Lettere Marzo 2004
Informazioni
Rauchi
Scabbia del pappagallo I
Scabbia del pappagallo II
Lettera I
Lettera II
Respiro
Cova di canarini
Tempo d'incubazione
Consiglio
Benessere animale
S.O.S. pappagallini ondulati
Illuminazione
Illuminazione II
Canarini cova
Sesso bengalini
Coabitazione
Allevamento del Tordo

 

Subject: Gestazione

Salve sono ancora io che ogni tanto approfitto della sua disponibilità per togliermi qualche dubbio o aumentare la mia non eccezionale conoscenza nell'allevamento di canarini.
Le domande che volevo porle sono queste:
Dato che per la razza umana ci sono i cosi detti 9 mesi.....
Quanto tempo passa dal momento che i canarini si accoppiano e che quindi il maschio feconda la femmina,al momento della deposizione del primo uovo?
E vero che per la seconda e la terza covata questo tempo si riduce?

Lei per il suo allevamento usa mettere il nido prima di inserire il maschio con la femmina o dopo aver formato la coppia?

R

Gentile Lettore,

non esiste un lasso di tempo ben preciso, intercorrente tra accoppiamento e deposizione di uova fertili. Perchè la femmina accetti il maschio, occorre sia in estro. L'ovodeposizione è il frutto della ovulazione di follicoli ovarici, maturati durante il ciclo sessuale.

Se si unisce la coppia quando la femmina in estro è ormai prossima ad ovulare, l'intervallo di tempo utile tra copula ed ovodeposizione di uova fecondate, può essere anche di soli due/tre giorni. Con la coppia fissa, in genere gli accoppiamenti precedono di 7/10 giorni l'inizio dell'ovodeposizione.

I tempi sono sostanzialmente sempre gli stessi, anche per le covate successive. Vorrei tuttavia far notare una particolarità del nostro canarino domestico. Sono possibili copule durante la stagione riproduttiva, già a pochi giorni dalla schiusa delle uova. Ciò non deve allarmare l'allevatore - come spesso accade per i novizi - che erroneamente paventa l'imminente abbandono della nidiata e l'inizio di un nuovo ciclo riproduttivo.

Faccio altresì rilevare che perchè la canarina deponga, non è assolutamente necessario sia stata in precedenza fecondata e, neppure la presenza del maschio è indispensabile, dal momento che le femmine depongono anche in sua assenza, naturalmente uova sterili.

Personalmente ho la consuetudine di formare la coppia ( allevo in monogamia ), lasciarla affiatare per qualche giorno, quindi dotarla di nido e sfilacce. Ma anche altri metodi alternativi, possono ritenersi ugualmente congrui. Cordialità.

Francesco Chieppa


Subject: Falsa cova

Egr. sig. Chieppa,
Torno a parlarLe dei miei canarini per sottoporre alla Sua attenzione un fenomeno che ritengo piuttosto strano: una canarina aveva deposto tre uova che aveva covato regolarmente, ma per un incidente occorso durante la cova le uova non si sono schiuse. Tolte le uova, dopo il periodo stabilito, la bestiola anzicchè abbandonare il nido e co ndurre vita normale, ha continuato per così dire a covare nel nido vuoto. Trascorsi alcuni giorni, dopo circa un mese di questa condotta, la bestiola è morta. A dire il vero questa femmina è sempre apparsa piuttosto statica e può darsi il caso che soffrisse di qualche malessere e quindi ho dato scarso peso all'episodio. Il fatto è che ora un'altra canarina sta tenendo la medesima condotta: cova
nel nido vuoto e ne esce solo di rado per mangiare. Prima di perdere anche quest'altro soggetto desidero dunque sapere di cosa può trattarsi e quale dev'essere eventualmente il comportamento da tenersi. La ringrazio sentitamente e Le invio cordiali saluti. Lucia Ponte - Roma

R

Cara Lettrice,

in casi come quello che mi descrive, deve provvedere a rimuovere il nido, allorchè elimina le uova da cova, a covata ormai fallita. Dopo circa una settimana di attesa, reintrodurrà il sito riproduttivo e le sfilacce da imbottitura.

Solo così potrà evitare che la femmina mancata madre - sotto l'influsso ormonale tipico della fase riproduttiva - continui a scaldare inutilmente un nido senza uova, esaurendosi sino alle estreme conseguenze. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Domande sui canarini

Egr. Sig. Chieppa,credo si ricordi di me viste le mail mandatele qualche tempo orsono,ora maturata un poco di esperienza e mi sono venute in mente altre curiosità che spero potrà levarmi,le farò una serie di domande:

1)Le premetto che per ora tengo i canarini in casa ma appena si presenterà la bella stagione li metterò all'esterno,il dubbio mi nasce da alcune cosa sentite in giro riguardanti le morti di canarini a seguito di punture di zanzare,quale rimedio o soluzione potrei adottare nel evitare il più possibile questo problema?avevo pensato di mettere all'esterno delle gabbie delle zanzarieri e del basilico crede siano dei rimedi validi?

2) ho da qualche giorno una canarina che ha schiuso delle uova,oltre a non farle mai mancare acqua semi e pastoncino provvedo quasi giornalmente a fornirle della mela,broccoli quando capita,i biscotti all'uovo comunemente in commercio,ma qualcuno mi ha suggerito di fornire a giorni alterni dell'uovo sodo(il rosso) secondo lei dovrei fornirglielo e in che quantita?

