Ciao Francesco,
mi chiamo Marco, ho un problema con i miei canarini nati quest'anno, quest'estate
ho deciso di mettere i miei novelli per problemi di spazio all'esterno in
una voliera,dove o provveduto a ricoprirla con una zanzariera meglio che
potevo,ma purtroppo qualche zanzara è riuscita a passare: risultato
i canarini gialli stanno tutti bene, invece quelli rossi sono stati quasi
tutti morsicati alle dita delle zampe.Ora dei soggetti, qualcuno si sta
guarendo, presentando delle piccole croste,altri invece hanno delle protuberanze
rotonde sulle dita che lentamente si stanno seccando, ma quello che mi preoccupa
è che a qualche soggetto gli è uscito anche sugli occhi queste
cose, le cure che sto facendo è disinfettare le zampe con l'alcool,cosa
mi consigli di fare? In attesa di una risposta, ti faccio tanti saluti e
complimenti per il sito . Marco
R
Gentile Marco,
se fossi del tutto sicuro che le lesioni da te osservate sui tuoi canarini,
siano dovute solo alla puntura di zanzare, ti consiglierei di applicare
su di esse - una volta al giorno e dopo averle deterse con acqua ossigenata
- una pomata ad uso topico contenente antibiotici e cortisone (tipo Gentalyn
Beta, per uso umano). Tuttavia, ipotizzando qualcos'altro oltre la puntura
(non mi dici nella tua missiva se hai vaccinato i canarini contro il vaiolo),
forse sarebbe meglio utilizzare il Vaiolin pomata della ditta Candioli.
Sempre da applicare delicatamente sulle lesioni, una volta al giorno, dopo
averle ripulite con un batuffolo di ovatta intriso di acqua ossigenata.
Auguri !
Francesco Chieppa
Gentile signor Chieppa,
ho un amico che ha recentemente contratto la tubercolosi, ma in forma non
ancora attiva. Sta aspettando di cominciare la cura.
Possiede due simpaticissime cocorite. Dal momento che ho sentito che possono
contrarre questa malattia, le vorrei domandare come la cosa possa essere evitata,
se può essere utile portarle in qualche posto a pensione e se la tubercolosi
è curabile anche per loro...
La ringrazio infinitamente per l'aiuto e le chiedo cortesemente di rispondere
al mio indirizzo di posta elettronica, velocemente se possibile, dal momento
che non troviamo nessuna informazione utile anche se abbiamo cercato praticamente
ovunque...scusi il disturbo arrecatole, e grazie ancora... (Lettera Firmata)
R
Gentile Lettore,
se l'amico di cui mi scrive, ha contratto la tubercolosi da Mycobacterium
tuberculosis: agente specifico dell' infezione umana, allora un potenziale
rischio di contagio in fase avanzata della malattia umana, potrebbe sussistere
per i due piccoli psittacidi.
Viceversa, se trattasi di tubercolosi da Mycobacterium bovis - più
raramente responsabile di malattia nella nostra specie - consideri che gli
uccelli non sono sensibili a tale batterio.
Ad ogni modo, ritengo che la soluzione migliore - qualora dovesse effettivamente
trattarsi di M. tuberculosis - sia quella di allontanare momentaneamente i
due volatili dalla abitazione dell' amico indisposto, onde evitare ogni possibile
seppur raro contagio dei pennuti.
Potrà affidare gli uccellini a parenti, o amici. Le pensioni per volatili
costituiscono infatti una rarità nel nostro Paese.
Cordialmente ed Auguri!!!
Francesco Chieppa
Egregio Sig Chieppa
io ho due coppie di pappagallini e non so se per accoppiarli, devono stare
tutti insieme oppure no. Però ho notato che i due maschi vanno dalla
stessa femmina
e questo è un fattore di litigio fra i maschi, cosa devo fare alla
gabbia? devo mettere il divsorio? pero mi hanno detto che per riprodursi
si devono vedere perchè dicono che se ne parte una, parte anche l'altra.
