Lettere Settembre 2004
Dubbio su schiusa uova piccioni
Gozzo dilatato
Alimentazione
Bengalina
Piccoli senza piume
Canarino del Mozambico
Cattiva nutrice o altro?
Canarini
Diamanti mandarini - 1
Diamanti mandarini - 2
Help barcollamenti
Di che sesso è?
Sesso canarini

 

Subject: Riprodurre il pappagallino ondulato

Egregio sig. Francesco Chieppa,

ho una coppia di pappagallini ondulati, che ho preso nel giugno 2003, ma ancora non hanno covato. Devo affiancargli un'altra coppia di pappagalliniondulati? Oppure posso dare al maschio un'altra femmina?

Saluti. Lorenzo.

R

Gentile Lettore,

il Melopsittacus undulatus ( Pappagallino ondulato), come già dimostra di sapere dalla sua mail, è un volatile originario del continente australiano, uso in libertà a nidificare in colonia.

In gabbia pertanto la coppia isolata stenta solitamente a riprodursi, nonostante vengano segnalate eccezioni a questa regola. Per moltiplicare il simpatico pennuto, è indispensabile disporre di almeno due coppie, da collocare in altrettante gabbie contigue.

Un espediente volto a stimolare l'entrata in estro della coppia, può essere quello di collocare in gabbia due casette nido ed anche uno specchietto, dove gli ondulati possanno riflettere la propria immagine, illudendosi di avere dei simili in coabitazione. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Bengalini

Gent.mo sig. Chieppa, buongiorno.

Da qualche tempo sto meditando l'acquisto di una coppia di bengalini.
Non ho mai avuto esperienze con uccellini, quindi non so bene come comportarmi per accoglierli nel migliore dei modi, e spero che lei possa darmi, in proposito, qualche consiglio.
In che modo devo allestire la gabbia in cui alloggeranno?
Esistono delle particolari attenzioni che posso rivolgere loro nei primi giorni che, immagino, saranno più delicati?
Mi scuso per l'evidente banalità della mia richiesta, e la ringrazio per l'attenzione.
Saluti,
Elena.

R

Gentile Signora,

il quesito che mi pone è tutt'altro che banale; comune a tanti ornitofili neofiti ed indice di una concreta consapevolezza di responsabilità da parte sua, nel momento in cui decide di prendere con se un animale domestico.

L'acquisto è bene venisse effettuato presso un referente affidabile, sia esso un allevamento o rivendita di animali. Naturalmente i soggetti devono essere in buona salute, e vanno collocati in una gabbia il più possibile spaziosa (di lunghezza non inferiore a 50-60 cm.).

Particolare attenzione va riservata all'ambiente destinato ad accogliere gli alati. Tassativamente controindicata la cucina, perchè soggetta a sbalzi termici ed eccessi di umidità, a causa della cottura degli alimenti. Dalle pentole di teflon ( le cosiddette antiaderenti ) si sviluppano spesso esalazioni nocive per gli uccellini.

Questi vanno sistemati preferibilmente in un vano privo di illuminazione artificiale ( ad esempio una veranda ) e, possibilmente anche esente da riscaldamento invernale.

Rispettando queste accortezze, i pennuti avvertiranno gli avvicendamenti delle stagioni, in relazione alla diversa temperatura ambientale e durata del fotoperiodo. Tale condizione risulta indispensabile per mantenerli in buona salute e conciliare la nidificazione.

Altrettanto cruciale per la buona cura dei beniamini piumati, sarà l'alimentazione. Qualora orientasse le sue preferenze verso i piccoli esotici granivori, il loro regime dietetico sarà costituito da una miscela specifica di semi, un pastoncino secco per granivori, delle spighe di panico, spicchi di frutta di stagione e - di tanto in tanto - qualche cimetta di cicoria. Per sette giorni al mese tutti i mesi dell'anno, integrerà l'acqua di bevanda con un prodotto multivitaminico idrosolubile per ornitologia. In gabbia disporrà una vaschetta con del grit calcareo, a cui addizionerà un integratore minerale per uccelli. Anche il tradizionale osso di seppia non dovrà mai mancare.

Naturalmente manterrà la gabbia sempre ben pulita ed ogni due/tre mesi, nebulizzerà un antiparassitario spray ad uso ornitologico sulle sue bestiole, onde escludere che possano essere ricettacolo di fastidiosi e debilitanti ectoparassiti.

Credo che quanto ho sintetizzato, possa bastarle ad intraprendere la fantastica avventura di convivenza con un pet piumato. Se lo desiderasse, potrà ulteriormente approfondire questi argomenti, leggendo il mensile "Uccelli" che ogni mese propone tantissimi articoli tecnici, completi di splendide foto, sulle diverse specie piumate ornamentali. Lì troverà anche la rubrica di risposte a quesiti, che curo per detto periodico di ornitofilo.

