Salve,
vorrei gentilmente sapere se attraverso la coppia verde/bianco è
possibile ottenere l'ardesia.
Grazie infinite. (Lettera Firmata)
R
Salve,
direi proprio di no! Quello tra un canarino melaninico (verde) ed
un lipocromico apigmentato (bianco) è un accoppiamento
antitetico. Dalla loro unione otterrebbe solo pezzati di nessun
pregio.
Cordialmente. Francesco Chieppa
Subject: Pappagallini Ondulati
Gentilissimo Francesco come vedi sono di nuovo
qua a disturbarti , ma visto la tua esperienza e la tua
gentilezza ho pensato che mi puoi aiutare:
Posseggo 7 pappagallini ondulati dei quali 3 maschi sicuri ,3
femmine sicure e una incerta perche giovane come vedi dall'
ultima volta che ci siamo sentiti la famiglia è cresciuta ,vengo
al problema ho provato a separare le possibili coppie ,ho provato
a lasciarli tutti insieme in voliera ma quello che mi stupisce è
che in qualsiasi situazione
tutti i pappagallini sono molto calmi e silenziosi e dormono
molte ore del giorno, questo non mi sembra normale specialmente
in presenza di animali SANI , la voliera è posizionata in cucina
e la luce non manca , io non so piu cosa fare ,le coppie non si
formano ,cosa mi consigli ? ( se è giusto dividerli x coppie a
mio piacimento, fra coppie si devono vedere oppure no?) per
quanto riguarda l'alimentazione ho comprato alimenti specifici
per pappagallini gli somministro vitamine (MIRACLE) MESCOLATO COL
PASTONCINO cosi : 1 cucchiaio per ogni Kg di pastoncino , spighe
di panico e semi della super mix dell' encia e a parte un po di
GRIT, e acqua fresca tutte le mattine.
Ti confesso sono un pò preoccupata perche una mia amica che ha
comprato insieme a me i pappagallini percio provengono dalla
stessa fonte ,a lei stanno gia facendo le prime uova e sono
vivaci.
Spero propio che i tuoi suggerimenti mettino termine a questo
problema grazie e scusami per tutte queste domande .
Saluti Sabrina.
R
Salve Sabrina,
tutto quanto mi riferisci nella tua missiva, in relazione al
mantenimento delle tue cocorite, va benone, tranne la loro
collocazione in cucina. Gli uccellini stanno bene e si
riproducono, allorchè possono disporre di un ambiente con
fotoperiodo di tipo naturale. In sostanza devono svegliarsi
all'alba ed addormentarsi al tramonto. In questo modo, mediante
l'avvicendamento dei fotoperiodi naturali, scattano nei loro
delicati organismi, tutte quelle differenti fasi e variazioni di
ordine neuroendocrino che regolano l'esistenza di queste
creaturine, durante tutto l'arco dell'anno. Attraverso la durata
della luce del giorno e la temperatura ambientale, gli uccelli
percepiscono in termini fisiologici, l'alternarsi delle stagioni;
fasi importantissime nella regolazione delle loro attività
biologiche ( riproduzione, muta, riposo riproduttivo, stagione
del canto, ecc.). Quindi, cara Lettrice, provveda a collocare la
sua voliera in un ambiente privo di luce e riscaldamento
artificiali e vedrà che avrà favorevoli riscontri. La cucina
inoltre, è per solito ambiente umido e soggetto ad escursioni
termiche, particolarmente nocive per gli alati, a causa della
cottura dei cibi e dei vapori che vi si sprigionano. Ci tenga
informati. In bocca al lupo! Francesco Chieppa
Egregio Sig. Chieppa, da poco tempo ho iniziato a
dedicarmi all'allevamento di canarini e quindi premetto di non
avere esperienza. Subito mi sono trovata di fronte ad un problema
e vorrei, se possibile, chiederle un'eventuale soluzione.
La mia canarina ha prodotto numerosissime covate nel corso della
passata stagione riproduttiva. Quasi tutte le deposizioni sono
state di un solo uovo, fino ad un massimo di tre. Pressochè
puntualmente, nel corso della seconda settimana di cova, la
canarina abbandonava con decisione il nido, cosicchè le uova
sarebbero state irrimediabilmente perdute.
Nel giro di pochi giorni si assisteva a nuove copule e la femmina
tornava a preparare il nido, sempre con il medesimo risultato.
