L'ALLEVAMENTO DELLE TANGARE

Di Johan Ingels

Il belga Johan Ingels sembra essere il maggior collezionista ed esperto di Tanagridi d'Europa e forse del mondo, e qui riportiamo una nota per chiarire e definire meglio, sistematicamente, questa famiglia di uccelli, comprendente circa 220 specie tra le più colorate e fastose dell'America del Sud, ma piuttosto varia per taglia, elementi morfologici, costumi ed abitudini. Lo diciamo perché nello stralciare l'articolo del signor Ingels conserveremo i nomi volgari e scientifici dati da lui o più verosimilmente dal traduttore argentino della rivista che, per essere un sud-americano, chiamerà gli uccelli come vengono denominati in loco, ossia spesso impropriamente.

Attualmente le Tangare non vengono importate, e a differenza di qualche tempo fa, è difficile reperirle nelle collezioni degli amatori di specie esotiche; da parte mia posso dire che allevo questi interessanti e variopinti frugivori-insettivori da parecchi anni. Dapprima tenevo i miei esemplari in gabbia, ma poi ho preferito alloggiarli in un aviario in giardino, composto di due parti: una serra di m 6x3x2,50 addossata a una parete dell'autorimessa, ed una voliera esterna di m 6x6x3 anch'essa abbondantemente fornita di vegetazione interna. Durante i mesi invernali le Tangare vivono in permanenza nella serra, dove la temperatura viene mantenuta costantemente intorno ai 10°-12° C. tramite un sistema di riscaldamento elettrico; in essa ho sistemato diverse specie di piante tropicali assai robuste e di facile crescita ( Cissus, Aralia, Ficus e Fatshedera ). In generale non vengono troppo danneggiate dagli uccelli; qualche danno di una certa consistenza viene apportato loro soltanto in inverno, allorquando il gruppetto di alati è costretto a rimanere dentro la serra.


Piranga flava

Ho constatato che le Tangare amano trastullarsi con i verdi germogli e le altre parti più tenere delle piante; non sono invece riuscito ancora a stabilire se se ne servano anche come alimento.

Da maggio a ottobre gli uccelli hanno libero accesso alla voliera esterna, ma sia all'inizio sia alla fine di tale periodo, li costringo alla sera a rientrare nella serra poiché la temperatura notturna è troppo fresca. In piena estate, invece, li lascio liberi di restare a dormire all'aperto, sui rami dei folti cespugli che ho piantato nella voliera: sambuchi, ligustri, ginestre, eriche, ginepri, tassi, rosai, betulle, ecc.


Green headed Tanager


Tangara arthus


Thraupis episcopus

Alle volte permetto alle Tangare di volare nella voliera esterna anche in inverno, ma soltanto nelle giornate di sole e limitatamente alle ore più calde, cioè quelle intorno a mezzogiorno. Questi alati infatti mal sopportano le basse temperature: già a 7° 8° C. mostrano di non trovarsi a proprio agio, perdendo la naturale vivacità e standosene appallottolati e sonnolenti per la maggior parte della giornata. Non risentono invece di temperature anche superiori ai 30° C.


Tangara larvata

Per quanto concerne l'alimentazione, si può dire che essa di suddivide in cinque categorie: frutta, insetti, cibo liquido, cibo «artificiale» e alimenti complementari.


Tangara larvata

La dieta frugivora consiste in mele, pere, supplementi saltuari di banane e arance, e quando disponibile frutta fresca di stagione (uva, pesche, ciliege).

Le Tangare mostrano una spiccata predilezione per gli acini d'uva schiacciati e per i rami carichi di ciliege che sul finire della primavera appendo nella voliera. In autunno-inverno fornisco pure bacche di sorbo e di sambuco.


Tangara cayana


Tersina veridis


Thraupis palmarum

Le prede vive, che somministro alternativamente a seconda delle stagioni sono: tarme della farina (meglio se non molto grandi), larve di mosca carnaria, aracnidi, miriapodi e piccole cavallette


Saffron crownwd tanager

Il cibo liquido è un supplemento assai importante; lo preparo sciogliendo in una tazza d'acqua tiepida due cucchiaini di miele o di nettare (quello per i Lori). Di tanto in tanto alla soluzione, che viene fornita agli uccelli in beverini a sifone di plastica, aggiungo altri alimenti ed anche eventuali medicine necessarie: integratori minerali idrosolubili, complessi vitaminici, antibiotici, latte in polvere e alimenti per neonati.


