Subject: Richiesta per cocorita trovata
Buon pomeriggio Francesco,
purtoppo, a seguito della pecedente lettera postata nella sua rubrica, le
scrivo ancora per comunicarle una brutta notizia: la cocorita femmina (quella
comprata in negozio) e' morta ieri notte....
Il giorno dopo che le ho comunicato di aver trovato la veterinaria esperta
di patologia aviarie, ho portato le cocorite in questo studio; la dottoressa
ha detto che la cocorita aveva appunto gli acari e mi ha detto di disinfestare
la gabbia con il Neoforactil e di spruzzarlo anche sulle zampe della cocorita
una volta ogni 2 giorni e cosi' ho fatto.
La cocorita sembrava star bene, tant'e' che mangiava e giocava tranquillamente
con il suo compagno come al solito (anche se in realtà molti miglioramenti
per il fatto del ballo con le zampette, non ne avevo visti); era un po'
arruffata e alcune volte l'ho vista con gli occhi un po' stanchi, ma la
veterinaria mi aveva comunque spiegato che e' normale che la cocorita fosse
un po' infastidita in quanto gli acari che le camminavano sul corpo, non
la facevano dormire bene di notte.
L'ultima sera, improvvisamente l'ho vista un po' giu' (diversamente da tutta
la giornata) e prima di andare a letto, ho visto che per qualche minuto
alzava il becco in continuazione (tipo sbadiglio veloce).... La mattina
dopo l'ho trovata morta!
Ci sono rimasta malissimo perche' comunque non sembrava gravissima fino
al pomeriggio e poi invece, di colpo...
Anche la veterinaria e' rimasta un po' sorpresa, perche' comunque la cocorita
era bella nutrita e non presentava segni di debilitazione. Le ho fatto fare
l'autopsia ed il referto e' stato che aveva gli acari per tutto il tratto
tracheale, molto profondamente ... dice che era una cosa che si portava
dietro da molto tempo (molto piu' tempo di quando l'ho presa io) perche'
aveva addirittura delle ulcere lungo tutto il tratto.
Ora il problema e' che ho paura che l'abbia attaccati anche al cocorita
maschio (Poulie), devo portarlo dalla dottoressa, la quale pero' non mi
ha dato molta fiducia in questo senso, dato che al telefono (quando mi ci
sono sentita per sapere il risultato dell'autopsia) mi ha detto che non
c'e' nessun trattamento per l'acariasi delle vie respiratorie, quando invece
io so', grazie a lei, che le cure ci sono (ho letto anche su un sito ...
mi sembra fosse una risposta da una FAQ dal dott. Conzo, che si deve dare
una goccia di Ivomec diluito, ma era per i canarini)....
Volevo sapere cortesemente, questa malattia, che tempo di azione ha, prima
di portare i pappagallini ad uno stato avanzato e quindi alla morte, dato
che se Poulie ha contratto gli acari, sicuramente non sono passati piu'
di 10-15 giorni (da momento del contatto con la pappagallina).
Oggi sento cosa mi dice la veterinaria e poi le faccio sapere ... in caso
negativo con la veterinaria la prego con tutto il cuore di aiutarmi a salvare
Poulie, sono anche disposta senza indugio a pagarla ..
Mi sento inoltre enormemente responsabile nei confronti di Poulie, che se
si e' ammalato (lui che era cosi' bello e sano), e' stato per colpa della
mia negligenza ed ignoranza in materia, mettendogli insieme la cocorita
comprata.
Grazie mille anticipate....
Cordiali saluti.
Veronica - Latina
R
Gentile Veronica,
mi spiace per il triste epilogo avuto dalla vicenda. Non si preoccupi circa
il decorso della parassitosi respiratoria. E' molto lungo e porta a morte
i volatili affetti, in tempi piuttosto dilazionati.
E' nella logica evolutiva delle specie a vita parassitaria, danneggiare
lentamente l'organismo ospite, onde sopravvivere a sue spese il più
a lungo possibile, riproducendosi ripetute volte. Inoltre non esiste la
certezza che il suo psittacide maschio abbia ineluttabilmente contratto
la parassitosi, per contatto con la femmina deceduta. Le infestazioni da
acari, perchè possano cagionare malattia, richiedono spesso una particolare
predisposizione organica individuale, come ad esempio una scarsa efficienza
del sistema immunitario.
La terapia ideale contro l'Acariasi respiratoria - certamente possibile
e praticabile - si avvale di diluizioni di Ivermectina ( Ivomec per uso
veterinario ). Anche i piretroidi sintetici ad effetto residuale possono
giovare, ma non costituiscono comunque molecole di elezione terapeutica
per questa particolare affezione parassitaria.
Recentemente tuttavia, mi è stato riferito il caso di un allevatore
che ha risolto una forma respiratoria cronica di un canarino - evidentemente
di origine parassitaria - sottoponendolo a periodici trattamenti aerosol
con un prodotto piretroide.
La cura specifica deve prescriverla solo ed esclusivamente il medico veterinario,
figura professionale alla quale potrà certamente indirizzarsi con
totale fiducia, purchè lei sappia discernere accuratamente la professionalità
idonea, relativa al particolare settore specialistico che le interessa.
Io ancora non sono veterinario, quindi non posso più concretamente
aiutarla per il caso che ci sottopone.
Continui a seguirci sul periodico di ornitocoltura "Uccelli".
Cordiali saluti.
Francesco Chieppa
Gentile Sig. Chieppa,
vorrei sapere come eliminare i parassiti che si formano nei
nidi dei miei canarini durante il periodo della cova e dell'allevamento, nonostante
io sia molto attento all'igiene delle mie gabbie.
La ringrazio anticipatamente, distinti saluti.
Francesco Giannella - Barletta
R
Gentile Signor Giannella,
se per ectoparassiti intende l'Acaro rosso ( Dermanyssus gallinae
), evidenziabile in guisa di un puntino rosso, allorchè ha consumato
il pasto di sangue a spese di nidiacei ed adulti, devo dirle che il problema
non è di semplice risoluzione. Questi acari vivono infatti nell'ambiente
e sulle attrezzature di allevamento, annidandosi negli interstizzi delle gabbie,
nell'incavo dei posatoi, anfratti di nidi ed accessori; portandosi solo transitoriamente
sui volatili - in genere nelle ore notturne - il tempo
necessario a nutrirsi di sangue ( ematofagia ). La femmina del parassita sessualmente
matura, depone molte uova per diverse settimane, nascondendole in fessure
ed anfratti di ambiente ed infrastrutture. Il Dermanyssus adulto è
in grado di
sopravvivere ad un periodo di totale digiuno, anche per più di un anno.
Ulteriori notizie sul ciclo biologico dell'aracnide, le troverà nella
rubrica "L'Esperto
Risponde" che curo per il periodico di ornitocultura "Uccelli"
- sito web:
www.uccellibis.com consultando i quesiti di febbraio 2004.
