saluti.
Angela
R
Gentile Signora,
cosa vuole che possa dirle, così a distanza? Chieda al medico veterinario che ha in cura i suoi soggetti, come intervenire nel modo più appropriato. Se effettivamente è un colpo di calore ad aver messo in difficoltà i due pappagallini, può aiutarli con una dieta leggera e nutriente (misto di semi, panico in spighe, spicchi di mela ed un pò di pastoncino secco).
Li tenga in luogo fresco ed arieggiato e somministri loro dei sali minerali
per ornitologia. Circa la diarrea: è probabile che lo stress patito
durante il trasporto, abbia virulentato germi opportunisti, oppure riattivato
una infezione latente. Non è possibile darle consigli più
precisi. Carbone vegetale e fermenti lattici, potrebbero giovare. Sarebbe
tuttavia necessario un esame delle feci. Si rivolga fiduciosa al medico
veterinario che, avendo già visitato i suoi soggetti, certamente
potrà concretamente aiutarla.
Auguri!
Francesco Chieppa
Caro signor Chieppa,
mi chiamo Maddalena e possiedo due pappagallini ondulati da 4 anni. Lo scorso
inverno la femmina è stata trattata con successo per due episodi
di coccidiosi (con Disulfa). Un mese fa ha manifestato diarrea ed è
stata trattata dal veterinario con Disulfa 0,25 per 8 gg; l'esame delle
feci ha escluso la presenza di parassiti. Da allora l'animale, apparentemente
sta bene e si alimenta regolarmente, tuttavia le feci sono più abbondanti
del solito e soprattutto mi sono accorta con preoccupazione di una grossolana
dilatazione dell'addome. Le allego alcune foto del caso. la ringrazio anticipatamente
e attendo con fiducia la sua risposta. Cordiali saluti.
Maddalena

R
Gentile Signora,
la dilatazione dell'addome che ha rilevato nella sua pappagallina, può
essere attribuita a cause diverse: un tumore viscerale. La rottura di un
sacco aereo addominale con conseguente enfisema sottocutaneo ( pneumoderma
); una raccolta liquida cavitaria ( ascite ); una grave epatopatia e, non
ultima, una infezione da Megabacterium ( megabatteriosi-proventricolite
) : un grosso microfungo patogeno Gram+, che induce una patologia funzionale
e dilatativa del proventricolo ( stomaco ghiandolare ).
L' incremento del volume di feci, è indice di ridotto assorbimento
intestinale, perfettamente in linea con alcune delle ipotesi diagnostiche
che ho avanzato.
Pertanto, deve far visitare al più presto la sua bestiola dal medico
veterinario, per una corretta diagnosi ed eventuale terapia.
Cordialmente.
Francesco Chieppa
ho letto alcune risposte da Lei date a chi chiedeva come trattare la scabbia
nei pappagallini ondulati. Leggendo il libro di David Alderton sui pappagalli
ho pensato che quelle crosticine del mio pappagallo potessero essere i sintomi
della scabbia. (il mio pappagallino si strofina tanto anche la fronte e
la nuca sui lati più duri dei portacibo: è sempre uno dei
sintomi?) Stamani allora ho contattato ben quattro ambulatori veterinari
e ho avuto risposte diverse. Mentre il primo medico mi ha parlato di una
medicina per cui serve prescrizione medica, altri due veterinari mi hanno
detto di trattare ESCLUSIVAMETE l'uccellino affetto da scabbia con il FORACTIL.
L'ultimo medico mi ha detto di fare dei lavaggi con l'olio di vasellina,
trattando zampe e becco-cera-zona buccale. Pochi minuti fa ho scoperto che
il Foractil già ce l'avevo come normale antiparassitario e mi sono
chiesto se effettivamente fungesse anche da medicinale per curare la scabbia
sugli animali già malati.(La mia vecchia passione per questi piccoli
animali, mi ha fatto imparare che sopratutto in zone di provincia come la
mia, i veterinari non dedicano molto del loro
tempo alla cura ATTENTA dei volatili). Mi rivolgo ora a Lei per porle due
quesiti:
- se lavo la gabbia dei miei pappagallini e poi la tratto con il FORACTIL, devo nuovamente lavarla per evitare che l'antiparassitario rimasto sulle sbarre venga a contatto con il becco degli animali?
- cosa ne pensa del trattamento con l'olio di vasellina? va effettivamentebene ripetere l'operazione per 10 gg, a giorni alterni? (già una decina di anni fa un farmacista che come me era iscritto alla F.O.I preparò per un papagallino che presentava gli stessi sintomi una "crema" di colore bianco con cui guarii l'animale. purtroppo ora non ho più modo di contattare questa persona e non so quali fossero i principi del medicinale...)
Mi scuso per la lunghezza della lettera e confido in una Sua risposta.
Cordiali Saluti. Cristian
R
Gentile Lettore,
la corretta diagnosi di rogna, può essere formulata solo dopo aver isolato gli acari parassiti agenti causali, mediante esame microscopico del materiale crostoso asportato dalle lesioni. Sarebbe il caso di fare esaminare i suoi soggetti, direttamente dal veterinario. Il trattamento d'elezione per la patologia parassitaria in parola è, per i soggetti malati, a base di Ivermectina, mentre gabbie ed attrezzature vanno disinfestate con soluzioni di piretroidi sintetici, carbammati, esteri fosforici ad uso veterinario, utilizzati in opportuna diluizione e lontano dai volatili; con l'accortezza di non inquinare alimenti ed acqua di bevanda. Il risciacquo, a seguito di prolungato contatto con l'insetticida-acaricida, può essere precauzione utile solo per beverini, portapastoni, mangiatoie. L'accurata pulizia dei ricoveri ed una periodica integrazione della dieta con un multivitaminico contenente vitamina A, possono rivestire valenza profilattica.
Da allevatore e laureando in medicina veterinaria, concordo con lei che gli uccellini vengano solo raramente affidati alle cure del medico veterinario, allorchè indisposti. Pertanto, la mancanza di una congrua utenza, costituisce per i medici veterinari una remora professionale, ad approfondire studi ed aggiornamenti su questa particolare branca della medicina dei pet. Se allevatori e semplici appassionati delle specie ornitiche ornamentali, intensificassero i loro rapporti con i veterinari, otterrebbero due non trascurabili vantaggi: quello di stimolare il progresso della medicina aviare e di migliorare qualità di vita, longevità e produttività dei propri pennuti. La saluto molto cordialmente.
Francesco Chieppa