Subject: Gestazione
Salve sono ancora io che ogni tanto approfitto della sua disponibilità
per togliermi qualche dubbio o aumentare la mia non eccezionale conoscenza
nell'allevamento di canarini.
Le domande che volevo porle sono queste:
Dato che per la razza umana ci sono i cosi detti 9 mesi.....
Quanto tempo passa dal momento che i canarini si accoppiano e che quindi
il maschio feconda la femmina,al momento della deposizione del primo uovo?
E vero che per la seconda e la terza covata questo tempo si riduce?
Lei per il suo allevamento usa mettere il nido prima di inserire il maschio
con la femmina o dopo aver formato la coppia?
R
Gentile Lettore,
non esiste un lasso di tempo ben preciso, intercorrente tra accoppiamento
e deposizione di uova fertili. Perchè la femmina accetti il maschio,
occorre sia in estro. L'ovodeposizione è il frutto della ovulazione
di follicoli ovarici, maturati durante il ciclo sessuale.
Se si unisce la coppia quando la femmina in estro è ormai prossima
ad ovulare, l'intervallo di tempo utile tra copula ed ovodeposizione di
uova fecondate, può essere anche di soli due/tre giorni. Con la coppia
fissa, in genere gli accoppiamenti precedono di 7/10 giorni l'inizio dell'ovodeposizione.
I tempi sono sostanzialmente sempre gli stessi, anche per le covate successive.
Vorrei tuttavia far notare una particolarità del nostro canarino
domestico. Sono possibili copule durante la stagione riproduttiva, già
a pochi giorni dalla schiusa delle uova. Ciò non deve allarmare l'allevatore
- come spesso accade per i novizi - che erroneamente paventa l'imminente
abbandono della nidiata e l'inizio di un nuovo ciclo riproduttivo.
Faccio altresì rilevare che perchè la canarina deponga, non
è assolutamente necessario sia stata in precedenza fecondata e, neppure
la presenza del maschio è indispensabile, dal momento che le femmine
depongono anche in sua assenza, naturalmente uova sterili.
Personalmente ho la consuetudine di formare la coppia ( allevo in monogamia
), lasciarla affiatare per qualche giorno, quindi dotarla di nido e sfilacce.
Ma anche altri metodi alternativi, possono ritenersi ugualmente congrui.
Cordialità.
Francesco Chieppa
Egr. sig. Chieppa,
Torno a parlarLe dei miei canarini per sottoporre alla Sua attenzione un fenomeno
che ritengo piuttosto strano: una canarina aveva deposto tre uova che aveva
covato regolarmente, ma per un incidente occorso durante la cova le uova non
si sono schiuse. Tolte le uova, dopo il periodo stabilito, la bestiola anzicchè
abbandonare il nido e co ndurre vita normale, ha continuato per così
dire a covare nel nido vuoto. Trascorsi alcuni giorni, dopo circa un mese
di questa condotta, la bestiola è morta. A dire il vero questa femmina
è sempre apparsa piuttosto statica e può darsi il caso che soffrisse
di qualche malessere e quindi ho dato scarso peso all'episodio. Il fatto è
che ora un'altra canarina sta tenendo la medesima condotta: cova
nel nido vuoto e ne esce solo di rado per mangiare. Prima di perdere anche
quest'altro soggetto desidero dunque sapere di cosa può trattarsi e
quale dev'essere eventualmente il comportamento da tenersi. La ringrazio sentitamente
e Le invio cordiali saluti. Lucia Ponte - Roma
R
Cara Lettrice,
in casi come quello che mi descrive, deve provvedere a rimuovere il nido, allorchè elimina le uova da cova, a covata ormai fallita. Dopo circa una settimana di attesa, reintrodurrà il sito riproduttivo e le sfilacce da imbottitura.
Solo così potrà evitare che la femmina mancata madre - sotto l'influsso ormonale tipico della fase riproduttiva - continui a scaldare inutilmente un nido senza uova, esaurendosi sino alle estreme conseguenze. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Egr. Sig. Chieppa,credo si ricordi di me viste le mail mandatele
qualche tempo orsono,ora maturata un poco di esperienza e mi sono venute in
mente altre curiosità che spero potrà levarmi,le farò
una serie di domande:
1)Le premetto che per ora tengo i canarini in casa ma appena si presenterà
la bella stagione li metterò all'esterno,il dubbio mi nasce da alcune
cosa sentite in giro riguardanti le morti di canarini a seguito di punture
di zanzare,quale rimedio o soluzione potrei adottare nel evitare il più
possibile questo problema?avevo pensato di mettere all'esterno delle gabbie
delle zanzarieri e del basilico crede siano dei rimedi validi?
2) ho da qualche giorno una canarina che ha schiuso delle uova,oltre a non
farle mai mancare acqua semi e pastoncino provvedo quasi giornalmente a fornirle
della mela,broccoli quando capita,i biscotti all'uovo comunemente in commercio,ma
qualcuno mi ha suggerito di fornire a giorni alterni dell'uovo sodo(il rosso)
secondo lei dovrei fornirglielo e in che quantita?
3)ho da qualche mese acquistato un canarino maschio giallo opale,è
in ottima forma cante che è un amore solo che mi son reso conto che
spesso si appoggia solo su una zampetta e se non ho visto male ha un arto
della zampetta che si piega all'indietro e credo faccia male,cosa dovrei fare?la
classica steccatura?se si con cosa?
4)Cosa mi consiglia per un canarino che soffre di raucedine?
