Subject: Riprodurre il pappagallino ondulato
Egregio sig. Francesco Chieppa,
ho una coppia di pappagallini ondulati, che ho preso nel giugno 2003, ma ancora non hanno covato. Devo affiancargli un'altra coppia di pappagalliniondulati? Oppure posso dare al maschio un'altra femmina?
Saluti. Lorenzo.
R
Gentile Lettore,
il Melopsittacus undulatus ( Pappagallino ondulato), come già dimostra di sapere dalla sua mail, è un volatile originario del continente australiano, uso in libertà a nidificare in colonia.
In gabbia pertanto la coppia isolata stenta solitamente a riprodursi, nonostante vengano segnalate eccezioni a questa regola. Per moltiplicare il simpatico pennuto, è indispensabile disporre di almeno due coppie, da collocare in altrettante gabbie contigue.
Un espediente volto a stimolare l'entrata in estro della coppia, può essere quello di collocare in gabbia due casette nido ed anche uno specchietto, dove gli ondulati possanno riflettere la propria immagine, illudendosi di avere dei simili in coabitazione. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Gent.mo sig. Chieppa, buongiorno.
Da qualche tempo sto meditando l'acquisto di una coppia di bengalini.
Non ho mai avuto esperienze con uccellini, quindi non so bene come comportarmi
per accoglierli nel migliore dei modi, e spero che lei possa darmi, in proposito,
qualche consiglio.
In che modo devo allestire la gabbia in cui alloggeranno?
Esistono delle particolari attenzioni che posso rivolgere loro nei primi giorni
che, immagino, saranno più delicati?
Mi scuso per l'evidente banalità della mia richiesta, e la ringrazio
per l'attenzione.
Saluti,
Elena.
R
Gentile Signora,
il quesito che mi pone è tutt'altro che banale; comune a tanti ornitofili
neofiti ed indice di una concreta consapevolezza di responsabilità
da parte sua, nel momento in cui decide di prendere con se un animale domestico.
L'acquisto è bene venisse effettuato presso un referente affidabile,
sia esso un allevamento o rivendita di animali. Naturalmente i soggetti devono
essere in buona salute, e vanno collocati in una gabbia il più possibile
spaziosa (di lunghezza non inferiore a 50-60 cm.).
Particolare attenzione va riservata all'ambiente destinato ad accogliere gli
alati. Tassativamente controindicata la cucina, perchè soggetta a sbalzi
termici ed eccessi di umidità, a causa della cottura degli alimenti.
Dalle pentole di teflon ( le cosiddette antiaderenti ) si sviluppano spesso
esalazioni nocive per gli uccellini.
Questi vanno sistemati preferibilmente in un vano privo di illuminazione artificiale
( ad esempio una veranda ) e, possibilmente anche esente da riscaldamento
invernale.
Rispettando queste accortezze, i pennuti avvertiranno gli avvicendamenti delle
stagioni, in relazione alla diversa temperatura ambientale e durata del fotoperiodo.
Tale condizione risulta indispensabile per mantenerli in buona salute e conciliare
la nidificazione.
Altrettanto cruciale per la buona cura dei beniamini piumati, sarà
l'alimentazione. Qualora orientasse le sue preferenze verso i piccoli esotici
granivori, il loro regime dietetico sarà costituito da una miscela
specifica di semi, un pastoncino secco per granivori, delle spighe di panico,
spicchi di frutta di stagione e - di tanto in tanto - qualche cimetta di cicoria.
Per sette giorni al mese tutti i mesi dell'anno, integrerà l'acqua
di bevanda con un prodotto multivitaminico idrosolubile per ornitologia. In
gabbia disporrà una vaschetta con del grit calcareo, a cui addizionerà
un integratore minerale per uccelli. Anche il tradizionale osso di seppia
non dovrà mai mancare.
Naturalmente manterrà la gabbia sempre ben pulita ed ogni due/tre mesi,
nebulizzerà un antiparassitario spray ad uso ornitologico sulle sue
bestiole, onde escludere che possano essere ricettacolo di fastidiosi e debilitanti
ectoparassiti.
Credo che quanto ho sintetizzato, possa bastarle ad intraprendere la fantastica
avventura di convivenza con un pet piumato. Se lo desiderasse, potrà
ulteriormente approfondire questi argomenti, leggendo il mensile "Uccelli"
che ogni mese propone tantissimi articoli tecnici, completi di splendide foto,
sulle diverse specie piumate ornamentali. Lì troverà anche la
rubrica di risposte a quesiti, che curo per detto periodico di ornitofilo.
www.uccellibis.com
Altre informazioni ornitoculturali ed un forum tematico tra i più frequentati
d'Italia, consultando il sito internet:
http://www.verdiardesia.com
Tantissimi auguri.
