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Lettere
Maggio 2005
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| Nessuna cova per i miei canarini (I) |
| Verzellini |
| Problemi di piume intorno al collo |
| Sessaggio del canarino |
| Informazioni |
| Nessuna cova per i miei canarini (II) |
Egregio Sig. Chieppa
Mi perdoni se la disturbo ancora con i miei quesiti da principiante.
Ho seguito alla lettera i suoi consigli e tutto è filato liscio: la femmina ha dato dimostrazione di buona volontà e, questa volta, non ha
mutilato i due piccoli pullus nati dal successivo accoppiamento.
Nonostante le "ritrovate attitudini da mamma" i due piccoli sono morti il giorno successivo alla nascita.
Questa volta non avevo separato i genitori e la cosa, per caso o per una logica che comunque non conosco, aveva dato ottimi risultati: maschio e femmina si sono prodigati in maniera esemplare alla cura dei pullus, dandosi costantemente il cambio nel nido ed avvicendandosi nel portargli da mangiare. Per quanto mi riguarda ho provveduto, prima e durante il periodo di cova, alla pulizia giornaliera della gabbia e del ricambio d'acqua ed ad una ponderata fornitura di verdure e frutta fresca.
I due piccoli sono morti a distanza di poche ore, le stesse intercorse tra la schiusa delle rispettive uova.
I genitori mi sembrano in salute e nel nido non ho trovato nessuna traccia del malfamato "acaro rosso".
Anche i piccoli deceduti, almeno per il mio occhio inesperto, non portavano segni di danni fisici.
Uno mi è morto sotto gli occhi ed ho notato che aveva serie difficoltà respiratorie e non riusciva a tenere su la testa, anche se, fino a qualche
ora prima, era in grado di cibarsi e tirarsi su dritto nel nido.
Ho cresciuto cani e gatti trovati nella spazzatura che avevano poco più di un giorno, riuscendo a salvarli, a fronte di sacrifici indicibili... ho
salvato rondini, rondoni e merli cascati giù dai nidi... la pazienza è una virtù che non mi manca, ma non riesco a capacitarmi dell'inspiegabile morte
dei piccoli nidiacei. Tra l'altro, questa volta, la femmina ha deposto solo due uova.
Mi perdoni la scarsa attitudine al sunto e per il tempo che dovrà impiegare a leggere ciò che ho scritto.
Le rinnovo i miei più cordiali saluti.
Dario - Napoli.
R
Gentile Dario,
è molto difficile poter ipotizzare la causa che ha cagionato il decesso dei suoi pulli. Propenderei per una infezione batterica o micotica, se ha
somministrato - come certamente credo - alimenti freschi e rinnovati. E' molto probabile che i pulcini di canarino siano venuti al mondo già malati.
Alcune infezioni vengono portate in modo asintomatico dalla femmina che, attraverso l'uovo da cova, le trasmette ai feti. Per potersi sincerare della causa del decesso, sarebbe stato necessario praticare degli esami necroscopici sui pulcini. Prima della stagione riproduttiva, faccia fare un
esame delle feci dei riproduttori.
Complimenti per l'amore che mi scrive di coltivare per gli amici animali!
Francesco Chieppa
Egregio Sig. Chieppa, gentilmente volevo chiederle anch' io come tanta gente ormai, un consiglio per il mio inseparabile. Ho ricevuto in regalo a dicembre un inseparabile reseicollins di tre mesi, ho cominciato ad allevarlo con tanta cura perchè da subito mi ha riempita d'affetto. Quello che possono dare è incredibile, solo che da 10 gg è cambiato completamente, è diventato agressivo, mi attacca e mi fa male, cosa che prima non faceva assolutamente, anche se beccava non lo faceva con forza. Consideri che ho sempre lasciato la gabbia aperta, quindi libero di girare per casa come voleva, quando sono a casa è sulla mia spalla, se ha fame va in gabbia è praticamente libero. Adesso devo stare attenta se mi avvicino alla gabbia comincia a cinguettare come quando non vuole qualcosa e poi parte affrontandomi. Non riesco a capire cosa gli sia successo, volevo un consiglio e capire se avendolo viziato troppo adesso non riesco più a controllarlo. La ringrazio veramente se mi consiglia sul mio comportamento nei confronti del mio papagallino.