E' possibile intervenire in qualche modo in un caso del genere ed
eventualmente come?
Nel tentativo di salvare le uova abbandonate le ho affidate
prontamente ad un gruppo di passeri del Giappone, i quali hanno
portato avanti la cova senza perdere tempo fino aallo schiudersi
delle uova. Purtroppo però le
mie all'istinto di allevamento dei pullus?
Sperando in una sua cortese risposta la saluto cordialmente.
Lucia
R
Gent. ma Lettrice,
ho il sospetto - da quanto mi scrive - che lei debba allevare i suoi canarini
in ambiente abitativo domestico, soggetto ad illuminazione e riscaldamento artificiali.
Infatti, la infruttuosa riproduzione dei suoi uccellini (con scarsa ovodeposizione
ed incostanza nella cova, sino all'abbandono del nido) è indice di uno
stato di scondizionamento dei riproduttori. Se l'alimentazione che fornisce
ai volatili, il loro alloggiamento, ed i periodici trattamenti antiparassitari,
dovessero risultare nella norma, allora non resterebbe che pensare ad una inidonea
collocazione della gabbia. Naturalmente all'origine dei problemi ravvisati,
potrebbero esserci anche cause specifiche di patologia, ma io propenderei -
sulla scorta dell'esperienza ormai maturata, rispondendo ai quesiti dei lettori
di "Uccelli" - per quanto predetto.
Circa l'incapacità dimostrata dai Passeri del
Giappone a svezzare pullus di canarino, rientra nella norma,
trattandosi di specie distanti dal punto di vista tassonomico. I
Passeri del Giappone sono in genere ottime balie, ma per uccelli
a loro affini. Ci faccia sapere. Cordialmente. Francesco Chieppa
Subject: Richiesta di
chiarimenti e cure malattie cardinalini del Venezuela
Egregio Dottore,
Mi rivolgo a Lei per avere un consulto urgente relativo ai miei
cardinalini del Venezuela.
Possiedo un allevamento di circa 100 esemplari.
Ultimamente si è manifestata una malattia su 5 soggetti, 3 dei
quali già deceduti e 2 in fase di trattamento.
La malattia si manifesta con un ingrossamento del bulbo oculare e
conseguente chiusura forzata dell'occhio.
Documentandomi mediante lettura di articoli pubblicati su
"Italia ornitologica" e "Alcedo", ho
intrapreso una cura
che prevede il lavaggio con acqua borica, collirio e
somministrazione nel beverino di un prodotto farmaceutico
denominato
Cicloviran.
Non vedendo alcun miglioramento Le chiedo cortesemente di essere
informato sull'esistenza di cure più specifiche
al caso in oggetto.
Ringraziandola anticipatamente porgo Distinti Saluti (Lettera
firmata)
R
Gentile Allevatore,
mi spiace deluderla, ma non può chiamarmi dottore, ne ho ancora
per qualche altro esame più la tesi! Le consiglio di rivolgersi,
senza ulteriore indugio, ad un medico veterinario esperto in
patologia dei piccoli volatili da gabbia. Sarebbe infatti
necessario procedere con una certa sollecitudine ad analisi di
laboratorio dei materiali organici ricavati dai piccoli infermi
(tamponi di essudato oculare) ed eventualmente, ad esami
necroscopici e batteriologici sui volatili morti. Non è infatti
possibile adottare una terapia efficace, senza conoscere con
tutta certezza l'agente etiologico da combattere. In alternativa
ad un medico veterinario libero professionista - spesso di
difficile reperimento in relazione alle specifiche competenze
concernenti il settore dell'ornicoltura - potrà indirizzarsi al
servizio o istituto di Patologia Aviare, della facoltà di
medicina veterinaria territorialmente a lei più prossima. Auguri
e ci faccia sapere.
Francesco Chieppa
Egregio sig. Chieppa,
sono una appassionata ornitofila, ho scoperto da poco la Sua
rubrica e vorrei porLe un quesito. In un gabbione ho una canarina
e due canarini maschi fratelli che mi sono nati nel 2000.
Ho trovato l'altro giorno un pappagallino ondulato che ho messo
in un'altra gabbietta. Mi sembra in buona salute ma secondo Lei
posso metterlo insieme ai canarini?
La ringrazio tanto.
