Lettere Maggio 2004
Pappagallino ondulato
Problema urgente - II parte
La riproduzione dei canarini
Aiuto cova
Canarini
Cova dei canarini
Informazioni
Canarini
Spray antiparassitari
Diamantini mandarini e nido
Aiuto svezzamento
Diamantini che non fanno uova
Canarina asmatica
Lucherina in bolla d'aria
Informazioni mancanti
Cessazione uova canarina
Gazza ladra (pica pica)
Temperatura per le cocorite
Bengalini - canarini
Consanguineità
Informazioni

 

Subject: Bengalina

Ciao Francesco, ti ricordi?
La bengalina purtroppo è morta, in quanto aveva un male incurabile e forse aveva fatto anche la sua vita. Ho ripreso un'altra bengalina, si sono accoppiati subito, hanno fatto 5 uova e non speravo sicuramente di vedere nascere un piccolo bengalino. Invece così è stato. Ora è uscito dalla cova e sta li poverino tutto impaurito. Ma vedessi quanto è carino. A vederlo sembrerebbe una femmina, però forse ancora è presto. Nel frattempo stanno ancora covando le altre uova, le vorrei togliere ma ho paura ad infilare la mano dentro la gabbietta, perchè lui si impaurisce ed inizia a svolazzare da tutte le parti. Che mi suggerisci? Grazie e a presto.

Federica

R

Salve Federica,

complimenti per il successo riproduttivo conseguito e mi spiace per l'altro uccellino. Secondo me, i tuoi volatili sono Diamanti mandarini ( Taeniopygia guttata ) e non bengalini ( Amandava amandava ). Le due specie esotiche - la prima molto più popolare come pet e di facile riproduzione - vengono frequentemente confuse.

Circa le uova non schiuse, ti consiglio di rimuoverle al più presto. In questo modo la coppia eviterà un inutile dispendio di energie, continuando a covare per nulla ed una volta rimosse le vecchie uova sterili, vedrai che ti regalerà una nuova nidificazione ed altri piccoli.

Non preoccuparti per il novello in gabbia, magari prima di compiere l'operazione di manutenzione del nido (che va svuotato di uova e vecchia imbottitura, nonchè lavato accuratamente), potrai collocarlo per qualche minuto in altra gabbia, o in una di quelle scatoline di cartone, utilizzate dalle uccellerie per cedere gli alati venduti.

Auguri per le tue cove e facci sapere!

Francesco Chieppa


Subject: La cococrita è ammalata

Orbassano 12 maggio 2004

Gentile Chieppa,

mi sembra doveroso concludere con lei le vicissitudini della mia cocorita.
La scorsa settimana l'abbiamo portata dal veterinario il quale ha diagnosticato che il gonfiore addominale altro non è che un tumore.
Purtroppo già con adesioni interne e data la grandezza è impensabile asportarlo chirurgicamente. Verrebbe sottratto troppo sangue alla bestiolina che certamente non ce la farebbe a sopravvivere. La cosa migliore è lasciarla in pace visto che l'animale ha già una certa età e che il tumore rappresenta per ora solo un fastidio meccanico, nel caso dovesse ulcerarsi forse sarà il caso procedere all'eutanasia per non farlo soffrire.
Ho il sospetto che quando, tre anni fa, è piovuto dal cielo nel nostro giardino fosse già malato ed il suo proprietario se ne fosse disfatto temendo chissà quali terribili contagi. E' solo una illazione, ma non ho mai visto l'uccellino posare sui sostegni della gabbia con le zampette in evidenza ed il corpo snello. Essendo coperto dalle piume non potevo sospettare. Comunque spero che "Andrea" ci faccia compagnia ancora a lungo e siamo contenti di averlo incontrato ed ospitato.

Non mi rimane, unitamente a mia moglie, che ringraziarla per i suoi consigli e la cortesia con la quale ci ha dato ascolto.

I nostri migliori saluti,

Massimo & Grazia

R

Gentili Signori,

mi spiace per l'epilogo della vicenda, tuttavia appena ho visto le foto, mi sono reso conto che doveva trattarsi di qualcosa di molto serio.

Purtroppo il mistero della vita accomuna uomini ed animali, facendo di tutti i viventi delle effimere entità di fugace transito sul Pianeta. Peccato che quasi tutte le religioni preconizzino egoisticamente un futuro ultraterreno, solo per la nostra specie. Non è possibile; anche per gli amici animali che hanno accompagnato i nostri affanni terreni, ci sarà un meritato eden celeste, dove un giorno ci si possa ricongiungere tutti! Cordiali saluti.

Francesco Chieppa
Immagini allegate:

        


Subject: Cardellina

Egregio Sig. Chieppa,

sono venuto in possesso di una cardellina, nata in voliera, il cui proprietario non desiderava più tenere. Poichè possiedo alcune coppie di malinois e non vorrei contaminare il loro canto ho posta la cardellina in altro locale, in attesa di trovare un altro appassionato. Devo confessare che, comunque, la tentazione di tenerla è grandissima; nonostante sia una femmina (almeno così mi è stato detto) il portamento ed il canto è splendido, unico neo è la mascherina facciale la quale è inquinata dall'arancione e sopra la testa interrotta da una macchia nera. Il quesito che voglio porle è: cosa bisogna fare per riportare la mascherina il più possibile ai colori originali? Momentaneamente somministro del pastone rosso e della carota. Le sarei grato se potesse aiutarmi, è un peccato non poter apprezzare in pieno uno dei più superbi volativi in circolazione.

Un cordiale saluto. Luigi Tozzi - Crotone

R

Gentile Sig. Tozzi,

purtroppo i cardellini riprodotti e mutati in gabbia, hanno la tendenza ad assumere una mascherina color arancione. Somministri una dieta contenente vegetali e, della carota nel pastoncino. Il pastoncino addizionato di coloranti artificiali, ha effetto epatotossico, quindi meglio non abusarne. Tenga sempre presente che la pigmentazione delle piumette della mascherina facciale, avviene solo al rinnovo del piumaggio, durante la muta, allorchè potrebbe avere senso somministrare una dieta colorante.

Mi scrive delle ottime qualità canore della sua cardellina, ma è il maschio a cantare! Le emissioni canore delle femmine sono limitate ad insignificanti cinguettii, anche se femmine in estro ed alla ricerca di un compagno, possono talora emettere un canto che ricorda vagamente quello del maschio, tanto da indurre in errore l'allevatore poco esperto. La conformazione della mascherina che mi descrive, è compatibile con un cardellino di sesso femminile. Se vuole un consiglio personale e spassionato: tenga la cardellina e cerchi di accoppiarla, magari in un locale distinto da quello dove tiene i suoi Malinois.

La nidificazione in cattività degli uccelli indigeni, può infatti riservare all'appassionato ornitofilo, grandi soddisfazioni. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Iscrizione FOI

Salve,

ho iniziato ad allevare canarini lo scorso anno. Le volevo chiedere cosa devo fare per iscrivermi alla FOI e come posso procurarmi degli anellini.

Distinti saluti, Mario.

R

Lei può aderire alla Federazione Ornicoltori Italiani ( FOI ), iscrivendosi ad una associazione ornitofila locale, federata.

Per conoscere l'indirizzo dei sodalizi di ornicoltori della sua zona, aderenti alla FOI, la invito a contattare la segreteria nazionale FOI, ai seguenti recapiti:

FOI - Via Conciliazione, 45/A - 29100 Piacenza
Tel. 0523/ 593403 - Fax 0523/ 571613
E-mail: foi@foi.it

Una volta iscritto ed in possesso del codice allevatore ( RNA ), potrà inoltrare richiesta di anellini, tramite la sua associazione.

