|
Lettere
Maggio 2003
|
| Pappagallini |
| Gazza Ladra |
| Mangiatori di uccelli |
| Ventre arrossato |
| Uccellini |
| Canarini |
| Prolasso |
| canarini:come limitare le covate? |
| Consiglio |
| Addomesticato |
| Che cos'ha? |
sono Giulia da Napoli e le scrivo per avere un aiuto per i miei
due pappagallini ondulati, sperando che Lei mi possa aiutare.
Ho questi due pappagallini da circa due anni, e dall'estate scorsa, a seguito
della schiusa di un uovo che la mia pappagallina non è più come
prima.
In effetti ha continuato a covare altre uova senza alcun risultato fino al
novembre 2002, quando ho riscontrato un strano accumulo sul contorno degli
occhi e sopra il becco, come se avesse avuto un accumulo di calcio.
Credo che avesse preso una forma parassittaria, ma non so nè come curarla
ne tantomeno come non conosco il tipo di malattia.
A seguito di questa calcificazione presente un pochino anche sulle zampette,
ho deciso di eliminare il nido e di buttare le uova, ma non so ad oggi come
curarla. Dimenticavo oggi la calcificazione inizia anche per il maschietto.
Spero che mi possa aiutare, e nel contempo consigliarmi una cura adatta.
Nel ringraziarVi dell'attenzione prestatami, Le porgo cordiali saluti.
Giulia
R
Gentile Giulia,
dalla descrizione che mi fa della sua cocorita e dal particolare che la lesione osservata sulla femmina si stia manifestando anche nel maschio, ho motivo di ritenere che i suoi uccellini siano affetti da una patologia parassitaria da acari (rogna). A questo punto, senza perdere ulteriormente tempo, si rivolga ad un medico veterinario esperto di volatili d'affezione, o presso l'istituto di patologia aviare della facoltà di medicina veterinaria di Napoli. La terapia presuppone infatti una diagnosi, mediante esame microscopico del materiale crostoso prelevato dalle lesioni, e richiede l'impiego di farmaci specifici per uso veterinario che, possono essere prescritti solo dal medico veterinario e vanno impiegati con la supervisione del professionista. Cordialmente.
Francesco Chieppa
ho appena salvato un pulcino di gazza ladra dagli artigli di
un gatto.
Di cosa si nutre?
Ha le penne sulle ali ma la testa è piena di piume nere!
Grazie, Alba
R
Gentile Signora,
la Gazza ladra (Pica pica ) è un Corvide con regime dietetico soprattutto carnivoro. Si nutre di insetti (coleotteri, lepidotteri e loro larve) piccoli mammiferi (arvicole,topi,ratti) uccelli (di piccola taglia, loro uova e nidiacei, predati presso i nidi) ed ancora lombrichi, molluschi, zecche e carogne di animali.
Pertanto il suo pulcino andrà alimentato con una dieta a base di proteine animali (pezzetti di carne, cuore ed altre frattaglie, pastoncino per uccelli insettivori per ornicoltura, integrato con omogeneizzato di carne, uova sode, camole del miele, tarme della farina ed altre prede vive qualora riescisse a procurarsele, magari presso le rivendite di articoli per la peca). Auguri!
Francesco Chieppa
Subject: Mangiatori di uccelli
Sono un bambino che fa la quarta elementare e mi chiamo Lorenzo.
Volevo chiederle il nome di almeno due animali che si nutrono di uccelli.
Grazie
R
Ciao Lorenzo,
purtroppo in Natura, come ben saprai, vi sono diversi animali carnivori che
si nutrono di uccelli, sia tra i mammiferi che tra gli stessi uccelli. I rapaci:
uccelli predatori con becco adunco ed artigli affilati, non disdegnano di
nutrirsi anche di volatili, così come un mammifero silvestre come la
volpe, fa altrettanto, quando gli si presenta l'occasione.
Immagino che queste notizie ti serviranno per i tuoi compiti a casa, e così ti ho risposto subito.
Ciao e sempre in gamba !
Francesco Chieppa
Egregio sig. Chieppia,
da qualche giorno noto tra i miei novelli, ormai ad inizio muta, ventre arrossato
e leggermente gonfio, ali leggermente calate, e sonnolenza. Può essere
effetto della muta o c'è qualcos'altro? Aggiungo inoltre che tali soggetti
sono cresciuti velocemente e senza problemi. La ringrazio e la saluto cordialmente.