3)ho da qualche mese acquistato un canarino maschio giallo opale,è in ottima forma cante che è un amore solo che mi son reso conto che spesso si appoggia solo su una zampetta e se non ho visto male ha un arto della zampetta che si piega all'indietro e credo faccia male,cosa dovrei fare?la classica steccatura?se si con cosa?

4)Cosa mi consiglia per un canarino che soffre di raucedine?

5) secondo lei tra una canarina gialla mosaico e un canarino giallo opale cosa potrebbe uscire come figli?

Aspetto una sua risposta,le mando i miei più cordiale saluti

Piero Cifaldi

R

Gentile Sig. Cifaldi

rispondo punto per punto ai suoi interessanti quesiti:

1) L'idea delle zanzariere a protezione delle gabbie, mi sembra ottima. Occorre assolutamente evitare le moleste punture di zanzara: causa - nella migliore delle ipotesi - di flogosi e tumefazioni locali suscettibili di complicazioni infettive, ma anche potenziali vettori del temibile poxvirus del vaiolo. Lasci perdere le piante di basilico; costituiscono solo un empirico rimedio, frutto di inconsistenti ed antiche credenze popolari. L'unica pianta contenente un olio essenziale di sicura attività repellente contro le zanzare, è la Citronella (Cymbopogon nardus). Tuttavia non so dirle se la pianta sia coltivabile da noi e, se la sua presenza possa essere sufficiente ad assicurare l'azione repellente.

2) L'allevamento dei pullus richiede, oltre ad una buona miscela di semi, un altrettanto valido pastoncino del commercio a formulazione: "da allevamento". Detto alimento - preferibilmente del tipo secco - va integrato con uova sode fresche, in ragione di 150 gr. di pastoncino / 1 uovo sodo (albume+ tuorlo). A parte potrà fornire spicchi di frutta di stagione e qualche cimetta di cicoria, ben pulita.

3) Si riferisce naturalmente al dito posteriore della zampa, irregolarmente deviato in senso anteriore, tanto da rendere difficoltosa la presa del posatoio, dall'arto recante detta malformazione. Trattasi di un difetto congenito che necessita per regredire, l'applicazione di una opportuna contenzione del dito deviato. Non credo che il trattamento ortopedico di correzione, possa sortire successo nel volatile in età adulta. In ogni modo per quella esigenza, deve rivolgersi ad un medico veterinario.

4) Anche per la presunta "raucedine" che, letteralmente dovrebbe intendersi in una riduzione del timbro canoro del canarino - ricorrentemente associata a sintomi di tipo respiratorio - lei dovrebbe interpellare un veterinario, in quanto l'inconveniente a cui accenna, può essere ricondotto a cause diverse che richiederebbero l'esame clinico del pennuto indisposto.

5) Unendo una canarina lipocromica giallo mosaico ed un soggetto melaninico opale (mutazione recessiva autosomica) otterrà canarini pezzati, portatori di opale. Alcuni dei quali a fenotipo intermedio mosaico. Insomma, degli arlecchini di nessun valore selettivo.

Cordialmente. Francesco Chieppa


Subject: Bengalina

Salve mi chiamo Federica, mi sono stati regalati 2 bengalini molto tempo fa; oltre al fatto che fanno tante uova e poi non nascono mai i piccoli, la cosa che ultimamente mi fa molto preoccupare è la femmina. L'ho separta dal maschio perchè ultimamente si è arruffata tutta e le è venuta una grande palla nel petto. Vorrei sapere se posso fare qualcosa; non conosco molto questi animali; qualcuno mi dice che è affetta da un tumore e che quindi morirà; a me sinceramente dispiace e se posso fare qualcosa (magari non è così e si può curare). Grazie e spero che mi risponda al + presto.

R

Gentile Federica,

non è facile poterti fornire una risposta a distanza, sulla scorta delle poche, generiche notizie contenute nella tua mail. Certo, l'aspetto "impallato" di un uccellino, non depone mai bene circa il suo stato di salute. Tuttavia non è detto che la situazione debba essere comunque irreversibile. In casi come questi, sarebbe sempre bene rivolgersi con urgenza ad un medico veterinario esperto nella cura dei piccoli volatili da gabbia. Quindi, ribadendo la raccomandazione che ti ho fatto, se riesci ad inviarmi via rete delle foto che ritraggano la bestiola e la tumefazione che noti nella regione sternale, potrò magari darti un mio modesto parere. Circa la riproduzione, sei sicura trattarsi di una coppia? Ora pensa a gestire la situazione di salute della diamantina indisposta, poi quando i tuoi uccellini staranno nuovamente bene, come ti auguro presto, scrivimi ancora e vedremo di affrontare l'argomento riproduzione. Resto in attesa di notizie.
Saluti. Francesco Chieppa



Subject: Cocorita ammalata?