Come intervenire? Tratti tutti i canarini adulti ed i novelli
già impiumati, con una goccia/capo di Fipronil ( Frontline Spot On
). Distribuisca il prodotto sulla cute della zona posteriore del collo, dove
il pennuto non potrà assumere per via
orale il farmaco insetticida.
Distribuisca della polvere antiparassitaria a base di piretro nell'imbottitura
dei nidi e, dopo aver allontanato gli uccelli, nebulizzi gabbie, posatoi,
attrezzature, con un prodotto a base di piretroidi sintetici ad effetto residuale,
tipo il
Neo Foractil. Tenga presente che i trattamenti vanno estesi anche alle pareti,
pavimenti, persiane, tapparelle ed ogni altra infrastruttura dei locali d'allevamento,
ricettacolo potenziale dell'acaro. E' opportuno ripetere la disinfestazione
ambientale con cadenza quindicinale, sino a totale scomparsa dell'Acaro rosso,
ritrattando per una seconda volta con il Fipronil, volatili adulti e pulli
piumati, a distanza di un mese dal primo intervento.
Il Dermanyssus gallinae può essere veicolato in allevamento
da eventuali uccelli selvatici che avessero contatti con i suoi canarini
( passeri, piccioni ), ma anche occasionalmente da allevatori in visita al
suo aviario.
Non sottovaluti il problema, perchè le grosse infestazioni
da Acaro rosso, sono in grado di compromettere seriamente
tutto il ciclo di allevamento: anemizzando e debilitando i riproduttori e
procurando la morte dei pulli di pochi giorni. Inoltre, si ritiene che il
Dermanyssus galline possa costituire un vettore di batteri e virus patogeni,
quale ad esempio il temibile Poxvirus del vaiolo del canarino.
Cordialmente.
Francesco Chieppa
Salve,
sono Vittorio, un ragazzo di 16 anni che ha sempre avuto la passione per
gli uccelli, ma che ha cominciato a dedicarsi a loro solo da 5 mesi. Attualmente
possiedo 5 uccelli, più precisamente: un cardellino (catturato da
un mio amico 1 anno fa), una canarina nata in gabbia, una verdona di un
anno presa dal nido, un ibrido cardellinoxcanarina e un ibrido canarino
x verdone. Attualmente tengo il cardellino, il verdone e l'ibrido cardellino
x canarina in una gabbia 1m x 1.50m x 1m, mentre i rimanenti in una comune
gabbietta. Potrebbe darmi qualche consiglio per far accoppiare il cardellino
con il verdone? Ho saputo che il cardellino se maschio, anche catturato
si accoppia, e' vero? Tra poco portero' a termine la mia nuova voliera con
rifugio invernale, precedentemente era un pollaio, e vorrei sapere da lei
quanti uccelli potrei inserirvi. Il disegno non e' un granché ma
si dovrebbe capire.
Vittorio Genco
R
Gentile Lettore,
le ibridazioni richiedono tantissima pazienza ed il loro buon esito, dipende spesso da una notevole dose di fortuna, oltre che dall'adozione di una corretta tecnica di allevamento. Fa svernare intanto i due promessi sposi, da soli nello stesso contenitore, se la cosa non comportasse problemi di eccessiva conflittualità interspecifica. Sì è vero, vengono segnalati casi di cardellini maschi presicci che dopo pochissimo tempo dalla cattura, hanno fecondato canarine.
Tuttavia non parlarmi più di catture, non mi piace: ti ricordo che è assolutamente vietato detenere fringillidi prelevati dall'avifauna selvatica. Senza inanellare i tuoi soggetti indigeni ed essere in possesso delle relative licenze ad allevare in cattività, non potrai vendere sul mercato ufficiale le tue produzioni, nè partecipare con esse alle mostre ornitologiche!!!
Inoltre, nella pratica dell'allevamento amatoriale si ottiene tanto di più, in termini soprattutto di risultati riproduttivi, impiegando soggetti anellati e provenienti da regolari nascite e selezione in cattività!!!
Ciò premesso, complimenti per il locale che stai ristrutturando. Potrai collocarvi benissimo 5/6 coppie di uccelli indigeni, magari dotando la voliera esterna di vegetazione, ma molte di più se ti orienti verso i canarini di colore, o soprattutto i pappagallini ondulati. Quest'ultima specie predilige magnificamente l'allevamento in colonia. In un volierone di 5 metri di lunghezza - tra parte interna ed esterna - potrai inserire anche 20/30 coppie del grazioso psittacide australiano, con l'accortezza di sistemare nella parte alta dell'aviario, un numero di nidi superiore a quello delle coppie alloggiate e di collocare altrove i pulli svezzati.
Complimenti per la passione ornitofila in erba. Continua a seguirci sul web e leggere il periodico mensile "Uccelli". Quando avessi nuovamente bisogno di un'imbeccata su argomenti specifici, ora sai dove trovarci. Saluti ed auguri!
Francesco Chieppa

Sono sempre Lorenzo,
Le volevo fare un'altra domanda a proposito delle cocorite. Io nutro i miei uccelli con cibi preconfezionati, ma non di solo semi, anche aromi naturali, frutta e uova. Può bastare questo per loro? Grazie!
Lorenzo
R
Gentile Ornitofilo,
intende affermare che alla consueta miscela di semi, lei associa
un pastoncino preconfezionato, contenente altri semi, delle essenze quali
aromi naturali, frutta ed uova? Trattasi di sfarinati integrati, studiati
appositamente per le specie di piccoli granivori domestici. Costituiscono
un valido ed insostituibile alimento. Piuttosto, io scarterei i pastoncini
con
aggiunta di semi, frequentemente non di recente raccolto e veicolo di muffe
e micotossine, batteri ed altri microrganismi che trovano nei nutrienti del
composto alimentare, un ottimo terreno di coltura.
Dunque: pastoncino sì, ma possibilmente privo di semi
aggiunti.
Periodicamente integrerà la dieta dei suoi beniamini con un preparato
multivitaminico e fornirà ad essi - ad libitum - del grit integrato
con sali minerali, oltre al tradizionale osso di seppia.
Rammenti che una dieta varia e completa, contribuisce in modo determinante a mantenere gli uccellini in buona salute, consentendo loro anche una proficua attività riproduttiva. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Egr. Sig. Francesco,
a mia moglie è successa una cosa strana. Mentre abbrustoliva su di
una piastra alcune fette di melanzana senza alcun condimento, 4 dei 6 volatili
che possedevo sono morti a cominciare da quelli posti più in alto.
Ho salvato solo i due ciuffolotti messicani nelle gabbia più in basso.
Ho letto di un allevatore che ha perso metà dei suoi soggetti, perchè
raggiunti dal fumo di cottura dei peperoni.