5) secondo lei tra una canarina gialla mosaico e un canarino giallo opale
cosa potrebbe uscire come figli?
Aspetto una sua risposta,le mando i miei più cordiale saluti
Piero Cifaldi
R
Gentile Sig. Cifaldi
rispondo punto per punto ai suoi interessanti quesiti:
1) L'idea delle zanzariere a protezione delle gabbie, mi sembra ottima. Occorre
assolutamente evitare le moleste punture di zanzara: causa - nella migliore
delle ipotesi - di flogosi e tumefazioni locali suscettibili di complicazioni
infettive, ma anche potenziali vettori del temibile poxvirus del vaiolo. Lasci
perdere le piante di basilico; costituiscono solo un empirico rimedio, frutto
di inconsistenti ed antiche credenze popolari. L'unica pianta contenente un
olio essenziale di sicura attività repellente contro le zanzare, è
la Citronella (Cymbopogon nardus). Tuttavia non so dirle se la pianta sia
coltivabile da noi e, se la sua presenza possa essere sufficiente ad assicurare
l'azione repellente.
2) L'allevamento dei pullus richiede, oltre ad una buona miscela di semi,
un altrettanto valido pastoncino del commercio a formulazione: "da allevamento".
Detto alimento - preferibilmente del tipo secco - va integrato con uova sode
fresche, in ragione di 150 gr. di pastoncino / 1 uovo sodo (albume+ tuorlo).
A parte potrà fornire spicchi di frutta di stagione e qualche cimetta
di cicoria, ben pulita.
3) Si riferisce naturalmente al dito posteriore della zampa, irregolarmente
deviato in senso anteriore, tanto da rendere difficoltosa la presa del posatoio,
dall'arto recante detta malformazione. Trattasi di un difetto congenito che
necessita per regredire, l'applicazione di una opportuna contenzione del dito
deviato. Non credo che il trattamento ortopedico di correzione, possa sortire
successo nel volatile in età adulta. In ogni modo per quella esigenza,
deve rivolgersi ad un medico veterinario.
4) Anche per la presunta "raucedine" che, letteralmente dovrebbe
intendersi in una riduzione del timbro canoro del canarino - ricorrentemente
associata a sintomi di tipo respiratorio - lei dovrebbe interpellare un veterinario,
in quanto l'inconveniente a cui accenna, può essere ricondotto a cause
diverse che richiederebbero l'esame clinico del pennuto indisposto.
5) Unendo una canarina lipocromica giallo mosaico ed un soggetto melaninico
opale (mutazione recessiva autosomica) otterrà canarini pezzati, portatori
di opale. Alcuni dei quali a fenotipo intermedio mosaico. Insomma, degli arlecchini
di nessun valore selettivo.
Cordialmente. Francesco Chieppa
Salve mi chiamo Federica, mi sono stati regalati 2 bengalini molto tempo fa; oltre al fatto che fanno tante uova e poi non nascono mai i piccoli, la cosa che ultimamente mi fa molto preoccupare è la femmina. L'ho separta dal maschio perchè ultimamente si è arruffata tutta e le è venuta una grande palla nel petto. Vorrei sapere se posso fare qualcosa; non conosco molto questi animali; qualcuno mi dice che è affetta da un tumore e che quindi morirà; a me sinceramente dispiace e se posso fare qualcosa (magari non è così e si può curare). Grazie e spero che mi risponda al + presto.
R
Gentile Federica,
non è facile poterti fornire una risposta a distanza,
sulla scorta delle poche, generiche notizie contenute nella tua mail. Certo,
l'aspetto "impallato" di un uccellino, non depone mai bene circa
il suo stato di salute. Tuttavia non è detto che la situazione debba
essere comunque irreversibile. In casi come questi, sarebbe sempre bene rivolgersi
con urgenza ad un medico veterinario esperto nella cura dei piccoli volatili
da gabbia. Quindi, ribadendo la raccomandazione che ti ho fatto, se riesci
ad inviarmi via rete delle foto che ritraggano la bestiola e la tumefazione
che noti nella regione sternale, potrò magari darti un mio modesto
parere. Circa la riproduzione, sei sicura trattarsi di una coppia? Ora pensa
a gestire la situazione di salute della diamantina indisposta, poi quando
i tuoi uccellini staranno nuovamente bene, come ti auguro presto, scrivimi
ancora e vedremo di affrontare l'argomento riproduzione. Resto in attesa di
notizie.
Saluti. Francesco Chieppa
Subject: Cocorita ammalata?
Vorremmo avere un consiglio. Da circa tre anni abbiamo una cocorita (femmina)
raccolta in modo fortunoso in giardino. Era caduta dal tetto della nostra
villa ed era rimasta a terra traumatizzata. L'abbiamo raccolta e dopo breve
tempo si è ripresa senza problemi. Questo per dire che non sappiamo
quanti anni ha ma ha goduto sempre buona salute. Ultimamente ci siamo però
accorti che presenta come una strana "boccia" sul davanti (addome)
come se fosse una pancia gonfia, priva di piume perchè la bestiolina
tende a strapparle. Abbiamo dato uno spray acaricida ma con risultati scarsi.
Apparentemente l'uccellino sembra avere buona salute, è vivace, ha
buon appetito, non presenta feci anomale.
Potete darci qualche consiglio?
Grazie. Cordiali saluti, Massimo & Grazia - Orbassano
R
Gentili Lettori,
anche se sarebbe stato meglio ottenere da voi una documentazione fotografica,
di quanto genericamente mi descrivete, intuitivamente credo che la vostra
cocorita desideri finalmente diventare mamma. La tumefazione che ritenete
di vedere a livello di addome, potrebbe essere la "placca della cova".