Pia
R
Gentile Lettrice,
Canarini e Pappagallini ondulati sono uccelletti d'affezione, con
esigenze alimentari e repertorio etologico-comportamentale
piuttosto diversificati, per cui non risultano convenientemente
idonei ad una coabitazione nello stesso contenitore. Direi che
farebbe bene a lasciarli così come li ha allogati e magari, a
reperire un compagno dell'altro sesso, alla cocorita trovata.
Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Esotici:
curiosità e consigli
Egr. Sig. Chieppa,
mi chiamo Maria e da poco tempo mi sono cimentata
nell'allevamento dei passeri del Giappone che, a quanto mi hanno
detto, sono uccellini che si contentano di poco e che si
riproducono facilmente.
Ora, se mi consente, vorrei porLe alcuni quesiti:
1) i miei passeri abitano in gabbie di modeste dimensioni e
convivono in gruppetti di 3 o 4 soggetti. Una sola delle femmine
in mio possesso ha deposto uova nella scorsa stagione, in più
covate, ma nessun piccolo è nato, anche se la cova è stata
portata avanti in modo regolare. Quali fattori possono aver
influenzato negativamente la mia esperienza?
2) Uno dei miei maschi da qualche giorno non canta più e mi sono
accorta che presenta un leggero rigonfiamento sull'addome,
proprio dove termina la carena dello sterno. Da cosa può
dipendere e cosa posso fare per il mio piccolo amico, prima di
rivolgermi eventualmente ad un veterinario?
Premetto che tempo fa ho avuto un soggetto in situazione analoga,
fornitomi dallo stesso venditore e questo uccellino è morto dopo
qualche mese con l'addome molto ingrossato.
3) I maschi di passero del Giappone cantano in modo diverso l'uno
dall'altro: in uccelli di questo tipo il canto è un fattore
ereditario o si apprende dal padre?
4) Volendo allevare un'altra varietà di esotici e disponendo di
gabbie piuttosto piccole, quale razza di uccelli mi consiglia,
tenendo conto anche della mia scarsa esperienza?
La ringrazio anticipatamente per le risposte che vorrà fornirmi
e mi scuso per aver posto tante domande.
Cordiali saluti. Maria
R
Gentilissima Ornitofila,
vengo a rispondere ai quesiti che mi pone:
1) Le cause della mancata schiusa delle uova dei
suoi Passeri del Giappone, possono essere molteplici. Anzitutto
le faccio notare che la riproduzione in colonia, non consente il
più delle volte di ottenere grossi successi riproduttivi,
poichè gli uccellini in genere si disturbano a vicenda.
Inoltre temo che allevi i suoi volatili - come avviene per molti
ornitofili dilettanti - in locale abitativo domestico, dotato di
luce e riscaldamento artificiali e questo costituisce una
ulteriore remora al buon esito riproduttivo. Le relative
spiegazioni al riguardo, le troverà consultando a ritroso i
quesiti postati da altri Lettori, nella rubrica "L'esperto
risponde" che curo per il magnifico periodico di ornicoltura
"Uccelli".
Sempre in tema di infertilità, occorre valutare l'alimentazione
fornita ai volatili, con particolare riferimento agli apporti
protidici, ed alla integrazione vitaminico-minerale.
2) Può trattarsi di una infiammazione intestinale (prodotta da svariate cause di origine alimentare e/o infettiva) oppure di Proventricolite da megabatterio. O di una epatomegalia (ingrossamento dell'organo epatico), o ancora di un'ernia intestinale. Dunque di pragmatica direi, la visita dal veterinario, per una diagnosi clinica ed eventualmente di laboratorio.
3) Il canto è un fattore ereditario, come si è sempre creduto in passato, ma soprattutto frutto di apprendimento e memorizzazione, nei primissimi mesi di vita (acquisizione più recente). Se così non fosse, come spiegare l'alterazione del canto di razze canore specializzate, come il Malinois, a seguito di allevamento in coabitazione con razze di altra specializzazione, ad esempio i Canarini di colore?
4) le consiglio decisamente il Diamante mandarino, del quale esistono oggi tantissime affascinanti mutazioni cromatiche, in grado di soddisfare tutti i gusti estetici e sulla cui rusticità e prolificità, non è il caso io mi dilunghi.
Spero di essere stato sufficientemente esauriente. Cordialmente. Francesco Chieppa
Subject: Perchè dopo un
anno non ho ancora visto un uovo?!?
