(Merops apiaster)
di G.P.B.
Il Gruccione (Merops apiaster) è uno degli uccelli
più attraenti ed interessanti d'Italia. Entrambi i sessi hanno parti
superiori nocciola scuro e giallo, ali e coda verdi, parti inferiori verdi
turchese, gola giallo brillante con sottile collarino nero. Il becco è
lungo e ricurvo. Nidifica sugli argini natural iscavando lunghi tunnel in
fondo ai quali si trova la camera nido. Vive in colonie e si nutre prevalentemente
di api. Il primo forse ad allevare in cattività questi uccelli è
stato il dott. Callegari, circa 20 anni fa.
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Areale distributivo del Gruccione europeo
(Merops apiaster)
La storia che sto per raccontarvi è composta
in parte dall'esperienza personale e in parte tratta proprio da ciò
che appresi nell'allevamento del dott. Callegari.
Sono passati molti anni da quando entrai in possesso di un gruppo di gruccioni,
due maschi e una femmina, giovani ma autosufficienti. L'impellente ed immediato
problema fu quello dell'alimentazione che risolsi acquistando da un apicoltore
locale una intera arnia, ma a preoccuparmi seriamente era il futuro. Anche
in questo caso risolsi il dilemma rivolgendomi alla base, un allevatore di
api che mi assicurò di potermi fornire in abbondanza fuchi morti e
congelati, finalmente ero più tranquillo, la scorta era assicurata
per tutto l'anno.
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Gruccione europeo in natura fotografato da Fausto Branchi©. Nel becco una libellula, insetto che rientra nella dieta di questa specie.
Ho risolto inoltre l'incognita delle api congelate mescolandole
a quelle fresche in produzione sempre magiore. La stessa pratica l'ho adottata
anche con le tarme della farina, maggiolini, millepiedi, ragni, scarafaggi
(questi ultimi molto graditi), nessun altro alimento è mai stato nemmeno
toccato dai miei Gruccioni, anche se ci ho provato lasciandoli a digiuni per
qualche tempo.
Mi vorrei soffermare sulle modalità di assunzione del cibo: l'uccello
prende delicatamente con la punta del becco un insetto, lo schiaccia trasversalmente
diverse volte, poi lo batte alcune volte contro il posatoio, quindi getta
il capo all'indietro favorendo la caduta dell'insetto in gola.
La lunga e laboriosa operazione gli è molto utile allo stato libero
(verificata anche in cattività) per evitare che le api lo pungano in
gola, unico punto, oltre le zampe, che sia vulnerabile.
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Il servizio fotografico di Fausto Branchi©
ci propone una sequenza diversa del Gruccione europeo con nel becco
un'ape, il suo cibi preferito.
Da ciò si deduce che la diceria che il
Gruccione sia immune alle punture delle api è falsa. Mi è capitato
più di una volta di osservare uno di questi stupendi uccelli con la
gamba gonfia a causa di una puntura di api.
L'adattamento alla cattività di questi uccelli è notevole e,
a parte le difficoltà d'alimentazione, non presentano ulteriori problemi
impossibili.
Per ottenere la nidificazione è necessario creare nella voliera un
terrapieno artificiale: in realtà un cassone di legno nel quale è
stato compresso del terreno argilloso; quindi, su una facciata si tolgono
alcune assicelle in modo da lasciare scoperta una striscia di argilla. In
una costruzione simile i gruccioni del dott. Callegari iniziano a scavare
i buchi e nell'ambiente creato in voliera hanno iniziato il corteggiamento,
si sono formate le coppie e a turno hanno cominciato a rimanere nel nido.
Dopo un lungo periodo di attesa, prima si è potuto osservare gli adulti
portare al nido le prime imbeccate ed infine dopo un certo periodo, sono usciti
i giovani.
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L'attesa ha dato i suoi frutti, in questo scatto Branchi© è riuscito a riprendere probabilmente la coppia di Gruccioni europei.
Purtroppo personalmente non ho avuto la soddisfazione
di veder produrre i miei Gruccioni in quanto qualche giorno dopo l'introduzione
nel cassone la femmina è morta lasciando i maschi a fare i buchi e
a lanciare i loro richiami inutilmente.
Per l'esperienza che ho comunque fatto nell'allevare questi uccelli, posso
dire che il Gruccione non beve mai. Ho potuto notare che durante i cinque
mesi trascorsi nella voliera più piccola, in attesa del ricovero più
adatto, ancora in fase di costruzione, i miei soggetti non hanno mai toccato
l'acqua e anche in seguito, nel loro nuovo ambiente dove l'acqua era corrente,
le utilizzavano solamente per fare il bagno.
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In queste splendide tavole a colori tratte da "Kinfishers bee-eaters & rollers", possiamo ammirare la grande varietà dei gruccioni nei loro colori. E volendo essere precisi non sono nemmeno tutti.
Probabilmente per il loro metabolismo è
sufficiente il liquido contenuto negli insetti di cui si cibano.
I Gruccioni in cattività diventano docilissimi e confidenti, infatti
vengono a prendere il cibo dalle dita e si lasciano tranquillamente accarezzare
quando si entra in bvoliera.
Altre specie di Gruccioni si sono adattate egregiamente alla cattività
(il Gruccione egiziano, il gola rossa, quello verde), ma per tutti questi
esemplari esotici è stato necessario un lungo periodo di adattamento.
Il problema maggiore era dato dalle temperature, provenendo da zone molto
calde come l'India, il Madacascar e il Sudan, sono particolarmente sensibili
alle basse temperature. Questa difficoltà di adattamento può
essere superata mediante voliere interne mantenute a temperatura almeno di
15/16 gradi o con il rivestimento in plexiglas delle voliere esterne e dove
la temperatura comunque dovrà essere mantenuta almeno ai gradi appena
detti.
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Gruccione europeo fotografato in natura da Fausto Branchi©... notare la preda!
Il perfetto adattamento di questi Gruccioni esotici è stato confermato non solo dalla loro riproduzione ma anche dall'incrocio ottenuto tra un Gruccione europeo e un Gruccione golarossa.