Francesco Chieppa
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SALVE SONO LUKA DI CATANIA,
SONO UN GRAN APPASSIONATO DI ORNITOLOGIA E STO PREPARANDOMI PER L' ATTIVITA'
DI ORNITOCOLTORE; TENGO INSEPARABILI, CANARINI. COCORITE, DIAMANTINI, CARDELLINI
MAYOR; IN PASSATO HO AVUTO ANCHE CALOPSITE E MERLI METALLICI... ADESSO HO
DECISO DI ACQUISTARE IL CANARINO MALINOIS NOTO PER IL SUO BEL CANTO IMITANDO
IL SUONO DELL' ACQUA.
LEGGENDO UN ARTICOLO DI UN SITO, TROVAVO INTERESSANTE SAPERE CHE QUESTI CANARINI
PER MIGLIORARE O ADDIRITTURA PER IMPARARE A CANTARE SI SERVONO DI UN MAESTRO
CANTORE, OSSIA UN CANARINO GIA' ESPERIENTE NEL CANTO... QUINDI GRADIREI SAPERE
SE QUESTI CANARINI ANCHE IN ASSENZA DI MAESTRI CANTORI POSSANO IMPARARE A
CANTARE IMITANDO I SUONI DELL' ACQUA E A SVILUPPARE IL LORO MERAVIGLIOSO CANTO
UGUALMENTE.
SPERO TANTO IN UNA SUA RISPOSTA... DISTINTI SALUTI;
LUCA - CATANIA 6 SETTEMBRE 2004....
R
Gentile Luca,
vengo subito a rispondere al suo quesito, facendole rilevare che il canto
degli uccelli è la diretta conseguenza di specifica dotazione genetica
e di apprendimento acquisito. La variabile ereditaria influenza conformazione
e corretto funzionamento della Siringe: organo muscolo-membranoso deputato
alle emissioni canore degli amici pennuti. Mentre l'apprendimento consente
di affinare l'attività dei centri del Sistema Nervoso Centrale, deputati
a governare i virtuosismi canori.
Pertanto, per produrre Canarini Malinois provetti cantori, lei dovrà
curare non solo la genetica dei suoi riproduttori, ma anche l'adeguata istruzione
degli allievi, tramite impiego di ottimi maestri cantori. Inoltre, poichè
la fase giovanile dell'apprendimento del canto è notevolmente importante
ai fini del risultato, deve pure curare che i suoi giovani cantori non vivano
in coabitazione con altre razze di canarino e fringillidi in genere, onde
non inquinare il repertorio vocale, tipico della razza Malinois. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Sig. Chieppa,
sono sempre Michela ; il mio canarino è sempre stanco e ultimamente
ha smesso di cantare. Perde un po' di piume... quasi ogni giorno metto loro
le vitamine, insalata e semini, più un miscuglio tritato per il piumaggio.
Ho anche spruzzato 3 volte l'acaricida...
Sembra triste e stanco.
Inoltre, e questa è una curiosità, la canarina ha cominciato
ad eseguire dei "solfeggi", cerca di emettere un curioso canto,
del tutto improvvisato! E' davvero strano...
Poi volevo chiedere quand'è il periodo di cova... In cui bisogna quindi
lasciarli in pace, fornirli di materiale per il nido, ecc..
Purtroppo non hanno più un ambiente normale...La notte molte volte
sono costretti a svegliarsi per rumori e luci nella stanza, non continuativi
ma sporadici.
La ringrazio. Michela Pollutri.
R
Salve Michela,
al fine di escludere che il canarino sia portatore di una patologia, le consiglio
di fare eseguire un esame delle feci dei suoi volatili, per la ricerca di
eventuali parassiti e microrganismi patogeni. Chieda informazioni al suo veterinario
o ad un centro di diagnostica veterinaria. Eviti, per quanto possibile, l'ambiente
rumoroso e soggetto ad illuminazione artificiale di disturbo. Causa stress
e predispone ai malanni.
E' comunque normale che durante la muta il canarino maschio smetta di cantare,
così come l'involuzione ormonale tipica del periodo tardo estivo-inizio
autunnale, può determinare nelle femmine la transitoria comparsa di
emissioni canore di tipo maschile. Nel corso del ricambio del piumaggio, non
faccia mancare ai suoi uccellini del pastoncino all'uovo, rinnovato frequentemente
ed integrato due volte la settimana, con dell'uovo sodo fresco macinato.
Il periodo delle cove - per soggetti mantenuti in ambiente a fotoperiodo naturale
- va da marzo a fine luglio.
La saluto molto cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Dubbio su schiusa uova piccioni
Gent. Francesco
ho visitato il suo sito.
Non riesco a trovare info su schiusa uova piccioni. Un piccione prima dell'estate
ha fatto il nido su un davanzale di casa mia, a Torino e c'erano due uova.
Quando lei non c'era, mettevamo delle briciole che mangiava al ritorno e
poi covava. Da 3 o 4 giorni il piccione non è più venuto.
Quanto dura la covata? C'è la possibilità che torni?
La ringrazio infinitamente della sua gentilezza.
Cordiali saluti. Norma - Torino
R
Gentile Signora,
l'incubazione delle uova del colombo domestico, ha durata di diciotto giorni.
