Edizioni IBIS s.r.l. |
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Ho acquistato in negozio un criceto per mio figlio.
Per le poche informazioni che ho in materia ho però la sensazione che ciò che mi è stato venduto non sia proprio un criceto, almeno all'apparenza.
Vi chiedo allora, se possibile, di chiarirmi quali siano le razze commerciali.
Grazie per l'informazione che vorrete darmi.
Mariagrazia C.
Gentile lettrice, cercheremo in poco spazio di darle le maggiori informazioni possibili sull'argomento da lei richiesto.
I Criceti fanno parte della Classe dei Mammiferi, dell' Ordine Roditori, Sottordine Miomorfi, Famiglia Cricetidi
La sua catalogazione risale alla prima metà del diciannovesimo secolo in Siria avvenuta da un naturalista. Un secondo naturalista, nei primi del ventesimo secolo, sempre in Siria, studiando questo anumalettio gli diede il nome di Mesocricetus auratus. Per avere degli esemplari in cattività però bisogna aspettare circa il 1930, anno in cui un zoologo riuscì ad allevarli. Successivamente verranno poi trasportati prima in America e poi in tutto il mondo.
In Europa esiste però una versione selvatica di questo roditori (Circetus cricetusi) di taglia maggiore e piuttosto aggressivo, che popola, oltre all'Europa centrale e orientale, anche l'Asia.
Vediamo ora quali sono le razze più conosciute
- Criceto dorato o Siriano (Mesocricetus auratus)
- Criceto russo - detto anche criceto di Campbell - (Phodophus campbell)
- Criceto cinese (Cricetulus Griseus)
- Criceto Roborovsky (Phodopus Roborovskii)
- Criceto siberiano - Winter White - (Phodophus sungorus )
In allegato le inseriamo anche delle piccole foto che la possono aiutare a definire meglio le varie Razze.
La Redazione
Buongiorno amici della rivista RODIX, sono una vostra lettrice da due anni e Vi ringrazio per quello che fate, non saprei altrimenti dove poter reperire informazioni.
In casa possiedo un coniglietto nano ma sono molto attratta anche dai Cincillà, vi chiedo allora qualche informazione in più sull'argomento genetica e origini.
AnnaLaura
La Spezia
Il nome Chinchilla sembra avere una doppia origine: la prima deriva da “Chinche” che in spagnolo vuol dire cimice, quindi tradotto come “animale dal cattivo odore”, ma in realtà il cincillà non emana nessun odore sgradevole e quindi sembra potersi scartare questa congettura. L'ipotesi più plausibile invece è che il nome derivi da una tribù del Sud America, i Chincas, che utilizzavano la pelliccia per farsi i vestiti.
Il cincillà è originario dell'America del Sud, allo stato selvatico infatti vive principalmente in Cile, Bolivia e Perù. La terra che lo ospita è rocciosa e con scarsa vegetazione, lo si trova infatti anche a 5000 metri di altitudine. I suoi peggiori nemici sono gli uccelli predatori come i rapaci diurni, dai quali è difficile scappare anche saltando e nascondendosi tra le rocce.
Il cincillà è conosciuto soprattutto per la sua pelliccia, e proprio questa fama lo ha portato quasi all'estinzione: infatti nel 1973 è stato inserito nell'Appendice I del CITES.
Il primo a riprodurre i cincillà in cattività fu un ingegnere americano, M.Chapman, che si era recato in Cile nel 1918 per lavoro e in tre anni riuscì a catturare 11 esemplari.
Ci sono circa 6 specie appartenenti questa famiglia ( Chinchillidae ) e vivono tutti soltanto in America del sud.
