Lettere Agosto-Settembre 2005
Passeri del Giappone malati
Parrocchetto canoro

Subject:Canarini Satinè

Spett.le Chieppa,

ho visitato il suo sito (sono un appassionato) e siccome c'é scritto che rispondete alle domande di chi scrive alla rivista "Uccelli", ho pensato che solo voi potrete chiarirmi le idee. Vorrei sapere se il canarino satine é una razza a sè o se si "crea" dall'accoppiamento di determinati canarini. Nel secondo caso che canarini ci vogliono? Questa é la mia domanda. Spero che mi risponderete. Grazie.

Giuseppe Rizzuto

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Gentile Sig. Rizzuto,

Il canarino Satinè è un canarino che rientra nella razza "Canarino di Colore". A questa razza sono ascritte diverse Varietà ( canarini lipocromici a fondo chiaro ) e Tipi ( canarini melaninici, a fondo scuro disegnato ). Il Satinè è dunque un tipo ben definito, originato per mutazione genetica della razza "Canarino di Colore".

Dopo averle chiarito il dubbio di classificazione razziale, la informo che il canarino Satinè va accoppiato eminentemente in purezza: Satinè x Satinè, naturalmente unendo sempre soggetto a piumaggio intensivo con altro brinato.

Gli allevatori ricorrono saltuariamente a degli inserimenti intertipo: Satinè x Agata - al fine di migliorare l'espressione cromatica della eumelanina bruna del Satinè - e Satinè x Isabella - per ottenere un buon disegno del Satinè.
Tuttavia nell'immediato inizi con il procurarsi degli ottimi Satinè, con i quali avviare una linea selettiva del tipo, scegliendo anzitutto se orientarsi verso soggetti a fattore rosso o meno ( ai principianti consiglierei di tralasciare il fattore rosso, latore di ulteriori problematiche di allevamento ). Poi, con l'esperienza e gli approfondimenti teorici maturati allevando, vedrà che apprenderà anche a gestire gli eventuali correttivi selettivi, magari estendendo il suo interesse pure ai canarini Satinè a fattore rosso. Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Trasferimento coppia

Sig. Chieppa,

le scrivo per avere un consiglio circa la possibilità di trasferire la mia coppia di satinè, con due nidiacei di tredici giorni, da una volieretta priva di divisorio ad un'altra di 120 cm. con divisorio. Anche se finora è filato tutto liscio temo che la femmina, peraltro bravissima, possa spiumare i piccoli per predisporre un altro nido.

Sono in dubbio. Lasciare tutto com'è aggiungendo un nido vuoto e delle filacce, o trasferire la famigliola in una nuova gabbia? Ho consultato l'allevatore che mi ha venduto i satinè (la mia prima coppia di canarini). Si dice convinto che potrei tranquillamente trasferire coppia e piccoli nella nuova gabbia.

Secondo quesito: nella ipotesi di aggiungere un nuovo nido e mettere a disposizione delle filacce, il nido andrebbe posizionato vicino a quello esistente o dalla parte opposta della gabbia? La ringrazio infinitamente per l'interessamento.

Spero di non avere abusato della sua pazienza e resto in attesa di un suo mi auguro sollecito riscontro.

Stefano Filippini - Castiglione delle Stiviere ( Mantova )

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Gentile Sig. Filippini,

lei non abusa affatto della mia pazienza, anzi, sono io a ringraziarla per il quesito inviato ad "Uccelli" ed a scusarmi con lei, per il notevole ritardo con il quale le do riscontro.

Attualmente certamente avrà risolto tutto, ed i suoi pulli saranno ormai prossimi, chissà, forse ad affrontare una mostra ornitologica...

E' normale, da neofiti, paventare conseguenze negative sul ciclo riproduttivo dei canarini, allorchè per qualche ben preciso motivo si deve intervenire sul management delle coppie in nidificazione, apportandovi dei cambiamenti. In realtà più di sei secoli di domesticazione dell'antico Serinus canaria, hanno plasmato la specie, in fatto di docilità e confidenza con l'uomo, al pari delle nostre odierne galline, di cani e gatti.

