|
Lettere
Marzo 2006 |
| Abbandono |
| Vescica gialla in nidiacei di canarino |
| Quesiti vari |
Gent. Sig. Chieppa,
le scrivo in quanto non riesco a capire come mai dopo due o tre giorni dalla nascita, i miei canarini muoiono. L'anno scorso, ho provato a mettere nel pastoncino che preparavo ogni mattina con carote, biscotto, succo di mela del Fungilin, come mi aveva detto un amico, e sono riuscito a salvare due piccoli.
Siccome ho in questi giorni due canarine in cova, vorrei evitare che si ripresentasse lo stesso problema. So che alcuni allevatori usano deisulfamidici ( disulfan ) nel pastone. Può servire a qualcosa? L'ambiente è pulito, curo la pulizia della gabbia e degli accessori, fornisco loro verdura ben lavata e asciugata, ogni tanto metto loro nell'acqua vitamine. Non so cos'altro fare, questo problema si presenta solamente con i canarini, visto che ho diverse coppie di inseparabili e con loro nessun problema.
Cordiali saluti. Filippo
R
Gentile Filippo,
è senz'altro controproducente praticare trattamenti farmacologici "a naso", senza cioè una diagnosi precisa del "nemico" da combattere. Sono contrario ad un trattamento "preventivo" con sulfamidici, in mancanza di una diagnosi eziologica che stabilisca la reale presenza di microrganismi sensibili a questi presidi terapeutici.
Discorso a parte merita una limitata profilassi con una specialità antifungina, che - secondo la mia pluriennale esperienza di allevamento -
non sono portato a demonizzare sempre e comunque. A tal proposito la invito a leggere il seguente link di "Uccelli":
http://www.uccellibis.com/espertoagosto.htm
Le consiglio comunque di fare eseguire esami di laboratorio, su campioni di feci dei suoi riproduttori ed eventuali pulli morti, per ottenere un quadro completo ed esauriente della condizione sanitaria del suo aviario. Ci scriva ancora se crede. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Cardellini indisposti
Gent.le Sig. Chieppa,
avrei bisogno di un suo consiglio: una coppia dei miei cardellini sta male da un pò di tempo; sono appallottolati, tendono a dormire, e il loro becco è cresciuto parecchio; nonostante tutto ancora mangiano. Pensando ai coccidi, ho somministrato il baycox (1,5 ml per litro di acqua per due cicli di cinque giorni intervallati da due) e un complesso vitaminico con vitamina K. Non sembrano stare meglio. In precedenza (a inizio dicembre avevo fatto un ciclo di baytril e di fungilin). Spero che mi dia un valido consiglio su come procedere. Se possibile gradirei che il mio nome non venga pubblicato sul sito. In attesa di una sua cortese risposta e consiglio, La saluto cordialmente.
Lettera Firmata
R
Gentile Lettore,
L'approccio terapeutico da lei seguito per i suoi Cardellini sofferenti, non è corretto e certamente in grado di peggiorare il loro stato di salute.
Sostanzialmente, senza una precisa diagnosi, lei ha utilizzato - come peraltro spesso fanno molti allevatori - in successione: un farmaco antiprotozoario anticoccidico ( Baycox ), un antibiotico a largo spettro ( Baytril ), un antibiotico antifungino ( Fungilin ). Immagina quanto questa sequenza di farmaci avrà impegnato la funzione epatica e renale delle incolpevoli bestiole? I medicinali sono molecole che presentano comunque effetti collaterali per gli organismi animali, anche quando correttamente impiegati a seguito di precisa diagnosi. Ha mai pensato che la crescita eccessiva del becco potesse sottintendere una disfunzione epatica, magari da regime dietetico inadeguato e troppo ricco di grassi? Queste epatopatie si giovano spesso dell'impiego di estratti vegetali ( fitoterapia ), come il Cardo mariano ( Silybum marianum ) e, naturalmente, richiedono un'adeguata alimentazione.
Ciò premesso, la via migliore e più economica che lei possa seguire, in quanto priva di tentativi inutili e controproducenti, è certamente quella di
indirizzarsi ad un medico veterinario esperto, che possa visitare gli animali - eventualmente eseguire degli esami di laboratorio su di essi - quindi fornirle diagnosi e terapia appropriate. Cordialità.
Francesco Chieppa

Subject:Urgenza bengalina malata
Salve,
volevo domandare alcune cose sulla riproduzione dei bengalini: ne possiedo una coppia da un anno e da gennaio il maschio mi ha costretto a separarlo dalla femmina, perchè voleva sempre accoppiarsi e la femmina ne risentiva molto ed alla fine faceva un solo uovo! Quindi in questi giorni li ho rimessi insieme e il maschio subito si è accoppiato preparando il nido, ma dopo 4 giorni la femmina stava per morire, perchè non riusciva a volare e stava sul fondo della gabbia con gli occhi chiusi e tutta appollaiata senza mangiare! Cosa le può essere successo di così grave? Come posso salvarla ? Per favore, rispondetemi al più presto e ditemi cosa fare! Grazie.