Ramphocelus passerini

Il cibo liquido però non deve essere lasciato nella voliera più di dodici ore perché, soprattutto d'estate, si altera facilmente e di conseguenza può essere causa di pericolosi disturbi intestinali. A intervalli va fornito il cibo «artificiale», che è composto di pane bagnato ben strizzato, patate bollite finemente schiacciate, riso cotto e formaggio di latte magro; il tutto viene dolcificato con glucosio o miele ecc., all'occorrenza inumidito con acqua o latte.


Tachyphonus rufus

Supplementi indispensabili sono infine le verdure, il grit, i sali minerali, il cibo universale e le uova di formica fresche o essiccate. In merito al cibo universale, dapprima avevo l'abitudine di mescolare insieme i vari tipi di pastoni reperibili in commercio e di dolcificare il tutto con glucosio nelle proporzioni di 20 a 1, adesso invece li somministro separati, ognuno in un contenitore: in tal modo gli uccelli dispongono di vari preparati differenti e possono scegliere a seconda dei propri gusti, anche perché ho cura di riempire le mangiatoie a mano a mano che vengono vuotate.


Ramphocelus carbo

Così allevate le Tangare si mantengono in buone condizioni di salute e si trovano a proprio agio in cattività, tant'è che ben cinque mie coppie differenti hanno manifestato il desiderio di riprodursi: i risultati purtroppo non sono stati tutti positivi, tuttavia mi hanno consentito di compiere interessanti osservazioni circa il comportamento riproduttivo di questi stupendi alati.


Green headed

Successi riproduttivi

Dal 1984 - scrive Ingels - mi sono interamente consacrato allo studio e alla riproduzione in cattività dei Trawpidi di cui ho posseduto 70 specie sulle 220 circa conosciute, alcune delle quali molto rare:

Tangara becco rosso (Chlorophonta flavirostris);

Tangara di Finsch (Euphonia Finschi);

Tangara di Palmer (Tangara Palmeri);

Tangara gola verde (Tangara argyforenses);

Tangara montana ventre marron (Delothraupis castanio ventris);

Tangara vermiglia (Colochaetes coccineus).

Queste specie molto rare mi furono cortesemente inviate da amici del sud America (signori Paez di Quito, Equador e E. Cordier di Cochabamba, Bolivia) o venduti da colleghi belgi (J. Maroy) e olandesi (S. Vau't Hart di Rotterdam). Dall '89 ho iniziato ad avere le prime soddisfazioni con risultati produttivi, parziali o totali, importanti con specie normalmente importate e quindi più conosciute di quelle già elencate, ossia con:
Tangara scarlatta (Ramphocelus brenhus): uova infeconde

Tangara nuca rossa (Tangara rufuervix): uova schiuse ma piccoli non allevati;

Tangara oro (Tangara arthus): idem;

Tangara gola d'argento (Tangara tcterocephala): idem ;

Tangara turchese (Tangara Mexzrana): idem;

Tangara frugivora o gazza (Cissopzs leverzana): idem;

Tangara testa gialla (Euphonia chlotzca): svezzato 7 novelli;

Tangara groppone d'oro (Tangara larvata): svezzato 5 novelli ;

Tangara azzurra (Thraupis episcopus); svezzato 1 novello;

Tangara purpurea (Thraupis ornata); svezzato 1 novello;

Tangara becco d'argento (Ramphocelus carbo): svezzato 1 novello.

Dal '89 al '94 undici specie di Tanagridi del mio allevamento hanno complessivamente costruito 31 nidi, deposto 23 uova ed allevato, fino all'indipendenza, 16 novelli.