Sa dirmi se la morte è provocata dai prodotti di combustione di questi
vegetali (anidride carbonica e ossido di carbonio) o si tratta di qualche
sostanza, altamente tossica, ( i canarini sono morti in pochi minuti, nonostante
la finestra aperta e due di essi siano stati portati sul terrazzo quando ancora
non davano segni di sofferenza ) che si sprigiona durante il processo di cottura
di queste Solanacee? Il fumo di tabacco ( un'altra solanacea ) è tossico
per i canarini? Le patate e i pomodori (anch'esse solanacee) sono altrettanto
tossiche?
Nel ringraziarLa anticipatamente le porgo cordiali saluti.
Bruno Musumeci - Genova
R
Gentile Sig. Musumeci,
gli uccellini ornamentali non andrebbero mai collocati in cucina, poichè
è comprovato che i fumi prodotti dalla preparazione degli alimenti,
possono nuocere ai pet piumati. Circa il quesito specifico che mi sottopone:
se la cottura delle melanzane è avvenuta su piastra del tipo antiaderente
rivestita in teflon, allora riconduca con tutta certezza a questa causa il
decesso dei suoi volatili.
Il teflon surriscaldato sviluppa infatti politetrafluoroetilene: gas molto
tossico e rapidamente mortale per gli uccelli. Qualora invece non sia stato
usato pentolame di teflon, non è da escludere che la dispersione allo
stato gassoso degli alcaloidi contenuti nelle solanacee ( peperoni, melanzana,
ecc.), possa costituire una fonte di avvelenamento a decorso acuto, per gli
uccelli esposti a dette esalazioni.
Il fumo di sigaretta ( tabacco ) è certamente insalubre per tutti gli
animali che vi venissero esposti. Irrita infatti la mucosa respiratoria e
può costituire una concausa della sindrome da autodeplumazione ( Feather
Picking ), negli psittacidi.
Francesco Chieppa
Gentile Sig. Chieppa,
mi aiuterebbe a sessare le mie cocorite? Come le dicevo, entrambe hanno la cera blu, ma una leggermente più chiara e l'altra più scura, quest'ultima inoltre ha anche la lingua e le zampette blu, mentre l'altra no. C'è differenza?
Lorenzo
R
Gentile Ornitofilo,
il sessaggio del pappagallino ondulato, si pratica in relazione alla tonalità cromatica della cera cornea circostante le narici. Nei soggetti adulti, il maschio presenta cera color blu, la femmina marrone.
Tutti gli altri particolari che riferisce, non costituiscono indizio per la determinazione sessuale delle cocorite. Dalla foto che mi allega, credo potersi affermare che i due pappagallini ritratti siano entrambi maschi.
Cordialità.
Francesco Chieppa
Subject: Mutazione?
Circa due mesi fa ho acquistato un verdone femmina. Il suo colore era quello
classico della specie, ma adesso ho l'impressione che le sue piume stiano
assumendo un colore che va sul bianco, soprattutto nel petto.
E' possibile che nonostante il periodo della muta sia finito, stia ancora
effettuando il cambio delle penne? Si potrebbe trattare di una particolare
mutazione?
Vittorio Genco
R
Gentile Ornitofilo,
la comparsa improvvisa di piume e penne depigmentate, in un esemplare a
piumaggio melaninico, è spesso diretta conseguenza di squilibri alimentari,
avvertiti dal volatile durante la muta.
Ad esempio: carenza di aminoacidi essenziali come la metionina, e/o di oligoelementi
come rame ed altri.
Se il verdone continua a rinnovare il piumaggio, è ancora in muta,
o falsa muta ( muta continua e sregolata, determinata da stress di varia
origine, e/o cause patologiche ). Avrebbe fatto meglio ad inviarci delle
foto del soggetto, per una più congrua valutazione del caso che ci
espone! Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Asma o acariasi respiratoria?
Gentilissimo Francesco Chieppa,
vorrei sottoporle alcuni quesiti.
In questi giorni ho acquistato dei canarini rossi ed una femmina sembra abbia problemi respiratori. 1) Come faccio a definire se si tratta di asma oppure di acariasi respiratoria;
2) Quali provvedimenti è possibile adottare nelluno e nellaltro caso;
Io abito in provincia di Benevento, ma essendo più vicino a Foggia mi potrebbe consigliare un veterinario a cui potermi rivolgere in tale zona (Foggia, Lucera, ecc.).
Ringrazio e porgo i più cordiali saluti.
V. DOnofrio
R
Gentile Lettore,
non sempre la sintomatologia respiratoria denotata dai nostri uccellini, è indice di affezione alle vie aeree. Anche una epatomegalia ( ingrossamento dell'organo epatico ), può talora produrre sintomi a carico dell'apparato respiratorio, a causa della compressione esercitata da lobi epatici ipertrofici, su polmone ( negli uccelli cavità toracica ed addominale non sono separate dal muscolo diaframma ) e/o sacchi aerei.
Mi scrive di canarini a fattore rosso, dunque un'epatopatia da uso prolungato del colorante sintetico, è possibile ed ipotizzabile. Oppure potrà trattarsi effettivamente di una patologia respiratoria. Se di origine batterica, micotica, o parassitaria ( l'Acariasi respiratoria è oggigiorno in sensibile decremento, grazie all'impiego - spesso spropositato da parte degli allevatori - di antiparassitari a base di Piretroidi sintetici, Fipronil ed Ivermectina, per la profilassi delle ectoparassitosi ), sarà il veterinario a stabilirlo visitando l'uccellino, e sottoponendo - eventualmente - dei prelievi biologici ad esami di laboratorio. Nel frattempo, provveda ad isolare il canarino sofferente, sistemandolo in un posto caldo e riparato.
Per reperire un medico veterinario esperto di volatili d'affezione, le consiglio di provare a contattare l'Ordine Provinciale dei medici veterinari di Foggia. Cordialmente ed auguri!
Francesco Chieppa
Egr. Sig. Chieppa,
le scrivo per chiederle alcune informazioni e curiosità sui canarini,
le porgo le seguenti domande:
1) si avvicina l'inverno e per la prima volta ho sistemato in esterno la
gabbia dei canarini, le premetto che sono alloggiati in una voliera sulla
quale ho provveduto a sistemare su 3 dei 4 lati, dei pannelli per evitare
spifferi d'aria e la notte metto davanti al lato scoperto un foglio di plastica
trasparente, per evitare freddo eccessivo. Le volevo chiedere se è
utile dare ai piccoli uccellini anche qualche cosa ( vitamine, qualche medicinale
), che possa evitargli problemi di respirazione o altro. La mia protezione
è sufficiente a fargli passare un tranquillo inverno? Le aggiungo
che vivo a Caserta dove notoriamente non conosciamo un clima rigido.
2) Dopo tanta ricerca sono riuscito a comprare un cardellino e vorrei farlo
accoppiare la prossima primavera con una canarina, essendo del 2004 è
possibile fare ciò? Basta un anno di vita per far sì che il
piccolo cardellino sia pronto all'accoppiamento? Inoltre volevo chiederle
un'altra cosa in merito: avendo 2 canarine rosso mosaico, una giallo mosaico,
una opale a fattore rosso, un'agata a fattore rosso, una opale a fattore
giallo e una pezzata, con quale di queste lei mi consiglia l'accoppiamento?