In tal caso la regione sterno-addominale dovrebbe presentarsi edematosa,
arrossata e con il circolo capillare superficiale evidente. Tuttavia la
mancata deposizione - peraltro normale in una femmina isolata che non scorga
conspecifici - mi lascia perplesso circa quanto ipotizzato. Mentre la tendenza
della bestiola a strapparsi le piumette del ventre, al contrario, rafforza
la mia tesi. Ad ogni modo, per essere certi che non si tratti di nulla di
grave, forse dovreste far visitare la bestiola da un medico veterinario.
Auguri !
Francesco Chieppa
Buongiorno,
mi chiamo Laura e volevo avere informazioni su due mutazioni di Inseparabili
collo rosa.Com'è la mutazione blu?
E' blu solo il collo e il corpo è bianco, oppure il corpo è
azzurrino e il collo bianco?
L'altra mutazione su cui volevo saperne di più è la gialla.
La ringrazio molto
Laura Tadè
R
Gentile Lettrice,
scusi anzitutto l'imperdonabile ritardo con il quale do riscontro alla
sua cortese lettera, dovuto semplicemente ad un disguido nella catalogazione
delle missive dei Lettori di "Uccelli", in arrivo sulle mie caselle
postali. Per ottenere approfondita documentazione testuale ed iconografica,
sui parrocchetti Agapornis (Inseparabili) delle diverse mutazioni, la invito
a consultare il sito web del
" Club Italiano Allevatori Agapornis ", alla seguente URL: www.clubagapornis.too.it
Le sarà poi particolarmente utile procurarsi la recentissima monografia: "Agapornis" di Gianni Ravazzi -Edizioni FOI - Piacenza (Tel. Segreteria 0523 / 593403) - www.foi.it
Cordiali saluti. Francesco Chieppa
Non capisco come mai i miei canarini che mesi fa cantavano, da diverso
tempo si limitano ad un rauco suono. Le sto provando tutte ma senza successo.
Grazie. Gualtiero
R
Gentile Lettore,
l'afonia dei suoi canarini è senz'altro riconducibile ad uno stato
flogistico della siringe (organo del canto degli uccelli) e, molto probabilmente,
di tutto l'apparato respiratorio. Detta patologia può riconoscere
cause batteriche e/o parassitarie, ma anche ambientali (esalazioni nocive,
fumi, eccesso di umidità, ecc.). Come potrà comprendere, non
è possibile avanzare a distanza ipotesi certe e definitive e la invito
pertanto a sottoporre i suoi volatili, con una certa premura, alla visita
di un medico veterinario esperto nella cura dei volatili da gabbia. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Scabbia del pappagallo I
Gentile Sign Francesco Chieppa,
ho notato che nella mia voliere diverse cocorite hanno sul becco delle crosticine
chiare...In un libro questi sintomi vengono imputati alla "scabbia
del pappagallino"... Sa dirmi cosa può essere e come si può
curare?
Mi hanno detto che l'ivomec dovrebbe andare bene, mi può dire lei
se va bene e come somministrarlo.
La ringrazio tanto e le porgo i miei distinti saluti
Domenico Grillo
R
Gentile Lettore,
per avere la certezza della diagnosi da lei ipotizzata, deve fare eseguire
da un medico veterinario, un esame microscopico del raschiato dello strato
corneo del becco e dei tessuti cutanei circostanti, sede delle lesioni.
Solo l'isolamento degli acari agenti causali della rogna, potrà giustificare
il trattamento farmacologico che menziona. L' Ivomec (ivermectina), è
un farmaco per grandi animali, il cui impiego necessita di regolare prescrizione
medico-veterinaria. Inoltre il principio attivo - da lei menzionato - va
utilizzato a determinate diluizioni in veicolo liposolubile.
Tenga tuttavia presente che la rogna è patologia parassitaria diffusiva
che riconosce cause predisponenti quali: stress, sovraffollamento, patologie
organiche, carenze alimentari, ecc.
Francesco Chieppa
Subject: Scabbia del pappagallo II
Gentile Sign. Francesco Chieppa,
la ringrazio per il suo consiglio e per la sua disponibilità, ho chiamato il veterinario e mi ha detto di togliere tutti gli uccelli dalla voliera e di pulirla bene con della candeggina, di sciacquare con acqua molto accuratamente, e poi trattarla con il FORACTIL.
Riguardo ai pappagallini mi ha sempre consigliato di usare sempre il FORACTIL stando attento a non spruzzarlo negli occhi.
Volevo un suo consiglio a riguardo, se va bene questo che ha detto il dott. o devo fare altro.
La ringrazio di nuovo tantissimo e sono fiducioso in un vostro consiglio.
Domenico
R
Gentile Lettore,
mi fa piacere che sia ricorso ai consigli di un medico veterinario, poichè
attraverso questa rubrica - sin dagli esordi - mi sono ripromesso di svolgere
opera di educazione e proselitismo, circa il diritto dei nostri uccellini
a poter usufruire di una adeguata assistenza sanitaria, allorchè
gravemente indisposti. E devo confessarle che sono sempre più numerosi
coloro che dopo avermi interpellato per un parere di massima sulla salute
dei propri beniamini piumati, tornano a scrivermi per farmi sapere di essersi
rivolti al veterinario - seguendo il mio consiglio - ed aggiornandomi anche
sulle diagnosi e relative terapie formulate dal professionista.