I canarini non vanno disturbati, nè si può modificare la disposizione del loro nido, durante deposizione e cova delle uova. Poi, per il resto della nidificazione, essi tollerano di buon grado le moderate intrusioni dell'allevatore.

Pulcini dell'età di tredici giorni possono agevolmente essere spostati in altra gabbia, con i loro genitori, senza temere alcun rischio di incolumità per la nidiata. Circa la disposizione del secondo nido, sarebbe bene collocarlo dove era il primo, spostando quest'ultimo dal lato opposto della gabbia.

Avviene con grande frequenza che la femmina rifinisca l'incavo del nido, strappando ai nidiacei della precedente covata il soffice piumino, spiumandoli talora notevolmente ed alterando così la naturale termoregolazione dei giovani organismi. Onde evitare tale inconveniente, è bene verso il ventesimo giorno di vita dei pulli, spostarli oltre la griglia separatrice, eventualmente in compagnia del padre, che proseguirà ad imbeccarli; provvedendo a passare il canarino al tramonto con la partner - in modo da assicurarsi la fecondazione -  per riunirlo ai nidiacei il giorno seguente. Cordialità.

Francesco Chieppa


Subject: Canarini e obbligo di nido

Gentile Francesco Chieppa,

ho 3 canarini, due femmine ed un maschio. La seconda femmina l'ho acquistata, perche'la prima in mio possesso strappava le piume della coda al maschio. Inserita la seconda femmina il clima si e' rasserenato, ed ora sembrano andare tutti e tre d'accordo. Le chiedo: e' obbligatorio mettere il nido e farli riprodurre? Le femmine se non fanno le uova stanno male? Poi volevo un suggerimento, in quanto la femmina che ho acquistato il giorno dopo sono dovuto tornare al negozio e farmela cambiare, perchè presentava la perdita di piumaggio dall'attaccatura del becco fino agli occhi. Ho pensato fosse acariasi. Secondo lei puo' aver contagiato gli altri due? Quella nuova sembra sana. Inoltre ho inserito tutti e tre in una nuova gabbia rettangolare e ho pulito e disinfettato quella circolare che avevo prima. Dove si possono comprare gli antiparassitari per uccelli? Si possono spruzzare direttamente sul canarino? Grazie1000!
Luca Maghernino

R


Gentile Lettore,
l'attività riproduttiva del canarino domestico si compie in primavera-estate. Teoricamente la stagione degli amori va da febbraio a luglio, durante la quale il piccolo fringillide ornamentale effettua anche quattro covate. E' bene però non sfruttarlo eccessivamente, limitando a due - massimo tre - il numero delle riproduzioni annuali. Ciò premesso, deve considerare che le femmine depongono comunque le uova in quel periodo, stimolate dall'aumento delle ore di luce diurna ( fotoperiodo ) e dalla temperatura mite. Depongono anche se non accoppiate ed in assenza del nido.

Soffrono se non covano, è vero, per cui se proprio non si desidera farle riprodurre, sarebbe bene inserire ugualmente in gabbia un nido con sfilacce da imbottitura, consentire la deposizione, facendo covare alla chioccia delle uova finte, per 15-20 gg. Trascorso questo periodo si potrà eliminare il nido e collocare la canarina in ambiente poco luminoso, nutrendola di sola scagliola e pastoncino secco da mantenimento. Allorchè subentrerà la muta, cesserà ogni ulteriore stimolo riproduttivo. L'alopecia che ha rilevato sulla canarina acquistata, poteva risalire a diverse cause: deplumazione da parte di conspecifici, stress ( frequente nei volatili mantenuti in gruppo presso le rivendite ), infezioni micotiche e/o batteriche. Le precauzioni che ha preso ritengo siano state adeguate. Gli insetticidi per ornitologia, tra i quali anche quelli adoperabili direttamente sui volatili, li trova presso le uccellerie e le ben rifornite rivendite di articoli per pet.
Cordialità. Francesco Chieppa


Subject: Canarini indisposto

Sono Giuseppe Incarbone,

le scrivo da Siracusa. Il  mio canarino da qualche settimana ha cominciato ad avere problemi alle zampette, fino al punto che ad oggi si sono deformate da non potere piu' volare,  dato che non riesce ad afferrare i bastoncini della gabbietta . Mi potrebbe suggerire una eventuale cura?