Alimentazione in cattività

Essenziale alla tenuta e alla riproduzione delle Tangare sono i problemi dell'alloggio e alimentari.
Per quanto riguarda l'alimentazione Ingels dice di basarsi sugli insegnamenti dell' esperto olandese J.P. Holsheimer di Deventer che, in più a quanto gli uccelli riescono a reperire in voliere ricche di vegetazione, fiori e d' arbusti che attirano ogni specie d'insetti e farfalle e quindi uova, larve, ninfe, afidi, nettare, consiglia un'alimentazione base con un miscuglio composto dal:

40% di mangime avicolo in farina;

20% di carne non grassa di manzo lessata e finemente tritata;

5% d'uovo sodo escluso il guscio;

3% d'olio di soja o di germe di mais;

23%di frutta frullata;

1% di fosfato di calcio;

1% di vitamine e sali minerali.

Il mangime avicolo - precisa l'amatore belga - può essere sostituito da un buon pastone per insettivori-frugivori o «universale», la carne fresca con un buon concentrato proteico, mentre la frutta (pomodoro, aranci, ecc.) può essere servita a parte. Questa dieta di base può essere variata mettendo a disposizione degli uccelli prede vive, uova e larve di formica, mosca ed altri insetti graditi, freschi o secchi ma rinvenuti nel latte o in acqua tiepida. L' acqua di bevanda deve essere sempre fresca e pulita, mentre molte specie gradiscono un miscuglio d'acqua e miele che è anche alimento. Ingels ammette di usare in pratica una dieta diversa da quella descritta che, però, non descrive.

Queste semplici informazioni alimentari, essenziali o molto importanti ai fini della riproduzione in prigionia, per una sottofamiglia (Emberizidae) numerosa, come si diceva, d'ordini e generi (Euphonia, Tangara, Thraupis, Ramphocelus, Tanagra, Encometis, Piranga, Ghlorophonia, etc.) di conformazione fisiologica, habitat, costumi e necessità alimentari diverse, non possono bastare o sono sufficienti solo per un discorso generale per cui resta all'amatore l'obbligo di studiare le specie possedute e provare con esse gli alimenti con i quali i genitori sono disposti ad imbeccare i piccoli. I molti insuccessi elencati da Ingels, tanti genitori che, schiuse le uova, non nutrono la prole, sono sicura-mente da attribuire al non avere avuto a disposizione alimenti da essi ritenuti adatti.


Alloggio
La collezione di Ingels va da 75 a 125 Tanagradi appartenenti a 40-50 specie diverse, alloggiati in 900 mt. di voliere di cui 2 coperte (350 mc. cadauna) e 1 esterna (150 mc.) comunicante con un'interna che, riscaldate, servono anche per l'inverno.

Le coppie di cui vuole tentare la riproduzione vengono alloggiate, in estate, in una delle voliere coperte e in quella doppia (interna-esterna), mentre tutti gli altri (spaiati, immaturi, che non interessano per la riproduzione) sono relegati, in modo più fitto, nell' altra voliera coperta così che non molestino i primi. . Il numero dei soggetti in ogni recinto dipende dall'età e da quello che l'amatore si propone di farne.
Se li tiene per la gioia d'averli, osservarli, studiarne il comportamento, possono bastare da 5 a 10 mc. per coppia, ma se vuole tentarne la riproduzione abbisognano di 40-50 mc. la coppia in voliera mista e di 10-20 mc. se in voliera isolata, condizioni quest'ultima che offre condizioni assai maggiori di successo.

La riproduzione per coppie singole

La soluzione ideale, nelle nostre condizioni di clima, secondo Ingels, sarebbero piccole voliere esterne in comunicazione con piccole voliere interne, riscaldabili, di 10 mc., nelle quali alloggiare una sola coppia.
Sia le voliere interne che le esterne, sia le coperte che le scoperte, secondo le condizioni climatiche locali, dovrebbero poter essere riscaldate a circa 10 gradi centigradi se ospitano Traupidi e Ramifoceli e a circa 15 gradi C. se ospitano Eufonie e Tangare .

Devono essere inoltre piantate a fiori, arbusti, piante ornamentali che attirino insetti, e quindi uova, larve, ninfe e altre prede vive, proteggono gli uccelli contro le avversità atmosferiche e offrono gran numero di posti di nidificazione per le quali bisogna mettere a disposizione portanidi di ogni forma e dimensione, materiale da nido animale e vegetale, pareti con rampicanti. Si tratta di accorgimenti, del resto, validi con tutti gli uccelli, sulle cui abitudini e necessità si sa poco e che l'allevatore d'indigeni ed esotici tenta ed esperimenta in continuazione.

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