3) Potrebbe darmi altre informazioni sulla somministrazione di cicoria ai
canarini? Va bene quella che comunemente si trova in campagna? Come gliela
servo?
Spero di non essermi dilungato troppo e di ricevere quanto prima una sua
risposta, nell'attesa Le invio i miei più cordiali saluti.
Piero Cifaldi - Caserta
R
Gentile Sig. Cifaldi,
passo a rispondere ai quesiti che mi sottopone:
1) I Canarini di colore possono benissimo svernare all'esterno, con l'accortezza
di schermare l'aviario, onde proteggerlo dalle correnti d'aria fredda. Non
bisogna ricorrere all'uso di farmaci a scopo di profilassi. La vita all'aria
aperta riduce la possibilità di contrarre microrganismi patogeni
dell'apparato respiratorio, eventualità più facile a realizzarsi
in ambienti sovraffollati e con scarso ricambio d'aria. Le uniche integrazioni
che dovrà praticare per i suoi pennuti, sono le consuete periodiche
a base di vitamine e sali minerali. In periodi particolarmente freddi, incrementi
la razione di semi oleosi ( energetici ) della miscela.
2) il Cardellino sarà certamente fertile ad un anno di vita. Occorre
ibridarlo con canarini di varietà e tipi a comportamento genetico
dominante, così da poter ottenere degli F1cromaticamente simili alla
canarina. L'Opale non può andar bene, (mutazione sostenuta da un
gene autosomico recessivo ) e neppure l'Agata ( mutazione recessiva sessolegata
). Il pezzato non dovrebbe donarle nulla di interessante. Resta il mosaico,
scelta decisamente da privilegiare. Mi procurerei anche una canarina bianco
dominante, che potrebbe regalarle ibridi chiari in connubio con il cardellino.
Comunque in questo campo molto é demandato alla fortuna.
3) La cicoria selvatica va benissimo, purchè provenga da terreni
sicuri, non trattati con pesticidi e lontani da arterie stradali particolarmente
trafficate, onde eludere inquinamenti provenienti dai gas di scarico degli
autoveicoli. Può somministrarla direttamente in foglie ed infiorescenze,
oppure tritata ed aggiunta al pastoncino. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Ciao Francesco,
sono teo del forum FOI. Ti ricordi??
ma come si fa ad abbonarsi alla rivista Uccelli? Non c'é un sito
Internet??
Un giorno potro' visitare il tuo allevamento??
Un'altra domanda:
cosa posso fare per capirne di piu' sulla genetica e i colori del canarino???
Ho comprato Canaricoltura e i Colori nel canarino,che ne pensi??
Ciao e grazie. Matteo
R
Ciao Teo,
per abbonarsi alla gloriosa rivista di ornitocoltura "Uccelli": uno dei primissimi periodici di avicoltura pubblicati in Italia. Antecedente allo stesso Organo FOI "Italia Ornitologica", puoi consultare il sito internet delle Edizioni Ibis, alla seguente URL: www.uccellibis.com
oppure scrivere alla redazione: Edizioni Ibis s.r.l. - Via Colussi, 22 - 33100 Udine - Tel. e Fax: 0432/44620 - Mail: uccelliibis@libero.it
I testi che mi elenchi sono ottimi. Le Edizioni Alcedo, hanno recentemente pubblicato un nuovo libro di genetica e selezione del Canarino di Colore, scritto dal giudice FOI: Diego Crovace che, in considerazione della preparazione tecnica dell'amico Diego, sarà senz'altro un ulteriore classico della materia. Il mio allevamento potrai visitarlo quando vorrai, previo contatto, magari subito dopo le prossime mostre ornitologiche. Ma sei per caso mio concittadino o corregionale? Saluti.
Francesco Chieppa
Salve egregio sig. Chieppa,
mi chiamo Giorgio e sono un neo-appassionato di canaricoltura e per questo
mi servono i suoi consigli estremamente preziosi. Ieri mi hanno regalato
un canarino che ho riconosciuto come un onice ma, per sicurezza le allego
due
foto.Vorrei comperargli una compagna ma non so quale sia il colore più
adatto, nè se deve essere intensa o brinata.
Inoltre la curiosità mi spinge a chiederle quale siano i risultati
tra due intensi o due brinati. E' davvero grave fare effettuare questi accoppiamenti?
Grazie per l'attenzione e arrivederci.
Giorgio
R
Gentile Lettore,
dalle foto che mi ha allegato, dovrebbe trattarsi di un canarino di colore
Nero Onice a fattore bianco ( Onice Ardesia ).
Andrebbe dunque unito ad un portatore di Onice: preferibilmente un nero
giallo avorio ( Oliva ), o anche nero giallo
( Verde ). L'accoppiamento ardesia x ardesia, in genere non produce i migliori
soggetti ardesia. Poco indicato anche l'assortimento Onice x Onice.
Gli Onice più pregiati sarebbero infatti frutto di unione tra Onice
e portatore di Onice.
Deve preferire un portatore a fondo molto sporco di feomelanina, poichè è notorio - ed in tal senso ho verificato direttamente nel mio allevamento - che la mutazione Onice trasforma la feomelanina bruna del Nero tipo base, in eumelanina nera, conferendo ai canarini mutati quel caratteristico effetto fuligginoso.
Il soggetto ritratto dovrebbe essere un intenso, dunque gli andrebbe cercato un partner brinato. Dall'osservazione delle foto del suo canarino, mi avvedo presentare delle penne depigmentate, difetto ascrivibile a provenienza da ceppo geneticamente difettoso e/o a carenze di aminoacidi essenziale ed alcuni oligoelementi, durante la muta.
Circa l'assortimento tra categorie, tenga presente che l'accoppiamento ortodosso è sempre: Intenso x Brinato. Praticabile talora quello Intenso x Intenso; di alcun valore selettivo l'unione tra brinati.
Di seguito le trascrivo la risposta ad un quesito analogo al suo, pervenuto a febbraio 2004 da parte di un altro Lettore della rivista "Uccelli".
Ricordo a quanti ci seguissero, l'indirizzo internet del sito delle Edizioni Ibis, dove consultare la mia rubrica "L'Esperto Risponde": www.uccellibis.com.
Francesco Chieppa


Gentilissimo Franco,
Come certamente saprà, la categoria intenso è una mutazione dominante dell'ancestrale brinato. Comporta la riduzione delle dimensioni della piuma, in lunghezza e soprattutto larghezza, consentendo al pigmento lipocromico di saturarla in modo completo ed assai concentrato. Da questo fenomeno fisico-chimico-strutturale di natura genetica, deriva la colorazione netta ed accesa, che contraddistingue i buoni soggetti intensi, dotati di piumaggio sempre ben aderente alla sagoma corporea.