Cordiali saluti. Chiara
R
Gentile Chiara, a nove mesi un Agapornis inizia ad essere adulto ed avvertire la sessualità. Avendolo lei allevato sin da piccolissimo, è possibile la consideri un/a partner e vada pertanto modificando la qualità del rapporto con lei. Deve sapere però che il nome di questi graziosi psittacidi di piccola taglia: Inseparabili, non è casuale. Devono infatti rigorosamente vivere in coppia. In caso contrario soffrono la solitudine, sino ad immalinconire o manifestare comportamenti aggressivi ed autolesionistici ( plumofagia - autodeplumazione ). Si faccia sessare il volatile ( esame del DNA o endoscopico ) rivolgendosi ad un buon medico veterinario e successivamente gli acquisti un partner della specie, senza ulteriori indugi. Vedrà che tornerà giocherellone ed amabile come prima. A rileggerla in merito.
Cordialità. Francesco Chieppa
Salve Sig. Chieppa,
volevo farle una semplice domanda: un Roseicollis può convivere con una Cocorita?
Silvia
R
Gentile Lettrice,
il Pappagallino ondulato ( cocorita ) è uno psittacide di piccolissima taglia. L'Agapornis roseicollis ( Inseparabile dal collo rosa ), con i suoi 15 - 16 cm. di lunghezza, è tra le specie più grosse appartenenti al genere Agapornis. Gli Inseparabili devono vivere rigorosamente in coppia, per mantenersi in buona salute psico-fisica. Pertanto ritengo che il connubio da lei assortito, non possa soddisfare le esigenze biologiche ed etologico-comportamentali di entrambe le specie. Le accoppi quindi a partner naturali.
Saluti. Francesco Chieppa
Gentile Chieppa,
da qualche anno i miei canarini, uno dopo l'altro, sono deceduti a causa di una strana malattia che il veterinario non ha compreso. In pratica, hanno perso le piume sul capo, ed evidenziavano delle lesioni piane prima rossastre che evolvevano in escare nerastre puntiformi. Dopo alcuni giorni la cute diventava iperemica, come se ci fosse una profonda infiammazione. A livello sistemico, accusavano stipsi con battiti di coda, e ipersalivazione mucosa che li portava a strofinarsi sovente il becco sul posatoio e la lingua tra il becco. Lo stesso fenomeno si è verificato quest'anno senza la manifestazione cutanea. Osservando quest'ultima canarina, anch'essa poi deceduta, ho scoperto che nella cavità orale, sotto la lingua e sul palato ai margini del becco, erano comparse delle chiazze granulose bianco-giallastre. La vecchia diagnosi del veterinario è un' infezione da Papilloma Virus, ma la sua terapia, basata su antibiotici, steroidi e vit A non ha , ripeto, sortito in passato alcun effetto. Tengo insieme un incrocio canarino-cardellino, è possibile che sia responsabile della trasmissione del male? Spero possa darmi una diagnosi di questo morbo, dato che, purtroppo, si ripete inevitabilmente ogni anno verso marzo-aprile-maggio.La ringrazio anticipatamente.
Lettera firmata
R
Gentile Lettore,
le lesioni cutanee che si accompagnavano ad alopecia, sono state indagate mediante approfonditi esami di laboratorio a 360°? Una diagnosi istologica, ha confermato il sospetto di papillomatosi? Dalla sua descrizione dei casi clinici, sembrerebbe trattarsi proprio di Papillomatosi - come certamente sarà - considerando che la diagnosi le è stata formulata da un medico veterinario. La stipsi è in genere cagionata dalla presenza di papillomi cloacali, che costituiscono un impedimento meccanico all'evacuazione fecale e spesso anche all'accoppiamento. Le neoformazioni orali cagionano ipersalivazione. Poichè all'origine della patologia vi sarebbe l'eziologia virale ( Papillomavirus ), spesso la papillomatosi può essere trasmessa ad altri soggetti presenti in allevamento. Ci sarebbe piaciuto ricevere delle foto di quanto descrive, qualora avesse ritratto i soggetti sofferenti.
