IL LUCHERINO
Carduelis spinus spinus

Articolo di A. R.
foto tratta da:Il giornale degli Uccelli


Era una bella giornata di febbraio di qualche anno fa quando, passeggiando, qualcosa che si muoveva tra le foglie cadute attirò la mia attenzione, si trattava di una femmina di Lucherino ferita al petto da cui ancora sgorgava del sangue. Questo fatto, ormai lontano nel tempo, è il pretesto per iniziare a parlare di Lucherini della loro confidenza e della loro simpatia. Chiariamo: il Lucherino che vive da noi appartiene all’Ordine dei Passeriformi, alla Famiglia dei Fringillidi, al Genere Carduelis e alla Specie Spinus e quindi, seguendo la nomeclatura binomia (primo nome quello del Genere, secondo quello della Specie), si chiama Cardueli spinus. In Italia molti sono gli uccelli che qualifichiamo comunemente “lucherini” ma dobbiamo ricordare che quando parliamo del nostro comune Lucherino intendiamo il Carduelis spinus, in tutti gli altri casi invece al sostantivo Spinus segue un aggettivo o altro che qualifica ed identifica meglio il soggetto.

Tra questi, due appartenenti allo stesso genere ma che non vengono chiamati Lucherini sono: il Cardinalino del Venezuela (Carduelis spinus cucullata) e il Negrito della Bolivia (Carduelis spinus atrata). Questa lunga e forse noiosa lista ha però il vantaggio di farci capire quali sono le specie di Lucherini. Il Genere Spinus, con le sue varie specie e sottospecie, è tipicamente americano del Nord, del Centro o del Sud. L’unico a vivere in Italia è proprio il Carduelis spinus spinus che noi abbiamo chiamato Lucherino, un graziosissimo uccelletto tipicamente invernale, di passo nel nostro paese, che raggiunge da settembre a novembre soggiornandovi fino al mese di febbraio, marzo, mesi in cui si spostano nuovamente al nord per riprodursi nel mese di aprile – maggio. Piccole popolazioni però sostano in Italia e nidificano sulle Alpi e sull’Appennino settentrionale. La consistenza numerica annuale durante il passo è soggetta a variazioni consistenti e ciò è legato all’esito della riproduzione e a vari, altri fattori (soprattutto climatici) che si verificano nei siti riproduttivi.

Ecco allora:
Lucherino d’America (Carduelis spinus tristis)
Lucherino di Lawrence (Carduelis spinus lawrencei)
Lucherino dei pini (Carduelis spinus pinus)
Lucherino testa nera dell’Equador (Carduelis spinus siemiradzkii)
Lucherino dorso nero (Carduels spinus psaltria)
Lucherino becco grosso (Carduelis spinus crassirostris)
Lucherino di Magellano (Carduelis spinus magellanica)
Lucherino olivaceo (Carduelis spinus olivacea)
Lucherino di Haiti (Carduelis spinus dominicensis)
Lucherino petto nero (Carduelis spinus notata)
Lucherino calotta nera (Carduelis spinus atriceps)
Lucherino ventre giallo (Carduelis spinus xantogastra)
Lucherini groppone giallo (Carduelis spinus uropygialis)
Lucherino delle Ande (Carduelis spinus spinescens)
Lucherino di Yarrel (Carduelis spinus yarrelli)
Lucherino delle Antille (Carduelis spinus dominicensis)
Lucherino barbato (Carduelis spinus barbatus)

Areale distributivo

Il Lucherino allo stato selvatico vive in quasi tutta l’Europa; l’areale si estende dalla Siberia alla Cina e al Giappone. Saltuariamente compare in Africa del Nord, nel Sahara e in Egitto. A Nord-Est lo possiamo incontrare nell’Asia minore, Iran settentrionale, Turchia, Cipro, Irak. Il suo habitat ideale comprende boschi montani di conifere, ontani e betulle, ai quali è strettamente legato per via dell’alimentazione, consistendo questa, almeno durante l’arco dell’anno ad esclusione del periodo riproduttivo, in semi di conifere, di olmi, di betulle e altri piccoli semi. Durante la fase di allevamento della prole l’alimentazione diventa in larga parte insettivora.