Classe : Mammiferi
Ordine: Roditori
Sottordine: Istricomorfi
Famiglia : Chinchilladae
Genere: Chinchilla
Specie: laniger
Durata media della vita 8-10 anni
Peso della femmina adulta 500-800g
Peso del maschio adulto 400-500g
Pubertà nel maschio 7-8mesi
Pubertà nella femmina 6-7 mesi
Durata della gestazione 111 giorni
Peso alla nascita 50-70g
Numero per cucciolata 1-3
Crescita del pelo già presente alla nascita
Eruzione dei denti già presentì alla nascita
Apertura degli occhi già aperti alla nascita
Allattamento 3-4 giorni
Svezzamento 2-6 mesi
NOTIZIE SUL MOSCARDINO
Sono una vostra lettrice e vi leggo dal 2007.
Ho sentito parlare del Moscardino e ho intravisto sulla televisione una sua immagine mi piacerebbe saperne di più, siete in grado di fornirmi qualche informazione.
Laura G.
Molfetta
Sull'argomento avevamo scritto qualche anno fa e quindi cercheremo di darle qualche indicazione di massima che le permetta di farsi un'idea di ciò che è il Moscardino.
Classe: Mammiferi
Ordine: Roditori
Sottordine: Sciurognathi
Famiglia: Myoxidae
Sottofamiglia: Myoxinae
Genere: Muscardinus
Specie: Muscardinus avellanarius
Piccolo roditore, chiamato anche nocciolino, ha dimensioni corporee piuttosto ridotte molto simili a quelle di un topo. Il corpo ha una lunghezza in media 6-8 cm che si raddoppia se si considera anche la coda. Il colore del mantello varia dal fulvo al marrone ad eccezione dell'addome color crema . La testa è più tozza rispetto al topo, le orecchie sono rotonde e gli occhi molto grandi. I lunghi baffi (vibrisse) incorniciano il naso prominente e le lunghe e robuste dita prensili lo rendono un abile arrampicatore. I denti sono in numero di 20 con 1 incisivo, 1 premolare e 3 molari per emiarcata. Il peso si aggira intorno ai 15 grammi ma raddoppia poco prima del letargo per l'aumento delle riserve corporee.
ALCUNE NOZIONI SUL CANE DELLA PRATERIA
Spettabile Redazione di “RODIX”, vi leggo da alcuni due anni e oggi ho deciso di scrivervi una e-mail per avere accertare una curiosità che mi prude conoscere: perché i Cani della prateria si chiamano così pur essendo dei roditori?
Emma – e-mail
Chiariamo subito che i Cani della prateria sono si classificati dei roditori ma sono a tutti gli effetti degli erbivori così come avrà modo di chiarire leggendo l'articolo che apre questo numero.
Appartengono, infatti, alla Classe dei Mammiferi, all'Ordine dei Roditori, alla Famiglia dei Sciuridi, al Genere degli Cynomis e finalmente alla Specie Cynomis Ludovicianus
Ma veniamo propriamente alla sua domanda. Il cane della prateria, viene così chiamato non perché assomiglia da un cane ma molto più semplicemente per il suo verso che è possibile accostare all'abbaiare del cane.
Saluti
La Redazione
IL MOSCARDINO
Vorrei saperne qualche cosa di più sul Moscardino di ho seguito alcune disquisizione ad una trasmissione televisiva di un po' di tempo fa.
Ivana F.
Il Moscardino (Muscardinus avellanarius) è forse il più piccolo appartenente della famiglia ed uno dei più piccoli mammiferi italiani, ha una lunghezza complessiva di circa 16 cm.
Ha lunghezza testa – corpo di 60-90 mm e coda di 55-77 mm e peso di 15-40 grammi.
Ha occhi neri sporgenti, orecchie piccole e colore del manto rosso arancio sul dorso e bianco crema sul ventre. Ha dita munite di cuscinetti plantari e coda parzialmente prensile, adattamenti che gli consentono di aderire su ogni tipo di substrato.
Il moscardino si ciba di frutti e bacche è un arrampicatore e non di rado lo si può osservare mentre si appende ai rami con le sole zampe posteriori e si tende per raggiungere i frutti maturi.
Vive in piccoli gruppi che fabbricano insieme, nelle macchie più fitte, un nido tondeggiante, morbido e riparato dal freddo, costruito con foglie, muschio, piccole radici e peli.