Lei mi riferisce di una femmina della specie, in cova presso la sua abitazione
da epoca addirittura antecedente l'inizio dell'estate. Deduco che la sfortunata
bestiola si sia inutilmente prodigata per tanto tempo, nella vana attesa
di una maternità che poi non è arrivata, magari solo perchè
le sue uova erano sterili. Con l'inoltrarsi dell'estate ed il subentrare
della muta, il pennuto avrà finalmente desistito dall'impresa risultata
vana,
ritornando nel gruppo di provenienza. Ciò può far solo riflettere
noi umani, allorchè sentiamo storie di neonati abbandonati e fanciulli
maltrattati... La saluto molto cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Gozzo dilatato
Gentile Sig. Chieppa,
spero che lei riesca a risolvere il mio problema:
ho un amico che possiede una voliera esterna molto grande, piena di pappagallini
ondulati da piú di dieci anni.
Circa 2 mesi fa osservando gli uccelli ne ho notato uno che aveva il gozzo
enorme e stava al suolo, ma per diversi motivi non ho potuto intervenire
fino a 15 giorni fa, quando ho preso la pappagallina e l'ho portata a casa
per cercare di curarla.
L'animale, non giovane (presenta la pupilla contornata da un cerchio giallo
e le zampe tipiche di un animale adulto) si presentava in buono stato di
salute apparente (ad eccezione del gozzo gonfio ma morbido e non dolente),
visto che l'alimentazione che aveva avuto fino a quel momento era esclusivamente
a base di semi, ho pensato di ridurre i grassi nella dieta proponendole
pastone d'uovo, cereali triturati e mais bollito e riducendo notevolmente
la miscela di semi. Ho provato a somministrarle frutta e verdura ma si rifiuta
categoricamente di assaggiarle, mentre il resto del cibo che ha a sua disposizione
lo accetta abbastanza bene. Nell'acqua di bevanda ho messo 1 pastiglia di
Baytril da 15 mg. ogni 120 ml. di acqua e ho aggiunto delle gocce di un
composto polivitaminico. Il trattamento con antibiotico è durato
10 giorni e sto continuando con le vitamine.
Al momento la pappagallina si presenta esattamente come l'ho trovata...Pare
che le mie cure non siano servite a molto...Vorrei sapere da che dipende
questo gonfiore eccessivo del gozzo senza nessun altro sintomo per l'animale,
se non l'incapacitá di volare dovuto al peso del gozzo stesso.
La ringrazio anticipatamente
Gerardo Capozzi
R
Gentile Lettore,
il gozzo o ingluvie degli uccelli, può essere sede di varie patologie:
infiammatorie (di origine infettiva, parassitaria, carenziale); tumorali,
da corpo estraneo, ecc.. Ciò spesso procura una stasi degli alimenti,
con imponente dilatazione dell'organo annesso all'apparato digerente.
Pertanto, non posso che consigliarle di far esaminare la bestiola da un
medico veterinario specializzato in medicina aviare, onde accertare l'esatta
natura della patologia rilevata, anche mediante mirati esami di laboratorio.
Ho ribadito più volte in questa rubrica, di non essere ancora medico
veterinario, condividendo la passione per la cura degli animali e per l'allevamento
dei canarini, con quella del giornalismo specializzato. Quindi, consultandomi,
per il momento non potete attendervi da me che consigli generici e mai protocolli
terapeutici. Tuttavia, anche se avessi già ultimato il mio ciclo
di studi e fossi un veterinario abilitato all'esercizio della professione,
nel suo caso specifico avrei dovuto comportarmi allo stesso modo! Le faccio
i migliori auguri per un pronto recupero del suo pet alato e molto cordialmente
la saluto.
Francesco Chieppa
Gentile Sig. Chieppa
sono Fabrizio Vatta ( Il Ragazzo del canarino giallo mosaico occhi rossi...
non so se ricorda ) ho acquistato 2 coppie di canarini di colore e volevo
chiederle un parere sull'alimentazione che gli somministro.
ALIMENTAZIONE: MISCELA DI SEMI
PASTONCINO
- UOVO SODO TRITATO
- CAROTA GRATTUGIATA
- FORMAGGIO GRATTUGIATO
- FETTE BISCOTTATE SBRICIOLATE
- 1 FILO DI OLIO
PASTONE SECCO *
- LATTE
- MIELE
- MELE
- UOVO
- FARINA DI GRANO SARACENO
FRUTTA E VERDURA
DOSAGGIO: MISCELA : TUTTI I GIORNI
PASTONCINO : 2 GIORNI A SETTIMANA
PASTONE S. : 2 GIORNI A SETTIMANA
FRUTTA E VERDURA : 4 GIORNI A SETTIMANA
PASTONCINO E PASTONE S. ALTERNATI: ES . 1° SETTIMANA PASTONCINO
2° SETTIMANA PASTONE SECCO
*: RICETTA X 8-10 COPPIE DI CANARINI
VERSARE IN UN RECIPIENTE UN BICCHIERE DI LATTE 2 SPICCHI DI MELA FINEMENTE
TRITATI UN CUCCHIAIO DI MELA E UN UOVO PORTARE AD EBOLLIZIONE ED AGGIUNGERE
FARINA X POLENTA FINO ALLA FORMAZIONE DI AMALGAMA NON TROPPO DURA. STENDERE
IL CONTENUTO SU UN PIATTO E LASCIARLO RAFFREDARE IN FRIGO. UNA VOLTA RAFFREDATO
TAGLIARE SPICCHI GRANDI COME DADI DI CUCINA E DARE PER OGNI COPPIA UN DADO.