R
Gentile Lettore,
i sintomi che accenna non rientrano nella norma e possono denunciare una incipiente patologia dell'apparato digerente, di origine: batterica/parassitaria/o cagionata da regime dietetico non perfettamente idoneo. Pertanto le consiglierei di prelevare dei campioni di feci fresche, dalle gabbie dei suoi canarini, provvedendo a fare effettuare un esame coprologico presso un laboratorio veterinario specializzato. Nel frattempo, tenga i volatili indisposti a dieta molto semplice, somministrando ad essi una miscela di scagliola, lino ed un pò di perilla; pastoncino secco privo di integrazione con uovo sodo e qualche spicchietto di mela, in attesa dell'esito degli esami sulle feci. Qualora dovesse emergere una causa patologica ben precica, si rivolga ad un medico veterinario esperto di volatili d'affezione, per gli interventi terapeutici e profilattici del caso. Auguri!
Francesco Chieppa
Ho trovato un nido nella caldaia, l'ho tolto e ho visto che tra l'erba secca ci stavano 4 uccellini appena nati, non li voglio far morire, che devo fare?? sono Michele dalla Sicilia ed ho 38 anni, scusa e grazie.
R
Gentile Signore,
l'impresa alla quale si accinge è delle più impegantive, spero ne sia consapevole; ad ogni modo, visto che ha rimosso il nido dalla sua sede naturale, non credo vi siano valide alternative.
Anzitutto deve stabilire se i pullus in suo possesso, appartengono a specie frugi-granivora o insettivora. Tenga presente che i primi presentano un beccuccio piuttosto tozzo e poco slanciato, a differenza dei secondi che son dotati di un becco sviluppato soprattutto in lunghezza. Per la tipologia del sito dove ha reperito il nido, sarei propenso a ritenere trattarsi di nidiacei di Passero, pur non avendone certezza assoluta. Deve procurarsi, in un negozio specializzato per ornitologia, uno di quei prodotti preconfezionati per l'imbecco dei nidiacei di canarino. Trattasi di sfarinati in polvere ad elevato tenore proteico ed integrati con vitamine ed aminoacidi, da trasformare in pappetta con l'aggiunta di acqua tiepida. Con questo alimento composto, deve imbeccare i piccoli dall'alba al tramonto, servendosi di uno stecco, o piccola siringa di plastica (assai utili quelle per insulina) iniziando a somministrare le imbeccate con la frequenza di un intervento ogni 20 minuti, per poi diradare i suoi interventi, ad uno ogni mezz'ora, allorchè i pullus avranno una settimana di vita, sino ad una imbeccata ogni ora, con pullus d'età oltre la seconda settimana. Naturalmente, diradando gli interventi aumenterà il volume delle imbeccate. Per imbeccata, intendo la somministrazione dell'alimento, sino a vederlo chiaramente comparire nel gozzo del nidiaceo. Qualora ritenesse di essere in possesso di pullus di specie insettivora, allora sarà necessario integrare il pastoncino di cui sopra, con dell'omogeneizzato di cane per neonati. Nel caso i nidiacei in suo possesso fossero di Passero, integrerà la loro pappetta con omogeneizzato di carne, poichè i passeri durante la riproduzione, assumono discrete quantità di insetti, con i quali svezzano le loro covate.
L'alimento che utilizzerà, andrà preparato di volta in volta e dopo aver nutrito i pullus, gli avanzi altamente deteriorabili, verranno eliminati. I pullus dovranno essere sistemati in un comodo e caldo ciaciglio, in prossimità di una fonte di calore che potrà essere convenientemente fornita da una comune lampada ad incandescenza, naturalmente sistemata a debita distanza dai nidiacei, perchè non procuri loro delle ustioni fatali. Deve in sostanza armarsi di tanta, tanta pazienza, dedizione e spirito di sacrificio, se veramente intende salvare la vita degli inconsapevoli ed indifesi pullus. Auguri e ci faccia sapere!
Francesco Chieppa
Gent.mo Francesco,
ti volevo salutare, scusa per il tu, e chiederti qualche consiglio.