L'accoppiamento di due soggetti a struttura intensiva, produrrà: 25% di soggetti omozigoti ( doppi intensi ); 50% di intensi eterozigoti - in genere buoni - ed un restante 25% di brinati mediocri, in quanto a brinatura e qualità di piumaggio.
I canarini geneticamente doppi intensi, denoteranno generalmente taglia
ridotta; portando un piumaggio strutturalmente ridimensionato in lunghezza
e larghezza, con la ricorrente presenza di zone perioculari a cute scoperta.
Questi omozigoti, potranno essere accoppiati a brinati molti tipici, generando
per solito ottima progenie.
In relazione al quesito che mi pone, direi che può senz'altro in caso di necessità, riprodurre tra razzatori intensi - a patto che non si tratti di riproduttori già geneticamente a doppio fattore intenso. La prole rinveniente da unione di partner intensivi, andrà comunque tassativamente accoppiata, secondo il consueto assortimento: intenso x brinato.
Non mi resta che augurarle Buone Cove!
Francesco Chieppa
Subject: Lipocromico con tracce di melanina
Ciao Francesco,
avrei bisogno di un tuo parere: sono arrivato a formare le coppie x il 2005
e purtroppo sono malmesso. E' possibile accoppiare due fratelli della stessa
nidiata? Non ho altre soluzioni possibili per incompatibilità di
colori e sesso. Mi rimane un giallo che ha fatto 90 punti domenica, e posso
solo metterlo con sua sorella che mi ha fatto 89, con un problema di macchia
sotto la pancia. La macchia melaninica è piccola, lo so che il prossimo
anno alcuni possono avere macchie e altri no, mi conviene accoppiarli oppure
non faccio questa coppia?
Ciao.
Piero Manavella - Torino
R
Ciao Piero,
l'accoppiamento fratello x sorella comporta un livello elevatissimo di consanguineità.
Si potrebbe in via eccezionale anche praticare, ma i soggetti da unire devono
presentarsi perfetti dal punto di vista dello standard di Razza.
Macchie melaniniche e canarini lipocromici, stanno tra loro come il diavolo
e l'acquasanta! La presenza di melanine sulla livrea dei Canarini di Colore
di varietà lipocromica, è indice di ceppo poco selezionato
e quel difetto, se non si è drasticamente rigorosi nell'eliminarlo,
di tanto in tanto ritorna nelle nidiate.
Quindi la mia risposta all'utilizzo riproduttivo della femmina macchiata,
è decisamente negativa! Saluti.
Francesco Chieppa
Possiedo un ibrido (canarino e cardellino) da circa due anni. Da due settimane
l'animaletto ha una respirazione molto affannosa, ma non sibilante, è
quasi sempre sul posatoio, con le ali arruffate e ogni tanto mangia qualcosa.
Ho provato a somministrargli un antibiotico ad ampio spettro, ma non ho
riscontrato alcun miglioramento. Può gentilmente darmi qualche consiglio
a proposito? Di cosa può trattarsi ? La ringrazio.
Bruno Calzolari
R
Gentile Ornitofilo,
l'unico consiglio valido che possa darle, è quello di portare il
suo ibrido - senza ulteriori indugi - all'osservazione di un medico veterinario
esperto di clinica dei piccoli volatili da gabbia. Per emettere diagnosi
e consigliare terapie, è infatti necessario essere medici veterinari
e - soprattutto - visitare il piccolo paziente, sottoponendolo ad un esame
clinico ed eventualmente, a prelievi di campioni biologici da sottoporre
ad analisi di laboratorio.
Un uccellino con evidenti difficoltà respiratorie, induce quasi sempre
l'allevatore a pensare ad una patologia a carico delle vie aeree. Invece
potrebbe trattarsi di una grave epatopatia, causa di compressione meccanica
di polmoni e/o sacchi aerei - gli uccelli mancano del muscolo diaframma
e presentano cavità toracica ed addominale intercomunicanti - da
parte del fegato ipertrofico! E' evidente che in questi casi una terapia
antibiotica non risulta risolutiva, ma ha l'effetto di aggravare la patologia
preesistente. Viceversa può trattarsi effettivamente di affezione
respiratoria, ma di origine micotica, o parassitaria.
In questa ulteriore evenienza, una cura antibatterica ( utilizzando chemioantibiotici
), non sortirà alcun effetto terapeutico.
Ecco perchè ricorrere al medico veterinario! Auguri e ci faccia sapere.
Francesco Chieppa
Salve,
volevo sapere cosa può esssere il fatto che alla mia bengalinasi
stia formando una pallina di escrementi che non si stacca dalla cloaca.
Il maschio ha avuto già questo problema ed è morto; questa
la sto curando con del furos da 50gr., che devo fare? Aspetto una vostra
risposta. Ciao, grazie! ( lettera anonima )
R
Gentile Ornitofilo,
il tappo cloacale di feci, va rimosso dopo averlo inumidito con dell'acqua tiepida. Molto probabilmente il suo uccellino presenta una cloacite ( infiammazione della cloaca ) da cause infettive e/o inadeguato regime dietetico. L'unico suggerimento valido che io possa darle, è quello di portare il pennuto all'osservazione di un medico veterinario esperto, oppure fare analizzare da un centro diagnostico veterinario delle feci fresche, onde escludere cause infettive. Qualora all'origine del problema che ci espone non dovessero esserci agenti microbici - e sempre che non decidesse nel frattempo di rivolgersi ad un medico veterinario - ritorni a scriverci e vedremo di consigliarle un regime dietetico adeguato, in relazione a quello che già adotta attualmente.
Tenga tuttavia presente che l'esame batteriologico delle feci, non può essere convenientemente eseguito durante una terapia antibiotica, che ne falserebbe probabilmente l'esito. Pertanto, protragga la terapia per una settimana. Qualora non dovesse notare miglioramenti, sospenda e dopo qualche giorno si procuri dei campioncini di feci fresche del suo uccellino, da far sottoporre ad esami di laboratorio. Auguri e la prossima volta la preghiamo di firmarsi!
Francesco Chieppa
Subject: Merlo indiano indisposto
Gentile sig. Chieppa,
ho qui a casa con me, in una voliera, una femmina di merlo indiano, ha
circa tredici anni.
Da qualche settimana mostra il respiro un po' rumoroso, forse dovuto alla
presenza di catarro nelle vie respiratorie a me sembra; fa degli starnuti
e qualche volta anche la voce è modificata in certe parole che ora,
ogni tanto, pronuncia con tonalità più bassa e vibrante. Vorrei
dei consigli al riguardo. Grazie.
Guglielmo Panella - Salerno.
R
Gentile Sig. Panella,
quanto ci riferisce potrebbe certamente costituire indizio di un'incipiente patologia, a carico di siringe e/o apparato respiratorio, ma anche di altri eventi patologici sistemici, fattori di stress o ambientali, presenza di corpi estranei, ecc.
