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SOMMARIO MARZO 2005 APERTURA Buona Pasqua di I.F. EDITORIALE AVIFAUNA OPINIONI I LETTORI CI SCRIVONO INDIGENI, ESOTICI, IBRIDI |
I PIGMENTI Gli uccelli possiedono una molteplicità infinita di piumaggi per disegni e colori, non v'è specie che presenti identiche sfumature o disegni. Il fatto è ancora più straordinario se si pensa che sono ben pochi i pigmenti che concorrono a questi fantastici risultati. Naturalmente in questo articolo tratteremo esclusivamente di canarini ma per farlo partiremo dal canarino selvatico o ancestrale, capostipite di tutte le razze selezionate dall'uomo. Il suo colore può essere considerato tra il grigio e il verde ed è dovuto a pigmenti invariati per secoli: esattamente di pigmenti neri e bruni che, assieme a pigmenti gialli, danno al nostro occhio quell'impressione di colore verde (grigio) d'assieme con cui lo vediamo. La maggior parte dei pigmenti scuri si trova sulle penne della coda e delle ali e si presenta sotto forma di marcature ben evidenti, sul dorso e sui fianchi vi sono delle striature pigmentarie ben manifeste che contribuiscono assieme alle vergature delle spalle a configurare il disegno del mantello. I pigmenti gialli sono miscelati a quelli scuri e ovviamente concorrono alla clorazione complessiva. I pigmenti scuri(nero-bruni)che abbiamo citato sono scientificamente chiamati melanine dal greco melas = nero. Il pigmento giallo, invece, è dovuto ad altre sostanze denominate carotenoidi (nome derivato dalla carota per l'alto contenuto di queste sostanze che questo ortaggio possiede) o lipocromi 8dal greco adipe = grasso o colore, per la colorazione intensa notata dagli antichi nei sali di cromo). Melanine Le melanine appartengono al gruppo dei pigmenti varianti dal nero al bruno chiaro e (o) carico. Le melanine nere e quelle bruno scuro si rinvengono sotto forma di piccoli bastoncelli nel nucleo midollare delle penne; le bruno e le bruno chiare hanno al microscopio un aspetto granulare e polveroso. La melanina scura bastoncellare è quella che più concorre alle marcature delle ali e della coda. Le melanine sono presenti nelle piccole penne copritrici e nella parte più angusta e marginale delle grandi penne. Le melanine contribuiscono a contraddistinguere, con la formazione del disegno del mantello, i tipi di canarini di colore. A questo punto sarà utile una breve spiegazione dei fattori caraterizzanti il canrino di colore. I fattori fondamentali che caratterizzano il canarino di colore sono: Colore = varietà lipocromi Tipo = vergature, striature, marcature Categoria = intensi, brinati, mosaico Lipocromi I lipocromi, o meglio i carotenoidi, sono sostanze che si trovano in gran parte presenti nel regno vegetale e vengono assimilati con l'alimentazione, danno agli uccelli colorazioni dal giallo al rosso. I lipocromi, in associazione con alle melanine, determinano il colore d'assieme. Uno dei più noti carotenoidi gialli è la luteina, presente nei fiori (gialli) di molte piante. La luteina si trovaanche nei semi di cui si nutrono i canarini (ravizzone, scagliola e altri). Un altro carotenoide giallo assai noto è la zaexantina, presente nel granoturco e nel mais. La colorazione rossa nelle svariate sfumature è dovuta invece a carotenoidi rossi, anche questi di origine vegetale (ad esempio nei frutti di rosa canina e in altre piante). La formazione e l'espressione visiva del colore nella livrea degli uccelli e del canarino in particolare, è stata studiata, ma soprattutto selezionata, traendone risultati a prima vista impensabili, soprattutto in considerazione che la matrice è sempre il canarino ancestrale. Tutti questi “aspetti” non sono altro che aumenti , riduzioni , modificazioni , localizzazioni , strutture ed inibizioni sia del pigmento che del lipocromo. Può succedere che tutte queste variazioni investano solamente i pigmenti scuri (melanine) e a volte solo i pigmenti chiari (lipocromo). Seppure brevemente e per sommi capi andiamo ad analizzare queste variazioni. Aumenti Mediante la selezione è stato possibile modificare il colore del canarino nel suo complesso. Mediante tecniche iterative (basate quindi su accoppiamenti ripetuti) si è arrivato a produrre soggetti con alte concentrazioni melaniche; nello stesso modo si è riusciti ad ottenere concentrazioni lipocromiche. Riduzioni Con lo stesso sistema si sono ottenute attenuazioni melaniche, sia dirette sulle melanine nere che su quelle brune, inibendo così l'insieme della colorazione dei nero-bruni per arrivare agli agata, isabella, pastello, ecc., orinetando inoltre la diminuzione verso un'altra melanina. Ambedue questi tipi di riduzioni pigmentarie possono trovarsi assieme in un ceppo. Modificazioni La pigmentazione nera e bruna, ma specialmente quella nera, adempie ad un ruolo di primaria importanza negli ex nero-bruno attualmente denominati neri. Operando una sua apparente diminuzione, non reale né effettiva, dovuta a concentrazioni di pigmento nero migrato negli strati profondi delle penne, si è dato origine, ad esempio, all'Opale che a differenza di un nero tradizionale è un nero soffuso di blu. Simile ma non uguale modificazione, ottenuta nei lipocromi, è correttamente riconosciuta con la denominazione di Avorio. Quest'ultima agisce essenzialmente sulla struttura della penna in modo da ridurre lo spazio riservato ai lipocromi. Localizzazioni In questi casi il pigmento non si estende su tutto il mantello ma si localizza solamente in alcune zone dette di elezione. Questo fatto ha portato alla creazione del mosaico, che non fanno tipo a se ma solamente categoria. Il termine mosaico indica chiaramente che trattasi di una concentrazione a chiazze. Strutture Nel canarino ancestrale, come già si è detto, i pigmenti e i lipocromi, i pigmenti e i lipocromi sono raggruppati in particolari strutture stabili da secoli, la selezione però è riuscita ad ottenere delle nuove strutture ad esempio con concentrazioni di pigmenti più vicine al nucleo midollare della penna e, in definitiva, a modificare la colorazione del colore ancestrale, verde-grigio, in giallo. Inibizioni Le inibizioni cromatiche che agiscono sui colori del mantello possono esser diretto tanto sui pigmenti scuri (melanina), che su quelli chiari (lipocromi): infatti, il più antico canarino di colore, il giallo per intenderci, è un esempio di inibizione melanica. I canarini bianchi rappresentano, a loro volta, una forma di inibizione lipocromica e, nel tempo, anche pigmentaria e (o) melanica. In questo sbizzarirsi della selezione sui colori del canarino ci si è spesso trovati di fronte a fenomeni di mortalità dovuta all'incrocio di fattori genetici incompatibili (geni letali). Così di questo genere si hanno nei bianchi, cioè, non si possono ottenere in purezza, appunto per ragioni di incompatibilità dei relativi fattori genetici. Bibliografia Moderni Canarini di Colore – H.J.Veerkamp – ed. Encia |