RIPOSTA IN FRIGO E DEBITAMENTE COPERTA DA PELLICOLA TRASPARENTE DURA PER
UNA SETTIMANA.
MI SCUSO X IL TESTO LUNGO. SPERO IN UNA RISPOSTA VELOCE.
CORDIALMENTE
FABRIZIO VATTA
R
Caro Fabrizio,
ti do del tu, visto che noi già ci conosciamo in rete, frequentando
la stessa Community ornitofila del sito Verdi & Ardesia.
L'alimentazione di tutti gli uccellini ornamentali, dev'essere sempre molto
varia e costituita da ingredienti freschi.
La "polentina" che ti prepari in casa, va benissimo. Potresti
anche sostituire la farina di mais con della semola di grano duro, oppure
assortire insieme le due farine di cereali.
Alla polentina ti consiglio di abbinare a parte la somministrazione di un
pastoncino secco preconfezionato, del tipo "da riposo" durante
l'autunno-inverno e "da allevamento" durante le cove e la crescita
estiva dei novelli. Il pastoncino secco andrebbe integrato con uova sode:
in ragione di 1 uovo/150 gr. di pastoncino per la fase riproduttiva; 1 uovo/200
gr. di pastoncino durante la muta dei novelli. Nel corso del riposo autunno-invernale
di novelli ed adulti, sospenderai l'integrazione del pastoncino a base di
uova. Per migliorare allora l'appetibilità dello sfarinato secco,
ti consiglio di inumidirlo leggermente con della frutta grattugiata. Spero
di aver soddisfatto tutti i tuoi dubbi. Saluti.
Francesco Chieppa
Salve Francesco ho bisogno di te ancora una volta!!!!!!
I due uccellini hanno nuovamente nidificato...solo che ora ne sono nati
4!!!! 4 uova avevano fatto e 4 bengalini sono nati..... 2 sono bianchi e
due grigi scuri....
Ora i miei quesisti sono questi: 1) Un bengalino è stato scaraventato
fuori dal nido (anche perchè penso che non entrino +) ora sta li
poverino tutto solo, gli altri sono ancora nel nido....
2) Il maschio sta cercando di preparare un altro nido il che mi fa pensare
che voglia di nuovo procreare...ma i piccoli? Ho notato che sono tutti e
due a dare il mangiare ai piccoli, ma più di tutti il maschio...li
devo dividere? Posso pulire la gabbia senza disturbarli? Ho paura che non
diano il nutrimento ai piccoli.
Spero di essermi fatta capire...ciao e grazie ancora...se vuoi questa la
puoi pubblicare :-))))
Federica
R
Ciao Federica,
auguri per il magnifico risultato riproduttivo! Se i pulli sono ormai totalmente impiumati, puoi toglierli dal nido, inserire la griglia divisoria, dividendo la gabbia da cova in due scomparti. In uno sistemerai i piccoli, nell'altro i genitori. Il maschio continuerà ad imbeccare i giovani, attraverso la griglia, sino al loro divezzamento. Pulisci tranquillamente la gabbia, ma stai attenta nella fase di incubazione delle uova, a non procurarle scossoni e sobbalzi che potrebbero dar luogo a morte dei feti e mancata schiusa. Per ogni ulteriore quesito, restiamo a tua disposizione. Saluti.
Francesco
Buongiorno Sig. Francesco
Torno a disturbarla per una curiosità sui pullus dell'ultima covata.
ho notato che stranamente al 18 giorno di vita sono ancora completamente
privi di piume , ma sono già usciti dal nido e stanno naturalmente
sul fondo della gabbia, non sapendo volare: da cosa può dipendere
questo fatto? E' normale che i pullus escano dal nido prima di avere anche
parzialmente le piume?
PS: ho provato anche a rimetterli nel nido, ma ci stanno per qualche minuto,
poi tornano fuori.
Le covate dello scorso anno mi sembravano meno tardive nel mettere le piume
(la coppia di genitori è la medesima)
Grazie per i suoi preziosi consigli.
Massimiliano Gasparoli
R
Gentile Sig. Gasparoli,
probabilmente la natura del ritardato impiumo dei suoi novelli, va ricercata
in un'alimentazione non perfettamente idonea e carente di principi nutritivi,
indispensabili all'ottenimento di un buon piumaggio ( tenore proteico del
pastoncino, con particolare riferimento all'apporto di proteine ricche di
aminoacidi solforati, quali quelle rinvenienti dall'uovo sodo - carenze
di sali minerali, carenze di aminoacidi essenziali, ecc. ).