Cordialità.

Francesco Chieppa



Subject: Problema urgente

Buongirno Francesco,
mi chiamo Alessandro e sono un appassionato di ornotologia da anni, anche se ho ripreso a coltivare la mia passione solo da due (complice mia figlia di 9 anni).

Putroppo, però, in passato ho condotto il mio piccolo allevamento di canarini (6 coppie) in modo molto superficiale e poco professionale (avevo 14 anni) con ottimi risultati; ora che ho cominciato ad essere accorto e maniacale le cose non vanno proprio come vorrei. Attualmente nel mio allevamento sono presenti una coppia di canarini rosso mosaico ed una femmina di cardellino strappata a morte certa da piccolissima e che ora ha due anni.
Ho provato ad unire in gabbia (cardellina e canarino) ma hanno litigato violentemente con la cardellina che per fuggire è finita incastrata in una mangiatoia.
Come posso fare, ora che lo stato di amore della cardellina è aumentato, unirli con la sicurezza ch il canarino non le faccia del male ?

Un grazie anticipato.

Alessandro Palumbo

R

Gentile Signor Alessandro,

la conflittualità che rileva nella coppia formata da canarino x cardellina, deriva da una differente forma amorosa. Il canarino in estro, tenta di gallare la cardellina che evidentemente lo rifiuta. Consideri che lo stimolo genesico negli uccelli silvani, insorge in ritardo rispetto ai canarini - a primavera inoltrata - dunque dovremmo ormai esserci... Mantenga nella stessa gabbia i due partner piumati, tenendoli divisi mediante la griglia-separatore. Li faccia affiatare in questa condizione di vicinanza e, dopo una settimana-dieci giorni, ritenti l'unione. Chissà che le cose non prendessero il verso giusto. Auguri!

Francesco Chieppa


Subject: Pappagallino ondulato

Signor Chieppa,
mi chiamo Manuela e le scrivo per ricevere un consiglio...
Circa un anno fa ho trovato sui rami di un albero del mio giardino un pappagallino ondulato e,dopo aver cercato inutilmente di trovare il legittimo proprietario,l'ho adottato.E' un maschio adulto ( ha la cera azzurra), e si sta abituando,anche se è ancora un pò diffidente, alla mia presenza. Vorrei prendere un nuovo esemplare, ma anche quello che ho scelto è un maschio (di 5 mesi)...POSSO PRENDERLO COMUNQUE, ANCHE SE E' PIU' GIOVANE E DI UGUALE SESSO? O MI CONSIGLIA UNA FEMMINA ( ANCHE LEI DI 5 MESI ) ?
GRAZIE DELL'ATTENZIONE!

Manuela Longo

R

Gentile Signora,

direi di optare decisamente per la coppia, prendendo la femmina.

Difficilmente una singola pariglia si riprodurrà nel prossimo autunno-inverno, poichè il Pappagallino ondulato ( Melopsittacus undulatus ) è per natura un nidificatore di colonia, ed in libertà i pappagallini nidificano in gruppi dimoranti nella stessa zona, utilizzando nidi contigui.

In cattività si consiglia di mantenere almeno due coppie del piccolo e grazioso psittacide, disponendole in gabbie da cova vicine. Tuttavia vengono riferiti episodi di nidificazione anche di singole coppie. A tal fine la inviterei ad appendere alla gabbia due casette nido.

Cordialmente.
Francesco Chieppa


Subject: Problema urgente - II parte

Spero di non approfittare troppo della sua cortesia, complicando il quesito che purtroppo stamane non ho esposto chiaramente:
il canarino in questione è attualmente accoppiato con una canarina che però, dopo tre tentativi di cova ( ha deposto uova non fecondate ) ed un altro finito con l'espulsione di due uova prive del guscio, ha costruito un nuovo nido nel quale sosta come se stesse in cova, ma senza avere deposto uova.

Ha un consiglio per me ?
E' il caso, io penso di sì, di mettere a riposo la canarina ? Come senza stressarla ?
Mi scusi per averla bombardata con i miei questiti, ma tengo moltissimo ai miei pennuti.

Un grazie enorme da parte mia e della mia piccola Anna.

Alessandro

R

Gentile Alessandro,

la deposizione di uova prive di guscio, può essere causata da carenze alimentari di elementi minerali ( calcio ) e/o vitamina D3, ma più frequentemente da infezioni e processi flogistici, a carico dell'apparato riproduttore femminile.

Concordo pienamente con lei che sia il caso di sospendere l'attività riproduttiva della canarina. A tal fine, la isoli in una gabbia singola, elimini dalla dieta della bestiola il pastoncino all'uovo e l'eventuale integrazione vitaminica, disponendo la gabbia nella zona meno luminosa del suo locale di allevamento. Questi accorgimenti saranno sufficienti a mettere a riposo il volatile, che in seguito inizierà la muta del piumaggio.

Cordialità.

Francesco Chieppa


Subject: La riproduzione dei canarini

La ringrazio anticipatamente per le informazioni chieste. Da tre giorni la mia femmina di canarino ha costruito il nido, con l'aiuto del maschio, ma non ha ancora deposto le uova. E' normale o mi devo preoccupare? Mi risponda la prego.

Francesco - Livorno

R

Gentile Lettore,

ritengo che non debba assolutamente preoccuparsi. Tra la costruzione del nido e la deposizione delle uova, decorre un lasso di tempo che può protrarsi talora sino ad una settimana ed anche oltre.
Sono certo che alla ricezione di questa mia risposta, la canarina avrà già scodellato le sue ovette!
Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Aiuto cova

Gentilissimo Francesco Chieppa

ho il piacere di ricontattarla, in quanto avendo seguito i suoi consigli ho al momento due pullus di quattro giorni nel nido. Vorrei porle le seguenti domande:

- essendosi schiuse 2 uova su 3, qual è il momento migliore per eliminare dal nido l’uovo che non si è schiuso;

- siccome la canarina è sola nella gabbia, in che modo dovrò comportarmi allorquando essa manifesterà il desiderio di nidificare nuovamente (nido ex novo, griglia separatrice, maschio, ecc.)

Ringrazio e porgo cordiali saluti.

V. D’Onofrio

R

Gentile Ingegnere,

lasci l'uovo infecondo ancora nel nido, sino a quando i due pullus avranno una settimana di vita. In genere, con nidiate più numerose, le uova che non schiudono le si elimina, trascorso qualche giorno dal termine naturale del periodo canonico di cova, previsto per la specie. Tuttavia, allorchè il numero dei nidiacei fosse ridotto ad uno/due, è bene mantenere una/due uova in nido, così da permettere la migliore distribuzione del peso della chioccia - soprattutto per canarine di grossa mole - e prevenire lo schiacciamento o la deformazione scheletrica dei pullus.