Caro signor Francesco,
ho una coppia di bengalini dal maggio del 2002. Li tengo in
camera e mi fanno molta compagnia! La mattina li saluto con un
fischio e loro mi rispondono allegramente. Uno è colorato, ha il
becco rosso vivo e molte macchie bianche sulle ali e sui fianchi.
Ha le guance arancioni e sotto gli occhi ha due strisce bianche.
L'altro è bianco, col becco color arancio. Dovrebbe essere
femmina, ma fin'ora non ha fatto un uovo! Mi sembra che sia stato
il maschio a riempire il nido (una palla di vimini intrecciato)
di cotone e rafia. Tutte le sere ci vanno a dormire insieme. Gli
do da mangiare una miscela di panico preparata per bengalini, e
ogni tanto uno spicchio di mela o una foglietta d'insalata.
Posso, secondo lei, integrare la loro alimentazione con vitamine
o altro, per aiutarli a diventare più prolifici?!?
Grazie molte per l'aiuto e la pazienza!
Marco
R
Salve Marco,
Il Diamante Mandarino ( Taeniopygia castanotis ) - perchè è a
tale specie che appartengono gli uccellini che possiedi e mi
descrivi - impropriamente detto "Bengalino", ha un
dimorfismo sessuale che risiede nella colorazione del becco.
Rosso più o meno intenso quello del maschio e, rosa-arancio
della femmina. Come per molti altri uccelli, la specie si
riproduce in primavera. Tuttavia, se i pennuti vengono collocati
in ambiente con luce artificiale e riscaldamento invernale, il
loro tempo non risulta più scandito dall'alternarsi delle
stagioni e così, anche i loro cicli biologici vanno incontro a
gravi sfasature.
Raccomando sempre a chi detiene uccellini di affezione, di
sistemarli in un locale con luce naturale e privo di
riscaldamento. Ovviamente, qualora si trattasse di una regolare
coppietta, andrebbe valutata anche l'età dei due partner piumati
- rilevabile dagli eventuali anellini metallici identificativi -
ed il loro effettivo stato di salute.
Potrai Marco certamente somministrare ad essi un buon complesso
multivitaminico per uso ornitologico, a cicli periodici di 7
giorni al mese e magari, completare la dieta con del grit e del
pastoncino all'uovo per uccelli esotici. Tuttavia ora lasciali
riposare e concentra tutte le integrazioni alimentari dai primi
di febbraio, onde prepararli ad una auspicabile riproduzione
primaverile. Faresti bene al momento a rimuovere il nido dalla
gabbia, per ricollocarvelo a fine febbraio.
Credo di non aver tralasciato nulla dei tuoi quesiti. Se avrai
ancora domande da porci, saremo ben lieti di rileggerti. Auguri!
Francesco Chieppa
Egr. Sig. Chieppa,
la ringrazio innanzitutto per aver risposto in modo esauriente e
preciso alle mie domande. Lei mi scuserà se insisto sulla
questione del mio passero del Giappone con l'addome ingrossato,
ma da quel che leggo e in particolare
dall'esattezza delle risposte fornitemi, la giudico persona
particolarmente preparata e ripongo in Lei la massima fiducia.
Dunque, uno dei miei passeri del Giappone, come detto, presenta
un ingrossamento dell'addome, più pronunciato verso la parte
sinistra. Premetto che diversi soggetti acquistati nel medesimo
negozio hanno presentato una patologia simile: l'uccellino sembra
non accusare particolare fastidio e mantiene un comportamento
quasi normale all'inizio. Si nota solo un
leggero dimagrimento osservabile nella particolare sporgenza
dello sterno. Nel giro di qualche mese si inizia a notare un
progressivo ingrossamento dell'addome che progredisce col passare
del tempo, fino a condurre, nel giro di qualche
mese, i soggetti interessati a morte. Questo uccellino in
particolare ha perduto quasi completamente le sue facoltà
canore.
Seguendo il suo consiglio l'ho portato da un veterinario e lì è
stato applicato un tampone per controllare l'eventuale presenza
di funghi o batteri. Il risultato dell'analisi è stato negativo:
niente funghi e neppure batteri, ma l'uccellino ha seguito per
dieci giorni una cura a base di Zimox, un antibiotico
somministrato come copertura.. Spero che le notizie da me fornite
siano bastanti per formulare un'ipotesi diagnostica ed
eventualmente per trovare una terapia adeguata. Si tratta di
epatomegalia, di proventricolite... o di cos'altro? Lei pensa che
io abbia questa volta la possibilità di salvare questo mio
piccolo
amico? Mi scusi un'ulteriore quesito e poi concludo davvero:
esiste un indizio che mi possa dire quale sia l'età di un
passero del Giappone che non sia fornito di un anellino alla
zampa?