www.uccellibis.com

Altre informazioni ornitoculturali ed un forum tematico tra i più frequentati d'Italia, consultando il sito internet:

http://www.verdiardesia.com

Tantissimi auguri.
Francesco Chieppa


Subject: Canto
Gentile signor Francesco,

ho letto sul sito internet presso cui lei risponde alle domande dei lettori, una richiesta di aiuto per canarini con voce rauca.
ora...io non ho canarini ma una bella rondoncina da ben 2 anni (non vola altrimenti l'avrei lasciata da tempo immemore)
da qualche giorno ha perso la voce sa che i rondoni emettono dei gridi molto vivaci e gagliardi!
Prima c'è stato un abbassamento del tono, poi pian piano è scomparsa del tuttto la voce
Ho provato col miele...con la propoli...con l'antibiotico (zimox pediatrico in gocce) e ora con l'aerosol.
Diciamo che l'aerosol è difficile da praticare ed è proprio l'ultima spiaggia oltre alla mancanza di voce la mia Ninnì non presenta altri problemi se non un leggero abbassamento (ma leggero!) della terza palpebra sugli occhi (più il sinistro che il destro)
si lava..mangia...e cerca anche di cantare...ma ovviamente non le esce altro che il fiato e basta.
Le chiedo se gentilmente puo darmi qualche buona soluzione....o tentativo di soluzione
spero vorrà rispondermi via mail, perche non ho possibilità di vedere regolarmente internet e la cosa dovrebbe essere celere credo. la ringrazio tanto e se vuole sul sito http://lemieali.splinder.com potrà vedere ninnì
mi faccia sapere la prego! (anche perche non è facile trovare qualcuno che s'intenda di uccelli in questa zona d'italia)
Oriana e ninnì.

R

Cara Oriana,

anzitutto complimenti per il sito dedicato alla rondine salvata! E' particolarmente edificante constatare che, in una umanità sempre più dominata da violenza e sopraffazione, ci siano ancora tante persone sensibili che dedicano parte del proprio tempo libero, a soccorrere disinteressatamente piccoli ed indifesi animali in difficoltà. Segnalerò la URL del suo sito, nel forum del mio.

Ciò premesso, passiamo ad esaminare la situazione che mi espone, relativa alla salute della rondine Ninni. Un'improvvisa afonia potrebbe essere indice di una infiammazione delle primissime vie aeree e della siringe ( l'organo della fonazione degli alati ) a causa dell'inalazione di agenti volatili irritanti, esposizione ad improvvise correnti d'aria, infezione da microrganismi. La bestiola è mantenuta in un locale privo di inquinamento da fumi e vapori, come può essere ad esempio la cucina?

Mi scrive di aver già sottoposto il volatile a terapia antibiotica per via generale, senza ottenerne alcun risultato.

A questo punto, non si può escludere una parassitosi delle vie respiratorie; gli accertamenti inerenti sono di pertinenza del medico veterinario (esame delle feci per la ricerca di eventuali uova di acari ed altri parassiti dell'apparato respiratorio - esame clinico della trachea con l'ausilio di una fonte luminosa, ecc.).

Oriana, le sconsiglio vivamente di curare la rondinella per tentativi, senza cioè il riscontro di una diagnosi certa che, solo la visita diretta di un medico veterinario può garantirle.

Per reperire un veterinario esperto in medicina aviare, cerchi informazioni all'Ordine dei medici veterinari della sua provincia, oppure si indirizzi alla facoltà di medicina veterinaria a lei più vicina (in quasi tutte le regioni d'Italia ne esiste una - chieda della Sezione di Patologia Aviare).

Le auguro di poter rapidamente risolvere il problema che tanto le sta a cuore! Ci faccia sapere e se le capita, ci venga a trovare ogni tanto nel sito "Verdi & Ardesia":

http://www.verdiardesia.com

dove da circa due anni si da appuntamento una piccola community, di ornitofili amici di uccelli ed altri animali. Cordialmente.


Francesco Chieppa



Subject: Il Malinous

SALVE SONO LUKA DI CATANIA,

SONO UN GRAN APPASSIONATO DI ORNITOLOGIA E STO PREPARANDOMI PER L' ATTIVITA' DI ORNITOCOLTORE; TENGO INSEPARABILI, CANARINI. COCORITE, DIAMANTINI, CARDELLINI MAYOR; IN PASSATO HO AVUTO ANCHE CALOPSITE E MERLI METALLICI... ADESSO HO DECISO DI ACQUISTARE IL CANARINO MALINOIS NOTO PER IL SUO BEL CANTO IMITANDO IL SUONO DELL' ACQUA.

LEGGENDO UN ARTICOLO DI UN SITO, TROVAVO INTERESSANTE SAPERE CHE QUESTI CANARINI PER MIGLIORARE O ADDIRITTURA PER IMPARARE A CANTARE SI SERVONO DI UN MAESTRO CANTORE, OSSIA UN CANARINO GIA' ESPERIENTE NEL CANTO... QUINDI GRADIREI SAPERE SE QUESTI CANARINI ANCHE IN ASSENZA DI MAESTRI CANTORI POSSANO IMPARARE A CANTARE IMITANDO I SUONI DELL' ACQUA E A SVILUPPARE IL LORO MERAVIGLIOSO CANTO UGUALMENTE.
SPERO TANTO IN UNA SUA RISPOSTA... DISTINTI SALUTI;

LUCA - CATANIA 6 SETTEMBRE 2004....

R

Gentile Luca,

vengo subito a rispondere al suo quesito, facendole rilevare che il canto degli uccelli è la diretta conseguenza di specifica dotazione genetica e di apprendimento acquisito. La variabile ereditaria influenza conformazione e corretto funzionamento della Siringe: organo muscolo-membranoso deputato alle emissioni canore degli amici pennuti. Mentre l'apprendimento consente di affinare l'attività dei centri del Sistema Nervoso Centrale, deputati a governare i virtuosismi canori.

