Lettere Novembre 2006
Cova dei canarini
Informazione sull'uso dello ionizzatore
Fregata??
Richiesta informazioni canarino

Dispute in gabbia

Merlo indiano
Quesiti vari
Canarini neri
Coccarda sfortunata

Subject: Consigli su inseparabili

Buon giorno Sig. Francesco,

un mese fa ho acquistato una coppia di inseparabili e la scorsa settimana hanno deposto le prime due uova. Uno l'hanno rotto e il secondo non è mai stato covato percio' l'ho tolto. Se avesse qualche consiglio in merito le sarei grato.

Grazie fin d'ora per la sua collaborazione e la saluto.

Max

R

Gentile Lettore,

gli elementi che mi fornisce sono troppo scarni, perchè possa indirizzarle un parere attendibile. Non mi dice di che specie sono i suoi Inseparabili, come ha sistemato la coppia, tipo di gabbia e nido impiegati, l'età dei due psittacidi, il regime alimentare da lei somministrato.

La causa più frequente di quanto riferisce può essere ascritta ad età troppo giovane dei pappagallini, ma occorre avere un quadro più organico e completo della situazione. Torni a scriverci con più dettagli, pregandola poi di pazientare un pò per ottenere la successiva risposta, dal momento che siamo oberati di missive. Grazie e cordiali saluti.

Francesco Chieppa


Subject: Farmaco per cardellino

Salve Sig. Chieppa Mi chiamo Cesare,
e sono appassionato ed allevatore  di cardellini. Volevo porle una domanda. E' la seconda volta in due anni  che vedo, ad una mostra scambio, un grossista di cardellini (di cui non faccio il nome), somministrare qualche cosa nel becco di cardellini un po malridotti ed arruffati. sono riuscito ad intravedere che e' un dosatore che si chiude in una mano, contenete sicuramente  una piccola pasticca, o qualche cosa di liquido. Lei mi sa dire di cosa si tratta. Sicuro di una celere risposta, porgo distinti saluti. Lettera Firmata

R

Certamente non una pasticca, che il cardellino non riuscirebbe a deglutire. Molto probabilmente sarà una soluzione a base di cortisone ed antibiotico. Perchè non ha chiesto delucidazioni direttamente al commerciante, visto che non è reato l'automedicazione dei propri animali? Certamente le avrebbe risposto. Ad ogni modo se riuscisse ad individuare in futuro di quale mistura possa trattarsi, ci renda partecipi. E ovviamente eviti di acquistare quei cardellini così misteriosamente "dopati". Saluti. Francesco Chieppa


Subject: Cova dei canarini

Ho due canarini, uno giallo e marrone e l'altro arancione. Quello giallo l'ho trovato, o più precisamente lui ha trovato me, perchè me lo sono ritrovato in macchina. Supponendo fosse maschio, ho acquistato la femmina arancione, che dopo circa 1 mese ha fatto 5 uova. Sono ormai circa 15 giorni che i due canarini stanno covando ininterrottamente. Mi dispiacerebbe farli continuare questo strazio se poi le uova non sono state fecondate. Cosa posso fare, e quat'è il periodo di cova? la ringrazio anticipatamente per il suo interessamento, saluti. Davide Pascalis

R

Gentile Lettore,
la riproduzione del canarino domestico si compie fisiologicamente in primavera. Ciò non esclude che pennuti mantenuti nelle abitazioni con illuminazione artificiale possano presentare cicli riproduttivi sfasati, spesso anomali ed improduttivi. L'incubazione delle uova di canarino ha una durata media di 13 giorni/uovo, con uno scarto di + 1/2 giorni, in relazione a differenti variabili ambientali ed inerenti la chioccia. Pertanto se dopo oltre 15 giorni di incubazione infruttuosa per uovo, non schiudesse il pullus, le uova vanno considerate perse (infeconde o con embrioni/feti morti) e da eliminare. Cordialmente. Francesco Chieppa


Subject:Informazione sull'uso dello ionizzatore

PREGIATISSIMO SIGNOR CHIEPPA,
SONO UN GIOVANE ALLEVATORE ALLE PRIME ARMI E VOLEVO PORLE UNA DOMANDA: IO ALLEVO CANARINI, DA POCO HO AQUISTATO UNO " IONIZZATORE " L'HO INSTALLATO NELLA STANZA DI ALLEVAMENTO DI CIRCA 18 METRI QUADRI, ORA VOLEVO SAPERE PER QUANTO TEMPO LO DEVO TENERE IN FUNZIONE?  OPPURE E' PIU' OPPORTUNO COLLEGARLO AD UN INTERRUTORE A TEMPO PER FARLO FUNZIONARE NELL'ARCO DELLA GIORNATA? SPERO DI NON AVERLA DISTURBATA, APPROFITTANDO LE PORGO DISTINTI SALUTI. VILLANI ANTONIO

