(Dendrocopus major)
di G.B.
In Italia esistono diverse specie di Picchi: i più noti
e i più rappresentativi di questa famiglia sono: il Picchio rosso minore,
il Picchio rosso maggiore e il Picchio verde. Esistono altre specie come il
Picchio rosso mezzano, il Picchio dorsobianco, il Picchio cenerino, il Picchio
tridattilo, ma le loro abitudini sono identiche a quelle dei loro consimili.
Si tratta di specie protette e date le difficoltà di allevamento in
cattività è consigliabile di limitarsi ad osservarli. Nel caso
però capitasse, così come spesso è successo a me, di
vedersi recapitare a casa una intera nidiate affamata di questi uccelli eccezionali,
proverò a raccontarvi la mia esperienza nell'allevamento di giovani
Picchi.
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Areale distributivo del Picchio rosso maggiore
(Dendrocopus major)
Descrizione
Il picchio rosso maggiore può sicuramente essere considerato, tra i
piciformi, quello più eclettico frequentando tanto i boschi fitti che
quelli radi, ma anche parchi, giardini e così come succede al Picchio
verde, anche siepi alberate di aperta campagna e non.
Questa specie è decisamente adattabile non solo per quanto riguarda
l'habitat ma anche per quanto concerne il cibo, assai vario in quanto interessa
tanto sostanze di origine animale che vegetale, trova proprio in questa particolarità
il vantaggio che gli permette un diffusione così vasta.
Nelle osservazioni in natura si è notata la sua predilezione per le
conifere.
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Picchio rosso maggiore in fase di allevamento
della prole. La fotografia in natura di Fausto Braschi©
riprende una femmina che porta il cibo al nido
Malgrado il suo nome italiano, le tinte dominanti di questo
Picchio sono il bianco e il nero che lo distinguono a prima vista dai picchi
neri o verdi; meno facile invece la distinzione dal mezzano, dal dorsobianco
e la minore. La caratteristica che lo distingue, se osservato di schiena,
è la spallina bianca, assente nel dorsobianco e nel minore, mentre
rispetto al mezzano è la taglia che li distingue ma che a distanza
poco serve.
Il Picchio rosso maggiore possiede una taglia di circa 20.22 centimetri e
oltre alle due macchie biance delle spalline, ha il sottocoda di colore rosso
carminio. La macchia rossa sulla nuca è caratteristica maschile mentre
i giovani di entrambi i sessi, di rosso hanno il rosso sul vertice della testa.
L'unica differenza tra maschio e femmina è proprio l'assenza del rosso
sulla nuca (nella femmina).
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Ed ecco che il giovane più audace
della nidiata sporge la testa per osservare il mondo circostante.
Foto in natura di Fausto Braschi©
Un'abitudine comune a tutte le specie è la fabbricazione
del nido che viene scavato a colpi di becco nei tronchi degli alberi. A questa
attività sono particolarmente adatti poiché le dita dei piedi
sono contrapposte in modo da offrire un appiglio solido in qualsiasi posizione
e la cosa possiede penne con asse robusto e tozzo che forniscono un punto
d'appoggio notevole e adatto ad equilibrare i colpi di becco.
Nelle cavità così allestite, la femmina depone, sulla segatura
che si è formata sul fondo, 4-8 uova bianche.
Leggendo qualsiasi testo di ornitologia leggeremo che i Picchi si alimentano
con insetti, soprattutto di formiche, ma anche di bacche e frutta.
Questo però non aiuta l'allevatore che anzi, per esperienza personale
posso dire che dovranno veramente dedicare molto tempo e pazienza.
Innanzi tutto è importante sistemare i pullus in modo che credano di
essere ancora nel prfondo del loro nido, contrariamente si spaventano e tentano
di fuggire.
Uno dei maggiori problemi è quello di non farli restare a contatto
delle loro feci, ciò provocherebbero con molta facilità forme
parassitarie ed infettive che prosperano sugli escrementi.
In condizioni naturali sono i genititori che provvedono a tenere pulito il
nido asportando con il becco le feci che sono racchiuse in una membrana.
Per ovviare al problema ho organizzato un contenitore di 20 cm. di diametro,
quasi totalmente riempito di segatura pressata, introdotto in un altro contenitore
con un diametro di poco maggiore, profondo però 60 cm. data l'abitudine
dei nidiacei di defecare ai bordi, questo trucco ha permesso alle feci di
cadere nell'intercapedine.
Risolto questo problema, non da poco, resta tuttavia l'inconveniente dell'alimentazione.
I piccoli chiedono continuamente cibo e sono propensi a mangiare fino all'indigestione,
non lasciatevi impietosire dai loro continui richiami.
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In questa foto osserviamo la appena percettibile
macchia rossa sull anuca del soggetto, che ci fa affermare trattasi di un
maschio
Osservando in natura abbiamo calcolato (mi sono fatto aiutare
in questa incombenza da un amico) che i due genitori, dall'alba al tramonto,
possono portare non più di tre imbeccate all'ora, il che significa
che in una nidiate di sei giovani ognuno mangia ogni 20/30 minuti.
Ho quindi optato per una somministrazione d'alimento ogni ora e una razione
doppia come ultimo pasto alla sera.
I giovani Picchi rossi maggiori sono stati alimentati con tarme tritate, farina
di crisalidi, uova di formica rinvenute in una soluzione di acido formico,
il tutto mescolato con alimenti omogeneizzati, per bambini, di carne, frutta
e verdure.
Almeno una volta alla settimana aggiungo un complesso vitaminico e qualche
goccia di antibiotico come prevenzione contro le infezioni.
Quando sono bene in piume e già capaci di arrampicarsi li immetto nella
voliera fornita di tronchi cavi e interi e inizio con la somministrazione
di cuore di cavallo a piccole striscioline, tarme vive e le solite uova di
formica all'acido formico.
Questa dieta, integrata da frutta fresca di tutti i tipi, mi ha sempre permesso
di portare allo svezzamento i piccoli sfortunati che amici e conoscenti mi
hanno portato.
Se quindi vi dovesse succedere di dover intervenire per salvare una nidiate
di picchi, posso consigliarvi si cercare di riportare i piccoli al nido e
nelle peggiore delle ipotesi seguite i consigli che ho appena suggerito ma
fate lavorare anche la vostra capacitèà di sintesi.