Cordialmente. Francesco Chieppa
Salve, mi chiamo Claudio e le scrivo dalla Toscana,
ho letto con piacere i suoi interventi in risposta agli allevatori che le hanno scritto e, essendo pure io un piccolo allevatore (amatoriale), volevo chiederle informazioni riguardo la profilassi neonatale da lei individuata. Prima di tutto volevo sapere, visto che i piccoli andrebbero imbeccati a mano, come poter evitare che la femmina abbandoni il nido per la mia intromissione ed eventualemnte, nel caso opposto, come non impaurire la femmina, ma farla ugualmente allontanare dal nido, se questa non ne vuole sapere di alzarsi...le chiedo queste cose perchè a volte son stato costretto ad invitare alcune femmine, assidue covatrici, ad alzarsi per controllare il nido e i nidiacei, ed altre volte mi son visto un nido abbandonato a causa della mia intromissione. Oltre a questo volevo avere una maggiore delucidazione riguardo la preparazione del pastoncino neonatale, le dosi da somministrare e il periodo. Altre domande, che però esulano da quanto in oggetto, che volevo porle sono le seguenti:
-ha notato pure lei, negli ultimi anni una nascita sempre più rara di femmine di canarino? Il mercato locale, le scrivo dalla provincia di Firenze, è rincarato notevolmente e gli esemplari femmina vengono fatti pagare quasi a peso d'oro, nonostante non siano esemplari da competizione o pluripremiati, ma semplici esemplari in eccesso ceduti alle uccellerie.
-negli ultimi due anni ho notato che le mie canarine hanno dei problemi nella deposizione delle uova, e, non riuscendo a far uscire l'uovo tendono a gonfiarsi e a non volare più. Per non perdere l'eventuale femmina a causa di questo inconveniente, ho prontamente somministrato delle gocce di olio d'oliva nella parte addominale dell'esemplare, specialmente nella zona interessata alla fuoriuscita dell'uovo. La situazione si risolveva e talvolta la femmina riusciva a deporre l'uovo nel nido come se niente fosse, oltretutto il giorno dopo l'esemplare sembrava in perfetta forma, anche se presentava un certo rossore interno nella zona addominale, provocato probabilmente dal precedente trauma. il fatto però ormai si ripete troppo spesso e penso che potrebbe essere dovuto ad uno squilibrio alimentare o proteico. Ha qualche consiglio da darmi? Per il momento allevo i miei canarini con semi generici per la loro alimentazione, pastoncino giallo, saltuariamente qualche spicchio di mela e insalata (asciutta), oltre a questo metto sempre a disposizione della rena dove amano beccare qualche granellino. Non somministro però alcun integratore vitaminico. Credo di essemi dilungato abbastanza ma spero che questo non le dia disturbo. aspettando con ansia una sua risposta le porgo cordiali saluti, augurandole di continuare l'ottimo lavoro che svolge per noi allevatori non troppo esperti. Claudio
R
Gentile Claudio,
la pappina da imbecco a base di Amfotericina B per praticare la profilassi neonatale antimicotica, si ottiene utilizzando del pastoncino in polvere per l'imbecco dei pulli neonati. Vi sono in commercio specifici prodotti di varie ditte, tutti ugualmente validi. Per la preparazione: prendere un cucchiaino da caffè raso di detto composto, aggiungere due/ tre gocce di Fungilin sciroppo, fluidificando l'alimento medicato mediante aggiunta di acqua tiepida, quanto basta a conferire all'impasto una consistenza fluida. Detta pappetta va fornita ai nidiacei, dalla nascita sino al 6°- 7° gg. di vita. Il Canarino è un uccello domestico al pari delle comuni galline e stia pur certo che nessuna femmina buona nutrice, abbandonerà mai un nido per interferenze umane. Ciò premesso, potrà convenientemente scostare dal nido le chiocce, sollevandole delicatamente facendo presa sulle penne timoniere. I pulli presentano in relazione al sesso un rapporto percentuale pressochè equivalente. La mortalità