R

Gentile Lettore,
può mantenere lo ionizzatore permanentemente in funzione, 24 ore su 24. Lo ionizzatore è un apparecchio capace di generare un flusso di ioni negativi, in grado di ridurre gli agenti inquinanti ambientali (granuli di polvere, fumi,  pollini, batteri, virus, miceti e loro spore), in parte distruggendoli ed in parte proiettandoli su pareti e soffitti (che devono essere pertanto spolverati, lavati e disinfettati almeno ogni 1/2 mesi). Gli ambienti di allevamento, in presenza dello ionizzatore, diventano più salubri ed igienici per uomini ed animali. Inoltre una prevalenza di ioni negativi nel microclima di allevamento avrebbe un benefico effetto regolatore sulle funzioni fisiologiche degli organismi viventi, donando ad essi buona salute e miglioramento della cenestesi corporea (sensazione cosciente di benessere fisico). Francesco Chieppa


Subject: Fregata??

Gent.le Sig. Francesco Chieppa,

ho fatto un bellissimo viaggio in Brasile, ho visto diverse specie animali e parecchie specie di uccelli, dal Tucano alla Sula, al Colibrì al Tuiuiù e altri ancora.

Ho fatto una foto ad un uccello che però non sono riuscita a identificare. Lei saprebbe dirmi il suo nome? Si trovava sulle coste a nord del Brasile,
esattamente sull'isola di Fernando de Noronha.
Grazie e Saluti.

Graziella Floris


R

Gentile Lettrice,

il volatile ritratto dalle foto che mi invia è una Sterna stolida nera (Anous minutus ), ne ho avuto conferma anche facendo visionare le immagini al noto ornitologo italiano Dott. Alberto Masi.

Le sterne sono uccelli simili ai gabbiani che si nutrono di piccoli organismi marini. la Sterna stolida nera è un laridae che può trovarsi in
grandi stormi in mare aperto, avendo abitudini talora migratorie. Nidifica in colonia, costruendo piattaforme con ramoscelli, alghe ed altri detriti.
In certe regioni può deporre anche su sporgenze di rocce o al suolo.

Francesco Chieppa


Subject: Richiesta informazioni canarino

Egregio Signor Chieppa,
ad Agosto le ho scritto due e-mail alla seconda delle quali non ho ricevuto risposta, presumo perché lei non l'ha mai ricevuta. A distanza di diversi mesi, approfitto di nuovo della sua cortesia e della sua competenza per rivolgerle altre domande.
Il mio Pupi è un trovatello. Quando l'abbiamo raccolto in giardino, io e mio figlio l'abbiamo portato alla Lipu, come abbiamo fatto in altre
occasioni, convinti che si trattasse di un uccellino selvatico: pensavo, come molti , che i canarini fossero tutti gialli o arancio. Alla Lipu ci
hanno invece detto che era un canarino di colore e, siccome loro non potevano tenerlo, me lo sono portato a casa.
Ho cominciato poi a viaggiare in internet per cercare di saperne di più sui canarini di colore ma non sono riuscita a individuare il tipo
specifico cui appartiene il mio pennuto. E' cosi` gentile da farlo lei ? Le invio a tal fine una foto del canarino.
Secondo quesito: l'anno scorso , in occasione della muta , ci siamo accorti che il canarino starnutiva, aveva bagnata l'area in corrispondenza delle fossette nasali e, quando dopo aver volato per casa si posava sulla gabbia, sembrava ansimare tenendo un pò  il becco aperto. Preoccupata l'ho portato dal veterinario sotto casa (non è un vero esperto di volatili, in quanto si occupa prevalentemente di cani e gatti), il quale ha escluso una coccidiosi dopo aver esaminato per più giorni le feci del canarino e ha diagnosticato un raffreddamento prescrivendo Disulfa e Celestone da somministrare per sette giorni ; la terapia ha avuto successo in quanto già dopo due giorni il canarino ha ripreso a cantare con la sua voce melodiosa e l'area sopra il becco si è asciugata. Però dopo questo episodio ci sono state altre recidive: per almeno tre o quattro volte nel corso di un anno, specie se esposto a correnti o a venti un pò più intensi, il canarino "ha il raffreddore", con i sintomi in precedenza descritti; basta però somministrare i due medicinali sopra indicati che il canarino si rimette subito tornando a deliziarci con il suo canto. Il problema è questo: va bene agire così o bisogna fare ulteriori indagini, magari andando da un veterinario-ornitologo? In tal caso saprebbe indicarmi il nome di un esperto di volatili a Livorno, la città in cui abito?
Terzo ed ultimo quesito: ho notato, dopo la conclusione della muta ( che è durata più di due mesi ), che il canarino, quando si gratta, presenta sulle penne della testa e del collo dei minuscoli granellini bianchi; sembra quasi che abbia un po' di "forfora". Cosa devo fare ?
Cordiali saluti
Rossella Ramacciotti Mannocci  - Livorno