Pertanto, per produrre Canarini Malinois provetti cantori, lei dovrà curare non solo la genetica dei suoi riproduttori, ma anche l'adeguata istruzione degli allievi, tramite impiego di ottimi maestri cantori. Inoltre, poichè la fase giovanile dell'apprendimento del canto è notevolmente importante ai fini del risultato, deve pure curare che i suoi giovani cantori non vivano in coabitazione con altre razze di canarino e fringillidi in genere, onde non inquinare il repertorio vocale, tipico della razza Malinois. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Canarini

Sig. Chieppa,
sono sempre Michela ; il mio canarino è sempre stanco e ultimamente ha smesso di cantare. Perde un po' di piume... quasi ogni giorno metto loro le vitamine, insalata e semini, più un miscuglio tritato per il piumaggio. Ho anche spruzzato 3 volte l'acaricida...
Sembra triste e stanco.
Inoltre, e questa è una curiosità, la canarina ha cominciato ad eseguire dei "solfeggi", cerca di emettere un curioso canto, del tutto improvvisato! E' davvero strano...
Poi volevo chiedere quand'è il periodo di cova... In cui bisogna quindi lasciarli in pace, fornirli di materiale per il nido, ecc..
Purtroppo non hanno più un ambiente normale...La notte molte volte sono costretti a svegliarsi per rumori e luci nella stanza, non continuativi ma sporadici.

La ringrazio. Michela Pollutri.

R

Salve Michela,

al fine di escludere che il canarino sia portatore di una patologia, le consiglio di fare eseguire un esame delle feci dei suoi volatili, per la ricerca di eventuali parassiti e microrganismi patogeni. Chieda informazioni al suo veterinario o ad un centro di diagnostica veterinaria. Eviti, per quanto possibile, l'ambiente rumoroso e soggetto ad illuminazione artificiale di disturbo. Causa stress e predispone ai malanni.

E' comunque normale che durante la muta il canarino maschio smetta di cantare, così come l'involuzione ormonale tipica del periodo tardo estivo-inizio autunnale, può determinare nelle femmine la transitoria comparsa di emissioni canore di tipo maschile. Nel corso del ricambio del piumaggio, non faccia mancare ai suoi uccellini del pastoncino all'uovo, rinnovato frequentemente ed integrato due volte la settimana, con dell'uovo sodo fresco macinato.

Il periodo delle cove - per soggetti mantenuti in ambiente a fotoperiodo naturale - va da marzo a fine luglio.

La saluto molto cordialmente.
Francesco Chieppa


Subject: Dubbio su schiusa uova piccioni

Gent. Francesco
ho visitato il suo sito.
Non riesco a trovare info su schiusa uova piccioni. Un piccione prima dell'estate ha fatto il nido su un davanzale di casa mia, a Torino e c'erano due uova.
Quando lei non c'era, mettevamo delle briciole che mangiava al ritorno e poi covava. Da 3 o 4 giorni il piccione non è più venuto. Quanto dura la covata? C'è la possibilità che torni?
La ringrazio infinitamente della sua gentilezza.
Cordiali saluti. Norma - Torino

R

Gentile Signora,
l'incubazione delle uova del colombo domestico, ha durata di diciotto giorni. Lei mi riferisce di una femmina della specie, in cova presso la sua abitazione da epoca addirittura antecedente l'inizio dell'estate. Deduco che la sfortunata bestiola si sia inutilmente prodigata per tanto tempo, nella vana attesa di una maternità che poi non è arrivata, magari solo perchè le sue uova erano sterili. Con l'inoltrarsi dell'estate ed il subentrare della muta, il pennuto avrà finalmente desistito dall'impresa risultata vana,
ritornando nel gruppo di provenienza. Ciò può far solo riflettere noi umani, allorchè sentiamo storie di neonati abbandonati e fanciulli maltrattati... La saluto molto cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Gozzo dilatato

Gentile Sig. Chieppa,

spero che lei riesca a risolvere il mio problema:
ho un amico che possiede una voliera esterna molto grande, piena di pappagallini ondulati da piú di dieci anni.
Circa 2 mesi fa osservando gli uccelli ne ho notato uno che aveva il gozzo enorme e stava al suolo, ma per diversi motivi non ho potuto intervenire fino a 15 giorni fa, quando ho preso la pappagallina e l'ho portata a casa per cercare di curarla.
L'animale, non giovane (presenta la pupilla contornata da un cerchio giallo e le zampe tipiche di un animale adulto) si presentava in buono stato di salute apparente (ad eccezione del gozzo gonfio ma morbido e non dolente), visto che l'alimentazione che aveva avuto fino a quel momento era esclusivamente a base di semi, ho pensato di ridurre i grassi nella dieta proponendole pastone d'uovo, cereali triturati e mais bollito e riducendo notevolmente la miscela di semi. Ho provato a somministrarle frutta e verdura ma si rifiuta categoricamente di assaggiarle, mentre il resto del cibo che ha a sua disposizione lo accetta abbastanza bene. Nell'acqua di bevanda ho messo 1 pastiglia di Baytril da 15 mg. ogni 120 ml. di acqua e ho aggiunto delle gocce di un composto polivitaminico. Il trattamento con antibiotico è durato 10 giorni e sto continuando con le vitamine.
Al momento la pappagallina si presenta esattamente come l'ho trovata...Pare che le mie cure non siano servite a molto...Vorrei sapere da che dipende questo gonfiore eccessivo del gozzo senza nessun altro sintomo per l'animale, se non l'incapacitá di volare dovuto al peso del gozzo stesso.
La ringrazio anticipatamente

Gerardo Capozzi

R

Gentile Lettore,

il gozzo o ingluvie degli uccelli, può essere sede di varie patologie: infiammatorie (di origine infettiva, parassitaria, carenziale); tumorali, da corpo estraneo, ecc.. Ciò spesso procura una stasi degli alimenti, con imponente dilatazione dell'organo annesso all'apparato digerente.
Pertanto, non posso che consigliarle di far esaminare la bestiola da un medico veterinario specializzato in medicina aviare, onde accertare l'esatta natura della patologia rilevata, anche mediante mirati esami di laboratorio.