Lasci allevare i nidiacei alla canarina. Allorchè essi saranno totalmente impiumati e d'età non inferiore a quindici giorni, elimini il nido e disponga sul fondo della gabbia i pulcini. Questi continueranno ad essere imbeccati dalla canarina che, in assenza del nido, avvertirà con maggiore ritardo gli stimoli di una nuova nidificazione. L'espediente dovrebbe funzionare, anche se l'allevamento della nidiata affidato alla sola chioccia, pone comunque delle incognite. Tenga presente che i pullus si rendono autosufficienti, oltre i trenta giorni d'età. Comunque, per ora proceda come le ho suggerito e qualora avesse problemi, potrà scriverci ancora. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Canarini

Mi scusi se le riscrivo di nuovo ma mi sono accorta che per la fretta non le ho dato abbastanza informazioni sui miei canarini. Le ho già detto che mi hanno regalato una coppia da quasi due settimane ormai, un maschio arancio chiaro e la femmina verde-nero... Mia zia che me li ha regalati ha detto che non ancora aveva prodotto uova e che quindi dovevo sbrigarmi a fornire la canarina di materiale per il nido; l'anno scorso ha portato a termine una covata ma i piccoli sono morti, forse per il freddo. Ora è una settimana che la femmina ha costruito il nido, ma non ancora ha deposto nessun uovo. In compenso sta quasi sempre nel nido ed esce solo per mangiare. Il maschio da qualche giorno sta facendo di tutto per attirare la sua attenzione(credo!), in quanto canta sempre di più, emetendo tra intervalli più o meno lunghi, dei suono molto gradevoli e progressivi. Si sta letteralmente "sgolando", e sporadicamente imbocca anche la femmina di cibo masticato, mentre è nel nido, ma anche fuori. Tuttavia non li ho mai visti riprodursi. Non è che sto sempre lì a guardarli.. ma non mi è mai capitato. Dispero all'idea che possa fare delle uova e tantomeno dei pulcini! Secondo lei devo aspettare ancora e lasciarli in pace(nella loro stanza), o posso farli distrarre in balcone?
Inoltre, mentre si grattava col becco, ho notato che il maschio ha una protuberanza molto arrossata sul lato inferiore, vicino al punto da cui defeca; ha una forma quasi sferica e sembra procurargli prurito.
Per favore mi dia qualche consiglio...La ringrazio anticipatamente!

Michela Pollutri

Solo a livello di ingenua curiosità...
:- ) Mi diverto molte volte ad ascoltarli, i miei canarini, e spesso mi danno l'impressione di comunicare tra loro; non semplice canto ma comunicazione... Sono carinissimi e osservandoli mi piacerebbe capire meglio il loro comportamento.

Mi scusi!
Grazie a presto!

R

Gentile Michela,

mi scuso se non ho dato tempestiva risposta alla sua cortese missiva, ma ricevo sempre più lettere e spesso, tra il loro approdo alla mia casella di posta elettronica e l'inoltro delle relative risposte, passa necessariamente del tempo.

I suoi canarini sono in un ambiente privo di luce artificiale, dove possano risvegliarsi alle prime luci del giorno ed addormentarsi al tramonto? E fondamentale per la buona riproduzione che, tutti gli uccellini possano disporre di un fotoperiodo naturale.

Una settimana di attesa delle uova, a nido già ultimato, è un lasso di tempo un pò troppo lungo. Attenda ancora tre/quattro giorni, poi rimuova il nido per reinserirlo con nuovo materiale da imbottitura, a distanza di una settimana. Purtroppo la mancata deposizione è indice spesso di squilibri ormonali, ai quali è difficile ovviare.

I suoi uccellini hanno una dieta sufficientemente equilibrata, che comprenda anche una integrazione vitaminica e minerale?

Circa la protuberanza del maschio: se è la cloaca a sporgere, è normale nel canarino all'epoca della riproduzione; se invece la tumefazione dovesse essere sopra la cloaca, allora potrebbe trattarsi di un'ernia (a livello ombelicale), un accumulo localizzato di grasso, o altro ancora. Tuttavia, il particolare che il maschio denoti buona salute e canto vigoroso, tutto sommato tranquillizza circa le sue reali condizioni di salute. Al limite, può inviarmi una foto di quanto mi descrive sommariamente.

I canarini in riproduzione non andrebbero mai spostati. Occorre lasciare la gabbia sempre nello stesso posto.

Il comportamento del canarino non credo sia mai stato approfonditamente studiato. Certamente i volatili in parola hanno un loro connaturale repertorio etologico, ma penso mai nessuno si sia cimentato a decifrarlo in modo compiuto. Certamente comunicano tra loro, come tutte le specie animali, e sono pure in grado di farsi intendere dal proprietario, in relazione al soddisfacimento dei loro bisogni elementari. Ne riparleremo e se avesse altri quesiti, scriva pure; magari con la predisposizione ad attendere qualche giorno per la risposta. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Cova dei canarini

Salve Sig. Chieppa,

innanzi tutto volevo complimentarmi per il suo articolo:
"Quando la gabbia è scrigno d'amore", pubblicato su CiaoPet. Lo trovato veramente interessante.

Sono appassionato di uccelli e sono intenzionato a prendermi una copppia di canarini. Volevo chiederle se il maschio, dopo che la femmina ha deposto le uova, deve o non deve rimanere nella gabbia con la femmina.
Aspetto una sua dettagliata risposta.

Fabio Vatta

R

Gentile Sig. Vatta,

in genere il maschio viene lasciato con la compagna. Solo se trattasi di soggetto particolarmente turbolento, che insidia la femmina nel nido - tentando di gallarla durante la cova - o pilucchi il materiale da imbottitura del talamo riproduttivo, allora sarà bene porlo a debita "distanza di sicurezza", mediante la griglia separatrice in dotazione alle gabbie da cova; magari sino alla schiusa delle uova.

Cordialità e grazie per i complimenti!

Francesco Chieppa


Subject: Informazioni

Salve

sono Stefano Perrone e scrivo da San Benedetto del Tronto. Ho un piccolo allevamento di canarini e sono regolarmente iscritto alla FOI.
Ho avuto dei problemi con la prima covata di quest'anno, grossomodo il 50% dei nati è morto ancora nel nido, all'età di 15gg quando dovrebbero essere ormai fuori pericolo; altri sono morti all'età di 40 gg. già svezzati. Alcuni sono morti improvvisamente, altri hanno manifestato impallamento. Ho portato due uccellini morti dal veterinario, insieme a campioni di feci delle rispettive gabbie. I risultati sono stati che all'esame delle feci non risultava nulla, ma all'esame autoptico c'era una infezione batterica (il cui nome sinceramente non saprei ripeterlo), abbiamo concordato una terapia ed ho acquistato FUNGILIN 500mg/5 sospensione orale con amfotericina B per uso umano, da somministrare 10/11 gocce in 1 litro di acqua per 7 giorni.
Sto somministrando tale cura non solo ai piccoli svezzati ma anche ai genitori che stanno covando. I piccoli dovrebbero nascere tra qualche giorno.
La domanda: avendo somministrato forse anche in via preventiva il medicinale ai genitori, quando nasceranno i piccoli posso stare tranquillo, o devo ripetere la terapia non so tre o quattro giorni dopo la nascita? Oppure ai piccoli cosa devo somministrare? Uso inoltre fornire dei semi germinati, possono essere la causa di questi problemi?
In attesa di una sua risposta e consiglio, la ringrazio anticipatamente e la saluto cordialmente. Stefano Perrone

R

Gentile Stefano,

allorchè ci si rivolge ad un medico veterinario, come sarebbe sempre opportuno fare anche per i nostri uccellini, occorre seguire i consigli del professionista. Posso solo aggiungere che l'Amfotericina B ( fungilin ), può essere tranquillamente somministrata per via orale, in ogni fase del ciclo di allevamento, poichè non viene assorbita se non in quantità trascurabili, dalle mucose del digerente. Circa la somministrazione dei semi germinati, avrei tante cose da dirti, tutte di segno decisamente contrario a questa pratica alimentare...

