Subject: 2 coppie di mandarini nella stessa gabbia
Ciao, volevo sapere se potevo mettere 2 coppie all'interno di
un gabbia abbastanza grossa soprottutto alta (i dati più o meno saranno
questi: h.60cm lunghezza 40-50cm. e larghezza 30cm.)
logicamente metterò 2 nidi per la riproduzione e li terrò in casa...
allora si può fare? o sorgerebbero litigi e non si accoppierebbero?
R
Gentile Lettore,
teoricamente la gabbia, per dimensioni, potrebbe anche alloggiare due coppie
del minuto Diamante mandarino (Taeniopygia castanotis), tuttavia l'allevamento
in colonia - da lei prospettato - come già altre volte ho avuto modo
di puntualizzare, non costituisce un metodo ottimale, per ottenere congrui successi
riproduttivi con i propri uccellini. Le coppie infatti assai spesso finiscono
per disturbarsi a vicenda. Le femmine spesso si scambiano i nidi, ed i maschi
possono ingaggiare delle piccole dispute che, sebbene non provochino grossi
danni fisici ai contendenti, arrecano certamente disturbo alla quiete delle
chiocce. Quindi, privilegi decisamente la riproduzione di singole coppie per
gabbia. Auguri!
Francesco Chieppa
Gentile sig. Francesco, mi chiamo Elisabetta e allevo pappagallini ondulati
da anni.
Ultimamente si sono verificati dei problemi: mi nascono sempre più piccoli!
Più o meno sono la metà di quanto dovrebbero essere, vista la
loro razza. Come mai?
Il negoziante di pappagalli mi dice che mi diventeranno piccoli come bengalini,
cioè le covate successive saranno sempre più piccole!
Non posso dividere le coppie perchè sono molto "affiatate".
Le coppie non sono formate tra parenti.
Mi saprebbe dare una spiegazione?
La ringrazio in anticipo per la sua disponibilità.
Cordiali saluti. (Lettera firmata)
R
Gentile Signora,
la sua cortese lettera, non mi fornisce tutti gli elementi indispensabili, per
avanzare una ipotesi attendibile del fenomeno che investe le nidiate dei suoi
pappagallini ondulati. Ad esempio: non mi specifica quante covate l'anno è
solita fare effettuare ai suoi beniamini piumati. Se registra mortalità
di pullus e/o adulti, o comunque sintomi di malattia. Nè mi esplicita
il tipo di dieta e di integrazione vitaminico-minerale che somministra loro.
Mi scrive viceversa che le coppie assortite, non sono tra loro consanguinee.
A questo punto, ritengo poter genericamente classificare quanto da lei osservato,
come: "Sindrome da arresto della crescita". Le cause di tale fenomeno,
riportato su vari testi di ornitopatologia, sarebbero da ricercare in una alimentazione
carente, infezioni batteriche e/o micotiche, o in un inadeguato microclima dei
locali di allevamento.
Specificatamente, negli psittacidi, potrebbero essere invocate anche cause virali.
Il Poliomavirus ed il virus della Psittacine Beak and Feather Diseade (PBFD)
potrebbero essere causa di stentata crescita nei giovani, unitamente ad altri
gravi ed evidenti sintomi.
Le consiglio pertanto, qualora l'inconveniente dovesse persistere, di indirizzarsi ad un medico veterinario esperto di clinica degli uccelli ornamentali, per gli esami del caso direttamente sui volatili. Ci tenga informati. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Egregio sig. Francesco,
ho sempre desiderato avere e magari allevare canarini, finalmente ad una mostra
mi sono deciso di acquistarne una coppia. Purtroppo non essendo un esperto,
non riesco a classificarne il colore di ciascuno; sicuramente sono dei bruni,
ma sul colore preciso ho abbastanza confusione. Dalle foto che le invio potrebbe
aiutarmi a classificarli? (Lettera firmata)- Chieti
R
Gent.mo Lettore
dalle foto che mi invia, non riesco ad apprezzare di che tipo di Canarini di
Colore si tratti. Si intravede un bruno - mi sembra - anche un ardesia, ma non
vorrei sbagliare. Pertanto: avrò certamente piacere di aiutarla a classificare
i suoi nuovi acquisti, tuttavia dovrebbe realizzare delle foto di essi, fuori
dalla gabbia. li tenga in mano per le zampine e fotografi il dorso. Quindi,
tenendoli per il dorso, scatti a livello di petto-addome.
Possibilmente, mi invii delle foto sufficientemente ravvicinate dei soggetti. Su questi scatti, potrò più convenientemente capire con precisione, di che canarini si tratta. Resto in attesa. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Buongiorno,
Ho avuto il suo indirizzo dal mio amico che le scrive quando ha dei problemi.