TUTTO QUESTO E VERO? Mi dica lei cosa devo fare. A dimenticavo un pappagallo
maschio e un po grassoccio feconderà la femmina?
spero di avere presto una sua rsposta. saluti
Sabrina
R
Salve Sabrina,
quanto le hanno detto a proposito delle abitudini riproduttive gregarie
del Pappagallino ondulato (Melopsitacus undulatus), corrisponde al vero.
Circa la gabbia: qualora la sua avesse dimensioni in lunghezza non inferiori
a cm.100/120, allora potrà convenientemente suddividerla in due scomparti,
con l'apposita griglia separatrice. Altrimenti opti decisamente per due
gabbie da cova, di lunghezza minima di 50cm. e le disponga in modo tale
che le coppie possano scorgersi.
Il maschio obeso, lo alimenti un periodo con solo misto di scagliola e panico
e, vedrà che forse smaltirà qualche grammo di peso corporeo
in eccesso. L'obesità del maschio, come giustamente intuisce lei,
può a volte essere di impedimento meccanico ad una regolare fecondazione
della femmina. Già dal mese di novembre potrà dare avvio alle
cove delle sue cocorite. Saluti ed auguri.
Francesco Chieppa
Egregio Sig Chieppa,
mi scusi se la disturbo di nuovo, ma avrei delle domande da farle. La prima
è che ho fatto come lei mi ha detto sui pappagallini ondulati: li
ho divisi per coppia, ma le due femmine che una e di là dal divisorio
cercano sempre lo stesso maschio e si imbeccano attraverso le sbarre.Cosa
devo fare? provo a lasciarli tutti insieme? ma si accoppieranno ugualmente?
o appena si sono formate le coppie li devo dividere?
La sconda domanda è che ho anche una coppia cosi mi dicono di inseparabili
Roseicollis,quello che dichiarano maschio è stato allevato a mano
da mia figlia e poi per non lasciarlo solo per motivi di lavoro, gli abbiamo
preso una femmina.Ora che stanno insieme è quasi un anno, vanno molto
d'accordo fanno effusioni,si passano il mangiare, però fanno sesso
da soli, cioè il maschio va sulla vaschetta del mangiare e si struscia,
mentre la femmina fa lo stesso ma per terra.Cosa devo fare, sono una coppia?
Ma quello allevato a mano arriva ad accoppiarsi? O devo comperarne un altro
di sesso opposto sia al maschio che alla femmina sempre che siano una coppia.
spero di avere presto una sua risposta la saluto. SABRINA
R
Gentile Sabrina,
se ritiene che le due coppie di pappagallino ondulato assortire, siano effettivamente
costituite da soggetti di entrambi i sessi, le lasci così come le
ha disposte e vedrà che prima o poi, i rispettivi partner raggiungeranno
un buon affiatamento, magari all'epoca dell'entrata in amore. Circa il sessaggio
delle cocorite adulte, non comporta grossi problemi di valutazione. Tenga
presente che nel maschio, la cera che circonda le narici assume un colore
porpora intenso/ blu, mentre nella femmina si presenta di cromia bianco/bruno.
In relazione agli Agapornis roseicollis, il loro sessaggio fenotipico è
decisamente problematico, in particolare per gli allevatori neofiti della
specie, essendo i due sessi praticamente privi di evidente dimorfismo. Per
essere matematicamente certa del sesso dei suoi beniamini, dovrebbe ricorrere
ad esami di laboratorio in centri specializzati. Chieda informazioni al
suo medico veterinario.
I volatili allevati a mano, in genere risultano fortemente imprintati all'uomo
e sovente stentano poi ad accettare, nella vita da adulti, un partner naturale
della propria specie. Ciò che mi sorprende è il comportamento
sessuale aberrante, denotato da entrambi i volatili. Non ho particolari
esperienze di allevamento con gli psittacidi, tuttavia reputo non comune
che anche la femmina manifesti atteggiamenti di onanismo. Ma è proprio
certa non trattarsi di due maschi?