Circa il suo caso specifico, segua i consigli del medico veterinario interpellato!
Vi ringrazio tutti per la fiducia ed il calore che mi manifestate, chiedendomi
finanche di fare da "supervisore" delle terapie proposte dai veterinari
consultati. Spero di essere degno di cotanta considerazione che, mi sprona
a portare a termine i miei studi universitari di medicina veterinaria. Cordialità.
Francesco Chieppa
Ciao Francesco,
fammi sapere una cosa ...che alberi dovrei piantare in giardino per offrire
asilo e nutrimento ai pennuti? Figurati che le cincie mi nidificano nella
cassetta della posta, tanto hanno bisogno di ricoveri. Dello scempio ecologico
degli alberi di Loano, si occupa un'associazione: "LA PINETA"
che raccoglie firme e va alla sedute comunali. Ciao!
Mariella - Loano
R
Ciao Mariella,
non sono un botanico, anche se ho un passato da ecologista.
Per le tue Cince ti consiglierei di piantare essenze tipiche della macchia
mediterranea, in particolare: specie che producono bacche ( un buon vivaista
saprà consigliarti per il meglio ). Anche delle conifere ( pino,
tuia ) potrebbero essere utili agli uccellini che menzioni ed ai fringillidi
nidificanti. Se vuoi adoperarti al massimo, colloca pure delle casette nido.
Vedrai che verranno presto utilizzate!
Saluti. Francesco Chieppa
Caro Francesco,
stamattina mi sono fatta una bella passeggiata ornitologica, tra germani
in amore e paperini gia' nati, gabbiani predatori. Stavo tornando a casa,
quando sotto un viale di pini secchi vedo il cadaverino di un pettirosso
stecchito: occhi aperti, ali all'ingiu', no ferite apparenti. Poi, proprio
dietro casa mia, trovo il cadavere di un merlo maschio adulto, invaso dalle
formiche ma non decomposto, nella stessa posizione. Niente segni di gatti.
I merli urbani sono numerosi essendoci giardinetti e siepi, si spingono
anche in pieno centro, becchettando rimasugli. Del resto il comune abbatte
alberi locali per far posto a orrende palme...Cosa può essere? Un
caso? Una malattia? No escrementi o vomiti, zampe pulite: veleno? Derattizzazione
o un avvelenatore di piccioni?Come sai la più tonta casalinga, è
sempre pronta alla pulizia etnica, per una cacchetta sul bucato... Che faccio
se trovo altri cadaveri? Seppellisco, chiamo vigili? Abita vicino una guardia
ecologica... Devo disinfettare le scarpe con cui ho toccato i corpicini?.
Fammi sapere... Ciao.
Mariella - Loano
R
Ciao Mariella,
non è la prima volta che mi vengono rivolti quesiti del genere. Mi
capitava con una certa frequenza, allorchè operavo - diversi anni
fa - per una associazione ambientalista. Premesso che come allevatrice di
pennuti, dovresti prendere tutte le precauzioni del caso, onde evitare di
portarti a casa eventuali agenti patogeni, in questi casi occorre allertare
il Servizio Veterinario della AUSL territorialmente competente. Il Servizio
Veterinario, provvederà successivamente ad inoltrare gli animali
oggetto di moria, verso laboratori specializzati di diagnostica. Ciao e
complimenti per la tua passione ambientalista!
Francesco Chieppa
Egregio Sig. Chieppa. la ringrazio per alcuni consigli che molto gentilmente
lei mi ha inviato. Purtroppo nella mia zona non trovo un veterinario che
mi possa aiutare. Le riporto i sntomi che rilevo nell' osservare il mio
canarino. Alcuni mesi fa cantava, ora si limita ad un rauco "cinghettio".
Ogni tanto respira con il becco aperto. Il manto di piume non è perfetto,
anzi, sovente tende a perderle e a restare un pò appallotolato.Cosa
mi consiglia? La ringrazio molto. Cordialmente Gualtiero
R
Gentile Lettore,
da quanto ci espone, si potrebbe ipotizzare una patologia respiratoria cronica,
eventualmente di natura parassitaria. Tuttavia non si possono escludere
altre cause. Lei mi descrive un canarino dallo stato generale piuttosto
alterato (afono, dispnoico, con piumaggio arruffato e tendenzialmente in
falsa muta).
Per poter avanzare una diagnosi certa, il canarino andrebbe sottoposto all'osservazione
di un medico veterinario esperto. Potrebbe indirizzarsi all'istituto o servizio
di patologia aviare della facoltà di medicina veterinaria, a lei
più prossima. Veramente non è possibile indicarle un rimedio
valido, senza indagare sulle cause dell'indisposizione. Saluti ed Auguri!
Francesco Chieppa
Ciao,
io ho una coppia di canarini in casa, la femmina ha deposto 4 uova, una
al giorno. In questi 4 giorni però lei stà nel nido solo durante
il giorno ed esce solo il tempo necessario per mangiare e bere, fin qui
tutto ok. La sera e per tutta la notte, fino al mattino lei non va mai nel
nido a covare le uova. Volevo sapere se è una cosa normale e se così
nn fosse cosa posso fare per poter rimediare. Attendo una vostra risposta
ringraziandovi anticipatamente.