La ringrazio davvero di cuore di quanto vorrà spiegarmi e la
saluto. cordialmente. (Lettera firmata)
R
Gentilissima Signora,
chi meglio del veterinario che ha visitato l' uccellino potrebbe fugare i suoi legittimi dubbi? Per poter azzardare una "diagnosi", sarebbe infatti necessario vedere il volatile. Controllare l'aspetto delle sue feci. Il colore delle mucose apparenti, ecc.
Se il suo veterinario ha escluso forme enteriche
di origine batterica (ivi compreso il megabatterio agente della
Proventricolite), fungina, o parassitaria, che dirle a distanza,
dovendo lavorare solo di immaginazione?
Insista con il suo medico veterinario, perchè le venga fornita
una diagnosi. Se si fosse trattato di una epatomegalia
(ingrossamento del fegato), il professionista avrebbe certamente
diagnosticato la patologia.
Credo lei risieda a Roma, vero? Se ci tiene in
modo particolare all'uccellino - come immagino - si faccia una
gita nella vicina e sempre bella Perugia e, si rivolga
all'Istituto di Patologia Aviare della locale facoltà di
medicina veterinaria. Vedrà che lì, i medici specialisti del
ramo, sapranno certamente formularle quella diagnosi che ancora -
a quanto
pare - non l'è stata fatta!
L'età di un uccellino privo di contrassegno
identificativo, può essere desunta - in linea di massima - dalla
scagliosità delle zampe. In genere uccelli avanti con l'età,
presentano zampine piuttosto scagliose, a differenza dei soggetti
più giovani. Auguri e ci faccia sapere.
Cordialmente. Francesco Chieppa
Subject: Convite para Intim@ção - un invito dal Brasile
Sent: Wednesday, October 22, 2003 8:34 PM
Subject: Convite para Intim@ção
Prezado Francesco Chieppa,
A Produção do INTIM@ÇÃO - Programa jovem de debate
transmitido pela Rede Vida de Televisão, todas as quartas-feiras às
23h - gostaria de convidá-la a participar do programa. O tema abordado
será "Vida Animal". O objetivo é
tratar dos seguintes tópicos:
*Como o ser humano está se relacionando com os animais?
- Importância dos animais de estimação (benefícios
de sua presença)
- Quais animais podem ser domesticados? Quais podemos ter em casa?
- Quais são as principais características de cada um deles?
- Qual é a melhor forma de lidar com os animais?
- Conseqüências dos excessos no tratamento dado aos animais
- Diferenças no tratamento de acordo com o país e a cultura
- Quais são as principais crueldades que os ser humano faz com os bichos?
- Os animais têm inteligência?
O INTIM@ÇÃO, produzido pela Marista Multimeios, produtora parceira
do Canal Futura e da Rede Vida de TV aborda, semanalmente, temas ligados ao
universo jovem objetivando contribuir para a formação de seus
telespectadores.
São convidados a participar do programa estudantes que tenham opiniões
e experiências diversas com relação ao assunto abordado,
um especialista que possa ponderar o debate e oferecer informações
que fujam do senso comum e um
convidado que tenha alguma experiência pessoal ligada ao tema.
O INTIM@ÇÃO está de cara nova. Agora quem está no
comando do programa são os apresentadores Thiago Pereira e Priscila Cardoso.
A gravação será dia 30 de Outubro de 2003, quinta-feira,
às 21h. O programa
tem uma hora e quinze minutos de duração.
Se necessário, disponibilizamos um carro para buscá-lo e, ao final
da gravação, levá-lo para o destino desejado.
Nosso estúdio localiza-se na rua Domingos de Moraes, 2565 - Vila Mariana
(dentro do Colégio Arquidiocesano).
Agradecemos a atenção e aguardamos um retorno pelo telefone, ou
por e-mail.