Riguardi un pò il regime dietetico dei suoi beniamini alati e somministri
l'anno prossimo, durante la fase riproduttiva, un integratore alimentare
contenente vitamine ed aminoacidi.
prego i lettori di "Uccelli", di inviarmi allegate ai quesiti,
possibilmente, delle immagini concernenti i casi che ci espongono. In questo
modo potremmo essere più precisi nelle risposte, anche se l'osservazione
di una foto, di fatto non integra mai l'effetto di una visita diretta dei
pennuti. Cordialità.
Francesco Chieppa
Subject: Canarino del Mozambico
Esimio Signor Chieppa,
ho acquistato in febbraio una coppia di canarini del mozambico e volevo
chiederle qual'è il loro periodo riproduttivo, se diverso da quello
dei normali canarini.
Il maschio ha iniziato a cantare da alcuni giorni: ai fini di una buona
riproduzione (essendo che fin da piccoli hanno sempre vissuto nella stessa
gabbia) è necessario separarli per un pò? Se si per quanto?
Praticamente quello che vorrei sapere è cosa varia nella riproduzione
rispetto a un normale canarino?
Ringraziandola anticipatamente, le porgo i miei cordiali saluti
De March Fabio
R
Gentile Ornitofilo,
il Serinus mozambicus è un fringillide di origine africana del quale
si conoscono diverse sottospecie, distribuite su di un vastissimo areale,
comprendente: Senegal e Tanzania, sino al Bechuanaland, alla Provincia del
Capo ed al Natal. Presente anche nelle isole di Sao Thomè. Introdotto
nelle isole Mauritius, Reunion ed Amirante. La specie tipica ( Serinus mozambicus
mozambicus ) è distribuita dal Kenia allo Zambia e Mozambico ( De
Baseggio e Quercellini 1986 ).
In Africa, la stagione riproduttiva del Canarino del Mozambico va da settembre
a gennaio. I soggetti di recente importazione, tendono pertanto a riprodursi
nei nostri mesi autunno-invernali. In tale evenienza, occorre disporre di
una stanza di allevamento riscaldata e dotata di temporizzatore alba-tramonto,
in grado di fornire un fotoperiodo artificiale giornaliero di circa 16 ore.
Nel giro di un paio d'anni, tuttavia, i Mozambico acclimatati si adattano
alle stagioni europee e vanno in amore nei mesi primaverili-estivi.
La specie si riproduce agevolmente in gabbia e voliera. In fase estrale
i due sessi assumono atteggiamento battagliero e fortemente territoriale.
In particolare il maschio, non esita ad insidiare volatili di taglia anche
maggiore, ed è quindi consigliabile isolare la coppia. I nidi ideali
sono quelli a cassettina con frontale semiaperto, ma il Canarino del Mozambico
si adatta ad edificare il talamo riproduttivo, anche in portanidi di altra
foggia.
Il nido viene costruito dalla femmina, aiutata dal maschio. Le uova hanno
una fase di incubazione di 13 giorni, così come per il Canarino domestico.
Il maschio non coopera alla cova. I pulli lasciano il nido a 16-20 gg. d'età
e pervengono a totale svezzamento, dopo altre tre/quattro settimane. Una
volta indipendenti, i novelli vanno prontamente allontanati dal territorio
di nidificazione della coppia, in quanto il maschio per solito non tollera
ulteriormente la loro vicinanza.
In libertà, il Serinus mozambicus mozambicus si nutre di semi immaturi,
semi secchi e non disdegna integrare la propria dieta con prede vive, come
insetti e larve (afidi, termiti volanti, bruchi e farfalle). In cattività,
utilizzare pastoncini molto proteici ( 21- 25% ), verdure, semi germinati,
semi immaturi di piante selvatiche e coltivate, insetti vivi ( larve di
Tenebrione, ecc. ). Nella miscela di semi deve prevalere il panico. ( De
Baseggio e Quercellini 1986 ).
Spero di aver soddisfatto tutti i suoi dubbi. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Cattiva nutrice o altro?