Ritengo pertanto che dovrebbe fare esaminare la sua maina da un medico veterinario esperto, che possa accertare con un esame clinico diretto, supportato da eventuali analisi di laboratorio, lo stato di salute del suo beniamino alato. Auguri e ci tenga informati!
Francesco Chieppa
Buongiorno.
Ho trovato il Suo indirizzo e-mail cercando informazioni sui canarini in
rete. Mi permetto perciò di scriverLe, nella speranza che possa aiutarmi.
Quand'ero ragazzina, insieme ai miei fratelli mi appassionavo molto per
i canarini che i nostri genitori ci avevano acquistato; non avevo però
la possibilità, soprattutto economica, di accudirli al meglio o magari
di acquistare esemplari più "interessanti".
Adesso ho una casa mia e una bimba di tre anni; chissà come giorni
fa mi è tornata in mente la gioia che provavo nel vedere i piccoli
che uscivano dal nido: mi sono collegata ad Internet e ho trovato mille
informazioni, appassionandomi ancora di più.
Detto fatto: sono uscita di casa e ho girato per i negozi di animali di
Cagliari (Non molti e non molto forniti, a dire il vero) finchè non
ho acquistato la gabbia più grande che ho trovato (H33xL55xP28) completa
di accessori vari e vaschetta per il bagno, un treppiede per appenderla,
mangime (Per il momento di quello già pronto), biscotti e sabbietta.
E naturalmente, una coppia di canarini.
Successivamente però ho scoperto l'esistenza di un allevamento amatoriale
di canarini di colore a pochi chilometri da casa. Sono andata a vederlo,
e il proprietario, gentilissimo e disponibile, ha acconsentito a cedermi
una coppia di novelli bianco recessivo; ha anche esaminato la mia precedente
coppia, definendo il maschio "opale" e la femmina (ma secondo
lui è un maschio) "giallo brinato". Nel darmi la coppia
di bianchi, mi ha specificato che mi dava esemplari con tipologia di piumaggio
fra loro diversa, per evitare problemi alle mute.
Fatta questa logorroica presentazione, potrebbe rispondere a qualche mia
domanda?
Prima: ho due possibili collocazioni per i miei quattro Titti; mi consigli!
Primo posto, una veranda aperta. Tenuto conto che qua nel sud Sardegna anche
d'inverno ben di rado la temperatura scende sotto i 10 gradi, li posso tener
fuori tranquillamente, e in tal caso in una veranda esposta ad est o in
una esposta ad ovest? C'è da dire che la mia isola è però
alquanto ventosa, perciò sarebbe forse preferibile la soluzione due:
una lavanderia chiusa, esposta ad ovest, con una grande finestra apribile
anche a vasistas. O magari, è meglio che mi abitui a tenerli fuori
durante il giorno e dentro durante la notte? Ma a volte rientro tardi, mi
troverei perciò a spostarli quando già stanno dormendo. Alcuni
vicini hanno dei canarini che stanno costantemente fuori, estate e inverno,
ma mi pare di aver capito che i bianco recessivo sono leggermente più
bisognosi di cure degli altri canarini; è vero?
Seconda: ho già valutato che il treppiede è una gran schifezza,
perciò vorrei cambiarlo, insieme alla gabbietta e considerato che
non posso usare una vera e propria voliera, con una di quelle gabbie con
un solido supporto, magari dotato di ruote. Però le dimensioni massime
che ho trovato nei cataloghi sono praticamente uguali a quella che già
ho. Non è che mi sa dire se ne esistono più grandi, se è
possibile acquistarle via Internet, magari di tipo "inglese" ovvero
chiuse su tre lati, e nel caso mi da' l'indirizzo? Sono impazzita cercando
con Google, senza trovare nulla. Sono interessata soprattutto perchè
leggevo che i novelli hanno bisogno di una gabbia di almeno un metro di
lunghezza per poter sviluppare una buona muscolatura alare e quindi crescere
bene. E a proposito di gabbie e accessori vari, fino a che punto è
importante la grata metallica sul fondo? Se la gabbia è sufficientemente
grande e il fondo è a cassetti e viene pulito, diciamo, due volte
la settimana, si può fare a meno della grata? E la famosa "sabbietta",
è meglio metterla appunto sul fondo della gabbia o a parte in qualche
mangiatoia, mettendo sul fondo dei giornali?
Terza: nel fare accoppiare tra loro i due esemplari bianco recessivo, devo
seguire qualche precauzione particolare? Mi spiego meglio: in uno dei siti
che ho visitato, si diceva che periodicamente bisogna far accoppiare i bianco
recessivo con esemplari di altro colore, allo scopo di evitare un non meglio
precisato "indebolimento del sangue" nei riproduttori. Mi pare
una sciocchezza senza alcun fondamento, tuttavia preferisco chiedere a Lei.
Quarta: quante probabilità ho di addomesticare i pennuti fino al
punto di farli mangiare dalla mia mano? Mi è stato detto che ci si
può riuscire e sto provando ad allettarli con dei pinoli, ma si guardano
bene dall'accettarli da me, nonostante lunghi e tediosi appostamenti.
Quinta: su consiglio dell'allevatore, sto tenendo le due coppie rigorosamente
separate. E' il caso di tenerle separate PER SEMPRE, o dopo un ragionevole
intervallo di quarantena posso metterli insieme, soprattutto se riesco a
trovare una gabbia grande?
Infine, giorni fa il maschio opale presentava un'escrescenza alla fine dell'ossatura
alare sinistra. Viste le dimensioni e l'aspetto (Gonfia di sangue, circa
tre o quattro millimetri di diametro, dura al tatto) ero sicura fosse una
zecca. Preso il coraggio a quattro mani e il canarino con una sola (E ben
guantata!), ho cosparso l'escrescenza di olio e mi sono preparata a togliere
la cosa schifosa; grazie a Dio non ho neppure pensato a bruciarla (A dir
la verità ero alquanto incerta anche sull'olio, ma con i cani si
fa così...), perchè al dunque non era affatto una zecca ma
una penna incarnita... Credo si chiamino "lumps". Sono riuscita
ad estrarla e ho disinfettato la parte (Anche il giorno dopo), ma vorrei
sapere: è per evitare questi problemi che l'allevatore mi ha dato
due bianchi con "piumaggi diversi", facendomi notare appunto le
differenze nelle penne? Il canarino opale sarà sempre soggetto a
questi problemi, o può essere anche un problema sporadico?
Mi rendo conto di aver ceduto come sempre alla mia logorrea, ma francamente
Lei mi è sembrato così disponibile e preparato che ho deciso
di approfittarmi un tantino (Beh, forse più di un tantino) della
Sua gentilezza.
Risponda come può e vuole a quel che può e vuole; Le sarò
grata per ogni minuto che potrà dedicarmi!
Grazie!