Ho una coppia di diamanti mandarini con 4 piccoli di 2 settimane. Sono alla
mia prima esperienza e, vorrei avere notizie più dettagliate riguardo
a questi piccoli uccelli, di quante ne abbia trovate io navigando su Internet
(da principiante). Lei potrebbe indicarmi qualche sito?
E' vero che i piccoli maschi devono essere separati dalle femmine quando raggiungono
i due mesi di vita? Devono essere separati anche dai genitori? La ringrazio
in anticipo.
Terry
R
Gentile Amica,
per ottenere notizie dettagliate circa siti Internet e pubblicazioni concernenti
il Diamante mandarino, le consiglio - oltre le consuete ricerche sui maggiori
motori della rete - di indirizzarsi al "Club dell'Esotico" - Via Sottofiume,
20 - 48112 Bagnocavallo (RA) - Tel. 0545/62574.
Anche l'abbonamento alla rivista mensile "Uccelli" (sito web: http://www.uccellibis.com
), potrà consentirle periodicamente di
approfondire i diversi aspetti, inerenti l'allevamento di questo simpatico uccellino
esotico.
I pullus di Diamante mandarino svezzati ed autosufficienti, è sempre
bene separarli dagli adulti. La separazione per sessi, è consigliata
durante la fase di accrescimento dei novelli che precede la formazione delle
coppie.
Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Richiesta informazioni
Salve Sig. Chieppa
da bambino mi sono appassionato a quei bellissimi animali che sono i canarini
e, da poco tempo ne ho acquistato per la prima volta una coppia di rosso intensi.
Ho avuto modo di notare che il colore adesso tende a perdersi un pò sulle
ali e, chiedendo
a qualcuno, mi hanno risposto che addirittura tale razza deve essere per così
dire " aiutata " a mantenere il colore mediante pigmentanti. Ora mi
chiedevo se poteva suggerirmi qualche soluzione da poter inserire alla loro
alimentazione, al fine di evitare questo problema e soprattuto come dovrò
comportarmi nel periodo pre e dopo cova.
La ringrazio infinitamente e le invio i miei più cordiali saluti. (Lettera
firmata)
R
Gentile Signore,
la colorazione rosso-arancio dei canarini che un tempo venivano definiti: "a
fattore rosso", è frutto di una particolare alimentazione pigmentante,
a base di carotenoidi di sintesi ( betacarotene, carofil rosso, cantaxantina,
ecc.) in volatili geneticamente predisposti. Questi canarini dalla particolare
ed attraente livrea rosso-arancio, sono infatti il frutto di una pregressa ibridazione
- avvenuta a partire dalla fine del 1800 - con un esotico sudamericano dal piumaggio
rosso scarlatto: il Cardinalino del Venezuela (Spinus cucullatus) che ha consentito
al canarino transgenico di derivazione, di acquisire i geni parentali dell'esotico
sudamericano, capaci di fissare nel piumaggio del pennuto, i carotenoidi contenuti
nella sua dieta.
La colorazione può essere praticata già dalla nascita dei pullus
ed in tal caso, si ottengono canarini interamente pigmentati. Viceversa, somministrando
il pastone colorante durante la sola muta del piumaggio, si avranno canarini
rossi, con remiganti e timoniere più o meno bianche. Qualunque metodo
di pigmentazione si adotti, esso va sospeso al termine della muta, o subito
dopo le mostre ornitologiche, per i volatili da competizione. In quanto la colorazione
artificiale, non è totalmente esente da effetti collaterali. I coloranti
assimilati a livello intestinale, impegnano la funzione epatica. Per questo
motivo si consiglia durante la fase di colorazione, la somministrazione di preparati
epatoprotettori, a base di vitamine del gruppo B, colina ed inositolo. Le sconsiglio
vivamente di reiterare l'alimentazione pigmentante agli adulti, se non durante
la muta stagionale del piumaggio, limitatamente ai primi due/tre anni di vita
dei volatili e con le predette precauzioni. Potrà viceversa puntare a
ravvivare in modo naturale la colorazione dei suoi canarini rossi, integrando
il loro pastoncino con della carota grattugiata.
Francesco Chieppa
Subject: Richiesta informazioni (II)
Egr. sig Chieppa
la ringrazio vivamente per le notizie che mi ha fornito e con l'occasione mi
permetto di chiederle un ulteriore chiarimento.
Poichè come mi spiegava la colorazione può essere effettuata già
dalla nascita,posso integrare la nutrizione della madre con pastoncino rosso
già qualche settimana prima della schiusa?