Ho ribadito più volte in questa rubrica, di non essere ancora medico veterinario, condividendo la passione per la cura degli animali e per l'allevamento dei canarini, con quella del giornalismo specializzato. Quindi, consultandomi, per il momento non potete attendervi da me che consigli generici e mai protocolli terapeutici. Tuttavia, anche se avessi già ultimato il mio ciclo di studi e fossi un veterinario abilitato all'esercizio della professione, nel suo caso specifico avrei dovuto comportarmi allo stesso modo! Le faccio i migliori auguri per un pronto recupero del suo pet alato e molto cordialmente la saluto.

Francesco Chieppa


Subject: Alimentazione

Gentile Sig. Chieppa

sono Fabrizio Vatta ( Il Ragazzo del canarino giallo mosaico occhi rossi... non so se ricorda ) ho acquistato 2 coppie di canarini di colore e volevo chiederle un parere sull'alimentazione che gli somministro.

ALIMENTAZIONE: MISCELA DI SEMI

PASTONCINO

- UOVO SODO TRITATO

- CAROTA GRATTUGIATA

- FORMAGGIO GRATTUGIATO

- FETTE BISCOTTATE SBRICIOLATE

- 1 FILO DI OLIO

PASTONE SECCO *

- LATTE

- MIELE

- MELE

- UOVO

- FARINA DI GRANO SARACENO

FRUTTA E VERDURA

DOSAGGIO: MISCELA : TUTTI I GIORNI

PASTONCINO : 2 GIORNI A SETTIMANA

PASTONE S. : 2 GIORNI A SETTIMANA

FRUTTA E VERDURA : 4 GIORNI A SETTIMANA

PASTONCINO E PASTONE S. ALTERNATI: ES . 1° SETTIMANA PASTONCINO

2° SETTIMANA PASTONE SECCO

*: RICETTA X 8-10 COPPIE DI CANARINI

VERSARE IN UN RECIPIENTE UN BICCHIERE DI LATTE 2 SPICCHI DI MELA FINEMENTE TRITATI UN CUCCHIAIO DI MELA E UN UOVO PORTARE AD EBOLLIZIONE ED AGGIUNGERE FARINA X POLENTA FINO ALLA FORMAZIONE DI AMALGAMA NON TROPPO DURA. STENDERE IL CONTENUTO SU UN PIATTO E LASCIARLO RAFFREDARE IN FRIGO. UNA VOLTA RAFFREDATO TAGLIARE SPICCHI GRANDI COME DADI DI CUCINA E DARE PER OGNI COPPIA UN DADO. RIPOSTA IN FRIGO E DEBITAMENTE COPERTA DA PELLICOLA TRASPARENTE DURA PER UNA SETTIMANA.

MI SCUSO X IL TESTO LUNGO. SPERO IN UNA RISPOSTA VELOCE.

CORDIALMENTE

FABRIZIO VATTA

R

Caro Fabrizio,

ti do del tu, visto che noi già ci conosciamo in rete, frequentando la stessa Community ornitofila del sito Verdi & Ardesia.

L'alimentazione di tutti gli uccellini ornamentali, dev'essere sempre molto varia e costituita da ingredienti freschi.

La "polentina" che ti prepari in casa, va benissimo. Potresti anche sostituire la farina di mais con della semola di grano duro, oppure assortire insieme le due farine di cereali.

Alla polentina ti consiglio di abbinare a parte la somministrazione di un pastoncino secco preconfezionato, del tipo "da riposo" durante l'autunno-inverno e "da allevamento" durante le cove e la crescita estiva dei novelli. Il pastoncino secco andrebbe integrato con uova sode: in ragione di 1 uovo/150 gr. di pastoncino per la fase riproduttiva; 1 uovo/200 gr. di pastoncino durante la muta dei novelli. Nel corso del riposo autunno-invernale di novelli ed adulti, sospenderai l'integrazione del pastoncino a base di uova. Per migliorare allora l'appetibilità dello sfarinato secco, ti consiglio di inumidirlo leggermente con della frutta grattugiata. Spero di aver soddisfatto tutti i tuoi dubbi. Saluti.

