IL MERLO

Turdus merula

Il Merlo (Tur dus merula ) è diffuso in tutta l'Europa, l'Africa del nord, l'Asia centrale e le Isole atlantiche, con esclusione del settentrione della penisola scandinava. Per la sua adattabilità è stato introdotto anche in Australia.

In Italia e stanziale ma la sua popolazione aumenta nel periodo invernale quando i soggetti residenti al nord pongono in atto piccole migrazioni, per lo svernamento, nelle regioni a clima più temperato.

Si adatta perfettamente ad ogni ambiente: boschi, campi coltivati, frutteti, grandi macchie parchi, giardini e sempre di più convive con l'uomo dividendone il territorio.


Maschio di merlo in autunno mentre si ciba di bacche.

Il colore del maschio adulto è di colore nero lucido, con becco e palpebre di colore giallo arancio. Le zampe e gli occhi sono di colore bruno.

Il dimorfismo sessuale vede la femmina di colore brunastro con parti inferiori leggermente più chiare rispetto alle superiori. Il vistoso becco arancio del maschio nella femmina diventa bruno. I giovani assomigliano alla femmina e da essa si distinguono per una leggera macchiettatura delle piume.

Di carattere vivace e attento i Merli vivono in coppie isolate ricercando la compagnia del gruppo solamente al momento delle migrazioni che in realtà non comportano lunghi spostamenti.

Il canto, molto apprezzato dagli intenditori, ma gradito da tutti, è vario e melodioso e non di rado possiamo notare come il Merlo riesca con la sua voce ad imitare anche il canto di altri uccelli.


Un maschio in livrea nuziale a terra in cerca di lombrichi

La stagione riproduttiva inizia a marzo e prosegue fino a luglio durante questo periodo solitamente le covate sono tre.

I luoghi prescelti per la nidificazione sono i più disperati dimostrando uno spirito di adattamento che probabilmente gli ha permesso una così ampia diffusione: cespugli, alberi, rampicanti addossati nei buchi foderati di muschio tipici delle muraglie abbandonate e persino a terra nel folto dell'erba.

Solitamente il primo nido è quello costruito più basso, generalmente a circa 1 metro dal suolo, quelli delle cove successive sempre ad altezza maggiore. Il compito della costruzione è della femmina che può contare solo in minima parte nel maschio. La coppa tradizionale è composta da radichette, rametti, fili d'erba secca, il tutto impastato con il fango. Internamente il nido è rivestito di muschio, crini e peli di animale, e latro materiale soffice.

La deposizione consiste in 3-6 uova di colore verde azzurro picchiettate di bruno rossiccio.

La schiusa richiede 12-15 giorni di incubazione.

I giovani nidiacei, dalla fame prodigiosa, vengono nutriti da entrambi i componenti della coppia e pur non ancora in grado di volare, abbandonano il nido a circa 2 settimana dalla nascita.


Maschio anomalo (evento non raro) fotografato in natura

L'istinto provvedere a far si che i giovani restino, prudentemente, nascosti tra l'erba e i cespugli con il padre che continua ad assisterli per altri 15 giorni circa mentre la madre si occupa della costruzione del nuovo nido.

La condizione ideale per mantenere un Merlo in cattività è di adottare una gabbia spaziosa, attrezzata anche con una vaschetta, abbastanza grande, per il bagno quotidiano .

Alla gabbia, infatti, il Merlo si adatta molto bene, vivendo a lungo, (si conoscono caso in cui alcuni soggetti sono vissuti per oltre 20 anni), ma mentre gli individui allevati in cattività sono docili, domestici, confidenti con il proprietario tanto da essere persino lasciati liberi senza che tentino la fuga, quelli catturati da adulti hanno un periodo di adattamento piuttosto lungo ed una certa selvatichezza persiste per molto tempo.

Per coloro che avendo trovato un nidiaceo caduto dal nido (non è raro che succeda) desiderassero allevarlo allo stecco, raccomandiamo per prima cosa di sistemare il piccolo in un nido, appositamente allestito di materiale soffice, posto vicino ad una fonte di calore.


Maschio in livrea nuziale

L'alimentazione dovrà consistere, per lo meno nei primi giorni, in un alimento a base di radicchio fresco finemente tagliato, farina di granoturco e uovo crudo, il tutto mescolato e cucinato a fuoco lento. Le imbeccate vanno somministrate almeno ogni 3-4 ore durante i primi giorni, in seguito possono essere più distanziate, ma all'alimento va integrato con qualche pezzettino di cuore di vitello crudo e qualche tarma della farina sminuzzata. Quando i piccoli hanno ultimato l'impiumo iniziano ad alimentarsi da soli ma diventa necessario che l'allevatore stimoli questo fatto sistemando sul fondo della gabbia un contenitore fornito di tarme della farina vive, frammiste a del pastone per insettivori. Contemporaneamente dovranno diminuire, a poco a poco, le imbeccate.

L'alimento per i Merli in cattività è molto vario grazie alla loro adattabilità: riso lesso, polenta, pasta, pane e latte, patate lesse, biscotti sminuzzati, verdura cruda, e cotta finemente tritata, frutta, bacche, piselli, fave, avena, lenticchie cotte, insetti vivi di qualunque specie, chioccioline, pezzetti di carne cruda e cotta, frammenti di pesce, ecc.

Certamente oggi l'industria alimentare del settore mette a disposizione degli alimenti equilibrati che sono utilissimi agli allevatori che riescono ad alimentare i loro beniamini senza grandi problemi.

La riproduzione in cattività dei Merli può avvenire esclusivamente in voliera spaziosa arredata con vegetazione idonea. Nella stessa non può che alloggiare una sola coppia trattandosi di specie aggressiva durante il periodo della riproduzione. La raccomandazione riguarda il maschio che a volte è molto aggressivo e quindi deve essere isolato dalla femmina permettendo però loro il conforto della reciproca vista.

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