E soprattutto c'è qualche prodotto particolare in commercio da utilizzare
come integrativo allo stesso pastoncino rosso?
La ringrazio e le porgo i miei più cordiali saluti. (Lettera firmata)
R
Gentile Lettore,
la colorazione dei pullus in nido, va praticata dal primo giorno di vita dei
nidiacei. Somministrare in precedenza alimenti pigmentanti alla chioccia impegnata
nella cova delle uova, non avrebbe alcun senso, poichè è l'imbecco
con il pastoncino addizionato di carotenoidi di sintesi che conferisce la colorazione
desiderata, ai giovani canarini a fattore rosso.
Sono in commercio miscele già dosate di coloranti, da aggiungere al pastone
da imbecco. Chieda ragguagli al suo fornitore di fiducia. La carota - fonte
di caroteni naturali e di vitamine - potrà essere convenientemente addizionata
al pastoncino pigmentante. Cordialmente.
Francesco Chieppa
La ringrazio per il suo interessamento e colgo l'occasione per descriverle
meglio la situazione dei miei pappagallini.
All'inizio avevo 2 pappagalli ma il maschio morì di tumore.
La femmina, un'albina di razza, è diventata pazza: si strappava le piume
e picchiava contro la gabbia.
Le comprai un maschio giallo e grigio e lei guarì subito, tanto che mi
fecero una decina di covate: tutti gialli e grigi come il maschio. Due dei trenta
figli, nacquero con ali corte e senza coda.
Il maschio mi volò via, così comprai un altro maschio per lei.
Fecero una sola covata, perchè lei scappò.
Il papà ha cresciuto i figli, ancora spiumati, da solo e si è
accoppiato con la figlia, da cui nacquero circa 2 pappagalli senza ali in ogni
covata che fecero.
Così la diedi via e presi un'altra femmina per lui.
Poi, per fare nuove covate, cambiai altri pappagalli con alcuni di una mia vicina,
visto che tra parenti nascevano male,
Attualmente ho 4 coppie più diversi figli.
C'è chi mi fa 6 covate/l'anno, chi 4 ecc.
Li ho appena misurati tutti.
Prima coppia: entrambi lunghi 20cm x 10,5 di circonferenza petto.
Da loro mi nascono da 18 a 20cm di lunghezza x 9 o 10cm di petto.
Seconda coppia: lui è di 21x11 lei 19x10.
I figli nascono dai 17 ai 20cm di lunghezza e da 8,5 a 10cm di petto.
Terza coppia: lui 21x10,5 lei 19x10.
I figli nascono dai 17 ai 19cm di lunghezza e da 8,5 9,5 di petto.
Quarta coppia: lui 21x10,5 lei 20x9,5.
I figli nascono dai 18 ai 20cm con circonferenza da 9 a 10cm.
Una volta mi si è accopppiata una di 18x9,5 con uno di 21x10:
i figli vennero dai 16 ai 18cm di lunghezza e da 7,5 a 9,5 di petto circa.
Ovviamente ho disfatto la coppia.
Come mai succede?
Dicono che è una questione di selezione.
Da quest'ultima coppia sono morti diversi pullus.
Mangiano parecchio...oltre ai loro semi, biscotti e ossa di seppia, mangiano:
mele, fiocchi d'avena, arance, crackers salati, erba medica, lattuga e cocomero.
Dipende comunque dalla stagione.
Una di loro è appena guarita dalla rogna del becco che, caso strano, aveva attaccato solo a quelli con le ali corte (che non ho più) nonostante la vicinanza di tutti i pappagalli.
Non so se queste informazioni possano esserle utili per capire meglio il problema, se è così avrei di nuovo piacere di avere un suo consiglio o opinione.
Per adesso la ringrazio e la saluto. (Lettera firmata)
R
Gentile Signora,
da quanto mi espone in questa sua ulteriore cortese missiva, ho motivo di sospettare
che i suoi pappagallini siano affetti da una malattia virale. I sintomi da lei
riferiti, possono infatti essere ricondotti alla "Budgerigar Fledgling
Disease" (BFD) del Pappagallino Ondulato, affezione da Poliomavirus e/o
ad una virosi da Circovirus,
la: Psittacine Beak and Feather Disease (PBFD). A questo punto, deve rivolgersi
fiduciosa ad un medico veterinario esperto di clinica degli psittacidi o, in
alternativa, all'istituto o servizio di Patologia Aviare della facoltà
universitaria di medicina veterinaria a lei più prossima, per gli esami
diagnostici del caso ed eventuali terapie e/o profilassi.