Francesco Chieppa


Subject: Bengalina

Salve Francesco ho bisogno di te ancora una volta!!!!!!
I due uccellini hanno nuovamente nidificato...solo che ora ne sono nati 4!!!! 4 uova avevano fatto e 4 bengalini sono nati..... 2 sono bianchi e due grigi scuri....
Ora i miei quesisti sono questi: 1) Un bengalino è stato scaraventato fuori dal nido (anche perchè penso che non entrino +) ora sta li poverino tutto solo, gli altri sono ancora nel nido....
2) Il maschio sta cercando di preparare un altro nido il che mi fa pensare che voglia di nuovo procreare...ma i piccoli? Ho notato che sono tutti e due a dare il mangiare ai piccoli, ma più di tutti il maschio...li devo dividere? Posso pulire la gabbia senza disturbarli? Ho paura che non diano il nutrimento ai piccoli.
Spero di essermi fatta capire...ciao e grazie ancora...se vuoi questa la puoi pubblicare :-))))

Federica

R

Ciao Federica,

auguri per il magnifico risultato riproduttivo! Se i pulli sono ormai totalmente impiumati, puoi toglierli dal nido, inserire la griglia divisoria, dividendo la gabbia da cova in due scomparti. In uno sistemerai i piccoli, nell'altro i genitori. Il maschio continuerà ad imbeccare i giovani, attraverso la griglia, sino al loro divezzamento. Pulisci tranquillamente la gabbia, ma stai attenta nella fase di incubazione delle uova, a non procurarle scossoni e sobbalzi che potrebbero dar luogo a morte dei feti e mancata schiusa. Per ogni ulteriore quesito, restiamo a tua disposizione. Saluti.

Francesco


Subject: Piccoli senza piume

Buongiorno Sig. Francesco

Torno a disturbarla per una curiosità sui pullus dell'ultima covata.
ho notato che stranamente al 18 giorno di vita sono ancora completamente privi di piume , ma sono già usciti dal nido e stanno naturalmente sul fondo della gabbia, non sapendo volare: da cosa può dipendere questo fatto? E' normale che i pullus escano dal nido prima di avere anche parzialmente le piume?

PS: ho provato anche a rimetterli nel nido, ma ci stanno per qualche minuto, poi tornano fuori.

Le covate dello scorso anno mi sembravano meno tardive nel mettere le piume (la coppia di genitori è la medesima)
Grazie per i suoi preziosi consigli.

Massimiliano Gasparoli

R

Gentile Sig. Gasparoli,

probabilmente la natura del ritardato impiumo dei suoi novelli, va ricercata in un'alimentazione non perfettamente idonea e carente di principi nutritivi, indispensabili all'ottenimento di un buon piumaggio ( tenore proteico del pastoncino, con particolare riferimento all'apporto di proteine ricche di aminoacidi solforati, quali quelle rinvenienti dall'uovo sodo - carenze di sali minerali, carenze di aminoacidi essenziali, ecc. ).

Riguardi un pò il regime dietetico dei suoi beniamini alati e somministri l'anno prossimo, durante la fase riproduttiva, un integratore alimentare contenente vitamine ed aminoacidi.

prego i lettori di "Uccelli", di inviarmi allegate ai quesiti, possibilmente, delle immagini concernenti i casi che ci espongono. In questo modo potremmo essere più precisi nelle risposte, anche se l'osservazione di una foto, di fatto non integra mai l'effetto di una visita diretta dei pennuti. Cordialità.

Francesco Chieppa


Subject: Canarino del Mozambico

Esimio Signor Chieppa,
ho acquistato in febbraio una coppia di canarini del mozambico e volevo chiederle qual'è il loro periodo riproduttivo, se diverso da quello dei normali canarini.

Il maschio ha iniziato a cantare da alcuni giorni: ai fini di una buona riproduzione (essendo che fin da piccoli hanno sempre vissuto nella stessa gabbia) è necessario separarli per un pò? Se si per quanto?
Praticamente quello che vorrei sapere è cosa varia nella riproduzione rispetto a un normale canarino?

Ringraziandola anticipatamente, le porgo i miei cordiali saluti

De March Fabio

R

Gentile Ornitofilo,

il Serinus mozambicus è un fringillide di origine africana del quale si conoscono diverse sottospecie, distribuite su di un vastissimo areale, comprendente: Senegal e Tanzania, sino al Bechuanaland, alla Provincia del Capo ed al Natal. Presente anche nelle isole di Sao Thomè. Introdotto nelle isole Mauritius, Reunion ed Amirante. La specie tipica ( Serinus mozambicus mozambicus ) è distribuita dal Kenia allo Zambia e Mozambico ( De Baseggio e Quercellini 1986 ).

In Africa, la stagione riproduttiva del Canarino del Mozambico va da settembre a gennaio. I soggetti di recente importazione, tendono pertanto a riprodursi nei nostri mesi autunno-invernali. In tale evenienza, occorre disporre di una stanza di allevamento riscaldata e dotata di temporizzatore alba-tramonto, in grado di fornire un fotoperiodo artificiale giornaliero di circa 16 ore. Nel giro di un paio d'anni, tuttavia, i Mozambico acclimatati si adattano alle stagioni europee e vanno in amore nei mesi primaverili-estivi.

La specie si riproduce agevolmente in gabbia e voliera. In fase estrale i due sessi assumono atteggiamento battagliero e fortemente territoriale. In particolare il maschio, non esita ad insidiare volatili di taglia anche maggiore, ed è quindi consigliabile isolare la coppia. I nidi ideali sono quelli a cassettina con frontale semiaperto, ma il Canarino del Mozambico si adatta ad edificare il talamo riproduttivo, anche in portanidi di altra foggia.

Il nido viene costruito dalla femmina, aiutata dal maschio. Le uova hanno una fase di incubazione di 13 giorni, così come per il Canarino domestico. Il maschio non coopera alla cova. I pulli lasciano il nido a 16-20 gg. d'età e pervengono a totale svezzamento, dopo altre tre/quattro settimane. Una volta indipendenti, i novelli vanno prontamente allontanati dal territorio di nidificazione della coppia, in quanto il maschio per solito non tollera ulteriormente la loro vicinanza.