Monica Boldetti - Cagliari
R
Gentile Signora,
rispondo subito alla sua lettera, espressione di fresca e rinnovata passione
per l'hobby ornitofilo. Passo ad esaminare i diversi punti:
1) sistemazione: opterei per il locale chiuso con finestra a vasistas, facendo
in modo che l'ambiente possa ricevere una buona illuminazione di tipo naturale
- senza cioè accensioni serali di lampade. Il locale non dovrebbe
essere particolarmente umido ed il vano finestra andrebbe protetto con una
rete zanzariera, qualora d'estate vi fossero zanzare. Non v'è la
necessità di dover esporre all'esterno i canarini, purchè
possano godere nel locale di un minimo di luminosità e magari anche
di qualche benefico raggio di sole, su parte della loro stia.
2) i bianchi recessivi sono canarini di colore come tutti gli altri. In
origine, i primi ceppi di bianchi recessivi in circolazione, avevano difficoltà
ad assorbire e metabolizzare alcune vitamine, oggi la pluriennale selezione
della varietà, ha eliminato l'inconveniente.
3) A parte le farò pervenire l'indirizzo di alcune case produttrici
di gabbie e batterie di tipo inglese. Non posso farlo in pubblico, utilizzando
la sua interessante missiva per la rubrica di risposte a quesiti, che curo
per il periodico di ornitocoltura "Uccelli": www.uccellibis.com
La griglia di fondo è indispensabile ad evitare il contatto dei volatili
con le deiezioni, onde prevenire la trasmissione di patologie a ciclo oro-fecale,
come la Coccidiosi, la Megabatteriosi, ecc..
Per rivestire il cassetto della gabbia, può utilizzare dei giornali,
o eventualmente la sabbia. A parte andrebbe messo a disposizione dei volatili
del grit calcareo, quale integratore minerale e coadiuvante meccanico dei
processi digestivi.
4) Il bianco recessivo può essere tranquillamente accoppiato in purezza,
con l'accortezza di unire soggetti a piuma lunga e larga ( brinati ) ad
altri a piuma stretta e corta ( intensivi ).
5) L'addomesticamento necessita di metodo e pazienza, e presenta maggiori
probabilità di successo, iniziando a praticarlo subito dopo lo svezzamento
dei novelli. Occorre provare e riprovare in continuazione.
6) Se ha intenzione di far riprodurre le due coppie, deve attualmente tenerle
separate per sesso. Possibilmente le due femmine insieme ed i due maschi,
separati in altrettante gabbie. Riunirà le coppie, una per gabbia
a metà febbraio, per concedere ad esse il nido ai primi/ metà
marzo.
7) Il canarino Nero Opale, ha effettivamente la tendenza alla ipopteronosi
cistica ( lumps ). Trattasi di cisti prodotte dalla crescita anomala di
penne. La penna, invece di emergere in superficie, finisce per aggrovigliarsi
su se stessa, crescendo verso l'interno, ed il follicolo degenera in cisti.
Le cause dei lumps sono diverse, ma recenti studi tendono a privilegiare
una genesi ereditaria del fenomeno, unitamente alla pratica di accoppiamenti
errati, tra soggetti a piuma lunga ( brinati ). Con gli Opale, privilegiare
sempre l'unione di puro per portatore, anche per evitare piumaggi scomposti.
Ad ogni modo la bella mutazione Opale non presenta difetti, qualora si possa
contare su ceppi accuratamente selezionati.
Cordiali saluti.
Francesco Chieppa
Subject: Quesiti vari
Sig. Chieppa buongiorno
Mi chiamo Christian, sono un giovane ornicultore direi anche alle prime
armi visto che in questo campo non si smette mai di imparare; ho fondamentalmente
qualche dubbio che può sembrare sciocco a chiedersi, ma fondamentale
per me per capire certi comportamenti nelle mie osservazioni!
Sono in possesso di 5 coppie: la prima di gloster: Consort X Corona, una
di normali canarini domestici, una di bianchetti puri di seconda generazione
allevati da me, una di diamanti: testa rossa il maschio, testa nera la femmina
ed infine, una coppia di inseparabili acquistata questa estate: roseicollis
la femmina, fischeri il maschio.
Cercherò di essere breve e coinciso nelle domande:
1. la mia prima vera difficoltà sta nelle distinzione dei sessi sia
nei canarini, che ho sempre riconosciuto solo dal canto avendo per fortuna
dei buoni cantori, sia negli inseparabili e nei diamanti, le chiedo perciò
qualche dritta per cercare di distinguerli anche e principalmente dalle
caratteristiche anatomiche, avendo letto molto a riguardo ma capito sinceramente
poco.
2. non ho mai saputo se i Gloster sono normalmente predisposti al canto
come gli altri normali canarini.
3. Volevo inoltre sapere se è possibile che i canarini facciano le
uova ( chiaramente infeconde ) anche senza effettivo previo accoppiamento?
Mettendo il caso di due soggetti femmina nelle stessa gabbia! Cioè
ci può essere la deposizione anche senza accoppiamento?
4. Essendo gli inseparabili di specie diverse hanno difficoltà nell'accoppiamento
o nella crescita dei nidiacei viste le differenti dimensioni? Se no i nidiacei
che caratteri assumeranno? Saranno individui con caratteristiche estetiche
incrociate o assumono i caratteri a caso del padre o della madre? Aggiungo
che la coppia è comunque molto affiatata, l'ho acquistata così
e non li ho mai voluti separare, pur essendo diversi.
5. Tenendoli dentro casa so che è possibile allungare la stagione
degli amori per ragioni climatiche ma più o meno il periodo degli
amori da quando comincia negli inseparabili? Inoltre che materiale devo
mettergli a disposizione per la costruzione del nido?
6. quest'ultimo è effettivamente un problema di cui sconosco le origini
e il sistema curativo: da circa un mese il Gloster consort maschio presenta
a livello epidermico un rigonfiamento ed un arrossamento nella zona pettorale,
con conseguente anomalia delle piume che crescono assumendo una conformazione
che io definisco "a tubero"..Ho provato a strappare tutte queste
piume con una pinzetta ( lasciandogli dei grossi buchi rossi da cui usciva
un sangue nerastro che sembrava infetto ) e a disinfettarlo con acqua ossigenata
e mettendo subito dopo della polvere cicatrizzante; in effetti il gonfiore
e l'arrossamento sono scomparsi ma è rimasta l'anomalia nelle piume.
Di cosa si tratta? Cosa devo fare? Premetto che non vorrei continuare con
questo trattamento perché risulta essere molto stressante per il
canarino, che alla fine respira affannosamente e non si muove anche se si
riprende dopo qualche ora.
Aspetto con ansia la sua risposta. La ringrazio anticipatamente
Distinti saluti.