Francesco Chieppa
Buongiorno Sig.Chieppa,
abbiamo da pochi giorni un parrocchetto dal groppone rosso. Qual'è l'alimentazione più adatta? (varia da stagione a stagione?) Al momento gli proponiamo una miscela di semi per pappagalli ma sembra gradire solo i semi di girasole scartando gli altri: come si fa a fargli provare ed appprezzare altri cibi? Se togliamo o riduciamo i semi di girasole non ci morirà di fame?? Ho provato con un pezzetto di prugna ma non la degna di uno sguardo.... Ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti
R
Gentile Lettore,
l'alimentazione dei parrocchetti - psittacidi di piccola taglia - verte
notoriamente su specifiche miscele di semi, pastoncini speciali, con integrazione
di frutta, ortaggi e verdure. Tuttavia credo che la cosa
migliore da fare al momento, sia quella di chiedere all'allevatore o commerciante
che le ha venduto il volatile, quale regime dietetico gli somministrasse.
Bruschi cambiamenti di alimentazione possono infatti risultare dannosi,
per il delicato apparato digerente dei nostri volatili di affezione. Quindi
raccomando sempre a chi mi rivolge questiti concernenti l'acquisto di uccelli
ornamentali che, una delle prime accortezze da rispettare è quella
di chiedere a chi ci cede i pennuti, il regime dietetico al quale essi sono
avvezzi. Eventuali integrazioni e/o modifiche dietetiche, andranno praticate
con estrema gradualità, solo dopo qualche settimana dall'acquisto.
Francesco Chieppa
sono pierfrancesco da Napoli
volevo prendere una coppia di uccellini da tenere in gabbia......... mi
hanno consigliato canarini o bengalini.
mi saprebbe dire quale delle due specie è preferibile tenere (anche
come resistenza, delicatezza, cure e magari anche canto )
sono abbastanza inesperto! grazie per l'attenzione
pierfrancesco
R
Salve Pierfrancesco,
tra i Canarini e ritengo, i Diamanti mandarini (uccelletti assai diffusi
ed erroneamente chiamati bengalini), in relazione ai parametri di valutazione
che mi enunci, io opterei decisamente per i Canarini.
Non fosse altro che per il canto del maschio, assai melodioso, a differenza
dell'insignificante gorgheggio intercalato a monotoni ripetitivi trilli,
emessi dall'altra specie esotica da te menzionata.
Dai la preferenza alle seguenti razze di canarino, assai robuste e prolifiche:
Canarino di colore, Razza Spagnola e Gloster. Lascia perdere - da neofita
- altre razze più ricercate ma altrettanto laboriose nel loro allevamento.
Disponi la tua coppietta - se ne hai la possibilità - in un ambiente
luminoso ma privo di luce artificiale, dove le bestiole possano svegliarsi
al levar del sole ed addormentarsi al tramonto. Questa naturale condizione,
servirà a mantenerli in perfetta salute ed a favorire la loro regolare
riproduzione primaverile. Anche il riscaldamento artificiale invernale,
non giova a questi uccellini che devono "avvertire" gli avvicendamenti
stagionali, in relazione alle connaturali differenze climatiche e di durata
della luce del giorno (fotoperiodo). Non vado oltre, altrimenti rischierei
solo di confonderti le idee. Se avrai in futuro bisogno di scriverci ancora,
fallo senza problemi e cercheremo di esserti utili. Auguri!
Francesco Chieppa
Buongiorno Signor Chieppa,
se possibile volevo un'informazione su quanto mi è capitato.