Andrea Gentile
R
Gentile Lettore,
durante la cova, la femmina deve scaldare costantemente le uova - notte
e giorno - sortendo dal nido solo per defecare ed alimentarsi. Dunque, la
sua canarina in sostanza non cova in modo assiduo e le sue uova, anche se
gallate dal maschio, non le regaleranno dei pulcini. Quali le cause di questo
innaturale comportamento? Può essere invocato un ambiente di allevamento
inidoneo, soggetto ad interferenze negative di vario genere, magari soprattutto
durante le ore crepuscolari; infestazioni da ectoparassiti ad attività
ematofaga notturna ( Dermanyssus gallinae ); canarine di scarsa selezione
( l'attitudine alla cova negli uccelli, è un comportamento regolato
da geni quantitativi ); forma riproduttiva ancora precaria; ecc..
Faccia dunque una attenta analisi delle condizioni di allevamento, che non
tralasci alcun particolare, e ne tragga le dovute conclusioni. Se crede,
potrà tornare scriverci. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Gentilissimo signor Chieppa,
la ringrazio per avermi e risposto, ma ora volevo chiederle: come mi devo
comportare? Devo togliere le uova o aspetto comunque che il tempo di incubazione
(13-14gg) finsca? Volevo anche dirle che la notte scorsa la canarina ha
covato le uova anche durante la notte e ora sta continuando, ma ormai sarà
torppo tardi. Grazie.
Andrea Gentile
R
Gentilissimo Lettore,
faccia covare la canarina per una settimana, poi se è in grado di
effettuare la speratura delle uova, verifichi che siano regolarmente embrionate.
Qualora non se la sentisse di compiere questa delicata operazione e non
ne fosse pratico, lasci covare la sua canarina per il periodo canonico,
al termine del quale constaterà la schiusa, o dovrà rimuovere
nido ed uova sterili. Reinserirà a distanza di 5/7 gg., sito di nidificazione
e sfilacce, onde consentire ai suoi uccellini di cimentarsi in una seconda
covata, si spera più fortunata della prima. Cordialità.
Francesco Chieppa
Posseggo una coppia di canarini. Lo scorso anno sono nati una ventina di
piccoli, ma non sono riuscito a salvarne uno. Dopo 7/8 giorni dalla loro
nascita, la mia impressione era che la madre non li alimentava più
e purtoppo morivano. Come mi devo comportare quest'anno? Devo forse fare
qualche cura preventiva alla coppia?
La ringrazio molto. Cordiali saluti. Gualtiero
R
Gentile Lettore,
benchè esistano delle femmine cattive nutrici, frutto di scarsa selezione,
non è questa una evenieza molto frequente. Spesso noi allevatori
siamo superficialmente portati ad additare come "pessime nutrici",
canarine che non imbeccano prole che vicersa è malata.
Perchè una canarina imbecchi in modo proficuo, oltre ad essere geneticamente
predisposta (equilibrio endocrino favorevole), deve ricevere adeguati stimoli
dai suoi stessi pullus ( pigolii, becco spalancato in attesa dell'imbeccata,
movimenti ritmici degli arti anteriori, ecc. ). Allorchè i pullus
siano deboli, gracili e malaticci, saranno cattivi stimolatori di cure parentali
presso i genitori, sino a determinare nelle nutrici - in sintonia con l'atavica
legge di selezione naturale che, regna sovrana dalla notte dei tempi su
tutte le specie animali - l'abbandono della covata.
Se la morte di tutti i suoi nidiacei, non è stata accompagnata da
nessun sintomo di malattia degli adulti e, se ritiene che l'alimentazione
somministrata, durante l'allevamento, sia stata congrua e salubre, allora
io propenderei per l'insorgenza nei suoi neonati implumi, di una micosi
profonda del tratto digerente, e/o della proventricolite da megabaterio.
Qualora avesse fatto eseguire delle analisi diagnostiche sui pullus deceduti,
avrebbe potuto saperne di più, circa la gravissima mortalità
rilevata. Se quest'anno vuole tentare di prevenirla e, sottolineo il termine
"tentare", allora si porti sul sito della rivista di ornitocoltura
"Uccelli"
www.uccellibis.com
e vada a consultare la rubrica mensile che curo per quel periodico: "L'
esperto risponde". Selezioni i quesiti del mese di agosto 2003 ed in
particolare, legga la lettera inviata da Gerardo: "Informazioni".
Provi ad applicare quel mio metodo di profilassi neonatale e poi ci faccia
sapere gli esiti. La saluto molto cordialmente.
Francesco Chieppa
Salve,
sono Silvia Zanutto, studentessa della Facoltà di Medicina Veterinaria
di Padova. Volevo chiederLe se per caso sa se sono stati fatti degli studi
sul benessere dei canarini in gabbia. Mi chiedevo se le gabbie e gli altri
oggetti quali mangiatoie beverini ecc...sono stati studiati per l'uomo (colori
ecc..) o sulla base di ricerche scientifiche miranti alla ricerca del miglior
confort per l'animale. Se Lei fose a conoscenza di alcuni studi, saprebbe
indicarmi del materiale da consultare? Grazie mille, distinti saluti.
Zanutto Silvia - Padova
R
Gentile Collega,
la ringrazio per aver scritto. Purtroppo non posso esserle utile, in quanto
non sono a conoscenza dell'esistenza di specifici studi, finalizzati alla
progettazione di gabbie ed accessori, dal miglior confort possibile per
i piccoli ospiti alati.