Michele Derosa
R
Gentile Lettore,
l'unica soluzione valida che possa suggerirle, è di far visitare urgentemente il suo uccellino da un medico veterinario esperto. Il malessere concomitante l'avvio della riproduzione, in una femmina fa pensare alla ritenzione dell'uovo, se non addirittura ad una ovoperitonite. Ci faccia sapere.
Francesco Chieppa
Subject:Vescica gialla in nidiacei di canarino
Salve,
sono molto preoccupata per due piccoli di canarini nati domenica 26 Marzo: stanno crescendo a vista d'occhio, perchè la madre li accudisce bene ( mentre il padre è stato separato perchè molto aggressivo nei confronti dei due piccoli ). Quello che mi preoccupa è una vescica gialla molto grande che hanno sul collo ( uno dei due in particolare ne ha una enorme come si vede in foto ): cos'è e cosa devo fare per salvarli? Grazie. Antonella Maizza
R
Gentile Lettrice,
anche se le foto non sempre consentono di apprezzare correttamente i particolari, ciò che chiama "vescica gialla" altro non è che il gozzo ricolmo di alimento rigurgitato da mamma canarina. In sostanza un reperto del tutto normale, incoraggiante e causa diretta dell'ottimo accrescimento che i suoi pulcini di canarino stanno manifestando. Il gozzo è in sostanza una dilatazione sacciforme dell'esofago, evidente dall'esterno in fase di replezione alimentare, nei pulli implumi. In quest'organo - che quasi tutte le specie di volatili posseggono - stazionano gli alimenti ingeriti e vi subiscono una prima macerazione salivare, per poi riprendere il transito attraverso l'esofago e giungere in proventricolo ( stomaco ghiandolare ). Nel gozzo o ingluvie, non avvengono processi digestivi veri e propri, anche se inizia la demolizione degli amidi ad opera dell'amilasi salivare. Cordialità. Francesco Chieppa

Subject:Quesiti vari
Caro Signor Chieppa,
sono Adriano dalla provincia di Ragusa e nuovamente la disturbo con le mie domande.
1) Fra poco inizia la tanto attesa stagione cove, ma io le volevo chiedere aiuto per un problemino: io mi devo assentare dal 19 aprile fino al 25 aprile e mi chiedevo se sia possibile far fare la prima cova ai miei canarini, prima della mia partenza ( gli uccelli sono alloggiati all'interno, con luce naturale ) o iniziare la stagione cove al mio rientro. Io avevo pensato che applicando il nido intorno al 10 Marzo, alla mia partenza avrei dei canarini di 14/15 gg. e quindi messi con il solo padre, per evitare che la femmina li spiumi per procedere ad una seconda covata. Cosa mi consigla?
2) Durante l'imbecco dei pulli, come lei suggerisce, si deve somministrare un pastoncino secco da allevamento (17% di proteine) integrato con un uovo sodo ogni 100/150 gr di sfarinato. Io purtroppo ho trovato il pastoncino secco San Michele con il 14.50 %di proteine; ora quanto uovo devo integrare per raggiungere la giusta quantità di proteine?
Questo pastoncino deve essere conservato in frigorifero o lasciato a temperatura ambiente? Per quanto tempo può essere lasciato a disposizione in gabbia, e quindi quante volte al giorno deve essere somministrato?
Quando si inizia a somministrarlo, durante la fase di ovodeposizione o anche prima?
3) Infine l'ultima domanda: durante la fase di imbecco dei pullus, il grit marino deve essere tolto o può restare a disposizione dei riproduttori?
Grazie in anticipo della sua preziosa risposta e tanti saluti.
Adriano - Ragusa
R
Gentile Lettore,
vengo a rispondere ai suoi quesiti.
1) L'ipotesi che formula mi sembra ottima. Lasciare i pulli con il padre, mentre a debita distanza la femmina attenderà qualche giorno il suo rientro e quindi il servizio del maschio, è una soluzione tecnicamente praticabile. Elimini il nido alla canarina, per fornirlo nuovamente al suo ritorno.
2) Un pastoncino da allevamento con un tenore protidico del 14,50% ( proteina greggia ), andrà bene ugualmente. Integri 150gr. di questo sfarinato secco con un uovo sodo intero e vi aggiunga 1 gr. di alga Spirulina in polvere, ottimo integratore proteico e vitaminico.
Una volta integrato, il pastoncino va conservato in frigorifero per un tempo massimo di 3 - 4 gg. . Se confezionato in dosi monouso, può essere congelato e conservato assai a lungo. L'alimento è deteriorabile e va lasciato in gabbia non oltre le 12 ore. Nelle torride giornate tardoprimaverili, anche meno. Questo pastoncino va usato durante tutta la riproduzione, riducendo le somministrazioni nella fase di incubazione delle uova, allorchè il maschio non fosse impegnato nel divezzamento di pulli della precedente cova.
3) Io lascio sempre a disposizione delle coppie di canarini il grit, senza rilevare inconvenienti.