La Nocciolaia
(Nucifraga caryocatactes)

di P.G.

Mi è venuta voglia di parlare di questi bellissimi volatili, dalla livrea splendida anche se monocromatica, perché se ne parla poco nonostante la loro grande capacità di adattamento e la vivacità di carattere che dimostrano anche in cattività. Le Nocciolaie hanno una diffusione che va dall’Europa al Giappone. Le popolazioni di questo Corvide che risiedono nelle regioni settentrionali migrano verso il sud, mentre quelle che popolano le regioni meridionali sono solitamente sedentarie. Alcuni autori distinguono due distinte specie o sottospecie ben distinte: la Nocciolaia europea (Nucifraga caryocatactes) e la Nocciolaia siberiana (Nucifraga macrorhynchus) La Nocciolaia europea è molto localizzata ed è possibile individuarla nelle regioni alpine della Francia, Italia e Svizzera, in Italia è localizzata nelle regioni dell’arco alpino e nei mesi invernali ai soggetti sedentari si aggiungono quelli migrati da località nordiche. Lunga circa 35 centimetri possiede un piumaggio bruno tendente al castano sul pileo e con toni rossastri sul corpo disseminato di maculature bianche; sottocoda bianco; ali e coda nere con riflessi verdognoli con estremità delle timoniere macchiate di bianco. Becco e zampe neri. Dimorfismo sessuale non evidenziato. Questa specie della Famiglia dei Corvidi possiede una testa fornita di un robusto becco appuntito. A seconda dell’area di diffusione si rivelano soggetti con becco più corto e sottile e anche per quanto riguarda il numero e l’estensione delle macchie esiste una differenziazione correlata

all’ambiente; da qui la suddivisione, come dicevamo sopra, in due sottospecie e le Nocciolaie siberiane sono considerate come un’unica specie soggetta a variazioni secondo la diffusione. Le Nocciolaie vivono in branchetti nelle foreste di conifere localizzabili lungo le valli, ma durante il periodo estivo si possono trovare anche nelle regioni montane. Nel volo questo alato differisce dagli altri componenti della Famiglia in quanto fende l’aria in modo simile ai Picidi (Picchi), e anche nel suo evoluire tra le chiome degli alberi tiene un comportamento che non è proprio degli altri Corvidi in quanto ha l’abitudine di mantenersi sospeso ai rami con le zampe grazie anche alle lunghe unghie ricurve. Il nome di quest’uccello deriva dalla sua spiccata predilezione per i pinoli e le nocciole, i cui gusci rompe agevolmente con il robusto becco (in latino nucifraga significa rompinoci), ma non disdegnano nemmeno i frutti delle querce, le bacche in genere e ogni altra sostanza commestibile. Non disdegna nemmeno insetti, piccoli vertebrati, uova, nidiacei, ecc. Uccello molto previdente, la Nocciolaia non consuma interamente il cibo che trova ma usa immagazzinarlo nelle cavità degli alberi o in nascondigli appositamente ricavati. Questa abitudine gli permette di sopravvivere anche agli inverni più rigidi. Strabiliante la sicurezza con cui sanno ritrovare i loro “magazzini” di cibo anche se ricoperti da un alto strato di neve che scavano con decisione. All’epoca della riproduzione, che per questi uccelli è in primavera nel mese di marzo, almeno alle nostre latitudini; particolari condizioni meteorologiche sfavorevoli possono ritardare il periodo della deposizione. Questa specie, tanto chiassosa durante tutto il periodo dell’anno, in questa fase diventa silenziosa e discreta.


Le coppie vanno formandosi e una volta costituite costruiscono il nido tra i rami di una conifera, ad un’altezza che varia dai 4 ai 10 metri, posizionandolo presso il tronco o su una biforcazione, non di rado esposto al sole. Il nido rozzo e di dimensioni simili a quello della Cornacchia e della Ghiandaia, costruito da entrambi i sessi, è formato da ramaglie intrecciate formanti una coppa il cui interno è foderato da licheni e muschi. La femmina depone da 2 a 4 uova di colore bianco azzurrognolo che incuba per 18 giorni. Il maschio nutre la femmina che per le rigide temperature ambientali non può lasciare il nido. Si conoscono casi in cui la femmina ha continuato a covare anche in condizioni particolari come precipitazioni nevose e freddi glaciali. I piccoli sono nutriti con una specie di purea probabilmente composta da semi macerati con la saliva e insetti che viene profondamente introdotta nel gozzo. I giovani sono simili nel piumaggio agli adulti ma il colore marrone è più chiaro e possiedono meno macchie bianche. In breve i piccoli raggiungono l’indipendenza ma comunque rimangono con gli adulti assieme ai quali abbandonano le località di nidificazione con il sopraggiungere della stagione fredda.

Per il bell’aspetto e l’ingegno vivace, le Nocciolaie sono volatili molto interessanti, facilmente mantenibili in cattività. Per il loro allevamento è bene prevedere contenitori spaziosi in quanto non possono condividere spazi con nessun’altra specie che ucciderebbero, per lo più spezzando loro il cranio con un colpo di becco (come fanno con le nocciole) per poi cibarsi delle cervella e solo successivamente divorare il resto del corpo. Non possono nemmeno convivere con altri animali di modesta taglia; si è a conoscenza di casi in cui le Nocciolaie hanno ucciso scoiattoli che vivevano nello stesso contenitore divorandoli poi completamente pelle compresa. In compenso non ci sono problemi
per il mantenimento alimentare in cattività essendo questa imperniata su pinoli e nocciole, frutta varia, biscotti, chiocciole e ogni altro alimento che risulti essere gradito. In cattività si nota comunque una predilezione per gli alimenti a base di carne che in natura non è riscontrata. L’adattamento alla cattività delle Nocciolaie è buono ma ci sono esemplari che mantengono per molti anni un comportamento irrequieto e il processo d’ammansimento delle quali è piuttosto lento. Più facile ottenere eccellenti risultati con soggetti allevati in gabbia o catturati molto giovani.

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