Reputo che attualmente - almeno in Italia - non siano mai state condotte
ricerche di serio rigore scientifico, sul benessere animale riferito a contenitori
ed accessori, destinati ad ospitare le specie ornitiche ed il canarino domestico
in particolare. Ritengo che i criteri seguiti dalle aziende, circa il design
e la scelta dei materiali di realizzazione di detti articoli, tengano in
considerazione soprattutto l'estetica dei manufatti e la loro funzionalità,
piuttosto che le esigenze di abitabilità ed i costumi etologici dei
loro ospiti naturali.
Le industrie del settore, hanno profuso in questi ultimi anni notevoli sforzi,
per rendere le attrezzature prodotte sempre più funzionali ed esteticamente
accettabili, orientandosi tuttavia a soddisfare le esigenze gestionali avanzate
dagli allevatori, piuttosto che precisi criteri concernenti il benessere
degli uccelli in cattività.
Invito i Lettori della rivista "Uccelli" che fossero in grado
di fornire risposte più approfondite e dettagliate al quesito di
Silvia, a scrivere in redazione: uccelliibis@libero.it
Provvederemo successivamente noi, a far da tramite con la nostra gentile
Lettrice. Grazie!
Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: S.O.S. pappagallini ondulati
Sono preoccupatissima per la mia pappagallina ondulata.... sono 2 anni
che ho una coppia di ondulati inglesi; l'anno scorso ho messo il nido per
farli riprodurre ma l'hanno completamente ignorato. Quest'anno, una ventina
di giorni fa, ho riprovato. Premetto che la gabbia è vicino ad una
finestra ben illuminata. Il maschio è molto vispo ed esuberante,
saltella continuamente da un trespolo all'altro, svolazza chiamando la compagna
e mostrandole parecchia attenzione imbeccandola e coccolandola in continuazione.
La femmina invece sembra aver perso completamente le forze: se ne sta accoccolata
e ferma sul trespolo vicino al nido (ogni tanto sbircia dentro ma poi lo
ignora) dorme quasi in continuazione e si muove molto lentamente aiutandosi
negli spostamenti con il becco; non mangia nemmeno più.... si fa
imbeccare dal maschio. Sembra depressa...! Da una decina di giorni oltre
al mangime consueto specifico per ondulati, ho aggiunto il pastoncino e
le vitamine nell'acqua ma la situazione non è cambiata... temo per
la sua vita! Cosa può avere?Cosa posso fare?
La ringrazio per l'attenzione che mi può dedicare e aspetto con ansia
una sua risposta in merito.
Cordiali Saluti
Rita
R
Gentile Lettrice,
l'unico consiglio concreto che io possa darle a distanza, è quello
di far visitare la sua cocorita da un medico veterinario esperto nella cura
dei piccoli volatili d'affezione. Non mi è possibile formularle una
ipotetica diagnosi, sulla scorta di pochi e generici elementi; mentre la
terapia è sempre di pertinenza esclusiva del medico veterinario.
Occorre sottoporre il volatile, con una certa urgenza, ad una visita medica
seguita da eventuali esami di laboratorio, al fine di approfondire la causa
dell'indisposizione. Se abita in prossimità di una facoltà
universitaria di medicina veterinaria, si indirizzi al servizio o istituto
di patologia aviare, dove troverà le necessarie competenze richieste
dal caso. Non perda altro tempo. Auguri!
Francesco Chieppa
Gentile Signor Chieppa,
su un libro di canarini ho letto che, la luce rossa o arancio aumenta il numero delle uova e diminuisce la fertilità dei maschi, quella gialla provoca la deposizione di un minor numero di uova ma più grosse, e quella verde o azzurra favorisce la fertilità dei maschi e l'accrescimento dei pulli. Le risultà? E poi mi chiedo, quella bianca che più comunemente credo si usi,che effetto ha? Per intenderci le lampadine a basso consumo, che fanno luce bianca, che effetto hanno?
Grazie.
R
Gentile Ornicoltore,
ma su quale testo ha letto notizie così singolari? No che non mi risulta quanto mi riferisce, nè ho mai letto nulla del genere, sui tanti testi di canaricoltura consultati.
Mi faccia cortesemente conoscere autore e titolo del libro; dovrò procurarmelo e leggerlo, così da essere aggiornato anche sugli effetti della "riproduzione in tecnicolor"!
Se poi avesse voluto solo scherzare, apprezziamo anche quello. In questa nostra odierna società, così convulsa e stressante, pillole di benevola ilarità non hanno certamente controindicazioni. Saluti.
Francesco Chieppa
Non è assolutamente uno scherzo, e poi non sono ancora purtroppo un ornicoltore, sono un ragazzo di 22 anni che ha la passione degli uccelli e la coltiverà come si deve, appena potrà farlo. Il libro è Il libro dei canarini di Giorgio Di Tizio,editoriale Olimpia.
R
Gentile Antonio,
certamente l'Autore Di Tizio, per quanto scrive a proposito dell'influenza della scala cromatica della luce sull'attività riproduttiva del canarino, si ricollega a dati sperimentali estrapolati dal comparto dell'avicoltura industriale. In quel settore zootecnico, l'illuminazione artificiale dei ricoveri riveste preminente interesse produttivo, ai fini dell'ovodeposizione durante tutto l'arco dell'anno. Circa il ricorso alla luce artificiale negli allevamenti di volatili ornamentali: è prassi consolidata utilizzare la luce bianca che riproduca più fedelmente possibile lo spettro solare. La ringrazio per l'ulteriore contributo epistolare.Mi auguro di annoverarla presto tra gli ornicoltori del nostro ambiente amatoriale! Cordialmente.
Francesco Chieppa
Sono un ingegnere civile con una grande passione per l'ornitologia ed in
particolare per i canarini.