Complimenti per il pastoncino medicato, secondo il tuo metodo di profilassi
neonatale, è andato veramente molto bene! a proposito d'interruzione
delle cove volevo chiederti come fare? per
problemi di spazio posso mettere per far terminare le cove tutte le femmine
insieme tra loro e i maschi insieme, oppure litigano? ed i novelli conviene
tenerli con i maschi o con le femmine? a che punto posso mettere tutti insieme
nella voliera?
Tanti saluti e grazie. Mario C Teramo
R
Gentilissimo Mario,
mi fa molto piacere che il mio metodo di profilassi neonatale,
abbia fatto centro anche nel tuo allevamento, permettendoti di svezzare molti
canarini.
Devo convincermi ormai che funziona veramente! L'hanno provato anche amici
di amici, in quel di Milano, ed il risultato è stato sempre lo stesso:
mortalità neonatale pressochè nulla e tantissimi canarini svezzati!
Io lo pratico da circa una decina di anni e tutte le volte che l'ho sospeso,
durante la stagione riproduttiva, per verificarne l'efficacia, mi rendevo
conto che i risultati favorevolissimi sortiti dal metodo, tendevano a subire
una rapida involuzione. Ed alla pronta ripresa della profilassi neonatale,
potevo nuovamente godere di nidi con molti novelli sani e vispi che portavo
regolarmente a svezzamento. Inoltre il mio metodo, valido solo in allevamenti
in perfetto stato sanitario (senza cioè problemi di malattie batteriche
o parassitarie ) è veramente esente da effetti collaterali sui riproduttori,
che non assumono alcun tipo di farmaco. Staremo a vedere se e quando mi deciderò
a rivelare l'arcano al grosso pubblico degli allevatori italiani. Ma temo,
ahimè, che ciò non costituirebbe certamente un vantaggio per
la canaricoltura nazionale, già inflazionata da una superproduzione
di uccelli!
Dunque, vuoi sospendere in anticipo le cove perchè già
saturo di canarini? Allora sistema i maschi in capaci gabbioni, dove possano
effettuare un salutare esercizio fisico, dopo le fatiche riproduttive. E le
femmine in gruppo, in altri contenitori. I novelli andrebbero isolati dagli
adulti, in quanto il loro regime dietetico è differente da quello dei
riproduttori da
mettere a riposo. Ai riproduttori infatti, fornirai una dieta leggera ed ipocalorica,
al fine di disintossicarli dalle forzature alimentari praticate nel periodo
riproduttivo. I novelli invece, sino alla fine della muta, dovranno assumere
il pastoncino integrato con uovo sodo, in quanto necessitano di proteine per
la crescita. Inoltre, ai novelli fornirai generose integrazioni con un preparato
vitaminico contenente le vitamine A e D, mentre ai riproduttori darai tutt'al
più un integratore contenente il complesso vitaminico B, in funzione
anti-stress ed epatoprotettrice.Se disponi di una capace voliera, colloca
i giovani in quella, dove potranno irrobustirsi esercitandosi nel volo e,
lascia i riproduttori raggruppati per sesso in gabbie o, possibilmente, gabbioni.
Non mi resta che augurarti: buona muta e felice stagione mostre, nel prossimo autunno! E... acqua in bocca, mi raccomando!!!
Francesco Chieppa
Francesco scusami ho un grosso problema con una canarina.
Ritenzione dell'uovo che ora in verità ha deposto ma prolasso totale
degli organi interni.
Che devo fare?
Ti avrei chiamato al cell ma non trovo + il numero.
Goldfinch
R
Ciao Stefano,
una brutta gatta da pelare, non c'è che dire...!!!
Chiariamo subito, anche a beneficio di chi ci legge, che per prolasso dell'ovidutto
si intende la fuoriuscita attraverso l'apertura cloacale, di una porzione
dell'ovidutto, costituita da utero e parte della vagina. Questo grave inconveniente,
si verifica durante la deposizione delle uova, allorchè vi siano delle
distocie (uovo non in presentazione corretta d'espulsione), oppure quando
sussistano disendocrinie che comportino una ovodeposizione continua e sregolata.
Dal punto di vista eziologico-meccanico, il prolasso è la conseguenza
di una anomala contrazione dei muscoli addominali, in uccelli in precarie
condizioni di salute, anche e soprattutto a causa di un eccessivo sfruttamento
riproduttivo.
Sovente, nella parte prolassata dell'ovidutto è presente l'uovo, come
credo si sia verificato nel caso che mi descrivi.