R

Gentile Signora,
non avevo ricevuto la Sua cortese missiva. Vengo a rispondere ai punti che mi sottopone: 1) Trattasi di un Canarino di Colore di tipo Nero giallo (canarini una volta denominati dallo standard di razza: verdi).
2 ) Non è assolutamente normale quanto riferisce, in relazione alle recidive respiratorie denotate dal canarino. Il sospetto è che all'origine dei reiterati sintomi respiratori possa esserci una infestazione da acari parassiti delle vie aeree ( acariasi respiratoria ). Quindi dovrebbe indirizzarsi ad un medico veterinario esperto di clinica dei piccoli volatili ornamentali. Provi a chiedere informazioni all'Ordine Provinciale dei Medici Veterinari, oppure al Servizio Veterinario della Sua AUSL territoriale.
3) La forfora che segue la muta è un fenomeno fisiologico legato al ricambio del piumaggio. Somministri alla bestiola un multivitaminico contenente anche la vitamina A. Cordiali saluti. Francesco Chieppa


Subject: Dispute in gabbia

Salve sono Giovanni,
ho una cosa da chiederle: i miei 2 pappagallini si sono accoppiati ed hanno avuto 7 uova tutte buone, si sono schiuse ed hanno nutrito, fino all'ultimo, i loro piccoli e fin qui tutto bene. Il problema arriva quando i piccoli escono dal nido e i genitori li beccano aggressivamente; li feriscono persino agli occhi, non riesco a capire il motivo di questo comportamento, allora li separo; ma se li rimetto in gabbia ricomincia l'aggressione, io penso che sia un fattore di spazio: la gabbia è piccola ed un pappagallo di troppo scatena l'aggressione. Ma mi sorge un dubbio che fino al giorno prima lo nutrivano, il giorno dopo esce e lo beccano è strano non può essere qualcos'altro? In attesa della sua risposta la ringrazio in anticipo. Giovanni

R

E' certamente un problema di origine territoriale, come da lei giustamente ipotizzato. Non è frequente nel Melopsittacus undulatus che in Natura nidifica in colonia. In una ferrea logica selettiva la coppia andrebbe eliminata dal nucleo di riproduzione, in quanto aggressiva e carente di doti parentali. Potrà separare i novelli con la griglia in dotazione alle gabbie da cova, così che i genitori possano continuare ad imbeccarli attraverso il reticolato metallico, sino al totale divezzamento. La gabbia da cova poi è bene sia sempre ampia; raggiunta l'indipendenza i novelli vanno collocati in altro contenitore, possibilmente molto spazioso per un corretto esercizio fisico. Cordialmente. Francesco Chieppa


Subject: Merlo indiano

Buon giorno, intanto vorrei ringraziare il Sig.Francesco Chieppa per avermi risposto alla mia domanda circa la cova dei canarini del Mozambico.

Vorrei ora chiedervi alcune notizie circa l'addestramento di un merlo indiano, visto che da 15 gg. ne possiedo uno.
Bene, si chiama Pepe, è un esemplare ancora giovane in quanto il becco non è proprio tutto dello stesso colore (almeno così mi ha detto il negoziante dove l'ho preso), è nato in cattività, ho dovuto aspettare la quarantena prima che arrivasse.
Ora sto cercando di addomesticarlo: entro con la mano nella gabbia con un chicco d'uva ma non ne vuole sapere di prenderlo, in compenso si lascia accarezzare le zampine e sotto il petto.
Se avesse qualche consiglio da darmi in merito o qualche trucco ne sarei molto grato. Mi sono documentato in anticipo prima dell'acquisto e ho capito che serve molta pazienza per avere dei risultati.

Grazie per la sempre cortese collaborazione e Vi saluto.