Abbiamo trattato questo piccolo abitante dei boschi italiani su un numero di questa rivista.
La Redazione
Cari amici della Redazione di RODIX, ho da poco acquistato un porcellino d'India a pelo lungo, il negozio in cui ha fatto l'acquisto mi ha ben illustrata sull'alimentazione e sul comportamento dell'animaletto ma io vorrei saperne di più sulle malattie e sulle problematiche relative alla sua salute.
Vi sarei grata se poteste darmi informazioni in materia.
Maria V.
Premesso che una formazione completa dovrà consultare un veterinario di fiducia, noi, che non siamo dei veterinari, ci limiteremo o meglio le comunicheremo ciò che sappiamo sperando comunque che ciò possa esserle di aiuto.
Ovviamente possiamo cercare di parlare delle malattie più comune e conosciute:
Nella maggioranza dei casi si tratta di infezioni causate da livelli esagerati di umidità dell'ambiente o a causa di cibo fermentato. I sintomi sono in generale la perdita di appetito, scolo nasale e quindi gli starnuti in presenza di febbre. Malattia che richiede l'intervento del veterinario
I sintomi sono il mento sempre umido, segno di eccessiva salivazione, perdita di peso, l'improvviso cambiamento dei gusti alimentari. Il roditore diventa scontroso, digrigna i denti e le feci sono molto piccole.
Un sintomo può essere anche una eccessiva lacrimazione (le radici dentarie ipertrofiche possono bloccare i dotti lacrimali).
In questo caso l'intervento veterinario è indispensabile in quanto i denti devono essere tagliati con appositi strumenti.
Succede quando si cambia alimentazione senza dare tempo al nostro amico di adattarsi, ma eccessiva somministrazione di cibo verde.
I sintomi sono una respirazione piatta, ventre gonfio e spasmi dovuti a dolori. In questo caso è sufficiente mettere a dieta per 24 ore, con alimentazione basata sul fieno, il porcellino.
Anche in questo caso un cambiamento repentino della dieta può causare il problema, ma anche la somministrazione di cibo inadatto o delle infezioni intestinali.
Ovviamente il sintomo più evidente e la stessa diarrea ma anche il ventre e il torace gonfi, rumori provenienti dallo stomaco ben udibili.
Qui ci sembra evidente che il mancato consumo delle unghie è dovuto allo scarso movimento e ad una pavimentazione troppo morbida. Consigliamo di far intervenire il veterinario che possiede strumenti adatti al taglio delle unghie.
Si tratta di un parassita che provoca agitazione, inquietudine, perdita del pelo, infiammazioni purulente; il povero animaletto deve sovente grattarsi. Si nota la presenza di numerosi puntini bianchi nel pelo (sebo e/o uova del parassita), dimagrimento
Meglio consultare il veterinario; in commercio ci sono speciali prodotti antiparassitari.
Questo parassita provoca prurito intenso, infiammazioni, infezioni, comparsa di croste marroni o nerastre ed abbondante cerume all'interno dell'orecchio, piaghe edematose sulla cute nelle regioni della testa.
Non avventuratevi in soluzioni fai da te ma fate intervenire il Veterinario
Le cause possono essere riassunte con una carenza di vitamina C. i sintomi sono gravi, si può arrivare alla paralisi per ossificazione delle articolazioni, emorragie nella musculatura, apatia, rifiuto di muoversi, fino alla morte dell'animale.
Solo il Veterinario può intervenire
La causa sono i Meningococchi o altre infezioni virali. I sintomi più evidenti sono: vomito, febbre improvvisa, distrurbi al sistema motorio con conseguente scoordinazione dei movimenti. Anche in questo caso l'unico capace ad intervenire è il Veterinario.
Speriamo di essere stati esaurienti
La Redazione
FURETTO IN AEREO
Sono molto preoccupata perché non vorrei lasciare il mio Terry ma non conosco quali siano regole per trasportare un Furetto in aereo.