In libertà, il Serinus mozambicus mozambicus si nutre di semi immaturi, semi secchi e non disdegna integrare la propria dieta con prede vive, come insetti e larve (afidi, termiti volanti, bruchi e farfalle). In cattività, utilizzare pastoncini molto proteici ( 21- 25% ), verdure, semi germinati, semi immaturi di piante selvatiche e coltivate, insetti vivi ( larve di Tenebrione, ecc. ). Nella miscela di semi deve prevalere il panico. ( De Baseggio e Quercellini 1986 ).

Spero di aver soddisfatto tutti i suoi dubbi. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Cattiva nutrice o altro?

Egregio Sig. Chieppa

mi permetto di fruire della sua gentilezza e di porle un quesito intorno ad una mia femmina gloster, nata nel 2003 ed
acquistata presso un allevatore di fiducia (altri medesimi acquisti hanno sempre mostrato buon ceppo)
per far questo ho necessità di esporre dettagliatamente le due covate effettuate dalla canarina in oggetto
nella stagione riproduttiva appena passata: in entrambe le covate , nonostante fosse il primo anno, questa canarina è
stata perfetta nella seguente prassi: accettazione del maschio, costruzione del nido, giusto numero di uova tutte sempre fecondate, assidua nella cova, ma, nella prima, a circa 5 giorni dalla nascita ho trovato un piccolo, il più grande di tutti, mezzo morto sul fondo della gabbia, fortunatamente ancora vivo sebbene parecchio infreddolito, l'ho rimesso nel nido ed è sembrato andare tutto bene, ho pensato ad una caduta accidentale, il giorno seguente si è ripetuto il fatto, nell'incomprensione dell'accadimento, ho ritenuto giusto affidare il piccolo ad altra femmina (balia) in cova (non feconda) da circa dieci giorni, alcuni giorni dopo stessa sorte è capitata agli altri tre piccoli, per cui li ho affidati tutti e quattro alla balia che ha accolto e svezzato amorevolmente. La seconda covata è andata ancora peggio, dei quattro nati due sono morti nel nido a circa dieci giorni, i due restanti hanno avuto sorte differrente, la femmina in questione ha imbeccato ripetutamente lo stesso piccolo fino al completo svezzamento, tranne qualche sporadico imbecco all'altro che cresceva molto lentamente ed infine è morto intorno ai trenta giorni. Ultimo dettaglio, la figura del maschio che è risultato particolarmente focoso disturbando la cova e tentando di distruggere soventemente il nido fintanto che, alle strette, sono stato costretto alla separazione. Le domande nascono spontanee, si tratta di una femmina cattiva nutrice?, se sì, il carattere viene trasmesso sempre e a tutti i figli?, oppure è portatrice di una qualche patologia infettiva e/o parassitaria ed in questo caso come si spiega il fatto che i suoi piccoli svezzati dalla balia sono oggi sani ed in ottima forma? Sarà il caso di metterla in riproduzione il prossimo anno? ( mi sarebbe molto utile visto che possiede ottime caratteristiche fenotipiche). Apprezzando molto il prestigioso aiuto che Lei dona alla comunità degli ornitofili, La ringrazio per la risposta
Ilario Mastroianni

R

Gentile Sig. Mastroianni,

ho letto molto attentamente la sua missiva ed i quesiti che mi formula. A mio modesto modo di vedere, ritengo che la causa principale degli insuccessi riproduttivi della sua Gloster, sia da attribuire al maschio consorte. Dovrebbe trattarsi di un soggetto particolarmente focoso che disturba la canarina sul nido, impedendole di alimentarsi correttamente e di provvedere alle cure parentali dei suoi pulli.

Casi del genere si riscontrano per solito in allevamenti con fotoperiodo artificiale, allorchè l'incremento delle ore di luce, avvenga ad intervalli di tempo molto rapidi, oppure sia troppo lungo.

Notoriamente la fotostimolazione manifesta effetto acceleratore della fase estrale, soprattutto e più rapidamente sul maschio che - pertanto - con un programma di management della illuminazione condizionata non perfettamente idoneo, tende a manifestare una forma amorosa più spinta e precoce di quella della partner e spesso accompagnata da comportamenti aggressivi, a danno di quest'ultima.

Provi l'anno prossimo a cambiare il canarino maschio ed eventualmente, nel caso sussistessero le premesse di cui sopra, ad adottare una migliore gestione dell'eventuale fotoperiodo artificiale.

Cordialmente. Francesco Chieppa


Subject: Bengalina

Grazie Francesco,
difatti li ho tolti dalla cova perchè oramai stavano scomodi. Sono stupendi!!!!! 2 sono attualmente bianchi e due grigi e ho capito oramai che si tratta di diamantini e non di bengalini!! :-)
Allora li dovrei separare? Ho paura che non riescano a mangiare.....anche perchè il maschio vuole nuovamente nidificare....
Le vorrei porgere un'altra domanda un pò "strana"... ma ora questi diamantini sono tutti fratelli e non c'è pericolo che si riproducano tra loro?

Un grande abbraccio ed ancora mille grazie.
Federica

R

Gentile Federica,

dividendo i giovani mediante la griglia separatrice in dotazione alle gabbie da cova, il padre continuerà ad imbeccarli attraverso il reticolato metallico. Intanto lei fornirà ad essi - già sin da ora - alimenti ed acqua di bevanda, così che possano progressivamente perfezionare la propria autonomia.