Vorremmo avere un consiglio. Da circa tre anni abbiamo una cocorita (femmina) raccolta in modo fortunoso in giardino. Era caduta dal tetto della nostra villa ed era rimasta a terra traumatizzata. L'abbiamo raccolta e dopo breve tempo si è ripresa senza problemi. Questo per dire che non sappiamo quanti anni ha ma ha goduto sempre buona salute. Ultimamente ci siamo però accorti che presenta come una strana "boccia" sul davanti (addome) come se fosse una pancia gonfia, priva di piume perchè la bestiolina tende a strapparle. Abbiamo dato uno spray acaricida ma con risultati scarsi. Apparentemente l'uccellino sembra avere buona salute, è vivace, ha buon appetito, non presenta feci anomale.
Potete darci qualche consiglio?
Grazie. Cordiali saluti, Massimo & Grazia - Orbassano

R

Gentili Lettori,

anche se sarebbe stato meglio ottenere da voi una documentazione fotografica, di quanto genericamente mi descrivete, intuitivamente credo che la vostra cocorita desideri finalmente diventare mamma. La tumefazione che ritenete di vedere a livello di addome, potrebbe essere la "placca della cova". In tal caso la regione sterno-addominale dovrebbe presentarsi edematosa, arrossata e con il circolo capillare superficiale evidente. Tuttavia la mancata deposizione - peraltro normale in una femmina isolata che non scorga conspecifici - mi lascia perplesso circa quanto ipotizzato. Mentre la tendenza della bestiola a strapparsi le piumette del ventre, al contrario, rafforza la mia tesi. Ad ogni modo, per essere certi che non si tratti di nulla di grave, forse dovreste far visitare la bestiola da un medico veterinario. Auguri !

Francesco Chieppa


Subject: Informazioni

Buongiorno,

mi chiamo Laura e volevo avere informazioni su due mutazioni di Inseparabili collo rosa.Com'è la mutazione blu?
E' blu solo il collo e il corpo è bianco, oppure il corpo è azzurrino e il collo bianco?
L'altra mutazione su cui volevo saperne di più è la gialla. La ringrazio molto

Laura Tadè

R

Gentile Lettrice,

scusi anzitutto l'imperdonabile ritardo con il quale do riscontro alla sua cortese lettera, dovuto semplicemente ad un disguido nella catalogazione delle missive dei Lettori di "Uccelli", in arrivo sulle mie caselle postali. Per ottenere approfondita documentazione testuale ed iconografica, sui parrocchetti Agapornis (Inseparabili) delle diverse mutazioni, la invito a consultare il sito web del
" Club Italiano Allevatori Agapornis ", alla seguente URL: www.clubagapornis.too.it

Le sarà poi particolarmente utile procurarsi la recentissima monografia: "Agapornis" di Gianni Ravazzi -Edizioni FOI - Piacenza (Tel. Segreteria 0523 / 593403) - www.foi.it

Cordiali saluti. Francesco Chieppa


Subject: Rauchi

Non capisco come mai i miei canarini che mesi fa cantavano, da diverso tempo si limitano ad un rauco suono. Le sto provando tutte ma senza successo. Grazie. Gualtiero

R

Gentile Lettore,

l'afonia dei suoi canarini è senz'altro riconducibile ad uno stato flogistico della siringe (organo del canto degli uccelli) e, molto probabilmente, di tutto l'apparato respiratorio. Detta patologia può riconoscere cause batteriche e/o parassitarie, ma anche ambientali (esalazioni nocive, fumi, eccesso di umidità, ecc.). Come potrà comprendere, non è possibile avanzare a distanza ipotesi certe e definitive e la invito pertanto a sottoporre i suoi volatili, con una certa premura, alla visita di un medico veterinario esperto nella cura dei volatili da gabbia. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Scabbia del pappagallo I

Gentile Sign Francesco Chieppa,

ho notato che nella mia voliere diverse cocorite hanno sul becco delle crosticine chiare...In un libro questi sintomi vengono imputati alla "scabbia del pappagallino"... Sa dirmi cosa può essere e come si può curare?
Mi hanno detto che l'ivomec dovrebbe andare bene, mi può dire lei se va bene e come somministrarlo.
La ringrazio tanto e le porgo i miei distinti saluti
Domenico Grillo

R

Gentile Lettore,

per avere la certezza della diagnosi da lei ipotizzata, deve fare eseguire da un medico veterinario, un esame microscopico del raschiato dello strato corneo del becco e dei tessuti cutanei circostanti, sede delle lesioni. Solo l'isolamento degli acari agenti causali della rogna, potrà giustificare il trattamento farmacologico che menziona. L' Ivomec (ivermectina), è un farmaco per grandi animali, il cui impiego necessita di regolare prescrizione medico-veterinaria. Inoltre il principio attivo - da lei menzionato - va utilizzato a determinate diluizioni in veicolo liposolubile.

Tenga tuttavia presente che la rogna è patologia parassitaria diffusiva che riconosce cause predisponenti quali: stress, sovraffollamento, patologie organiche, carenze alimentari, ecc.

Francesco Chieppa


Subject: Scabbia del pappagallo II

Gentile Sign. Francesco Chieppa,

la ringrazio per il suo consiglio e per la sua disponibilità, ho chiamato il veterinario e mi ha detto di togliere tutti gli uccelli dalla voliera e di pulirla bene con della candeggina, di sciacquare con acqua molto accuratamente, e poi trattarla con il FORACTIL.

Riguardo ai pappagallini mi ha sempre consigliato di usare sempre il FORACTIL stando attento a non spruzzarlo negli occhi.

Volevo un suo consiglio a riguardo, se va bene questo che ha detto il dott. o devo fare altro.

La ringrazio di nuovo tantissimo e sono fiducioso in un vostro consiglio.

Domenico

R

Gentile Lettore,

mi fa piacere che sia ricorso ai consigli di un medico veterinario, poichè attraverso questa rubrica - sin dagli esordi - mi sono ripromesso di svolgere opera di educazione e proselitismo, circa il diritto dei nostri uccellini a poter usufruire di una adeguata assistenza sanitaria, allorchè gravemente indisposti. E devo confessarle che sono sempre più numerosi coloro che dopo avermi interpellato per un parere di massima sulla salute dei propri beniamini piumati, tornano a scrivermi per farmi sapere di essersi rivolti al veterinario - seguendo il mio consiglio - ed aggiornandomi anche sulle diagnosi e relative terapie formulate dal professionista.