Christian
R
Gentile Lettore,
rispondo ai quesiti che mi elenca:
1) La determinazione del sesso nei canarini si effettua essenzialmente, per i soggetti in età pubere, osservando la conformazione della cloaca. Questa termina a "collo di bottiglia" nella femmina pronta alla cova e "ad uncino" nel maschio. Non è facile indubbiamente riuscire a renderle idea della differenza anatomica a cui accenno, tanto meno per web. La capacità di sessaggio anatomico si acquisisce con gli anni, la pratica e le ripetute osservazioni. Poi c'è il carattere sessuale secondario costituito dal canto, facilissimo naturalmente da rilevare: il maschio canta emettendo cinguettii e gorgheggi lunghi e molto modulati. La femmina si limita ad un insignificante "cip".
Per il sessaggio degli Agapornis ( Inseparabili ) esistono maggiori difficoltà. Alcune specie presentano un certo dimorfismo sessuale: Agapornis taranta, canus, pullarius. Altre come: Agapornis fischeri, roseicollis, personatus, nigrigenis, lilianae e swindernianus non presentano dimorfismo evidente e necessitano di un sessaggio endoscopico ( tecnica chirurgica invasiva ), o mediante esame del DNA ( basta fornire una penna del volatile da sessare ).
Per il sessaggio dei suoi Diamanti di Gould, le riporto un paragrafo tratto da una pubblicazione dell'allevatore Edoardo Corsini, cortesemente segnalatami dalla Dott.ssa Alessandra Negrini - dello staff redazionale del Portale Italiano dell'Ornitofilia "Verdi & Ardesia": www.verdiardesia.com - nonchè appassionata allevatrice del bell'esotico australiano:
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Il dimorfismo sessuale dei Diamanti di Gould è molto evidente prima
di tutto a livello del colore del piumaggio.
Le femmine:
- colori meno intensi rispetto al maschio (sia negli ancestrali che nelle
mutazioni, anche se in quelle più diluite un principiante ha più
difficoltà a notare la differenza). Per esempio, nella varietà
ancestrale il petto del maschio è viola, mentre quello della femmina
è di una tonalità malva. Questo vale anche per tutti gli altri
colori dell'ancestrale: verde, giallo e
azzurro.
- non cantano, ma, come la femmina del canarino, fanno solo un cip-cip stridulo.
- nel periodo riproduttivo il becco della femmina si scurisce fino a diventare
completamente nero.
- la femmina è leggermente più piccola del maschio.
I maschi:
- cantano. Si tratta di un canto sommesso, quasi sottovoce, non paragonabile
alle melodie fantastiche dei canarini.
- il corteggiamento ( nel periodo degli amori ) della femmina, si svolge
eseguendo contemporaneamente dei saltelli verticali a gambe rigide sul posatoio
e mediante il canto.
- colori vivaci e accesi.
- all'estremità della coda hanno due piume nere filiformi che sporgono
in lunghezza di circa 1-2 cm.
Il dimorfismo sessuale diventa ancor più evidente nei soggetti con
maschera rossa (testa rossa) e gialla (testa gialla o arancio), a causa
della maggiore o minore presenza d'eumelanina:
- nei maschi la prima parte delle piume della maschera è di colore
grigio chiaro, mentre nelle femmine è quasi nera e la parte colorata
è meno estesa. Infatti si nota una minore estensione del rosso o
del giallo, e come conseguenza la maschera risulta più scura e leggermente
ombreggiata di nero.
- il filetto nero della maschera è un poco più largo nella
femmina rispetto al maschio.
- i maschi appartenenti alla mutazione petto bianco hanno colori della testa che sono molto intensi e coprono una superficie maggiore rispetto alle femmine petto bianco.
Comunque, la differente forma della cloaca nel periodo riproduttivo, permette la distinzione dei sessi: la cloaca dei maschi è appuntita, quella delle femmine è più arrotondata, proprio come nel canarino.
Nei novelli non è possibile stabilire il sesso, dato che fino alla
prima muta il colore del piumaggio è identico per maschi e femmine
e si presenta di un colore che va dal verde marcio al grigio.
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2) La razza Gloster fancy annovera un canarino di forma e posizione a piumaggio
liscio. I maschi cantano come tutte le altre razze di canarino che siano
stati selezionati nei secoli per le proprie virtù canore.
3) Certamente, le canarine depongono anche senza accoppiarsi e pur se mantenute in gruppi dello stesso sesso. Meno facilmente depone una femmina isolata che non possa scorgere consimili, o se stessa mediante uno specchietto. Il discorso è assimilabile alla gallina: depone regolarmente in gruppi omosessuali ( dello stesso sesso ) in allevamenti definiti "di ovaiole".
4) L'incrocio di specie diverse di Agapornis, le darà soggetti meticci, con caratteristiche fenotipiche intermedie. Certamente dei soggetti molto vigorosi, grazie al fenomeno dell'eterosi (assortimento di materiale genetico diverso ). Non credo avrà problemi di allevamento dei pulli.
5) Gli inseparabili costruiscono il nido utilizzando rametti di alberi
( salice in particolare ), fieno, paglia.
La stagione di nidificazione, almeno per i roseicollis, dura tutto l'anno,
ad eccezione del periodo della muta.
6) Circa l'ultimo quesito, non mi è ben chiaro se trattasi di una cisti del piumaggio a livello sternale ( Ipopteronosi cistica o Lumps ), oppure di piumaggio distrofico da stato carenziale e/o particolari patologie di varia origine. Perchè potessi essere più preciso, avrebbe dovuto documentarmi l'anomalia, allegando delle foto.
Cordiali saluti. Francesco Chieppa
Subject: Vorrei esporre alle mostre ornitologiche
come si partecipa alle mostre ornitologiche? ( non come spettatore, ma
da espositore ). Grazie.
Vittorio Genco
R
Gentile Vittorio,
per partecipare alle mostre ornitologiche organizzate da associazioni ornitofile
FOI, in qualità di allevatore a concorso, lei deve risultare tesserato
ad uno di questi sodalizi ed aver allevato ed inanellato, volatili di una
ben determinata razza e varietà riconosciuta dalla FOI-COM. Con questi
soggetti - per solito rinvenienti dalle cove dell'anno - potrà partecipare
come espositore, a tutte le rassegne ornitologiche italiane, indette da
enti federati FOI; ed all'estero, a manifestazioni sotto l'egida di organizzazioni
COM ( Confederazione Ornitologica Mondiale ).
Quindi, se ancora non risultasse iscritto ad un'associazione aderente alla
Federazione Ornicoltori Italiani ( FOI ), deve provvedervi quanto prima.
Ritirare gli anellini da inserire alle zampine dei suoi futuri novelli 2005
e, dal prossimo anno potrà concorrere a pieno titolo alle esposizioni
ornitofile che le interessano.
Intanto le segnalo il sito web della FOI, attraverso il quale potrà
attingere informazioni circa la Società Ornitologica a lei più
vicina:
www.foi.it
Augurandomi di poterla presto annoverare tra i tesserati FOI, le porgo i
migliori auguri!
Francesco Chieppa