Circa la consanguineità dei fratelli, potrebbe evitarla scambiando alcuni soggetti con amici allevatori della specie, o una rivendita affidabile.
Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Diamanti mandarini - 1

Gent. Sig. Chieppa.

Buongiorno. Forse si ricorderà di me, le scrissi qualche tempo fa per dei consigli sull'ambiente più idoneo per accogliere dei diamanti mandarini (da ma erroneamente chiamati, nella mia scorsa lettera, "bengalini"... eh, i principianti!).
La ringrazio molto per i consigli, che fino ad ora ho seguito.
I miei pennuti sono arrivati tre giorni fa, e mi sembra che si stiano rapidamente abituando all'ambiente, ai rumori e alle persone. Sono vispi, canterini, curiosi e mi sembra che il loro appetito sia regolare.
Il conoscente che me li ha donati mi ha detto che sono nati all'inizio di quest'anno, e che hanno trascorso l'estate in una voliera.
Ora, ho un paio di dubbi.
Il primo riguarda entrambi gli esemplari, che presentano sulle zampine, in prossimità delle unghie, dei piccoli rigonfiamenti grigio - trasparenti e duri. Non mi sembra che creino loro dei problemi per quanto riguarda la mobilità, ma volevo sapere, secondo lei di che cosa si tratta, e se è necessario intervenire in qualche modo. Che possano essere delle punture di zanzara?
Il secondo riguarda il maschietto. L'allevatore mi ha detto che deve ancora terminare la muta, ed in effetti il poverino ha ancora la coda spiumata, che gli impedisce di calibrare l'equilibrio. Spesso, saltando da un posatoio a uno più basso, si spinge troppo,o troppo poco e cade rovinosamente a terra. Ho allestito dei posatoi, con tutto l'occorrente, ad un livello estremamente basso, che riesce ad utilizzare senza inconvenienti. Ma la creatura si avventura ugualmente sui piani più alti, forse per seguire la femminuccia, che invece è perfettamente piumata e molto intraprendente, e temo che, cadendo, possa farsi del male. Che fare? Sperare che gli crescano in fretta le penne della coda?
Ad ogni modo, mi sembra che abbiano superato le iniziali timidezze, e stiano bene.
Spero che non debba succedere loro nulla di spiacevole, dal momento che mi sono già molto affezionata!
La ringrazio in anticipo per le risposte che, spero, saprà darmi e anche per la sua gentilezza, disponibilità e competenza.
Saluti,
Elena Levorato
(Venezia)

R

Gentile Lettrice,

in relazione alle protuberanze delle zampine dei suoi Diamanti Mandarini, potrebbe effettivamente trattarsi di punture di zanzara. Provi ad utilizzare per qualche giorno, una pomata antibiotica contenente anche un blando cortisonico. Si faccia consigliare dal farmacista.

Per l'impiumo del maschietto, dia tempo al tempo e non si preoccupi eccessivamente per le perigliose acrobazie del pennuto. Non gli accadrà nulla! Onde favorire la ricrescita del piumaggio, integri la dieta degli uccellini con un preparato multivitaminico, contenente le vitamine del complesso B.

Cordiali saluti.

Francesco Chieppa


Subject: Diamanti mandarini - 2

Si... sempre io che la disturbo!
Volevo chiederle un altro suggerimento, che però non è, per il momento, affatto urgente.
Dal momento che i miei uccellini non sono consanguinei, mi piacerebbe provare ad allevare qualche pargoletto.

In che periodo devo mettere a loro disposizione un nido?
Ho letto che i nidi a cassettina esterni alla gabbia sono più adatti, è vero?
E' necessario prendere gli accorgimenti di cui scrive, nella sua rubrica, a proposito dell'allevamento dei canarini (sostituzione delle uova con uova finte, e successivo inserimento nel nido di tutte le uova contemporaneamente, ecc...), o si tratta di un processo più semplice?
E' possibile limitare il numero delle covate a 1 all'anno?

Mi dispiace seccarla con queste domande, ma non sono riuscita, per il momento, a trovare un manuale sugli esotici granivori in grado di esaudire quesi miei dubbi da neofita.
Spero che vorrà darmi qualce suggerimento.
La ringrazio ancora, e la saluto.

Elena Levorato
(Venezia)

R

Gentile Signora

la riproduzione del Diamante mandarino (Taeniopygia guttata) può teoricamente avvenire in tutte le stagioni dell'anno. Tuttavia è conveniente pilotarla nel periodo primaverile, allorchè la durata delle ore di luce diurna ed una temperatura sufficientemente tiepida, favoriranno crescita e divezzamento dei pulli.

Il tipo di nido più indicato per il prolifico uccellino esotico, è quello a cassettina con frontale semiaperto. Cerchi in una ben fornita rivendita di prodotti per pet piumati.

Le uova andrebbero effettivamente sostituite durante la deposizione, per essere poi riaffidate alla chioccia a produzione ultimata. Questo accorgimento serve ad evitare schiuse differite e pulcini di taglia diversa: i più piccolini finirebbero per essere sopraffatti dai grandicelli! Trattasi tuttavia di operazione molto delicata, da espletare con somma attenzione.

Potrà benissimo limitare le nidiate dei suoi volatili, rimuovendo il nido e separando la coppia.
Continui a scriverci quando lo ritenesse opportuno, le segnalo anche due pubblicazioni sul Diamante mandarino:

Gianni Ravazzi : " Diamante di Gould, Diamante Mandarino e gli altri Diamanti " - De Vecchi Editore Milano;

Elisabetta Gismondi: " Gli Uccelli Esotici " - De Vecchi Editore Milano.