Egregio Sig. Chieppa
mi permetto di fruire della sua gentilezza e di porle un quesito intorno
ad una mia femmina gloster, nata nel 2003 ed
acquistata presso un allevatore di fiducia (altri medesimi acquisti hanno
sempre mostrato buon ceppo)
per far questo ho necessità di esporre dettagliatamente le due covate
effettuate dalla canarina in oggetto
nella stagione riproduttiva appena passata: in entrambe le covate , nonostante
fosse il primo anno, questa canarina è
stata perfetta nella seguente prassi: accettazione del maschio, costruzione
del nido, giusto numero di uova tutte sempre fecondate, assidua nella cova,
ma, nella prima, a circa 5 giorni dalla nascita ho trovato un piccolo, il
più grande di tutti, mezzo morto sul fondo della gabbia, fortunatamente
ancora vivo sebbene parecchio infreddolito, l'ho rimesso nel nido ed è
sembrato andare tutto bene, ho pensato ad una caduta accidentale, il giorno
seguente si è ripetuto il fatto, nell'incomprensione dell'accadimento,
ho ritenuto giusto affidare il piccolo ad altra femmina (balia) in cova
(non feconda) da circa dieci giorni, alcuni giorni dopo stessa sorte è
capitata agli altri tre piccoli, per cui li ho affidati tutti e quattro
alla balia che ha accolto e svezzato amorevolmente. La seconda covata è
andata ancora peggio, dei quattro nati due sono morti nel nido a circa dieci
giorni, i due restanti hanno avuto sorte differrente, la femmina in questione
ha imbeccato ripetutamente lo stesso piccolo fino al completo svezzamento,
tranne qualche sporadico imbecco all'altro che cresceva molto lentamente
ed infine è morto intorno ai trenta giorni. Ultimo dettaglio, la
figura del maschio che è risultato particolarmente focoso disturbando
la cova e tentando di distruggere soventemente il nido fintanto che, alle
strette, sono stato costretto alla separazione. Le domande nascono spontanee,
si tratta di una femmina cattiva nutrice?, se sì, il carattere viene
trasmesso sempre e a tutti i figli?, oppure è portatrice di una qualche
patologia infettiva e/o parassitaria ed in questo caso come si spiega il
fatto che i suoi piccoli svezzati dalla balia sono oggi sani ed in ottima
forma? Sarà il caso di metterla in riproduzione il prossimo anno?
( mi sarebbe molto utile visto che possiede ottime caratteristiche fenotipiche).
Apprezzando molto il prestigioso aiuto che Lei dona alla comunità
degli ornitofili, La ringrazio per la risposta
Ilario Mastroianni
R
Gentile Sig. Mastroianni,
ho letto molto attentamente la sua missiva ed i quesiti che mi formula. A mio modesto modo di vedere, ritengo che la causa principale degli insuccessi riproduttivi della sua Gloster, sia da attribuire al maschio consorte. Dovrebbe trattarsi di un soggetto particolarmente focoso che disturba la canarina sul nido, impedendole di alimentarsi correttamente e di provvedere alle cure parentali dei suoi pulli.
Casi del genere si riscontrano per solito in allevamenti con fotoperiodo artificiale, allorchè l'incremento delle ore di luce, avvenga ad intervalli di tempo molto rapidi, oppure sia troppo lungo.
Notoriamente la fotostimolazione manifesta effetto acceleratore della fase estrale, soprattutto e più rapidamente sul maschio che - pertanto - con un programma di management della illuminazione condizionata non perfettamente idoneo, tende a manifestare una forma amorosa più spinta e precoce di quella della partner e spesso accompagnata da comportamenti aggressivi, a danno di quest'ultima.
Provi l'anno prossimo a cambiare il canarino maschio ed eventualmente, nel caso sussistessero le premesse di cui sopra, ad adottare una migliore gestione dell'eventuale fotoperiodo artificiale.
Cordialmente. Francesco Chieppa
Grazie Francesco,
difatti li ho tolti dalla cova perchè oramai stavano scomodi. Sono
stupendi!!!!! 2 sono attualmente bianchi e due grigi e ho capito oramai
che si tratta di diamantini e non di bengalini!! :-)
Allora li dovrei separare? Ho paura che non riescano a mangiare.....anche
perchè il maschio vuole nuovamente nidificare....
Le vorrei porgere un'altra domanda un pò "strana"... ma
ora questi diamantini sono tutti fratelli e non c'è pericolo che
si riproducano tra loro?
Un grande abbraccio ed ancora mille grazie.
Federica
R
Gentile Federica,
dividendo i giovani mediante la griglia separatrice in dotazione alle gabbie da cova, il padre continuerà ad imbeccarli attraverso il reticolato metallico. Intanto lei fornirà ad essi - già sin da ora - alimenti ed acqua di bevanda, così che possano progressivamente perfezionare la propria autonomia.
Circa la consanguineità dei fratelli, potrebbe evitarla scambiando
alcuni soggetti con amici allevatori della specie, o una rivendita affidabile.
Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Diamanti mandarini - 1
Gent. Sig. Chieppa.
Buongiorno. Forse si ricorderà di me, le scrissi qualche tempo fa
per dei consigli sull'ambiente più idoneo per accogliere dei diamanti
mandarini (da ma erroneamente chiamati, nella mia scorsa lettera, "bengalini"...
eh, i principianti!).
La ringrazio molto per i consigli, che fino ad ora ho seguito.
I miei pennuti sono arrivati tre giorni fa, e mi sembra che si stiano rapidamente
abituando all'ambiente, ai rumori e alle persone. Sono vispi, canterini,
curiosi e mi sembra che il loro appetito sia regolare.
Il conoscente che me li ha donati mi ha detto che sono nati all'inizio di
quest'anno, e che hanno trascorso l'estate in una voliera.
Ora, ho un paio di dubbi.
Il primo riguarda entrambi gli esemplari, che presentano sulle zampine,
in prossimità delle unghie, dei piccoli rigonfiamenti grigio - trasparenti
e duri. Non mi sembra che creino loro dei problemi per quanto riguarda la
mobilità, ma volevo sapere, secondo lei di che cosa si tratta, e
se è necessario intervenire in qualche modo. Che possano essere delle
punture di zanzara?