Cardellino maschio su di un albero di ontano

Allevamento

L’Allevamento di questa specie contrariamente a quanto si possa pensare grazie alla sua adattabilità alla vita in cattività e alla confidenza nei confronti dell’umano, si riproduce in cattività con qualche difficoltà. Non è certo l’alimentazione un ostacolo in quanto il lucherino non è particolarmente esigente ed è sufficiente la cura che impegniamo nell’allevamento dei canarini.
Come sempre però chi alleva specie selvatiche non può scordarsi di analizzare i dati relativi alla riproduzione in libertà per poterli attuare in allevamento e per il Lucherino l’alloggio quindi è particolarmente importante, bisogna ricordarsi che questa specie in Italia è visitatore invernale e i pochi individui che nidificano nel nostro paese lo fanno in montagna, evidente segno questo che la specie soffre il caldo estivo.
Un allevatore attento capisce che il Lucherino può svernare all’aperto purché protetto dai venti e dalle piogge. Mentre in estate è necessario che il suo ambiente sia ombreggiato da piante che forniscono un giusto alternarsi di luce e ombra da permettergli di gestirsi secondo le sue necessità.
Il Lucherino allo stato libero costruisce il nido sui pini, abeti, larici, ecc., quasi alle estremità dei rami e con rara abilità riesce a nasconderlo tanto da renderlo completamente invisibile.
Ecco allora la prima sicurezza, meglio l’allevamento in voliera all’aperto addobbata con cespugli e piccoli alberi che ricordino l’ambiente naturale.
Verso la fi ne di febbraio e i primi di marzo si forma la coppia, il sistema, possedendo più soggetti, è quello “per simpatia”.
Ciò avvenuto è meglio isolare la coppia affinché non venga disturbata dal richiamo di altri conspecifici; i vari nidi vanno posti cercando posizioni ideali alle loro esigenze. Per il materiale da costruzione si può usare del muschio, pagliuzze, radichette, juta,cotone, lana, ecc.
Soltanto la femmina costruisce il nido, il maschio a volte dimostra buona volontà e aiuta; un buon consiglio per ottenere dei successi è quello di usare sempre femmine giovani che non abbiano già covato in libertà.
Un maschio in forma amorosa dimostra il suo stato cantando a perdifiato, saltando continuamente da ramo in ramo, anche i colori della testa e del petto si fanno più accesi. L’allevatore deve prestare attenzione perché non di rado i Lucherini maschi tendono a distruggere poco alla volta il nido costruito dalla femmina, al primo accenno sarà meglio isolarlo.
La femmina depone da 3 a 6 uova ogni covata e generalmente le covate sono due all’anno; le uova sono di color azzurro- verdastro con macchiette marroni, più piccole rispetto a quelle del canarino.
La scienza ci dice che l’embrione del Lucherino è più delicato rispetto ad altri uccelli indigeni, ed è per questo che si cerca di evitare sperature o la rimozione delle uova per consentire una chiusa contemporanea.
Il maschio non sostituisce la femmina nella cova ma imbecca la compagna e non si allontana mai per troppo tempo dal nido.
L’incubazione ha una durata di 12/13 giorni e i pullus necessitano di molto cibo, e, specialmente nei primi giorni, è bene, anche se non indispensabile, somministrare loro qualche tarma della farina tagliuzzata. Come alimentazione è bene fornire sempre un buon miscuglio comprensivo di semi della salute, pastoncino all’uovo, mangime per insettivori, frutta e verdure.
Nell’allevamento della prole partecipa anche il padre che inizia ad imbeccare a volte anche prima della scadenza del quinto giorno.
I giovani apprendono velocemente ad alimentarsi autonomamente e solo dopo un mese la femmina sarà in grado di iniziare una nuova covata.

Esemplare di Lucherino anomalo, fotografato da P. Castellanza©

 

Mutazioni id ibridazioni

Molte sono le mutazioni possibili o molte le ibridazioni che allevatori esperti sono riusciti ad ottenere ma ambedue questi argomenti potrebbero essere la base di un nuovo articolo sul Lucherino