Berretta Massimiliano

R

Gentile Abbonato,

ha perfettamente compreso il metro da utilizzare con il suo merlo indiano, al fine di addomesticarlo alla parola. Deve armarsi di tantissima pazienza e costanza per guadagnarsi la fiducia del suo volatile, che non esiterà ad apprendere e ripetere qualche frase di senso compiuto. Pronunzi sempre ed instancabilmente lo stesso termine, con voce chiara e suadente, avvicinandosi alla gabbia del pennuto; evitando di cambiare parola sino a
quando esso non avrà appreso la precedente. La giovane età è un fattore predisponente addomesticamento ed apprendimento vocale. Il buon mantenimento dell'uccello pure. Sinceri auguri!

Francesco Chieppa


Subject: Quesiti vari

Egregio Sign. Chieppa,

Vista la sua disponibilità a dare chiarimenti, vorrei porle alcune domande:

da due anni ho iniziato ad allevare canarini; in questa ultima stagione riproduttiva ho avuto dei problemi nella crescita dei piccoli. Nei primi cinque/sei giorni di vita, accadeva che alcuni piccoli morivano.

Ho notato che i loro corpi andavano in putrefazione quando i pullus erano ancora in vita, il tutto partiva dallo stomaco e dopo un pò di agonia i piccoli morivano.

Visto questo ho pensato che il problema fosse di natura alimentare! Lei cosa ne pensa? Alimento i canarini con una miscela già preparata e con un pastone morbido; penso che proprio quest'ultimo sia la causa del problema, quindi le chiedo se potrebbe indicarmi qualche tipo di pastone adatto all'allevamento dei pullus! Capisco benissimo che in pubblico non potrebbe mai indicare marche ma almeno mi indichi le caratteristiche e gli ingredienti(in base a questi cercherò il pastone).Inoltre nella prossima stagione riproduttiva vorrei iniziare a preparare la miscela, ma non so da dove partire! Potrebbe spiegarmi i benefici dei vari semi?
La ringrazio in anticipo, e nell'attesa le porgo i miei più cordiali saluti. Complimenti per il suo bel forum.

Pasquale

R

Gentile Lettore,

la mortalità neonatale seguita da rapidi fenomeni putrefattivi dei pulli periti, per solito è indice di infezioni da enterobatteri, soli o associati all'agente della proventricolite fungina ( Macrorhabdos ornitogaster ). Solo gli esami di laboratorio avrebbero potuto fornire un responso pienamente attendibile.

L'alimentazione andrebbe corretta sostituendo il pastoncino morbido con altro secco idoneo alla fase riproduttiva ( proteina greggia certificata non inferiore al 17% ), da amalgamare a uova sode ( tuorlo ed albume, in ragione di 200 gr. di sfarinato + 1 uovo sodo ) e frutta matura macinata di stagione, quanto basti a rendere l'impasto umido e friabile ( mai poltiglioso ).

Le sconsiglio di prepararsi la miscela di semi da sè, le costerebbe molto di più. Sono reperibili in commercio miscele di ottima qualità a prezzi competitivi. Dia la preferenza ad un assortimento varietale di scagliola, lino, perilla bianca e niger ( senza ravizzone ), che potrà arricchire a parte con del seme di avena sgusciata, vantaggioso soprattutto durante la riproduzione. Cordiali saluti.

Francesco Chieppa


Subject: Canarini neri

Ciao Francesco,

sono Sandro 30 anni di Roma. Ti disturbo per avere delle informazioni. Sto riprendendo ad allevare canarini dopo una pausa di qualche anno, dovuta a grossi problemi familiari e vorrei incentrare il mio allevamento su due tipi di canarino nero: il Nero Giallo(intenso e brinato) e il Nero Giallo Onice (intenso e brinato), dei quali ti allego 2 foto e vorrei avere assoluta conferma o smentita da te, se le foto appartengono a tali razze.

Inanzitutto ti chiedo aiuto perchè cerco allevatori di tali canarini come da foto, possibilmente a Roma o dintorni, ai quale rivolgermi per l'acquisto di alcune coppie... puoi
indicarmene i recapiti? Tene sarei veramente grato.Infine gradirei da te qualche consiglio e informazione sull'allevamento di queste due varietà di canarino. Nell'attesa di una tua gentile risposta, colgo l'occasione per porgerti distinti saluti.

Sandro - Roma

R

Gentile Sandro,

confermo i tipi da te indicati essere quelli delle foto. Purtroppo non posso accontentarti circa la richiesta di nominativi di allevamenti a cui indirizzarti, per due ordini di motivi:

1) non si può mai garantire la qualità altrui, sempre variabile anche in un allevamento con ceppo di ottima selezione.