La risoluzione del prolasso è di esclusiva pertinenza del medico veterinario.
L'allevatore deve prontamente isolare la bestiola dai conspecifici, in quanto
è notorio che la vista del sangue, spinge ad episodi di pica e cannibalismo
che in questo caso risulterebbero rapidamente fatali per la malcapitata canarina.
Occorre inoltre mantenere il volatile in ambiente caldo, in quanto gli organi
prolassati costituiscono una causa di termodispersione e potenziale ipotermia,
per il delicato organismo di un canarino.
In sostanza l'intervento del veterinario consisterà nel detergere e
ripulire la porzione di ovidutto protrusa, con della soluzione fisiologica
sterile. Indi si applicherà sulla parte prolassata una pomatina antibiotica
addizionata di cortisone, onde ridurre l'edema e rendere riposizionabile nella
loro sede naturale gli organi fuoriusciti. Tale manualità, tutt'altro
che semplice, viene per solito espletata servendosi di un tamponcino sterile
lubrificato. Ricollocato l'ovidutto in addome, si metteranno un paio di punti
di sutura a livello di rima cloacale, al fine di evitare una riespulsione,
ma consentendo comunque all'animale la defecazione, attraverso il pertugio
cloacale residuo. Dopo un paio di giorni, regredito l'edema e l'ipercinesi
delle strutture coinvolte nel prolasso, verrano rimossi i punti di sutura.
Ho voluto riportare, passo passo, la tecnica di riduzione del prolasso dell'ovidutto,
per far comprendere agli amici allevatori che in casi come questi è
d'obbligo il tempestivo ricorso al medico veterinario, se si intende concretamente
soccorrere il volatile sofferente.
Ciao Stefano ed auguri!
Francesco Chieppa
Subject: Canarini: come limitare le covate
Salve,
Ho avuto modo di seguire ed applicare i suoi preziosi consigli sulla nidificazione
dei canarini, e al momento ho una coppia che sta covando con sorprendente
assiduità. Nella speranza che la covata abbia successo, mi chiedevo
se sia possibile (e se sia consigliato o meno) evitare ulteriori covate della
coppia per questa stagione, magari senza dividere i canarini. A quanto ho
capito penso sia impresa piuttosto difficile dal momento che spesso la femmina
inizia una nuova deposizione prima di completare lo svezzamento dei piccoli,
ma volevo avere qualche indicazione più precisa in merito.
La ringrazio anticipatamente per la risposta.
Saluti.
Massimiliano.
R
Gentile Lettore,
per ottenere ciò che desidera, le basterà allontanare la femmina
dalla gabbia da cova, allorchè i suoi pullus avranno una quindicina
di giorni di vita, lasciando al canarino maschio l'incombenza di svezzare
la nidiata. Naturalmente, dovrà sospendere di somministrare alla canarina
il pastoncino all'uovo del periodo di allevamento ed eventuali integratori
multivitaminici, contenenti le vitamine A ed E. Allorchè la nidiata
sarà stata svezzata, eviti nell'immediato di riformare la coppia, poichè
ai due partner piumati, prima della muta del piumaggio, potrebbe venir voglia
di una nuova cova. Mi fa piacere sapere che ha trovato utili i miei consigli.
Continui a seguirci dalle pagine della rivista "Uccelli" e sul mio
sito web, alla seguente URL :
http://digilander.libero.it/verdi.ardesia
Saluti ed auguri.
Francesco Chieppa
Salve sono Michele da Manduria, le scrivo ancora una volta per porle gentilmente un'altra domanda, tempo fa mi è stato detto che chi come me possedeva una coppia di gloster prima dell'accoppiamento doveva provvedere a togliere dalla zona intorno alla cloaca le piume per facilitare l'accoppiamento, io l'ho fatto e tutto è andato bene, ma ora volevo sapere se devo ripetere l'operazione anche la prossima volta appena cioè sarà pronta a riaccoppiarsi o se non c'è ne bisogno perchè magari basta farlo una sola volta per tutta la stagione riprodduttiva. Infine volevo sapere cosa sia potuto accadere visto che di 4 uova due si sono schiuse normalmente e delle altre 2 invece è accaduto che un uovo era aperto per meta e il piccolo era morto dentro in posizione fetale e l'altro uovo era integro con un solo buco e quando l'ho aperto anche qui il piccolo era morto, premetto che erano completamente formati delle dimensioni più o meno di quelli che erano nati, grazie per il suo aiuto.