Circa il suo caso specifico, segua i consigli del medico veterinario interpellato! Vi ringrazio tutti per la fiducia ed il calore che mi manifestate, chiedendomi finanche di fare da "supervisore" delle terapie proposte dai veterinari consultati. Spero di essere degno di cotanta considerazione che, mi sprona a portare a termine i miei studi universitari di medicina veterinaria. Cordialità.

Francesco Chieppa


Subject: Lettera I

Ciao Francesco,

fammi sapere una cosa ...che alberi dovrei piantare in giardino per offrire asilo e nutrimento ai pennuti? Figurati che le cincie mi nidificano nella cassetta della posta, tanto hanno bisogno di ricoveri. Dello scempio ecologico degli alberi di Loano, si occupa un'associazione: "LA PINETA" che raccoglie firme e va alla sedute comunali. Ciao!

Mariella - Loano

R

Ciao Mariella,

non sono un botanico, anche se ho un passato da ecologista.
Per le tue Cince ti consiglierei di piantare essenze tipiche della macchia mediterranea, in particolare: specie che producono bacche ( un buon vivaista saprà consigliarti per il meglio ). Anche delle conifere ( pino, tuia ) potrebbero essere utili agli uccellini che menzioni ed ai fringillidi nidificanti. Se vuoi adoperarti al massimo, colloca pure delle casette nido. Vedrai che verranno presto utilizzate!

Saluti. Francesco Chieppa


Subject: Lettera II

Caro Francesco,

stamattina mi sono fatta una bella passeggiata ornitologica, tra germani in amore e paperini gia' nati, gabbiani predatori. Stavo tornando a casa, quando sotto un viale di pini secchi vedo il cadaverino di un pettirosso stecchito: occhi aperti, ali all'ingiu', no ferite apparenti. Poi, proprio dietro casa mia, trovo il cadavere di un merlo maschio adulto, invaso dalle formiche ma non decomposto, nella stessa posizione. Niente segni di gatti. I merli urbani sono numerosi essendoci giardinetti e siepi, si spingono anche in pieno centro, becchettando rimasugli. Del resto il comune abbatte alberi locali per far posto a orrende palme...Cosa può essere? Un caso? Una malattia? No escrementi o vomiti, zampe pulite: veleno? Derattizzazione o un avvelenatore di piccioni?Come sai la più tonta casalinga, è sempre pronta alla pulizia etnica, per una cacchetta sul bucato... Che faccio se trovo altri cadaveri? Seppellisco, chiamo vigili? Abita vicino una guardia ecologica... Devo disinfettare le scarpe con cui ho toccato i corpicini?. Fammi sapere... Ciao.

Mariella - Loano

R

Ciao Mariella,

non è la prima volta che mi vengono rivolti quesiti del genere. Mi capitava con una certa frequenza, allorchè operavo - diversi anni fa - per una associazione ambientalista. Premesso che come allevatrice di pennuti, dovresti prendere tutte le precauzioni del caso, onde evitare di portarti a casa eventuali agenti patogeni, in questi casi occorre allertare il Servizio Veterinario della AUSL territorialmente competente. Il Servizio Veterinario, provvederà successivamente ad inoltrare gli animali oggetto di moria, verso laboratori specializzati di diagnostica. Ciao e complimenti per la tua passione ambientalista!

Francesco Chieppa


Subject: Respiro

Egregio Sig. Chieppa. la ringrazio per alcuni consigli che molto gentilmente lei mi ha inviato. Purtroppo nella mia zona non trovo un veterinario che mi possa aiutare. Le riporto i sntomi che rilevo nell' osservare il mio canarino. Alcuni mesi fa cantava, ora si limita ad un rauco "cinghettio". Ogni tanto respira con il becco aperto. Il manto di piume non è perfetto, anzi, sovente tende a perderle e a restare un pò appallotolato.Cosa mi consiglia? La ringrazio molto. Cordialmente Gualtiero

R

Gentile Lettore,

da quanto ci espone, si potrebbe ipotizzare una patologia respiratoria cronica, eventualmente di natura parassitaria. Tuttavia non si possono escludere altre cause. Lei mi descrive un canarino dallo stato generale piuttosto alterato (afono, dispnoico, con piumaggio arruffato e tendenzialmente in falsa muta).

Per poter avanzare una diagnosi certa, il canarino andrebbe sottoposto all'osservazione di un medico veterinario esperto. Potrebbe indirizzarsi all'istituto o servizio di patologia aviare della facoltà di medicina veterinaria, a lei più prossima. Veramente non è possibile indicarle un rimedio valido, senza indagare sulle cause dell'indisposizione. Saluti ed Auguri!