neonatale può lievemente modificare tale identità statistica potenziale, per cui può avvenire che alcuni anni si disponga di un numero maggiore di maschi, altre volte di femmine. Se la mortalità neonatale tendesse a zero, vedrà che più o meno - di anno in anno - si producono tanti maschi quanto femmine. Il particolare che vengano richieste soprattutto le femmine di canarino, dipende dal fatto che queste si prestano ad essere ibridate con maschi di specie indigena, ed inoltre molti allevatori utilizzano per un maschio più femmine riproduttrici ( allevamento in poligamia ). Questo particolare permette di spiegare come mai il mercato ricerchi femmine di canarino in percentuale maggiore ai maschi. L' alimentazione idonea all'allevamento del canarino deve prevedere l'impiego di un'ottima miscela di semi, del pastoncino all'uovo da integrare con uova sode fresche, frutta di stagione durante la riproduzione, una periodica integrazione vitaminica e minerale. I problemi di ovodeposizione sono riconducibili a vari eterogenei fattori. In casi di ritenzione dell'uovo è spesso sufficiente inoculare dell'olio di oliva tiepido direttamente in cloaca ( 1-2 ml.), servendosi di una siringa priva di ago. Spero di aver soddisfatto tutti i suoi quesiti. Cordialmente. Francesco Chieppa
Subject: Problemi di allevamento
Egr. Sig. Chieppa,
sono da poco abbonato alla rivista Uccelli che ho scoperto navigando in internet e leggendo le sue risposte alle lettere dei lettori. Vista la sua
notevole chiarezza e competenza, mi permetto di chiederle anch'io un consiglio per un problema piuttosto serio che si è presentato nel mio
piccolo allevamento ( appena 10 femmine ). Premetto che allevo all'aperto ( il posto è comunque protetto) e ho 7 femmine in riproduzione ( 3 femmine per motivi vari non hanno ancora deposto ). 5 delle femmine che hanno deposto hanno perso tutti i pulli, in particolare:
una femmina ha perso i pulli a 4 giorni di vita; le altre quattro femmine hanno perso i pulli tra 3 e 4 settimane di vita. La sesta canarina ha ora
due pulli di 4 settimane. La cosa che volevo farle notare è che questi pulli, come quelli morti, sembrano come se avessero smesso di crescere a 2
settimane. O meglio, il corpo è cresciuto, hanno un buon appetito e il gozzo pieno, i più grandini sono involati ma tutti non hanno sviluppato piume e penne; queste sono come a poco più di due settimane. Una sola femmina ( la settima ) ha i pulli di quasi un mese in buona forma.
Un altro fatto è che uno dei pulli di quest'ultima femmina, messo sotto un'altra femmina ( una di quelle che ha perso i figli propri ) è regolarmente cresciuto come i suoi fratelli. Altra cosa che ho notato è che le feci dei pulli erano molto liquide. Ultima cosa è che su 32 uova deposte, 9 erano chiare e in 4 gli embrioni sono morti in uno stato di sviluppo molto avanzato. Visti i fatti, e avendo letto l'articolo sulle patologie aviarie
su I.O. ( 3/95 ), il mio sospetto è che si tratti di una forma di proventricolite. Purtroppo non ho la possibilità di far vedere i piccoli da un veterinario ( e comunque non ne conosco di esperti in uccelli ). Ora ho sospeso le cove ma vorrei fare la seconda ( ho solo 4 piccoli sicuri ). Le chiedo un consiglio su come agire sui pulli ed in particolare come comportarmi con i riproduttori prima di rimetterli in cova. L'articolo menzionato non descrive trattamenti per i riproduttori. Le chiedo scusa per il tempo rubatole e la ringrazio per i consigli che mi potrà dare.
P.S. ho letto il suo articolo su Alcedo sui ( Nostri ) Pastello A.G. ed era veramente bello.
Angelo Grippo
R
Gentile Sig. Angelo,
anzitutto la ringrazio per le cortesi espressioni e mi rallegro di saperla estimatore delle pregevoli peculiarità estetiche del Canarino di Colore Nero
Pastello Ali Grigie: una vera perla tra le tante meraviglie che ci offre la canaricoltura di colore.