Il particolare della rogna che ha contagiato solo le cocorite a piumaggio distrofico
ed incompleto, non è casuale. Il secondo dei virus che le ho menzionato,
agente della PBFD, determinando necrosi del Timo e della Borsa di Fabrizio -
importanti organi del sistema linfatico degli uccelli - induce immunodepressione.
E' quindi normale che un pappagallo affetto da PBFD, così come peraltro
da altre virosi, vada soggetto a patologie infettive e parassitarie opportuniste.
Le faccio inoltre notare che le coppie di uccellini di affezione, non dovrebbero mai effettuare annualmente più di tre covate, se si ha a cuore la salute di riproduttori e relativi pullus. Ci faccia sapere. Auguri!
Francesco Chieppa
Egr. Sig. Chieppa,
ho ascoltato i suoi consigli e ho posto i miei canarini in luogo adatto e in
gabbie adatte, tenendo separati i maschi dalle femmine mediante divisorio schermato.
Tutto è andato bene fino a qualche giorno fa, quando una delle femmine
ha iniziato a litigare furiosamente con la compagna impedendole di mangiare,
di bere, di dormire sul posatoio. Ho pensato allora che la
canarina desiderasse un maschio per accoppiarsi e le ho proposto uno per uno
i maschi di cui dispongo. Il risultato è stato il medesimo: neppure i
partner dell'altro sesso hanno potuto mangiare e riposare in tranquillità
e la litigiosa bestiola strappa le penne ai suoi compagni inducendoli a penose
grida. Ora ho isolato la bellicosa femmina e questa pigola disperatamente
per tutto il giorno, mostrando di non gradire la solitudine.
Le chiedo dunque, come devo comportarmi? C'è forse qualcosa che potrebbe
mancarle? Quando potrò provare nuovamente a reinserirla nel gruppo?
La ringrazio sentitamente delle utili informazioni che vorrà fornirmi
e La saluto cordialmente. (Lettera firmata)
R
Gentile Signora,
è molto probabile che il cambiamento di ambiente e - presumo - fotoperiodo,
abbia procurato ai suoi volatili una plausibile, transitoria fase di stess,
di cui ha maggiormente risentito la canarina oggetto della sua missiva. La mantenga
momentaneamente isolata e, quando le sembrerà docile ed ambientata, riprovi
a reinserirla nel gruppo delle femmine, facendo in modo che ad esse
venga riservato un contenitore sufficientemente spazioso. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Ho acquistato sabato scorso una coppia di bengalini.
Dopo 2 giorni lui ha iniziato a starsene in disparte con le penne tutte arruffate.
Lei lo tormenta, lo pizzica, lo sprona, lui torna in se mangia, beve, due salti
poi torna quello di prima.
Inoltre da un paio di giorni mette la testa nascosta dietro tra le piume.
Da qualche giorno gli sto dando un antibiotico ma ancora non si vedono risultati.
E' la mia prima esperienza e devo dire che non è cominciata proprio come
pensavo.
Devo continuare con l'antibiotico, consigliato dalla ragazza del negozio, puo'
essere dannoso per la femmina, cosa devo fare?
La ringrazio e la saluto.Simona
R
Gentile Simona,
indubbiamente, dai sintomi che mi descrive, il suo uccellino non dev'essere
in gran forma! Tuttavia, non è possibile stabilire con certezza di che
affezione possa trattarsi, senza ulteriori notizie ed approfondimenti sull'effettivo
stato di salute del volatile. Somministrare un farmaco antibiotico, potrebbe
essere utile o meno. Così come anche la scelta dell'antibiotico, andrebbe
ponderata in relazione alla natura e sensibilità specifica di eventuali
batteri che l'alato avesse contratto. Le consiglierei pertanto - com'è
mia abitudine in circostanze del genere - di indirizzarsi con sollecitudine
ad un medico veterinario per piccoli animali, esperto nella cura dei volatili
d'affezione. Anche gli uccellini sono infatti creature meritevoli di assistenza
medico-veterinaria, quando indisposti ed in pericolo di vita e, di ciò
ne dovrebbero sempre tener conto, tutti coloro che decidessero di concedersi
l'allegra vicinanza di un pennuto da gabbia. Auguri!
Francesco Chieppa
Egr. Sig. Chieppa,
amici che conoscono la mia passione per gli uccellini mi hanno regalato quattro
bengalini che, a detta loro, dovrebbero essere due coppie. Ho sistemato gli
uccellini tutti insieme in una piccola gabbia e mi sembra che convivano pacificamente.