Atenciosamente,
Guilherme Rampazo
Produção
-------------------------
Carissimi Lettori di "Uccelli" - rubrica "l'esperto risponde",
questa volta, mi permetto di indirizzare io una lettera alla mia rubrica, con
un pizzico di orgoglio, personale e rivolto alla magnifica rivista sulla quale
mi leggete mensilmente.
Saprete benissimo che l'anno scorso fui invitato
a Macerata, dagli amici delle associazioni ornitologiche
maceratese e recanatese, a prendere parte, in veste di relatore,
ad un Convegno dedicato alla Pet Therapy. La relazione che
presentai in quella circostanza, ottenne poi notevolissimi
consensi, tanto che fu oggetto di pubblicazione su periodici
italiani e stranieri,
interessati alla problematica del rapporto uomo-animale ed ai
potenziali risvolti di ordine terapeutico, di questa atavica
interrelazione interspecifica.
La rivista "Uccelli" pubblicò per prima, suddividendo il "pezzo" in due parti, il testo di quella mia relazione, poi tradotto - con esplicita citazione del periodico italiano di ornitocultura, dalla nota rivista ornitologica brasiliana : "Actualidades Ornitologicas".
Anche il sito web: "Il Muro", abbinato alla popolare trasmissione televisiva di Canale 5, condotta da Maurizio Costanzo: "Buona Domenica", pubblicò quella mia relazione.
A distanza di un anno, giorni fa ho avuto il piacere e l'onore di ricevere, nientemeno che dal Brasile, un invito dalla Produzione della redazione del programma televisivo: "Intim@cao" - prodotto dell'importante emittente carioca: "Rede Vida TV" - a partecipare a quel programma, in veste di ospite, per la puntata in programma il 30 ottobre 2003.
Naturalmente, in un lasso di tempo di appena una settimana, non mi è stato possibile approntarmi per un volo transoceanico, a causa di una serie di intuibili contingenze, soprattutto di natura burocratica (rinnovo del passaporto, ecc.) ed ho dunque - a malincuore - declinato l'invito.
Tuttavia ho voluto riportare nella mia rubrica questa curiosa circostanza, sia per un pizzico di plausibile soddisfazione personale ed anche per sottolineare due cose: quanto oggi interessino, a livello mondiale, le tematiche concernenti il rapporto uomo-animale ed il potenziale apporto degli animali, nella terapia di disturbi fisico-organici e della sfera comportamentale di noi umani.
Secondo: quale ulteriore forma di ringraziamento alla rivista "Uccelli" ed al suo validissimo e competente editore-direttore: Italo Feregotto che, per prima diffuse a mezzo stampa quelle mie modestissime considerazioni, sul ruolo terapeutico del rapporto uomo-animali.
Di seguito troverete la lettera inviatami, via rete, dalla Produzione di "Intim@cao". Cordialissimi saluti a tutti ed a presto!
Francesco Chieppa
Subject: Richiesta informazioni
Egr. Sig. Francesco Chieppa
In passato ho allevato una coppia di canarini di colore con discreti risultati.
Adesso a distanza di circa 20 anni vorrei impiantare un piccolo allevamento
di canarini rosso mosaico. Ho a disposizione 4 gabbie da cova 60 x 40 x 40 con
possibilità di prenderne altre quindi potrei prendere per il momento 2 femmine
e un maschio oppure una sola coppia di riproduttori.
Il locale si trova al 1° piano con finestra sempre aperta e luce naturale, le
gabbie sono impilate su uno scafale e protette su tre lati da fogli di compensato
verniciato con il solo fronte aperto;
Vorrei sapere:
1)- Se il locale è idoneo all'allevamento.
2)- Il clima dalle nostre parti è diventato freddo e umido da Dicembre a Marzo
e caldo torrido da aprile a settembre con temperature che superano i 35°, questo
può influire sulla riproduzione?
3)- Quanto costa all'incirca una giovane coppia riproduttori rosso mosaico non
consanguinei?
4)- Saprebbe indicarmi l'indirizzo di qualche bravo allevatore In Puglia.