Il secondo riguarda il maschietto. L'allevatore mi ha detto che deve ancora
terminare la muta, ed in effetti il poverino ha ancora la coda spiumata,
che gli impedisce di calibrare l'equilibrio. Spesso, saltando da un posatoio
a uno più basso, si spinge troppo,o troppo poco e cade rovinosamente
a terra. Ho allestito dei posatoi, con tutto l'occorrente, ad un livello
estremamente basso, che riesce ad utilizzare senza inconvenienti. Ma la
creatura si avventura ugualmente sui piani più alti, forse per seguire
la femminuccia, che invece è perfettamente piumata e molto intraprendente,
e temo che, cadendo, possa farsi del male. Che fare? Sperare che gli crescano
in fretta le penne della coda?
Ad ogni modo, mi sembra che abbiano superato le iniziali timidezze, e stiano
bene.
Spero che non debba succedere loro nulla di spiacevole, dal momento che
mi sono già molto affezionata!
La ringrazio in anticipo per le risposte che, spero, saprà darmi
e anche per la sua gentilezza, disponibilità e competenza.
Saluti,
Elena Levorato
(Venezia)
R
Gentile Lettrice,
in relazione alle protuberanze delle zampine dei suoi Diamanti Mandarini,
potrebbe effettivamente trattarsi di punture di zanzara. Provi ad utilizzare
per qualche giorno, una pomata antibiotica contenente anche un blando cortisonico.
Si faccia consigliare dal farmacista.
Per l'impiumo del maschietto, dia tempo al tempo e non si preoccupi eccessivamente
per le perigliose acrobazie del pennuto. Non gli accadrà nulla! Onde
favorire la ricrescita del piumaggio, integri la dieta degli uccellini con
un preparato multivitaminico, contenente le vitamine del complesso B.
Cordiali saluti.
Francesco Chieppa
Subject: Diamanti mandarini - 2
Si... sempre io che la disturbo!
Volevo chiederle un altro suggerimento, che però non è, per
il momento, affatto urgente.
Dal momento che i miei uccellini non sono consanguinei, mi piacerebbe provare
ad allevare qualche pargoletto.
In che periodo devo mettere a loro disposizione un nido?
Ho letto che i nidi a cassettina esterni alla gabbia sono più adatti,
è vero?
E' necessario prendere gli accorgimenti di cui scrive, nella sua rubrica,
a proposito dell'allevamento dei canarini (sostituzione delle uova con uova
finte, e successivo inserimento nel nido di tutte le uova contemporaneamente,
ecc...), o si tratta di un processo più semplice?
E' possibile limitare il numero delle covate a 1 all'anno?
Mi dispiace seccarla con queste domande, ma non sono riuscita, per il momento,
a trovare un manuale sugli esotici granivori in grado di esaudire quesi
miei dubbi da neofita.
Spero che vorrà darmi qualce suggerimento.
La ringrazio ancora, e la saluto.
Elena Levorato
(Venezia)
R
Gentile Signora
la riproduzione del Diamante mandarino (Taeniopygia guttata) può
teoricamente avvenire in tutte le stagioni dell'anno. Tuttavia è
conveniente pilotarla nel periodo primaverile, allorchè la durata
delle ore di luce diurna ed una temperatura sufficientemente tiepida, favoriranno
crescita e divezzamento dei pulli.
Il tipo di nido più indicato per il prolifico uccellino esotico,
è quello a cassettina con frontale semiaperto. Cerchi in una ben
fornita rivendita di prodotti per pet piumati.
Le uova andrebbero effettivamente sostituite durante la deposizione, per
essere poi riaffidate alla chioccia a produzione ultimata. Questo accorgimento
serve ad evitare schiuse differite e pulcini di taglia diversa: i più
piccolini finirebbero per essere sopraffatti dai grandicelli! Trattasi tuttavia
di operazione molto delicata, da espletare con somma attenzione.
Potrà benissimo limitare le nidiate dei suoi volatili, rimuovendo
il nido e separando la coppia.
Continui a scriverci quando lo ritenesse opportuno, le segnalo anche due
pubblicazioni sul Diamante mandarino:
Gianni Ravazzi : " Diamante di Gould, Diamante Mandarino e gli altri
Diamanti " - De Vecchi Editore Milano;
Elisabetta Gismondi: " Gli Uccelli Esotici " - De Vecchi Editore
Milano.
La costante lettura della rivista "Uccelli" - Ibis Edizioni Via
Colussi, 22 - 33100 Udine - le fornirà ulteriore materiale di approfondimento
sulla specie allevata. Cordialmente.
Francesco Chieppa
Egr.Sig.Chieppa
Mi chiamo Ignazio Mirto, vivo a Palermo e sono iscritto alla FOI dal 1993.