Se la diagnosi autoptica che ti è stata formulata, è di proventricolite ( megabatteriosi ), perchè non proponi al tuo medico veterinario, naturalmente con il dovuto tatto, la profilassi che sperimento positivamente da oltre un decennio, nel mio allevamento e che reperirai tra i quesiti di agosto 2003 della rubrica dell'Esperto, pubblicati nel sito web di "Uccelli"?

www.uccellibis.com

Cordiali saluti. Francesco Chieppa


Subject: Canarini

Egr. Sig. Chieppa,

come vede ormai sono diventato un suo fans e ogni tanto Le scrivo.
Ora le vorrei porgere alcune domande, credo di sicuro di avere un canarino che soffre di acariasi respiratoria e la cura più gettonata è qualla con Ivomec, ma di difficile reperimento e alto costo.Tra le mie ricerche ho trovato un suo consiglio ad un allevatore al quale suggeriva di somministrare del Fipronil (frontline) al soggetto malato. Ho reperito una fiala da un commerciante vorrei sapere da lei con cosa dovrei diluirla?? in acqua o come per l'ivomec in glicole propilenico o glicerina liquida? In che rapporto??Ho letto da alcune parti che si diluisce in rapporto 1/10 ma non è specificato con cosa, il trattamento è di 1/2 gocce al massimo ogni 3 mesi,mi consiglia questa cura?? Le dico che la fiala è da 0,5 ml ed è per gatti, ho preferito scegliere la dose meno concentrata.

2° domanda:
posseggo un canarino agata rosso mosaico, secondo Lei quale canarina è più giusto accostargli??

3°domanda:
l'anno scorso per caso ho trovato nelle piante di casa, un nido di verdone (credo meglio chiamato ciurlo ma non sono sicuro) a distanza di un anno ho capito che è una femminuccia. Secondo Lei dovrei farla accoppiare con un canarino oppure no??
In attesa di una sua risposta, Le invio i miei più cordiali saluti.
Piero

R

Gentile Piero,

la terapia d'elezione, scientificamente riconosciuta efficace a contrastare l' Acariasi respiratoria, si avvale dell'Ivermectina, diluita in glicole propilenico, nella proporzione di 1:9 e somministrata per via orale, in ragione di 1 goccia/capo. Ripetere il trattamento ogni 5-7 gg., sino a guarigione.

Poichè agli acari parassiti delle vie respiratorie, per solito si associano batteri opportunisti, occorre anche praticare un trattamento antibiotico con un farmaco ad ampio spettro. Tutti gli altri tentativi con nuove molecole, non costituiscono rimedio di efficacia consolidata e, vanno considerati con il beneficio d'inventario ( francamente, pur senza mettere in dubbio quanto riferisce, non ricordo di aver consigliato il Fipronil, anche perchè non sono solito suggerire terapie che, demando a specifiche consulenze medico-veterinarie. Ciononostante non è da escludere che il Fipronil somministrato per via trascutanea - confezione spot on - possa presentare qualche efficacia, assolutamente non ancora verificata e riconosciuta ).

Il suo canarino Agata rosso mosaico, potrà essere convenientemente accoppiato con altro soggetto Agata rosso mosaico, o con Agata rosso intenso portatore di mosaico (discendente da un parentale mosaico).

La femmina di Verdone ( Chloris chloris ), può unirla ad un canarino maschio, o ad un verdone, magari di una delle tantissime stupende mutazioni, esistenti oggi di questa specie e selezionate dall'uomo in cattività.

Grazie per i complimenti che mi indirizzava in apertura della missiva, a proposito di altra collaborazione giornalistica, che - per correttezza - ho preferito omettere!

Cordiali saluti.
Francesco Chieppa


Subject: Spray antiparassitari

Cerco di curare al meglio la pulizia delle gabbie, delle mangiatoie e dei beverini. Qualcuno mi consiglia di usare anche spray antiparassitari. Lei che ne pensa?

Non finirò mai di ringraziarla per le sue sempre preziose risposte. Cordiali saluti.

Gualtiero Viaro.

R

Gentile Sig. Gualtiero,

l'utilizzo periodico di antiparassitari specifici per ornitologia, a base di estratti di piretro o piretroidi sintetici, è prassi consigliabile, onde prevenire infestazioni da parassiti esterni ( ectoparassiti ) talora ad effetto devastante, come per l'acaro rosso ( Dermanyssus gallinae ). Tratti tutti i soggetti, a scopo preventivo ed ogni tre mesi. Ai pullus, intorno alla prima settimana d'età, apra il materiale di imbottitura dei nidi e lo cosparga di polvere di piretro - in modo che il prodotto costituisca una sorta di barriera, alla risalita verso i nidiacei di parassiti ematofagi - ma non venga a diretto contatto con gli implumi esserini. Cordialità.

Francesco Chieppa


Subject: Diamantini mandarini e nido

Ho una coppia di Diamantini Mandarini, due graziosi uccellini che spesso vengono scambiati per bengalini. Hanno costruito un nido chiuso all'interno della gabbia e vi hanno deposto due uova. il problema è che ora hanno cominciato a smantellare il nido per costruirne un altro poco distante. è normale un comportamento simile? Ed eventualmente che fare? Inoltre perchè hanno deposto solo due uova anzichè 4 o 8? Premetto che questi due diamantini vivono assieme ad alcuni canarini. La prego mi risponda prima che può.
Alfonso Molesini

R

Un comportamento del genere, non è rarissimo nel Diamante mandarino ( Taeniopygia guttata ). Per una buona riproduzione, deve senz'altro isolare la coppia in una gabbia a parte. Le coabitazioni intra/ interspecifiche, non giovano al buon esito della riproduzione dei nostri piumati beniamini, poichè generatrici di tensioni gerarchiche e conflittualità territoriali, tra i membri del gruppo.

Cordialità.

Francesco Chieppa


Subject: Aiuto svezzamento

Gentilissimo Francesco Chieppa,

le chiedo ancora aiuto e passo ad esporle la questione.

Dei due pullus, di cui le parlavo nella precedente mia, 1 è morto all’età di circa 20 giorni mentre l’altro nello stesso giorno si è lanciato giù dal nido. Proprio quest’ultimo non ha mai volato (ha 26 giorni) né saltellato; inoltre, sembra, non in grado di reggersi sul posatoio. Sta accovacciato sul fondo della gabbia. In pratica pare che gli artigli non funzionino e che il peso corporeo sia spostato sul retro, cioè poggiato sul calcagno.

Come posso aiutare questo unico pullus sopravvissuto della stagione?

I più cordiali saluti . V D'Onofrio

R

Gentile Ingegnere,
difficile darle un consiglio, senza vedere il pennuto. Non è normale che un pullus di 26 gg. di vita, manifesti atassia ( mancanza di adeguata attività motoria ). Direi che sarebbe il caso di portare il volatile all'osservazione di un medico veterinario, onde valutare se risulti affetto da lesioni e/o malformazioni a carico degli arti, o se invece l'anomalia sia piuttosto da imputare a cause di ordine generale ( ad esempio: fattori carenziali ). Cordialità.