Vorrei porle alcune domande in relazione alla prima esperienza, purtroppo
fallita, di allevamento dei canarini.
A gennaio ho acquistato una coppia di canarini (maschio Bronzo e femmina
onice rosso). La femmina ha deposto 4 uova di cui uno solo si è schiuso.
Il pullus è morto con il gozzo vuoto a distanza di un giorno e mezzo.
Domande:
Avendo avuto la sensazione, in fase di cova, che la femmina fosse contraria
(gelosa) all'avvicinamento del maschio al nido in sua assenza è possibile
che abbia trascurato di imbeccare il pullus per questo motivo?
Per la prossima cova mi conviene allontanare il maschio dopo la deposizione?
L'alimentazione che ho fornito dopo la schiusa è stata identica a
quella precedente ed in particolare costituita dalla miscela di semi, un
biscotto all'uovo ed il pastoncino.
La ringrazio in anticipo per l'aiuto che mi vorrà dare Distinti Saluti
Vincenzo D'Onofrio
R
Gentile Ingegnere,
le nidiate con un solo pullus, assai spesso sono destinate a fallire, in
quanto il nidiaceo figlio unico non è in grado di stimolare adeguatamente
le cure parentali, da parte dei riproduttori. La causa specifica del decesso
può essere di diversa origine. Il pullus può essere nato già
contaminato da germi patogeni presenti nell'uovo, oppure il temperamento
focoso ed
agressivo del maschio, può aver indotto la canarina a non uscire
dal nido, costringendola per conseguenza a non nutrirsi adeguatamente ed
imbeccare il pullus. Per escludere cause microbiche, avrebbe dovuto affidare
ad un
laboratorio di diagnostica veterinaria, il nidiaceo morto, perchè
venisse analizzato.
L'alimentazione che ha fornito è sufficientemente congrua. Si assicuri
che il pastoncino fornito per l'imbecco, sia del tipo "da allevamento".
Preferisca sempre i pastoncini secchi e li arricchisca con uova sode, in
ragione di 150 gr. di sfarinato + 1 uovo sodo intero (tuorlo ed albume).
Integri la dieta dei suoi beniamini con un complesso multivitaminico contenente
aminoacidi, nonchè dei sali minerali da addizionare al grit. Provi
la prossima covata a separare il maschio, mediante la griglia separatrice,
lasciando alla sola femmina il compito di nutrire i pullus nei primissimi
giorni di vita. Poi riunisca il maschio, che risulta
indispensabile per la fase di svezzamento. Mi auguro possa andar meglio.
Cordialmente.
Francesco Chieppa
Salve signor Chieppa,
vorrei chiederle come si può identificare il sesso dei bengalini.
Cordiali saluti
Alessandro Mariucci
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Gentile Lettore,
il Bengalino comune (Amandava amandava) è un uccellino esotico, originario
del continente asiatico che in abito invernale (fase di eclissi), non presenta
un dimorfismo sessuale particolarmente evidente. Viceversa, approssimandosi
il periodo degli amori, il maschio assume una splendida livrea color rosso-scarlatto,
punteggiata di bianco a livello di fianchi. La femmina invece conserva una
cromia di piumaggio decisamente dimessa, sul grigio-bruno. Attento a non
confondere i Bengalini, con il più comune Diamante mandarino (Taeniopygia
guttata), il cui dimorfismo sessuale nei soggetti adulti di tutte le mutazioni,
risiede essenzialmente nel colore del becco. Rosso vivo per i maschi della
specie e rosa-arancio sbiadito, nelle femmine.
Francesco Chieppa
Sono riuscito, dopo alcuni anni, a far convivere in un'unica piccola voliera
alcune specie diverse: malinois, usignolo del giappone. incardellato, diamanti
di gould. Ora ho notato che i granivori mangiano il cibo degli insettivori:
va bene ugualmente ????? Per il canto avrò risultati negativi???
Comunque sia, in un mondo così lacerato, questa coabitazione è
veramente da imitare! Auguri per tutto e Buona Pasqua.
giuseppe 52 (pino)
R
Gentile Ornitofilo,
allorchè si ponessero in coabitazione volatili di diverso regime
alimentare, è d'obbligo assortire nello stesso aviario alimenti differenti,
idonei alle singole specie ornitiche conviventi. In sostanza, come ha fatto
lei. Saranno poi gli uccelli a regolare la loro alimentazione, in relazione
alle proprie preferenze.
La coabitazione di un cantore specializzato come il Canarino Malinois, con
altre specie canterine (usignolo, "incardellato"), non è
mai particolarmente indicata, per la preservazione del canto d'origine(frutto
di predisposizione genetica e di apprendimento).
Tuttavia, questo accorgimento è valido solo per gli allevatori che
selezionino ceppi di malinois da competizione. Non credo sia il suo caso.
Le ricambio gli Auguri per la prossima Santa Pasqua, non senza ribadire
con lei che, solo l'uomo è quell'animale che arriva ad odiare ed
uccidere i propri simili; in grado di nutrire sentimenti di razzismo e discriminazione.
Come avrà potuto constatare dalla sua esperienza di ornitofilo: basta
poco invece, perchè specie biologicamente tanto diverse e tassonomicamente
distanti, convivano indisturbate in totale armonia!
Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Allevamento del Tordo
Buongiorno Sig Francesco,
il suo sito l'ho trovato cercando informazioni in internet, su come costruire
una voliera per il tordo bottaccio, e lo trovo molto simpatico. Il canto
dei canarini mi ha sorpreso e ha fatto sobbalzare tutto l'ufficio, perchè
avevo le casse alte.