Non so esattamente come fare e vi chiedo informazioni sull'argomento.
Anna P. - Pavia
Confessiamo di non essere molto informati sull'argomento e dato che sappiamo dell'esistenza dell'Associazione “Furettomania” e che con questa Associazione abbiamo anche collaborato, siamo andati sul sito ed abbiamo estrapolato un bel trattato sull'argomento che qui di seguito mettiamo a disposizione del lettore.
La Redazione
Innanzitutto e' bene decidere quando sia il caso di lasciarli a casa e quando invece, sia il caso di portarli con noi.
Se si decide di partire col proprio furetto, ci sono una serie di aspetti da prendere in considerazione: cosa portare con se, preoccuparsi di prenotare in tempo segnalando l'animale al seguito, scegliere mete dove gli animali siano tollerati ed accettati.
Il trasportino e' quasi sempre indispensabile; in alcuni casi (in treno ed in aereo) e' addirittura obbligatorio. Acqua e cibo inoltre sono SEMPRE necessari!
Se viaggiamo in treno, in aereo o in nave al momento della prenotazione presso l'agenzia di viaggio e' obbligatorio segnalare la presenza del "pet", ovvero del furetto. In treno e in nave avere con se il proprio 4 zampe quasi mai e' fonte di problemi, piu' complessa la situazione quando si sceglie l'aereo. Alcune compagnie non accettano i furetti in cabina, altre nemmeno in zona cargo (dove vengono stivati i bagagli). Per questo motivo e' fondamentale informarsi bene prima! E' altamente sconsigliato mentire sulla natura dell'animale facendolo passare magari per un gatto…la curiosità' dei controllori, delle hostess, degli steward, rivelerà l'inganno in meno di un minuto e si rischierà' seriamente di restare a terra.
Normalmente le compagnie aeree richiedono un pagamento per poter portare i propri animali a bordo (che sia in stiva o in cabina). Tale somma è uguale al peso del furetto + quello del trasportino e varia a seconda della tratta (per una europea si pagano circa 5 Euro al chilo). Inoltre il pagamento va effettuato due volte: tanto all'andata che al ritorno e solo al momento del check-in (diffidate delle agenzie di viaggio che vi richiedono un pagamento anticipato, spesso ben più salato di quello reale in aereoporto!).
Non se se ne avete già parlato sulla vostra bella rivista “Rodix” della varie specie di Criceto (sono abbonato solo dal 2006) ma mi piacerebbe saperne di più e a chi potrei rivilgermi se non a Voi?
Grazie.
Silvia – Trieste
Del criceto ne abbiamo parlato più volte ma una descrizione della varie Specie non l'avevamo mai trattata; ecco allora che la accontentiamo almeno sommariamente illustrando le più comuni e quelle maggiormente diffuse in Italia. Ci riserviamo pero in futuro di allestire un bel articolo con relative foto per facilitare il riconoscimento delle varie specie .
Il Criceto Dorato ( Mesocricetus auratus )
Il Criceto dorato è praticamente il più grande delle Specie e può raggiungere anche i 18 centimetri compresa la cortissima coda. Le zampe anteriori hanno 4 dita e le posteriori 5.
Tra i sessi ad essere più grande solitamente è la femmina che può raggiungere anche i 150/180 grammi mentre i maschi 120/170.
Una caratteristica ben evidente in natura è la territorialità, proprio per questo motivo una volta che i piccoli raggiungono le 8 settimane di vita dovranno essere divisi e vivere in ambienti separati singolarmente.
In natura vivono dai 4 ai 6 anni ma in cattività vivono all'incirca 2 o 3 anni.
Il Criceto nano Russo Winter White ( Phodopus sungorus )
Piuttosto diffusi anche in Italia i Winter White sono originari della Siberia (per questo detti anche Siberiani) e più precisamente del Sud-ovest di questa ragione.