R
Gentile Ornicoltore,
la spiumatura delle cloache rientra tra le operazioni di tolettatura
da praticare prima elle cove.
Come certamente saprà, la maggior parte delle specie di uccelli, ad
eccezione di pochissime (Anatidi, Ratiti) mancano nel sesso maschile di un
organo copulatore vero e proprio e la fecondazione, avviene mediante congiunzione
delle due rime cloacali, nel corso dell'accoppiamento. Naturalmente, se vi
fossero impedimenti meccanici a livello di cloache dei riproduttori, l'inseminazione
fallirebbe. Motivo per cui, da sempre gli ornicoltori pratici hanno raccomandato
di deplumare la zona pericloacale dei volatili, mediante sfoltimento delle
piumette ivi esistenti. In realtà, basterebbe mantenere pulita questa
regione, fornendo frequentemente il bagnetto, per ottenere lo stesso risultato.
Anzi, poichè Madre Natura non ha lasciato nulla al caso, occorre anche
sapere che la presenza di piume in quella zona, ha lo scopo di favorire il
corretto orientamento degli orifizi cloacali dei due pennuti durante la copula,
agendo in guisa di sensore e favorendo la congiunzione sessuale.
Qualora lei preferisca spiumare le cloache dei suoi riproduttori, deve ripetere l'operazione prima di ogni nuova cova, poichè le piumette asportate, ricrescono assai rapidamente.
Anche il ciuffo del Gloster, va opportunamente tolettato prima della stagione riproduttiva, accorciando la parte anteriore, se costituito da vessilli troppo folti e lunghi, ricadenti sugli occhi.
Circa la mancata schiusa riferita, è molto probabile che i pullus non
siano riusciti ad emergere dall'uovo, a causa di insufficiente tasso di umidità
ambientale, o perchè troppo deboli. Curi scrupolosamente l'alimentazione
dei suoi razzatori, soprattutto in relazione all'apporto protidico e vitaminico-minerale
e, un giorno prima della data della schiusa, fornisca loro il bagnetto, in
modo che la femmina, rientrando nel nido dopo le abluzioni con il piumaggio
ancora umido, apporti umidità alle sue uova.
Auguri per il miglior prosieguo della stagione riproduttiva !
Francesco Chieppa
Gentile Signor Chieppa,
sono Annalisa di Carugate MI, volevo chiedere se Le è possibile spiegarmi
un
paio di cose.
ultimamente ho avuto canarini acquistati da allevatori che sono riuscita anche
ad addomesticare, probabilmente perdendo un po' il canto che avevano inizialmente,
ma il mio quesito riguarda un soggetto brinato arancio, praticamente libero
per casa, entrava in gabbia da solo quando voleva ecc..
Parlo al passato perchè purtroppo mi è morto per qualcosa che
tutt'ora non riesco a spiegarmi totalmente.
I primi sintomi sono stati un leggero "tic" con la testa, quindi
più avanti ha avuto una reazione in gabbia non piacevole: ha cominciato
a sbattere da tutti i lati come impazzito emettendo strani "strilli".
Era sempre stato sano prima. Li chiamo così perche non avevo mai sentito
un suono così in 25 anni di allevamento.
Da quel momento in poi, è cambiato totalmente. Non saltava più,
restava sempre per terra e non aveva più l'equilibrio per stare dritto,
mangiare i semini e altro..Alla fine si è ridotto ad un vegetale che
dipendeva da me per nutrirsi...Ho provato tanta pena per lui e l'ho portato
a sopprimere, con tutto il mio dispiacere.
Ho pensato ad una crisi nel sistema cerebrale.
Secondo Lei?
Aspetto sue notizie.
Cordialmente La saluto e ringrazio.
Annalisa Z.
R
Gentile Signora,
la sintomatologia presentata dal suo volatile è certamente inquadrabile in una patologia a carico del SNC (Sistema Nervoso Centrale). Di cosa di preciso si sia trattato non è possibile affermarlo, in assenza del referto di un esame necroscopico. Tante le cause in grado di evocare il quadro clinico da lei riferito: di ordine traumatico, tossicologico, organico, infettivo.
Cordiali saluti.