2) dedicandomi alla informazione specializzata, non posso operare favoritismi; non sarebbe serio da parte mia, mentre coinvolgerei in termini negativi le testate che ospitano miei scritti di ornitofilia.

Certamente i dirigenti della tua associazione romana sapranno fornirti tutto il supporto del caso, aiutandoti ad effettuare gli acquisti migliori. Inoltre siamo alla vigilia di importanti rassegne ornitofile, come la Mostra Internazionale di Reggio Emilia ed il Campionato Italiano di Forlì, dove potrai avere ampia visione della migliore produzione italiana di canarini di colore melaninici, facendo le scelte più opportune. E' inverosimile la mole di richieste di indicazioni dove acquistare, non solo canarini e canarini di colore, che ricevo con ordinaria frequenza da parte di allevatori di tutta Italia, ai quali evidentemente ispiro fiducia, ma che purtroppo non posso accontentare per non confondere interessi particolari a divulgazione settoriale.

Circa le caratteristiche dei due ottimi tipi che hai scelto di allevare, certamente saprai che il Nero giallo ( tipo base ) va accoppiato eminentemente in purezza ( omozigosi ), scegliendo riproduttori bene ossidati, con ottimo disegno e privi il più possibile di evidente feomelanina.

Il Nero Onice invece va accoppiato in purezza, o con soggetti neri portatori di onice ( è infatti una mutazione autosomica recessiva ). I portatori ideali sarebbe meglio sceglierli - al contrario della selezione del tipo base - tra neri il più possibile carichi di feomelanina di fondo, perchè la mutazione Onice sostanzialmente interviene trasformando la feomelanina del piumaggio in eumelanina, conferendo al tipo quella caratteristica ed attraente patina scura "fuligginosa" della livrea che quasi confonde il disegno, sempre da apprezzarsi nettamente nei migliori soggetti.

I nostri siceri auguri per il ritorno all'ornitofilia attiva; continua a seguirci dalle pagine di "Uccelli" ed anche a scriverci. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Coccarda sfortunata

Gent.mo Francesco Chieppa

mi chiamo Francesco D'alconzo e le scrivo da Ginosa(TA).
Questa volta la domanda non riguarda i diamanti di gould, ma bensì la coccarda. L'anno scorso ho inanellato per vari problemi, solamente tre gould. Dei tre nati una è risultata essere una femmina ancestrale che ho deciso di portare a due mostre. All'ultima mostra, quella jonico-salentina, si è classificata seconda, mentre alla prima mostra di Gioia-Matera addirittura prima con 91 punti. La fortuna del principiante non è andata a buon fine in quanto il giorno successivo al giudizio, gli animalisti del wwf sono riusciti a causa dell'inagibilità del locale della mostra, ad interromperla. Dato che le coccarde sarebbero arrivate in ritardo, gli organizzatori della mostra hanno deciso di annullare l'ordine, visto il danno economico nel quale si sono venuti a trovare. Mi ritrovo con il diploma,la medaglia d'oro ma non la coccarda... che reputo la cosa più bella.

Giungo infine alla domanda... c'è qualche altra possibilità per riceverla? Tramite la FOI?
Grazie mille per la disponibilità e mi scuso per la lunga mail.

Michele D'alconzo - Ginosa (Ta)

R

Gentile Lettore,

quanto stabilito dagli organizzatori della mostra gioiese interrotta dall'intervento degli animalisti, è pienamente comprensibile. E' il Comune di Gioia del Colle, proprietario dei locali contestati, che dovrebbe prendere in carico le perdite che l'epilogo prematuro della manifestazione ornitofila ha comportato per gli organizzatori. E' assurdo che un'amministrazione pubblica conceda in uso uno stabile per organizzarvi una manifestazione pubblica, senza essere in regola con le leggi vigenti in materia di agibilità.

A margine occorre ribadire che la Federazione dovrebbe decidersi ad avere degli incontri con gli animalisti, in ambito locale e nazionale, al fine di chiarire le riciproche posizioni. Non hanno senso gli autoproclami unilaterali di "ambientalismo", fatti a viva voce da organi federali. Occorre incontrarsi con chi ci contesta, mettersi insieme attorno ad un tavolo, parlare, chiarirsi e da parte nostra fare finalmente definitiva pulizia di sacche di illegalità che ancora persistono ai margini del nostro ambiente.

Provi a chiedere alla FOI se le vende una coccarda giacente in magazzino, spiegando l'accaduto; oppure ad una delle maggiori ditte mangimistiche italiane che sponsorizzano mostre FOI con coccarde recanti il logo aziendale. La saluto complimentandomi per i suoi brillanti risultati.

Francesco Chieppa