Si tratta di roditori dalle dimensioni piuttosto piccole (8-10 centimetri), con corpo tozzo e arrotondato che raggiungono un peso di circa 30 grammi.
Il muso di questa Specie è piuttosto allungato ed appuntito provvisto di lunghi baffi sempre in movimento. I grandi occhi tondi, neri e leggermente sporgenti sono posizionati sul cranio a breve distanza dalle orecchie che restano piuttosto piccole rotonde e coperte di peluria. Essendo animali adattati al freddo hanno zampe ricoperte di pelo e sempre per questo scopo sono forniti di pelliccia molto folta dal colore grigio dominante superiormente mentre inferiormente, sul muso e sulle zampe è bianca. Caratteristica la striatura grigio scura sul dorso in corrispondenza della colonna vertebrale.
Un'altra caratteristica di questo criceto è la muta invernale; con l'avvicinarsi della stagione fredda e il ridursi delle ore luce il suo pelo da grigio diventa quasi bianco (da qui il nome Winter White).
Dal carattere sufficintemente domestico è molto diffusi in Italia. Hanno una durata di vita di circa 2 anni.
Il Criceto nano Russo di Campbell ( Phodopus Campbelli )
Originari delle steppe dell'Asia centrale si differenziano dai Winter White per un corpo più allungato e una muso più paffuto e simpatico. La posizione degli occhi è equidistante da naso e orecchie. Hanno uan taglia di 10/12 centimetri e in questo caso è il maschio più grande della femmina.
Altro elemento che distingue il Campbell dal Winter White è il colore grigio che presenta sfumature rossiccie mentre la striatura dorsale è sempre più scura. Le parti inferiori e le zampe sono sempre chiare. Questa Specie di criceto è più mite e confidente con l'uomo e la sua vita in cattività può arrivare anche ai 2/3 anni.
Criceto nano Russo Roborovsky ( Phodophus roborovskii )
Anche questa varietà proviene dall'Asia o meglio dalla Mongolia e dalla Cina del nord. Taggiungono i 5 centimetri di lunghezza e possono quindi essere considerati i criceti più piccoli. Hanno orecchie grandi e sguardo vivacissimo. Il colore della loro pelliccia e di un bel grigio rossiccio superiormente ed inferiormente, sulla gola e sui sopraccigli il colore è bianco.
Con animali così piccoli è un rischio usare i contenitori tradizionali in quanto potrebbero passare attraverso le sbarre è allora consigliabile usare recipienti di materiale plastico, magari trasparente.
Se maneggiati fina da piccoli sono piuttosto confidenti ma attenzione sono molto veloci e tendono a lanciarsi quando vengono presi tra le mani e se ciò dovesse accadere potrebbe essere difficile recuperarli. Sconsigliato quindi lasciare questi piccoli roditori in mano ai bambini. La loro vita in cattività è di circa 3 anni.
Il Criceto Cinese ( Cricetulus barabensis )
Da qualche anno sono reperibili (più raramente) anche in Italia i Criceti cinesi, originari della Mongolia. Hanno una dimensione di 10/12 centimetri e una coda di circa 2 centimetri (i maschi sono più grandi delle femmine).
Si distuinguona dagli altri criceti asiatici per il cloore del mantello che in questo caso è marrone rossiccio e mantiene sempre la lunga riga scura sul dorso, le parti inferiori sono sempre bianche.
Sono animaletti piuttosto agili rispetto agli altri criceti e hanno delle doti di saltatore, e la capacità di arrampicarsi sulle sbarre dei contenitori tradizionali, per questo scopo contenitore ideale è di materiale plastico (plexiglass) ed è meglio che sia provvisto di coperchio.
Di carattere docile si adattano bene alla vita in cattività diventando domestici, sono però diffidenti e timidi e piuttosto veloci nei loro movimenti ed un rumore improvviso può causarne la fuga se maneggiati proprio in quel momento. La loro durata di vita è di circa 2-3 anni.