Poco o nulla conosco di questi piccoli esserini e, per questo motivo, ho messo
loro a disposizione di tutto: pastoncino, miscela di semi per esotici, frutta
e verdura di tanto in tanto, osso di seppia, biscotto,... ma mi sembra che loro
ignorino tutto; mangiano solo i semi e mi pare che stiano sempre lì a
ruspare scegliendo non so quali semi rispetto ad altri.
Le chiedo allora quale deve essere l'alimentazione giusta. Vorrei inoltre sapere
se posso tenere insieme gli uccellini anche per la riproduzione o devo necessariamente
dividerli in due coppie.
La ringrazio di quanto vorrà consigliarmi e Le pordo cordiali saluti.
(Lettera firmata)
R
Gentile Signora,
il Bengalino (Amandava amandava) è un piccolo ploceide asiatico, abbastanza
comune come uccellino da gabbia, anche se spesso confuso con il più popolare
Diamante mandarino (Taeniopygia guttata). Il regime alimentare che ha messo
a disposizione delle bestiole, mi sembra congruo. Se i volatili mostrano di
non gradire il pastoncino per uccelli esotici, o il biscottino, è perchè
non sono stati abituati a cibarsi di questi alimenti, sin dallo svezzamento.
Vedrà che prima o poi si abitueranno a consumarli.
La riproduzione in colonia è possibile, seppure il più delle volte non consenta di ottenere risultati particolarmente favorevoli, poichè gli uccelli posti in coabitazione, finiscono per disturbarsi a vicenda. Cordiali saluti.
Francesco Chieppa
Salve sono un neo allevatore e volevo porgerle 2 domande :
1)leggevo sulla rivista Uccelli di un pastoncino medicato da lei consigliato
ad un altro allevatore ed avendo anche io una grande moria di pullus mi piacerebbe
conoscere la sua ricetta.
2)come posso fare i semi germinati ? Non conosco il metodo.Un grazie da subito
anche solo x il disturbo di averle arrecato
con questa. Alfiero
R
Gentile Lettore,
troverà dettagliate informazioni relative al suo primo quesito, consultando
il sito internet della rivista "Uccelli" www.uccellibis.com (Rubrica
"L'esperto risponde" - quesiti del mese di Agosto 2003 - lettera postata
da Gennaro: "Informazioni").
Circa i semi germinati: benchè io sia decisamente contrario a questo particolare tipo di alimento, frequentemente veicolo di affezioni micotiche e/o batteriche nei nostri uccellini, in sostanza si utilizzano per la bisogna, miscele di semi preconfezionate o di proprio assortimento varietale, costituite da grani di recente raccolto, in grado di germinare in ambiente umido. Si lavano accuratamente i semi con l'ausilio di un colino e li si ripone in un recipiente contenente un fondo di acqua, così da garantire una costante umidità, indispensabile al processo di germinazione. Più volte al giorno occorre risciacquare i semi e rinnovare il liquido di governo, onde scongiurare la formazione di muffe e, trascorse 48 ore di permanenza in ambiente umido, i semi son pronti per essere serviti ai volatili, per solito mescolandoli al pastoncino sfarinato secco d'allevamento.
Alcuni allevatori addizionano ai semi in germinazione, sostanze antifungine-antibatteriche, disponibili in specifici prodotti del commercio. Altri utilizzano all'uopo, speciali germinatoi di plastica. Una alternativa ai semi germinati sono i semi ammollati, per i quali il processo di ammollo viene limitato a sole 24 ore. Tuttavia gli inconvenienti che questo tipo di alimento può provocare, sono frequenti per tutte due le tipologie e, sostanzialmente riconducibili alla possibilità di trasmissione di tossinfezioni alimentari, di origine batterica e micotica. Mi creda, il gioco non vale decisamente la proverbiale candela! Auguri.
Francesco Chieppa
Gentile sig. Chieppa,
sono un abbonato di "Uccelli", nonché allevatore dilettante,
avrei da porle un paio di quesiti ma prima una breve premessa: qualche giorno
fa ho notato presso un'uccelleria alcuni uccelli di circa 25 cm di taglia, colore
nero, con un robusto becco giallo (anche le zampe) e sul groppone una macchia
rosso sangue (dà proprio l'idea di una ferita con il sangue che sgocciola
sul piumaggio), hanno la sagoma di un merlo indiano in miniatura, il venditore
non mi ha saputo dare notizie né riguardo il nome né riguardo
il dimorfismo sessuale (di certo non evidente), guardandoli attentamente ho
notato che mentre alcuni erano totalmente neri, altri avevano delle piumette
con impercettibili sfumature più chiare, oltre che alcune piccole
differenze nella fisionomia, nell'atteggiamento da ciò ho stabilito che
trattavasi di una coppia (presentavano anche differenze a livello della cloaca),
così li ho acquistati e portati a casa dove li ho alloggiati in una voliera
alberata di circa 60 metri cubi in compagnia di una coppia di bulbul dal ventre
rosso e alcune coppie di tessitori africani di piccola taglia, qui hanno sempre
a disposizione pastone per insettivori, semi per esotici, frutta e bacche di
stagione, erbe prative e tanti insetti di passaggio e per fortuna non hanno
contrasti con i nuovi "coinquilini", almeno per il momento!