L'età del canarino (colore rosso) e' 4-5 anni , visivamente si notano queste unghie deformate, ormai e' sempre in fondo alla gabbia e' tende spesso a boccheggiare.

Spero mi possa dare un suggerimento per aiutarlo.

CORDIALI SALUTI

Giuseppe Incarbone - Siracusa

R

Gentile Sig. Incarbone,

le consiglio di iniziare con il tagliare le unghie al suo canarino che certamente, se troppo lunghe e deformi, gli saranno d'impaccio. Poi mi preoccupa quella respirazione a becco aperto di cui mi scrive. Potrebbe trattarsi di un problema respiratorio, ma anche di una epatopatia. Pertanto la inviterei a far visitare l'uccellino da un medico veterinario, così da controllare de visu il suo stato di salute. Ci tenga al corrente.

Francesco Chieppa



Subject: Verzellini e canarini - come alimentarli?

Egr. Sig. Chieppa,

recentemente un amico che conosce la mia passione per gli uccellini, mi ha dato una coppia di cardellini ed una di verzellini, tutti nati in gabbia. Lo stesso mi ha raccomandato di non dar loro altro se non la comune miscela di semi utilizzata per i canarini, asserendo di averli da sempre cresciuti con questo solo alimento. In particolare mi ha sconsigliato caldamente l'utilizzo di qualsiasi pastoncino che, soprattutto nei cardellini, a suo dire, sarebbe dannoso per il fegato e per l'intestino.

Da anni ormai mi rivolgo a Lei, avendo avuto sempre buoni risultati seguendo le Sue indicazioni e dunque: mi consiglia anche Lei di continuare con questa dieta senza apportarvi modifiche? Posso aggiungere frutta e verdure alla dieta dei miei beniamini? Può tornare utile la somministrazione di un preparato polivitaminico solubile in acqua? Devo veramente bandire qualsiasi tipo di pastoncino? C'è qualche varietà di semi da evitare o qualche altra da aggiungere ad integrazione della miscela? Ho sentito qualcuno parlare di semi di girasole macinati: possono tornare utili? Approfitto ancora della Sua cortesia per porLe un ulteriore quesito: il cardellino maschio presenta gravi escrescenze biancastre sulle zampe, probabilmente un'infezione fungina. Posso sperare di curarlo ed eventualmente come? La femmina che condivide la stessa gabbia può subire il contagio? Se sì, come attuare una terapia preventiva?
Scusandomi per l'eccessiva lunghezza della mia missiva, La ringrazio sentitamente e La saluto cordialmente.

Lucia - Roma

R


Gentile Signora, fa piacere anche a me rileggerLa e La ringrazio per quanto cortesemente scrive. La dieta costituita da soli semi, è senz'altro inadeguata e non può sopperire a tutti i fabbisogni nutritivi degli uccelli. Tuttavia sarebbe certamente di nocumento per i Suoi silvani, un brusco cambiamento del regime dietetico al quale sono da tempo avvezzi.

Le escrescenze alle zampe del cardellino, certamente di aspetto squamoso e crostoso, possono essere determinate dalla malnutrizione, magari complicata da una forma di rogna da acari del genere Cnemidocoptes. Un medico veterinario esperto saprà formulare una diagnosi adeguata, anche attraverso il ricorso all'esame microscopico del raschiato delle lesioni.

Tenga presente che la stessa rogna è una patologia parassitaria favorita da stati di immunodepressione anche di origine carenziale ( carenza di vitamine liposolubili ). E quindi il discorso torna a ricadere sulla dieta inadeguata dei suoi uccellini. A questo punto Le consiglio il regime dietetico ideale da introdurre gradualmente, a piccoli passi, pena delle problematiche anche gravi all'apparato digerente dei volatili.

