di R. Esuperanzi
In relazione al fatto che è molto comune, il passero non ha mai catalizzato l'attenzione degli allevatori e neanche da quando sono apparse le mutazioni di colore questa attrattiva è aumentata, tanto che ancora oggi i Passeri in Italia vengono allevati si e no da una decina di allevatori. Un tempo i Passeri erano diffusissimi, oggi con il dilagare dei Corvidi e degli Storni, la popolazione si è ridotta di molto, nonostante il periodo riproduttivo si sia dilatato di circa due mesi (da marzo a settembre). Al declino numerico dei Passeri sicuramente hanno contribuito anche i vari veleni utilizzati in agricoltura, i cosiddetti “antipassero”. Quando ero bambino i Passeri erano numerosissimi e sotto i coppi del tetto della casa colonica in cui abitavo, i nidi si contavano a decine. Non c'erano ancora i Corvidi a predare i nidi e gli Storni a rubare spazio e cibo. Ogni anno dopo i temporali estivi trovavo a terra dei piccoli caduti direttamente dalle grondaie e fortunatamente, alcune volte, allevandoli allo stecco riuscivo a salvarli. Una volta svezzati se alloggiati singolarmente erano docilissimi ed imparavano vari esercizi tra i quali quello di trasportare cose nel becco da un punto all'altro della stanza. A muta ultimata mio padre li utilizzava come richiami ed alla fine della stagione di caccia erano ormai forastici come i soggetti di cattura. Immessi in voliera si riproducevano sistematicamente, ma a causa dell'eccessivo affollamento, le coppie si disturbavano molto tra di loro e i piccoli finivano a terra già nei primi giorni di vita. Onestamente ai Passeri già allora preferivo la Passera Mattugia, più piccola ed aggraziata, ma mai e pèoi mai mi è venuto in mente di tentare la riproduzione. Cominciando a frequentare le mostre durante l'adolescenza, ho iniziato a vedere esposti degli ibridi di Passera mattugia x Passero dorato. Onestamente in entrambe le combinazioni palesavano poco le caratteristiche del passero esotico se non per delle impercettibili soffusioni giallastre sulle parti inferiori. Peraltro si potevano esporre solo gli ibridi d'annata e i colori non ne guadagnano di certo da questa regola. Di Passeri in purezza non ne venivano esposti molti, se non dagli stessi allevatori che esponevano gli ibridi di cui sopra. Quindi nonostante la mia assidua partecipazione alle mostre, l'entusiasmo per i Passeri non cresceva e neanche vedendo la collezione di soggetti mutati in possesso di Aldo Farnedi riuscivo ad apprezzare eccessivamente questa Specie. Questo fino a quando un veccheitto, in una mattina d'estate non mi portò quello che secondo lui era un canarino bianco trovato a terra ed incapace di volare. Dal disegno boccale vidi subito che si trattava di un Passero albino (era bianco con gli occhi rossi) di due settimane circa. Chiesi al veccheitto dove l'avesse raccolto e dato che l'aveva trovato ad una cinquantina di metri da casa mia, lo misi in una gabbia in giardino e sperai che i genitori venissero ad imbeccarlo. Il maschio non si fece attendere molto ed allevò il figlio fino al completo svezzamento, la femmina non la vidi mai (probabilmente spaventata dal candore delle penne del piccolo, era stata proprio lei a gettarlo dal nido). Il piccolo era piuttosto forastico, per cui usai il vecchio sistema di alloggiarlo con un canarino adulto in modo di calmarlo. Il sistema funzionò ed il passerotto mutò tranquillamente assumendo una forma forte e rotondeggiante (in abito da nido era un po' rachitico) con le penne di colore bianco giallastro. Tenni quel passero albino per quattro o cinque anni ma non riuscii mai a decifrarne il sesso, fino a quando approfittai del fatto che al mio amico Salandi Patrizio interessava e glielo regalai. Da allora di Passeri non ne ho più tenuti, ma ho guardato con occhio più attento quelli esposti alle mostre, seguendo da vicino anche le esperienze di allevamento dei Passeri ad opera di alcuni allevatori della mia zona. Il loro metodo è semplice, a gennaio immettono cinque coppie omogenee per mutazione di colore in una voliera lasciando i soggetti liberi di scegliersi. Come nidi utilizzano quelli per cocorite, appesi ad una ventina di centimetri l'uno dall'altro, a contatto con il tetto della voliera. Come alimentazione forniscono un misto a base di miglio, scagliola e panico a cui aggiungono canapuccia e girasole. Nel periodo della riproduzione mettono a disposizione molte prede vive e precisamente tarme della farina e larve di mosca carnaria bollite. Quando i piccoli hanno raggiunto l'età dell'inanellamento, li tolgono ai genitori e eli allevano allo stecco