Bene, arrivo al punto:
1) A che specie appartengono? gli unici uccelli a cui assomigliano sono i barbuti
ma non ho trovato notizie circa l'esistenza di barbuti con quel colore e in
più non presentano le piumette a vibrissa caratteristiche di questi ultimi.
2) Possono svernare all'aperto nella voliera che è chiusa da tre lati
con pannelli di plastica tipo serra?
3) Infine vorrei avere qualche notizia circa la loro riproduzione.
Resto in attesa di una sua cortese risposta, la ringrazio e la saluto cordialmente.
(Lettera firmata)
R
Gentile Ornitofilo,
potrebbe inviarci - tramite la rete - delle foto a colori degli uccelli che
ci descrive? Restiamo in attesa.
Francesco Chieppa
Gentile Francesco,
Le scrivo perchè vorrei un consiglio su un mio canarino che sta malissimo
e che non riesco in nessun modo a curare. Il problema è insorto mentre
la mia colonia di canarini era ospite a casa dei miei genitori per un periodo
di tempo a causa di una mia assenza. Il fatto è questo: quando sono tornata
mi sono accorta che un canarino ha il gozzo molto gonfio e duro. Ho guardato
su un libro che ho a casa (di Vittorio Menassé) e si parlava di sovraccarico
ingluviale. Consigliava di far bere alla bestiola alcune gocce di olio tiepido
e di massaggiare il gozzo. Niente da fare. Il gozzo è durissimo e non
sembra sciogliersi. Il canarino dimagrisce e assume la classica posizione da
malato.
Mi aiuti, per piacere. Grazie mille. Alessandra
R
Gentile Dott.ssa,
il caso clinico che mi espone si presterebbe a differenti interpretazioni. Potrebbe
trattarsi di una ingluvite (infiammazione della mucosa del gozzo) di origine
batterica e/o micotica, causa di ristagno degli alimenti nell'organo. Ma anche
della presenza nell'ingluvie, di corpi estranei o neoformazioni che ostacolano
il regolare transito delle ingesta e la corretta attività meccanica dell'organo.
Potrebbe ancora essere chiamata in causa una atonia della parete del viscere,
di natura neuromuscolare.
Dal momento che la somministrazione di alcune gocce di olio tiepido, a scopo
lubrificante, non ha sortito alcun effetto, la inviterei a rivolgersi con una
certa tempestività ad un medico veterinario per piccoli animali, in grado
di praticare eventualmente al suo canarino, un cateterismo dell'ingluvie sovraccarico,
atto a svuotare l'organo del contenuto accumulato: causa di fermentazioni con
produzione di gas e contaminazione microbica. Il professionista potrà
quindi somministrare al volatile antibiotici ed antimicotici che ritenesse indicati
al caso specifico ed eventualmente, sottoporlo ad esami radiografici.
Infiniti auguri!
Francesco Chieppa
Salve Francesco,
mi ha fatto molto piacere incontrarti di persona a Reggio Emilia - seppur nella
confusione della mostra scambio (mi sono presentato a te assieme al mio amico
Pierluigi).
Colgo l'occasione per chiederti un consiglio dall'alto della tua esperienza:
ho un canarino che da qualche settimana ha assunto una forma "a palla"
pur continuando a respirare bene, mangiare, volare ecc. (anche le feci sono
normali).
Potresti essere così gentile da fornirmi qualche chiave di lettura per
questo malessere apparente? Ho pensato a somminstrare un complesso vitaminico
(tipo Supradyn) e/o a spruzzare del Neo-Foractil pensando a un'infezione da
parassiti (cosa finora mai verificatasi nel mio piccolo allevamento).
Ti ringrazio in anticipo per l'attenzione e ti faccio i complimenti per i tuoi
splendidi soggetti. Se in futuro avrò più spazio e tempo, mi farebbe
piacere acquisire dal tuo allevamento qualche soggetto nero a fattore giallo/bianco.
Cari saluti, (Lettera firmata)
ps: parteciperai/assisterai al Campionato Mondiale di Losanna?