Avevo una coppia di diamanti mandarini affiatati e vivaci; hanno costruito
il nido ma quando la femmina ha doposto il primo uovo ho trovato il maschio
morto. Presumo sia stato per lo sbalzo di temperatura tra l'interno della
mia abitazione dove li ritiro
tutte le sere e le fresche mattinate di settembre. Il problema ora è
che, dietro consiglio del negoziante, abbiamo preso un nuovo maschio ma
non sono sicura che sia la cosa più giusta. Cosa mi consiglia di
fare? Tenerli insieme ugualmente anche se non sono affiatati considerando
che la femmina è in un momento particolare. Pensa che la covata sia
del tutto persa?
Grazie - Romi
R
Gentile Romina,
le cause del decesso del suo uccellino possono essere diverse ed in mancanza
di un esame necroscopico, sulla carcassa del volatile, azzardare una ipotesi
ben precisa sarebbe arduo. Non se ne faccia comunque un cruccio, non credo
possa essere dipeso dalla differenza di temperatura a cui lei si riferisce
nella sua missiva. I diamanti mandarini sono infatti volatili abbastanza
robusti e resistenti e poi, siamo sempre in estate, anche se non abbiamo
più le torride temperature di qualche settimana fa.
Ciò premesso, passiamo ad esaminare l'attuale situazione. Ha fatto
bene ad acquistare un nuovo maschietto. Chissà che la deposizione
della femmina non possa continuare ugualmente e seguire magari una regolare
cova, con schiusa se non proprio di tutte le uova, almeno di una parte.
Non disperi ! Il Diamante mandarino è un uccellino esotico estremamente
prolifico. Tuttavia, vorrei farle notare che questa non è proprio
la stagione ideale per la riproduzione dei volatili che - viceversa - coincide
con il periodo primaverile. Pertanto il consiglio che le do è di
lasciar fare per ora alla femmina ed al suo nuovo partner. Qualora la covata
non andasse avanti ed i due abbandonassero il nido, rimuova dalla gabbia
il talamo riproduttivo, in attesa del periodo più propizio. Naturalmente,
consiglio anche a lei - come son solito fare con tutti i possessori di coppiette
di uccellini - che, desiderando la riproduzione dei propri volatili, è
pregiudiziale collocarli in ambiente luminoso ma possibilmente privo di
luce e riscaldamento artificiale, dove essi possano svegliarsi all'alba
ed addormentarsi al tramonto, avvertendo - con i loro delicati "sensori"
biologici, l'avvicendarsi naturale delle stagioni, così come della
durata del giorno e della notte. Le fasi di vita dei pennuti sono infatti
fisiologicamente scandite da questi atavici cicli naturali, senza dei quali
i nostri beniamini piumati sono soggetti a malanni di vario genere e ad
una riproduzione stentata e spesso infruttuosa. Auguri e ci scriva quando
crede.
Francesco Chieppa
Salve volevo gentilmente chiederle un aiuto , da oramai 18 anni allevo
3-4 copie di canarini l'anno(non di piu)cosi a scopo amatoriale perchè
mi piacciono. E in questo periodo sono alle prese con una problema che non
mi era mai capitato prima e della quale le volevo chiedere un aiuto: su
15 soggetti che attualmente ho 3 -4 hanno un problema alla zampa.A tutti
e 3 all'estremità del dito posteriore, cioè proprio dove comincia
l'unghia , si è formato un gonfiore (come una pallina)che in un paio
di soggetti su mia leggera pressione è uscito del sangue,mentre nell'altro
sembra che ci sia della materia.