Volevo chiederle se sa dove posso prendere informazioni per una buona riuscita
di una nidata in voliera del tordo bottaccio.
Quello che mi serve sono le misure della voliera, dove costruirla, la dieta
della coppia e dei nidacei.
Molto importante è sapere se è permesso dalla legge. Ho già
scritto la stessa domanda al FOI perchè avevo problemi ad aprire
il suo sito. Ringraziandola anticipatamente le auguro una buona giornata.
Graziano Annibaldi
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Sono un allevatore di turdidi , desidererei sapere come vengono alimentati
i piccoli nati i primi giorni dalla nascita.Sono privo d'esperienza e la
mortalita' è molto alta, sopratutto nei primi giorni dopo la schiusa.
Ringrazio e porgo distinti saluti.
Dario
R
Riceviamo due quesiti, da ornitofili che chiedono informazioni circa l'allevamento
dei turdidi.
Negli ultimi anni pare che un numero sempre maggiore di tesserati FOI, abbia
scoperto l'allevamento di queste specie, un tempo di esclusivo interesse
venatorio. Per rispondere nel modo più esauriente e tecnico possibile
alle domande degli amici ornitofili, abbiamo contattato un noto allevatore
italiano, specialista nell'allevamento del tordo ed anche autore di una
interessantissima monografia sull'argomento. Mi riferisco all'esperto Luca
Gorreri.
Gorreri, nel corso di una cordiale e piacevole conversazione telefonica,
è riuscito a trasmetterci la grande passione che coltiva per i turdidi,
palesando peraltro una grossa esperienza e competenza nell'allevamento di
questi passeriformi.
Secongo Gorreri, l'allevamento del tordo non presenta particolari difficoltà,
soprattutto allorchè si disponesse di riproduttori nati in cattività.
Non sono necessari grandi spazi per riprodurre la specie e, neppure è
indispensabile ricorrere a voliere munite di vegetazione interna. Il Sig.
Gorreri mi ha confessato di aver visto riprodurre con profitto i tordi,
in gabbioni della lunghezza di 120 centimetri. Secondo il nostro esperto,
il Tordo costituisce specie spartana e robusta, in grado di dare grosse
soddisfazioni al suo allevatore, con un minimo di cure.
Qualora dopo la schiusa delle uova, si rilevasse una importante mortalità
neonatale, occorrerebbe fare esaminare da un laboratorio di diagnostica
veterinaria i pullus deceduti, per poterne accertare la causa patologica
specifica. Il tordo manifesta con una certa frequenza, problemi parassitari
(macroparassiti e coccidi). Il Signor Luca, mi ha anche svelato qualche
piccolo segreto da allevatore provetto.
Se infatti il pulcino morto venisse rinvenuto all'interno del nido, potrebbe
essere stato il tordo maschio ad ucciderlo, soprattutto quando si fosse
in possesso di razzatori molto focosi e "territorialisti". Mentre
se il pullus deceduto fosse trovato fuori dal nido, allora con ogni probabilità
trattavasi di soggetto malato che mamma tordo, ossequiente alla selezione
della specie imposta da Madre Natura, avrebbe volontariamente sbalzato dal
talamo riproduttivo ed allontanato, al fine di preservare - istintivamente
- da un ipotetico contagio il resto della nidiata sana.
Circa l'alimentazione più idonea per i tordi, Gorreri mi ha lungamente
parlato dei pastoni specifici, posti oggi in commercio da varie aziende
mangimistiche specializzate, soffermandosi con dovizia di particolari, sulle
varie marche e relativi pregi. Notizie che naturalmente ometto di riferire,
non potendo fare della parziale pubblicità su "Uccelli".
Esistono anche degli alimenti pellettati idonei alla specie. Gorreri suggerisce
il seguente regime alimentare per i riproduttori: il consueto pellettato,
un pastone per tordi, con aggiunta di lombrico, camole del miele, chioccioline.
Per allevare allo stecco i pullus, si deve preparare un pastone, a base
di uno specifico prodotto per l'imbecco degli uccelli insettivori, addizionato
con un 5% di pezzetti di cuore bovino, un 5% di ortica lessa ed un pò
di mangime granulare specifico "da allevamento". Qualche camola
del miele, completerà egregiamente la dieta dei piccoli tordi, arricchendola
in succulenti apporti proteici.
Rammentiamo ai colleghi ornicoltori interessati all'allevamento del Tordo
(bottaccio e sassello), che detti volatili rientrano nel novero delle specie
protette, ai sensi della normativa italiana n° 157/'92. Pertanto, occorre
essere espressamente autorizzati alla detenzione ed allevamento di questi
passeriformi. Rivolgersi per informazioni, all'Ufficio Caccia della propria
Provincia. Gli allevamenti regolarmente autorizzati, sono tenuti all'atto
della cessione di propri soggetti, a rilasciare all'acquirente formale dichiarazione
scritta, contenente anche copia dell'autorizzazione provinciale alla detenzione
ed allevamento della specie.
Per una documentazione più approfondita circa l'allevamento del tordo,
rimando alle seguenti pubblicazioni:
Gorreri Luca - "Allevamento dei tordi comuni" - Felici Editore
Pisa ( Tel. 050/862259 ).
Esuperanzi R. - Piva M. - "I tordi del paleartico" - F.O.I. Editore
Piacenza ( Tel.0523/593403 ).
Francesco Chieppa