Francesco Chieppa


Subject: Diamantini che non fanno uova

Gentile sig. Chieppa
mi chiamo Francesco e le volevo chiedere una informazione riguardo i diamantini mandarini. Ho comprato un anno fa una "coppia" di questi graziosi uccelli, ma ancora non li ho visti covare un uovo. Mi sono informato e ho saputo che probbabilmente la "femmina" (di colore bianco), è in realtà un maschio. Oggi ho comprato una femmina, e l'ho messa nella stessa gabbia. Secondo lei ho fatto male? E' meglio che metta anche un'altro maschio? Può dirmi anche come si distinguono i maschi dalle femmine?
Grazie .

Francesco.

R

Il dimorfismo sessuale del Diamante mandarino ( Taeniopygia guttata ) adulto, risiede essenzialmente nella diversa colorazione del becco. Rosso vermiglio nel maschio, rosa-arancio nella femmina. Perchè le coppie possano riprodursi con profitto, è necessario siano alloggiate singolarmente per ogni gabbia da cova. Inoltre i volatili devono poter godere di ambienti di allevamento a fotoperiodo naturale. L'illuminazione artificiale sregolata ( ambienti abitativi domestici ), nuoce alla loro salute ed il più delle volte, costituisce causa ostativa alla proficua riproduzione dei pennuti. Cordiali saluti.

Francesco Chieppa


Subject: Canarina asmatica

Buongiorno Francesco,

ci siamo già sentiti a proposito di una coppia che non riusciva ad andare d'accordo e di una canarina che ha deposto uova senza guscio.
Constatata la sua competenze e cortesia le chiedo un parere su un problema che afligge la stessa canarina.
La piccola, poco dopo l'arrivo in allevamento ( proveniva da un viaggio di 370 km ), ha cominciato a manifestare un rantolo durante la respirazione ed a volte una specie di scricchiolio.
Ho immediatamente portato la bestiola da un veterinario che ha visitato la paziente e dopo averla trattata con IVOMEC mi ha dato una cura a base di aereosol con Bentelan, Augumentin ed un fluidificante di cui ora non ricordo il nome.
Le situazione è migliorata per la durata dell'aereosol ed anche per i giorni a venire, ma subito dopo è nuovamente precipitata.
Ho ricontattato il dottore che mi ha precritto un secondo ciclo di aereosol, ma anche per questa volta il problema è tornato.
Ora sono disperato, la canarina sembra soffrire anche se rimane vispa ed allegra una solo volta che mi sambrava stesse davvero male (sempre su consiglio del verinario) le ho dato del bentelan che l'ha rimessa in sesto, ma il rantolo è svanito solo per due giorni.
Ha un consiglio per me ?

Dopo il medico citato altri due veterinari hanno provato a curare la piccola Sally, uno mi ha prescritto del Ciproxin. Un'altro ha riprovato con augumentin, ma la situazione non cambia. Preciso che la canarina convive con un maschio da quasi un anno che però sta benissimo ( quindi da ignorante escludo un problema virale ). Comunque vorrei evitare di riportarla da un veterinario, con tutto lo stress che ciò comporta alla mia piccola amica.

Grazie e scusi il continuo importunarla.

Alessandro Palumbo - Napoli

R

Gentile Alessandro,

dopo quanto mi ha esposto, resto decisamente a corto di argomenti di risposta. Tre medici veterinari, in sostanza, non sono riusciti a risolvere il problema respiratorio della sua bestiola! Che aggiungere?

Personalmente ho sempre trattato l'Acariasi respiratoria nel mio allevamento - negli anni passati, quando ancora vedevo qualche sporadico caso della patologia parassitaria - utilizzando cicli di Ivermectina, associati ad una copertura antibiotica contro le infezioni batteriche opportuniste.

Tenga tuttavia presente che il trattamento è suscettibile di sortire la totale guarigione, quanto più precocemente viene praticato, in relazione alla comparsa dei sintomi.

La invito ad effettuare un ulteriore tentativo, indirizzandosi all'istituto o servizio di Patologia Aviare della facoltà di medicina veterinaria della Università di Napoli.

Cordialmente.
Francesco Chieppa


Subject: Lucherina in bolla d'aria

Gentile Francesco Chieppa,

una mia lucherina da 15 gg circa presenta un rigonfiamento
sull'addome, su parte dello sterno e anche tra le scapole. Si nutre regolarmente, è vivace come sempre, ma il suo aspetto è a volte quello di un "gibber italicus", con gobba insomma. Osservandola bene ho notato trattarsi di aria, un vero sacco d'aria che ho bucato con uno spillo cauterizzato e disinfettato ma... aimè la bolla si riforma. L'ho isolata in gabbietta, pur se pronta per la riproduzione, porta in giro sfilacci, ecc ed impazzisce al canto del maschio, con un buon miscuglio e un complesso vitaminico per ora in attesa che lei, esperto, mi fornisca indicazioni. Ho letto una sua risposta ad un problema forse analogo con una canarina. Velamox antibiotico x alte e basse vie aeree, schiacciato e posto nel beverino, potrebbe sortire effetti salutari? Mi spiacerebbe perderla.
Grazie. Domenico.

R

Gentile Domenico,

da quanto mi descrive, ho motivo di ritenere che la sua lucherina patisca la rottura di uno o più sacchi aerei, con conseguente infiltrazione sottocutanea di aria (enfisema sottocutaneo).

In casi come questi, occorre impostare una terapia generale con antibiotici a largo spettro, associata alla somministrazione per aerosol di altri antibiotici ed antinfiammatori. Ciò in virtù della scarsa irrorazione dell'epitelio dei sacchi aerei, che non consente una buona distribuzione ed azione terapeutica del farmaco, impiegato per via sistemica.

Per la complessità del protocollo terapeutico ed il non trascurabile presupposto, anche di ordine legale, che solo il medico veterinario possa prescrivere terapie e relative specialità farmaceutiche, la invito a rivolgersi fiducioso a detta qualificata figura professionale. Auguri e - se crede - ci fornisca notizie.

Francesco Chieppa


Subject: Informazionei mancanti

Sig. Chieppa, la ringrazio per la sua risposta e la sua disponibilità... Le do le informazioni mancanti:

- Gli uccellini sono in una stanza dove quasi mai soggiorniamo e quindi non subiscono stravolgimenti per via della luce artificiale (se non sporadicamente).
- Questa è la loro dieta: Semini misti per canarini, pastoncino di biscotti, mela, ecc., foglie d'insalata (che divorano), e talvolta un pezzetto di mela. Nell'acqua metto delle vitamine ogni tanto. Li pulisco tutti i giorni e metto a loro disposizione un bagnetto esterno.
- Il maschio canta vigorosamente, anche se per via dell'età (forse tre anni e più), sembra triste e leggermente affannato; questo però soprattutto quando la femmina è nel nido e lui è solo. Ma ha buon appetito!
- Per quanto riguarda la femmina, solo da pochi giorni mia zia mi ha gentilmente "rivelato" che la canarina è piccola, forse non ha ancora un anno; comunque è molto più piccola del maschio e non ha mai deposto uova. Per questo forse se ne sta nel nido accoccolata ed è contenta se il compagno le porta da mangiare e la imbecca! Però il fatto che si sia costruita il nido mi fa pensare che l'istinto materno cominci a farsi strada! A ogni modo, alla luce di queste nuove informazioni mi consiglia ancora di toglierle il nido, per poi rimettere nuovo materiale tra una settimana? L'uccellina è molto legata ad esso. Se lei è fuori e mi avvicino al nido comincia a "urlare"...mi dispiacerebbe!