Leggendo la descrizione delle malattie delle zampe in un paio di libri di
canarini che io ho, la mia impressione è che possa essere rogna ,anche
se come prima causa di tale malattia viene definito lo scarso igene,cosa
che non mi sembra essere presente nelle mie gabbie e che comunque nei 17
anni precedenti non mi era mai capitata, pur tenendo gli uccelli sempre
nel medesimo sistema.Visto che i soggetti che manifestano il problema sono
tutti in gabbie diverse spero anche che non sia una malattia contagiosa
Le sarei grato se mi può dare un aiuto visto che 3 di questi uccelli
tendono a non appoggiare la zampina o comunque a risollevarla subito. Per
ora la ringrazio. Franco
R
Gentile Ornicoltore,
le lesioni presentate da alcuni suoi canarini, sono in sostanza dei granulomi infiammatori, tipicamente ad organizzazione e forma nodulare. Non si tratta di rogna (da acari del genere Cnemidocoptes) che viceversa si evidenzia con una imponente scagliosità, a carico della superficie cutanea delle zampe (dal tarso in giù) e la presenza di un materiale farinoso, similfurfuraceo.La causa di detti noduli infiammatori, può essere varia: punture di zanzara ed insetti ematofagi, beccate di uccelli, altri traumi locali, forma cutanea del virus del Vaiolo del canarino, ecc. Spesso le lesioni nodulari possono essere complicate da germi piogeni di irruzione secondaria (soprattutto Stafilococchi) che inducono la produzione di pus.Quale terapia, in genere non si rende necessario un trattamento antibiotico per via sistemica, ma è sufficiente effettuare delle pennellature quotidiane delle lesioni, con una soluzione di Glicerina iodata ( 50% di Tintura di iodio + 50% di Glicerina liquida). In capo a qualche giorno, alla sommità del nodulo, compare un'escara che successivamente tende a cadere, lasciando scoperta una superficie sanguinolenta. Questa potrà essere convenientemente ulteriormente trattata, con applicazioni di antibiotici in polvere ad uso topico (tipo Cicatrene). Altre volte, il nodulo a seguito delle pennellature di glicerina iodata, si riduce progressivamente di volume, si essicca e cade, dando seguito a completa guarigione, in capo a qualche giorno. Secondo la mia consolidata esperienza di allevamento, talora la lesione tende a guarire in tempi relativamente lunghi (15-20 gg.). Ad ogni modo, si tranquillizzi, il decorso di detta patologia è nella quasi generalità dei casi, decisamente favorevole, mentre il rischio di contagio sussiste limitatamente ai casi ad eziologia infettiva ( forma cutanea del Vaiolo). Naturalmente, per sua maggiore tranquillità, potrà sempre consultare un medico veterinario esperto di patologia dei volatili d'affezione. Auguri!
Francesco Chieppa
Salve, cerco disperatamente info, libri, links, sul passerina ciris. E soprattutto qualche allevatore disposto a cedermi qualche coppia questo autunno. Puo aiutarmi? grazie.
R
Gentile Lettore,
le chiedo scusa per il notevole ritardo con il quale do riscontro alla cortese
sua, dovuto ad una mia svista nel catalogare la numerosa posta in arrivo.
Dalla consultazione delle riviste di ornicoltura amatoriale, non ho reperito
grande abbondanza di fonti bibliografiche sul Papa della Luisiana (Passerina
ciris). Può travare qualche articolo in proposito, nei seguenti numeri
arretrati del periodico della F.O.I. "Italia Ornitologica", di
cui le fornisco gli estremi dei fascicoli:
novembre 1989-n°11/pag. 35 - A. Capecchi G.P. Mignone: "Osservazioni
sul comportamento in cattività
di una coppia di Papa della Luisiana"
ottobre 1990-n°10/pag.23 - G. P. Mignone: "Fasi critiche nell'allevamento del Papa della Luisiana"
maggio 1993-n°5/pag.19 - L. Limongelli: "Uccelli difficili: il Papa della Luisiana".