R
Caro Gennaro,
ti ringrazio per i complimenti e ti assicuro che conoscere voi frequentatori
del sito/forum "Verdi & Ardesia" è stato per me un vero,
grande piacere!
Circa il quesito che mi poni. Gli uccelli gonfiano il piumaggio, come fisiologica difesa dal freddo e per limitare la dispersione termica. In questo modo, imprigionano aria tiepida (a temperatura corporea) tra le piume e, questo dispositivo funge da termocoibenza, limitando il contatto cutaneo con l'aria fredda e riducendo le perdite di calore dalla superficie del corpo. Il contrario avviene in ambiente afoso, allorchè il piumaggio è mantenuto ben aderente al corpo e le ali discostate dalla gabbia toracica, al fine di favorire il transito dell'aria fredda lungo la superficie corporea, in funzione di termodispersione. Nella difesa dal caldo, la caratteristica polipnea termica tipica degli uccelli, contribuisce in modo determinante a mantenere l'omeotermia (temperatura costante) del volatile.
Ciò premesso, occorre tuttavia puntualizzare che a volte l'aspetto "impallato" dei nostri volatili, può essere sintomo di malessere generale. Occorre valutare in questo caso se il soggetto mangia o meno, come si presentano le sue feci, se manifesta sintomi di patologia respiratoria e, soprattutto, in che stato di nutrizione esso versa, poichè vi sono alcune patologie infettive e parassitarie intestinali, ad andamento cronico, che comportano un imponente dimagrimento del pennuto (tra tutte, mi piace citarne una relativamente frequente: la Proventricolite da megabatterio ) A questo punto che fare? Nel caso il volatile presentasse un imponente dimagrimento e si presumesse possa aver mangiato alimenti poco freschi, lasciati troppo a lungo in gabbia e possibili fonti di contaminazioni fungine, io sono solito praticare un trattamento nell'acqua di bevanda, con Amfotericina B (Fungilin sciroppo Squibb - uso umano) in ragione di un paio di gocce di sciroppo/60-70ml. di acqua di bevanda. Qualora si sospettasse viceversa una infezione batterica, allora si può utilizzare un antibiotico della famiglia dei Chinoloni (Ciproxin - compresse da 250 mg. - uso umano) in ragione di una compressa/litro d'acqua. In entrambi i casi, i trattamenti vanno protratti per almeno 5 gg., non sospendendo la terapia ai primi segni di apparente miglioramento del volatile.
Questa volta Gennaro, ho voluto fornirti dei suggerimenti pratici di terapia, contrariamente a quanto sono solito fare in rubrica. Tuttavia tenete bene a mente ragazzi che, il "fai da te" è un sistema molto molto pericoloso, nonchè dispendioso. Anche i nostri uccellini infatti, quando indisposti, andrebbero portati dal medico veterinario per visita clinica, accertamenti di laboratorio, diagnosi e relative terapie. Tantissimi di voi - soliti postare nella mia rubrica che viene pubblicata online e sul periodico mensile "Uccelli" - mi scrivono di non riuscire a reperire medici veterinari, disposti a curare i loro beniamini piumati. Questa è indubbiamente una incontrovertibile realtà, in quanto le nostre facoltà di medicina veterinaria non contemplano nei loro piani di studio, specifiche materie inerenti la clinica dei piccoli uccelli da affezione e, lo stesso corso di patologia aviare, è tutto incentrato sulla avicoltura industriale da reddito e la cura dei volatili da cortile. Pertanto, chi avesse passione per questa branca emergente della medicina aviare e dei piccoli animali d'affezione, è costretto ad arrangiarsi come può, magari mettendosi ad allevare per sperimentare in proprio diagnosi e terapie! Speriamo che questa situazione - che tra l'altro penalizza anche me, ancora studente di medicina veterinaria, oltre che ornicoltore - possa presto cambiare, permettendo alle nuove leve di dedicarsi con profitto anche a questo nuovo settore professionale della medicina dei pet, facendo fronte ad una specifica richiesta di prestazioni professionali, in progressiva crescita.
Circa il Campionato del Mondo di Losanna, molto probabilmente andrò a visitarlo, ma non credo proprio di esporre lì miei soggetti. Con il prossimo Campionato Italiano a Bari, in dicembre 2004, noi pugliesi abbiamo bisogno quest'anno di anticipare le cove e di non rischiare i nostri pezzi migliori, al fine di concretizzare una produzione 2004 che non faccia sfigurare in casa, i colori della nostra gloriosa e pluripremiata AOP-Bari. Saluti.