Per quanto riguarda gli spostamenti... se li tengo nella solita camera sono più tranquilli e la canarina se ne sta nel nido; mettendoli in sala, vicino al balcone ( tra piccioni, cardellini e passerotti che svolazzano, e tanti vasi e piante...) si divertono molto, sono più vispi; la femmina esce dal nido e il maschio glielo va a rompere, sfilando un filamento ogni tanto... Che mi consiglia? Li lascio in pace nella loro stanza? Se c'è ancora la possibilità che possa deporre uova e farsi quindi un nuovo nido...forse è meglio. Mi dia un consiglio!

Noticina: (ancora sul linguaggio)
E' sempre più ovvio che "parlino" tra loro. A volte sono tranquilli ed emettono suoni del tipo "domanda e risposta"; a un certo punto litigano e assumono atteggiamenti minacciosi tra loro... Bo!
Sembra che la femmina non voglia accoppiarsi..Appena il maschio si avvicina lei apre il becco in segno di minaccia (non sempre...solo quando lui canta e poi si avvicina)
Chissà!

La ringrazio anticipatamente! E mi scusi per tutto il disturbo!

Michela Pollutri

R

Gentilissima Michela,

indubbiamente lei è un'ottima osservatrice del comportamento animale. Ha mai pensato di fare l'etologa? Scusi la divagazione e torniamo al suo quesito.

Gli uccellini in fase riproduttiva non andrebbero mai spostati. Ciò premesso, è naturale che all'aperto essi si presentino più vivaci, in quanto il processo della visione negli uccelli, è legato soprattutto allo spettro solare ultravioletto. In ambiente esterno ed esposti alla luce diretta del sole, vedono meglio il mondo circostante e sono più attivi.

Non dovrebbero mai avere contatti ravvicinati con volatili selvatici ( mi scrive di piccioni, cardellini, ecc.), in quanto questi potrebbero trasmettere ai pennuti domestici, patologie infettive e/o parassitarie.

Se attualmente la canarina non avesse ancora deposto, persistendo nel sostare in atteggiamento di cova su di un nido privo di uova, deve rimuovere il sito di deposizione. Il regime dietetico che mi elenca, direi che vada bene. Somministri sistematicamente una integrazione multivitaminica, per sette giorni consecutivi di ogni mese.

Una volta rimosso il nido, lo disfi e lo ricollochi dopo sette/dieci giorni, unitamente a materiale da imbottitura.

Le consiglierei inoltre di fare eseguire un esame delle feci dei suoi canarini, al fine di escludere la presenza di agenti patogeni. Certe forme infettive ascendenti da enterobatteri, a carico dell'apparato riproduttore femminile, possono infatti determinare mancanza di ovulazione.

Se la canarina edifica il nido e cova, vuol dire che è già sufficientemente adulta ed in età pubere. Un maschio di tre anni, non è da considerare "vecchio" ai fini della riproduzione. Ci faccia sapere. Cordialità.


Francesco Chieppa


Subject: Cessazione uova canarina

Gentilissimo signor Chieppa,

le scrivo nuovamente per avere un consiglio sulla cova dei canarini.
Io ho una canarina che ha fatto 3 cove, ora sta finendo di svezzare i pulcini dell' ultima cova, che hanno 21 gg circa, insieme al canarino maschio; ora io vorrei che non iniziasse un ulteriore cova, perchè sarebbe per lei troppo deleterio, anche se, la canarina ha già iniziato a raccogliere materiale per rifare il nido e a spiumare i piccoli pulcini. Ora io le chiedo: cosa devo fare per non farla più rimettere a covare e allo stesso tempo però vorrei che finisse di svezzare i pulcini. Certo di una sua prossima risposta la ringrazio anticipatamente e le invio cordiali saluti.

Andrea Gentile.

R

Gent.mo Sig. Gentile,

la canarina non è indispensabile per lo svezzamento dei pullus. Potrà provvedervi il canarino maschio. Se allora, giustamente, non desidera concedere una quarta covata alla bestiola, deve provvedere a separarla dal maschio ( che rimarrà con i suoi pullus ), collocandola possibilmente da sola in altra gabbia, da posizionare in un ambiente non molto luminoso.

Sospenda la somministrazione del pastoncino all'uovo ed eventuali integrazioni vitaminiche. Vedrà che in capo a sette/dieci giorni, la canarina perderà la forma amorosa. Se nel frattempo dovesse deporre delle uova, negli accessori della gabbia, le rimuova non consentendole di covarle.

Cordialità.

Francesco Chieppa


Subject: Gazza ladra (pica pica)

Egr. Sign. Chieppa,

io ho da qualche giorno salvato un pulcino di gazza ladra, ma non essendo molto esperto in materia, non so come e con che frequenza e la quantità di cibo e acqua, che occorre per imbeccare ed abbeverare questo piccolo pulcino bianconero.

Premetto che è già impiumato, ma non è ancora in grado di volare..

Io intanto ho iniziato a nutrirlo con dei piccoli bocconi di coratellina di pollo, con una fequenza all’incirca di 2-3 ore ..

Solo che non so se non è sufficiente e non so la quantità giusta che devo somministrare ogni pasto.

Sarei graditissimo ad avere se possibile una risposta immediata, perché non so se come sto facendo ora, è la giusta procedura..

Cordiali saluti

Edoardo Ricci

R

Gentile Sig. Ricci,

la Gazza ladra ( Pica pica ) è un corvide dal tenore alimentare eminentemente carnivoro, in particolare durante la fase riproduttiva. Essa svezza ed alleva i suoi pullus, utilizzando soprattutto piccoli invertebrati ( Coleotteri, Lepidotteri e loro larve, Molluschi, Lombrichi, Zecche, ecc.). E' dunque corretto fornire alla piccola gazza che ha rinvenuto, una dieta a base di proteine animali.

Imbecchi il giovane, ad intervalli di un'ora. La quantità di cibo da somministrare dipende dall'appetito del pullus. Durante le imbeccate, appena la gazza dimostrasse di non gradire altro, la consideri satolla smettendo di nutrirla, per ripetere l'operazione un'ora più tardi. E così dall'alba al tramonto, dotati sempre di grande pazienza, costanza ed amore per il mondo dei volatili!

Circa l'acqua: i genitori non ne forniscono durante l'allevamento. Somministri carne cruda succulenta, magari anche dei lombrichi. Provi al termine della somministrazione del cibo solido, ad instillare nel beccuccio del pennuto, un pò di acqua con l'ausilio di un contagocce. Se l'operazione risultasse gradita al nidiaceo, continui di tanto in tanto, senza esagerare in quantità di liquido. Altrimenti sospenda, soprattutto se dovesse notare l'emissione di feci di scarsa consistenza e tendenzialmente diarroiche. Ci faccia sapere allorchè il volatile perverrà a svezzamento. La saluto molto cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Temperature per le cocorite

Gradirei sapere che temperature, minime e massime, riescono a sopportare le cocorite.
Ringraziandola per la gentilezza, porgo distinti saluti.

Lino Beltramelli

R

Gentile Ornitofilo,

il Pappagallino ondulato ( Melopsittacus undulatus ) è una specie di volatile da gabbia, estremamente resistente ed adattabile. A questa sua particolarità, deve la grande diffusione e popolarità di cui gode, come pennuto da compagnia. I soggetti disponibili sul mercato, sono tutti nati in cattività ed adattati ai nostri climi. In linea di massima, il piccolo psittacide tollera temperature da +35 / +36°C a -5 / -6°C. Naturalmente la resistenza degli uccelli, dipende dalla loro buona alimentazione e corretto alloggiamento.