Francesco Chieppa
Egregio Chieppa
Nell'Agosto scorso abbiamo trovato nel terrazzo di casa il canarino in fotografia.
Ha l'anellino di identificazione e percio' crediamo sia stato liberato (anzi
mandato a morire) da un qualche allevatore con poco rispetto verso questi
esserini.
Gia' da allora presentava alcune piccole "cisti" al posteriore e
sotto le ali che con il passare dei giorni si sono ingrossate fino a che,
una volta seccatisi, sono cadute. Purtroppo continuano a spuntarne di nuove,
e molto brutte, soprattutto sulla coda, dove fra l'altro ha perso completamente
le piume.
Apparentemente il canarino sta bene, cinguetta, non e' mai fermo (segno che
e' molto vispo) e, soprattutto, mangia parecchio.
Lo alimentiamo con graniglia di miglio, biscotto, foglie di radicchio e a
volte dell'uovo.
In allegato ho inserito due foto da cui si possono vedere le cisti in oggetto.
Le sarei grato se potesse darmi qualche informazione su come curare (se possibile)
questa piccola bestiola.
RingraziandoLa fin da ora
distintamente saluto
Giovanni R.
R
Gentile Ornitofilo,
le foto che mi allega, documentano chiaramente l'esistenza nel suo canarino di una patologia del piumaggio, relativamente frequente in alcune razze (Border, Crested, Gloster, Norwich, Yorkshire ) tipi di colore (Opale) e categorie (mosaico). Trattasi della Hipopteronosi cistica, volgarmente nota come: "Cisti del piumaggio", o con il termine anglosassone di "Lumps". Sono cisti cutanee che si presentano in guisa di formazioni nodulari, di dimensioni variabili dalla grandezza di un pisello a quella di una noce, singole o multiple, di consistenza dura e tendenti ad esulcerare.
Spesso, come da lei riferito, le cisti mature si essiccano e cadono spontaneamente. In altri casi è necessario ricorrere al medico veterinario, per un'escissione chirurgica. Purtroppo con altissima frequenza dette formazioni cistiche tendono a recidivare.
La causa di questa patologia non è completamente chiara. All'origine c'è una alterazione del follicolo della penna, dovuta a fattori diversi (traumi locali di varia natura e da pica, malnutrizione, infezioni). In sostanza la penna in via di sviluppo, in luogo di emergere alla superficie della cute, si ripiega su se stessa all'interno del follicolo, sviluppando progressivamente la cisti.
Recenti acquisizioni di ricerca scientifica (Tesi di laurea del dott.Giandonato Pesce - Facoltà di medicina veterinaria - Università di Bari) privilegerebbero una eziologia di tipo ereditario. Si consiglia pertanto di non utilizzare in riproduzione soggetti portatori di cisti del piumaggio, e di evitare gli accoppiamenti tra canarini a piumaggio particolarmente abbondante e morbido. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Qual'e' la giusta alimentazione giornaliera per i canarini prima della cova e dopo la schiusa? Sono Massimo dalla provincia di Milano e sono alle prime armi, ti ringrazio se puoi aiutarmi....
R
Buongiorno Massimo,
Durante la stagione riproduttiva e prima della schiusa delle uova, somministrerai ai tuoi canarini un pastoncino all'uovo, del tipo da allevamento (tenore proteico intorno al 18%), la normale miscela di semi, uno spicchietto quotidiano di frutta di stagione e - se preferisci - un pò di cicoria od altra verdura di stagione a foglia tenace (escludi insalata e lattuga), due/tre volte la settimana, sempre accuratamente lavate e lasciate asciugare prima di somministrarle ai volatili .
Alla schiusa delle uova, oltre la consueta miscela di semi, integra lo stesso
pastone secco con un uovo sodo intero (tuorlo ed albume) privato del guscio,
in ragione di 150 gr. di sfarinato secco /1 uovo sodo. Al pastoncino potrai
aggiungere - tre/quattro volte la settimana - dei semi posti in ammollo per
24 ore e risciacquati spesso sotto l'acqua corrente, servendosi di un colino.
Uno spicchietto giornaliero di frutta di stagione e qualche foglia di verdura,
come sopra.