Integrazione Vitaminica
inizi subito a somministrare un integratore multivitaminico per ornitologia, nell'acqua di bevanda, sette/dieci gioni al mese.

Miscela di Semi
esistono in commercio specifiche miscele per uccelli indigeni. A Roma non avrà problemi a trovarle. Preferisca confezioni sigillate a granaglie in vendita sfuse. Assortisca in proporzioni progressivamente crescenti la nuova miscela a quella abituale, sino a sostituire totalmente la seconda con il nuovo miscuglio specifico.

Pastoncino
se i silvani - ed in particolare i cardellini - non vengono abituati sin da piccoli a nutrirsene, poi stentano a consumare il pastoncino. Tuttavia si procuri una marca per uccelli indigeni, del tipo rigorosamente secco e privo di semi aggiunti ( spesso rancidi e/o veicolo di batteri e micotossine ) e, con cadenza di 7-15 gg., fornisca il pastoncino a piccole dosi.

Frutta e Verdure
uno spicchio di mela, se gradito, andrà bene con cadenza settimanale. Per la verdura: capolini di cicoria ben lavati e lasciati asciugare. La verdura va fornita in piccole dosi, una/due volte la settimana.

Sali Minerali e Grit
sempre a disposizione. Aggiunga al grit dei sali minerali granulari, contenenti macro e microelementi.

Non credo i Suoi pennuti necessitino di altro, oltre le Sue consuete amorevoli cure. Per il piccolo sofferente alle zampe, se dopo averlo trattato con un insetticida piretroide per ornitologia non dovesse migliorare, lo sottoponga alla visita di un medico veterinario. Auguri e ci faccia avere notizie delle Sue bestiole.
Cordialità. Francesco Chieppa


Subject: Acquisto fringillidi indigeni

Approfitto della sua cortesia per chiederle se per acquistare fringillidi indigeni come l'organetto, il verdone, il lucherino, occorre essere iscritti al foi. Grazie

Giampiero Roncallo

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Gentile Lettore,

l'acquisto di specie di fringillidi europei ancestrali, non richiede l'iscrizione alla Federazione Ornicoltori Italiani. Tuttavia gli uccelli devono essere stati regolarmente inanellati dall'allevamento di provenienza e devono essere scortati dalla dichiarazione-certificazione di nascita in cattività.

Se lei poi avesse intenzione di riprodurre i predetti uccelli, dovrà inanellare i relativi pulli per poter rilasciare analoga certificazione, come previsto dagli Uffici Caccia di molte Province italiane. A quel punto, come contrassegno identificativo, sarà giocoforza per lei inanellare i volatili con anellino inamovibile FOI ( solo gli iscritti possono disporre del contrassegno metallico Federale per i propri uccellini ).

Qualora invece intendesse orientarsi sull'allevamento delle mutazioni dei fringillidi, allora non è prevista alcuna norma e disciplina di controllo.