Speriamo di essere stati abbastanza esaurienti e la lasciamo consigliandole un libro sull'argomento:
Casa Editrice: De Vecchi Editore
Autrice: Marta Avanzi
Prezzo: 12 Euro
La Redazione
POSSIEDO UN CONIGLIETTO NANO
Sono un nuovo appassionato lettore della rivista RODIX, possiedo un coniglietto nano e ho alcune informazioni da chiedervi relativamente alla loro alimentazione e alla loro riproduzione in quanto vorrei acquistare un maschietto per fare compagnia alla mia Minni.
Massimo C.
R
Sull'argomento abbiamo più volte scritto ma essendo lei nuovo non ha avuto modo di leggerci; proprio su questo numero pubblichiamo un articolo a cura della nostra stimata collaboratrice Silvia Bevilacqua in cui ci racconta del Coniglio angora nano.
Questo coniglio non differisce nell'alimentazione e nella riproduzione rispetto a tutti gli altri conigli e quindi crediamo che la natura di questo elaborato le sarà di grande aiuto.
L'unica differenza di trattamento per l'angora è per il pelo che com'è prevedibile andrà seguito molto attentamente rispetto a qualsiasialtro coniglietto.
La redazione
CURIOSITÀ
Leggo spesso sulla vostra rivista RODIX articoli che trattano animali interessanti e particolari. Sarei interessato ma ho delle difficoltà a capire dove procurarli e come poi fare ad allevarli.
Laura B.
R
Certi piccoli animaletti di cui parliamo a volte non sono allevabili, almeno da non esperti che dispongono di poco spazio, noi ne parliamo semplicemente per dare al lettore informazioni generali che aiutano ad entrare nella materia, garantendo una conoscenza che necessita per chi volesse poi approfondire gli eventuali argomenti.
Per saperne di più sui piccoli animaletti di cui abbiamo parlato, ad esempio il Petauro dello zucchero o come in questo numero dello Scoiattolo variabile, può interpellare gli autori e fare un giro su Internet dove sicuramente può trovare informazioni ed indicazioni utili alle sue conoscenze.
Le suggeriamo, qualora decidesse di recarsi su Internet di gigitare, per la sua ricerca, il nome latino dell'animale, le darà la possibilità di entrare su siti stranieri che sicuramente riportano molteinformazioni sull'argomento.
La redazione
R
RODITORI …….. E DINTORNI
Ho letto la vostra rivista, che ho trovato dal mio amico negoziante dal quale mi fornisco per ciò che è necessario ai miei coniglietti nani.
L’ho trovata molto interessante e dato che ho una curiosità mi rivolgo a voi per capire quale è il motivo per cui nei roditori la vita è relativamente breve.
Mirko S.
R
Pur non potendo generalizzare è in pratica vero che i roditori hanno una vita singolarmente bere. Ciò accade in quanto i piccoli dei roditori hanno generalmente uno sviluppo molto veloce e quindi sono in grado di essere autosufficienti e atti alla riproduzione in tempi brevissimi. Questo in natura significa che possono velocemente sostituire i genitori. Non succede questo ad esempio agli animali più evoluti e di dimensioni maggiori dove lo sviluppo e l’apprendimento della prole richiede molto tempo, a volte molti anni, richiedendo ai genitori un impegno al quale non è possibile transigere e che quindi non prevede la nascita di altri piccoli fino al completo svezzamento del giovane. Tempi lunghi quindi di sviluppo per l’autosufficienza; si pensi agli elefanti, alle balene e all’umano. Nei topi, invece, i piccoli sono pronti alla riproduzione dopo un mese circa dalla nascita. Anche il numero della prole è a favore di una vita breve. Per ritornare all’elefante, come esempio, sappiamo che raramente il parto è duplice, mentre un topolino riesce ad allevare anche 12 piccoli
alla volta; appare evidente che se non esistesse una mortalità piuttosto alta tra i giovani e se gli adulti avessero una vita molto lunga, in poco tempo i topi invaderebbero il mondo.