Veniamo alla sua lettera. Io non sarei tanto sicuro trattarsi di proventricolite in relazione alle problematiche di allevamento che mi espone; non può esludersi a priori la patologia che sospetta, ma non andrebbero trascurate ulteriori ipotesi nosologiche ( batteriche e/o microparassitarie ).
La mortalità embrionale è certamente correlata alla patologia che imperversa nel suo aviario e che può essere indagata, con estrema semplicità e grande concretezza, facendo eseguire un esame delle feci di pulli e riproduttori, delle uova intere non schiuse ed eventualmente dei pulli deceduti. Questa è l'unica via da percorrere, foriera di risultati certi e gratificanti. Tirare ad "indovinare" non serve, ed ha spesso come unica conseguenza quella di sviare ed allontanare la risoluzione del problema.
Mi scrive di non conoscere medici veterinari esperti di patologia dei piccoli volatili da gabbia; andiamo per gradi e non precipitiamo gli eventi.
Per eseguire le analisi che le ho suggerito, occorre rivolgersi ad una sezione provinciale di un Istituto Zooprofilattico Sperimentale, o presso la sezione di Patologia Aviare della facoltà di medicina veterinaria più vicina.
Qualora gli esami dessere esito positivo per infezioni batteriche, le verrà fornito un antibiogramma con indicazione degli antibiotici più idonei a
contrastare i patogeni. Gli Istituti Zooprofilattici esigono per gli accertamenti diagnostici ( spesso totalmente gratuiti ), una richiesta scritta di un medico veterinario. In tal caso si rivolga al servizio veterinario della AUSL territoriale e vedrà che le forniranno quanto richiesto. Di più non è possibile suggerirle, senza il rischio di essere controproducenti. Le diagnosi devono essere il più possibile scientificamente mirate, al fine di permettere una soddisfacente risoluzione delle varie problematiche di allevamento. Cordiali saluti.
Francesco Chieppa
Le faccio i miei complimenti per il suo sito sui canarini! anche il Forum è davvero fatto bene... è ci sono spesso miei messaggi....
purtroppo la mia passione per gli uccellini non è ben ripagata... ho avuto prima dei dimantini ..max hanno fatto schiudere le uova ma poi i pulcini
sono morti prima di mettere le piume... ora ho 2 canarini ma le prime uova sono risultate infeconde ...e il maschio non ha voglia di accoppiarsi! Forse devo mettere la canarina con un maschio più giovane...a proposito, sono una melaninico (?) e l'altro intenso ( rosso
avorio brinato ) non stanno bene insieme? ma tanto voglio dare alla femmina un nuovo compagno..che tipo mi consiglia? non va bene giallo?
La ringrazio... mi faccia sapere
Michela P.
R
Gentile Michela,
grazie per i complimenti; sempre molto cortesi i Lettori di "Uccelli". Meriterò però sul serio tutte le belle cose che mi scrivono?
Circa gli insuccessi riproduttivi che riferisce con i suoi Diamanti mandarini, è difficile poterle dare su due piedi una risposta esauriente,
senza conoscere nulla dell'ambiente dove mantiene le coppie, del tipo di alimentazione e gestione di allevamento che adotta, ecc. Posso
sinteticamente metterla in guardia dalle frequenti delusioni che comporta l'allevare in vani abitativi soggetti a sregolato fotoperiodo, a causa
dell'illuminazione domestica. Quindi occorre confinare gli uccellini in una stanza tutta loro, dove siano esposti 365 giorni l'anno al fotoperiodo naturale, variabile per estensione con l'avvicendarsi delle stagioni.
Certamente a fini selettivi ed espositivi è assolutamente irrazionale unire un canarino di colore melaninico con altro lipocromico, così come un
soggetto non a fattotre rosso, con uno a fattore rosso. Tuttavia se - come immagino - non persegue finalità agonistiche, l'accoppiamento va ugualmente bene e le regalerà dei pezzati molto vigorosi ed ottimi cantori.