Occorre evitare agli alati gli improvvisi sbalzi termici, l'umidità e l'esposizione diretta alle correnti d'aria. Essi devono potersi riparare in zona ombreggiata, nelle giornate calde e soleggiate. Occorre inoltre porre particolare cura, alla continua disponibilità d'acqua per i pappagallini, soprattutto nelle mattinate afose. Fare anche attenzione - allorchè gli uccelli venissero sistemati in voliere esterne - che l'acqua di bevanda non geli. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Bengalini - Canarini

Buongiorno ,
mi chiamo Valentina, scrivo da Genova e vorrei porle alcuni quesiti sui bengalini e i canarini ...

Canarini: possiedo 3 coppie di canarini ma vorrei esaminarne solo una : la femmina ha deposto 4 uova in dicembre e sono nati 4 bei piccolini che pero non hanno superato la settimana di vita. Di li la canarina depone tutti i mesi 3 - 4 uova ma risultano sempre vuote - L'ultima covata avrebbe dovuto schiudersi l'11 di questo mese ma, come immaginavo non e successo niente. Sabato 15/5 ho deciso di togliere 2 delle tre uova e, rompendole, ho notato con molto dispiacere che dentro c'erano 2 piccoli embrioni nn sviluppatisi... il terzo uovo non lo ho ancora tolto .. lo faro oggi 17/5. L'alimentazione dei canarini e costituita dai loro semini, dal pastone giallo vitaminizzato, una fettina di mela 1 volta a settimana in piu aggiungo all'acqua delle gocce di vitamina E. Secondo Lei, come mai le uova non risultano mai piene? Anche un'altra coppia depone 2 uova al mese sempre vuote! (ma senza embrione dentro).

Bengalini: possiedo 11 bengalini: 6 maschi e 5 femmine .. nell'ultima settimana ho notato che x 2 o 3 giorni si sono "ammucchiati" tutti in un unico nido, uno sopra l'altro... ma nessuno dava segni di malattia ( nn erano gonfi,
e mangiavano e bevevano regolarmente ) e di li sono morte 4 femmine e 1 maschietto, uno al giorno.

Da cosa puo dipendere la morte improvvisa dei miei piccolini?? La voliera e sempre molto pulita ed e tenuta all'interno di casa .

Attendo una sua risposta .. Grazie e buona giornata.

Valentina - Genova

R

Gentile Ornitofila,

l'improvvisa mortalità dei pullus di canarino e la frequente deposizione di uova, alcune delle quali poi sono risultate contenere un embrione morto a differenti stadi di sviluppo, possono imputarsi a varie cause. Per potersi dare una risposta attendibile, avrebbe dovuto fare analizzare pullus deceduti ed uova feconde non schiuse, da un laboratorio di diagnostica veterinaria.

Durante le cove, è solita integrare con uova sode fresche il pastoncino da allevamento dei canarini? Sarebbe inoltre opportuno sostituire l'integrazione di sola vitamina E, con un complesso multivitaminico contenente tutte le vitamine liposolubili ed idrosolubili.

In riferimento ai Bengalini, ritengo trattarsi piuttosto di Diamanti mandarini (Taeniopygia guttata), spesso erroneamente confusi con l'altro esotico che cita. Non andrebbero mantenuti in colonia, durante la fase riproduttiva; piuttosto suddivisi per coppie in singole gabbie da cova.
Altrimenti, possono frequentemente insorgere le problematiche del tipo che accenna, ed i soggetti finiscono per disturbarsi a vicenda, senza riprodursi in modo soddisfacente. Naturalmente, se avesse voluto essere certa
delle cause che hanno comportato il decesso degli esotici, avrebbe dovuto fare esaminare le carcasse da un laboratorio veterinario.

Gli uccelli ornamentali, non vanno possibilmente mai mantenuti in ambienti di casa soggetti ad illuminazione artificiale. Perchè essi stiano bene e non accusino stress ambientali, occorre collocarli in una stanza dotata di luce naturale, dove gli uccellini possano avvertire gli avvicendamenti delle stagioni. Solo così essi si manterranno sani ed in ottima forma, nidificando con esito spesso positivo, in primavera.

Come potrà dunque considerare, probabilmente dovrà rivedere alcuni aspetti concernenti cura e mantenimento dei suoi beniamini piumati. Se avesse bisogno di ulteriori ragguagli o chiarimenti, restiamo a sua disposizione. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Consanguineità.

Gentile signor Chieppa,

innanzitutto grazie per le sue pronte ed esaurienti risposte che non ha mai mancato di darmi. Oggi ho iniziato a leggere il famoso libro di DeBaseggio intitolato: “Cinque magnifiche razze inglesi…” è ho scoperto una cosa a me totalmente nuova, ovvero che per ottenere buoni ceppi di canarini pregiati e soggetti da mostra, bisogna utilizzare l’accoppiamento in consanguineità. L’autore spiega passo dopo passo gli accoppiamenti da fare per ottenere un ceppo consanguineo, a partire però da esemplari ottimi e già consanguinei tra loro, provenienti tutti ovviamente da UN SOLO allevatore, sottolinea l’autore. Io le voglio chiedere: è d’accordo sul fatto che per ottenere soggetti da mostra bisogna utilizzare la consanguineità? Lei fa così? Gli altri allevatori esperti la utilizzano? E poi ancora: Se io volessi creare un ceppo di diamantini guancia nera, in consanguineità, è possibile? Si deve usare la stessa tecnica utilizzata per i canarini? Hanno altre complicazioni i diamantini? Per creare un ceppo di guancia nera, devo avere maschio e femmina entrambi guancia nera,o utilizzare altre mutazioni? E poi, vi sono allevatori di diamantini guancia nera da mostra,(o anche altre mutaz.. dico guancia nera, come a dire una delle mutazioni dei diamantini) consanguinei, in maniera tale da acquistarne qualcuno e iniziare la costruzione di un bel ceppo? Mi scuso se mi sono dilungato ma ci tengo veramente tanto a capire se una tale cosa si può fare anche con gli esotici o gli ondulati. La ringrazio per la sua disponibilità e in attesa di una sua risposta la saluto cordialmente.

Antonio

R

Gentile Antonio,

prima di addentrarmi nel merito dei quesiti che mi pone, premetto che parlando di genetica e selezione, ci si riferisce a concetti generali, validi per tutte le specie viventi: animali e vegetali.

La consanguineità ( inincrocio ), è la riproduzione tra individui imparentati. Si parla di: Consanguineità Stretta, allorchè si lascino accoppiare animali parenti di 1° e 2° grado ( genitori-figli e fratelli-sorelle ). La Consanguineità Media, si realizza unendo parenti di 3° e 4° grado ( zii-nipoti e cugini ). Poi v'è la Consanguineità Larga, allorchè tra i razzatori vi fossero vincoli di parentela più lontana, compresa tra il 5° e 10° grado.

I caratteri ereditari che regolano il fenotipo ( aspetto esteriore ) di tutti i viventi, sono trasmessi dai geni.

I soggetti parenti, presentano una identità di geni, che cresce progressivamente, quanto maggiore è il grado di parentela tra due o più individui. E' quindi evidente che accoppiando soggetti fortemente imparentati, portatori di caratteri di pregio, si accresce nella discendenza la dotazione dei geni che controllano i caratteri fenotipici desiderati; aumentando la frequenza delle omozigosi alleliche, di detti caratteri. In parole povere, si afferma una particolare congiuntura genotipica, foriera della comparsa di caratteristiche esteriori e/o di produttività del soggetto, di gran valore ed assai ricercate dall'allevatore-selezionatore.