Francesco Chieppa
Un canarino manifesta segni di insofferenza all'anellino foi, tiene su la zampa.Non posso andare dal veterinario prima di domani mattina e spero sia capace di intervenire ,altrimenti ,posso tentare io con forbicine da unghie? disinfetto la zampina? se vuoi ti do il mio telefono (.......). Il canarino è quello acquistato in mostra. Ciao. Mariella
R
Ciao Mariella,
occorre intervenire tranciando l'anellino di alluminio, solo se la zampina del
volatile si presentasse edematosa e l'anellino costituisse un elemento di costrizione,
tale da ostacolare la circolazione sanguigna dell'arto, con il concreto pericolo
che questi possa andare in necrosi. In tutti gli altri casi per solito, il trattamento
topico con una pomata contenente un blando cortisonico per uso umano, permette
di alleviare la sensazione di prurito e bruciore, unitamente all'irritazione
locale, causa di insofferenza della bestiola, al contrassegno metallico inamovibile.
Mai tentare di liberare l'uccellino dall'anellino, utilizzando delle comuni
forbicine da unghie!!! Si rischierebbe solo di fratturare l'esile arto del pennuto.
L'anellino può infatti essere convenientemente rimosso, solo avvalendosi
di speciali cesoie trincia-anellino.
Saluti. Francesco Chieppa
Subject: Becco anomalo canarina a fattore rosso.
Egregio signor Chieppa, Le scrivo da Palermo.
Proprio un mese fa ho acquistato una canarina brinata, a fattore rosso. Da subito
avevo notato come il suo becco presentasse,in corrispondenza delle narici,dei
fori scuri, larghi ed irregolari. Rassicurata dal negoziante circa il suo perfetto
stato di salute (ed essendo io totalmente ignorante in materia), l'avevo portata
a casa ed unita ad un maschio anch'egli a fattore rosso.
Oggi, pero', impegnata nella cova di quattro ovetti, la canarina presenta un
becco notevolmente peggiorato: i fori delle narici appaiono scavati internamente,
sempre scuri, dilatati e sembra quasi tendano ad un progressivo sgretolamento.
La semplice somministrazione di calcio (sotto forma di gusci d'uovo ed ossi
di seppia) e vitamine (Piumedoro-Formenti) coadiuvata da una ricca e varia alimentazione,
nonche' da una scrupolosa igiene, sembrano non sortire alcun effetto. Ignoro,
pertanto, come poter intervenire e se, inoltre, tale patologia possa in qualche
modo compromettere la salute del maschio e della futura nidiata.
Confidando in una sua cortese risposta Le invio distinti saluti.
Silvia Oddo.
R
Gentile Lettrice,
sarebbe stato più vantaggioso, al fine di poterle fornire un nostro parere
se, unitamente alla dettagliata descrizione che ci fornisce, circa l'inconveniente
che ha notato nel suo canarino, avesse provveduto a realizzare qualche foto,
delle lesioni di cui all'oggetto della sua cortese missiva. Ciò premesso,
le ribadiamo come diverse cause di origine organica, infettiva, parassitaria
e carenziale, possano comportare una alterazione in senso degenerativo della
struttura e della consistenza del becco. Nel caso specifico che ci descrive,
riteniamo trattarsi di una forma carenziale, legata ad insufficiente apporto
dietetico di minerali, aminoacidi e vitamine. Integri la dieta dei suoi uccellini
con un buon integratore per ornitologia, contenente i suddetti elementi e, forse
risolverà il problema. Il guscio delle uova, benchè tradizionalmente
venga ritenuto ottima fonte di carbonato di calcio, da parte degli allevatori,
in realtà per potersi rivelare tale, andrebbe ridotto in polvere. Solo
così il calcio contenutovi, risulterebbe assimilabile dall'intestino
dei nostri amici volatili.
Non escludo neppure che le alterazioni del becco, osservate a livello di narici
della sua canarina, possano essere esiti di granulomi infettivi, localizzati
a livello di primissime vie respiratorie, dei quali il volatile potrebbe aver
sofferto in passato. Un caso simile è già capitato anni fa alla
mia osservazione, nel mio allevamento. Ad ogni modo, si tranquillizzi: la lesione
non dovrebbe comportare contagio per il maschio convivente e neppure per i nidiacei,
a meno che non si trattasse di una forma di infestione da acari del genere Cnemidocoptes
che, solo in casi più unici che rari, può comportare nel canarino
alterazioni del becco, a differenza di quanto avviene solitamente nel Pappagallino
ondulato. Per fugare ogni dubbio, dopo questo nostro parere di massima a distanza,
si rivolga fiduciosa ad un medico veterinario, esperto nella cura dei volatili
da gabbia. Auguri!
Francesco Chieppa