Francesco Chieppa


Subject: Cova di canarini

Ciao,
io ho una coppia di canarini in casa, la femmina ha deposto 4 uova, una al giorno. In questi 4 giorni però lei stà nel nido solo durante il giorno ed esce solo il tempo necessario per mangiare e bere, fin qui tutto ok. La sera e per tutta la notte, fino al mattino lei non va mai nel nido a covare le uova. Volevo sapere se è una cosa normale e se così nn fosse cosa posso fare per poter rimediare. Attendo una vostra risposta ringraziandovi anticipatamente.
Andrea Gentile

R

Gentile Lettore,

durante la cova, la femmina deve scaldare costantemente le uova - notte e giorno - sortendo dal nido solo per defecare ed alimentarsi. Dunque, la sua canarina in sostanza non cova in modo assiduo e le sue uova, anche se gallate dal maschio, non le regaleranno dei pulcini. Quali le cause di questo innaturale comportamento? Può essere invocato un ambiente di allevamento inidoneo, soggetto ad interferenze negative di vario genere, magari soprattutto durante le ore crepuscolari; infestazioni da ectoparassiti ad attività ematofaga notturna ( Dermanyssus gallinae ); canarine di scarsa selezione ( l'attitudine alla cova negli uccelli, è un comportamento regolato da geni quantitativi ); forma riproduttiva ancora precaria; ecc..

Faccia dunque una attenta analisi delle condizioni di allevamento, che non tralasci alcun particolare, e ne tragga le dovute conclusioni. Se crede, potrà tornare scriverci. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Tempo d' incubazione

Gentilissimo signor Chieppa,

la ringrazio per avermi e risposto, ma ora volevo chiederle: come mi devo comportare? Devo togliere le uova o aspetto comunque che il tempo di incubazione (13-14gg) finsca? Volevo anche dirle che la notte scorsa la canarina ha covato le uova anche durante la notte e ora sta continuando, ma ormai sarà torppo tardi. Grazie.

Andrea Gentile

R

Gentilissimo Lettore,

faccia covare la canarina per una settimana, poi se è in grado di effettuare la speratura delle uova, verifichi che siano regolarmente embrionate. Qualora non se la sentisse di compiere questa delicata operazione e non ne fosse pratico, lasci covare la sua canarina per il periodo canonico, al termine del quale constaterà la schiusa, o dovrà rimuovere nido ed uova sterili. Reinserirà a distanza di 5/7 gg., sito di nidificazione e sfilacce, onde consentire ai suoi uccellini di cimentarsi in una seconda covata, si spera più fortunata della prima. Cordialità.

Francesco Chieppa


Subject: Consiglio

Posseggo una coppia di canarini. Lo scorso anno sono nati una ventina di piccoli, ma non sono riuscito a salvarne uno. Dopo 7/8 giorni dalla loro nascita, la mia impressione era che la madre non li alimentava più e purtoppo morivano. Come mi devo comportare quest'anno? Devo forse fare qualche cura preventiva alla coppia?
La ringrazio molto. Cordiali saluti. Gualtiero

R

Gentile Lettore,

benchè esistano delle femmine cattive nutrici, frutto di scarsa selezione, non è questa una evenieza molto frequente. Spesso noi allevatori siamo superficialmente portati ad additare come "pessime nutrici", canarine che non imbeccano prole che vicersa è malata.

Perchè una canarina imbecchi in modo proficuo, oltre ad essere geneticamente predisposta (equilibrio endocrino favorevole), deve ricevere adeguati stimoli dai suoi stessi pullus ( pigolii, becco spalancato in attesa dell'imbeccata, movimenti ritmici degli arti anteriori, ecc. ). Allorchè i pullus siano deboli, gracili e malaticci, saranno cattivi stimolatori di cure parentali presso i genitori, sino a determinare nelle nutrici - in sintonia con l'atavica legge di selezione naturale che, regna sovrana dalla notte dei tempi su tutte le specie animali - l'abbandono della covata.

Se la morte di tutti i suoi nidiacei, non è stata accompagnata da nessun sintomo di malattia degli adulti e, se ritiene che l'alimentazione somministrata, durante l'allevamento, sia stata congrua e salubre, allora io propenderei per l'insorgenza nei suoi neonati implumi, di una micosi profonda del tratto digerente, e/o della proventricolite da megabaterio. Qualora avesse fatto eseguire delle analisi diagnostiche sui pullus deceduti, avrebbe potuto saperne di più, circa la gravissima mortalità rilevata. Se quest'anno vuole tentare di prevenirla e, sottolineo il termine "tentare", allora si porti sul sito della rivista di ornitocoltura "Uccelli"

www.uccellibis.com

e vada a consultare la rubrica mensile che curo per quel periodico: "L' esperto risponde". Selezioni i quesiti del mese di agosto 2003 ed in particolare, legga la lettera inviata da Gerardo: "Informazioni". Provi ad applicare quel mio metodo di profilassi neonatale e poi ci faccia sapere gli esiti. La saluto molto cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Benessere animale

Salve,

sono Silvia Zanutto, studentessa della Facoltà di Medicina Veterinaria di Padova. Volevo chiederLe se per caso sa se sono stati fatti degli studi sul benessere dei canarini in gabbia. Mi chiedevo se le gabbie e gli altri oggetti quali mangiatoie beverini ecc...sono stati studiati per l'uomo (colori ecc..) o sulla base di ricerche scientifiche miranti alla ricerca del miglior confort per l'animale. Se Lei fose a conoscenza di alcuni studi, saprebbe indicarmi del materiale da consultare? Grazie mille, distinti saluti.

Zanutto Silvia - Padova

R

Gentile Collega,

la ringrazio per aver scritto. Purtroppo non posso esserle utile, in quanto non sono a conoscenza dell'esistenza di specifici studi, finalizzati alla progettazione di gabbie ed accessori, dal miglior confort possibile per i piccoli ospiti alati.