Naturalmente, lo stesso effetto si ottiene allorchè venissero accoppiati due "brocchi", tra loro imparentati. Noi selezioneremmo e tramanderemmo alla progenie, in quel caso, la congiuntura genica dei razzatori mediocri. Quindi, la consanguineità va utilizzata con discernimento ed un minimo di preparazione in campo genetico.

Tuttavia è senz'altro corretto affermare, che attraverso la selezione tra consanguinei di gran pregio, noi abbiamo la possibilità di fissare determinati caratteri desiderati, ottenendo discendenza spesso pregiata.

La consanguineità tuttavia, favorendo le omozigosi alleliche, è capace di fare emergere nel fenotipo, eventuali caratteri latenti nel genotipo dei genitori. Mi riferisco a geni recessivi: letali e subletali, responsabili di tare, scarsa fertilità e mortalità dei soggetti detentori. Inoltre la consanguineità stretta, riduce nel tempo la variabilità genetica e comporta una maggiore vulnerabilità dei discendenti, in termini di scarsa adattabilità all'ambiente ed alle sue diversificazioni ( perdita di rusticità ).

Possiamo dunque concludere che la pratica della riproduzione tra consanguinei, va utilizzata, ma con estrema avvedutezza e solo servendosi in partenza, di riproduttori dalle eccelse caratteristiche geno-morfologiche. Di tanto in tanto, l'allevatore ben preparato, ricorrerà al cosiddetto rinsanguamento ( esincrocio ), al fine di scongiurare il deterioramento del ceppo - soprattutto in termini di vitalità e fertilità - sempre in agguato, allorchè si riproduca in consanguineità stretta ( inbreeding ), per molte generazioni. Spero di averle chiarito un pò le idee, anche se i concetti di genetica, non sono semplici da trattare.

Circa la selezione delle specie ornitiche diverse dal canarino, valgono gli stessi principi generali, testè espressi.

La mutazione "Guancia Nera" del Diamante mandarino ( Taeniopygia guttata ), risulta essere recessiva autosomica. Per riprodurla, dovrà accoppiare due soggetti Guancia Nera ( 100% Guancia Nera ); Guangia Nera x Portatore Guancia Nera ( 50% Guancia Nera / 50% Portatori Guancia Nera ); due Portatori Guancia Nera ( 25% Guancia Nera / 25% Non Guancia Nera / 50% Portatori Guancia Nera ). Troverà questa ed altre pregevoli mutazioni dell'esotico in parola, alle principali mostre ornitologiche organizzate dalle associazioni ornitofile federate FOI. Auguri!

Francesco Chieppa


Subject: Informazioni

Sono un allevatore di canarini.
Premetto che ho sempre allevato canarini di colore gialli e gialli mosaico. Quest'anno volevo "allargarmi" ed alla mostra di Firenze del 25-26 ottobre, ho acquistato due coppie così composte: maschio satiné giallo mosaico x femmina satiné argento, che dovrebbe darmi figli tutti satiné gialli portatori di argento; maschio satiné argento x femmina agata giallo intenso, che dovrebbe darmi figli maschi agata giallo, portatori di satinè argento, e figlie femmine satiné gialle portatrici di satiné argento. Questo è quanto mi ha detto chi me le ha cedute.

Come avrà capito, non conosco per niente la materia, avendo allevato solo canarini gialli, quindi le scrivo questa mail per avere da lei qualche delucidazione. Dove posso trovare le spiegazioni dettagliate, riguardanti gli accoppiamenti dei vari colori con i risultati che possono dare? Non ho visto nessun libro che mi possa essere d'aiuto. Eventualmente lei sarebbe così gentile da prepararmi uno specchietto con le varie combinazioni e spiegazioni? Per esempio, dalla prima coppia che ho acquistato, perchè dovrebbero nascere tutti figli satinè gialli mosaico, portatori di satiné argento e non viceversa, o 50%?

Spero di essere stato chiaro nei miei quesiti e che lei possa darmi una spiegazione, o quantomeno indicarmi un libro che mi spieghi tutto. Saluti e ringraziamenti.

Paolo Seccia - Firenze

R

Gentile Lettore,

la bella mutazione Satiné, è prodotta da un gene recessivo, legato al sesso. Essa interferisce sul fenotipo dei soggetti Agata ed Isabella, non sui Neri e Bruni. L'effetto cromatico satiné, si manifesta attraverso l'inibizione di eumelanina nera e feomelanina bruna. L'eumelanina bruna viceversa, è scarsamente modificata dalla mutazione in parola che, si limita a conferirle una tonalità del tutto simile alla feomelanina bruna, riducendola.

Accoppiando maschio satiné giallo mosaico x femmina satiné argento, otterrà satinè gialli ed anche mosaico ( non ottimi ), in quanto il satinè argento, è geneticamente un bianco recessivo. Per tale motivo, tutti i satinè derivati dal predetto accoppiamento, saranno portatori di argento ( bianco recessivo ).

Dal secondo connubio: maschio satiné argento x femmina agata giallo intensa, qualora si possano escludere pregressi inserimenti di isabella nel ceppo dei satiné, avrà maschi agata giallo portatori di satiné ed argento, e femmine satiné giallo portatrici di argento. Ciò in virtù del carattere recessivo sessolegato della mutazione satiné. Il maschio satiné infatti, porta due alleli mutati satiné sui due cromosomi sessuali X. La femmina satiné ne porta uno solo, sul cromosoma sessuale X. Il cromosoma sessuale omologo Y, tipico dal sesso femminile degli uccelli, non è infatti detentore di geni, ( o forse, esprime un numero limitatissimo di caratteri ). Pertanto il gene recessivo satinè, nelle femmine emerge fenotipicamente pur portato in singola unità, in quanto privo di allele sul cromosoma sessuale omologo (Y). Per quanto detto dunque, un maschio satiné accoppiato a femmina agata, genererà maschi agata portatori di satiné ( in possesso di un solo gene recessivo satiné, incapace pertanto di emergere nel fenotipo ) e femmine satinè, poichè l'unico gene mutato satinè sul cromosoma x, benchè recessivo, è in grado di manifestarsi fenotipicamente, non avendo alleli con cui competere. Naturalmente, ricollegandosi a quanto puntualizzato in precedenza, tutti i soggetti derivati dall'accoppiamento che ipotizza, saranno gialli ( agata e satiné ) portatori di argento, in quanto il gene autosomico bianco recessivo ( argento ), per manifestarsi nel fenotipo, necessita di essere portato in dose doppia ( omozigosi autosomica recessiva del carattere ). Mi auguro di averle reso l'idea, anche se questi concetti necessitano per essere compresi a pieno, di una certa conoscenza di base della scienza genetica.

Per approfondire genetica e selezione dei diversi tipi e varietà del Canarino di Colore, le suggerisco le seguenti pubblicazioni:

- Dott. Giovanni Canali - "I Colori Nel Canarino" - Edizioni FOI Piacenza
- CTN Canarini di Colore - "Compendio di ornitologia per allievi giudici" - Edizioni FOI Piacenza

La rivista "Uccelli" inoltre, pubblica periodicamente articoli concernenti il Canarino di Colore e la sua selezione, a firma dei maggiori esperti del settore, italiani e stranieri ( "Uccelli" - Edizioni Ibis - Via Colussi, 22 - 33100 Udine - Tel./Fax: 0432 - 44620 ).

Cordialmente.
Francesco Chieppa