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Ha ripreso il buon senso

I mass media ne avevano parlato e di conseguenza anche noi avevamo detto la nostra sull'argomento: un anziano signore aveva salvato la vita ad un cucciolo di capriolo femmina che, una volta cresciuto, era diventato il suo compagno.

Il solito stolto, dopo un decennio di conviven­za tra umano e capriolo, ha pensato bene di denunciare la cosa (ci piacerebbe sapere chi ha fatto la denuncia) e il Corpo Forestale dello Stato è dovuto per legge intervenire per toglie re i capriolo all'umano.

Immaginatevi il dolore per entrambi, l'uomo andava ogni giorno a trovare il suo amico a quattro zampe ma si era arrivati ad impedi­re perfino la visita dell'umano; intervistato il Corpo Forestale di Stato ha ovviamente con­fermato che ciò era per il bene dei capriolo, che così avrebbe potuto riprendere abitudini a lui più proprie grazie alla convivenza con i sui simili.

Esistono esperimenti di introduzione di ani­mali confidenti con l'uomo a centinaia e forse 1I su 100 ha successo. Oggi apprendiamo che il capriolo ha fatto ritorno dal suo amico, evidentemente le cose non sono andate come dovevano: il capriolo non sì e adottato ai suoi simili, soffriva di nostalgia, l'ambiente in cui era costretto ero di dimensioni inferiori a quel­lo che gli offriva il suo amico uomo.

Molto probabilmente il luogo dove era man­tenuto era inadatto e non l'ideale così come si voleva far credere in un primo momento, quante bugie, quante invenzioni pur di non ammettere che l'interazione tra l'animale e l'uo­mo è possibile ma utile ad entrambi, pur di farci credere a quelle teorie che vorrebbero una divisione netta tra gli umani nelle città e gli animali tutti liberi.

Per arrivare allei decisione di riportare il ca­priolo al suo amico e dover ammettere che si era nel torto probabilmente l'animale si sareb­be lasciato morire e ciò sarebbe stata un'altra smentita clamorosa per coloro che professano a tutti costi la tesi del meglio liberi.
I. F.

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