Provi a richiedere detti numeri arretrati, o al limite delle fotocopie degli articoli che le segnalo, al seguente indirizzo: Segreteria Federazione Ornicoltori Italiani - Via Conciliazione, 45/A - 29100 Piacenza. Tel: 0523 / 593403 - Fax:0523 / 571613 - Mail: foi@foi.it
Ulteriori informazioni su materiale documentativo eventualmente esistente,
unitamente a nominativi di allevatori italiani della specie, potrà
ottenerli indirizzandosi al: Club dell'Esotico - Via Sottofiume,20
48112 BAGNOCAVALLO (RA) - Tel: 0545 / 62574. Cordialmente.
Francesco Chieppa
sono una tesista di scienze della formazione, la mia tesi è sulla
delfinoterapia ma mi è stata richiesta una indagine sulle posizioni
critiche più che su quelle che sostengono l'indiscussa utilità
della delfinoterapia. Non so dove trovare materiale per documentarmi, Lei
potrebbe aiutarmi? Se si tratta di servizi a pagamento non ci sono problemi
da parte mia: l'aiuto di una persona esperta mi rimane necessario. resto
in attesa di un cortese riscontro che spero vorrà darmi in ogni caso.
Grazie. Un saluto. (Lettera firmata)
R
Gentile Signorina,
la ringrazio per la fiducia che mi manifesta. Per la sua tesi di laurea,
provi a consultare il portale Internet: http://www.ciaopet.com che pubblica
diverso materiale sulla Pet Therapy, compreso il testo di relazioni svolte
da vari Autori, a recenti convegni sul tema. Qualora avesse bisogno di altre
informazioni, in relazione agli eventuali indirizzi dei relatori,
contatti la redazione editoriale di quell'importante sito che potrà
senz'altro fornirle ulteriori risorse.
Invio copia della presente missiva, al direttore editoriale di "Ciaopet", Prof. Anna Morandi, con la quale intrattengo cordiali rapporti di collaborazione. Pubblico pure la sua cortese lettera, in forma strettamente riservata, nella rubrica di risposte a quesiti che curo per la rivista di ornicoltura "Uccelli", in quanto sto ricevendo diverse lettere di analogo contenuto, dall'Italia ed addirittura dall'estero. La Pet Therapy sta decisamente polarizzando l'attenzione di docenti e laureandi di diverse branche scientifiche, in vari Paesi del mondo!
Per quanto ne so, posso brevemente accennarle che l'utilizzo del Pet nella
terapia di patologie di ordine fisico e soprattutto comportamentale, viene
ritenuto valido, allorchè gli animali non siano sottoposti ad estremi
trattamenti coercitivi e ad innaturale detenzione captiva, così che
possano manifestare a pieno il loro naturale repertorio etologico-comportamentale
che costituisce la loro "risorsa" terapeutica. L'impigo dei delfini
- da tempo proposto nell'ambito della Pet Therapy - trova numerosi detrattori,
in relazione allo statto di stretta cattività in cui versano i pinnipedi
coterapeuti, dopo essere stati sottratti agli sconfinati abissi marini.
Questo in sostanza il nocciolo delle argomentazioni addotte da quanti avversano
la delfinoterapia. Ad ogni modo, faccia come le consiglio e vedrà
che troverà delle fonti bibliografiche utili a cui attingere. Anche
una ricerca sui motori della rete informatica, potrebbe ritornarle utile
e, non so se ci ha già pensato.Tenga tuttavia presente che il materiale
bibliografico sulla Pet Therapy, è in larga parte di fonte e provenienza
anglosassone.
Resto disinteressatamente a sua disposizione, per eventuali ulteriori contatti e consigli. Cordiali saluti ed auguroni per la sua tesi di laurea.
Francesco Chieppa
R
Gentile Lettore,
non si preoccupi di scrivermi ripetutamente. Curo la rubrica di risposte a quesiti del periodico "Uccelli", per venire incontro alle esigenze dei colleghi ornicoltori e di quanti posseggono uccellini da affezione. Quindi non ho problemi a rispondere a più di un quesito che mi venisse rivolto dallo stesso ornitofilo.