Lieto dell'incontro. Francesco Chieppa


Subject: Passeri del Giappone malati

Egr. Sig. Chieppa,

Le chiedo mille volte scusa per la frequenza e l'insistenza con cui Le scrivo, non dandoLe neppure il tempo per rispondere alle mie numerose e strane domande, ma questa volta si tratta della salute dei miei beniamini alati che mi chiedono un intervento preciso e tempestivo.
Dunque, sono ad esporLe due casi disperati che, ironia della sorte, condividono anche la stessa gabbia.
Il primo: è arrivato da me tramite un rivenditore e, sebbene un po' in là con gli anni, ma non molto, (credo abbia 2 anni o 3) appariva in buona salute, vivace, allegro e canterino. Nel giro di una ventina di giorni però è deperito rapidamente ed ora presenta una diffusa alopecia, specie nella regione del groppone; non canta più ed è piuttosto pigro. La carena dello sterno sporge vistosamente, a guisa di lama e l'uccellino scuote spesso il capo e si sciacqua spesso nel beverino schizzando via l'acqua. Ho pensato ad un periodo di muta, ma la cosa si trascina ormai da 4 mesi e non si vede la soluzione. Personalmente mi verrebbe da pensare che l'alimentazione non è adeguata o per lo meno non corrisponde a quella che gli è stata somministrata in precedenza. Per questo non sono riuscita a contattare l'allevamento di provenienza. L'uccellino non accetta pastoni nè verdura e si nutre solo di semi. Ho aggiunto un preparato vitaminico a base di vitamina B nell'acqua del beverino, ma nulla. Forse che siano parassiti? Ho trattato l'uccellino con antiparassitari e così la gabbia e il nido, ma nulla. Cosa mi consiglia?
Il secondo: qui forse è solo l'età e allora... c'è poco da fare, ma se posso voglio aiutarlo ancora. La bestiola ha 5 anni. L'alopecia lo interessa completamente e sul suo corpo non ci sono che le penne delle ali e della coda, ma l'uccellino si alimenta con piacere e non è magro come l'altro. A
differenza del primo però questo presenta un colore della pelle e del becco piuttosto violaceo o nerastro, come se vi fossero disturbi nel sistema circolatorio. Passa la sua giornata nel nido ed esce solo per mangiare e bere. Mi resta da fare qualche tentativo anche per lui?

Mi scusi ancora tanto per quanto La ho tediata con le mie domande, ma amo molto i miei uccellini. Coltivo questa passione quasi fin da quando ero in culla e quindi...
Grazie ancora per i preziosi consigli che vorrà darmi e che naturalmente prenderò in gran considerazione.
Cordiali e affettuosi saluti.

Maria - Roma

R

Gentile Signora,

le alopecie, riconoscono varia etiologia: dermatiti di origine micotica e/o batterica, dermatiti allergiche, ectoparasitosi, patologie organiche ( epatopatie, patologie endocrine ), stress, squilibri alimentari e conseguenti forme carenziali ( in particolare carenza di vitamina A - Iodio ), autodeplumazione, plumofagia da parte di conspecifici, intossicazioni, ecc.

Sarebbe interessante conoscere se il Passero in suo possesso presentasse già il problema, poi rilevato anche sull'uccellino acquistato e posto in coabitazione con esso, o se invece l'alopecia avesse investito prima il soggetto comprato. Ad ogni modo, non è convenientemente possibile risolvere il problema senza che si provveda a degli esami di laboratorio, espletati da un medico veterinario sulla cute delle zone alopeciche e le piume circostanti, al fine di escludere cause infettive.

La perdita diffusa di piumaggio compromette significativamente la termoregolazione, potendo comportare per i volatili conseguenze anche irreparabili. Ritengo pertanto doveroso indirizzarsi ad un medico veterinario, con una certa urgenza.

Nessuno dei due uccellini è tanto vecchio. Cinque anni non sono tantissimi per un Passero del Giappone ( Lonchura domestica ).

Ci tenga aggiornati. Cordialmente.

Francesco Chieppa 


Subject: Parrocchetto canoro

Buongiorno Sig. Chieppa,
Il mio nome è Maurizio e avrei una domanda da farle riguardo il dimorfismo sessuale del Parrocchetto canoro. Ne è arrivato uno piuttosto malconcio nel mio giardino, ora sta benissimo e vorrei comprargli un compagno/a ma il problema è che è albino, e come può immaginare sopra il becco è tutto avorio come il resto del corpo. Ha idea di come io possa fare per capirne il sesso?
Grazie fin d'ora, cordiali saluti. Maurizio Pugnalini

R

Gentile Lettore,
dalla sua missiva deduco anche la risposta da fornirle. Mi scrive di soggetto albino con cera cornea bianco-avorio. Bene, se il colore della cera che circonda le narici del pennuto non ha subito variazioni, trattasi certamente di una femmina. Il maschio del Pappagallino ondulato ( Melopsittacus undulatus ), anche detto Parrocchetto canoro, ha infatti la cera cornea di colore fucsia ( nei giovani ), blu ( negli adulti ).
Cordiali saluti. Francesco Chieppa