La costante lettura della rivista "Uccelli" - Ibis Edizioni Via Colussi, 22 - 33100 Udine - le fornirà ulteriore materiale di approfondimento sulla specie allevata. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Help barcollamenti

Egr.Sig.Chieppa

Mi chiamo Ignazio Mirto, vivo a Palermo e sono iscritto alla FOI dal 1993.
Vi scrivo perche' ho bisogno di aiuto.Un mio canarino Rosso Mosaico che io ritengo di gran valore per il patrimonio genetico,da un paio di settimane ha cominciato ad intristirsi
ed a barcollare, in pratica non si regge bene sul posatoio.
Questo problema mi si presenta quasi ogni anno su una presenza di 100/150 canarini nel mio allevamento durante la muta o verso la fine (solo gli adulti mai con i novelli) 1 o 2 vengono colpiti da questo male oscuro.
Escluderei origini di carattere genetico perchè il problema si verifica su soggetti appartanenti a ceppi ed a tipi diversi,(ad esempio l' anno scorso è stato colpito un Agata Rosso Mosaico).
La malattia e' esasperatamente lenta può durare anche 3/4 mesi sino a quando il canarino non riesce piu' a stare sul posatoio e sta solamente sul fondo della gabbia barcollando in maniera terribile.
Le somministrazioni di antibiotici fanno aumentare vertiginosamente il decorso della malattia.
Il canarino si presenta un po dimagrito ma non troppo con una certa diarrea ed irrequieto come se avesse continuamente prurito in tutto il corpo (non ho acari di questo ne sono certo) e sfrega spessissimo gli occhi sul posatoio.
Certo della sua collaborazione La saluto cordialmente.

Ignazio Mirto - Palermo

R

Gentile Sig. Mirto,

la prima cosa da fare in questi casi è procedere al prelievo di materiale fecale degli uccellini indisposti, da far sottoporre ad esami parassitologici, batteriologici e possibilmente virologici.
Per espletare questo tipo di indagini diagnostiche, deve indirizzarsi alla sezione della sua provincia dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale, oppure rivolgersi alla divisione di Patologia Aviare, della facoltà di medicina veterinaria dell'università di Messina ( la più vicina alla sua Palermo ).
Solo dopo aver escluso cause infettive e/o parassitarie, potrà prendere in considerazione ulteriori ipotesi nosologiche.

Qualora dovessero perire dei soggetti, sarà pregiudiziale per il buon esito dell'indagine diagnostica, l'esame necroscopico delle carcasse, seguito da esami di laboratorio. Non è possibile dirle di più. Si rivolga fiducioso ad un buon medico veterinario locale, esperto di medicina aviare ed ornicoltura che saprà certamente inquadrare il suo caso. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Di che sesso è?

Ciao Francesco,
potresti aiutarmi dalle foto che ti invio, a sessare questo soggetto ?
C'e' un amico sedicente esperto che l'ha definito un maschio di linea femminile, puoi dirmi che ne pensi o che foto fare per rendere possibile stabilirne il sesso ?
Grazie in anticipo
Alessandro - Napoli

R

Salve Alessandro,
sessare un cardellino in riposo riproduttivo ed a distanza, solo mediante l'osservazione di qualche foto, è impresa non proprio agevole! Tuttavia, devo convenire con l'amico esperto. Anche a me il volatile da l'impressione di essere un maschio.
La foto che me lo mostra in presentazione anteriore, mi fa intravedere una bella mascherina rossa che, nella parte superiore, deborda oltre l'occhio ( carattere distintivo dei cardellini maschi ).
Le penne remiganti hanno una notevole carica eumelaninica, in particolare alla base dell'arto, così com'è per solito nei soggetti di sesso maschile.
La regione sterno-ventrale inferiore ed i fianchi del cardellino, si presentano piuttosto puliti di feomelanina bruna. Le femmine ancestrali hanno notoriamente più pigmento bruno ( feomelanina ).
Insomma: il pattern fenotipico-morfologico non è proprio tipicissimo, ma è probabile che il cardellino ritratto nelle immagini che mi alleghi, sia di sesso maschile.
Non resta che attendere la produzione dei suoi primi virtuosismi canori, per emettere il verdetto definitivo.
Attenzione però che pure femmine in estro primaverile, possono cantare con movenze di parata!

Francesco Chieppa


Subject: Sesso canarini

Sig. Chieppa,
ho 12 anni, mi piacciono tanto i canarini ma sono totalmente inesperto. Ho comperato due canarini e mi hanno detto che per capire quale è il maschio, devo ascoltare quale dei due canta di più, ma non riesco a capirci niente.Esiste un altro modo più preciso (e se esiste quale è), per distinguere il maschio dalla femmina?

P.S. Desidero la massima riservatezza nel trattamento di tutti i miei dati personali.

Lettera firmata

R

Caro Amico,

il canto è indubbiamente facoltà del canarino maschio. La femmina della specie emette dei semplici cinguettii, a differenza del maschio che ha un canto molto più elaborato, fatto di lunghi e modulati gorgheggi.

E' possibile sessare i soggetti pure mediante esame della conformazione esteriore della cloaca. Per cogliere quest'aspetto anatomico, dovresti indirizzarti a persona molto esperta, magari un bravo allevatore di canarini, o un medico veterinario specialista in medicina aviare. Saluti ed auguri.

Francesco Chieppa