Ha fatto bene ad inviarmi la foto della zampina con la lesione. Deve accertarsi che non si tratti di una lesione da presenza di corpo estraneo. Ispezioni accuratamente la parte tumefatta con l'ausilio di una pinzetta, onde accertarsi che non vi sia del materiale filamentoso, serrato in profondità intorno all'arto tumefatto. Non è infrequente infatti che fibe utilizzate per la imbottitura del nido, possano avvolgersi attorno ad una zampa, determinando quel tipo di conseguenza. Certo, il periodo stagionale ormai distante dalle cove, escluderebbe questa ipotesi, ma molto dipende da quando la tumefazione osservata sia insorta.
Ad ogni modo, sarebbe opportuno praticare una terapia antibiotica per via generale, nel soggetto ritratto nella foto, unitamente ad applicazioni locali con una pomata antibiotica, per uso topico e ad ampio spettro. Colgo l'occasione per puntualizzare, a quanti mi seguissero nella rubrica "l'esperto risponde" del periodico "Uccelli", di richiedermi pure pareri e consigli su particolari aspetti di patologia, ma di non pormi quesiti specifici circa la terapia, i farmaci e relative posologie. Domande alle quali non posso rispondere, non avendo ancora conseguito la laurea in medicina veterinaria e non ritenendo comunque corretto - in linea più generale - la dispensa di terapie e posologie di farmaci, attraverso un così distante ed aleatorio punto di osservazione, quale può essere quello fornito da una rubrica di una rivista specializzata. Quindi, va bene la richiesta di un parere, attraverso "Uccelli" ma, la diagnosi di certezza e la relativa terapia di un malanno che affligga un vostro beniamino alato, resta sempre di esclusiva pertinenza del medico veterinario. Cordialmente ed auguri!
Francesco Chieppa
salve sono Luca da Salerno
ho un dubbio sulla coppia di diamantini che ho. Li ho presi da meno di un
mese e la femmina a quanto pare ha già depositato 5 uova. quanto
tempo deve passare per capire se effettivamente sono uova fecondate o meno?
non vorrei che la femmina covasse per periodi epici senza che poverina,
veda i risultati dei suoi sforzi. insomma come mi devo comportare prima
che vada io nel panico più totale. grazie luca
R
Gentile Lettore,
La cova del Diamante mandarino ( Taeniopygia castanotis ) ha una durata
di circa 12 giorni. Al settimo giorno di incubazione, è già
possibile distinguere - mediante operazione di speratura - le uova con embrione
in fase di sviluppo da quelle infeconde. Tuttavia detta verifica è
estremamente delicata, ed andrebbe riservata solo agli allevatori più
esperti. Auguri!
Francesco Chieppa
Bonjour je suis la présidente du Club d'Amateurs d'Oiseaux de Montréal
j'aimerais savoir si tu connais quelqu'un qui pourrait me renseigner sur
les Lizard j'en ai quelques uns mais je n'ai pas un très grand succès
ils sont magnifiques mais j'ai des problèmes il ne vivent pas très
longtemps j'ai peu être pas la bonne alimentation ou je ne sais pas
mais j'aimerais savoir comment ont les élèves, j'ai aussi
du Roller Allemand ,du rouge Raza espagnol ,five, gloster ,bronze. Et je
n'est pas de problemes avec eux seulement les Lizard
j'espère que tu comprend le français moi je parle très
bien le sicilien mais je ne sais pas l'écrire .donne mois des nouvelles.Ciao.
R
Gentile Amico,
mi auguro comprenda questa mia risposta in italiano, così come ho
compreso il suo testo francese.
Per uno scambio di idee con allevatori italiani del magnifico canarino di
razza Lizard, la invito a contattare il: Lizard Canary Club Italiano - presso
Sig. Moretti Mario - Via della Vittoria, 39/A
41042 FIORANO MODENESE (Modena) - ITALIA .
Lieto dell'incontro, le ricambio i miei migliori saluti estensibili a tutti i soci canadesi del suo Club. Auguri per il suo allevamento!
Francesco Chieppa