Francesco Chieppa
Gentile sig. Chieppa,
Le scrivo nuovamente perchè non riesco a venirne a capo: Ho 5 canarini comuni che vivono in un gabbione. Ogni volta che nascono i piccoli, questi sopravvivono 4-5-6 giorni. Utilizzo un pastoncino in commercio di buona marca, fornisco cicorino lavato e asciugato, mela, tolgo il grit, semi e vitamine e buona igiene ma puntualmente muoiono! Le altre canarine aiutano la covatrice e non c'è aggressività tra loro. Perché ad altri allevatori nascono miriadi di piccoli? Dove sbaglio? La ringrazio tanto per una Sua risposta. Pia
R
Gentile Lettrice, non sono solito sbilanciarmi in ipotesi diagnostiche con i Lettori che mi sottopongono quesiti di allevamento, invitandoli sempre ad approfondire i casi clinici che mi espongono, indirizzandosi ad un medico veterinario ed eventualmente facendo eseguire accertamenti diagnostici di laboratorio sui pulli deceduti. Pur confermando tale pregiudiziale orientamento, la invito a portarsi sul sito della rivista "Uccelli": www.uccellibis.com per consultare nella mia rubrica dell'esperto, un quesito postato da altro Lettore in agosto 2003: "Informazioni". Forse quel metodo di profilassi neonatale contro le infezioni fungine dell'apparato digerente che riferisco, potrà fare al suo caso. Sottolineo il "forse". Qualora non si fidasse, segua la prassi consolidata suggerita ai Lettori con problemi di mortalità in allevamento. Restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti. Cordialità. Francesco Chieppa
Subject: Nessuna cova per i miei vanarini (I)
Gentile signor Chieppa,
mi rivolgo a Lei per cercare di capire il perchè del non accoppiamento (credo) o della mancata nascita di pucini. Premetto che possiedo una coppia di canarini, di cui il maschio è un arricciato del nord e da cui l'anno scorso è nato un canarino mashio ( giugno 2004 ). Quest'anno la femmina ha solo deposto delle uova rivelatisi poi non feconde. Ho provato a separare la coppia ed ad adottare altri accorgimenti opportuni ma nonostante ciò sembra che i canarini non "familiarizzano", anche se continuano a fare e disfare il nido. Inoltre, c'è da segnalare che il maschio non canta, mentre la femmina lancia qualche gorgheggio e appare pronta per unafutura cova. Ho persino provato negli ultimi tempi anche a cambiare il maschio
sostituendolo con quello più giovane (figlio), ma si è rivelata una mossa inutile, visto che siamo già in giugno e che questo non ha portato ad alcun risultato. Mi può indicare gentilmente le motivazioni che secondo Lei hanno contribuito all'insuccesso di questa stagione riproduttiva per i miei tre canarini? Grazie. (lettera firmata)
R
Gentile Signora,
posso chiederle in che tipologia di ambiente alleva i suoi canarini? Immagino in casa, in un vano soggetto ad illuminazione artificiale. Questo spiegherebbe l'odierno insuccesso riproduttivo e anche lo scarso risultato conseguito dai suoi riproduttori l'anno scorso. Produrre infatti un solo novello da una coppia è molto poco!
Gli uccellini, come spessissimo ho modo di scrivere in questa rubrica, necessitano del fotoperiodo naturale che assolve ad un insostituibile ruolo
bioregolatore dell'organismo dei pennuti, scandendone le varie fasi del ciclo di vita, in assonanza con l'alternarsi delle stagioni. Allorchè durata delle ore di luce e temperatura ambientale costituissero valori costanti dur ante tutto l'arco dell'anno, i volatili ne risentirebbero fisicamente e la prima funzione che un organismo non in perfette condizioni sopprime, è proprio la riproduzione. Quindi cerchi di collocare i suoi beniamini piumati in un posto privo di illuminazione e riscaldamento artificiale durante tutto l'anno. Poi magari ci faccia sapere qualcosa sull'alimentazione dei suoi canarini, in modo da suggerirle eventuali integrazioni del regime dietetico.