Certo di una Sua risposta porge Distinti Saluti. (Lettera firmata)
R
Gentile Signore,
il locale che mi descrive, dotato di una finestra e sufficientemente luminoso,
nonchè di adeguato ricambio d'aria, è certamente idoneo ad impiantarvi un allevamento
di canarini. Naturalmente le dimensioni di tale allevamento (carico di riproduttori
ed allievi) dovranno intendersi proporzionate alla estensione del locale, con
l'accortezza di evitare accuratamente futuri sovraffollamenti, onde prevenire
un'eccessiva carica batterica dell'aviario che andrebbe a detrimento della sua
produttività. Le razziere che mi indica, andranno benissimo. Circa le caratteristiche
climatiche della nostra bella Puglia, non costituiscono decisamente causa ostativa
all'impianto di un allevamento di canarini. In considerazione pure del fatto
che la razza da lei scelta: Canarino di Colore, è tra le più rustiche ed adattabili.
Il prezzo di una coppia di rosso mosaico, varia in funzione del livello di selezione
dei soggetti ai quali si indirizza. Potendo oscillare da 25-30 Euro, sino a
cifre ben più cospicue, qualora trattasse l'acquisto di campioni. Tuttavia in
avvio di un allevamento, consiglio sempre di scegliere soggetti di buon livello
selettivo, ma senza svenarsi nell'acquisto di campioni che poi non sempre generano
altri campioni!
Circa i nominativi degli allevatori ai quali indirizzarsi, comprenderà che per
una questione di imparzialità, non sarebbe corretto se dalle pagine della rivista
"Uccelli", io privilegiassi la scelta di quel tale, o talaltro allevamento.
Le consiglio quindi di leggere la pubblicità degli allevatori, inserita nel
periodico di ornitocoltura e, nel contempo, la invito a visitare - il prossimo
1 e 2 novembre - la 5^ Mostra Ornitologica Internazionale del Mediterraneo,
in programma a Bari, presso i padiglioni della Fiera del Levante. Cordiali saluti.
Francesco Chieppa
Subject: Lavorare nel campo dell'ornitologia
Egr. Francesco Chieppa,
le scrivo per chiederle un consiglio e un'informazione.
Mi chiamo Barbara Allegrezza e qualche mese fa (a luglio) mi sono
laureata in Scienze della Produzione Animale presso l'Università
di Camerino (MC) con una tesi compilativa sull'allevamento del
canarino domestico.
Questo genere di alati ha da sempre suscitato il mio interesse,
ma ho una grande passione per il mondo ornitologico in generale.
Mi piacerebbe moltissimo lavorare in questo ambito, anche se non
so se sia possibile.
Se per lei non è troppo disturbo, potrebbe darmi qualche
consiglio o qualche indirizzo a cui rivolgermi?
Nel ringraziarla anticipatamente, porgo distinti saluti.
Barbara Allegrezza
v. A. Moro, 28
60010 Ripe (AN)
allegrezza.barbara@libero.it
R
Preg.ma Dott.ssa,
la ringrazio per la cortese sua e mi complimento vivamente con lei per l'interesse che mostra verso il settore dell'ornicoltura. Laurearsi in Scienze della Produzione Animale, discutendo una tesi sull'allevamento del Canarino, costituisce certamente una scelta-peculiarità pregevole e non comune che, non dovrebbe sfuggire alle Aziende del settore. Come certamente già saprà, l'allevamento del Canarino nel nostro Paese, presenta una strutturazione tipicamente hobbistica ed amatoriale e pressochè tutte le iniziative condotte in tal senso in Italia, non hanno connotazioni spiccatamente imprenditoriali, essendo di tipo eminentemente dilettantistico.
Viceversa, a supporto di questi numerosissimi piccoli allevamenti a conduzione diretta, esiste una validissima industria mangimistica, e di produzione di attrezzature ed infrastrutture, decisamente competitiva a livello mondiale. Pertanto un suo futuro inserimento lavorativo nel comparto dell'ornicoltura, dovrebbe essere indirizzato a quel particolare settore industriale.
Ho portato a conoscenza dell'editore e direttore della rivista di ornicoltura "Uccelli": Sig. Italo Feregotto, la sua cortese missiva ed il direttore Feregotto mi ha pregato di invitarla ad inviare via Internet, copia della sua tesi di laurea all'indirizzo della redazione del mensile : uccelliibis@libero.it , onde valutare la possibilità di pubblicare - in forma di disinteressata collaborazione - il suo lavoro accademico, sul periodico che naturalmente viene seguito dalle tante aziende del predetto comparto industriale.