Curerai durante tutto l'anno, l'integrazione vitaminico-minerale, addizionando al grit un complesso minerale contenente macro ed oligoelementi ed un prodotto multivitaminico idrosolubile, da aggiungere all'acqua di bevanda, o in polvere da addizionare al pastoncino. Il multivitaminico sarà sufficiente fornirlo per sette giorni di seguito al mese. Questi prodotti, di differenti aziende produttrici e tutti ugualmente validi, potrai reperirli presso i negozi specializzati in articoli per ornitologia.
Tuttavia, tieni presente che ci sono vari metodi per alimentare i canarini durante la stagione riproduttiva. Ogni allevatore spesso ne adotta uno proprio, collaudato negli anni.
Se desideri approfondire l'argomento "Alimentazione", ti consiglio di procurarti il testo del Prof. Umberto Zingoni: "Canaricoltura" - Edizioni F.O.I. /Piacenza - Tel. 0523/593403 .
Francesco Chieppa
Subject: Informazioni
Buona sera ,
volevo sapere come si distingue il sesso nei bengalini . Un mio amico ha vinto
un bengalino e un diamante mandarino al luna park , hanno fatto il nido e
tutte le sere vi dormono insieme , e possibile che si debbano accoppiare ?
La ringrazio cordiali saluti
R
Gentile Signora,
il Diamante Mandarino (Taeniopygia castanotis) ed il Bengalino (Amandava amandava) sono due distinte specie di uccellini esotici, per le quali non sono noti episodi di ibridazione interspecifica.
Pertanto ritengo non sia possibile realizzare ibridi tra gli esotici da lei menzionati. Naturalmente la femmina della inconsueta coppia, ha provveduto ad edificare il talamo riproduttivo, guidata dall'istinto e dal sopraggiungere della bella stagione. Molto probabilmente seguirà la deposizione delle uova che lei farà ugualmente covare, anche se le possibilità di successo ritengo siano nulle!
Circa il dimorfismo sessuale dei Bengalini (Amandava amandava) spesso confusi con i Diamanti Mandarini (Taeniopygia castanotis), le dirò che in abito invernale è praticamente inesistente. Al contrario, nel periodo degli amori, il maschio assume una splendida livrea rosso-scarlatta punteggiata delle caratteristiche piccole sfere bianche, soprattutto sui fianchi, mentre la femmina conserva un colore del piumaggio decisamente dimesso, sul grigio-bruno.
Sperando di essere stato esauriente. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Gntilissimo Chieppa,
mi ero rivolto a lei già qualche tempo fa per dei problemi intestinali
nei miei canarini.
Seguii il suo consiglio e mi recai da un bravo veterinario competente in materia
ornitologica. Constata la gravità dei soggetti, procedemmo con l'esame
delle feci. Queste non mostrarono la presenza di coccidi ma evidenziarono
una forte carica battarica. Non avendo a disposizione al momento soggetti
morti da poco per eseguire esami più approfonditi, iniziammo subiro
una terapia a base di Baytril 0,5%nella dose di 10 ml/litro proseguita per
ben 11 gg. Constatata l'assenza di risultati, ad un successivo esame delle
feci furono trovati dei coccidi. Allora inizziammo con Aviochina 3,44% nella
dose di 10 ml/litro, tre cicli di due giorni intervallati da pause di tre.
Qui iniziano i problemi: alcuni soggetti mostrano complicazioni di tipo neurologico:
perdita di equilibrio, incapacità di volare, ecc. Dopo queste crisi
la maggior parte si riprende ma diventa cieca. Il veterinario, interrogato
a proposito, afferma trattarsi di un caso più unico che raro, e mi
dice di allungare il periodo tra somministrazioni. Aspetto 4 gg, riduco la
dose a 5ml/litro ed ora al secondo ciclo mi trovo nella stessa situazione.
La mia domnda è la seguente: queste manifestazioni possono essere frutto
di un elevato grado di tossicità dei trattamenti o di dosi troppo elevete?
Come devo comportarmi ora? Ringraziandola per la disponibilità, la
saluto cordialmente.
Alberto
R
Gentilissimo Alberto,
il rapporto che lega il cliente al suo medico veterinario, deve essere sempre improntato a stima e fiducia nei confronti del professionista, in relazione anche all'esperienza acquisita dal medico, nei confronti della patologia della specie animale che sottoponiamo alla sua cura. Se questo indispensabile presupposto dovesse venir meno, allora non resta che rivolgersi ad altro professionista...
Cordialmente.
Francesco Chieppa