utilizzando una papetta a base di alimento per Tordi mischiato con l'imbecco liofilizzato per canarini. Per facilitare lo svezzamento forniscono anche del grano bagnato per due giorni, che è molto appetito. Una delle accortezze utilizzate è quella di mettere sul fondo della voliera una ampia vaschetta con la sabbia, utilissima per le abluzioni giornaliere. Come materiale da nido forniscono fieno sottile che i maschi utilizzano anche per la danza che precede l'accoppiamento. La preparazione alle mostre avviene già nelle gabbie da esposizione dove i soggetti vengono alloggiati singolarmente già dallo svezzamento. Narrate alcune delle mie esperienze dirette ed indirette con i Passeri, mi sembra giusto ricordare la loro classificazione e prendendo a riferimento quella riportata su “Finches & Sparrows” possiamo dire che la famiglia Passeridae comprende 21 passeri (Genere Passer ) 6 passere lagie (Genere Petronia ) e 7 fringuelli alpini (Genere Montifringilla ). Tra questi i più conosciuti sono i soggetti indigeni con l'unica eccezione del passero dorato che ormai, date le massicce importazioni, è comunissimo. Il nostro Passero è una sottospecie di quello europeo dal quale differisce per avere la calotta completamente marrone, mentre la forma tipica presenta la parte centrale della mascherina di colore grigio. Proprio in virtù di questa peculiarità la mutazione feo si esprime molto meglio sul Passero italico rispetto all'altro. Di mutazioni sui Passeri ne sono state fissate molte, tutte dagli allevatori del nord Europa e tra le più appariscenti vanno citate sicuramente l'opale, la bruno, l'agata, la pastello, la feo e le relative combinazioni. Ultimamente gli allevatori del Belgio stanno traslando tali mutazioni anche su alcune specie esotiche di Passeri e vista la fecondità itraspecifica il lavoro andrà certamente a buon fine. Ad esempio mi auguro di vedere quanto prima un bel passero dorato opale. Relativamente all'ibridazione, oltre quelli tra i nostri soggetti indigeni e il Passero dorato non ne ho visti, anche perché molti dei soggetti esotici non sono mai stati importati. Interessante sarebbe anche testare l'affinità tra Genere Passer e Montifringilla , magari accoppiando un Fringuello alpino con una femmina di Passero domestico.
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Ma vediamo ora quali sono, secondo Finches & Sparrow i Passeri compresi nel Genere Passer: Passeri Passero europeo o Passera oltremontana Passer domesticus indicus Passer domesticus tingitanus Passer domesticus bibicus Passer domesticus hufufae Passer domesticus niloticus Passer domesticus rofodorsalis Passer domesticus hyrcanus Passer domesticus bactrianus Passer domesticus parkini Passero spagnolo o Passera sarda Passer hispaniolensis italiae Passero d'Italia Passer hispaniolensis transcaspicuas Passero persiano Passero del deserto ( Passer simplex ) e Passer simplex zarudnyi Passeri asiatici Passero del sexaul ( Passer ammodendri ) e passer ammodendri stoliczkae Passero di Sindt o Passero sopracciglio castano ( Passer pyrrhonotus ) Passero cannella o Passero bruno ( Passer rutilans ) e Passer rutilans cinnamomeus Passer rutilans intensior Passer rutilans transacucasicus Passer rutilans dilutus Passer rutilans tibetanus Passer rutilans malaccensis Passer rutilans hepaticus Passer rutilans Benenguellensis Passer rutilans subsolanus Passero domestico di Pagu o Passero del Vietnam Passero mattuggio ( Passer montanus ) Passero maggiore ( Passer motitensis ) Passer motitensis cordofanicus Passer motitensis shelleyi Passer motitensis insularis Passero di Socotra Passer motitensis rufocintus Passero rossiccio del Kenia Passero capo verde o Passero fronte nera ( Passer iagoensis ) Passero coda nera o Passero del capo ( Passer melanurus ) e Passer malanurus vicinis Passer malanurus demarensis Passeri medio-orientali e africani Passero della Somalia ( Passer castanopterus ) e ( Passer castanopterus fulgens ) Passero del Mar Morto ( Passer moabiticus ) e ( Passer maoabiticus yatii ) Passero dorato del Sudan ( Passer luteus ) Passero dorato dell'Arabia ( Passer euchlorus ) Passero castano o Passero di Emin ( Passer eminibey ) Passeri africani Passero testa grigia ( Passer griseus ) e ( Passer griseus ugandae ) ( Passer griseus laeneni ) Passero di Swainson ( Passer swainsonii ) Passero becco grosso o Passero becco di pappagallo ( Passer gongonensis ) Passero di Swahili ( Passer suahelicus ) Passero testa grigia del sud o Passero del Capo ( Passer diffusus mozambicus ) ( Passer diffusus luangwae )
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