La pregherei cortesemente, se la cosa non dovesse arrecarle eccessivo disturbo, di inviare anche a me una copia della tesi. Coltivando infatti i suoi stessi interessi, avrò molto piacere di anticipare con la lettura, i tempi di stampa e pubblicazione - presumo in diverse puntate - del suo interessante lavoro. Mi tenga comunque informato, in quanto avrei da suggerirle qualche altra iniziativa, sempre inerente quanto mi espone. Lieto dell'incontro. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Caro Francesco,
è normale il comportamento della nuova canarina, che messa in gabbia
con il canarino di razza spagnola vedovo, si è rifugiata sul posatoio
piu' alto e se ne sta ferma pulendosi ogni tanto le penne?Devo farla scendere
per mangiare? Il maschio si profonde in grandi cantate e lei lo ignora, anzi
lo respinge. Non sembra malata, ha occhi e becco puliti e mi guarda con curiosità.
Ogni tanto ritira le zampe a turno - speriamo non sia un pacco! - i canarini
erano stipati in una gabbia bassa, ma mi è parsa vivace. Avrà
preso freddo nel ritorno? infatti dopo una vana attesa del bus sotto il vento
gelido ho chiamato un taxi. Che fare se persiste nel comportamento? Ciao Mariella
---- Mi è successa una cosa raccapricciante, nel tornare a casa ho visto
ali e zampe di un pennuto penzolanti da un'auto in sosta, si trattava di una
civetta risucchiata sotto il cofano con la testa piantata nell'auto. Era evidentemente
morta, ma non sono riuscita a tirarla fuori. --- Ho avvistato una Calopsitte
insieme a delle tortore, poi oggi non l'ho piu' vista, o qualcuno l'ha catturata
o è morta... Fine elenco sventure! Ciao. Mariella.
R
Ciao Mariella,
grazie per avermi scritto, con la volontà - presumo - di postare la tua
lettera nella rubrica che curo per il mensile di ornicoltura "Uccelli".
Come più volte ti ho già raccomandato, faresti bene a separare
per sesso i tuoi canarini, durante la stagione autunno-invernale che corrisponde
al loro riposo riproduttivo. Ciò premesso, è normale che una femminuccia
appena acquistata ed introdotta nella gabbia di un maschio che difenda il suo
territorio, si mostri un tantino timorosa e disorientata dalla nuova sistemazione.
Stai tranquilla che la via della mangiatoia la imparano in men che non si dica,
sempre che il maschio non la spaventi più di tanto. Comunque, secondo
me dovresti dividerla, per riunirla al compagno in primavera.
Circa la Civetta investita dall'automobile, è purtroppo il prezzo che molti poveri inconsapevoli animali, devono pagare al cosiddetto "Progresso" voluto dall'uomo e, sottolineo le virgolette, perchè non tutti i nostri stili e comportamenti esistenziali - taluni tanto aggressivi ed invadenti, per la Natura e le sue creature - costituiscono un effettivo miglioramento della qualità della nostra vita e della preservazione della integrità del Pianeta! Ma non sarò io a darti lezioni su questo spinoso argomento, considerando che sei laureata in Scienze Naturali.
La Calopsitte che hai avvistato, mi auguro sia volata accidentalmente al suo proprietario e non piuttosto - come spessa accade - abbandonata al suo destino, da parte di un qualcuno che l'avesse in precedenza adottata, mosso da fugace curiosità nei confronti del mondo animale, per poi liberarsene sbrigativamente, alle prime difficoltà. Ricordo che atti inconsulti del genere, possono presentare due prevedibili conclusioni. La morte dell'animale liberato che, incapace di procurarsi il cibo in un ambiente ad esso ostile, perisce per fame, o predato da gatti ed uccelli rapaci. La possibilità - seppure più remota - che coppie di uccelli esotici, totalmente estranei alla fauna del luogo, possano ambientarsi e sopravvivere in libertà, grazie ad una innata rusticità e capacità d'adattamento e, riproducendosi, competere con le specie di volatili che occupano la nicchia ecologica, con tutti gli immaginabili scompensi dell'equilibrio eco-faunistico. Eventualità del genere sono già avvenute. Ricordo che quando una specie alloctona, si insedia in un determinato ambiente, contrae numericamente altre specie autoctone, ponendosi in competizione con esse! In Puglia, nei dintorni di Bari, esiste da tempo una colonia nidificante in libertà di Parrocchetto monaco (Myopsitta monacus) e, la circostanza non deve meravigliare e neppure rallegrare!!! Ciao Mariella, alla prossima.
Francesco Chieppa