Cordialità. Francesco Chieppa
Subject: Verzellini
Mi scuso per il disturbo, ma circa due settimane or sono, ho rinvenuto un nidiaceo già piumato ma inetto davanti la porta di casa. Raccoltolo lo identificavo per un giovanissimo verzellino e, con un certo pessimismo iniziavo a prendermene cura non avendo individuato nessun nido nei dintorni. A distanza di tempo invece, la dieta a base di orzo bollito, frutta, miglio decorticato e qualche strisciolina di carne, ha prodotto dei risultati: il piccolo è cresciuto, vola e dimostra di voler cercare una sua autonomia alimentare. Il mio dubbio è appunto questo: senza la presenza dei genitori, imparerà lo stesso a pelare i semi, per i quali denota un certo interesse ma che per adesso gli sfuggono dal becco dopo pochi tentativi? Se no, cosa fare? La ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti - Renato Di Lisi
R
Gentile Lettore,
deve somministrare al verzellino in fase di svezzamento, del pastoncino all'uovo per uccelli granivori, da lei ulteriormente integrato con uova fresche, in ragione di 200 gr. di sfarinato secco + 1 uovo sodo intero sbucciato. L'uovo sodo va accuratamente amalgamato allo sfarinato, magari utilizzando il mixer. Il pastoncino deve essere moderatamente umido. Può unire all'impasto un pò di frutta grattugiata. Detto alimento deperibile va lasciato a disposizione dell'uccellino, in piccole dosi e rinnovato ogni 10 - 12 ore. Gli avanzi vanno eliminati, onde evitare pericolose contaminazioni microbiche, mentre il pastoncino appena preparato si conserva convenientemente in frigorifero per tre/ quattro giorni. Metta a disposizione del giovane silvano delle spighe di panico e del seme di scagliola. Vedrà che ben presto apprenderà a piluccare e sgusciare i semi. A quel punto fornisca in aggiunta al pastoncino, che non dovrebbe mai mancare sino a muta ultimata, una comune miscela di semi per canarini. Una periodica integrazione vitaminica e minerale completerà egregiamente la dieta del suo beniamino piumato. Auguri! Francesco Chieppa
Subject: Problemi di piume intorno al collo
Salve, sono Giovanni da Roma. Ho una coppia di canarini occupati nella seconda cova, ho notato che da qualche giorno il maschio e la femmina hanno intorno al collo le piume un pò rialzate e si vede la pelle nuda sopratutto quando piegano la testa, ora il maschio presenta una piccolissima zona, quasi un puntino sempre intorno al collo dove si vede la pelle, cosa può essere? Io do loro pastoncino morbido con uovo sodo, ogni tanto mela, e ogni tanto verdura, nel beverino metto sette giorni al mese un pò di vitamine, e do i soliti semi che non mancano mai . Il bagnetto lo do poco questi giorni, perchè ho paura che la femmina bagnandosi in cova rovini le uova.
P.S. il maschio intorno al becco e sotto gli occhi si è un pò ingiallito, non sò se è sporco di pastone che è color giallo o è qualche altra cosa. Grazie delle eventuali risposte.
Giovanni - Roma
R
Gentile Lettore,
l'alopecia ( perdita delle piume ) rilevata sui suoi riproduttori, può essere determinata da tantissime cause diverse. Nella fase riproduttiva, in genere queste deplumazioni circoscritte a testa e collo, riconoscono quale causa lo stress indotto dalla riproduzione. Tuttavia potrebbe trattarsi di una dermatite batterica e/o un'affezione fungina. La dieta è corretta. Sostituirei il pastoncino morbido ( spesso grassato con lipidi di dubbia origine), preferendo altro secco per allevamento, sempre da integrare con uova sode e frutta grattugiata quanto basta a renderlo umido e quindi più appetibile. Le consiglio di concludere le cove al termine della seconda riproduzione. Se l'alopecia non dovesse risolversi spontaneamente terminato lo sforzo riproduttivo, faccia visitare i due pennuti da un medico veterinario, per accertare la causa reale del problema e porvi rimedio. Francesco Chieppa