Reputo che attualmente - almeno in Italia - non siano mai state condotte ricerche di serio rigore scientifico, sul benessere animale riferito a contenitori ed accessori, destinati ad ospitare le specie ornitiche ed il canarino domestico in particolare. Ritengo che i criteri seguiti dalle aziende, circa il design e la scelta dei materiali di realizzazione di detti articoli, tengano in considerazione soprattutto l'estetica dei manufatti e la loro funzionalità, piuttosto che le esigenze di abitabilità ed i costumi etologici dei loro ospiti naturali.

Le industrie del settore, hanno profuso in questi ultimi anni notevoli sforzi, per rendere le attrezzature prodotte sempre più funzionali ed esteticamente accettabili, orientandosi tuttavia a soddisfare le esigenze gestionali avanzate dagli allevatori, piuttosto che precisi criteri concernenti il benessere degli uccelli in cattività.

Invito i Lettori della rivista "Uccelli" che fossero in grado di fornire risposte più approfondite e dettagliate al quesito di Silvia, a scrivere in redazione: uccelliibis@libero.it
Provvederemo successivamente noi, a far da tramite con la nostra gentile Lettrice. Grazie!
Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: S.O.S. pappagallini ondulati

Sono preoccupatissima per la mia pappagallina ondulata.... sono 2 anni che ho una coppia di ondulati inglesi; l'anno scorso ho messo il nido per farli riprodurre ma l'hanno completamente ignorato. Quest'anno, una ventina di giorni fa, ho riprovato. Premetto che la gabbia è vicino ad una finestra ben illuminata. Il maschio è molto vispo ed esuberante, saltella continuamente da un trespolo all'altro, svolazza chiamando la compagna e mostrandole parecchia attenzione imbeccandola e coccolandola in continuazione. La femmina invece sembra aver perso completamente le forze: se ne sta accoccolata e ferma sul trespolo vicino al nido (ogni tanto sbircia dentro ma poi lo ignora) dorme quasi in continuazione e si muove molto lentamente aiutandosi negli spostamenti con il becco; non mangia nemmeno più.... si fa imbeccare dal maschio. Sembra depressa...! Da una decina di giorni oltre al mangime consueto specifico per ondulati, ho aggiunto il pastoncino e le vitamine nell'acqua ma la situazione non è cambiata... temo per la sua vita! Cosa può avere?Cosa posso fare?
La ringrazio per l'attenzione che mi può dedicare e aspetto con ansia una sua risposta in merito.
Cordiali Saluti
Rita

R

Gentile Lettrice,

l'unico consiglio concreto che io possa darle a distanza, è quello di far visitare la sua cocorita da un medico veterinario esperto nella cura dei piccoli volatili d'affezione. Non mi è possibile formularle una ipotetica diagnosi, sulla scorta di pochi e generici elementi; mentre la terapia è sempre di pertinenza esclusiva del medico veterinario. Occorre sottoporre il volatile, con una certa urgenza, ad una visita medica seguita da eventuali esami di laboratorio, al fine di approfondire la causa dell'indisposizione. Se abita in prossimità di una facoltà universitaria di medicina veterinaria, si indirizzi al servizio o istituto di patologia aviare, dove troverà le necessarie competenze richieste dal caso. Non perda altro tempo. Auguri!

Francesco Chieppa


Subject: Illuminazione

Gentile Signor Chieppa,

su un libro di canarini ho letto che, la luce rossa o arancio aumenta il numero delle uova e diminuisce la fertilità dei maschi, quella gialla provoca la deposizione di un minor numero di uova ma più grosse, e quella verde o azzurra favorisce la fertilità dei maschi e l'accrescimento dei pulli. Le risultà? E poi mi chiedo, quella bianca che più comunemente credo si usi,che effetto ha? Per intenderci le lampadine a basso consumo, che fanno luce bianca, che effetto hanno?

Grazie.

R

Gentile Ornicoltore,

ma su quale testo ha letto notizie così singolari? No che non mi risulta quanto mi riferisce, nè ho mai letto nulla del genere, sui tanti testi di canaricoltura consultati.

Mi faccia cortesemente conoscere autore e titolo del libro; dovrò procurarmelo e leggerlo, così da essere aggiornato anche sugli effetti della "riproduzione in tecnicolor"!

Se poi avesse voluto solo scherzare, apprezziamo anche quello. In questa nostra odierna società, così convulsa e stressante, pillole di benevola ilarità non hanno certamente controindicazioni. Saluti.

Francesco Chieppa


Subject: Illuminazione II

Non è assolutamente uno scherzo, e poi non sono ancora purtroppo un ornicoltore, sono un ragazzo di 22 anni che ha la passione degli uccelli e la coltiverà come si deve, appena potrà farlo. Il libro è ”Il libro dei canarini” di Giorgio Di Tizio,editoriale Olimpia.