Vi scrivo perche' ho bisogno di aiuto.Un mio canarino Rosso Mosaico che
io ritengo di gran valore per il patrimonio genetico,da un paio di settimane
ha cominciato ad intristirsi
ed a barcollare, in pratica non si regge bene sul posatoio.
Questo problema mi si presenta quasi ogni anno su una presenza di 100/150
canarini nel mio allevamento durante la muta o verso la fine (solo gli adulti
mai con i novelli) 1 o 2 vengono colpiti da questo male oscuro.
Escluderei origini di carattere genetico perchè il problema si verifica
su soggetti appartanenti a ceppi ed a tipi diversi,(ad esempio l' anno scorso
è stato colpito un Agata Rosso Mosaico).
La malattia e' esasperatamente lenta può durare anche 3/4 mesi sino
a quando il canarino non riesce piu' a stare sul posatoio e sta solamente
sul fondo della gabbia barcollando in maniera terribile.
Le somministrazioni di antibiotici fanno aumentare vertiginosamente il decorso
della malattia.
Il canarino si presenta un po dimagrito ma non troppo con una certa diarrea
ed irrequieto come se avesse continuamente prurito in tutto il corpo (non
ho acari di questo ne sono certo) e sfrega spessissimo gli occhi sul posatoio.
Certo della sua collaborazione La saluto cordialmente.
Ignazio Mirto - Palermo
R
Gentile Sig. Mirto,
la prima cosa da fare in questi casi è procedere al prelievo di materiale
fecale degli uccellini indisposti, da far sottoporre ad esami parassitologici,
batteriologici e possibilmente virologici.
Per espletare questo tipo di indagini diagnostiche, deve indirizzarsi alla
sezione della sua provincia dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale,
oppure rivolgersi alla divisione di Patologia Aviare, della facoltà
di medicina veterinaria dell'università di Messina ( la più
vicina alla sua Palermo ).
Solo dopo aver escluso cause infettive e/o parassitarie, potrà prendere
in considerazione ulteriori ipotesi nosologiche.
Qualora dovessero perire dei soggetti, sarà pregiudiziale per il
buon esito dell'indagine diagnostica, l'esame necroscopico delle carcasse,
seguito da esami di laboratorio. Non è possibile dirle di più.
Si rivolga fiducioso ad un buon medico veterinario locale, esperto di medicina
aviare ed ornicoltura che saprà certamente inquadrare il suo caso.
Cordialmente.
Francesco Chieppa
Subject: Di che sesso è?
Ciao Francesco,
potresti aiutarmi dalle foto che ti invio, a sessare questo soggetto ?
C'e' un amico sedicente esperto che l'ha definito un maschio di linea femminile,
puoi dirmi che ne pensi o che foto fare per rendere possibile stabilirne
il sesso ?
Grazie in anticipo
Alessandro - Napoli
R
Salve Alessandro,
sessare un cardellino in riposo riproduttivo ed a distanza, solo mediante
l'osservazione di qualche foto, è impresa non proprio agevole! Tuttavia,
devo convenire con l'amico esperto. Anche a me il volatile da l'impressione
di essere un maschio.
La foto che me lo mostra in presentazione anteriore, mi fa intravedere una
bella mascherina rossa che, nella parte superiore, deborda oltre l'occhio
( carattere distintivo dei cardellini maschi ).
Le penne remiganti hanno una notevole carica eumelaninica, in particolare
alla base dell'arto, così com'è per solito nei soggetti di
sesso maschile.
La regione sterno-ventrale inferiore ed i fianchi del cardellino, si presentano
piuttosto puliti di feomelanina bruna. Le femmine ancestrali hanno notoriamente
più pigmento bruno ( feomelanina ).
Insomma: il pattern fenotipico-morfologico non è proprio tipicissimo,
ma è probabile che il cardellino ritratto nelle immagini che mi alleghi,
sia di sesso maschile.
Non resta che attendere la produzione dei suoi primi virtuosismi canori,
per emettere il verdetto definitivo.
Attenzione però che pure femmine in estro primaverile, possono cantare
con movenze di parata!
Francesco Chieppa
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Sig. Chieppa,
ho 12 anni, mi piacciono tanto i canarini ma sono totalmente inesperto.
Ho comperato due canarini e mi hanno detto che per capire quale è
il maschio, devo ascoltare quale dei due canta di più, ma non riesco
a capirci niente.Esiste un altro modo più preciso (e se esiste quale
è), per distinguere il maschio dalla femmina?
P.S. Desidero la massima riservatezza nel trattamento di tutti i miei dati
personali.
Lettera firmata
R
Caro Amico,
il canto è indubbiamente facoltà del canarino maschio. La
femmina della specie emette dei semplici cinguettii, a differenza del maschio
che ha un canto molto più elaborato, fatto di lunghi e modulati gorgheggi.
E' possibile sessare i soggetti pure mediante esame della conformazione
esteriore della cloaca. Per cogliere quest'aspetto anatomico, dovresti indirizzarti
a persona molto esperta, magari un bravo allevatore di canarini, o un medico
veterinario specialista in medicina aviare. Saluti ed auguri.
Francesco Chieppa