La Redazione
SUL CANE DELLA PRATERIA
Ho acquistato un Cane della prateria alcuni mesi or sono e grazie alla vostra rivista sono riuscita a superare le prime difficoltà e ora sono proprio felice di quell’amico a quattro zampe. Considerato che dovevo documentarmi mi sono letta qualche articolo e dalle foto che ho visto mi sono resa conto che il mio Piki è diverso da quello delle foto, è possibile che il mio non sia veramente un Cane della prateria oppure esistono diverse razze?. Vi sarei grata se ancora una volta mi veniste in aiuto.
Lucia N.
R
Del Genere Cynomys esistono, a grandi linee, due grandi gruppi. Il primo comprende quello che noi solitamente siamo abituati a riconoscere come Cane della prateria (Cynomys ludovicianus) o anche detto cane della prateria a coda nera che ha una variante nel Cane della prateria messicano (Cynomys mexicanus).
Ambedue sono di struttura massiccia con coda relativamente lunga (1/5 della lunghezza del corpo) e di colore nero. Tra loro la differenza sta proprio nel colore della coda che nel primo è limitato al terzo posteriore, mentre nel messicano ha la coda interamente nera e il suo pelo è meno rossiccio e più tendente al grigiastro con effetto sale e pepe; quest’ultimo poi è quello che raggiunge la taglia maggiore. Il secondo gruppo è quello che comprende il cane della prateria a coda bianca (Cynomys leucurus) appena più piccolo delle specie precedenti, con coda più corta metà della quale decisamente di colore bianco sulla parte terminale con, appena accennati, degli anelli di pelo più scuro all’attaccatura con il corpo. La taglia di questa specie è media e la colorazione del suo mantello sulla parte superiore e giallognolo-beige con radi peli neri. Una macchia sopra gli occhi e una zona abbastanza grande di colore bruno lo distinguono dal Cyanomys gunnisoni che è invece la specie di taglia intermedia, il colore della sua pelliccia sempre gaillogno-beige ma il capo, le guance e la parte superiore degli occhi sono decisamente più scuri mentre la parte terminale della coda, segno distintivo della specie è grigio con peli biancastri sporgenti. Sempre a questo gruppo appartiene la specie più piccola dei Cani della prateria la Cynomis parvidens; in questa specie la coda è completamente bianca e il colore del dorso varia dal cannella al bruno. Le guance di questa specie sono marcate da una macchia bruna. di peso. Speriamo di aver soddisfatto la tua curiosità, ciao.
La Redazione
IL CAPIBARA
Ciao sono Diego, ho visto il vostro giornale e mi è molto piaciuto, ho chiesto alla mamma di poterlo ricevere a casa e così potrò leggervi con tranquillità a casa. Da un programma della televisione ho visto che nell’America del Sud esiste un animale simile ad un maiale che però è una porcellino d’India. Sapreste dirmi come si chiama e descrivermelo?.
Diego
R
Ciao Diego, il tuo abbonamento ci è arrivato e questo numero 1 del 2005 lo potrai leggere stando comodamente seduto in poltrona. Dalla tua descrizione ci sembra di capire che tu stia facendo riferimento al Capibara, in latino Hydrochoerus hydrochaeris, che se pur nell’aspetto e nelle dimensioni può sembrare un maiale, la parola Hydrochoerus in latino significa maiale d’acqua, è in effetti un roditore. In verità è il più grosso roditore vivente e il suo peso può raggiungere anche i 50 chilogrammi. E’ l’unico rappresentate di questa famiglia e con la Cavia non ha nulla a che fare. Questo roditore vive esclusivamente nel Sud America con una popolazione molto limitata in America centrale. Una popolazione di Capibara in realtà vive esclusivamente nell’Istmo di Panama (Hydrochoeru isthmius), ma pare che sia una specie a parte e anche le sue caratteristiche lo farebbero intuire considerato che non supera mai i 25 chilogrammi di peso.Speriamo di aver soddisfatto la tua curiosità, ciao.
La Redazione