R

Gentile Antonio,

certamente l'Autore Di Tizio, per quanto scrive a proposito dell'influenza della scala cromatica della luce sull'attività riproduttiva del canarino, si ricollega a dati sperimentali estrapolati dal comparto dell'avicoltura industriale. In quel settore zootecnico, l'illuminazione artificiale dei ricoveri riveste preminente interesse produttivo, ai fini dell'ovodeposizione durante tutto l'arco dell'anno. Circa il ricorso alla luce artificiale negli allevamenti di volatili ornamentali: è prassi consolidata utilizzare la luce bianca che riproduca più fedelmente possibile lo spettro solare. La ringrazio per l'ulteriore contributo epistolare.Mi auguro di annoverarla presto tra gli ornicoltori del nostro ambiente amatoriale! Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Canarini Cova

Sono un ingegnere civile con una grande passione per l'ornitologia ed in particolare per i canarini.
Vorrei porle alcune domande in relazione alla prima esperienza, purtroppo fallita, di allevamento dei canarini.
A gennaio ho acquistato una coppia di canarini (maschio Bronzo e femmina onice rosso). La femmina ha deposto 4 uova di cui uno solo si è schiuso. Il pullus è morto con il gozzo vuoto a distanza di un giorno e mezzo.
Domande:
Avendo avuto la sensazione, in fase di cova, che la femmina fosse contraria (gelosa) all'avvicinamento del maschio al nido in sua assenza è possibile che abbia trascurato di imbeccare il pullus per questo motivo?
Per la prossima cova mi conviene allontanare il maschio dopo la deposizione?
L'alimentazione che ho fornito dopo la schiusa è stata identica a quella precedente ed in particolare costituita dalla miscela di semi, un biscotto all'uovo ed il pastoncino.
La ringrazio in anticipo per l'aiuto che mi vorrà dare Distinti Saluti
Vincenzo D'Onofrio

R

Gentile Ingegnere,

le nidiate con un solo pullus, assai spesso sono destinate a fallire, in quanto il nidiaceo figlio unico non è in grado di stimolare adeguatamente le cure parentali, da parte dei riproduttori. La causa specifica del decesso può essere di diversa origine. Il pullus può essere nato già contaminato da germi patogeni presenti nell'uovo, oppure il temperamento focoso ed
agressivo del maschio, può aver indotto la canarina a non uscire dal nido, costringendola per conseguenza a non nutrirsi adeguatamente ed imbeccare il pullus. Per escludere cause microbiche, avrebbe dovuto affidare ad un
laboratorio di diagnostica veterinaria, il nidiaceo morto, perchè venisse analizzato.

L'alimentazione che ha fornito è sufficientemente congrua. Si assicuri che il pastoncino fornito per l'imbecco, sia del tipo "da allevamento". Preferisca sempre i pastoncini secchi e li arricchisca con uova sode, in ragione di 150 gr. di sfarinato + 1 uovo sodo intero (tuorlo ed albume). Integri la dieta dei suoi beniamini con un complesso multivitaminico contenente aminoacidi, nonchè dei sali minerali da addizionare al grit. Provi la prossima covata a separare il maschio, mediante la griglia separatrice, lasciando alla sola femmina il compito di nutrire i pullus nei primissimi giorni di vita. Poi riunisca il maschio, che risulta
indispensabile per la fase di svezzamento. Mi auguro possa andar meglio.
Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Sesso bengalini

Salve signor Chieppa,

vorrei chiederle come si può identificare il sesso dei bengalini.
Cordiali saluti
Alessandro Mariucci

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Gentile Lettore,

il Bengalino comune (Amandava amandava) è un uccellino esotico, originario del continente asiatico che in abito invernale (fase di eclissi), non presenta un dimorfismo sessuale particolarmente evidente. Viceversa, approssimandosi il periodo degli amori, il maschio assume una splendida livrea color rosso-scarlatto, punteggiata di bianco a livello di fianchi. La femmina invece conserva una cromia di piumaggio decisamente dimessa, sul grigio-bruno. Attento a non confondere i Bengalini, con il più comune Diamante mandarino (Taeniopygia guttata), il cui dimorfismo sessuale nei soggetti adulti di tutte le mutazioni, risiede essenzialmente nel colore del becco. Rosso vivo per i maschi della specie e rosa-arancio sbiadito, nelle femmine.

Francesco Chieppa


Subject: Coabitazione

Sono riuscito, dopo alcuni anni, a far convivere in un'unica piccola voliera alcune specie diverse: malinois, usignolo del giappone. incardellato, diamanti di gould. Ora ho notato che i granivori mangiano il cibo degli insettivori: va bene ugualmente ????? Per il canto avrò risultati negativi??? Comunque sia, in un mondo così lacerato, questa coabitazione è veramente da imitare! Auguri per tutto e Buona Pasqua.

giuseppe 52 (pino)

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Gentile Ornitofilo,

allorchè si ponessero in coabitazione volatili di diverso regime alimentare, è d'obbligo assortire nello stesso aviario alimenti differenti, idonei alle singole specie ornitiche conviventi. In sostanza, come ha fatto lei. Saranno poi gli uccelli a regolare la loro alimentazione, in relazione alle proprie preferenze.

La coabitazione di un cantore specializzato come il Canarino Malinois, con altre specie canterine (usignolo, "incardellato"), non è mai particolarmente indicata, per la preservazione del canto d'origine(frutto di predisposizione genetica e di apprendimento).

Tuttavia, questo accorgimento è valido solo per gli allevatori che selezionino ceppi di malinois da competizione. Non credo sia il suo caso.

Le ricambio gli Auguri per la prossima Santa Pasqua, non senza ribadire con lei che, solo l'uomo è quell'animale che arriva ad odiare ed uccidere i propri simili; in grado di nutrire sentimenti di razzismo e discriminazione. Come avrà potuto constatare dalla sua esperienza di ornitofilo: basta poco invece, perchè specie biologicamente tanto diverse e tassonomicamente distanti, convivano indisturbate in totale armonia!

Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Allevamento del Tordo

Buongiorno Sig Francesco,

il suo sito l'ho trovato cercando informazioni in internet, su come costruire una voliera per il tordo bottaccio, e lo trovo molto simpatico. Il canto dei canarini mi ha sorpreso e ha fatto sobbalzare tutto l'ufficio, perchè avevo le casse alte.
Volevo chiederle se sa dove posso prendere informazioni per una buona riuscita di una nidata in voliera del tordo bottaccio.
Quello che mi serve sono le misure della voliera, dove costruirla, la dieta della coppia e dei nidacei.
Molto importante è sapere se è permesso dalla legge. Ho già scritto la stessa domanda al FOI perchè avevo problemi ad aprire il suo sito. Ringraziandola anticipatamente le auguro una buona giornata.

Graziano Annibaldi

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Sono un allevatore di turdidi , desidererei sapere come vengono alimentati i piccoli nati i primi giorni dalla nascita.Sono privo d'esperienza e la mortalita' è molto alta, sopratutto nei primi giorni dopo la schiusa.
Ringrazio e porgo distinti saluti.

Dario

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Riceviamo due quesiti, da ornitofili che chiedono informazioni circa l'allevamento dei turdidi.
Negli ultimi anni pare che un numero sempre maggiore di tesserati FOI, abbia scoperto l'allevamento di queste specie, un tempo di esclusivo interesse venatorio. Per rispondere nel modo più esauriente e tecnico possibile alle domande degli amici ornitofili, abbiamo contattato un noto allevatore italiano, specialista nell'allevamento del tordo ed anche autore di una interessantissima monografia sull'argomento. Mi riferisco all'esperto Luca Gorreri.

Gorreri, nel corso di una cordiale e piacevole conversazione telefonica, è riuscito a trasmetterci la grande passione che coltiva per i turdidi, palesando peraltro una grossa esperienza e competenza nell'allevamento di questi passeriformi.

Secongo Gorreri, l'allevamento del tordo non presenta particolari difficoltà, soprattutto allorchè si disponesse di riproduttori nati in cattività. Non sono necessari grandi spazi per riprodurre la specie e, neppure è indispensabile ricorrere a voliere munite di vegetazione interna. Il Sig. Gorreri mi ha confessato di aver visto riprodurre con profitto i tordi, in gabbioni della lunghezza di 120 centimetri. Secondo il nostro esperto, il Tordo costituisce specie spartana e robusta, in grado di dare grosse soddisfazioni al suo allevatore, con un minimo di cure.

Qualora dopo la schiusa delle uova, si rilevasse una importante mortalità neonatale, occorrerebbe fare esaminare da un laboratorio di diagnostica veterinaria i pullus deceduti, per poterne accertare la causa patologica specifica. Il tordo manifesta con una certa frequenza, problemi parassitari (macroparassiti e coccidi). Il Signor Luca, mi ha anche svelato qualche piccolo segreto da allevatore provetto.

Se infatti il pulcino morto venisse rinvenuto all'interno del nido, potrebbe essere stato il tordo maschio ad ucciderlo, soprattutto quando si fosse in possesso di razzatori molto focosi e "territorialisti". Mentre se il pullus deceduto fosse trovato fuori dal nido, allora con ogni probabilità trattavasi di soggetto malato che mamma tordo, ossequiente alla selezione della specie imposta da Madre Natura, avrebbe volontariamente sbalzato dal talamo riproduttivo ed allontanato, al fine di preservare - istintivamente - da un ipotetico contagio il resto della nidiata sana.

Circa l'alimentazione più idonea per i tordi, Gorreri mi ha lungamente parlato dei pastoni specifici, posti oggi in commercio da varie aziende mangimistiche specializzate, soffermandosi con dovizia di particolari, sulle varie marche e relativi pregi. Notizie che naturalmente ometto di riferire, non potendo fare della parziale pubblicità su "Uccelli". Esistono anche degli alimenti pellettati idonei alla specie. Gorreri suggerisce il seguente regime alimentare per i riproduttori: il consueto pellettato, un pastone per tordi, con aggiunta di lombrico, camole del miele, chioccioline. Per allevare allo stecco i pullus, si deve preparare un pastone, a base di uno specifico prodotto per l'imbecco degli uccelli insettivori, addizionato con un 5% di pezzetti di cuore bovino, un 5% di ortica lessa ed un pò di mangime granulare specifico "da allevamento". Qualche camola del miele, completerà egregiamente la dieta dei piccoli tordi, arricchendola in succulenti apporti proteici.

Rammentiamo ai colleghi ornicoltori interessati all'allevamento del Tordo (bottaccio e sassello), che detti volatili rientrano nel novero delle specie protette, ai sensi della normativa italiana n° 157/'92. Pertanto, occorre essere espressamente autorizzati alla detenzione ed allevamento di questi passeriformi. Rivolgersi per informazioni, all'Ufficio Caccia della propria Provincia. Gli allevamenti regolarmente autorizzati, sono tenuti all'atto della cessione di propri soggetti, a rilasciare all'acquirente formale dichiarazione scritta, contenente anche copia dell'autorizzazione provinciale alla detenzione ed allevamento della specie.

Per una documentazione più approfondita circa l'allevamento del tordo, rimando alle seguenti pubblicazioni:

Gorreri Luca - "Allevamento dei tordi comuni" - Felici Editore Pisa ( Tel. 050/862259 ).

Esuperanzi R. - Piva M. - "I tordi del paleartico" - F.O.I. Editore Piacenza ( Tel.0523/593403 ).

Francesco Chieppa